Trovati 8 documenti.
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Fratelli / un romanzo di Chiara Lossani
Risfoglia, 2020
Abstract: Messico 1968: il giovane e sensibile Diego si trova a vivere un’esperienza straordinaria. Insieme al fratello Dave assiste ai giochi olimpici e conosce, a Città del Messico, gli sprinter afroamericani Tommie Smith e John Carlos protagonisti del gesto del pugno alzato per i diritti umani nello sport; questo evento lo porterà verso un profondo percorso di trasformazione. Un romanzo contro il razzismo, un cammino interiore di maturazione che mostra il passaggio di un adolescente dalla solitudine e dal pregiudizio alla scoperta di un mondo di connessioni e di possibili fratellanze.
Il bosco del confine / Federica Manzon
Aboca, 2020
Abstract: La narratrice di questa storia e cresciuta in una terra di confine, educata a uno spirito internazionalista dal padre, un pacifista di origini slave che credeva nel libero scambio delle persone, nelle lingue straniere mescolate senza regole e nelle camminate nel bosco. E proprio durante quelle lunghe passeggiate, fatte perlopiù in silenzio o scambiando osservazioni sulle tracce di un cerbiatto o una lepre, che il padre spiega alla figlia che non esistono confini, che il bosco e di tutti, non si divide per nazionalità come una cartina geografica: "Hai mai visto una betulla ritrarre i rami per non sconfinare in territorio straniero?". Eppure lei, affascinata e al tempo stesso spaventata, si accorge che i boschi di là sono diversi, più scuri, popolati da orsi: di là c'è la nazione con uno degli eserciti più forti al mondo, una terra di uomini sanguinari con il coltello tra i denti e la barba da pastore, come la descrive la gente della sua città di mare, che sembra aver capito poco della grandezza di quel popolo. Nel giorno del suo sedicesimo compleanno, la protagonista - che a differenza del fratello non teme le temperature da neve e dimostra una certa attitudine allo scivolamento tra i pali da slalom - riceve dal padre un biglietto per assistere alle Olimpiadi invernali di Sarajevo. Il 5 febbraio 1984 partono in macchina per quello che sarà un viaggio rivelatorio, durante il quale si farà largo in lei un sentimento nuovo, un senso di appartenenza strano, un'epifania che culminerà con un fuoripista notturno, a rotta di collo, tra i boschi fitti del Trebevi?, in compagnia di Luka...
Vincere a Roma : l'indimenticabile impresa di Abebe Bikila
66thand2nd, 2020
Abstract: Roma, sabato 10 settembre 1960, penultimo giorno dei Giochi olimpici e ultimo del calendario etiope. Sulla linea di partenza i corridori si scaldano in attesa del colpo di pistola che sancirà l'inizio della maratona. Tra loro un atleta sconosciuto, serio in volto e taciturno. È scalzo. Il suo nome è Abebe Bikila, caporale della guardia reale del negus. È lì per vincere, e vincerà. Due ore, quindici minuti e sedici secondi di corsa sui sampietrini della via Sacra, l'asfalto rovente della Colombo, il basolato di via Appia, accarezzando a piedi nudi il selciato della Città Eterna come fosse la terra dei suoi altopiani. «Vincere a Roma sarà come vincere mille volte» aveva detto l'imperatore Hailé Selassié, una rivalsa a ventiquattro anni dalla presa di Addis Abeba a opera delle truppe di Mussolini. E così Abebe corre, misura il ritmo delle falcate, risparmia il fiato, ascolta i muscoli che vibrano e mordono il freno in attesa dello sprint finale. Ad accompagnarlo la sagoma sfocata del grande Emil Zátopek e un uomo in carne e ossa, pettorale 185, misterioso contendente con cui percorrerà appaiato più di venticinque chilometri per poi staccarlo nel finale e andare da solo verso il trionfo. Un oro olimpico che incorona non soltanto Abebe ma l'intero continente africano in un'epoca in cui gli imperi coloniali si stanno sfaldando e si alza forte il grido dell'indipendenza. Accordando la sua prosa al passo instancabile del maratoneta, Sylvain Coher s'insinua nella mente di Bikila sotto forma di Piccola Voce e racconta dall'interno una delle imprese più memorabili nella storia dello sport: l'epopea del corridore scalzo, la nascita di una leggenda.
