Trovati 423 documenti.
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Documentaria, 2015
Abstract: Immagini spettacolari documentano la prima salita in libera e in solitaria portata a termine nel 2002 dal tedesco Alexander Huber su una delle vie più famose di tutte le Alpi, la direttissima della Cima Grande. Un'impresa che è entrata nella storia ormai centenaria delle ascese compiute sulla più alta delle tre cime di Lavaredo
Documentaria
Abstract: Un tempio sacro dell'alpinismo, teatro di tante tragedie, ma anche di successi eroici. Attraverso immagini originali e spesso inedite si ripercorre la storia della famigerata parete nord dell'Eiger, dalle prime spedizioni degli anni Trenta fino alla grande impresa portata a termine nel 2010 dal tedesco Robert Jasper e dallo svizzero Roger Schaeli: la prima ascesa libera di una delle vie più difficili, la diretissima Harlin
Documentaria, 2015
Abstract: Per onorare l'eroica prima ascesa in solitaria alla parete nordest del Pizzo Badile compiuta nel 1952 da Hermann Buhl, il climber austriaco Hansjorg Auer ripercorre nell'estate del 2011 le orme del suo connazionale. Il filmato documenta la sua salita ed al tempo stesso mette a confronto due epoche, due modi di concepire l'alpinismo e la montagna
La conquista del K.O. / William Ernest Bowman ; introduzione di Bill Bryson
Corbaccio, 2016
Abstract: Sotto la guida del tenace «Legaccio», una squadra di sette coraggiosi alpinisti britannici, fra cui il dottor Prone (sempre malato), l’esploratore Jungle (che si perde sempre), il linguista Constant (incapace di farsi comprendere) e 3000 portatori yogistani, tentano, fra ostacoli di ogni genere, molti dei quali causati da loro stessi, la conquista della cima più alta dell’Himalaya: il K.O. alto ben 40.000 piedi e mezzo, circa 12.200 metri… Pubblicata per la prima volta nel 1956, «La conquista del K.O.» è un’irresistibile parodia dei serissimi resoconti delle spedizioni alpinistiche famose negli anni Cinquanta, quando vennero saliti per la prima volta quasi tutti gli Ottomila, fra cui l’Everest e il K2. Pubblicato in diverse lingue e più volte ristampato, «La conquista del K.O.» è ormai considerato a tutti gli effetti un classico della letteratura di montagna.
Rizzoli, 2016
Abstract: Quella di Moro per il Nanga Parbat è una folgorazione, una scintilla scoccata sulle pagine dei libri che Simone leggeva da ragazzino, dove si narravano le imprese straordinarie di alpinisti come Albert Mummery, Hermann Buhl e Reinhold Messner che su quella montagna avevano lasciato una traccia e in certi casi, tragicamente, anche la vita. Con il tempo la scintilla si è ravvivata fino a diventare una passione travolgente, un amore vero e proprio per una cima maestosa che, nel tempo, aveva continuato a respingere molti alpinisti. Nell’estate del 2003 finalmente Moro può toccarne con mano le pareti e il suo tentativo di raggiungerne la vetta fallisce. Ma non è affatto la fine del sogno, anzi è solo l’inizio di un corteggiamento paziente, durato tredici anni, che l’autore racconta in questo libro avvincente ed emozionante. Tredici anni e tre tentativi invernali fatti di imprevisti, sorprese, nuove vie e nuove cordate, valanghe e bufere di neve, crepacci, grotte di ghiaccio, venti a 200 chilometri orari e cieli limpidi... Ma soprattutto fatti di scalate compiute un passo dopo l’altro, con la tenacia che serve a non mollare e con il rispetto costante per la montagna, la natura e i limiti dell’uomo. «26 febbraio: il tempo si dilata. Ormai era così che lo percepivamo: aumentato, surreale, lento. Ognuno di noi era diventato un automa, focalizzato esclusivamente sul proprio ritmo, sulla propria fatica, sui propri problemi. Eravamo oltre i 7800 metri. Nessuno parlava più da tempo, concentrati come eravamo a mettere un passo davanti all’altro, sette per l’esattezza, fermarci, guardare verso l’alto, nella speranza che quei sette passi avessero fatto il miracolo di avvicinare la vetta che invece sembrava rimanere inesorabilmente lontana da noi.» Il corteggiamento finisce quel giorno. Alle 15:37 Simone Moro – in cordata con Tamara Lunger, Alex Txikon e Ali Sadpara – arriva sulla vetta del Nanga Parbat coronando un sogno durato trent’anni ed entrando nella storia dell’alpinismo.
5. ed.
