Trovati 380 documenti.
Trovati 380 documenti.
Il pioppo del Sempione / Giuseppe Lupo
Aboca, 2021
Abstract: In una scuola serale a nord di Milano, un giovane professore insegna italiano a una classe di immigrati di diverse nazionalità: magrebini, albanesi, sudamericani, perfino un quarantenne con tre figli e una laurea in ingegneria, conseguita in Iraq. Tra di loro ci sono Cesar e Apollinaire, padre e figlio sbarcati in Italia dalla Costa d'Avorio, Amin l'albanese, partito a bordo di un gommone e arrivato a Brindisi a nuoto, Rafkani e Mohammed, il più silenzioso degli alunni. Le loro lezioni sono, però, insolite, perché a ravvivarle, sul finire, arriva nonno Paplush, personaggio amato da tutti e memoria storica del luogo: si affaccia alla porta, si siede in prima fila e inizia a raccontare la sua giornata e il suo passato, di quando, insieme a Ottavio, faceva l'operaio alla teleria, "la madre che ci ha dato da vivere"; di quella volta che nel 1954 sorprese Fausto Coppi a fare pipì su un muro durante una di quando frequentava la vecchia locanda dove la giovane Rossana
L'apartheid : viaggio nel regime di segregazione che sta nascendo nel Nord-Est / Toni Fontana
Roma : Nutrimenti, 2008
Abstract: La piccola Fatima, dieci anni, discriminata a scuola perché porta il velo; Meryem, studentessa di economia internazionale all'Università di Padova, che guida le marce contro le discriminazioni razziali; i musulmani di Treviso che pregano inginocchiandosi sui tappeti distesi nei parcheggi dei supermercati, sono alcuni dei personaggi protagonisti del racconto di viaggio di Toni Fontana. Partendo da piccole e grandi storie, l'autore attraversa i profondi mutamenti e i contrasti determinati dall'arrivo nel Nord-Est dell'Italia di centinaia di migliaia di stranieri. In Veneto risiedono e lavorano oltre 350.000 immigrati. Contro di loro la Lega di Umberto Bossi sta costruendo un nuovo e moderno apartheid, una società piramidale al cui vertice ci sono i bianchi ai quali sono riservati tutti i diritti. Gli altri, gli stranieri, sono accettati solo come produttori di ricchezza, ma esclusi dalla vita sociale. Un viaggio attraverso il Nord-Est alla ricerca delle nuove paure, un'indagine sulla cultura dell'odio e del razzismo, sulle speranze dei giovani della seconda generazione di immigrati, che sfilano con la bandiera tricolore e non vogliono più essere cittadini di serie B. Il volume è introdotto dalla Prefazione di Walter Veltroni.
Roma : Donzelli, copyr. 2001
Abstract: Diario di un cittadino alle prese con l'immigrazione clandestina e l'illegalità. Torino, San Salvario. Il palazzo è di quelli dignitosi e un po' severi: in passato ha ospitato, col dovuto, sobrio decoro, addirittura Quintino Sella. La buona borghesia delle professioni che ora lo abita - colta, democratica, civile - non avrebbe mai immaginato, solo un decennio addietro, di doverne dividere l'androne, le scale, le soffitte con «quei delinquenti». Si può sopportare una simile presenza che inquieta, che turba le coscienze, che modifica alla radice persino i più banali comportamenti quotidiani? Si può auspicare di non dover convivere in casa propria con immigrati clandestini e spacciatori, senza perciò sentirsi razzisti? Si può esprimere un bisogno di sicurezza, una vocazione alla legalità e al rispetto delle regole, senza per questo essere considerati xenofobi? L'autore di questo libro ha deciso di superare la ritrosia per la scrittura, e di raccontare una storia che giudica emblematica. Non si sente un eroe, non ha voluto sfidare nessuno. Ha solo deciso di richiedere il rispetto di piccole regole. C'è chi le infrange, le regole: ma c'è anche chi - più insidiosamente - omette di tutelarle. I secondi non sono migliori dei primi. «È una storia al tempo stesso personalissima e generale, in cui mi sono trovato coinvolto, insieme a centinaia e centinaia di cittadini del quartiere in cui vivo, a migliaia e migliaia di persone di tante altre città. Voglio raccontarla perché penso che soltanto chi abbia patito sulla propria pelle il problema possa mostrarlo con maggiore chiarezza, possa aiutare gli altri a identificarlo nella sua pericolosa portata. La delinquenza non ha colore di pelle, né tanto meno ha a che vedere con la diversità delle etnìe o delle culture. La delinquenza resta tale in sé anche al di là dei modi, delle armi e delle infamie in cui si esprime». Italo Fontana ha esercitato fino a qualche anno fa la professione di medico psicoanalista. Fino ad ora, non aveva mai pubblicato un libro; né si ripromette di pubblicarne altri nel futuro.
