Trovati 1141 documenti.
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Il balordo / Piero Chiara ; a cura di Mauro Novelli
Milano : Mondadori, 2021
Abstract: Storia di un uomo candido e grosso che risale la penisola al seguito degli alleati. La vicenda triste e grottesca di un buono destinato a vincere suo malgrado. Uno dei più interessanti romanzi dello scrittore luinese.
Sperling & Kupfer, 2023
Abstract: Due ragazzi innamorati in un'Italia dilaniata dal fascismo. Il regime a dividerli, l'amore a renderli liberi. Catania, 1939. Il sogno di Sasà, ventun anni, garzone in una falegnameria, è quello di lasciare il quartiere di pescatori dove vive insieme alla madre, partire per mare e vedere il mondo, magari insieme a Michele, il ragazzo di cui è innamorato. Ma lui, al contrario, ha piani diversi per il futuro. È il primogenito di una famiglia borghese, di cui non ha mai deluso le aspettative: prestante fisicamente, è vicino alla laurea in Lettere e sposerà una giovane alla sua altezza. Sarebbe il perfetto fascista se non fosse per l'amore che lo lega a Sasà, in una relazione segreta che dura ormai da un anno. Una notte, in spiaggia, però, i due vengono sorpresi e arrestati dai carabinieri, e le loro strade si dividono. Sasà viene condotto a San Domino, l'isola degli «invertiti», degli «arrusi», dove vengono confinati gli omosessuali, puniti e resi invisibili alla società perché colpevoli di attentare alla morale e all'integrità della razza. Di fronte ai racconti appassionati e romantici degli altri detenuti, nonostante l'orrore della prigionia, il ragazzo per la prima volta si sentirà parte di qualcosa. Michele, al contrario, sarà costretto a scendere a patti per avere una vita che crede migliore. Uno dentro, l'altro fuori, si renderanno presto conto che la vera libertà è essere se stessi e amare chi si vuole. Gli scordati è un esordio che lascia il segno, un romanzo sull'amore incondizionato e la ricerca della propria identità, ispirato alla vera storia della prigione dell'isola di San Domino, dove venivano confinati gli omosessuali durante il fascismo.
Viella, 2023
Abstract: L’abile uso dei media e della propaganda rappresenta una delle caratteristiche più evidenti dell’era fascista e nazista. Finora la storiografia si è concentrata prevalentemente sul lato politico di questa storia, tralasciando la cosiddetta «propaganda commerciale», la pubblicità, che nell’arco degli anni Trenta venne a costituire uno degli elementi chiave della strategia del consenso di entrambi i regimi. Attraverso un misto di terrore e seduzione, i totalitarismi reclutarono ampi settori dell’industria pubblicitaria per fabbricare una visione distintamente fascista di (futura) prosperità da proiettare sulle masse di aspiranti consumatrici e consumatori. Basandosi su approfondite ricerche d’archivio in Italia, Germania e negli Stati Uniti, questo studio propone una sostanziale reinterpretazione del rapporto tra fascismi e consumi, sfatando così il mito della natura imprescindibilmente democratica delle società dei consumi.
M. L'uomo della provvidenza / Antonio Scurati
Mondolibri, 2021
Abstract: All'alba del 1925 il più giovane presidente del Consiglio d'Italia e del mondo, l'uomo che si è addossato la colpa dell'omicidio di Matteotti come se fosse un merito, giace riverso nel suo pulcioso appartamento-alcova. Benito Mussolini, il "figlio del secolo" che nel 1919, rovinosamente sconfitto alle elezioni, sedeva nell'ufficio del Popolo d'Italia pronto a fronteggiare i suoi nemici, adesso, vincitore su tutti i fronti, sembra in punto di morte a causa di un'ulcera che lo azzanna da dentro. Così si apre il secondo tempo della sciagurata epopea del fascismo narrato da Scurati con la costruzione e lo stile del romanzo. M. non è più raccontato da dentro perché diventa un'entità distante, "una crisalide del potere che si trasforma nella farfalla di una solitudine assoluta". Attorno a lui gli antichi camerati si sbranano tra loro come una muta di cani. Il Duce invece diventa ipermetrope, vuole misurarsi solo con le cose lontane, con la grande Storia. A dirimere le beghe tra i gerarchi mette Augusto Turati, tragico nel suo tentativo di rettitudine; dimentica ogni riconoscenza verso Margherita Sarfatti; cerca di placare gli ardori della figlia Edda dandola in sposa a Galeazzo Ciano; affida a Badoglio e Graziani l'impresa africana, celebrata dalla retorica dell'immensità delle dune ma combattuta nella realtà come la più sporca delle guerre, fino all'orrore dei gas e dei campi di concentramento. Il cammino di M. Il figlio del secolo - caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell'autocoscienza nazionale - prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell'oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell'epoca. Fino al 1932, decennale della rivoluzione: quando M. fa innalzare l'impressionante, spettrale sacrario dei martiri fascisti, e più che onorare lutti passati sembra presagire ecatombi future.
