Trovati 419 documenti.
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Solferino, 2021
Abstract: Il 26 febbraio del 2016, insieme a Simone Moro e all'alpinista pachistano Muhammad Ali Sadpara, Alex Txikon è riuscito in un'impresa che era stata tentata invano più di trenta volte e che sembrava impossibile: la prima salita invernale del Nanga Parbat, la «montagna nuda», uno degli Ottomila più difficili e pericolosi. Alla salita senza ossigeno supplementare aveva preso parte anche Tamara Lunger, che si era fermata a poche decine di metri dalla vetta. Alla spedizione inizialmente aveva partecipato anche Daniele Nardi, che due anni dopo avrebbe perso la vita sullo sperone Mummery insieme a Tom Ballard. «Perché scalare il Nanga Parbat?» è la domanda che si legge in ogni frase, in ogni descrizione, persino in ogni silenzio. Per Txikon il Nanga è la montagna più bella del pianeta, per lui è stata una grande storia d'amore. Ma su un Ottomila occorre ragionare con lucidità se si vuole tornare a casa. E si deve venire a patti con i fallimenti, le rinunce, e la perdita di amici e compagni. Muoversi su un filo teso tra razionalità e passione, da cui dipende la propria vita. In un racconto pieno di pathos, Alex Txikon non parla solo dell'avventura alpinistica, dell'organizzazione, della preparazione atletica, ma anche dell'esperienza devastante che ha vissuto due anni dopo il suo successo, quando accorse al Nanga Parbat per guidare le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard, dispersi sullo sperone Mummery. La montagna ha sempre due facce, soprattutto quando è «nuda».
Corbaccio, 2021
Abstract: Viktor Frankl, il celebre autore di Uno psicologo nei lager, considerava l’alpinismo un’attività per rafforzare le proprie risorse interiori: contro la paura del vuoto, contro i fantasmi del passato e contro il nazismo. Un’attività il cui ricordo gli ha consentito di sopravvivere in quattro campi di concentramento e, quando è potuto tornare ad arrampicare, la montagna è stata la cura più adatta per recuperare forza, fiducia e speranza. In montagna, nelle Alpi, lo psichiatra Viennese, celebre in tutto il mondo, tornava a essere «semplicemente Viktor» come scrive la moglie Elly Frankl, «non un alpinista eccezionale che si dedicava alla sua passione, bensì un amico della montagna dal più profondo del cuore». Michael Holzer e Klaus Haselböck hanno deciso di seguire le tracce di Frankl lungo le pareti delle Alpi da lui più amate accompagnando ogni salita con una riflessione sulla storia personale, professionale ed esemplare di Frankl. Il risultato è un libro che, con il contributo di Elisabeth Lukas, psicoterapeuta allieva di Frankl e con splendide fotografie d’epoca, restituisce un ritratto esemplare di Viktor Frankl, psichiatra, filosofo e guida alpina.
Solferino, 2021
Abstract: Himalaya, 31 luglio 1954. Alle 18 gli italiani conficcano il tricolore sulla vetta del K2, la seconda montagna più alta del mondo. Gli alpinisti della spedizione vengono celebrati come eroi da una nazione che sta ancora facendo i conti con le umiliazioni e la miseria derivate dall'ultima guerra. Ma la versione ufficiale sull'impresa alimenta veementi polemiche. La più importante, quella che durerà per oltre mezzo secolo, riguarda la ricostruzione delle ore che precedettero la conquista. Bonatti rischiò la vita passando la notte sul ghiaccio, all'aperto, a ottomila metri: perché? I pakistani pensarono che volesse precedere i suoi compagni sulla cima: era possibile? Compagnoni e Lacedelli, gli alpinisti che raggiunsero la vetta, dissero che le bombole di ossigeno si esaurirono duecento metri più in basso: che cosa era successo? Irriducibile e orgoglioso, Bonatti per cinquant'anni smontò le bugie che lo riguardavano e ricostruì pezzo per pezzo quella che infine verrà riconosciuta come la verità di un "giallo alpinistico" che ha emozionato il mondo.