Donzelli, 2019
Abstract: Ripensare a un mondo caratterizzato da forme di co-sviluppo costruttive e condivise tra Nord e Sud del mondo è ancora possibile? Il volume si propone di rivisitare in chiave critica il nesso tra migrazione e sviluppo, in un periodo storico in cui le politiche pubbliche di cooperazione, sviluppo e integrazione appaiono in una fase di stallo, se non di regressione. In che modo quell’insieme di relazioni di scambio e di connessioni tra aree diverse del globo generate dalle migrazioni e animate da diversi soggetti pubblici e privati possono essere rilanciate nel mutato panorama contemporaneo? I contributi raccolti nel volume offrono spunti di riflessione sulle realtà africane, sulle politiche e le pratiche degli attori implicati e sulla recente esperienza quinquennale di co-sviluppo realizzata in Burkina Faso, seguita dal CeSPI, e a cui hanno partecipato fondazioni bancarie, Ong e associazioni della diaspora. La strada da seguire è duplice. Da una parte incrementare le azioni di cooperazione e interscambio dando voce e riconoscimento ai diversi attori, incluse le popolazioni non migranti, e promuovendo un’integrazione a largo spettro che coinvolga l’Africa e anche l’Italia. Dall’altra, ripensare il rapporto con i migranti e capire che costituiscono un fattore vitale del nostro futuro sociale, politico e culturale, che sono un’occasione per progettare e perseguire un nuovo patto sociale tra cittadini già inclusi e cittadini ancora da includere; e, in questo senso, che sono loro l’opportunità da cui ripartire per costruire relazioni interne e internazionali più integrate, giuste e solidali.
Milano : Mondadori, 2004
Strade blu
Scandicci : La nuova Italia, 1992
Il Melangolo, 2010
Abstract: Il volume raccoglie i risultati di una ricerca finanziata dall'Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Liguria svolta sul territorio regionale. Questa ricerca intende affrontare, tra le prime in Italia, il fenomeno della ristrutturazione delle relazioni familiari dei migranti, attraverso l'esperienza della separazione e della ricomposizione dei nuclei familiari. Il contesto di analisi è quello ligure, dove è stato particolarmente marcato, negli ultimi quindici anni, il ricorso a donne migranti (e sempre più, anche uomini) per tamponare le carenze del sistema di cure della popolazione anziana con problemi di autosufficienza e consentire l'accudimento a domicilio dei beneficiari, nel contesto delle loro relazioni familiari. La domanda che ha innescato la ricerca muove da questo paradosso: le nostre famiglie danno una risposta ai loro problemi di cura facendo appello al lavoro di altre persone (le donne immigrate), che cercano di provvedere alle esigenze delle proprie famiglie (dei figli anzitutto) distaccandosi da esse. Alcune famiglie (le nostre) in tal modo si rafforzano, o quanto meno riescono a fronteggiare più adeguatamente il sovraccarico funzionale che grava su di esse, mentre altre (quelle dei migranti) si indeboliscono, o quanto meno devono ricorrere a strategie sofferte e spesso fragili per riuscire a puntellare il loro precario equilibrio.
Storiemigranti / Nicola Bernardi & Sio
Feltrinelli, 2019
Abstract: In un momento storico in cui le parole "immigrato", "richiedente asilo" e "clandestino" vengono sbandierate quotidianamente, è facile dimenticare che non si tratta di numeri, ma di persone. Di esseri umani, ciascuno con una vita. Con una sua storia. Sio e Nicola Bernardi, in collaborazione con il Centro di solidarietà L'Ancora di Sanremo, sono andati nei centri di accoglienza straordinaria, nella provincia di Imperia, a scoprire le storie dei migranti ospitati. Per raccontarle con ritratti fotografici e fumetti. Trentadue straordinarie storie normali, di vita vissuta e quotidiana, per ricordare come, tutte le volte che sentiamo parlare di cento persone in una barca allargo delle nostre coste, stiamo parlando di tutti noi.