Ribelli al confino / [storia e disegni Maurizio Ribichini]
Anppia, 2020
Abstract: E' Ferragosto, in una Ventotene sospesa nel tempo Pietro e Giulio si incontrano. Non si conoscono, ma non ci mettono molto a capire che hanno bisogno l'uno dell'altro per affrontare le proprie paure, i propri "mostri". Da un antefatto di Wu Ming, una storia a fumetti di Maurizio Ribichini per la mostra itinerante Ribelli al confino.
Storia del fascismo / Emilio Gentile
Laterza, 2022
Abstract: Un movimento antipartito che divenne partito milizia, che divenne regime totalitario in una monarchia, che divenne Stato imperiale e razzista, che divenne alleato di guerra e sconfitto in guerra, che risorse come repubblica subalterna e alla fine fu distrutto, diventando storia del passato: questo, e molto altro, fu il fascismo, la cui storia viene raccontata in questo libro dal più originale dei suoi storici. Nel 1944 un anonimo antifascista pubblicò un opuscolo il cui primo capitolo si intitolava Il fascismo non è mai esistito. Cinquant’anni dopo un illustre intellettuale antifascista dichiarò: «Il fascismo è eterno». La storia del fascismo è stata spesso raccontata per sostenere o confutare una teoria. Questa Storia del fascismo non presuppone né propone una teoria. Racconta i fatti accaduti, come è stato possibile conoscerli attraverso i documenti. Essendo storia e non cronaca, l’autore ha dato risalto a persone, momenti, condizioni, eventi che maggiormente contribuirono a trasformare il minuscolo movimento del 1919 in un regime totalitario nel 1926, con tutto quello che ne è seguito nei successivi diciannove anni. Dall’inizio alla fine, il fascismo ebbe un solo capo, ma questo libro mostra che non fu Mussolini a generare il fascismo, ma fu il fascismo a generare il duce. Nel corso della sua parabola, il fascismo visse varie metamorfosi, ma la Storia del fascismo mostra che i suoi caratteri essenziali e indelebili ebbero origine non dal minuscolo fascismo mussoliniano del 1919 ma dal fascismo che nel 1920 iniziò la guerra civile squadrista e la proseguì, diventando un partito di massa, fino alla conquista del potere, per istituzionalizzarla nel regime totalitario e riprenderla nell’ultimo momento dell’agonia. Nel raccontare la storia del fascismo, Emilio Gentile non ha seguito il copione del postero, che sa già come è andata a finire. Il caso, l’imprevisto, la scelta, l’iniziativa, fanno parte di questa nuova Storia del fascismo, come fecero parte del fascismo durante la sua storia. Che era storia nuova, senza copione, anche per i suoi protagonisti.
Mondadori libri, 2023
Abstract: Immaginate se in un posto chiamato Belpaese, dove tutti vivono in pace, sbucasse fuori Crapa Pelata, arrogante, vestito di nero e che non sopporta chi è diverso da lui. E immaginate se con un inganno diventasse il capo indiscusso e scrivesse, di testa sua, delle regole da seguire alla lettera. Immaginate poi un baule pieno di fazzoletti colorati, pronti a battersi per la libertà...
