Trovati 184 documenti.
Trovati 184 documenti.
Torino : Piazza, 1995
I giorni della semina / Nino Chiovini ; prefazione di Oscar Luigi Scalfaro
Abstract: Vi sono libri resi grandi dall'importanza dell'evento di cui trattano; e, viceversa, eventi che assurgono a grandezza grazie alla qualit` di una loro narrazione. Quando le due circostanze coincidono, ne nasce un'opera fondamentale. Tale h I giorni della semina, qui riproposto nel progetto di riedizione di tutta l'opera di Chiovini. Il rastrellamento in Valgrande nel giugno 1944 fu l'evento piy tragico per la lotta di Liberazione nell'Alto Novarese e, come pochi altri, risultr fondatore di un sentimento di appartenenza alla resistenza nella popolazione di una intera regione, erede da allora dei valori forgiati in quel sacrificio. Per il Chiovini storico e scrittore, rivelatosi dopo l'esperienza partigiana (e forse grazie ad essa) questa opera fu madre feconda di una ricerca mai interrotta e sorretta dalle virty della scrittura. Virty civiche, innanzitutto, giacchi per Chiovini la ricerca - sulla resistenza non meno che sulle vicende piy lontane nella storia dell'Alto Verbano - non fu mai mero esercizio accademico, ma contributo alla edificazione di una societ` italiana in cui si riesca a vivere in maniera diversa ed equa, in cui abbia cittadinanza la dignit` umana.
La pelle intera / Giulio Angioni
Il maestrale, 2007
Abstract: Alta Italia, nell'inverno fra il 1944 e il 1945 si muove il protagonista di questa storia: Efis Brau, sardo. Cinque anni prima - ora ne ha solo diciassette - attraversando il mare, è arrivato in Piemonte per studiare dai preti, ma da qualche mese si ritrova costretto nelle file di un esercito mezzo tedesco e mezzo italiano che solo la confusione di quegli anni avrebbe potuto concepire. Uno sbandamento generale: fra repubblichini, lotta partigiana, occupazione tedesca, avanzata anglo-americana. Efis è di sentinella nella scuola requisita di Calamandrana, quando nella notte gelata vede portare come prigioniero, con modi alquanto spicci, un uomo che ha conosciuto durante gli anni di studio. Quello è Ricu Gross, ci ha fatto la vendemmia una volta, su per i colli, e chissà perché l'hanno acciuffato e lo malmenano. Gli interrogativi si moltiplicano quando Efis, una sera, casualmente, non visto, assiste al comportamento da compagnoni fra Ricu Gross e il capitano Capo Franco Wolf. Prima pedate e poi pacche sulle spalle? Qualcosa non quadra. Ma molto altro non quadra in questi tempi da disfatta. lncerto, avventuroso e rocambolesco è il percorso che attende Efis Brau, fra camuffamenti, illusioni e rovesci di una realtà tragicamente magmatica dove non si sa più qual è l'amico e qual è il nemico, dove intanto occorre salvare la pelle intera.
Baracche : appunti di prigionia 1944-1945 / Alessandro Dietrich
Sironi, 2007
Abstract: Dopo l'8 settembre Papà era nel nord d'Italia, si era rifiutato di firmare per la Repubblica Sociale Italiana, era ricercato e fu catturato a Cantù. Fu processato e condannato a morte ma ebbe la pena tramutata e fu deportato in Germania, prima a Dachau poi nel campo di Wietzendorf. Nel campo mio Padre ha iniziato a scrivere, appunti sparsi, una sorta di diario, riflessioni, quadretti paradossali e pensieri profondi, poesie e canti di dolore. Con mezzi di fortuna come è ovvio immaginare, con matite e carta impossibili da trovare. Una volta a casa, ha ripreso gli appunti e li ha trascritti in bella copia con la sua penna stilografica, correggendoli dove era da correggere, modificandoli, aggiungendo ulteriori memorie e immagini rivissute da ricordare. L'intero manoscritto poi l'ha regalato alla sua giovane moglie, sposata nel dicembre del 1949. Te li regalo, sono tuoi, ma tu non raccontare a nessuno cosa c'è scritto. Perché c'è scritto di morte, di fame e di dolore. Mamma ha rispettato questo suo volere, per sempre. Si è tenuta da conto quel manoscritto, come una reliquia, e non ne ha parlato mai con nessuno. Poi, dopo la morte di Papà, avvenuta nel luglio del 1985, ha voluto sciogliere quella promessa, ha ripreso questi fogli, e con pazienza e con passione li ha trascritti uno ad uno... (dall'Introduzione di Nanni Dietrich)