BUR, 2019
Abstract: Questa storia comincia (male) e finisce (bene) sul Kangchendzonga, la terza vetta più alta della Terra, una delle più difficili da scalare. È una storia epica, non solo di alpinismo, ma soprattutto d'amore e di crescita interiore. Siamo nel 2009 e Nives Meroi è in corsa con altre due alpiniste per diventare la prima donna ad aver conquistato i quattordici ottomila del pianeta. Come ha sempre fatto, affronta il Kangch, la sua dodicesima cima, in cordata con il marito Romano, e senza "sconti": né portatori d'alta quota, né ossigeno. Allo stesso tempo, mentre i media spettacolarizzano l'impresa, Nives non è insensibile alla sirena della fama, che la sta trascinando in un gioco che non le appartiene... Ma, a poche centinaia di metri dalla vetta, Romano non si sente bene e si ferma. Che cosa sceglie di fare, allora, Nives? Proseguire da sola, conquistando un'altra cima utile per la vittoria, come molti le avrebbero suggerito? No, lei non esita: abbandona la gara perché non può lasciare Romano solo ad aspettare. Così si conclude il primo atto di questa vicenda. Ne seguono altri tre in cui entrano in scena la malattia, la complicità, la capacità di attendere, la voglia di reagire senza scoraggiarsi quando si prende una via sbagliata. Per giungere al lieto fine in cui il Kangch si lascia finalmente conquistare da Nives e Romano che, in un confronto leale e puro con la Natura, hanno compreso il senso profondo della vita.
Le grandi Nord delle Alpi. Grandes Jorasses [Videoregistrazione]
Milano : Cinehollywood [distributore], 2016
Documentaria
Abstract: Fredde, implacabili, grandiose: le pareti nord rappresentano il sogno e la sfida di ogni alpinista. Immagini di oggi, alternate a sequenze di repertorio spesso inedite, disegnano il profilo e la storia di queste 5 regine delle Alpi. 5 film destinati non solo agli appassionati della montagna, ma anche a tutti coloro che amano l’avventura, la sfida e che si emozionano di fronte al coraggio di uomini che mettono in gioco la propria vita per conquistare i giganti di pietra.
Sull' Everest [Videoregistrazione] / James Ramsey Ullman
Milano : Cinehollywood [distributore], 2013
Documentaria
Abstract: Everest 1963: per la prima volta degli alpinisti riescono a documentare con la cinepresa la conquista della vetta più alta del mondo. È la prima spedizione americana all'Everest che, a questo successo, aggiunge anche l'apertura di una nuova via sulla parete nord.
La battaglia del Cervino : la vera storia della conquista / Pietro Crivellaro
Laterza, 2016
Abstract: L’impresa più famosa dell’alpinismo. Due cordate impegnate in una corsa senza sosta per raggiungere la vetta del Cervino. Un mistero ad alta quota. La storia della conquista del Cervino è una vicenda romanzesca che da 150 anni continua a suscitare passioni e controversie. I protagonisti sono la guida valdostana Jean Antoine Carrel il Bersagliere, l’illustratore vittoriano Edward Whymper, lo statista alpinista Quintino Sella e il suo braccio destro Felice Giordano, l’anticonformista abbé Gorret. Cruciali gli interrogativi mai chiariti: perché Carrel, bloccato a 250 metri dalla vetta, per tre anni non avanza di un passo sulla ‘sua’ cresta del Breuil? E perché Whymper – miracolato da una corda spezzata costata la vita a quattro compagni – da superstite diventa il trionfatore del Cervino, mentre l’impresa degli italiani – che subito dopo espugnano la ciclopica piramide senza farsi un graffio – resta nell’ombra? Pietro Crivellaro conduce una vera e propria inchiesta per chiarire una delle vicende più appassionanti dell’alpinismo. A guidarlo sono documenti autentici, pressoché sconosciuti, che svelano nuovi intrecci e retroscena. Il duello Whymper-Carrel si rivela così una vera e propria battaglia post-risorgimentale, con la regia di Quintino Sella, per contrastare l’invadenza degli inglesi sulle ‘nostre Alpi’ e contribuire a ‘fare gli italiani’. L’epica vicenda del Cervino è un capitolo di storia della nuova Italia e il primo esempio di uso politico dello sport allora nascente.
