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Trovati 14 documenti.

La montagna nuda
Libri Moderni

Txikon, Alex <1981->

La montagna nuda : la prima ascensione invernale del Nanga Parbat / Alex Txikon ; traduzione di Roberta Bovaia

Solferino, 2021

Abstract: Il 26 febbraio del 2016, insieme a Simone Moro e all'alpinista pachistano Muhammad Ali Sadpara, Alex Txikon è riuscito in un'impresa che era stata tentata invano più di trenta volte e che sembrava impossibile: la prima salita invernale del Nanga Parbat, la «montagna nuda», uno degli Ottomila più difficili e pericolosi. Alla salita senza ossigeno supplementare aveva preso parte anche Tamara Lunger, che si era fermata a poche decine di metri dalla vetta. Alla spedizione inizialmente aveva partecipato anche Daniele Nardi, che due anni dopo avrebbe perso la vita sullo sperone Mummery insieme a Tom Ballard. «Perché scalare il Nanga Parbat?» è la domanda che si legge in ogni frase, in ogni descrizione, persino in ogni silenzio. Per Txikon il Nanga è la montagna più bella del pianeta, per lui è stata una grande storia d'amore. Ma su un Ottomila occorre ragionare con lucidità se si vuole tornare a casa. E si deve venire a patti con i fallimenti, le rinunce, e la perdita di amici e compagni. Muoversi su un filo teso tra razionalità e passione, da cui dipende la propria vita. In un racconto pieno di pathos, Alex Txikon non parla solo dell'avventura alpinistica, dell'organizzazione, della preparazione atletica, ma anche dell'esperienza devastante che ha vissuto due anni dopo il suo successo, quando accorse al Nanga Parbat per guidare le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard, dispersi sullo sperone Mummery. La montagna ha sempre due facce, soprattutto quando è «nuda».

Le montagne magiche
Libri Moderni

Ossini, Massimiliano <1978->

Le montagne magiche : in viaggio sui monti Sibillini / Massimiliano Ossini

Capponi, 2023

Abstract: "La storia che voglio raccontarvi con questo libro è una storia vera, intima, una storia che mi ha toccato nell'anima, un'esperienza che mi si è resa necessaria e che ora è il momento giusto di condividere. È una storia che nasce da una ferita, da una spaccatura della terra: il terremoto del 2016. Quella spaccatura cruenta e improvvisa, evento crudele per quanto naturale, ha inevitabilmente segnato un confine: quello che c'era prima delle 3.16 del 24 agosto del 2016 non ci sarebbe più stato. I luoghi, i paesi, le persone, le abitudini, gli sguardi, la vita, dopo quella prima scossa, non sarebbero più stati come prima. Questo libro non può e non vuole celebrare il prima, che rimarrà comunque sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi, ma vuole essere una cerniera e un ago, di cui il mio cammino sarà il filo. Solo così, unendoci e ritrovandoci dentro ciò che è immutabile potremo progettare il dopo, quello che necessariamente abbraccerà anche ciò che non c'è più."

La strada non finisce a Capo Nord
Libri Moderni

Franz

La strada non finisce a Capo Nord : in bicicletta per scardinare i paralleli / Franz

Ediciclo, 2022

Abstract: Un reportage intimo e intenso che racconta un viaggio concreto, da Lisbona a Capo Nord in bicicletta, e uno più intimo verso una meta che sembra sfuggire sempre, allontanarsi a ogni colpo di pedale: la profondità della mente. Percorrere l’Europa in bicicletta è facile, attraversare se stessi, invece, può essere doloroso. Franz si lascia una vita fatta di scadenze e obiettivi alle spalle per pedalare attraverso l’Europa, ma anche attraverso se stessa; per "scardinare i paralleli e mangiare una personale carta geografica". Paese dopo paese scopre qualcosa in più sul mondo e su di sé, riflessioni che la conducono a ripensare il suo modo di vivere, nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Un viaggio dove la meta non è solo un punto su una mappa, ma quel "Capo Nord" che si trova in ognuno di noi.