A casa di donna Mussolini / Cristina Petit, Alberto Szegö
Solferino, 2023
Abstract: Lajos è un colto ingegnere ebreo ungherese, trasferito a Roma. Maria è una giovane italiana cattolica, dalle forti passioni sociali e politiche. La loro storia d’amore, che sboccia negli anni Trenta, è già di per sé una sfida al destino, in un Paese in cui il matrimonio tra persone di nazionalità e religioni diverse è complicato. Ancor di più lo è sotto il fascismo: con l’inizio delle persecuzioni contro gli ebrei la loro quotidianità di famiglia borghese e benestante, costruita con impegno a Forlì, si sgretola con impressionante rapidità. Mentre il regime dà un giro di vite dopo l’altro, Lajos perde la cittadinanza, il lavoro, infine rischia di perdere la libertà e la vita ed è co- stretto a fuggire insieme alla moglie e ai tre figli di cui uno gravemente malato. Nella solidale Romagna, la rete del soccorso li indirizza presso una signora generosa, Edvige Mancini, che abi- ta in una grande casa nel paese di Premilcuore. Solo che la signora non sa che sono ebrei. E gli Szegö non sanno che il cognome da nubile di quella donna così gentile è Mussolini: è la sorella del Duce e ospita, al piano superiore, anche un comando tedesco. L’esistenza di Lajos e Maria e dei loro bambini si fa, se possibile, ancora più pericolosa e incerta. E la guerra non accenna a finire. Ottant’anni dopo i fatti, a narrare questa storia incredibile su una panchina vicino a casa è uno di quei tre bambini, Alberto Szegö. Dal suo incontro fortuito con Cristina Petit nasceranno un’amicizia sincera e questo racconto vero dal passo di romanzo, che intreccia storia del Novecento e lessico famigliare, tragedia e speranza: un’avventura nel tempo e nella memoria.
Piemme, 2023
Abstract: Angelo Fortunato Formíggini, editore ebreo e protagonista della cultura italiana degli anni Venti e Trenta, fu il primo suicida contro le leggi razziali e le persecuzioni del regime fascista. Si buttò dalla Torre della Ghirlandina di Modena il 29 novembre 1938. Un gesto politico, come scrisse lui stesso alla moglie: «Non posso rinunciare a ciò che considero un mio preciso dovere. Io debbo dimostrare l'assurdità malvagia dei provvedimenti razzisti». Visionario, ironico, un vulcano di idee e un impegno costante per la promozione del libro e della cultura, Formíggini era un intellettuale anomalo sotto tutti i punti di vista: si considerava un "fuoruscito", estraneo a ogni consorteria, classe, razza, partito, e forse anche per questo la sua vita è tutt'ora avvolta in una sorta di congiura del silenzio. Fu lui a ideare l'Enciclopedia italiana, la cui paternità gli fu poi scippata dal grande avversario, Giovanni Gentile. Fu Formíggini a coniare la parola "editoria" e riviste e collane di successo, e fu sempre lui a inventare la prima "biblioteca circolante". Discendente dei gioiellieri degli Estensi, sacrificò il suo patrimonio e le sue infinite energie allo scopo di tutta una vita: fare "bei libri". Strinse legami coi maggiori intellettuali del tempo, da Pascoli a Croce, e, come ebreo per l'assimilazione e fautore della fratellanza umana, Formíggini fece dell'ironia la sua filosofia di vita. Al suo fianco, una donna formidabile: Emilia Santamaria, pioniera della pedagogia che, dopo la morte di lui, si rifiutò di giurare fedeltà al fascismo, perdendo così la cattedra. Marco Ventura dipinge l'affresco di una vita straordinaria, fino alla sua conclusione al grido terribile di "Italia, Italia, Italia!".
Gadda, Montale e il fascismo / Pier Giorgio Zunino
Laterza, 2023
Abstract: Gadda e Montale sono stati certamente due dei maggiori scrittori e poeti del Novecento italiano. Ma quale fu il loro atteggiamento nei confronti del fascismo? Come attraversarono il Ventennio? Quali compromessi furono costretti ad accettare? Da un lato, Gadda aveva coraggiosamente combattuto su tutti i fronti della Grande guerra, spinto da una forte passione nazionalpatriottica, e si era riconosciuto nel movimento fascista, provvidenziale difesa ai rischi della rivoluzione bolscevica. Dall'altro, Montale seguì un percorso meno lineare, dapprima condividendo i miti del combattentismo e le lusinghe del fascismo, ma allontanandosene già nel 1923, come testimoniano alcuni scambi epistolari. Con l'addentrarsi negli anni Venti entrambi vennero esprimendo un orientamento convergente, oscillante tra una sostanziale indifferenza per il fascismo e l'antifascismo. Ma gli anni Trenta, con la guerra d'Etiopia e il terribile biennio 1938-1939, li posero di fronte a scoscesi aut aut che portarono entrambi ai duri giudizi sul regime e gli italiani. Da qui le parole di fuoco di Gadda e di Montale contro un regime guidato da un 'eredo-alcoolico' e una società nella quale 'più nessuno è incolpevole'.
