Trovati 1141 documenti.
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Il mito della prima Italia : l'uso politico degli etruschi tra fascismo e dopoguerra / Andrea Avalli
Viella, 2024
Abstract: Nell’immaginario storico elaborato sotto il fascismo, uno spazio originale è stato ricoperto dagli Etruschi. Nonostante le incertezze sull’interpretazione della loro lingua e sulle loro origini, e la prevalenza in Europa della tesi della provenienza orientale, nell’Italia fascista artisti, scrittori e studiosi hanno sviluppato un consenso nazionalista sull’assimilazione degli Etruschi all’interno dell’identità italica, posta alle radici nazionali e razziali del popolo italiano. Con la persecuzione antiebraica, è stata in particolare l’ipotesi dell’origine orientale a essere avversata, per evitare di ammettere l’esistenza di corpi estranei nella composizione etnica italiana. Il libro ricostruisce questa storia e i suoi esiti culturali nell’Italia repubblicana e della Guerra fredda.
Silvana, 2024
Abstract: Il volume raccoglie gli atti del convegno Un condottiero senza seguaci. d'Annunzio e l'Italia fascista: problemi aperti, nuove indagini, strumenti di ricerca e affronta il rapporto fra Gabriele d'Annunzio e il regime. I contributi raccolti rappresentano una tappa davvero importante per la storiografia degli anni venti e trenta. Gli studiosi hanno fatto il punto sul ruolo che Gabriele d'Annunzio ebbe durante il regime, dissipando tutti i pregiudizi che si erano creati nel corso degli anni legando con uno stretto filo d'Annunzio a Mussolini e al fascismo. In realtà il duce pativa il poeta-soldato eroe della grande guerra e di Fiume, e proprio dell'avventura fiumana si era appropriato dei riti e della mitologia creati dal condottiero.
La marescialla / Zora Del Buono ; traduzione di Domenico Mugnolo
Keller, 2022
Abstract: Un nome unisce nonna e nipote. Ma forse anche un destino perché la vecchia Zora fu coinvolta in un omicidio... "La marescialla" è una grande epopea famigliare che unisce Italia e Balcani. La slovena Zora conobbe il futuro marito, il professore di radiologia Del Buono, alla fine della Prima guerra mondiale. Lo seguì a Bari dove vissero, entrambi comunisti e politicamente impegnati. È l'epoca del Fascismo, è un tempo di guerre e violenze e la straordinaria figura di questa donna - ammiratrice di Tito - lascia un segno su tutti quelli che la circondano. Un romanzo che non è solo il ritratto coinvolgente di una figura indimenticabile ma anche affresco del Novecento. In un monologo finale, la vecchia Zora racconta fino in fondo la sua storia, una storia di amore, lotte, odio e tradimento.
Il figlio della lupa / Francesco Tomada, Anton Špacapan Vončina
Bottega errante, 2022
Abstract: Cosa può accadere quando in un piccolo paese sloveno come Cepovan, il maestro di scuola indossa una divisa fascista e porta con sé una pistola? Quando il pastore non sadifendere il suo gregge? Quando agli abitanti viene ordinato di rimuovere gli scuri dalle finestre e la lingua madre dalle loro bocche? Attraverso gli abitanti di Cepovan si entra in un mondo "altro", fatto di leggende e fatti storici, di azioni coraggiose e prepotenze in una lettura che è anche mistero, sogno, visione. Un borgo sloveno diventa, quindi, microcosmo dove una serie di personaggi meravigliosi danno forma a una storia "nera", e dove si narra anche la vicenda di un bambino e di una madre che si è "trasformata" in lupa: un romanzo testimonianza sul confine orientale.