Nuova ed. aggiornata
Corbaccio, 2022
Abstract: Walter Bonatti, Andrea Oggioni, Roberto Gallieni, Pierre Mazeaud, Pierre Kohlmann, Robert Guillaume, Antoine Vieille: nell'estate del 1961 i sette giovani alpinisti, fra i più forti della loro generazione, uniscono le forze per risolvere «l'ultimo problema delle Alpi» di quel periodo: il Pilone centrale del Frêney, sul versante italiano del Monte Bianco. Un uragano di proporzioni titaniche si scatena appena sotto la vetta. È il primo atto di un dramma che coinvolse, oltre agli alpinisti, le guide di Courmayeur, la stampa internazionale e la televisione, che resero questa tragedia un evento mediatico senza precedenti. Con l'aiuto di Pierre Mazeaud, oggi novantenne, Virginie Troussier ricostruisce i giorni drammatici che costrinsero a decisioni difficilissime e racconta l'amicizia che in questa circostanza legò Mazeaud a Walter Bonatti, l'indiscusso capo di questa cordata, grazie al quale riuscirono a salvarsi in tre. E mentre i media italiani crocifissero Bonatti per la morte di quattro compagni, accusandolo di aver preso le decisioni sbagliate, la Francia, grazie a Mazeaud, lo premiava con una medaglia al valore.
I guardiani del Nanga / Gioia Battista
Bottega errante, 2022
Abstract: Dal 1895, data del primo tentativo documentato di scalata, il Nanga Parbat ha collezionato vite e storie incredibili. Con i suoi 8126 metri al di sopra del livello del mare, è la nona cima più alta della terra, ma rimane tragicamente in terza posizione come numero assoluto di morti. La montagna nuda. La mangiauomini. La montagna assassina. La montagna degli dei. La montagna del destino. È con questa ossessione che un giovane alpinista si avvicina al Nanga e lo fa anche attraverso Pemba, il suo compagno portatore, un uomo, un fantasma, uno specchio. Ad ogni campo base, il protagonista incrocia uno dei sette guardiani, gli esploratori che hanno perso la sfida con la montagna e ne sono rimasti intrappolati; sette storie esemplari, sette spedizioni, sette scalate (dal primo tentativo dell’inglese Albert Frederick Mummery fino ad arrivare ai giorni nostri con il polacco Tomek Mackiewicz e l’italiano Daniele Nardi) di una delle montagne più temibili della terra. Attraverso il racconto delle vite di questi uomini impareremo a conoscere le loro imprese, le passioni, la tenacia, ma soprattutto scopriremo i tormenti che spingono un giovane uomo a superare i propri limiti alla ricerca del senso più profondo della propria esistenza
Cometa sull'Annapurna / Simone Moro
14. ed.
Corbaccio, 2022
Abstract: Simone Moro in questo libro racconta la spedizione sull'Annapurna del 1997 che è costata la vita ai suoi due compagni di cordata e che lo ha visto miracolosamente sopravvissuto alla valanga che ha ucciso gli altri e che lo ha fatto volare 800 metri. E così parte dalla sua infanzia e cerca di spiegare come mai ha fatto della montagna il suo mestiere, perché scalare è la sua vita, e che cosa significhi per lui raggiungere la vetta. Ci racconta le sue esperienze, le sue paure, i suoi dubbi e la grande indimenticabile amicizia tra lui e Anatoli Boukreev, il grande alpinista russo morto sull'Annapurna.
Cime tempestose : alpinismo al femminile e storie d'amore / Bianca Agarinis Magrini
Gaspari, 2022
Abstract: Le sorelle Grassi, Annina e Angelina, tra amori impossibili e imprese alpine epiche, rappresentano una peculiarità nella storia dell'alpinismo italiano. I contatti con Giovanni Marinelli, Egidio Feruglio, Ardito Desio, Lodovico di Caporiacco e altri grandi alpinisti dei loro tempi ci svelano una montagna fatta di emancipazione e di potenti contrasti ideologici che si rarefanno nel silenzio dell'altitudine.
Ho visto l'abisso / Simone Moro
2. ed.