Gli anni neri : ascesa e caduta del fascismo / John Foot ; traduzione di Luca Falaschi
Laterza, 2022
Abstract: Rivoltelle, bombe a mano, manganelli e olio di ricino: questo era l’armamentario delle ‘squadracce’ fasciste che cento anni fa imperversavano per l’Italia, lasciando una scia di morte e di devastazione. Una violenza che sconvolse la penisola e ne paralizzò ogni reazione. La conquista del potere da parte del fascismo, cento anni fa, si caratterizzò per l’uso di una violenza smodata e senza limiti. Pestaggi, uccisioni, linciaggi, devastazioni furono sistematici nel ‘biennio nero’ 1921-1922, ma continuarono con la stessa brutalità anche dopo la marcia su Roma fino ad annientare l’opposizione politica nel paese. Questa brutalità così efferata provocò uno shock fortissimo: i socialisti e i comunisti, che si erano sentiti fino a quel momento sul punto di scatenare la rivoluzione, non seppero reagire e difendersi. Ma l’effetto dirompente della violenza sul corpo della nazione venne sottovalutato anche dallo Stato liberale e dalle élites che, in un primo momento, avevano pensato di utilizzare i fascisti per liquidare il ‘pericolo rosso’. Se l’ascesa del fascismo fu efferata, altrettanto lo fu la sua caduta, con i venti mesi di guerra civile che portarono l’Italia sull’orlo del baratro. Per molto tempo gli storici si sono interrogati sul consenso al regime fascista e hanno dedicato poca attenzione all’uso della violenza da parte dei fascisti e al ruolo anche simbolico che questo ha avuto. John Foot, nel solco della migliore divulgazione inglese, ne ricostruisce la storia a partire da singole storie individuali, spesso dimenticate.
Il cielo cade / Lorenza Mazzetti ; con 17 dipinti dell'autrice
Sellerio, 2023
RW, 2017
Abstract: Una storia possente e spaventosa sulla perdita di libertà e di identità in un mondo totalitario, V for vendetta è uno dei punti più alti cui la narrativa a fumetti sia mai giunta, traguardo assoluto per i creatori Alan Moare e David Lloyd. Sullo sfondo di un'Inghilterra dell'immediato futuro che ha ceduto al fascismo, quest'opera cattura perfettamente sia la soffocante natura della vita in un autoritario stato di polizia, che la potente redenzione dello spirito umano che vi si ribella contro.
La bambina dal nastro rosso / Stella Nosella ; illustrazioni di Marianna Balducci
Orto della cultura, 2019
Abstract: Portogruaro, Natale 1944. La vita scorreva tra la paura dei bombardamenti e la voglia di normalità mentre i bambini non smettevano di sognare e meravigliarsi per ogni piccola cosa. Antonia era una bambina di otto anni che aiutò la sorella Maria a sposarsi di nascosto tra la neve e il dolore per la deportazione del padre. “Ho trovato un nastro rosso, una fotografia di famiglia, la voglia di ascoltare ed il coraggio di raccontare”. Com’era il Natale quando non c’erano regali, quando venivano a mancare le persone a cui si vuole bene, quando faceva così freddo da poter pattinare sui fossi ghiacciati? Com’era la vita durante la seconda guerra mondiale, quando i nostri bisnonni erano bambini e le caramelle erano considerate un lusso?. “Antonia è mia nonna e questa è la sua storia”.
Chiarelettere, 2019
Abstract: Il libro è un’analisi personale e accorata del fascismo nel Ventesimo secolo, e dell’influenza che ancora oggi esercita nel mondo, dalla penna di una delle figure più autorevoli della scena pubblica americana, la prima donna ad aver ricoperto la carica di segretario di Stato degli Stati Uniti. Il fascista, osserva l'autrice “è qualcuno che pretende di parlare per un’intera nazione o un intero gruppo, si disinteressa dei diritti altrui e usa la violenza o qualsiasi altro mezzo per raggiungere i propri scopi”. Il Ventesimo secolo è stato segnato dallo scontro tra democrazia e fascismo, una lotta che ha minato la sopravvivenza della libertà e causato milioni di vittime innocenti. Sarebbe ovvio pensare che dopo quegli orrori il mondo sia pronto a respingere ogni erede di Hitler e Mussolini. Ma così non è, dimostra Madeleine Albright attingendo alle sue esperienze di bambina cresciuta in un’Europa straziata dalla guerra e di insigne diplomatica. Il fascismo non solo è sopravvissuto alla fine del Ventesimo secolo, ma oggi espone la pace e la giustizia planetarie a una minaccia mai tanto grave dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il vento democratico che scosse il mondo con la caduta del Muro di Berlino ha invertito la rotta. Gli Stati Uniti, da sempre difensori della libertà, sono governati da un presidente che esaspera le divisioni sociali e disprezza le istituzioni democratiche. In molti paesi, fattori economici, tecnologici e culturali stanno rafforzando gli estremismi di destra e di sinistra. Leader come Vladimir Putin e Kim Jong-un stanno riportando in auge molte delle tattiche impiegate dai fascisti negli anni Venti e Trenta del Ventesimo secolo. E' un libro per imparare a trarre gli insegnamenti utili dal passato ponendosi le giuste domande.