Passaggio in Svizzera : l'anno nascosto di Indro Montanelli / Renata Broggini
Milano : Feltrinelli, 2007
Abstract: 14 agosto 1944, frontiera italo-elvetica, 11 del mattino: tre uomini e due donne arrivano al posto di guardia di Novazzano. Sono fuggiaschi, chiedono asilo in Svizzera. Tra loro Indro Montanelli. È evaso dal carcere di San Vittore. Comincia così, come per altre migliaia di fuorusciti, il suo esilio elvetico. Nel corso della sua lunga esistenza il giornalista ha ricordato spesso i motivi del rifugio in Svizzera e alcuni episodi sgradevoli del soggiorno ticinese. Da quelle esperienze, anzi, ha tratto spunto per sottolineare la sua militanza nella Resistenza, denunciare i fuorusciti che a Lugano gli avrebbero voltate le spalle, giudicare in modo severo il movimento partigiano, appellandosi anche al suo antifascismo comprovato dai mesi di carcere e all'ostracismo subito a suo giudizio senza una vera ragione proprio in Svizzera. Ma lo ha sempre fatto in modo vago, con dettagli via via modificati nel tempo. Questo libro ripercorre quel periodo, ricostruito attraverso carte d'archivio, lettere, testimonianze e un paziente lavoro di ricomposizione dei tasselli sparsi di un mosaico diverso da quello consegnateci dal suo protagonista. Un quadro che rivela elementi nuovi e un'inedita chiave interpretativa dell'intero iter biografico di Montanelli.
Roma : Settimo sigillo, [2004]
Historia
[Como] : Istituto comasco per la storia del movimento di liberazione, stampa 1998 (Como : Graficop)
Società e storia contemporanea ; 27
Storia postale : le emissioni locali dell'area comasca / di Cesare Piovan.
[Como] : Società storica comense, [2000]
Gli ultimi tempi di un regime / [a cura di] I. card. Schuster
Milano : La Via, 1946
La condanna di Mussolini / Gian Franco Venè
Milano : Fabbri, 1973
La condanna di Mussolini / Gian Franco Venè
Milano : Fabbri, 1973
Sottoaccusa. Serie inchieste
Giunti, 2020
Abstract: 1943-1944: due anni di guerra raccontati da un giovane soldato che viene allontanato all'improvviso da casa sua e dal mondo semplice e libero della campagna lombarda. L'assurdità della guerra emerge prepotentemente in contrasto con i dolci ricordi di luoghi, persone e avvenimenti familiari, che pur sembrando tanto lontani, riescono tuttavia a tenere viva la speranza per un futuro migliore.
Risaia crudele : quei giorni dell'inverno '45 / Alessandro Reali
Frilli, 2014
Abstract: In tempi di guerra la povera gente cerca di sopravvivere alle brutture e alle angherie dei più forti e prepotenti con la forza della disperazione. La fame e la miseria esacerbano il dolore ed esaltano le sofferenze sino all'esasperazione, portando alle estreme conseguenze i sentimenti, le scelte e le azioni. Poi tutto passa e sfuma, si dissolve nella nebbia e sembra sparire... Finché un giorno, una lettera inaspettata riapre antiche ferite e catapulta il pensiero nel vortice torbido del passato. Inizia allora un lungo viaggio nei luoghi (dai vigneti della California alle risaie della Lomellina) e a ritroso, nel tempo, attraverso i labirinti delle gelosie, dei desideri di vendetta e di gesti efferati. In un borgo tenuto ormai in vita solo da un rinomato ristorante e dallo scorrere inesorabile del suo fiume, Lisandro ripercorre con il ricordo quei terribili giorni dell'inverno tra il 1944 e il 1945, quando si consuma la tragedia che segnerà per sempre il suo destino. In un torrido pomeriggio d'agosto, a distanza di più di cinquant'anni da quegli eventi, tra le risaie della sua terra, nel piccolo cimitero di Casoni Borroni, rivivono negli occhi e nei ricordi del vecchio Lisandro le vite di Cristina, don Dalmazio, Leone, Santino, Modesta, dell'allora giovane Lisandro... e di tutte quelle figure che la memoria si è portata via, trasportata dalle acque inarrestabili del fiume Agogna. (Alessandro Reali)
Messaggero, 2003
Abstract: Autunno 1944, c'è la guerra ed Erika, una ragazzina di 11 anni, è costretta a fare la valigia e ad andare in montagna a casa del nonno, per essere più al sicuro. La casa di montagna è bella e accogliente, ma c'è qualcosa di strano, che Erika scoprirà e che la renderà, non senza pericolo, complice di un'azione umanitaria.