Di-scordare : ricerche artistiche sulle eredità del fascismo in Italia / Viviana Gravano
DeriveApprodi, 2024
Abstract: Il fascismo, e Mussolini in persona, hanno saputo utilizzare la cultura come uno strumento straordinario di consenso per costruire immaginari che potessero durare nel tempo, persino dopo la caduta del dittatore. In Italia le tracce del fascismo sono pervasive, e sono più o meno palesemente presenti su tutto il territorio nazionale. Un processo di defascistizzazione imperfetto, che a livello culturale è stato particolarmente inefficace, ha fatto sì che molte delle eredità della dittatura possano continuare a parlare e a esprimere i propri valori violenti, razzisti e di potere nello spazio della quotidianità del paese. Il libro affronta prima i processi di rimozione e revisionismo, in particolare nel contesto delle arti, che hanno permesso questo stato delle cose; e propone poi una ricerca e una attenta analisi dei lavori di artiste/i che dagli anni Ottanta in poi si sono prese/i carico di rileggere quelle tracce, di decodificarne i significati, e di farne una critica aperta, politica e concettuale. Per comprendere e non dimenticare i segni del fascismo che disegnano i nostri paesaggi urbani.
Il coraggio di Oscar / Stefania Carini ; illustrazioni di Giulia Rossi
Mondadori libri, 2024
Abstract: Valentino è in gita con la classe al museo di Storia, e quando si imbatte nella signora Elena la giornata diventa ancora più speciale. L'anziana donna, infatti, ricorderà di come, da bambina, durante la guerra si è salvata grazie a Oscar. Il suo racconto parte dalle Aquile Randagie, un gruppo di scout che negli anni del fascismo ha sfidato il regime. La gita si trasforma così in un tuffo nella Storia, una storia fatta di coraggio e di ideali, di lotta per i diritti e la libertà.
La marcia su Roma : tra storia e mito / Didier Musiedlak
Rubbettino, 2024
Abstract: Questo libro è dedicato allo svolgimento della marcia su Roma, che permise a Mussolini di arrivare al potere e d’instaurare il fascismo in Italia. Avendo preso il treno la sera del 29 ottobre, acclamato dalla folla alla sua partenza da Milano, il duce attraversò il Rubicone in vagone letto. Arrivato a Roma la mattina del 30, secondo la leggenda indossò una nuova camicia nera per recarsi al Quirinale, la residenza del re Vittorio Emanuele III. Alla luce di una documentazione essenzialmente inedita, Didier Musiedlak, cento anni dopo, tenta di scoprire ciò che, nella struttura dell’avvenimento, rientrava nel mito. Interpretata dai fascisti come una rivoluzione, in realtà la marcia risponde poco a questa definizione. Mussolini continuò a esitare sulla tattica migliore da adottare, rimanendo a Milano lontano dal campo di battaglia. Il più delle volte, il duce restò in disparte, attendista, spettatore più che attore, talora senza sapere come avrebbe potuto tirarsi fuori dalle situazioni più spinose. L’insurrezione fu effettivamente un’impresa collettiva guidata dallo stato maggiore del Partito nazionale fascista. Il primo posto spetta ai capi squadristi, che si mobilitarono da soli. Ma l’apparato militare rappresentato dalla Milizia era lungi dall’essere operativo. Stimati da Italo Balbo a poco più di 19.500 uomini, lontano dalla cifra, spesso presentata, di 26.000 uomini, tutto lascia pensare che i miliziani fascisti sarebbero stati annientati dall’esercito regolare se fosse avvenuto uno scontro. La vera battaglia vinta a spese dei rappresentanti dell’Italia liberale si giocò sul piano politico. È proprio a Roma che si concluse la presa del potere. Ai principali membri del Partito fu affidato il compito di negoziare una soluzione costituzionale, con l’assenso del re, prima in favore di Antonio Salandra, l’ex presidente del Consiglio avvicinatosi alle posizioni dei fascisti, poi di Mussolini. L’opzione insurrezionale e l’opzione politica furono così condotte congiuntamente per assicurare la presa del potere. L’avvenimento fu massicciamente ripensato a posteriori a partire dalla percezione delle novità generate dal fascismo, regime che si incaricò di magnificare la marcia per farne la fonte della sua legittimità.