BUR, 2023
Abstract: «Urliamo entrambi, ma Tamara non sa come sono messo io. Non sa che non sono neanche arrivato in fondo, non sa che sono a testa in giù e che sotto la mia testa ci sono almeno diverse decine di metri di vuoto e di tenebra. Il baratro lo avverto coi sensi, ma anche perché quando mi muovo rompo pezzi di ghiaccio che mi passano accanto e scendono senza che riesca a sentirli raggiungere il fondo. Non li sento fermarsi, cadono in questo buio nel silenzio più assoluto.» Chi vuol toccare il cielo deve mettere in conto il rischio di precipitare nell'abisso. Eppure, spesso proprio quell'istante di buio e terrore insegna più di mille altre esperienze e fa scaturire le risorse per risalire dalle infime profondità in cui si è caduti. Tutto inizia nel novembre 2019 quando Simone Moro, affiancato dalla compagna di cordata Tamara Lunger, annuncia la sua nuova spedizione, una delle più emozionanti: seguirà le tracce di Messner e Kammerlander, dal 1984 rimaste intonse, che in un'unica traversata conquistarono i due ottomila Gasherbrun II e Gasherbrun I. Il sogno verticale di Simone è una sfida ancora più ardita: lo farà in inverno, con equipaggiamento leggero, senza aiuti meccanici...
Nanga Parbat : l'ossessione e la montagna nuda / Orso Tosco
66thand2nd, 2023
Abstract: Il Nanga Parbat non è soltanto una montagna fra le più alte della Terra: rappresenta il sogno, il miraggio, possiede una forza magnetica in grado di attrarre con la stessa potenza le persone più diverse. Orso Tosco racconta con passione le storie delle donne e degli uomini che non si sono accontentati di contemplarlo, e che spinti dal desiderio - o meglio, dall'ossessione - di conquistarne la vetta hanno messo a rischio la propria vita. Tra la rincorsa ai record, gli affronti alle comunità locali e lo spirito di collaborazione che negli anni ha ceduto il posto a un approccio sempre più individualistico, la storia della sfida dell'uomo alle pareti del Nanga Parbat - qui racchiusa nelle vicende dei più noti alpinisti, da Albert Mummery a Élisabeth Revol, da Simone Moro a Daniele Nardi, da Reinhold Messner a Nives Meroi - è anche e soprattutto la storia dei cambiamenti intercorsi nella nostra società nel corso dell'ultimo secolo. Con la sua gelida quiete, il massiccio testimonia il mutamento di sguardo dell'uomo, che vi si accosta cercando di risolvere il mistero di quelle altezze assassine dove l'ossigeno viene a mancare, «vago come un sogno incomprensibile e crudelmente necessario». Un mistero che negli anni è valso al Nanga Parbat molti e inquietanti nomi: la Montagna Nuda, la Montagna Mangiauomini, la Montagna del Diavolo. Alle testimonianze e ai ricordi di chi ha consacrato la propria vita all'alta quota, Tosco affianca brani di poeti e artisti, non perché la montagna abbia bisogno di autorizzazioni culturali ma perché soltanto le parole dei visionari possiedono la forza necessaria per accompagnarci verso quel punto estremo in cui l'ultima neve sfiora il cielo.
342 ore sulle Grandes Jorasses / René Desmaison ; traduzione di Giancarlo Barberis
4. ed.
Corbaccio, 2022
Abstract: Massiccio del Monte Bianco, 11 febbraio 1971: René Desmaison tenta la direttissima della Punta Walker sulle Grandes Jorasses insieme al giovane compagno, Serge Gousseault. Di fronte si trovano 1.200 metri di granito e ghiaccio strapiombanti e soggetti a continue scariche di neve e sassi. La salita è più dura del previsto e i due devono bivaccare più volte; fino al 17 il tempo regge, ma poi si mette al brutto. Ormai sono a 200 metri dalla vetta, l'unica possibilità è arrivare in cima, ma i collegamenti col fondovalle e i familiari si sono interrotti, i viveri scarseggiano e Serge Gousseault tradisce i primi segni di sfinimento: è l'inizio della fine. A Desmaison non resta che attendere i soccorsi che arriveranno dopo più di due settimane in parete.
