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La presa di Singapore
Libri Moderni

Farrell, J. G. <1935-1979>

La presa di Singapore / J. G. Farrell ; traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi

Pozza, 2021

Abstract: Singapore, 1937. Walter Blackett, president dell’illustre casa mercantile Blackett and Webb Limited, fino a qualche tempo fa non poteva certo lamentarsi della sua vita, condotta sempre nel segno della tranquillità e di una crescente fortuna. Al punto tale che, nei due decenni dopo la Grande Guerra, solo un paio di volte qualcosa ha osato turbare il placido equilibrio della sua esistenza. Si trattava, però, di piccolo questioni, faccende di nessun peso. Nulla, insomma, che potesse essere accostato alle gravose circostanze in cui si ritrova a vivere ora. Saranno i tempi moderni, ma tanto per cominciare Joan, la figlia maggiore, frequenta solo giovani pretendenti del tutto inadatti a lei e alla sua condizione. Un’attitudine intollerabile per un uomo come Walter Blackett, che non può certo lasciare che le figlie convolino a nozze con un avventuriero qualsiasi. Norma vorrebbe che la figlia del presidente della Blackett and Webb Limited sposasse qualcuno che abbia il suo stesso rango all’interno della Colonia. Il figlio di Mr Webb, il suo socio in affari, ad esempio. Peccato che anche per il ragazzo di Webb non sembra valere più alcuna norma: il rampollo è cresciuto con strambe idee progressiste sull’alimentazione e l’istruzione e, anziché affiancare il padre nella conduzione della casa mercantile, lavora per la Società delle Nazioni. Per giunta, con il passare degli anni, lo stesso Mr Webb dà segno di inesplicabili stramberie. Ha preso l’abitudine di potare le rose in giardino completamente nudo e di recente ha anche iniziato a invitare a casa sua giovani cinesi di entrambi i sessi «per modellare il fisico» per mezzo di sessioni di allenamento e ginnastica. Per fortuna gli affari vanno a gonfie vele. La guerra, e la corsa dei governi inglese e americano all’accaparramento di scorte per affrontare un eventuale crollo delle forniture, ha portato la domanda di gomma a livelli mai visti. Certo, gli scioperi dell’ultimo decennio hanno cambiato il volto della Malesia Britannica e ancora scuotono il paese. Ma chi potrebbe lontanamente supporre che il glorioso Impero britannico, con i suoi stabili confini tra classi e nazioni, possa correre un qualche pericolo? Sferzante e irresistibile romanzo sulla caduta dell’Impero britannico e, nello stesso tempo, impeccabile ricostruzione dello sfarzo e delle miserie della vita dei coloni inglesi negli anni Trenta, La presa di Singapore conclude la Trilogia dell’Impero, iniziata con Tumulti e proseguita con L’assedio di Krishnapur, trilogia che ha fatto di J. G. Farrell uno dei più acclamati e importanti scrittori inglesi del Novecento.

Due vite
Libri Moderni

Trevi, Emanuele <1964->

Due vite / Emanuele Trevi

Pozza, 2021

Abstract: Rocco Carbone nasce a Reggio Calabria nel febbraio del 1962, ma una buona parte della sua infanzia la trascorre in un piccolo paese dell'Aspromonte, Cosoleto: un posto di gente dura, taciturna, incline a una rigorosa amarezza di vedute sulla vita e sulla morte. Emanuele Trevi lo conosce nell'inverno del 1983, quando è arrivato a Roma da poco tempo e si è iscritto a Lettere. Parlare della vita di Rocco, per Trevi, significa necessariamente parlare della sua infelicità, ammettere che faceva parte di quella schiera predestinata dei nati sotto Saturno, tratteggiarne la personalità bipolare e a tratti sadica, il carattere spigoloso, la natura lucida e sintetica dell'opera. Pia Pera cresce a Lucca in una famiglia colta, originale ed eccentrica. Poco più che adolescente lascia la città toscana e studia Filosofia all'università di Torino. Dopo un dottorato in storia russa alla University of London inizia a insegnare letteratura russa all'Università di Trento, ma poi, delusa dall'ambiente, lascia perdere ogni ambizione accademica e decide di occuparsi di un fondo abbandonato a San Lorenzo, dedicandosi alla cura del giardino. Quando Trevi la incontra, Pia è una trentenne spavalda e maldestra, brillante, anticonformista e generosa. Ma già possiede quella leggerezza e quella grazia di chi, mentre la malattia costringe alla resistenza continua, sa correre sempre in avanti, verso l'altrove.