Biciterapia
Libri Moderni

Brollo, Mila <pedagogista e tecnica della riabilitazione psichiatrica>

Biciterapia : in viaggio alla ricerca dell'equilibrio / Mila Brollo

Ediciclo, 2017

Abstract: Hai il diabete? Pedala. Hai ciccia? Pedala. Hai ansia? Pedala. Hai voglia di vedere il mondo? Pedala. L'autrice ha 58 anni e il diabete di tipo 2, lavora in psichiatria con i temi che riguardano "gli ultimi". Nel volume racconta del suo viaggio in solitaria da Gemona del Friuli a Lampedusa: 2000 km in e-bike. L'età, la condizione fisica, gli incontri con centinaia di persone segnate dal disturbo mentale, e infine l'arrivo a Lampedusa, isola straordinaria per bellezza, accoglienza, pietas. Sarà una biciterapia.

Cercavo la fine del mare
Libri Moderni

Castigliani, Martina <1987->

Cercavo la fine del mare : storie migranti raccontate dai disegni dei bambini / Martina Castigliani

Mimesis, 2019

Abstract: Nell’agosto 2016 la giornalista Martina Castigliani è partita alla volta della Grecia per lavorare nei centri di accoglienza per migranti, insieme ad altri volontari provenienti da tutto il mondo. La realtà che si è trovata di fronte non poteva non essere raccontata. Questa raccolta di storie rappresenta una testimonianza unica, che intende restituire le vicende di uomini e donne che cercavano la libertà e sono diventati fantasmi a causa dell’indifferenza delle istituzioni e di parte dell’opinione pubblica. Quando la lingua non riusciva a stabilire un contatto con gli intervistati, è stato chiesto loro di esprimersi con i disegni. E se Yassin ha raffigurato la facciata del suo ristorante di falafel ad Aleppo, Mleka e Rava (11 anni) hanno disegnato le facce degli “uomini con la barba” che andavano casa per casa a cercare le persone da uccidere. Dlônan (8 anni) ha tracciato il mare che sembrava infinito e il barcone dove si è nascosto tra le braccia del padre, sperando che il viaggio finisse presto. Sullo sfondo di questa tragedia ci sono i greci, popolo tradito dall’Europa quasi quanto i migranti, ma ancora capace di gesti di grande umanità, come quello di Elias, farmacista che distribuisce farmaci gratuitamente a chi ne ha bisogno. Che si tratti di uomini o bambini, di siriani, curdi, afgani o iracheni, non c’è alcuna differenza: quando i migranti devono disegnare la loro storia, quasi tutti scelgono il pennarello colore blu del mare o rosso del sangue.

Caro mondo
Libri Moderni

Alabed, Bana <2009->

Caro mondo / Bana Alabed ; traduzione di Eloisa Banfi

Tre60, 2017

Abstract: Bana Alabed ha solo sette anni quando, in una luminosa giornata di sole, sente un boato spaventoso. È una bomba caduta su Aleppo, la prima delle tante che ridurranno la città in cenere e la popolazione allo stremo. Bana non sa neppure cosa significhi la parola «bomba», ma da quel giorno non può più andare a scuola perché è stata distrutta; invece di sedersi al tavolo di cucina per cenare con la famiglia, si deve nascondere sotto di esso, mentre tutto, intorno a lei, trema; non gioca più per strada, ma si ritrova a scavare tra le macerie insieme con gli adulti, alla ricerca di cose e persone scomparse. Vivace e intelligente, Bana si convince che il mondo non possa ignorare quello che sta succedendo in Siria e, con l’aiuto della madre, scrive un messaggio su Twitter: «Ho bisogno della pace». Poi, di giorno in giorno, racconta quello che sta vivendo, mostra la distruzione e il dolore. In breve tempo la sostengono in centinaia di migliaia e lei, con tutto il candore e la sincerità dei bambini, parla a tutti: da Putin a Obama, da Trump al presidente siriano Bashar al-Assad. Diventata il simbolo dell’innocenza di ogni bambino davanti agli orrori della guerra, Bana racconta per la prima volta in questo libro tutta la sua storia. Lanciando con forza il suo messaggio di speranza, per sé e per tutte le vittime della violenza che meritano una vita migliore.

