Trovati 4209 documenti.
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L'arte di guardare l'arte / Philippe Daverio
Nuova ed.
Giunti, 2017
Abstract: I più graffianti articoli pubblicati sulla rivista "Art e Dossier" dal suo direttore, Philippe Daverio. Uno stile personalissimo, una capacità unica di conciliare temi, ambiti, storie che appartengono apparentemente a campi differenti ma che letti insieme rivelano significati impensati e gettano nuova luce sul mondo dell'arte.
01 Distribution, 2014
Abstract: La storia di una famiglia romana nel 1974, a cavallo tra aspirazioni artistiche d'avanguardia, comodità piccolo borghesi, istanze femministe e amore libero. Guido è un padre sui generis, pittore e scultore, elettosi rappresentante della nuova arte concettuale più per adesione alla moda del periodo che per un'autentica necessità artistica. Di giorno trasgredisce le convenzioni sociali modellando i corpi di ragazze accondiscendenti con i nuovi materiali imposti dall'avanguardia, di sera impartisce lezioni sul bello nell'arte ai due figli di dieci e cinque anni.
Cieli d'Europa : cultura, creatività, uguaglianza / Salvatore Settis
UTET, 2017
Abstract: La rovina in europa è il punto di equilibrio fra passato e futuro. Serve a pensare il presente. Assediati dalle rovine di una crisi che ci tormenta e di cui rischiamo di non vedere la profondità e la minaccia, sapremo cercarvi il seme di un qualche riscatto? «Provavano la sofferenza profonda di tutti i prigionieri e di tutti gli esiliati: quella di vivere con una memoria che non serve a niente» si legge nella Peste di Camus. E forse proprio in Europa si consuma oggi questa maledizione: colpisce i milioni di europei “prigionieri” di una crisi che sembra senza fine e senza nome, e si ripercuote sui milioni di “esiliati” che migrano attraverso un continente le cui rovine non sembrano più utili a nessuno. Se ci fermiamo a pensare, infatti, il degrado dei monumenti e dei paesaggi, il declino delle città storiche e il diffondersi dei ghetti urbani si rivelano come i diversi segnali di una crisi non solo economica e politica, ma culturale: il patrimonio che ci circonda non è più un serbatoio di memoria ed energia civile, ma viene sfruttato solo in ottica turistica, ridotto a brand da un’Europa schiava dei Trattati e della Troika, schiacciata sull’eterno presente dei mercati. Per invertire la rotta non basta appellarsi a un generico recupero della tradizione umanistica e a una nuova centralità della cultura, perché occorre chiedersi: quale tradizione? E quale idea di cultura? Per rispondere a queste domande Salvatore Settis segue un percorso inedito e illuminante: dall’iconoclastia “diffusa” di questi anni alla centralità delle rovine nella storia europea, dalla necessità di ricalibrare l’idea di “classico” in un’ottica multiculturale fino alla genealogia di un’Europa nata dalla doppia eredità di Atene e di Gerusalemme, naturalmente portata a considerare la diversità come un terreno di crescita di una più feconda idea di “creatività”, di una più sincera idea di “uguaglianza”. Al centro di questa ricognizione Settis pone la vituperata e però incandescente idea di Rinascimento: all’ombra delle grandi rovine dell’Impero Romano, i nostri avi seppero cogliere i semi di una nuova vita, di una possibile ricostruzione. La decadenza non è insomma che un’inevitabile fase di passaggio, la nera notte che prelude a un’alba: se lo vogliamo, ci sarà nuova luce sotto i Cieli d’Europa.
Skira, 2017
Abstract: Nel 1808, la pubblicazione di Sulla lingua e la sapienza degli indiani di Friedrich Schlegel inaugura l'emergere di un nuova e sempre più intensa curiosità dell'Occidente per l'India e la sua straordinaria civiltà. A partire da Schlegel e dalle successive riflessioni sull'Induismo e sul Buddismo di Schopenhauer, cui faranno seguito nei primi decenni del Novecento le opere letterarie di Hermann Hesse e le analisi antropologiche di Carl Gustav Jung, l'India e le sue tradizioni millenarie hanno infatti sedotto una moltitudine di intellettuali e artisti occidentali. Sulla base di queste esperienze, maturate spesso in area tedesca, si è venuto via via costruendo quel "mito dell'India" che ha conquistato il mondo giovanile internazionale negli anni Sessanta e Settanta. A cinquant'anni dal 1968, il tema del "viaggio in India", esperienza reale o immaginaria in cui si sono concretizzate le inquietudini spirituali di intere generazioni, torna di attualità attraverso questo volume, pubblicato in occasione dell'omonima mostra presentata presso il Museo d'arte della Svizzera italiana di Lugano. Il volume ripercorre la storia di questa "fascinazione indiana" dell'Occidente attraverso un ricchissimo apparato iconografico e un gran numero di contributi di autori diversi che si soffermano sui molteplici ambiti in cui questa fascinazione si è espressa, dall'arte alla letteratura, dalla musica alla religione, dalla storia del costume alla psicologia.