Nel paese degli algoritmi
Libri Moderni

Jean, Aurélie <1982->

Nel paese degli algoritmi / Aurélie Jean ; traduzione dal francese di Elena Dal Pra

Pozza, 2021

Abstract: Che cosa sono gli algoritmi che governano la nostra vita quotidiana? Che cosa c'è dall'altra parte dell'iceberg matematico? Codici ed equazioni matematiche governano ormai profondamente la nostra vita. Il mondo digitale, cui dedichiamo larga parte del nostro tempo, opera sostanzialmente in base ad algoritmi: gli algoritmi dei siti di vendita, dei social network, quelli per la geolocalizzazione o per l'assegnazione dei posti all'università. Un semplice sguardo, poi, allo stato della ricerca tecnoscientifica contemporanea basta per rendersi conto che non vi è fenomeno fisico, economico o sociale che possa oggi sottrarsi a una modellazione numerica. L'autrice di questo libro, ad esempio, ha simulato coi suoi algoritmi la morfologia della gomma in scala nanoscopica, ha previsto l'elasticità di un tessuto cardiaco rigenerato in laboratorio, ha automatizzato la stesura di news finanziarie e simulato il funzionamento del trauma cranico. Si può perciò affermare che, se non è ancora pienamente diventata il paese degli algoritmi, la terra è destinata inevitabilmente a esserlo in un futuro molto vicino. Sappiamo, tuttavia, come vanno davvero le cose nel paese degli algoritmi? Sappiamo a quali procedure, speranze, rischi e pericoli vanno realmente incontro coloro che si avventurano in questo regno? Le pagine che seguono cercano di rispondere a queste domande, invitando i lettori a un viaggio al cuore delle equazioni matematiche e delle righe di codice. Un viaggio in cui le speranze che guidano le modellazioni numeriche traggono alimento da un antico sogno: l'idea di penetrare, attraverso la virtualizzazione dei fenomeni, i meccanismi stessi della vita. Aurélie Jean non si limita, tuttavia, a illustrare le magnifiche sorti della modellazione numerica della realtà, ne mostra anche i pericoli, anzi il sommo pericolo. Uno spettro si aggira, infatti, nel paese degli algoritmi: lo spettro dei cosiddetti «bias algoritmici», vale a dire dei pregiudizi cognitivi che caratterizzano la fragile conoscenza umana e che possono distorcere gli algoritmi sino al punto da generare discriminazioni inaccettabili. Com'è accaduto, ad esempio, ad Amazon che, nel 2018, per selezionare i curricula dei candidati più idonei a essere assunti in azienda, ha progettato un algoritmo addestrandolo sulle assunzioni degli ultimi dieci anni, in prevalenza maschili, con l'inevitabile conseguenza che l'algoritmo ha sviluppato un bias che lo ha indotto a sottostimare il valore di un profilo femminile. Eliminare alla radice i bias è, per Aurélie Jean, un compito impossibile. È, invece, possibile «comprendere il passaggio dai "nostri" bias ai bias algoritmici», aprendo la ricerca scientifica al pensiero critico e alla riflessione e capovolgendo l'antico pregiudizio che vuole i filosofi riflettere su un mondo che gli sfugge e gli scienziati costruire un mondo su cui non riflettono.

Il militante
Libri Moderni

Nguyen, Viet Thanh <1971->

Il militante / Viet Thanh Nguyen ; traduzione dall’inglese di Luca Briasco

Pozza, 2021

Abstract: Protagonista è ancora il giovane Capitano dell’esercito sudvietnamita che, nel romanzo precedente, "Il simpatizzante", dopo la caduta di Saigon nel 1975, ripara negli Stati Uniti e, all’insaputa dell’amico e fratello di sangue Bon e del generale capo della Polizia Nazionale sudvietnamita, invia i suoi rapporti a Man, suo addestratore tra le fila Vietcong. Trascorsi gli anni americani nella condizione di estraneità e invisibilità propria di un rifugiato e di una spia comunista, agli inizi degli anni Ottanta, con in tasca il passaporto di un certo Vo Danh, il simpatizzante sbarca a Parigi in compagnia dell’inseparabile Bon. La Francia, il paese della lunga dominazione coloniale in Indocina, ha concesso ai due fratelli di sangue l’agognato diritto d’asilo. È l’occasione per entrambi di lasciarsi alle spalle le dolorose ferite del passato. Un’occasione da coltivare attraverso la piú pura delle attività capitalistiche, offerta dal Boss vietnamita trasferitosi dal campo di Palau Galang a Parigi: lo spaccio e il commercio di droga. Per Bon rappresenta la possibilità di smettere d’essere un ospite sgradito. Per il simpatizzante, che ha trascorso buona parte della sua vita a credere in qualcosa nel cui cuore non c’era che il nulla, semplicemente un’altra possibilità data al nulla. Un nulla, questa volta, che rende Parigi una città dal fascino torbido e che fa degli intellettuali engagés della sinistra francese frequentati a casa della “zia” vietnamita, cui Man l’ha indirizzato, nient’altro che una fedele clientela delle sostanze del Boss. Un nulla che rende, infine, arduo realizzare il compito che alberga da sempre nell’animo del simpatizzante: la riconciliazione tra i fratelli di sangue di un tempo, Bon e Man, che la Storia, con le sue crudeltà e le sue cieche passioni e speranze, ha collocato su fronti opposti.

