Trovati 549 documenti.
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Genova : Il melangolo, copyr. 2000
Le belle arti ricondotte ad unico principio / Charles Batteux ; a cura di Ermanno Migliorini.
3. ed.
Palermo : Aesthetica, 1992
Aesthetica ; 5
Milano : Abscondita, copyr. 2003
Abstract: La scrittura di Derrida, indagando il tema della cecità in un fitto reticolo compositivo a forma di dialogo, decostruisce l'idea di una visione chiara e distinta. Una luce di tenebra attrae e avviluppa lo sguardo del lettore il quale, per mezzo del ricco apparato iconografico, ripercorre un cammino negli abissi della memoria. Derrida raggiunge uno dei vertici più alti del suo pensiero maturo: in un unico tessuto narrativo confluiscono i ricordi di un'intera esistenza, declinati attraverso una capacità impressionante di utilizzo di campi e metodologie disciplinari che spaziano dalla iconologia alla psicoanalisi, dalla storia dell'arte alla poesia. Un testo straordinario che straborda in ogni direzione, travalicando ogni genere letterario canonico.
Milano : Il saggiatore, copyr. 2008
Abstract: Il fine della pittura è andare oltre la pittura, afferma Honoré de Balzac, che nel Capolavoro sconosciuto narra il mito di quest'arte, le sue origini, i suoi mezzi, i suoi estremi. Nella scena cruciale del racconto, Poussin e Porbus sono davanti all'opera del loro maestro Frenhofer, un ritratto così perfetto agli occhi del pittore, da fargli credere che la donna raffigurata sia viva, che si muova, che respiri. Dal drammatico desiderio dell'artista di rendere viva la carne dipinta, nascono i pensieri sparsi di Georges Didi-Huberman sul problema estetico dell'incarnato in pittura. L'autore ripercorre e interpreta le riflessioni sviluppatesi intorno all'esigenza della carne, da Cennini a Diderot, Hegel, Merleau-Ponty. Richiama i miti di Pigmalione e Orfeo. Penetra nello struggimento che costringe l'artista a scendere nell'inferno per rendere vivo l'oggetto della pittura, per dare vita alla sua Galatea, per ridare la vita alla sua Euridice. Non solo. Didi-Huberman affronta anche il dopo, quello che avviene quando l'artista ha ormai realizzato l'opera, il senso di perdita, o la perdita di sé, che può derivarne: se l'oggetto della pittura, la carne, si perde irrimediabilmente sulla superficie piana, che cosa rimane? Un bagliore? Un dettaglio? Un lembo? O niente? In appendice Il capolavoro sconosciuto di Honoré de Balzac.
Il potere della bellezza / Nancy Friday ; traduzione di Cristina Venzo
Milano : Corbaccio, 1997
Abstract: Il libro ripercorre l'importanza del look nella nostra vita dall'infanzia all'adolescenza, fino all'età adulta e alla vecchiaia. Esamina l'esperienza personale dell'autrice, le epoche della vita, la rivoluzione femminista e la cultura contemporanea. Inoltre tira le somme di un decennio di ricerche che l'autrice ha condotto sulla psicologia dell'apparenza fisica.
L' estetica dell' Ottocento / Federico Vercellone
Bologna : Il Mulino, copyr. 1999
Abstract: Il volume fa parte di una serie suddivisa in tre sezioni, dedicate alle diverse arti, alla storia dell'estetica e ai suoi concetti chiave. Il presente volume appartiene alla sezione storica. L'estetica dell'Ottocento descrive l'ampia parabola che va dall'idealismo tedesco alle declinazioni positiviste e formaliste fin de siècle. Il libro inizia dunque esponendo i grandi sistemi idealistici di Schelling e Hegel, per affrontare poi l'evoluzione dell'idea della bellezza nell'estetica post-hegeliana e in pensatori quali Schopenhauer, Kierkegaard, Nietzsche, Morris e Ruskin. Un terzo capitolo si occupa delle poetiche del moderno, mentre l'ultimo capitolo dà conto dell'estetica del positivismo.