Il confine del mondo è verticale / Simon Parcot ; traduzione di Maria Sole Iommi
Atlantide, 2022
Abstract: In un paese d’alta quota sommerso dalle nevi e dominato dalla Grande, una montagna sacra e altissima la cui vetta nessuno ha mai visto, opera la Cordata, un gruppo di soccorritori esperti che porta in salvo chi, sulla quella stessa montagna, rischia la vita. Una mattina la Cordata si mette in viaggio per raggiungere l’ultimo rifugio prima del monte, dove vive Padre Salomone, un vecchio sacerdote ossessionato dal quarzo anima, un prezioso minerale che si dice si trovi sulle pareti rocciose del luogo. È proprio durante questa spedizione che Gaspard, il capo cordata, decide di tentare la scalata alla Grande, facendo di questa ascensione una vera iniziazione spirituale: la cima della montagna, infatti è separata dal resto del mondo da un confine invisibile, mistico e fisico insieme, che nessuno è mai stato in grado di attraversare. La scalata alla cima diventa così un’elevazione ultraterrena: che cosa troverà Gaspard sulla vetta – se davvero riuscirà ad arrivarci – e cosa sia veramente questo confine irraggiungibile, è un mistero che il lettore affronterà insieme a lui compiendo la propria personale scalata attraverso le pagine del libro.
Aria sottile / Jon Krakauer ; traduzione di Lidia Perria
Corbaccio, stampa 2022
Abstract: L’Everest, o Dea del Cielo, è sempre stato oggetto di fascinazione, ossessione desiderio sia per gli alpinisti sia per i sognatori. Solo i più forti tra essi sono riusciti a raggiungerne la cima, grazie alla loro dedizione, al duro allenamento, all’esperienza acquisita in molti anni di alpinismo. Ma ormai, se si ha il denaro necessario, è alla portata di tutti. Quando nel maggio del 1996 Krakauer fu inviato dalla prestigiosa rivista Outside a partecipare a una scalata dell’Everest per scrivere un articolo sulla proliferazione delle spedizioni commerciali condotte da guide professioniste, sembrò il logico coronamento di una carriera che era riuscita a combinare le sue due passioni: l’alpinismo e la scrittura. Il 10 maggio, però, una tempesta colse di sorpresa le quattro spedizioni che si trovavano sulla cima. Alla fine della giornata nove alpinisti erano morti, incluse due delle migliori guide. Krakauer è tra i fortunati che sono riusciti a ridiscendere «la Montagna». Aria sottile è molto più che la cronaca di quella tragedia; oltre ad offrire un punto di vista privilegiato – quello della prima persona – su una vicenda che a distanza di quasi fa ancora discutere, offre soprattutto un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota e una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare. Krakauer descrive in modo indimenticabile la fatica di esistere e ancor più di muoversi a 8000 metri. È un acuto esaminatore dell’ascetismo masochistico che spinge gli alpinisti; sa che per voler salire l’Everest bisogna avere una buona dose di follia. La sua storia contiene quella che deve essere l’essenza dell’inferno: l’infinita capacità delle cose di divenire peggiori di quello che temi.
Solferino, 2022
Abstract: Per diciott'anni Ed Viesturs ha inseguito il sogno di ogni alpinista: raggiungere la cima dei 14 ottomila senza l'aiuto dell'ossigeno. In vetta senza scorciatoie è la storia della realizzazione del suo sogno, ma è anche molto di più: è il racconto di un uomo combattuto fra la vita degli affetti e della quotidianità e il fascino dei luoghi maestosi e mortalmente pericolosi delle sue spedizioni. Un alpinista straordinariamente prudente, che seppe rinunciare alla vetta dell'Everest a meno di 100 metri dalla meta e che mai avrebbe rinunciato alla cima dell'Annapurna, la montagna su cui soccombe la metà di coloro che conquistano la vetta. Un alpinista il cui motto è: Raggiungere la cima è facoltativo, tornare indietro è obbligatorio. Ed è proprio seguendo questa filosofia che Viesturs descrive i fatali errori di giudizio commessi dai colleghi alpinisti, insieme ad alcuni rischi corsi da lui stesso, e ai valorosi salvataggi compiuti. E, per la prima volta, spiega nei dettagli il ruolo fondamentale ed eroico che si trovò a ricoprire durante la tragedia consumatasi sull'Everest nel 1996, resa famosa da Aria sottile, di Jon Krakauer. Ma In vetta senza scorciatoie narra anche di momenti più leggeri e divertenti, che rivelano l'amicizia e lo spirito di solidarietà tra scalatori. Ed è il ritratto di un marito e di un padre di famiglia coraggioso e devoto, e delle convinzioni che hanno sostenuto la sua pericolosissima e magnifica sfida agli ottomila.