Questa vita
Libri Moderni

Hägglund, Martin <1976->

Questa vita : finitezza, socialismo e libertà / Martin Hägglund ; traduzione di Pierluigi Lago

Pozza, 2020

Abstract: Finitezza, libertà e socialismo sono i concetti attorno a cui ruota la riflessione contenuta in questo libro che, come ha scritto il New Yorker, è una di quelle rare opere dalla cui lettura si esce «con una visione più chiara delle cose», a prescindere dal fatto che si condividano o no le sue tesi. Finitezza, libertà e socialismo sono anche i termini attraverso i quali Questa vita articola la critica e cerca di mostrare l’infondatezza delle «fedi» che sembrano caratterizzare il nostro tempo: il ritorno del sentimento religioso, il concetto della libertà come autodeterminazione e indipendenza dell’individuo, la concezione economica del liberismo. Ribadire il concetto di finitezza significa innanzi tutto, per Hägglund, affermare risolutamente l’impensabilità di ogni prospettiva religiosa. La fede in una vita eterna, che è alla base di ogni argomentazione religiosa, presuppone infatti un’esistenza che non ha mai termine, che non si arresta mai. Ma un’esistenza così fatta non ha bisogno di essere sostenuta, non necessita, cioè, di alcuna attività, di alcuna cura, di alcun pensiero. L’esistenza alimenta il pensiero e ha senso soltanto in quanto è un’esistenza esposta al pericolo di finire ed è, perciò, qualcosa di cui occorre prendersi cura perché sia, perché continui ad essere. «Essere finiti – suona un passo di quest’opera – significa innanzitutto due cose: che si dipende dagli altri e si vive in relazione alla morte. Sono finito perché non posso provvedere alla mia vita da solo e perché morirò». Da questo punto di vista, anche l’ideologia dell’autodeterminazione assoluta, la religione della libertà come indipendenza dell’individuo, non ha alcun fondamento per Hägglund. Ci prendiamo cura della nostra esistenza, e agiamo nella forma più alta di questa cura, il pensiero, perché la nostra è un’esistenza fragile, intrisa di temporalità, delimitata dalla sua finitezza e dal rapporto con gli altri, innanzitutto dal mondo storico e dal passato da cui scaturisce. Passando da Agostino a Hegel, da Marx a Heidegger, da Dante a Proust, da Keynes a Hayek, Hägglund mostra come non la liberazione dalla dipendenza sociale e dal tempo sia la posta in gioco nell’autentica libertà, ma al contrario la liberazione del proprio tempo e della propria esistenza sociale. Liberazione che rende necessario, oggi più che mai, ripensare la prospettiva del socialismo democratico in cui siano i bisogni di «questa vita», il valore della nostra esistenza qui ed ora, e non l’accumulazione infinita di capitale, al centro dell’attività umana.

Uno specchio lontano
Libri Moderni

Tuchman, Barbara W. <1912-1989>

Uno specchio lontano : un secolo di avventure e di calamità : il Trecento / Barbara W. Tuchman ; traduzione di Giovanna Paroni

Pozza, 2020

Abstract: l Trecento, come l'epoca che stiamo vivendo, fu un secolo in bilico tra luce e ombra. Gli uomini si disperavano e al tempo stesso danzavano sul ciglio dell'abisso. Un male venuto dall'Oriente con la prima globalizzazione delle rotte navali e dei commerci, la peste nera, uccise un terzo della popolazione dall'Irlanda all'India. Una guerra senza fine contrappose Inghilterra e Francia devastando le terre più ricche e lasciando il continente in balia delle compagnie di ventura. La crisi economica e un sistema fiscale oppressivo innescarono rivolte populiste. La Chiesa era contesa da due papi, uno a Roma e l'altro ad Avignone, mentre i turchi insidiavano ciò che restava del millenario Impero romano. Lo avrebbero definitivamente cancellato dalle carte geografiche conquistando Costantinopoli di lì a mezzo secolo. L'invasione islamica dell'intera Europa non era più un incubo ma diventava una possibile realtà. La civiltà occidentale sembrava al collasso. Eppure quello fu il secolo di Petrarca e Chaucer, dei romanzi cavallereschi, del pensiero filosofico e scientifico che si alimentava a Oxford, alla Sorbona, a Bologna, a Padova. Milano era la capitale finanziaria. Firenze, nonostante le crisi bancarie, negoziava con i sovrani del continente. Venezia era il principale crocevia dei commerci. Lo spettro della fine, in realtà, stava spazzando via il sistema feudale divenuto ormai obsoleto, basato su ideali cavallereschi sbiaditi e incontrasto con una modernità che si sarebbe dispiegata di lì a pochi decenni con l'invenzione della stampa a caratteri mobili, la conquista dell'America, la messa a punto di armi da fuoco sempre più micidiali, la riscoperta dei Classici e la magnificenza del Rinascimento. Barbara Tuchman ricostruisce quel mondo seguendo le orme di un uomo, Enguerrand VII signore di Coucy, che attraversò quell'epoca in tutta la sua tragedia e in tutta la sua magnificenza. Ci porta sui campi di battaglia, nei castelli, nelle campagne flagellate, nella vita quotidiana, nei balli sfrenati e nelle penitenze masochiste, tra nobili e servi, ebrei e cardinali, stregoni e mercenari, santi ed esattori delle tasse. Ci fa scoprire quell'epoca, così simile alla nostra, facendo le debite proporzioni, come se la stessimo rivivendo. Giungendo a smentire le Cassandre sempre pronte a decretare la fine di un mondo.