L'estetica del nichilismo e altri saggi / Lienhard Bergel
Napoli : Bibliopolis, 1980
Saggi
La forma del tempo. La storia dell'arte e la storia delle cose. Con una nota di Giovanni Previtali
Torino : Einaudi, 1989
Milano : Skira, copyr. 2005
Abstract: Una diretta, originale e approfondita analisi degli anni Settanta, un'indagine di piglio semiologico più che una rassegna in qualche modo completa dei fenomeni artistici. Infatti si chiamano in causa, come testimonianza, quei movimenti, gruppi, artisti, idee che sono indispensabili o opportuni per la comprensione dei caratteri fondamentali del periodo. Il filo rosso è dato dalla interrelazione continua tra i fenomeni di carattere sociologico, filosofico teorico e una speciale messa a fuoco della produzione extraoggettuale, della sperimentazione e delle nuove tecnologie.
Elogio della disarmonia / Gillo Dorfles
Milano : Garzanti, 1986
Saggi blu
Essenza e vita dell'opera d'arte / Helmut Kuhn
Torino : SEI, 1970
Il periplo ; 3
Torino : Einaudi, 1976
Nuovo politecnico ; 83
Idea : contributo alla storia dell'estetica / Erwin Panofsky
Torino : Bollati Boringhieri, 2006
Abstract: Muovendo da un'indagine sistematica sui canoni e i principi d'autorità classico-rinascimentali la prospettiva, le proporzioni, l'idea Panofsky ripercorre la vicenda delle diverse risposte date all'eterna questione del rapporto tra soggetto e oggetto dell'opera d'arte. Sulla scorta di un grande apparato documentario, egli mostra come l'iconoclastia platonica lasci il posto alla valorizzazione medievale dell'immagine quale specchio della Bellezza divina, e come il Rinascimento colmi la frattura tra realtà e invenzione con regole di composizione e prospettiva. Tra Manierismo e Classicismo, poi, torna a imporsi l'individualità dell'artista, che infonde nella propria creazione quell'Idea destinata a dare ordine e senso.
Estetica razionale / Maurizio Ferraris
Milano : Cortina, 1997
Saggi ; 4
Pozza, 2020
Abstract: Demetrio Paparoni e Arthur Danto hanno condiviso un marcato interesse per l’arte astratta degli anni Novanta. La loro amicizia li ha portati anche a intrattenere un ricco epistolario e a registrare conversazioni che sono all’origine dei testi qui pubblicati. Questi dialoghi, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto costituire il punto di partenza per un libro, si sono interrotti un anno prima che Danto venisse a mancare, all’età di 89 anni. La loro pubblicazione ora, a distanza di anni dalla scomparsa di «uno dei critici d’arte più letti dell’era postmoderna» (New York Times), si deve innanzi tutto al fatto che le questioni che vi sono dibattute abbracciano temi ancora oggetto di interrogazione nel panorama artistico-filosofico odierno. Spaziando dalla pop art americana al minimalismo, dall’astrazione all’appropriazionismo, gli argomenti trattati toccano, infatti, il nucleo centrale del pensiero di Danto: quei concetti di poststoria e di fine dell’estetica che hanno orientato, e continuano a orientare, la discussione sul senso e sul destino dell’arte contemporanea. Attraverso anche il prezioso contributo di Mimmo Paladino e di Mario Perniola, queste conversazioni, così ricche della spontaneità propria del dialogo, aiutano in tal modo a comprendere meglio gli sviluppi dell’arte attuale. Il saggio introduttivo di Paparoni è una chiara esposizione e una lucida analisi del pensiero di Danto, intriso di considerazioni che mettono in luce la visione dell’arte che contraddistingue il pensiero del critico italiano.