Hevalen
Libri Moderni

Grasso, Davide <1980->

Hevalen : perchè sono andato a combattere l'Isis in Siria / Davide Grasso

Alegre, 2018

Abstract: "Rojava". In curdo vuol dire "ovest", ma per arrivarci dobbiamo andare verso est, giungere nelle terre che un tempo chiamavamo Asia minore. "Rojava" è il Kurdistan siriano, dove dal 2011 è in corso una rivoluzione, il grande esperimento delle comuni e del "confederalismo democratico". Un movimento di liberazione egualitario, libertario e femminista, ispirato al pensiero di Abdullah Ocalan e cresciuto come un bosco in pieno deserto, nel più devastato - e strategico - teatro di guerra del pianeta. Un processo sociale accerchiato da forze reazionarie e sanguinarie: l'Isis, il regime di Assad a Damasco e il regime del Caudillo turco, Erdogan, appena oltre il confine. Nel 2014 abbiamo trepidato per Kobane, città assediata dall'Isis e difesa da forze popolari chiamate Ypg e Ypj. Abbiamo visto le immagini di donne guerrigliere sorridenti scalzare dai media quelle dei tetri tagliagole di Daesh, e poi la riscossa: da Kobane, divenuta la "Stalingrado del Medio oriente", è partita una controffensiva che ha meravigliato il mondo. Meno di tre anni dopo è stata liberata Raqqa, sedicente "capitale" dello Stato islamico. Come non accadeva dai tempi della guerra civile spagnola, uomini e donne da tanti paesi hanno deciso di raggiungere la Siria e partecipare alla rivoluzione, armi alla mano. Uno di loro era Davide Grasso, militante del centro sociale torinese Askatasuna e del movimento No Tav. A fargli prendere la decisione è stata la strage al Bataclan di Parigi, il 13 novembre del 2015. Hevalen, che in curdo significa "gli amici", "i compagni", è la storia - ibrida, ruvida, entusiasmante - del suo viaggio, della sua guerra, delle contraddizioni che ogni rivoluzione si porta dentro e deve affrontare.

Viaggio ai confini della Romagna
Libri Moderni

Agostini, Nevio <1962-> - Bassi, Sandro <1961-> - Ruffilli, Marco

Viaggio ai confini della Romagna / Nevio Agostini, Sandro Bassi, Marco Ruffilli

Polaris, 2017

Abstract: Oltre 500 km, la metà a piedi e il resto in bici, più un breve tratto in barca. In 15 giorni esatti. Tutto lungo i confini della Romagna. Nulla di politico, nulla di campanilistico, nulla di improbabili rivendicazioni autonomistiche. Anche perché di Romagna geografica si è trattato. L’idea è venuta a Nevio Agostini, naturalista, responsabile del Servizio Promozione del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. A lui si sono aggregati un amico di infanzia, Marco Ruffilli, e Sandro Bassi, naturalista, giornalista e guida ambientale, che così riassume il viaggio: “Non abbiamo fatto nulla di eroico: certo, le tappe erano lunghe (dai 25 ai 40 km, prevalentemente su sentiero, quelle a piedi, e sui 70 km, prevalentemente sterrati, quelle in bici), ma i pellegrini di un tempo facevano anche di più; abbiamo raccolto immagini, video, documentazione, soprattutto incontrato gente. Abbiamo constatato quel che tanti sanno già da sempre, cioè che i confini sono ricchezza, che devono unire e non dividere e che ci separano – per convenzione – da genti diverse, non migliori o peggiori ma semplicemente, piacevolmente diverse”.

Io e Spike
Libri Moderni

Motta, Marco <architetto e soccorritore>

Io e Spike / Marco Motta ; con Jonathan Arpetti

Sperling & Kupfer, 2018

Abstract: "C'è un Prima e c'è un Dopo a dividere certi momeni. A separarli c'è una linea di demarcazione netta, precisa. Prima, tutto era tranquillo. Era stata Gianna a scuotermini senza troppi complimenti. «Il terremoto...»" Inizia così il racconto di Marco Motta, che la notte del 24 agosto 2016 fu chiamato in aiuto delle popolazioni colpite da un sisma devastante. Quella notte, come molte volte prima di allora, Marco non era solo. Insieme a lui, compagno fedele e instancabile soccorritore, c'era Spike, il border collie con il quale aveva imparato a salvare vite. Nello scenario tragico di Pescara del Tronto, Marco e Spike incontrano subito i vigili del fuoco, già al lavoro fra le macerie. I pochi abitanti ancora lucidi riescono a collaborare, indirizzando i soccorritori verso le case dove sicuramente ci sono persone e a quel punto è il cane ad avventurarsi sul suolo pericolante per segnalare con il suo abbaio caratteristico la presenza di esseri umani. Vivi o morti. La memoria del terremoto è ancora fresca, e il racconto di Marco ci avvicina a quella notte d'inferno con il coraggio e la speranza di chi ci ha lavorato, con la pietas e il dolore di chi ha anche visto la gente morire, e con la gioia di aver riportato alla luce i vivi. Per capire come è arrivato fin lì, Marco ripercorre i suoi primi passi da soccorritore, gli ideali che lo hanno ispirato e le esperienze in Croce Rossa, fino all'incontro con il cane straordinario che lo ha accompagnato proprio in quei giorni.