Gribaudo, 2017
Abstract: Che cosa caratterizza un’opera d’arte? Come hanno fatto gli antichi greci a dare forma alla bellezza ideale? Il colore esercita un’influenza diretta sull’anima? Questo libro esamina queste e altre domande, esplorando i movimenti fondamentali, i temi e gli stili attraverso più di 200 opere. Dalla rappresentazione della fertilità preistorica a esempi contemporanei di video installazioni, questo è lo strumento ideale per approcciare il mondo dell’arte. Numerosi diagrammi e incisive didascalie aiutano a scoprire i grandi artisti e le loro teorie; immagini semplici e immediate permettono di individuare e fissare con chiarezza movimenti, opere d’arte e le idee che dietro a esse si nascondono. Che tu sia un principiante assoluto, un appassionato studente, o un esperto della materia, troverai un sacco di spunti di riflessione, per andare dritto al nocciolo della questione!
Artebambini, 2017
Abstract: Credere che l’arte sia materia solo per esperti significa confinarla in territori inaccessibili. L'arte può diventare un pretesto per giocare, apprendere, capire. Il volume suggerisce attività su alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte del secolo scorso, che hanno cambiato il modo di vedere il mondo. Con una particolarità: per realizzare i laboratori, si parte sempre da una scatola per la pizza… Per rendere l’arte a portata di tutti i gusti!
Essere umani : il corpo nell'arte, dalla preistoria a oggi / Andrea Nante, Sylvie Bello
Topipittori, 2017
Abstract: Centomila miliardi di cellule: è quanto serve a un essere umano per esistere. Ognuna di essa appartiene a un sistema o a un apparato di organi vitali e va a comporre circa 270 ossa (alla nascita), 32 denti (quando va bene), un cuore pulsante, un cervello quasi sempre intelligente e tante altre cose. Così Andrea Nante, storico dell’arte e direttore del Museo Diocesano di Padova, introduce il nuovo PiPPo, tutto dedicato allo studio del corpo umano nell’arte. Le immagini di Sylvie Bello, già autrice di Giallo, aiutano il lettore a non avere paura dei grandi maestri perché, anche se ci sembrerà difficilissimo ridisegnare le loro opere, è solo facendolo che si può imparare a conoscere la storia e a fissarla per sempre nella nostra memoria.
La galleria degli enigmi / Laura Marx Fitzgerald ; traduzione di Maria Concetta Scotto Di Santillo
Fabbri, 2017
Abstract: Siamo a New York, nel 1928, e agli occhi di una dodicenne l’abitazione di Mr. Sewell sembra quasi un castello delle fiabe, con tanto di principessa prigioniera nella torre. Sì, perché la moglie di Mr. Sewell, Rose, da anni vive reclusa in soffitta, dove nessuno può salire nemmeno per portarle i pasti, spediti nella sua camera con un montavivande. Gli altri domestici sostengono che sia pazza, ma Martha, a cui la fantasia non manca, comincia a pensare che dietro i quadri che la donna chiede continuamente di portare su e giù dalla sua galleria privata si celi un codice: e se la scelta dei dipinti non fosse casuale, bensì un ingegnoso metodo per trasmettere un messaggio di aiuto? Come presto scoprirà, in quella casa piena di segreti niente è come sembra, e nessuno è chi sostiene di essere. Riuscirà Martha a risolvere il mistero che lega tra loro i dipinti e a portare alla luce la verità seppellita in soffitta insieme a Rose?
Raffaello Cortina, 2017
Abstract: Con un linguaggio brillante e profondo, Sloterdijk affronta in questi saggi un’ampia gamma di questioni estetiche classiche – dall’architettura alla musica, dal design alla pittura, dalla forma della città alla letteratura –, inquadrandole nella sua originale e innovativa antropologia filosofica. La filosofia di Peter Sloterdijk è nota ai lettori italiani, ma fino a oggi non se ne conosceva ancora il pensiero estetico, raccolto per la prima volta in questi saggi che documentano un trentennio di riflessioni sulle arti e, più in generale, sul ruolo guida svolto dai sensi e dall’esperienza sensibile nelle scelte consapevoli e nelle condotte inconsapevoli dell’essere umano. Ci si accorge in tal modo che un’estetica è sottesa a tutta la filosofia di Sloterdijk, e che molte nozioni teoriche del pensiero dell’autore hanno un radicamento essenziale nella sensibilità umana. In definitiva, per Sloterdijk l’estetica possiede un acuto potere euristico: ci aiuta a capire che tipo di mondo ci siamo costruiti, come ci viviamo e in che modo potremmo cambiarlo, cominciando da noi stessi.