La vergine azzurra
Libri Moderni

Chevalier, Tracy <1962->

La vergine azzurra / Tracy Chevalier ; traduzione di Massimo Ortelio

Nuova ed.

Pozza, 2020

Abstract: XVI secolo, Francia: Isabelle du Moulin è una splendida ragazza dai capelli color rame, chiamata da tutti nel villaggio con lo stesso nome della statuetta della Vergine che il duca de l'Aigle ha portato un giorno in paese: la Rossa. Dall'arrivo di Monsieur Marcel, coi suoi sermoni contro la Vergine, quel nome è diventato un tormento. Non è più un affettuoso nomignolo ma il nome di una strega, il sinonimo stesso di una malvagia creatura in un villaggio accecato dal fanatismo della Riforma. Quando resta incinta del giovane Tournier, a Isabelle non resta altro che abbracciare, dopo le persecuzioni seguite al Massacro di San Bartolomeo, fino in fondo la sorte dei Tournier: l'emigrazione nel villaggio svizzero di Moutier e un destino sconvolgente e inaspettato...

Scrublands noir
Libri Moderni

Hammer, Chris <1960->

Scrublands noir / Chris Hammer ; traduzione dall'inglese di Annamaria Biavasco e Valentina Guani

Neri Pozza, 2021

Abstract: È una rovente giornata estiva a Riversend, una piccola cittadina australiana afflitta dalla siccità, quando Byron Swift, il giovane sacerdote della comunità, esce dalla chiesa imbracciando un fucile da caccia dotato di mirino e spara sui parrocchiani riuniti sul sagrato in attesa della funzione, prima di essere freddato da un colpo di pistola esploso da un agente di polizia. Un anno dopo, Martin Scarsden viene incaricato dal suo giornale, il Sydney Morning Herald, di scrivere un pezzo su Riversend, una sorta di reportage da mandare in stampa il giorno stesso dell’anniversario della strage. L’idea non è di ritornare su un efferato crimine su cui si sono già consumati fiumi di inchiostro, ma di raccontare come vanno le cose in paese a un anno di distanza. Dopo aver incontrato la gente del posto e ascoltato la loro versione dei fatti, Martin si rende però conto che le ragioni di quella strage sono tutt’altro che chiare, e che sia la personalità del sacerdote sia le circostanze in cui ha agito sono tuttora avvolte nell’oscurità. Sebbene abbia ammazzato cinque persone a fucilate, Byron Swift, a detta di tutti in paese, era un uomo sensibile che si prendeva incessantemente cura del prossimo. Certo, le cronache sono piene di bravi cittadini che si rivelano poi folli e feroci assassini. Tuttavia, il giorno della strage il giovane sacerdote era tutt’altro che in preda alla follia. Era calmo, metodico. Ad alcuni aveva sparato e ad altri no, con l’infallibilità di un cecchino. Spinto dal suo istinto di reporter, Martin decide di raccogliere quante più informazioni su Swift e su una vicenda che, tra dubbi, depistaggi e gravi pericoli, si rivela sempre più sfuggente e, per questo, estremamente intrigante. L’inchiesta lo condurrà nelle Scrublands, un’enorme penisola di mulga, una landa desolata dove il clima è ancora più rovente e dove il rinvenimento di altri due corpi rimescolerà tutte le carte in tavola. Sorretto da una magnifica prosa e da un ritmo incalzante.

Lady Montagu e il dragomanno
Libri Moderni

Giaveri, Maria Teresa <1944->

Lady Montagu e il dragomanno : viaggio avventuroso all'origine dei vaccini / Maria Teresa Giavieri

Pozza, 2021

Abstract: «Un esperimento praticato da donne ignoranti». Così, nella Londra del 1721, viene accolta la proposta, avanzata da una dama elegantissima e intraprendente, Lady Mary Wortley Montagu, di immunizzarsi dal virus letale del vaiolo infettandosi preventivamente con una dose attenuata del morbo. Moglie dell'ambasciatore inglese a Costantinopoli, Lady Montagu ha appreso durante il soggiorno in Turchia l'esistenza di quel mezzo per sfuggire al flagello le cui ricorrenti epidemie decimano da secoli le popolazioni. Ma è una pratica bizzarra, in uso fra contadine sul confine settentrionale della Grecia; nemmeno l'avallo di due medici prestigiosi provenienti dall'Università di Padova era riuscita a farla accettare. Vuole però il caso che uno dei due medici sia anche il primo dragomanno – cioè il traduttore ufficiale – in servizio presso l'ambasciata britannica; collabora con la famiglia Montagu come interprete, come medico e anche come esperto di lingue e costumi dell'impero ottomano. Colta, curiosa e poliglotta, Lady Montagu conversa con lui in italiano, e apprende molto di più che qualche bel verso di poesia locale... E vuole il caso che anni dopo, tornata a Londra, l'ex-ambasciatrice descriva la pratica e le rassicuranti statistiche relative a quell'«esperimento» alle amiche più care, fra cui la principessa del Galles. Fiduciosa nel giudizio della cara Mary, preoccupata per i figli minacciati dall'epidemia, quest'ultima riesce a convincere il sovrano a far sperimentare il metodo e poi a farlo applicare agli eredi della famiglia reale. Comincia così, in Inghilterra e nelle colonie inglesi, poi fra imperi e staterelli europei la lunga e avvincente battaglia intorno al principio che il primo dragomanno a Costantinopoli aveva battezzato dell'«inoculazione».

