Trovati 855487 documenti.
Trovati 855487 documenti.
Quel che vidi e quel che intesi / / Nino Costa ; a cura di Giorgia Guerrazzi Costa
Milano : Treves, 1927
Biblioteca storica
Mario Radice / / [testo introduttivo di Guido Ballo]
Chiasso : Galleria Mosaico, [1974]
Galleria Mosaico ; 51
Francesco D'Arena / / [testo introduttivo di Ferruccio Rossi-Landi]
Milano : Galleria Cadario, [1965]
[Mantova] : Banca agricola mantovana ; Modena : Artioli, copyr. 1998
L'alchimia delle dissonanze : su arte astratta di Julius Evola / Curzio Vivarelli
Padova : Ar, 2009
Il cavallo alato ; 13
Torino : Martano/due, [1968] (Torino : La nuova grafica)
Documenti Martano/due ; 10
Torino : Martano/due, [1972] (Torino : Graf Art)
Documenti Martano/due ; 42
Torino : Martano/due, [1971] (Torino : La nuova grafica)
Documenti Martano/due ; 30
Torino : Martano/due, [1968] (Torino : Tip. Impronta)
Documenti Martano/due ; 12
Torino : Martano/due, [1968] (Torino : La nuova grafica)
Documenti Martano/due ; 11
Giuliano Collina : : Galleria d'arte Cocorocchia : [dal 23 novembre al 20 dicembre 1978]
Milano : Galleria d'arte Cocorocchia, [1978]
Milano : Galleria d'arte Cavour, stampa 1969 (Milano : Nuova grafica italiana)
Collana diretta da Renzo Cortina ; 6
Giuliano Collina : opere 1962-1995 / / a cura di Domenico Montalto
Milano : Galleria Bellinzona, 1996
Roma : Bulzoni, stampa 1977
Cataloghi d'arte ; 1
Il Caravaggio rubato : mito e cronaca di un furto / Luca Scarlini
Palermo : Sellerio, 2018
Il divano ; 317
Abstract: «Non è mica vero che sono grezza e ruvida, spessa e non maneggevole, che sono tutta bozzi e fessure, che il colore si era crepato ben prima che invecchiassi, com'è naturale. Messer Caravaggio mi stendeva con quelle sue mani forti, cancellava una figura che c'era prima, distribuiva uno strato spesso di colore. Doveva fare in fretta: non c'era tempo. Una tartana lo aspettava al porto, il vento era propizio, c'erano altre tele da imprimere in città lontane di cui non conosco il nome. Mi suonavano dolci come promesse, ma potevano anche essere fonte di minacce».
Giovanni Migliara : : viaggio in Italia / / a cura di Sergio Rebora
Cinisello Balsamo : Silvana, 2019
Macerata : Quodlibet, 2019
Abstract: Il tema del paesaggio, che Tullio Pericoli aveva affrontato fin dagli esordi della sua carriera, è tornato da alcuni anni al centro dell'opera dell'artista, restituendo nuova vita al rapporto - comunque mai interrotto - con la sua terra natale. Sono però ora le parti senza un tutto del territorio marchigiano a dar forma alla sua pittura, sempre tuttavia plurale, soggetta a continue e imprevedibili variazioni. Come scrive Salvatore Settis nel saggio introduttivo: Costruiti mutando il punto di vista ma non lo spirito sperimentale, questi dipinti, se presi tutti insieme, acquistano, anche senza volerlo, un marcato carattere inventariale. Sono il repertorio, il registro, il lessico di un linguaggio: la lingua madre di Tullio Pericoli, delle sue Marche. E, per sineddoche, della nostra Italia. Il presente volume accompagna la mostra ospitata ad Ascoli Piceno presso Palazzo dei Capitani dal 22 marzo 2019 al 3 maggio 2020 e propone un percorso antologico con una selezione di 168 opere realizzate dal 1970 al 2018, un viaggio a ritroso nei quasi cinquant'anni di ricerca che l'artista ha dedicato al paesaggio. Il periodo iniziale si identifica nel ciclo delle geologie (1970-1923), costituito da immagini stratificate, sezioni materiche, strutture sismiche. La fase successiva (1976-1983) pone in evidenza un diverso trattamento del tema paesaggistico con vedute luminose e lievi - acquerelli, chine e matite su carta -, spazi aerei che l'artista concepisce come orizzonti immaginari, memorie di alfabeti, tracce di antiche scritture. L'esplorazione di nuove morfologie paesaggistiche si avverte in un consistente gruppo di opere (1998-2009) che, dopo aver rappresentato lo scenario dei colli marchigiani, va progressivamente esplorando i dettagli della natura, i segni e i solchi delle terre. Il paesaggio, dipinto per frammenti, è una mappa costruita con equilibri diversificati, rapporti instabili che l'artista coglie nella trama di stratificazioni materiche. L'esposizione documenta infine in modo ampio e articolato la stagione più recente (2010-2018) in cui Tullio Pericoli ha individuato nuove profondità del paesaggio, con continui rinnovamenti dell'esperienza pittorica. Prefazione di Salvatore Settis. Con scritti di Claudio Cerritelli e Silvia Ballestra.
Carla Accardi : la vita delle forme = the life of forms / Germano Celant
Cinisello Balsamo : Silvana ; Roma : Zerynthia, [2011]
Antonello da Messina / a cura di Caterina Cardona, Giovanni Carlo Federico Villa
Skira, 2019
Abstract: Una monografia su Antonello da Messina, uno degli artisti più importanti della storia dell'arte occidentale. Antonello da Messina fu un artista eccelso e inconfondibile, considerato il più grande ritrattista del Quattrocento, autore di una traccia indelebile nella storia della pittura italiana. Giorgio Vasari lo racconta, nelle sue celeberrime Vite, come colui che carpì il segreto della pittura a olio a Jan van Eyck, e da Bruges lo portò nel Mediterraneo. Di Antonello restano purtroppo poche straordinarie opere, scampate a tragici avvenimenti naturali e all'incuria; quelle rimaste sono disperse in varie raccolte e musei fra Tirreno e Adriatico, oltre la Manica, di là dall'Atlantico. Pubblicato in occasione della mostra a lui dedicata a Palazzo Reale di Milano, il volume presenta l'intero corpus di opere del maestro messinese e costituisce un'occasione unica e speciale per entrare nel mondo di questo artista di fondamentale importanza per la comprensione dell'arte europea. La monogra?a offre una lettura dell'opera di Antonello avvalendosi anche di occhi diversi da quelli degli storici dell'arte: ai saggi che introducono e offrono il taglio critico del catalogo dell'artista (con le intuizioni e letture di Giovan Battista Cavalcaselle a farci da guida nel catalogo di Antonello, lui che ne fu il moderno esegeta) e al contributo di uno storico, Renzo Villa, che ricostruisce la vicenda del siciliano collocandola nel suo tempo, si affiancano infatti i testi di cinque scrittori che raccontano l'opera prediletta dell'intero corpus antonelliano. Ne scaturisce un mosaico del tutto insolito, che vede accanto Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jhumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi ed Elisabetta Rasy. Ognuno con la sua scrittura, ognuno con una diversa impostazione ma tutti con una grande e comune passione: Antonello da Messina.