Insurrezione culturale : per una nuova ecologia della cultura / Olivier Beuvelet, Jonathan Nossiter
DeriveApprodi, 2016
Abstract: C'è un gesto culturale che vive nelle campagne. È un movimento della terra che smuove le vigne, rianima le piante, propone un nuovo gusto del terroir, fa tintinnare il vetro delle bottiglie sugli scaffali delle enoteche, fa tremare gli esperti dell'agro-industria. È il gesto culturale dei contadini e dei vignaioli naturali, che ha aperto uno squarcio attraverso il quale è passata una rivoluzione della vita, delle conoscenze, del gusto e soprattutto dei rapporti tra umani e natura. All'esperienza di questi agri-cultori dovrebbe guardare il mondo del cinema, dell'arte, dell'editoria se vuole cercare un terreno fertile sul quale rilanciare la propria vita, sterilizzata nei prodotti, nei consumi, nei mercati e nei gusti liberali. A loro dovrebbero guardare cineasti, artisti, scrittori e gli abitanti delle metropoli contemporanee, come a un'avanguardia gioiosa capace di ridarci speranza per lottare, reagire, immaginare di nuovo il senso della libertà intellettuale, etica, sociale... e anche gustativa!
Storia di artisti e di bastardi / Flavio Caroli
UTET, 2017
Abstract: «Così, per i tuoi pochi anni, e per i miei che sono cento, cercherò di dirti la verità; non una verità tecnica, che annoierebbe te così come qualunque altro lettore, ma una verità un po’ più ricca, la realtà dell’arte moderna nella vita del nostro tempo: la vita vera, intendo, bellezza e guano equamente miscelati come accade nella vita vera.» È con queste parole che Flavio Caroli apre Storia di artisti e di bastardi, rivolgendosi alla sua giovane nipote, aspirante storica dell’arte: quasi un breve programma, una premessa che detta il tono, le intenzioni e il passo. Da qui il racconto si muoverà rapido, ripercorrendo gli anni sessanta, settanta e ottanta, in cui per un giovane e appassionato storico dell’arte non era sufficiente lo studio rigoroso e libero degli antichi maestri; bisognava partecipare, e attivamente, alla scena dell’arte contemporanea, quella brillante società mondana fatta di artisti e mecenati, geni e farabutti, attrici, stilisti, Biennali e viaggi. Di pagina in pagina, Caroli alterna ricordi personali e aneddoti, considerazioni sul nostro presente e piccole fulminanti lezioni di critica d’arte. Che ci parli del suo primo incontro con Michelangelo Antonioni, bello e lontano, sul set di Deserto rosso, o della sofferta, consapevole depressione di Van Gogh, che ci racconti i ritrovati e poi perduti dipinti del Guercino o i suoi incontri notturni con Lucio Dalla, che ci riveli le pulsioni di morte di un pasoliniano Andy Warhol o la furia di Marina Abramovic ́, la sua voce ci arriva sincera e palpitante, immersa nelle storie che narra con la naturalezza del grande storico e divulgatore. Storia di artisti e di bastardi si rivela così forse il suo libro più personale: una divertente controstoria dell’arte contemporanea, un album di ricordi e uno spregiudicato memoir epistolare, ma anche un testamento spirituale che contiene, condensata, l’eredità artistica di un’epoca intera, perché solo chi era presente e l’ha vissuta in prima persona può preservare il fuoco di quella esperienza e tramandarlo intatto e ardente alle nuove generazioni.
Il museo dei capricci : 200 quadri da rubare / Flavio Caroli
Electa, 2016
Abstract: Chiunque abbia letto un libro di Flavio Caroli o ne abbia ascoltato una lezione o una conferenza o, ancora, abbia avuto il privilegio di farsi raccontare qualche aneddoto a proposito di uno qualsiasi dei quadri della sua collezione privata sa quanto il professore abbia sempre tratto piacere dall'arte. Puro godimento il suo anche quando l'arte l'ha raccontata davanti a una telecamera come sanno bene i telespettatori di "Che tempo che fa" che per undici anni hanno a loro volta "goduto" delle sue appassionate lezioni di storia dell'arte. Appare assolutamente logico dunque che a questo punto della sua carriera di storico dell'arte, o meglio di uomo che trae piacere dall'arte, Caroli si permetta un acuto divertissement: un libro che raccoglie e illustra in un museo strutturato in trenta sale tematiche (dall'erotismo ai misteri dell'arte, dal cibo all'amore, dalle stagioni al volto delle città, dall'amore all'arte nel cinema, dalle stagioni allo scorrere del tempo...) 200 capolavori da rubare, la collezione ideale di un amico immaginario, soprannominato "l'Innamorato". Quale altro nome poteva del resto dare il professore all'alter ego di se stesso, profondo conoscitore e pertanto attento collezionista e intelligente divulgatore di capolavori di ogni tempo?