Il silenzio
Libri Moderni

MacCulloch, Diarmaid <1951->

Il silenzio : nella storia del Cristianesimo / Diarmaid MacCulloch ; traduzione di Norman Gobetti

Pozza, 2019

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Abstract: La storia delle religioni offre numerose e dotte opere sul silenzio. Raramente, tuttavia, caratterizzate dalla forza e dalla limpidezza con cui Diarmaid MacCulloch narra, in questo libro, del ruolo vitale del silenzio nella storia della cristianità. Come parlare con Dio? Le nostre preghiere hanno maggiori possibilità di essere ascoltate se le proferiamo in silenzio a casa o ad alta voce in chiesa? Inoltre, come possiamo realmente sapere che Dio le ascolti? Queste domande, poste agli albori della cristianità, hanno attraversato i secoli e stabilito, nelle differenti risposte e nelle dispute da loro generate, i confini propri della fede cristiana e la lingua stessa delle invocazioni per ottenere la guida o il perdono di Dio. MacCulloch mostra come il Cristo stesso abbia enfatizzato il silenzio come una parte essenziale del suo messaggio, rintraccia l'influenza esercitata dai primi mistici in Siria, che si fecero «stranieri al mondo», sulle grandi comunità monastiche europee sorte in epoca medievale, e non si sottrae al compito di esaminare le forme più oscure del silenzio religioso, dall'occultamento delle violenze sui minori da parte dei preti nella Chiesa cattolica al rapporto di tutte le Chiese occidentali con l'Olocausto degli ebrei durante il nazismo e dopo – per i tredici anni postbellici del suo pontificato, Pio XII osservò un assoluto silenzio sulla Shoah – fino all'atteggiamento dei cristiani nei confronti della schiavitù, soprattutto quella disumana degli afroamericani.

Il maestro e l'infanta
Libri Moderni

Riva, Alberto <1970->

Il maestro e l'infanta / Alberto Riva

Neri Pozza, 2021

Abstract: Nell'estate del 1720 un giovane compositore parte dall'Italia per arrivare a Lisbona, alla corte di re João V. Comincia così l'avventura umana e musicale di Domenico Scarlatti, figlio del grande Alessandro. Uomo mite e tormentato, per nulla sicuro del suo talento, capace di stare un passo indietro a tutto, anche a sè stesso. Il suo compito a corte è insegnare musica alla figlia del re, Maria Bárbara di Braganza, che andrà poi in sposa a Fernando di Borbone diventando regina di Spagna. Il rapporto tra Domenico Scarlatti e questa donna durerà per tutta la vita. E sarà la vera linfa, il vero snodo del talento del compositore napoletano. Le sue celebri Sonate, eseguite dai più grandi pianisti del Novecento, nascono come esercizi per le mani di Maria Bárbara. Il romanzo narra di questo sodalizio, di questo scambio tra maestro e allieva che si concluderà solo con la morte di Domenico Scarlatti. Un sodalizio in nome della musica che è anche il racconto di un'epoca di guerre, rivalità tra famiglie reali europee, complotti, poteri contrapposti. Come fosse un affresco del Tiepolo, Alberto Riva fa entrare il lettore in una storia intensa e nitidissima. E ci regala, attraverso una scrittura misurata e attenta, una trama figurativa che alterna realismo e suggestioni d'oltremare. Lineare, eppure ricco di dettagli, Il maestro e l'infanta è un libro raro nella letteratura italiana di questi anni. Un omaggio alla musica e alla sua forza segreta. Una rappresentazione dei sentimenti attraverso intermittenze e non detti, sfumature, accelerazioni, pause. Un'epoca raccontata in un contrappunto inedito che ne svela furori e insensatezze, e ne celebra soprattutto il carattere sorprendentemente malinconico.

Iceberg
Libri Moderni

Viel, Tanguy <1973->

Iceberg / Tanguy Viel ; traduzione dal francese di Riccardo Fedriga

Neri Pozza, 2021

Abstract: Attraverso una serie di illuminanti digressioni sulla scrittura e sulla lettura, Tanguy Viel passeggia tra gli scaffali delle biblioteche, si interroga sulla vita degli scrittori e scorge, in ogni pagina letta, la promessa di una risposta alla ricerca che sta svolgendo. Ad accompagnarlo in questo viaggio subacqueo – poiché nei libri veri c’è sempre qualcosa di marino – alcune tra le più autorevoli figure letterarie di sempre: Cicerone, Freud, Julien Gracq, Robert Burton, Christine de Pisan, Hermann Hesse, Montaigne, Valéry, Aby Warburg e Ludwig Binswanger, Maurice de Guérin e Amiel, Virginia Woolf e Dante.