Sentieri da lupi
Libri Moderni

Giacomini, Paola <1979->

Sentieri da lupi : a cavallo attraverso le Alpi sulle tracce del lupo / Paola Giacomini

Blu, 2017

Abstract: Dopo essere stati scacciati dalle Alpi, sparendo per oltre un secolo, i lupi stanno tornando. Da un paio di decenni quelli appenninici sono arrivati nelle Alpi Marittime, e da lì stanno risalendo l'arco alpino da ovest. I lupi sloveni, inoltre, stanno ricolonizzando l'arco alpino da est, e in Lessinia (Veneto) si sono ricongiunti al lupo appenninico, formando il primo branco misto. Paola Giacomini ha deciso di percorrere l'intero arco alpino da est a ovest con la sua cavalla Isotta Raminga per raccontare le storie dei lupi e di tutti coloro che hanno a che fare con questi carnivori, tanto temuti per la voracità quanto ammirati come simbolo di libertà e ritorno alla natura. Ne viene fuori una fotografia delle Alpi nel nuovo millennio: al racconto di viaggio si intrecciano le storie di pastori, margari, bracconieri, cacciatori, guardiaparco, naturalisti, biologi e poeti che vivono in montagna e si dividono tra chi ama e studia i lupi, e chi fa di tutto per contrastare le loro razzie. Un viaggio di 2171 km in 79 giorni, con una media di 1500 metri di dislivello al giorno, bivaccando lontano dalla civiltà, in sella a una cavalla abituata a superare gli ostacoli, a vivere in luoghi selvaggi e a percorrere lunghe distanze su sentieri da lupi.

Biblioteca vivente
Libri Moderni

Biblioteca vivente : narrazioni fuori e dentro il carcere / a cura di Ulderico Maggi, Paola Meardi e Cristian Zanelli ; con una storia di Gianni Biondillo

Altreconomia, 2016

Neppure il silenzio è più tuo
Libri Moderni

Erdǒgan, Asli <1967->

Neppure il silenzio è più tuo / Asli Erdǒgan ; traduzione di Giulia Ansaldo

Garzanti, 2017

Abstract: C’è una donna sola per le strade deserte di Istanbul. Sta cercando di tornare a casa, ma non riesce più a orientarsi. Le vie un tempo conosciute le sembrano deformate e irriconoscibili. Al suo fianco un cane randagio che, fiutando il suo smarrimento, la guida fino a un incrocio. Adesso tocca a lei scegliere la strada da imboccare, nessuno può indicargliela: può assecondare il silenzio che domina ovunque o può abbatterlo con la forza delle parole. Quella donna è Aslı Erdoğan e all’alba del 16 luglio 2016, all’indomani del cruento tentativo di colpo di stato e nonostante l’imminente repressione dei diritti civili in Turchia, decide di non cedere all’indifferenza, ma di far sentire la propria voce. Decide di essere la prima donna a non avere paura di spezzare quel silenzio assordante, simbolo di un dolore troppo grande da ignorare. Perché non può e non vuole far finta di niente di fronte alla violenza cieca di un governo fin troppo abile nel mettere a tacere i testimoni scomodi. E sa bene che c’è solo un modo per farlo: guardare negli occhi una realtà indicibile alla ricerca di quelle parole che possano generare un grido di indignazione. Un grido di denuncia contro la falsità del potere che priva i cittadini dei loro diritti. Un grido di resilienza contro l’assurdità della condizione umana. Per non essere complice dei colpi che hanno spezzato la vita di donne e bambini innocenti. Per non decidere della sorte di centinaia di uomini che con fatica e dignità cercano di rialzare la testa sotto cumuli di macerie. Per colmare quel vuoto lasciato da uno stato tiranno e restituire a ogni singolo cittadino, senza distinzione, ciò che gli spetta di diritto: libertà, uguaglianza, verità. Nell’agosto 2016, proprio a seguito della sua attività di scrittrice, Aslı Erdoğan è stata arrestata e ha trascorso 136 giorni nella prigione di Bakırköy. Il suo unico delitto: aver osato rivendicare dalle colonne di un giornale pro-curdo la libertà di opinione e di denuncia degli orrori del governo. Neppure il silenzio è più tuo raccoglie alcune delle sue pagine più belle nelle quali la scrittrice e giornalista diventa emblema della resistenza femminile e grida gli ideali che animano la propria lotta intellettuale e assoluta. Nella speranza che quest’opera possa davvero sgretolare il silenzio, almeno là dove le sue parole hanno ancora diritto di cittadinanza.