Ponte alle Grazie, 2020
Abstract: Estate 1981. Franco, terminato da qualche ora l’orale di maturità,si mette in cammino con l’amico Andrea. Portano il minimo dell’attrezzatura necessaria per poter affrontare qualsiasi tipo di ambiente: zaino, picca, cartine, abbigliamento estivo e invernale, sacco a pelo e un sottile sacco da bivacco. Niente tenda, niente fornelletto. L’obiettivo? La traversata delle Alpi, dal Mar Ligure all'Adriatico. Ad accompagnarlo, dopo Andrea, si alterneranno altri sette amici, fondamentali per la riuscita dell’impresa. 81 giorni, circa 2.000 Km, 219.000 metri di dislivelli, 25 cime tra le più significative della catena delle Alpi; gran parte dei pernottamenti bivaccando all'aperto o sotto ripari di fortuna. Un viaggio alpinistico, un’avventura tra amici,tante domande, tante scoperte. Non per tagliare un traguardo, o per aggiungere una tacca all'elenco delle altre traversate, ma per immergersi nella natura completamente e «commisurare la propria dimensione con la reale grandezza della montagna,o di ciò che non è umano,e ci sovrasta».
Visione verticale : la grande avventura dell'alpinismo / Alessandro Gogna
Laterza, 2020
Abstract: A chi gli chiedeva perché voleva scalare l’Everest, George Mallory, il grande pioniere himalayano, rispose: «Perché è lì». Da Preuss a Bonatti, da Mallory a Messner, da Cassin a Honnold, tutti i grandi della storia dell’alpinismo hanno avuto una propria, personalissima, ‘visione verticale’. L’apparente insensatezza di esporsi ad avventure che mettono a rischio la propria vita e l’impossibilità a resistere all’ignoto, le difficoltà e la brutalità della natura e i propri e umanissimi fantasmi: è il mistero e il fascino dell’alpinismo. Perché scalare? Perché mettere a rischio la propria vita? E farlo facendo ricorso a ogni mezzo o seguendo un’etica rigorosa? Nel corso di quasi due secoli e mezzo di vita, l’alpinismo ha subito innumerevoli rivoluzioni. Non solo e non tanto delle tecniche e degli strumenti, quanto piuttosto della sua stessa etica, delle ‘visioni verticali’ che l’hanno attraversato. C’è stato un alpinismo esplorativo, legato a una dimensione scientifica e conoscitiva; uno romantico, fondato sul confronto a ‘mani nude’ con la roccia; uno eroico, tutto teso alla ricerca della difficoltà estrema; fino alle forme commerciali e sportive che stiamo vivendo. Ognuna di queste ‘visioni’ ha costruito una sua dimensione morale, su ciò che era lecito e ciò che non lo era, su come si ‘doveva’ andare in montagna e sul perché lo si faceva. I grandi campioni, da Preuss a Bonatti, da Messner a Honnold, sono stati e sono anche portatori di una prospettiva che ha influenzato e condizionato migliaia di appassionati che ne hanno seguito gesta e fallimenti. A differenza di ogni altro sport, la ‘prima’ invernale della parete nord del Cervino, la ‘prima’ in solitaria senza ossigeno di un 8000 in Himalaya, il free solo sul granito della Yosemite Valley sono imprese che hanno scatenato dibattiti infiniti e ci interrogano ogni volta. Sono visioni che pongono domande sul senso stesso della nostra vita.
Arrampicare in Valle Camonica e dintorni / Graffiti Climbers
Idea montagna, 2020
Abstract: Vera e autentica perla, la Valle Camonica rappresenta per l'amante della montagna una grande opportunità di attività alpinistiche ed escursionistiche. Ma non molti sanno della sua potenzialità riguardo l'arrampicata. La valle è infatti cosparsa di falesie in tutta la sua lunga estensione, tutte di impareggiabile bellezza.