Carocci, 2024
Abstract: Il volume ripercorre le vicende dei giornalisti “ebrei” perseguitati in Italia dalle istituzioni politiche e corporative a seguito delle leggi razziali. A partire dal 1938, professionisti, pubblicisti, iscritti agli elenchi speciali dichiarati di “razza ebraica” subirono pesanti condizionamenti, dalla discriminazione all’espulsione dall’albo. La ricostruzione delle loro esperienze – e di quelle delle testate in cui lavoravano – permette di aprire una finestra sulle responsabilità della classe giornalistica in epoca fascista, quando la stampa nazionale divenne una delle espressioni più emblematiche dell’accelerazione totalitaria del regime e il principale motore della campagna antisemita che ne era alla base. Scritto da storici dell’età contemporanea e della letteratura, il libro intende contribuire all’avanzamento della comprensione delle più intime connessioni tra antisemitismo e modernità, tra società di massa e informazione, tra universi professionali e regimi politici, tra giornalismo e potere.
1943 : l' 8 settembre / Ruggero Zangrandi
Feltrinelli, 1967
Croce e il fascismo / Mimmo Franzinelli
Laterza, 2024
Abstract: Per vent’anni Benedetto Croce fu l’unica voce libera del nostro Paese. L’unico intellettuale a cui il regime fascista, per il suo prestigio e il suo carisma, concedeva una certa libertà di espressione. Da solo, attraverso i suoi libri, la sua rivista e le sue relazioni, riuscì a tenere accesa la fiamma della speranza in tanti giovani. Un racconto che ripropone l’eterna battaglia tra libertà e asservimento della cultura. Benedetto Croce non è stato soltanto uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento ma ha svolto una funzione fondamentale durante il Ventennio fascista, impedendo al regime di ottenere una egemonia assoluta sulla cultura del nostro Paese. Con un taglio originale, questo libro, oltre a seguire l’atteggiamento di Croce dinanzi al fascismo – accolto con simpatia, poi combattuto con tenacia e inventiva –, ricostruisce non soltanto la biografia del filosofo nel ventennio più tormentato del Novecento, ma ricollega lo studioso liberale ai protagonisti della cultura italiana ed europea, da Thomas Mann a Stefan Zweig. Con una ricca documentazione inedita, Franzinelli illustra l’offensiva degli squadristi e la ‘macchina del fango’ scatenata contro il filosofo dissidente, la sua rete di corrispondenti e le schedature poliziesche di chiunque lo frequentasse o gli scrivesse. Emerge il ruolo di Croce nella formazione di giovani che – da Giorgio Amendola a Vittorio Foa, da Leone Ginzburg a Piero Gobetti – lo presero quale riferimento in momenti decisivi della loro esistenza. Una particolare attenzione è dedicata alla battaglia di Croce contro il razzismo: era nota la sua contrarietà alla persecuzione degli ebrei, ma ora emergono la continuità e la profondità del suo impegno, che non trova pari in nessun altro intellettuale italiano.
Contro ogni forma di violenza / Giacomo Matteotti ; a cura di Davide Grippa
Einaudi, 2024
Abstract: Il 10 giugno 1924, cento anni fa, avvenne il barbaro assassinio di Giacomo Matteotti per mano fascista. Il modo migliore per ricordarlo, oggi, è presentare le sue idee e le sue convinzioni. Questo volume contiene un discorso molto importante del deputato socialista, “Contro ogni forma di violenza”, tenuto alla Camera dei Deputati il 31 gennaio 1921. Si tratta della prima analisi organica, non di carattere esclusivamente locale, attraverso la quale Matteotti denunciò il clima di violenza che si era instaurato in Italia. Questo discorso dà il titolo al libro, perché, mai come oggi, le sue parole meritano di essere sottolineate. Arricchiscono il volume altri due testi che analizzano la violenza fascista da angolature diverse, per riflettere sulle sue dinamiche e sulla sua natura. Il primo è la denuncia dello squadrismo nel Polesine, una delle terre in cui esso nacque e prese piede. L’altro si oppone all’eversione fascista contro le istituzioni, contro il Parlamento, contro lo Stato liberale, una volta che Mussolini si insediò al governo chiedendo i pieni poteri. Il deputato socialista sviluppa qui riflessioni sui concetti di democrazia e dittatura, ancora oggi molto attuali.