Milano : Greco&Greco, [2005]
Abstract: Questo libro h essenzialmente un atto di amore. Come spesso accade fra padri e figli, questi riscoprono tardi aspetti, qualit`, vicende ed eventi di cui i padri non s'erano mai vantati. Il fatto strano, nella mia storia col padre, h che fin da piccolo, cioh fin dalla guerra, ho ricordi che riguardano proprio lui e quanto lui ha fatto, da quando in qualit` di Maresciallo dei Carabinieri di Colico, chiuse la caserma e coi suoi ragazzi andr in montagna, cioh in Valtellina, a Postalesio, a fare il partigiano. Nome di battaglia Ennio. In quel paesino alle porte di Sondrio, dove sono nati i nonni, la mamma ed io sono cresciuto. La stessa piccola o grande epopea partigiana in quel paese h stata per me e per anni una fonte di ricordi, di echi, di episodi, di nomi - fra cui quello di Germano Bodo cui, peraltro, sono debitore della necessit` di questo libro. Consegnandomi infatti la preziosa testimonianza della Relazione di Ennio Nazareno Pillitteri mi ha contestualmente obbligato a compiere una scelta che h sl un atto di amore filiale ma, anche il doveroso omaggio a quelli della gloriosa Riccardo Rinaldi ex XX Matteotti, a cominciare prrprio dal suo Comandante, l'indimenticabile Germano, che con Ennio, Ettore, Luigi e gli altri entrarono a Sondrio liberata , quel 28 aprile 1945.
Ed. economica
Paoline, 2020
Abstract: Abitare, per un anno, nella città artificiale del male assoluto. Lavorare, da adolescente, a un minuto ingranaggio della sterminata fabbrica della morte. Portare inciso sul braccio sinistro, ancora dopo sessant'anni, il numero-simbolo della malvagità umana ed essere qui a raccontarlo. Esprimendo, contemporaneamente, un inesauribile amore per la vita. La storia di Liliana Segre sorprende, indigna e riconcilia. Bambina ad Auschwitz nel 1944, deportata perché ebrea, oggi è una delle ultime testimoni della Shoah, fra le poche a riuscire ancora a rivivere davanti a una platea - in genere di giovani e di studenti - una simile tragedia personale e collettiva. Un tessuto di coincidenze ed eventi quasi romanzeschi l'ha condotta indenne - nello spirito, oltre che nel corpo - fuori dai cancelli del campo di sterminio. Liliana Segre è testimone pubblica della Shoah dal 1990: in questo libro, per la prima volta, racconta se stessa in profondità, le ragioni più intime che l'hanno spinta a condividere il suo dramma privato, l'assurdo ritorno alla vita dopo il viaggio nella città della morte che doveva essere di sola andata. Ma a parlare sono anche i ragazzi che l'hanno ascoltata, in un'antologia di lettere e bigliettini scritti di getto e consegnati alla nonna che è stata tredicenne ad Auschwitz.
Nuova ed. riveduta e aggiornata
Paoline, 2019
Abstract: Abitare, per un anno, nella città artificiale del male assoluto. Lavorare, da adolescente, a un minuto ingranaggio della sterminata fabbrica della morte. Portare inciso sul braccio sinistro, ancora dopo sessant'anni, il numero-simbolo della malvagità umana ed essere qui a raccontarlo. Esprimendo, contemporaneamente, un inesauribile amore per la vita. La storia di Liliana Segre sorprende, indigna e riconcilia. Bambina ad Auschwitz nel 1944, deportata perché ebrea, oggi è una delle ultime testimoni della Shoah, fra le poche a riuscire ancora a rivivere davanti a una platea - in genere di giovani e di studenti - una simile tragedia personale e collettiva. Un tessuto di coincidenze ed eventi quasi romanzeschi l'ha condotta indenne - nello spirito, oltre che nel corpo - fuori dai cancelli del campo di sterminio. Liliana Segre è testimone pubblica della Shoah dal 1990: in questo libro, per la prima volta, racconta se stessa in profondità, le ragioni più intime che l'hanno spinta a condividere il suo dramma privato, l'assurdo ritorno alla vita dopo il viaggio nella città della morte che doveva essere di sola andata. Ma a parlare sono anche i ragazzi che l'hanno ascoltata, in un'antologia di lettere e bigliettini scritti di getto e consegnati alla nonna che è stata tredicenne ad Auschwitz.
Resistenza e libertà ad Arosio : uomini e luoghi della memoria / [Alexander Giovanzana]
Arosio : a cura dell'Amministrazione comunale, 2005
La giubba a strisce / Franco Ferrante
Lomazzo : Comune di Lomazzo, 1997