La traversata delle Alpi con Walter Bonatti
Rozzano : Domus, 2017
Meridiani. Montagne ; 84
Il quindicesimo 8000 / Reinhold Messner
Documentaria : Cinehollywood, 2014
Abstract: Tre castelli medievali, un forte dolomitico della Grande Guerra, una avveniristica rampa sotterranea si affacciano ai luoghi tra i più suggestivi dell'arco alpino, contengono reliquie di chi ha scritto la storia dell’alpinismo, raccontano con opere d’arte cosa succede quando uomini e montagne si incontrano. Sono le 5 tappe del Messner Mountain Museum e suggestionano perfino chi si avvicina per la prima volta al mondo incantato delle vette. Non sono semplici musei ma percorsi di esperienza e coinvolgimento che tutti possono condividere al punto da farne tesoro e conservarli nel bagaglio indelebile delle emozioni da raccontare. Il documentario racconta, partendo dalla sua prima volta sulle montagne di casa, quello che il più grande alpinista vivente considera il suo quindicesimo 8000. Il documentario svela il Messner sconosciuto dietro l’alpinista: collezionista di opere d’arte, contadino, filosofo, con la sua personale idea di ecologia. L’uomo che ha scalato le più alte montagne, ha ancora una storia potente da svelare.
Documentaria, 2013
Abstract: Nel mese di ottobre del 2010 due alpinisti francesi di alto livello, Christophe Dumarest e Yann Borgnet, realizzano un progetto, che può essere considerato il sogno di ogni alpinista: ripetere in stile alpino, concatenando alcune grandi vie aperte da Bonatti nel massiccio del Monte Bianco. Partono dalla parete nord delle Grandes Jorasses, scalano quindi il Grand Capucin a cui segue il Pilastro Rosso del Brouillard, per terminare sulla cima del Monte Bianco. Scendono a Chamonix con il parapendio per chiudere in bellezza con un tocco personale il loro periplo. Il documentario segue assiduamente i due alpinisti per tutti i sei giorni della loro impresa condotta con allegria, serenità e senza presunzioni. Nessun elicottero e' stato utilizzato per effettuare le riprese, seguendo una precisa scelta etica degli alpinisti e del regista
Cervino, il più nobile scoglio / Reinhold Messner ; traduzione di Manuela Carozzi
Corbaccio, 2015
Abstract: Il 14 luglio 1865 il venticinquenne inglese Edward Whymper, partito da Zermatt, raggiunge per primo la vetta del Cervino-Matterhorn, il "più nobile scoglio" come scriveva il poeta John Ruskin. Scendendo, tuttavia, in seguito a un incidente la corda che teneva legati i sette scalatori si rompe, e quattro di essi perdono la vita precipitando nel vuoto. Pochi giorni più tardi, Jean-Antoine Carrel arriva in cima dal versante italiano. Carrel è il vero "eroe" dell'avvincente racconto che Reinhold Messner fa della "conquista" di questa splendida montagna: Carrel, la guida della Valtournenche, colui che per primo osò pensare di salire il Cervino, fino ad allora considerato inespugnabile e che dai tempi più remoti ha alimentato miti e leggende paurose. E Carrel è caratterialmente l'opposto del "dandy" Whymper: taciturno, istintivo, dominato dal senso di responsabilità per le persone che scalano con lui, affidabile fino alle ultimissime ore prima di morire lui stesso sul Cervino, venticinque anni più tardi, dopo aver assicurato la salvezza ai suoi compagni. Perché la corda che teneva gli inglesi si sia rotta è ormai chiarito da tempo, ma è la questione del "senso di responsabilità" che interessa soprattutto Messner. E in questo libro, che prende le mosse dai grandi classici sul Cervino, come "Il Monte Cervino" di Guido Rey e "La salita del Cervino" dello stesso Whymper, Messner è come se facesse parte dell'una e dell'altra cordata dei due personaggi contrapposti, Whymper e Carrel, che rappresentano due modi radicalmente diversi di vivere la montagna.
A un soffio dalla fine / Beck Weathers e Stephen G. Michaud ; traduzione di Adria Francesca Tissoni
Corbaccio, 2015
Abstract: Il 10 maggio 1996 nove alpinisti restano vittime di una tormenta sotto la vetta dell'Everest. Il giorno seguente, a uno di questi alpinisti viene data una seconda chance: il suo nome è Beck Weathers, è un medico: si risveglia dal coma profondo da ipotermia al campo base, dopo esservi arrivato in condizioni disperate. Al punto che i suoi compagni per potersi mettere in salvo hanno dovuto abbandonarlo al suo destino "segnato". Solo la moglie non si arrende e organizza una rischiosissima missione di salvataggio... La tragica spedizione del 1996, quando sul tetto del mondo erano presenti i più celebri alpinisti del momento, Ed Viesturs, Scott Fischer, Rob Hall, Anatolj Bukrev, è stata raccontata da Jon Krakauer in "Aria sottile", che, insieme alla testimonianza di Beck Weathers, ha ispirato il film "Everest".