Il Cinquecento : le fonti per la storia dell'arte / Émilie Passignat
Carocci, 2017
Abstract: Il volume prende in esame le principali problematiche della cultura artistica del Cinquecento sulla base di un'innovativa rassegna di testi: agli scritti d'arte più famosi, da Leonardo da Vinci a Federico Zuccari. si affiancano documenti meno conosciuti per illustrare al meglio quel momento cardine per lo sviluppo dell'editoria e del mercato dell'arte. In una stagione ricca di sfaccettature spesso contraddittorie o paradossali, in un clima di repentini mutamenti politici e religiosi, spicca l'evoluzione della figura dell'artista, primo argomento affrontato nel libro, proprio perché la difesa della dignità della professione si impose allora come il tema più ricorrente, la trama di fondo sulla quale dibattere e riformulare sia la teoria che la pratica. Un imprescindibile punto di partenza da cui scaturiscono le riflessioni sul fenomeno del collezionismo, sulla cultura antiquaria e la passione per l'Antico, nonché sul fiorire della scrittura d'arte e sulla conseguente nascita della storia e della critica d'arte. nuovi strumenti per promuovere tanto l'artista quanto l'opera stessa quale vettore di identità culturale.
Mondadori, 2017
Abstract: L'autore ammette che, in fondo, tante opere alla cui vista restiamo sgomenti forse avremmo potute farle pure noi, e comunque, anche se le ha fatte qualcun altro prima, questo non significa affatto che si tratti di arte. Per concludere, provocatoriamente ma non del tutto, che l'arte contemporanea – che ha avuto inizio nel 1917 con l'orinale capovolto ( Fontana ) di Marcel Duchamp – oggi, a un secolo esatto, è giunta alla sua fine, e deve lasciare il posto a una nuova fase. E con che cosa si è conclusa? Con America , il cesso d'oro 18 carati di Maurizio Cattelan esposto nell'autunno 2016 al Guggenheim di New York, dove lo si può non solo ammirare ma persino usare. In questi cento anni, ci dice Bonami, abbiamo visto davvero di tutto, dagli artisti che sulla scia di Duchamp espongono un oggetto, a chi propone un concetto (come Una e tre sedie di Joseph Kosuth), a chi mostra un progetto, ovvero parole, disegni, grafici che vengono presentati come opere d'arte ma al momento sono semplici ipotesi in attesa di essere realizzate (come accade per esempio con Christo, ma non con Peter Fend, che in genere espone solo fantasiose e irrealizzabili ipotesi sul mondo, come cambiare i confini di certe nazioni o deviare il corso del Danubio). Tutti accomunati dall'intento di sorprendere. Attraverso una serie di racconti e riflessioni, l'autore ci mostra perché ora all'arte non bastano più solo idee che si rincorrono con l'obiettivo di essere una più rivoluzionaria dell'altra. E perché, provocazione dopo provocazione, la contemporaneità ha esaurito il suo potere di stupire. E conclude che, per tornare a essere utile, l'arte deve ritrovare la capacità d'inventare e narrare storie, recuperando quell'essenziale cocktail di ingenuità e genialità che è alla base della creatività umana. Un po' come fa Charles Ray, in polemica con l'astrazione del Novecento, con il suo bambino che gioca con una macchinina.
Rosso / Valentina Zucchi, Paolo D'Altan
Topipittori, 2016
Abstract: Piccole storie di colori, una nuova serie della collana PiPPo, realizzata in collaborazione con i Musei Civici di Firenze, esordisce con il rosso, il principe dei colori. Il rosso è orgoglioso, vivace, potente. Evoca il fuoco, il sangue e l’amore. Meglio, però, parlare al plurale, perché di rossi ce ne sono tanti: porpora, cremisi, minio, cinabro, scarlatto, vermiglio, carminio e tanti altri. Andremo a indagare la presenza del rosso nelle opere di artisti grandi e piccoli, per conoscere l’arte e impararne la storia attraverso esercizi di osservazione e di disegno.