Il rinnegato
Libri Moderni

Toaff, Ariel <1942->

Il rinnegato / Ariel Toaff

Neri Pozza, 2021

Abstract: I racconti antichi non sempre seguono strade consuete. Chiedono al lettore dedizione e in cambio regalano sprazzi e ornamenti, nitida intelligenza e ironia, immaginazione e culto dei testi. "Il rinnegato" è un giallo letterario, ambientato in un'epoca vertiginosa e incerta, in un mondo di passaggio: all'inizio del XIX secolo. Segue le vicende di David Ajash, rabbino di origini algerine, ma nato e cresciuto in Italia. La sua famiglia è benestante. Ma a Livorno si distingue per la sua inclinazione a una vita dissoluta e spregiudicata. Tutti sanno che è un libertino, e tutti sanno che è un ebreo ateo che per convenienza e opportunismo arriverà a farsi un convinto sostenitore del cristianesimo. Non crede in niente Ajash, solo nella Kabbalah, l'unica bussola per capire un mondo confuso, pieno di segni e di presagi, che Ariel Toaff racconta come un miniatore meticoloso e maniacale. Ne esce un libro fitto di sfumature, dove la storia è maneggiata con cura ma senza soggezioni, e dove l'intreccio ti conduce di continuo altrove. Uomo senza pace, sempre in viaggio, irrequieto, irrisolto, Asjah verrà trovato morto sotto un ulivo a Nablus in Palestina, perché non poteva che finire così: «certi uomini ad aggiustarli si fa peccato». E da questo mistero, omicidio o forse suicidio, si snoda una vicenda fatta di talismani ed enigmi, di segni e rivelazioni, ma soprattutto di un ironico fatalismo e della chiara consapevolezza che l'universo delle possibilità è sempre infinito e che la ricerca del piacere non dà mai pace. Perché «l'abiezione è una scala che non conosce fine e va sempre più giù, fin dentro le viscere della terra».

Donna sulle scale
Libri Moderni

Schlink, Bernhard <1944->

Donna sulle scale / Bernhard Schlink ; traduzione dal tedesco di Susanne Kolb

Pozza, 2021

Abstract: A lungo scomparso, "Donna sulle scale", un dipinto che ritrae una donna nuda mentre scende con arcana leggerezza dalle scale, quasi fosse sospesa nell'aria, riemerge un giorno all'improvviso all'Art Gallery del teatro dell'Opera di Sidney. Un evento sorprendente per il mondo dell'arte e sconcertante per l'avvocato che, anni prima, si è ritrovato coinvolto nella lite scoppiata tra il ricco industriale Gundlach, il marito di Irene - la donna del quadro - e il pittore Karl Schwind, l'amante, incaricato dallo stesso Gundlach di ritrarre la moglie. A sua volta innamorato della sofisticata Irene, a distanza di anni l'avvocato decide di indagare sulla misteriosa sparizione del dipinto, coincisa con la scomparsa della donna stessa. Il passato certo non si può cambiare. Tuttavia, molte cose non tornano nei fatti accaduti. Innanzitutto, perché Irene è scappata anche da lui, l'unico che non desiderava possederla, ma soltanto aiutarla? E, poi, dove è stata nascosta per tutto quel tempo? In un viaggio che si snoda da Sidney fino alle Montagne Rocciose, la ricerca della donna amata diventa, per il protagonista, l'occasione di una profonda esplorazione del proprio passato e una dolente riflessione sulla sua vita, trascorsa lontana dalle passioni, nell'ossessiva ricerca del decoro e del successo professionale.

Traguardo all'orizzonte
Libri Moderni

Remarque, Erich Maria <1898-1970>

Traguardo all'orizzonte / Erich Maria Remarque ; traduzione dal tedesco di Enrico Arosio

Pozza, 2021

Abstract: Prima di dare alle stampe, nel 1929, "Niente di nuovo sul fronte occidentale" Remarque pubblicò a puntate su alcune importanti riviste dell'epoca ben tre romanzi. Tra questi spicca per sapienza narrativa e fascino dell'ambientazione "Traguardo all'orizzonte", qui offerto in traduzione italiana. L'opera è, in apparenza, un racconto mondano, anzi un Rennfahrer-Roman, il romanzo di un pilota automobilistico, come vuole la moda anteguerra. Narra, infatti, delle imprese sportive e amorose di Kai, cavalleresco viveur col cuore diviso tra tre belle giovani donne: la solare Barbara, l'americana Maud Philby, capricciosamente legata a Murphy, il pilota rivale, e l'enigmatica, emancipata, seduttiva Lilian Dunquerke. Al di là dell'omaggio al gusto del tempo, il romanzo rivela, oltre a un'impeccabile struttura narrativa che per ritmo e ripetuti cambi di scena rasenta la sceneggiatura cinematografica, anche un'indiscussa abilità nel restituire lo spirito e i costumi di un'epoca indimenticabile. La society internazionale tra la Riviera francese e un'Italia spensierata (sempre cara alla sensibilità nordica) è narrata con gusto del dettaglio: non solo le automobili, ma gli intérieurs, le mises femminili, gioielli, profumi, giochi, musiche, balli. Tanto che le parti ambientate a Montecarlo fanno pensare ai capitoli iniziali di Tenera è la notte di Fitzgerald; l'attenzione al décor e ai riti mondani a certi romanzi di Vicki Baum. Il giovane Remarque esibisce, insomma, in queste pagine, un talento già solido nella trama, nell'alternare le scene d'azione ai frequenti pensieri di Kai sui rapporti uomo-donna; e ancor più talento nell'esprimere con ritmo ed eleganza l'atmosfera di quelli che gli americani chiamavano i Roaring Twenties, e i tedeschi i Goldenen Zwanziger, gli aurei anni Venti.