Rizzoli, 2019
Abstract: Se la dittatura non è stata instaurata, la Camera è pregata di non nutrire illusioni. Se farà dei mali passi sarà soppressa; «Noi non temiamo di essere chiamati reazionari e di invocare per tutti i nemici di destra e di sinistra un poco di corda e un poco di sapone»: mentre «Il Popolo d'Italia» scrive queste parole, a San Vito Chietino «squadre di fascisti armati mettono a soqquadro il paese bastonando e distribuendo olio di ricino ai non-fascisti e sparando sui fuggiaschi» e a Milano «i fascisti provocano un incidente al teatro della Scala col maestro Toscanini, per la imposizione di suonare i loro inni». Quando, dopo la marcia su Roma, Mussolini conquista il potere, il giovane deputato socialista Giacomo Matteotti compila una sorta di libro bianco in cui dimostra, dati alla mano, che i provvedimenti economici del nuovo governo da un lato sono iniqui e dall'altro rivelano un'incompetenza assoluta, condanna l'abuso dei decreti legge e soprattutto raccoglie le «parole dei Capi» e le «cronache dei fatti»: dichiarazioni incendiarie e una catena infinita di brutalità. Come scrive Walter Veltroni nell'introduzione, Matteotti «vede prima di altri la natura violenta e l'intenzione totalitaria del fascismo» e con questo libro denuncia, «in modo tanto puntiglioso e circostanziato quanto coraggioso, le violenze fasciste che si stanno intensificando in ogni parte d'Italia». Ecco perché è così importante ripubblicare questa sconvolgente documentazione in diretta di una nazione che corre verso la catastrofe. Leggere oggi Matteotti significa chiedersi – scrive Umberto Gentiloni Silveri nel saggio che conclude il libro – «se nel ventre molle della società italiana abbia continuato ad annidarsi un modo di pensare, di agire, di esprimersi: un'ossessiva e insensata ricerca del nemico o del capro espiatorio che appare e s'inabissa a seconda delle circostanze».
Glauco e Lenina / Loredana Frescura, Marco Tomatis
Giunti, 2019
Abstract: Si chiama "lesione totale del tendine distale del bicipite", ma la sintesi è storpio. Glauco, 14 anni, non è che questo. Per i compagni, per i professori, ma soprattutto per suo padre, gerarca fascista della prima ora, che disprezza lui e la sua insana e poco virile passione per le stelle, e sua madre, che gli assomiglia così tanto. La vita non è che paura e fuga per lui, finché non incontra Lina, capelli neri stretti in una coda spettinata, imprevedibile, bellissima. E figlia di socialisti. Grazie a lei, che si fa chiamare Lina ma il cui vero nome è Lenina, in omaggio al leader bolscevico, comincerà a capire che la sua infelicità privata non è che lo specchio di una repressione sociale che impone regole assurde e violente. Insieme si troveranno a vivere un'avventura ingenua e pericolosissima che darà loro la consapevolezza di ciò che vogliono diventare. E un amore tenero, profondo e pieno di speranza.