Quando il rischio è vita / Carlo Mauri ; prefazione di Andrea Vitali
Corbaccio, 2015
Bologna : Il mulino, 2014
PercorsiStoria
Abstract: A partire dalla fine del Settecento, innumerevoli soci dell'Accademia delle Scienze di Torino, con le loro imprese alpinistiche e le loro osservazioni scientifiche, hanno tenuto vivo l'interesse per l'esplorazione e lo studio dell'ambiente alpino. Dalla metà dell'Ottocento ha inizio un'epoca d'oro dell'alpinismo classico: geologi, glaciologi, mineralogisti, fisici, matematici, biologi, medici, geodeti e topografi salgono sulle montagne e raggiungono le cime, diventando alpinisti. Limitiamoci qui a ricordare il più famoso di tutti, Quintino Sella, che il 20 ottobre 1863 fondò, nel Castello del Valentino di Torino, il Club Alpino Italiano. Sulla scia di questa tradizione, l'Accademia ha realizzato, in collaborazione con il Comitato scientifico centrale del Club Alpino Italiano, una giornata sul tema Scienziati, alpinisti e l'Accademia delle Scienze nell'Ottocento, di cui questo volume raccoglie gli interventi: un'opera collettanea nella quale un nutrito gruppo di studiosi di diverse discipline (Luigi Zanzi, Umberto Levra, Alessandro Pastore, Paola Sereno, Mattia Sella, Annibale Salsa, Pietro Crivellaro, Ugo De la Pierre, Giorgio Vittorio Dal Piaz) ricostruisce le vicende alpinistiche di quel secolo ma non solo, inserendole entro un quadro rigoroso che tiene conto del contesto storico, scientifico, culturale, etico e politico.
Free : il Cerro Torre e io / David Lama ; con Christian Seiler ; traduzione di Valeria Montagna
Corbaccio, 2015
Abstract: "Non hai la minima possibilità di farcela!" Così ha detto la leggenda dell'arrampicata sportiva Jim Bridwell, quando David Lama gli ha sottoposto il suo piano. Ma David, allora diciannovenne campione europeo di arrampicata, non si è lasciato scoraggiare: voleva salire in libera la via del compressore del Cerro Torre, 900 metri di granito verticale che negli anni, a partire dal tentativo di Cesare Maestri, era stata teatro delle imprese incompiute e più spettacolari dell'alpinismo mondiale. Ha trascorso tre inverni ai piedi della vetta leggendaria della Patagonia, fino a quando, nel gennaio 2012, insieme al compagno di arrampicata Peter Ortner, David Lama è finalmente riuscito ad arrivare in cima al Cerro Torre, in libera, e a spostare ancora un po' più in là l'asticella dell'"impossibile" nell'alpinismo.
Everest : io c'ero / Lene Gammelgaard
Nuova ed.
Piemme, 2015
Abstract: Nel pomeriggio del 10 maggio 1996, Lene Gammelgaard è diventata la prima donna scandinava a raggiungere la cima dell'Everest. Il giorno dopo era uno dei sopravvissuti ad un terribile disastro della storia dell'alpinismo. A causa di una tremenda tempesta e di una serie di errori umani, otto persone morirono in quella notte d'inferno, che continua ad interrogare e far discutere. Nel suo racconto l'autrice conduce il lettore, passo dopo passo, sulle orme di quella drammatica spedizione: dai preparativi all'incubo della tempesta che ha costretto gli alpinisti ad affrontare la discesa in condizioni impossibili.
La montagna dentro / Hervé Barmasse
Laterza, 2015
Abstract: Uno degli ultimi eredi dei grandi alpinisti del passato racconta la sua storia. Hervé Barmasse è protagonista di scalate e avventure estreme. A sedici anni abbandona lo sci agonistico dopo un terribile incidente e deve reinventarsi. Il Cervino lo vede crescere e diventare uomo. Dopo ogni viaggio, dopo ogni salita su cime inviolate in terre lontane, ritorna alla sua montagna, scalandola in ogni stagione dell’anno e inventando nuove vie. Hervé racconta se stesso, la sua storia, la passione, la fatica, l’emozione delle scalate. L’alpinista viene dopo l’uomo, che pure affronta imprese straordinarie. Queste pagine non sono la scontata esaltazione di un campione dell’estremo, piuttosto il racconto di cosa c’è dietro l’avventura dell’alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato alla fragilità e alla paura. In parete, come nella vita.