Io, gli ottomila e la felicità
Libri Moderni

Lunger, Tamara <1986-> - Casolo, Francesco <1974- ; scrittore e traduttore>

Io, gli ottomila e la felicità : i miei sogni tra amore per la montagna e sfida con me stessa / Tamara Lunger ; con Francesco Casolo

Rizzoli, 2017

Abstract: «Vedere un essere umano che realizza un sogno è una cosa meravigliosa. Come andare sulla Luna o scoprire l'America: questo è il motivo per cui noi siamo qui.» Sono parole di Tamara Lunger, la giovane e fortissima alpinista altoatesina che nel febbraio 2016 ha tentato con Simone Moro la vetta del Nanga Parbat in invernale. Lui l'ha raggiunta, mentre lei, a soli 70 metri dalla cima, ha rinunciato. Stava male e ha ascoltato la "voce interiore" che le diceva di scendere, con la consapevolezza che, se invece fosse andata oltre per amor di gloria, avrebbe poi avuto bisogno d'aiuto per scendere, magari mettendo in pericolo i compagni di cordata. Ma chi è questa donna capace di imprese finora tentate solo da uomini? Che cosa la spinge a sfide estreme? In questo libro Tamara si racconta parlando dell'impresa del Nanga, ma scavando molto anche nel proprio mondo e dentro di sé. Ne scaturisce una personalità dirompente che, cresciuta a profondo contatto con la Natura, abituata fin da piccola a mettersi alla prova nello sport, coltiva la passione per l'alpinismo come un modo per trovare se stessa. Certo, essere una donna in un ambiente finora quasi solo esclusivamente maschile ha un prezzo: al campo base bisogna farsi valere, dimostrare che si è capaci di sforzi "da uomini" e magari anche tenere a bada alpinisti «che sembrano marinai appena scesi da una nave»... Ma Tamara, forse anche grazie a un pizzico di follia davanti ai pericoli, vive l'alpinismo come un modo per migliorarsi costantemente, essere in armonia con il cosmo. Per lei la sfida in montagna ha infatti anche qualcosa di spirituale, la avvicina a Dio. E le dona la felicità.

Mi sono perso in Appennino
Libri Moderni

Gasca, Gian Luca <1991->

Mi sono perso in Appennino / Gian Luca Gasca

Ediciclo, 2018

Abstract: Non ci si capita per caso in Appennino. No, non si finisce per caso in quei piccoli borghi arroccati sui monti che si vedono sfrecciando lungo l’Autostrada del Sole. Sono piccoli paesi, luoghi di seconde case, vecchie abitazioni ereditate da parenti e ormai popolate solo d’estate. Posti dove si torna per dare forme, odori e colori ai racconti dei nonni. Nicelli, Cutigliano, Balze, Magliano De’ Marsi, Grumento Nova, Mammola, Serra Pedace... Si potrebbe continuare all’infinito senza che nessuno riconosca un nome. È questa la bellezza dell’Appennino. Sono montagne che muoiono e risorgono ogni tanto dall’abisso. Tremano e per un attimo stanno sulla bocca di tutti per poi ricadere nel dimenticatoio dove finiscono le specificità italiane. E sono proprio quelle specificità, le note carismatiche di quelle montagne e di quei piccoli borghi, a spingere Gian Luca Gasca a imbarcarsi in un viaggio dal Colle di Cadibona ai Monti Nebrodi lungo oltre 2000 km attraverso la spina dorsale di un’Italia abbandonata dal turismo, alla ricerca di un Appennino che resiste.