Mimesis, 2020
Abstract: Da Messico ’68 con la strage di Piazza delle tre Culture alle morti per doping, dagli “sfrattati” delle favelas ai “saccheggi” ambientali: in ognuna delle edizioni della storia recente, la bandiera a cinque cerchi ha lasciato una scia di povertà e ipocrisia, a Rio come a Londra, ad Atene come a Torino. Ma i cittadini reagiscono: dalle Olimpiadi di Denver ’72 in avanti, tantissimi referendum hanno respinto i tentativi di candidatura forzata promossi da sindaci e governatori. Homeless, movimenti ambientalisti, giovani e imprenditori lungimiranti insieme hanno saputo modificare scelte che sembravano irreversibili. Attraverso una ventina di contributi qualificati e diverse interviste, Silvio La Corte restituisce la voce a coloro che si sono opposti a questa corsa sfrenata senza vincitori, ma solo con vinti.
Olympia kyklos / Mari Yamazaki
Star Comics
Abstract: La maestra Yamazaki, celebre autrice del premiatissimo Thermae Romae, torna a far dialogare, con la solita sagacia e l'accuratezza storica che ne contraddistingue l'opera, Giappone moderno e antichità classica, in una prodigiosa commedia che supera i confini dello spazio e del tempo! Demetrio, allievo di un pittore di vasi della Grecia antica, è considerato da tutti un "rammollito" che si interessa troppo ai suoi disegni e poco alle donne. Un giorno, suo malgrado, finisce coinvolto in una disputa che riguarda il suo villaggio e, mentre si arrovella per trovare una soluzione... si ritrova di punto in bianco nella Tokyo del 1964, tutta in fermento per l'imminente apertura delle Olimpiadi!
Berlino 1936, i giochi di Hitler / Jérôme Prieur
Lindau, 2020
Abstract: 27 aprile 1931: gli XI Giochi Olimpici vengono assegnati a Berlino, capitale di uno Stato in cui covano umiliazione e risentimento. Circa due anni dopo sale al potere Adolf Hitler, che procede all'eliminazione degli oppositori e all'opera di segregazione degli ebrei tedeschi. I piani politici del Cancelliere preoccupano il Comitato Olimpico Internazionale, che minaccia la revoca dell'assegnazione, ma Hitler e i tedeschi promettono che non ci saranno esclusioni di atleti di fede ebraica dalla competizione, e la macchina organizzativa procede inesorabile. Tre saranno i simboli per sempre accostati alle Olimpiadi del 1936: la pellicola Olympia, opera propagandistica di una giovane Leni Riefenstahl; l'Olympiastadion, emblema della grandezza del Reich, nel quale il popolo tedesco divenne un sol uomo con il suo Führer; e soprattutto le leggendarie vittorie di Jesse Owens, l'atleta che riuscì ad «annichilire, sportivamente parlando, nell'immensa arena del grande stadio, il mostro nazista». Victor Klemperer, autore di "LTI: la lingua del Terzo Reich", scrivendo delle Olimpiadi si espresse in questi termini: «Si tratta puramente e semplicemente di un'operazione politica. [...] Non si smette di inculcare nel popolo e negli stranieri l'idea che qui si stia manifestando una rinascita, una fioritura, una nuova mentalità, l'unità, la tenacia e la magnificenza e, beninteso, lo spirito pacifico del Terzo Reich che abbraccia teneramente il mondo intero».
Le Olimpiadi delle Cipolline / Luigi Garlando ; illustrazioni di Marco Gentilini
Piemme, 2020
Abstract: Gaston ha un'idea geniale: dato che le Olimpiadi sono state annullate, organizza le Olimpiadi delle Cipolline! Simone e compagni, con gli Squali e altri ragazzi dell'oratorio, si sfideranno, tra duelli appassionati e gag esilaranti, in tornei di scherma, basket, nuoto e tanti altri sport. E ogni sera Gaston racconterà le imprese, le vittorie e le sconfitte dei campioni che hanno fatto la storia dei giochi olimpici.
Olimpia e le Olimpiadi / Rosalba Troiano ; [illustrazioni di David Landi]
Liscianilibri, 2020
Abstract: I piccoli ginnasti del team "Milone e Cinisca" viaggiano diretti a una gara importante. Sono emozionati ma pestiferi: occorre una bella storia per calmarli! Per fortuna, l'energica allenatrice Steffie McWood ha in serbo quella di Olimpia e delle antiche Olimpiadi. L'importante è vincere? L'importante è partecipare? Steffie risponde, ripercorrendo con brio le origini dell'evento sportivo più famoso del mondo. È la carica giusta per i ragazzini, desiderosi di dare il massimo nello sport e di sentir brillare "dentro" quella fiaccola di coraggio, rispetto, amicizia e pace tra i popoli, partita dalla Grecia quasi tremila anni fa.