Il naufrago e il dominatore
Libri Moderni

De Francesco, Antonino <1954->

Il naufrago e il dominatore : vita politica di Napoleone Bonaparte / Antonino De Francesco

Pozza, 2021

Abstract: La parabola di Napoleone invita il lettore a riflettere su temi di grande attualità, come le radici profonde dell’identità europea, l’influenza sulla società della propaganda e di un’oculata gestione dell’immagine pubblica da parte dei leader politici, i meccanismi e le distorsioni di un ideale rapporto diretto fra una guida carismatica e il proprio popolo. La vita politica dell’uomo che più di ogni altro visse la rivoluzione e che di questa fu alla volta il naufrago e il dominatore Il mito di Napoleone è nato con le straordinarie vittorie in Italia. Il generale seppe sapientemente orchestrarlo per legittimare il colpo di stato che segnò la sua ascesa da primo console della Repubblica fino all’incoronazione a imperatore dei francesi e a re d’Italia. Da allora, memorie e resoconti di dubbia affidabilità hanno alimentato la leggenda, oscurando la sua autentica vicenda umana e politica nel quadro della stagione rivoluzionaria. Scoprire come realmente il giovane e controverso ufficiale venuto dalla Corsica sia diventato il Napoleone dei francesi non è, però, meno affascinante di molta storia costruita ad arte. È quanto accade in queste pagine che riportano al centro della sua biografia la complessità dei fattori che lo guidavano (e condizionavano) nelle sue scelte, innanzitutto lo stato di continua tensione interiore fra poli diversi, talvolta anche opposti, che lo indussero spesso a soluzioni contraddittorie. In Bonaparte convissero, da un lato, l’ardente patriota còrso votato all’indipendenza dell’isola, il fervente sostenitore dei valori dei Lumi, della Rivoluzione e della Repubblica, il riformatore, padre dell’identità della Francia moderna, il politico all’ossessiva ricerca della legittimazione tramite il consenso popolare e della conciliazione delle esigenze di tutte le parti sociali; dall’altro lato, il rappresentante della piccola nobiltà di provincia ossequiosamente legato ai capisaldi d’antico regime (la famiglia, l’aristocrazia), lo spregiudicato uomo d’armi disposto a ricorrere alla forza per sconfiggere gli avversari, non solo militari (come l’acerrima nemica Inghilterra), ma anche politici (quale il duca d’Enghien), il conquistatore che non esitava a condurre guerre coloniali contro popoli ritenuti barbari e inferiori, nonché il fondatore di una dinastia imperiale, quando i tempi sembravano suggerire un altro indirizzo al corso della storia.

Strane creature
Libri Moderni

Chevalier, Tracy <1962->

Strane creature / Tracy Chevalier ; traduzione di Massimo Ortelio

Nuova ed.

Neri Pozza, 2020

Abstract: È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio sulla costa meridionale inglese. Le stagioni si susseguono senza scosse in paese e il decoro britannico si sposa perfettamente con la tranquilla vita di una provincia all'inizio del diciannovesimo secolo. Un giorno, però, sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot e la quiete è subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l'età che ha, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista.

Una sfida impossibile
Libri Moderni

O'Brady, Colin <1985->

Una sfida impossibile : l'Antartide in solitaria / Colin O'Brady ; traduzione di Chiara Ujka

Pozza, 2021

Abstract: Con l’intelletto di un accademico, la passione di un atleta e il coraggio di un esploratore, Colin O’Brady ha impresso il suo nome negli annali della tradizione polare, smentendo l’affermazione che il successo sia per pochi eletti e svelando ciò che serve per raggiungere grandi traguardi. Ottobre 2018. A bordo del cargo Ilyushin, in mezzo a un mucchio di scatole, tende e generatori, i passeggeri in viaggio verso l’Antartide per l’inizio della stagione delle spedizioni si contano sulle dita di una mano. Tra di loro c’è il giovane americano Colin O’Brady, reduce da un incidente che ha rischiato di inchiodarlo su una sedia a rotelle. Di fianco a lui, a condividere la stessa panca per le quattro ore di volo, si è accomodato un uomo che, soltanto a guardarlo, incute soggezione: è il capitano Louis Rudd, che nel corso degli anni ha trascorso più tempo di chiunque altro a trainare una slitta sui ghiacci dell’Antartide durante varie spedizioni. Entrambi sono diretti al campo base, dove attenderanno un altro velivolo che li calerà sul ghiaccio dell’Antartide per l’inizio ufficiale di una storica sfida: diventare la prima persona ad attraversare il continente in solitaria, senza rifornimenti e senza l’ausilio di vele o cani da slitta. Un’impresa che molti, dopo la morte del leggendario esploratore britannico Henry Worsley, hanno liquidato come impossibile. Sebbene sia stato a lungo un atleta professionista, scalando alcune tra le montagne più alte del mondo, compreso l’Everest, Colin sa che non sarà per nulla facile affrontare ciò che lo attende: condizioni atmosferiche brutali, temperature glaciali e millecinquecento chilometri da percorrere trascinando una pesante slitta. Ha inizio così l’epica avventura di un uomo che, isolato in una vasta distesa di ghiaccio giorno e notte, comprende che dovrà scavare dentro di sé più a fondo di quanto non sia mai andato prima, alla ricerca di riserve di energia a cui poter fare appello; imparando in fretta che l’Antartide non consente indecisioni: fai o non fai, agisci, ti muovi e speri per il meglio; e attingendo alle esperienze dei giganti che l’hanno preceduto, i pionieri polari capaci, con la loro esperienza, di insegnargli tutto ciò che sa sulla resistenza, la forza e la perseveranza.