Lettere dall'Himalaya / Reinhold Messner
Rizzoli, 2021
Abstract: La storia della conquista dell'Himalaya è rivissuta attraverso la dimensione umana che traspare dalla corrispondenza di Reinhold Messner e di chi, prima di lui, ha affrontato quella sfida: Mummery, Mallory, Herzog, Buhl e gli altri protagonisti di un capitolo fondamentale di storia dell'alpinismo. Le loro lettere raccontano sogni, speranze, orgoglio, paure e disillusioni. L'immediatezza e spontaneità di queste parole fanno vivere al lettore la potenza delle emozioni, senza il filtro del tempo.
Mondadori, 2021
Abstract: In queste pagine, il grande scalatore ripercorre le tappe salienti della sua avventura patagonica e racconta in presa diretta le sue ascensioni più importanti sul Cerro Torre – dal primo tentativo del 1982 all’invernale del 1985, dall’attacco alle pareti sud ed est fino all’impresa del 2005. Eppure, questo non è solo un libro di montagna, ma un viaggio nell’animo di un uomo guidato da un’incessante ricerca della bellezza. Una ricerca fatta di interminabili attese in parete, di speranze e delusioni, di gioie per la vetta raggiunta e di sconforto per un tentativo fallito. Lì, tra il granito verticale del “Grido di pietra”, tra il vento sferzante e il gelo della tormenta, Salvaterra è stato capace di trovare un senso alle cose, dilatando il tempo e donandogli un valore nuovo. Perché, per lui, in ogni arrampicata in quella terra magica ai confini del mondo non c’è solo il sapore della sfida e dell’impresa, ma anche la vertigine della scoperta e l’incanto di fronte alla maestosa grandezza della natura. Per questo motivo la sua storia, in un modo o nell’altro, riguarda tutti noi. Nessuno escluso. Prefazione di Reinhold Messner.
5. ed.
BUR, 2023
Abstract: Manolo. Il Mago. O, semplicemente, Maurizio Zanolla. Un ragazzo cresciuto in un ambiente che vedeva le montagne solo come fonte di pericoli, e che un giorno, quasi per caso, ha scoperto il fascino della roccia. Un mondo verticale retto da regole proprie, distante da costrizioni e consuetudini della società, capace di imprimere una svolta al suo destino. Così, al rumore della fabbrica e a una quotidianità alienante si è sostituito il silenzio delle vette. Uno dei più grandi scalatori italiani e internazionali, che ha contribuito a cambiare per sempre il volto dell'arrampicata, racconta per la prima volta come ha scelto di affrontare le pareti alleggerendosi di tutto, fino a rifiutare persino i chiodi. Nella convinzione che la qualità del viaggio fosse più importante della meta, e che ogni traguardo portasse con sé una forma di responsabilità. La famiglia, gli affetti, le esperienze giovanili, gli amici delle prime scalate, le vie aperte spesso in libera e in solitaria, il tentativo di conquistare gli ottomila metri del Manaslu, fino a "Eternit" e "Il mattino dei maghi": Maurizio Zanolla ripercorre gli anni - tra i Settanta e gli Ottanta - che l'hanno portato alla celebrità. Non un elenco di scalate, o delle vie più difficili, ma l'affresco delle esperienze più significative, più intense e toccanti, di una vita vissuta alla ricerca dell'equilibrio.
Mondadori, 2019
Abstract: Il volume raccoglie una selezione di mappe tratte dall'Himalayan Journal ed è un tributo alla storia delle esplorazioni e un tesoro prezioso per gli appassionati. Gli ultimi 90 anni sono stati un periodo glorioso per le spedizioni sull'Himalaya. Esploratori di tutto il mondo si sono avventurati alla scoperta delle sue montagne, e l'Himalayan Club ha avuto un ruolo pionieristico nel registrare le loro imprese. Negli ultimi decenni sono state compiute spedizioni notevoli: il cammino di Harish Kapadia, la ricognizione dell'ignota valle Kunzang da parte di V.K. Sashindran; la salita al Nilkanth dalla cresta ovest di Martin Moran e molte altre avventure, tra cui itinerari e scalate - qui documentati - che non sono mai stati replicati. "Siamo tutti pellegrini lungo lo stesso viaggio - ma alcuni pellegrini hanno mappe migliori di altri" (Nelson Demille).