Le parrocchie di Regalpetra ; La corda pazza / Leonardo Sciascia
[Milano] : Club, 1992
Una notte del '43 / Giorgio Bassani
Torino : Einaudi, copyr. 2003
Abstract: I portici di Ferrara, un muro, una farmacia. Tanti uomini uccisi per rappresaglia in una notte di dicembre del '43. Ma chi è stato il responsabile di quella strage? Finita la guerra arriva la resa dei conti. Uno solo è testimone, involontario: un farmacista paralitico che quella notte ha assistito all'eccidio dalla finestra che si affaccia sulla via. In questo racconto, tratto dalle Cinque storie ferraresi che gli valsero il Premio Strega nel 1956, Giorgio Bassani restituisce al lettore il clima di arbitrio e terrore degli anni cupi della nostra storia.
Democrazia afascista / Gabriele Pedullà, Nadia Urbinati
Feltrinelli, 2024
Abstract: La democrazia afascista – una forma di autocrazia elettiva – è un fenomeno recente e in qualche modo inedito. Anche se nei paesi occidentali i primi segnali di una trasformazione delle regole del gioco democratico risalgono agli anni settanta del secolo scorso, oggi la sua avanzata è particolarmente evidente in Italia, dove il fascismo è nato e dove, soprattutto, nel 2022 gli elettori hanno per la prima volta consegnato il governo del paese a un partito ideologicamente legato al ventennio dittatoriale. La crisi dei principi ispiratori delle carte costituzionali introdotte all’indomani del secondo conflitto mondiale non riguarda però soltanto l’Italia, tanto da indurre studiosi e opinionisti a parlare di un generale arretramento delle democrazie verso forme autoritarie. È indispensabile quindi mettere a fuoco i tratti fondamentali di questa variante oltremodo insidiosa, che mette a repentaglio le conquiste politiche e sociali del secondo Novecento: per l’appunto la democrazia afascista. Di fronte alla sfida lanciata dalla destra radicale alla democrazia costituzionale, fondata sui diritti e sulla limitazione del potere politico, è necessario, tuttavia, non cedere a facili nostalgie. Si tratta, piuttosto, di volgere lo sguardo al futuro, rivendicando, specialmente per i più giovani, la straordinaria attualità delle promesse di quella che fu – e in parte è ancora – la democrazia antifascista. Ma per fare ciò occorre prima comprendere da dove viene, e cosa promette di essere, il nuovo assetto che da qualche anno minaccia di prendere piede a tutte le latitudini del globo, nel nome della funzionalità del sistema e della governabilità.
1: Calderon ; Affabulazione ; Pilade
2016
Fa parte di: Pasolini, Pier Paolo <1922-1975>. Teatro / Pier Paolo Pasolini ; prefazione di Oliviero Ponte di Pino
Nuova ed.
Il Silicio, 2020
Abstract: Luglio 1935: Mussolini e Starace convocano d'urgenza a Roma il federale di Brescia, Giovanni Comini. L'ordine che il gerarca riceve è raggelante: bisogna mettere D'Annunzio nelle condizioni di non nuocere. In che modo? Rendendo ancora più asfissiante la sorveglianza sull'inquilino del Vittoriale e inibendo ogni sua iniziativa non gradita al regime. Il Vate, infatti, appare inquieto e ondivago, sul piano politico; incerto se appoggiare la guerra d'Etiopia, contrarissimo all'alleanza con Hitler. Viene così allo scoperto il retroscena sugli ultimi tre anni di vita di D'Annunzio, sottoposto a una sorta di internamento. E si conosce la verità sul messaggio del poeta ai Latini di Francia, censurato per ordine del Duce.
Piemme, 2024
Abstract: Perché festeggiamo il 25 aprile? Cos'è stata la Resistenza? Chi erano i partigiani? Quali avvenimenti hanno portato l'Italia a partecipare alla Seconda Guerra Mondiale? Queste sono solo alcune delle domande a cui risponde l'autore, che però considera anche un altro punto di vista, spesso trascurato: quello di coloro che erano ragazzi prima e durante la guerra. Com'era la loro vita? Quali le loro difficoltà? Cosa significava essere una bambina o un bambino ebreo dopo l'approvazione delle leggi razziali? Qual è stato il ruolo delle ragazze e dei ragazzi nella lotta per la libertà? Grazie a una sapiente alternanza di resoconti storici, approfondimenti tematici e racconti veri della vita dei giovani protagonisti della Resistenza, questo libro accompagna i lettori in un viaggio alla scoperta delle radici della nostra libertà.
