Trovati 6 documenti.
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Bollati Boringhieri, 2020
Abstract: Che cosa succederebbe se "Matrix" non fosse solamente un film, ma lo strumento migliore che la filosofia ha a disposizione per descrivere la realtà? È quello che ci racconta l'autore, utilizzando la filosofia, le teorie della percezione, il marketing, la teoria dei giochi e la selezione naturale. Mettendo insieme i contributi di queste discipline, il risultato - allo stesso tempo straordinariamente semplice e sorprendente - è proprio quello svelato dalla famosa pillola rossa del film: "ciò che percepiamo non è la realtà", ma - e qui interviene la selezione naturale di Darwin - ciò di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Da quando Homo sapiens ha messo piede sulla terra, la selezione naturale ha favorito una percezione che ha avuto l'obiettivo di guidarci verso azioni utili, modellando i nostri sensi non per conoscere le cose come sono ma per poterci tenere in vita e riprodurci. I geni sono stati - e continuano a essere - dei timonieri scaltri ed egoisti. Vediamo una macchina passare a tutta velocità, e non attraversiamo la strada. Notiamo che sul pane sta crescendo la muffa e decidiamo di buttarlo via invece di mangiarlo. Ma nella realtà oggettiva non esistono né la macchina né la strada né la muffa né il pane. Non esistono nemmeno lo spazio e il tempo. Proprio come le icone sul desktop dei nostri computer sono dei simboli utili e non delle rappresentazioni veritiere di ciò che esiste davvero dentro alla macchina, anche gli oggetti che vediamo ogni giorno sono come delle semplici «icone», che ci consentono di muoverci nel mondo con sicurezza e facilità, ma non ci dicono nulla su cosa ci sia davvero là fuori. Oggi i nostri occhi ci salveranno la vita. Ma lo faranno mostrandoci la verità o nascondendocela? In "L'illusione della realtà" Donald Hoffman ci costringe a ripensare tutte le nostre certezze; a comprendere che i vantaggi adattativi sono molto più importanti per la nostra specie della verità; e soprattutto a riconoscere che ciò che chiamiamo realtà è soltanto la più sofisticata ed evoluta delle illusioni.
Quattro capanne, o Della semplicità / Leonardo Caffo
Nottetempo, 2020
Abstract: Cos'hanno in comune un pensatore-scrittore con la passione per la natura e il vagabondare, un enigmatico terrorista ex professore di matematica a Berkeley, un architetto pioneristico e un geniale filosofo che hanno rivoluzionato i linguaggi e le prospettive non solo delle loro discipline, ma della cognizione moderna del mondo? Quattro capanne. Sulle sponde di un lago, nel fitto di un bosco o in una baia rocciosa, quattro dimore essenziali e archetipiche attraverso le quali una vita torna a essere una forma di vita tra le altre, alberi, terra, acqua e animali, e l'uomo si approssima a una semplicità che va per sottrazione al midollo delle cose. Abitare una capanna - che si tratti di Thoreau, Theodore "Unabomber" Kaczynski, Le Corbusier o Wittgenstein - è un gesto radicale e inattuale (dagli esiti a volte drammatici) che azzera gli "epifenomeni che coprono tutto ciò che di naturale esiste nello stare al mondo" e ricostruisce attorno a sé tempo, percezione, esperienza, pensiero - rifondando la meraviglia dell'aderenza al reale, che per Caffo è il vero e ultimo thaumazein filosofico.
Degustazione razionale : con un'analisi del fenomeno sigaro / Aniello Buonincontro
Bologna : Odoya, 2020
Abstract: Un percorso teorico e sensoriale per provare a comprendere ciò che assaporiamo, come processo culturale e di piacere. La prima parte del libro mira a evidenziare le difficoltà che occorre superare quando ci s'inoltra nell'ambito della facoltà di giudizio. Si parte da Platone e a lunghe falcate si giunge a Popper, soffermandosi maggiormente su Kant, che con la sua Critica della facoltà del giudizio ha fornito un contributo fondamentale alla ricerca del giudizio estetico, quindi alla comprensione del gusto. Quali rapporti intercorrono tra gli stimoli sensoriali e gli elementi costruttivi provenienti dalla memoria? Quale legame esiste tra la propria cultura e il piacere che deriva dal degustare? Tra emozioni e conoscenza? Dopo aver ripercorso la strada battuta da filosofi e romanzieri ed essersi immersi nei processi mentali indicati, si riemerge alla consapevolezza dei meccanismi che sottendono la degustazione. Il libro intreccia elementi di neuroscienza, antropologia, filosofia e sociologia per definire come vengono stimolati e appagati i "recettori" della soddisfazione, come percorso mai concluso e in fieri. Solo alla fine, come caso particolare, si giunge al sigaro, evidenziandone le peculiarità e fornendo i criteri per realizzare un modello di degustazione. Solo a questo punto sarà possibile identificare quella specifica forma di piacere, sia personale che collettiva, condivisibile, della quale si parla, si sperimenta e si suggerisce per cercare insieme ciò che è meglio.
Lunaire / Emiliano Albani ; con un'opera originale di Paolo Sistilli
Como : Galleria d'arte Il salotto, 2020
8x8
Homo incertus : il bisogno di sicurezza nella società della paura / Vittorino Andreoli
Rizzoli, 2020
Abstract: La condizione umana è caratterizzata dal bisogno di aggregazione per vincere il senso della paura e dell'insicurezza che si accendono di fronte ai pericoli dell'ambiente, del mondo. Ci sono periodi della storia in cui questi sentimenti si fanno particolarmente intensi e rendono l'esperienza esistenziale ancora più difficile. Se la comunità serve a dare certezze e difesa, si può giungere alla paura di vivere a contatto con gli altri come se un uomo fosse un nemico sempre. E cosi si finisce per rimanere soli mentre si cerca disperatamente un rifugio. Non vi è dubbio che esistono momenti storici e società che danno maggiore sicurezza, che moderano l'incertezza e il dubbio, e altri dove invece si è allertati dai pericoli e si vivono con incertezza persino i sentimenti e le relazioni affettive. Di fronte a questo quadro era necessario che un grande psichiatra affrontasse sistematicamente il tema partendo proprio dalla conoscenza del comportamento umano all'interno della società. Ed è così che il professor Vittorino Andreoli costruisce un'analisi che non vuole essere teorica, ma aiutarci a capire noi stessi e il mondo in cui ci muoviamo. Un'analisi che mostra le sorgenti psicologiche e sociali dell'incertezza, che ci mette davanti gli obiettivi di una sicurezza possibile e di una invece impossibile, poiché l'uomo si trova in un mondo che conosce solo in parte e che non può mai renderlo tetragono e sicuro. Il professor Andreoli, con tutta la competenza e l'umanità di un grande autore, ci suggerisce come gestire l'insicurezza e giunge a mostrarci la nostra fragilità che richiede l'aiuto dell'altro, di un'altra fragilità, e fare così dei legami interumani la via per vincere la paura. Come a dire che due fragilità generano forza. Innescando un processo di legami più ampi che uniscano una comunità, imparando a comprendere invece che a isolare e combattere. Una strategia esistenziale che rende allora l'insicurezza umana uno stimolo a proteggere, provando sicurezza proprio nel dare aiuto all'altro come una madre che si sente forte nel proteggere il proprio bambino.