Le più belle storie d'arte / Disney
Giunti, 2015
Silvana editoriale, 2015
Abstract: Il Rinascimento nei castelli trentini, fra tradizione e innovazione. Possenti strutture difensive ed eleganti dimore rispecchiano, in un'epoca di profondi cambiamenti, l'adozione di nuove soluzioni architettoniche e di sorprendenti linguaggi figurativi che attingono all'immaginario mitologico. Itinerari inediti alla scoperta di un ricco patrimonio di castelli che propone allo sguardo del viaggiatore curioso coinvolgenti e suggestive testimonianze di arte, storia e architettura.
Usborne, 2014
Abstract: Un libro che ripercorre le tappe principali della storia dell'arte occidentale, dall'antico Egitto al XX secolo. Oltre 200 riproduzioni delle opere più famose al mondo, un utile glossario e cenni biografici sugli artisti. Con link internet per approfondire l'argomento.
Archivi impossibili : un'ossessione dell'arte contemporanea / Cristina Baldacci
Johan & Levi, 2016
Abstract: Ben prima che la diffusione dei social network e dei mezzi di registrazione ci rendesse tutti potenziali archivisti, gli artisti contemporanei hanno ripensato le forme di catalogazione usando linguaggi e media a loro disposizione, spesso ispirandosi a compendi visivi e "musei portatili" di illustri antecedenti novecenteschi, come il Bilderatlas di Warburg e il museo immaginario di Malraux. Dall'atlante di Gerhard Richter, una collezione di migliaia di immagini utilizzate come fonti iconografiche per la pittura, all'album di Hanne Darboven, una monumentale cosmologia che condensa storia personale e memoria collettiva, al museo di Marcel Broodthaers, un sagace strumento di critica istituzionale, allo schedario di Hans Haacke, un mezzo di indagine e di impegno sociopolitico, il furore archivistico si è ormai impossessato della pratica artistica. Che dietro ogni slancio tassonomico ci sia desiderio di ordine, ricerca identitaria, insofferenza verso la tradizionale organizzazione della conoscenza e del potere o un mero horror vacui che spinge i disposofobici a realizzare dei veri santuari della banalità, alla base c'è sempre il bisogno di restituire una logica più profonda a relitti e tracce: prelevati, assemblati e reimmessi in un nuovo contesto, si caricano di un valore inatteso. Ecco allora che l'archivio non è più solo un cumulo inerte di documenti da cui scaturisce quel turbamento che Derrida associa al processo mnestico, ma diventa, in senso foucaultiano, un dispositivo critico capace di rigenerare le consuete logiche di salvaguardia, utilizzo e diffusione del sapere, di riattivare la memoria e la coscienza politica. In quest'ottica, l'artista diventa attore primario del cambiamento sociale e culturale. Cristina Baldacci ripercorre in questo volume la lunga e articolata storia dell'interesse per la pratica archivistica ricomponendo il ricco mosaico dei ruoli e dei significati che l'archivio ha assunto nel corso del tempo e la sua rilevanza come opera d'arte, quindi come sistema classificatorio atipico e, per certi versi, impossibile.
Torino : Bollati Boringhieri, 1990
Abstract: Oggi sappiamo che le divinità pagane non sono mai morte. Che l'idea di una rinascita quattro-cinquecentesca dell'antico pantheon dopo secoli di eclisse è tanto trionfale quanto priva di fondamento. Se la storiografia artistica ha riannodato i legami tra Medioevo e Rinascimento è merito soprattutto di un giovane studioso che nel 1940, in piena guerra, ha dato alle stampe questo saggio ai tempi assolutamente pionieristico, in cui lo schema oppositivo morte-resurrezione lascia il passo al principio continuista della sopravvivenza. Nel suo "libro di giovinezza", dal ricchissimo corredo illustrativo, Jean Seznec ha profuso infinite ricognizioni di miniature, scritti astrologici, enciclopedie, trattati e monumentali cicli figurativi, documentando come durante il lungo transito medievale gli dei dell'antichità avessero conservato attributi riconoscibili, nonostante l'iconografia barbarizzata e cristianizzata. Fossero sopravvissuti, insomma, alla stregua di "incarnazioni di idee". Con l'arte rinascimentale quelle divinità ripresero il loro lontano aspetto. Sulle pareti e nelle volte dei palazzi, o nelle cupole delle cappelle, i contenuti ancora vivi si ricongiunsero alle forme precedenti: irriducibile alla pura funzione decorativa, un intero "universo di dei planetari, di eroi e di allegorie" reclamò la propria ascendenza. E fino a Seznec serbò il segreto del proprio debito nei confronti del Medioevo.