Terza liceo 1939 / Marcella Olschki ; prefazione di Piero Calamandrei
Olschki, 2022
Abstract: Siamo alla fine degli anni ‘30 in una classe di liceo classico che si prepara alla maturità. Tra versioni di greco e latino, l’Armani Bertoli che non azzecca un’interrogazione nonostante i suggerimenti dei compagni, l’Ausili che concentra la sua attenzione di sognatore su ciò che accade oltre la finestra e le ridicole iniziative del Regime, che in qualche caso sono un ottimo alleato per fare forca, Marcella Olschki osserva da protagonista felice la sua piccola comunità, i cui eventi potrebbero essere quelli di qualsiasi terza liceo di ogni tempo, se non che… uno scherzo causa un processo per oltraggio al professore fascista con l’ulteriore rischio di un cognome perseguibile dalle leggi razziali. Questa terza liceo racconta ancora quegli anni bui.
Io, Jean Gabin / Goliarda Sapienza ; a cura di Angelo Pellegrino
Einaudi, 2018
Abstract: Può una bambina - lasciata interi pomeriggi nel ventre sicuro di un cinematografo - arrivare a identificarsi totalmente con Jean Gabin? Sì, se quella bambina è Goliarda Sapienza. L'attore simbolo di un certo modo di stare al mondo, l'icona anarchica del cinema francese, le calza a pennello. Goliarda bambina, non appena esce dal Cinema Mirone, è Jean Gabin, e scorrazza per i vicoli di Catania traboccanti di vita e di malaffare come Jean per quelli di Algeri. Incontra prostitute filosofe, pupari, la vita pullulante della Civita in tutte le sue forme, comprese quelle magmatiche dei corpi lunghi di draghi neri scolpiti nella lava sotto i balconi. E quando rientra a casa, trova un'altra forma di vita altrettanto disordinata e imprendibile: quella della sua famiglia senza fine. Un padre avvocato amato dai poveri e odiato dai fascisti, ma da tutti rispettato e temuto; una madre socialista impegnata durante il Ventennio a trasformare il suo appartamento catanese in un focolaio di resistenza e di controcultura; una tribù di fratelli acquisiti, ognuno intento a seguire i suoi sogni, contagiosamente. Io, Jean Gabin racconta tutto questo raccontando un pugno di giorni. Un tassello della autobiografia della contraddizioni dell'autrice. Un romanzo postumo e assolutamente inedito in cui c'è la stessa energia stilistica dell'Arte della gioia, il piglio, lo slancio, la spavalderia di Modesta bambina: la carusa tosta che è divenuta un personaggio indimenticabile della letteratura del Novecento.
Caro Duce, ti scrivo : il lato servile degli antifascisti durante il Ventennio / Roberto Festorazzi
Ares, 2012
Abstract: Furono molti i cosiddetti antifascisti che, durante il Ventennio, bussarono alla porta del dittatore per i più svariati motivi. Quasi tutti per incensare il Duce, generalmente in cambio di prebende e di favori, salvo poi brigare per cancellare le tracce delle loro compromissioni. Ci sono i salamelecchi di Arturo Labriola, l'inconfessabile amicizia di Nenni con Mussolini, c'è la vicenda di Norberto Bobbio e della sua supplica al Duce scritta per rivendicare la sua coscienza di fascista. Perfino Luigi Einaudi, futuro Presidente della Repubblica, scrive a Mussolini per impetrare aiuto, nel tentativo di rimediare alle intemperanze antifasciste dei figli. E ci sono anche Missiroli, Ricciardetto, Vittorini, Sibilla Aleramo e molti altri. Su tutti, però, si staglia Alberto Moravia, che giunse a rinnegare la memoria dei suoi cugini, i fratelli Rosselli, uccisi dai fascisti in Francia. Fare i conti con il passato degli italiani è maledettamente complicato, tanto i vizi nazionali paiono ridondanti nella loro cartacea e tonitruante magniloquenza. Ma setacciare gli archivi fa scoprire verità scomode che i lettori devono sapere.