Le api d'inverno
Libri Moderni

Scheuer, Norbert <1951->

Le api d'inverno / Norbert Scheuer ; traduzione dal tedesco di Chiara Ujka

Pozza, 2021

Abstract: Germania, 1944. Egidius Arimond vive in una cittadina di minatori sulle sponde del fiume Urft, una regione con una vegetazione lussureggiante che le api sembrano amare molto, poiché ci vivono da milioni di anni. Ex insegnante, Egidius si guadagna da vivere come i suoi antenati prima di lui: alleva api e vende i prodotti del miele - candele di cera, vino e liquori - ai piccoli negozi della zona o nei mercati. Ogni mattina si alza alle cinque, beve un caffè d'orzo e poi si dedica alle arnie. Nel pomeriggio scende in città e si reca in biblioteca, dove controlla se è stato lasciato qualche messaggio per lui. Un'esistenza in apparenza monotona, segnata da rigide abitudini. In realtà, un'esistenza esposta al più grave dei pericoli. Egidius Arimond ha, infatti, un'attività segreta che, se scoperta, nella Germania del 1944, potrebbe costargli la vita: costruisce cassette cinte da arnie con colonie d'api particolarmente aggressive e, con quelle, organizza il trasporto di fuggitivi ebrei al confine con il Belgio. Per questo ritira ogni giorno in biblioteca comunicazioni in codice, infilate in volumi rilegati in cuoio che nessuno, per sua fortuna, si prende mai la briga di sfogliare. Non è soltanto per immacolata virtù che Egidius svolge la sua rischiosa attività: per ogni ebreo trasportato oltreconfine prende duecento marchi, che gli servono per comprare i farmaci antiepilettici di cui ha bisogno. Da quando c'è la guerra i farmaci sono molto difficili da reperire, soprattutto per uno come lui, un infermo e, perciò, un uomo considerato privo di valore, un inutile parassita nella follia che travolge la sua Nazione in guerra.

L'arte dell'henné a Jaipur
Libri Moderni

Joshi, Alka <1958->

L'arte dell'henné a Jaipur / Alka Joshi ; traduzione di Federica Oddera

Neri Pozza, 2021

Abstract: Jaipur, 1955. La giovane Lakshmi Shastri si è lasciata alle spalle una vita di povertà e un marito violento per diventare una delle artiste dell’henné più richieste in città. Prima che arrivasse a Jaipur, per farsi decorare mani e piedi le sue clienti si rivolgevano a donne Shudra, che si limitavano a tracciare semplici puntolini, trattini e triangoli, quel poco che bastava per procurarsi i loro magri guadagni. Lakshmi offre invece una gamma di motivi assai più complessi, capaci di rispecchiare le storie delle donne alle quali sono destinati. I suoi vividi ghirigori color cannella non hanno mai deluso le sue clienti che, con il tempo, sono arrivate a convincersi che il suo henné abbia il potere di riportare nel loro letto un marito scapestrato, o di indurre il loro ventre a concepire un figlio. Ecco perché Lakshmi può pretendere una tariffa dieci volte più alta del prezzo richiesto dalle donne Shudra, e ottenerla. Con il tempo è arrivata perciò assai vicina a conquistare ciò che desidera: una casa tutta sua, con pavimenti di marmo, acqua corrente a volontà e una porta d’ingresso di cui essere la sola ad avere le chiavi. Un posto nel quale poter accogliere i genitori e chiederne il perdono per essere fuggita dal marito, rovinando così la loro reputazione. Un giorno, però, il passato bussa alla sua porta: suo marito è riuscito a rintracciarla, e ad accompagnarlo c’è una ragazzina sconosciuta, una tredicenne con gli occhi enormi, di un azzurro che vira al verde, iridescenti come le piume di un pavone. È Radha, sua sorella. Una sorella di cui la giovane donna ha sempre ignorato l’esistenza. Una sorella, soprattutto, destinata a portare uno scompiglio tale nella vita di Lakshmi da metterne a repentaglio carriera e reputazione. Romanzo che ha ottenuto uno strabiliante successo al suo apparire negli Stati Uniti, L’arte di ell’henné a Jaipur è il vivace e avvincente ritratto una donna che, nell’India degli anni Cinquanta, lotta contro antichi pregiudizi e convenzioni per conciliare la propria realizzazione personale con il rispetto e l’amore per la famiglia.