Chi è fascista / Emilio Gentile
Laterza, 2019
Abstract: Cento anni dopo la fondazione dei Fasci di combattimento, il 23 marzo 1919, e sette decenni dopo la distruzione del fascismo storico di Mussolini e di Hitler, circola l’allarme per un nuovo pericolo fascista. Caratteristiche del nuovo fascismo sarebbero: la sublimazione del popolo come collettività virtuosa contrapposta a politicanti corrotti e corruttori, il disprezzo della democrazia parlamentare, l’appello alla piazza, l’esigenza dell’uomo forte al governo, il nazionalismo, l’ostilità verso i migranti stranieri, la difesa dell’identità religiosa tradizionale. Fra i governanti del nuovo fascismo sono annoverati Trump, Erdogan, Orbán, Bolsonaro, Di Maio, Salvini. Insomma, all’inizio del XXI secolo, trapassato il comunismo, disperso il socialismo, evaporato il liberalismo, il fascismo avrebbe oggi una straordinaria rivincita sui nemici che lo avevano sconfitto nel 1945. Ma stiamo davvero assistendo alla rinascita del fascismo storico, aggiornato e mascherato? Hanno ragione i neofascisti che proclamano l’avvento di un ‘fascismo del 2000’? In che misura il nuovo fascismo è una rinascita aggiornata e mascherata del fascismo storico? Emilio Gentile, il più importante studioso del fascismo, prova a rispondere a queste domande e dimostra che parlare di ‘ritorno del fascismo’, di ‘fascismo eterno’, non solo è privo di senso storico, ma aggrava la disinformazione su quel che è stato realmente il fascismo. Infatti, favorisce la propensione a sostituire la conoscenza realistica della storia con una sorta di astrologia storica, una ‘astoriologia’, che mescola fatti, invenzioni, miti, superstizioni, profezie, paure e illusioni. Una narrazione che inevitabilmente provoca l’anchilosi della mente critica e ci impedisce di comprendere il presente.
L'ultima ora del giorno : romanzo / Virginia Baily ; traduzione di Giuseppe Maugeri
Nord, 2019
Abstract: Liliana si è lasciata ogni cosa alle spalle: la famiglia, gli amici, gli errori. Per anni, ha condotto un'esistenza tranquilla in Inghilterra. Eppure basta un titolo letto per caso su un giornale per mandare tutto in frantumi. Abramo Cattaneo – oppositore del regime di Gheddafi – è stato vittima di un attentato a Roma e adesso è in ospedale, in condizioni critiche. Liliana è certa che quell'uomo sia il figlio di suo fratello Stefano. All'improvviso si rende conto che questa potrebbe essere l'ultima occasione di affrontare un passato da cui fugge da troppo tempo. Come spinta da una forza invisibile, Liliana parte per l'Italia. Quando sbarca a Tripoli, appena diciottenne, Liliana Cattaneo vive il suo nuovo inizio col cuore carico di gioia. È il 1929 e lei non vede l'ora di riabbracciare Stefano, che ha preferito l'esilio alla tessera del partito fascista. Lì, in Tripolitania, la morsa del regime è meno opprimente. La gente sembra più amichevole, l'atmosfera più liberale, le possibilità infinite. Ma l'apparenza inganna. Ben presto, Liliana dovrà fare i conti con una realtà più complessa delle storie di conquista e civilizzazione che ha sentito in patria. Sotto la superficie di quella città incantevole, Liliana trova un mondo ambiguo, che ribolle di violenza e inganno. Un mondo corrotto e brutale, in cui la sua ingenuità e la sua fame d'amore sono debolezze imperdonabili, e in cui un passo falso può costarle molto caro... Con maestria e sensibilità, la penna di Virginia Baily ci guida lungo un viaggio di perdita e di speranza, in cui una pagina dimenticata della nostra Storia s'intreccia con le vicende familiari di una donna tanto fragile quanto coraggiosa. Una donna che alla fine avrà la forza di perdonarsi e di ritrovare ciò che aveva perso ma mai scordato: casa.
A cercar la bella morte : : romanzo / / Carlo Mazzantini
Milano : A. Mondadori, 1986
Scrittori italiani e stranieri
Abstract: In questa opera autobiografica, Mazzantini racconta la sua esperienza di giovane ragazzo di Salò. A diciotto anni, dopo l'armistizio dell'8 settembre, Mazzantini scappa da casa per andare al fronte a combattere. Unitosi ai superstiti di un battaglione di Camicie Nere conoscerà sui monti della Valsesia e della Val d'Ossola gli orrori, le lacerazioni e le contraddizioni della guerra civile. Giulio Nascimbeni di questo libro ha scritto: E' la storia di uno dei tanti che dopo l'8 settembre scelsero di stare dalla parte dei tedeschi e dei repubblichini. Sognavano di combattere in prima linea contro gli angloamericani che risalivano lentamente l'Italia; quasi tutti andarono invece a rastrellare partigiani e renitenti alla leva nelle valli del settentrione.