Il mio gatto Jugoslavia / Pajtim Statovci ; traduzione di Nicola Rainò
Sellerio, 2024
Abstract: Siamo negli anni Ottanta del XX secolo, nella Jugoslavia più arretrata. Una giovane donna musulmana è costretta seguendo riti familiari antichi e feroci a sposare un uomo che praticamente non ha mai visto prima. Nonostante questo, si sforza di essere una buona moglie, ma la vita non fa che metterla di fronte a delusioni e amarezze. Allo scoppio della guerra, lei, il marito, i figli, decidono di fuggire. Verso il Nord Europa. Suo figlio crescerà in Finlandia, un paese freddo e livido, dove ci si aspetta che gli immigrati accettino con entusiasmo l'ospitalità che viene loro così generosamente offerta. È difficile crescere così: strutturalmente emarginati, fisiologicamente subordinati. E se oltre a essere immigrati si è anche omosessuali, le cose peggiorano, e il disagio esistenziale scava l'anima. Per questo il protagonista del romanzo si circonda di figure simboliche, surreali ma profondamente vere: un enorme serpente, e soprattutto un gatto sprezzante e beffardo, che lo condurrà di nuovo in Kosovo, dove tutto era iniziato. Un ragazzo. Un boa reale. Un gatto capriccioso. Una famiglia, due paesi. I frammenti di un cuore spezzato. Uscito in Finlandia nel 2014, L'ultimo parallelo dell'anima si sta affermando in tutta Europa come il romanzo rivelazione di un grande talento, che racconta con una prosa immaginifica ed elegante la ricerca di un'identità nell'Europa multietnica di oggi, e i profondi conflitti interiori di un giovane, brillante immigrato, omosessuale, con un passato confuso e un futuro incerto. Siamo negli anni Ottanta del XX secolo, nella Jugoslavia più arretrata. Una giovane donna musulmana è costretta – seguendo riti familiari antichi e feroci – a sposare un uomo che praticamente non ha mai visto prima. Nonostante questo, si sforza di essere una buona moglie, ma la vita non fa che metterla di fronte a delusioni e amarezze. Allo scoppio della guerra, lei, il marito, i figli, decidono di fuggire. Verso il Nord Europa. Suo figlio crescerà in Finlandia, un paese freddo e livido, dove ci si aspetta che gli immigrati accettino con entusiasmo l'ospitalità che viene loro così generosamente offerta. È difficile crescere così: strutturalmente emarginati, fisiologicamente subordinati. E se oltre a essere immigrati si è anche omosessuali, le cose peggiorano, e il disagio esistenziale scava l'anima. Per questo il protagonista del romanzo si circonda di figure simboliche, surreali ma profondamente vere: un enorme serpente, e soprattutto un gatto sprezzante e beffardo, che lo condurrà di nuovo in Kosovo, dove tutto era iniziato.
In terra straniera gli alberi parlano arabo / Usama Al Shahmani ; traduzione di Sandro Bianconi
Marcos y Marcos, 2021
Abstract: Un libro sulla potenza consolatoria degli alberi, del camminare, del riflettere. "Fu una bella sensazione, sentire l’arabo nel bosco. Dunque la natura non era affatto muta, bastava rivolgerle la parola e stare ad ascoltarla". Quando lascia l'Iraq, senza un soldo e senza un lavoro, Usama porta con sé l'orrore per le stragi di Bagdad, le maledizioni di mamma e tanta poesia. Quando giunge in Svizzera, scopre che camminare è una mezza religione. Arrendersi alla natura riapre alla vita. Terra chiama terra, radici chiamano radici. Torna il passato, struggente e terribile: sevizie, ingiustizie; ma anche il bello: occhi di nonna, modi, saperi, piccoli trucchi; infanzia, libertà. I versi semplici e sorprendenti della prof di lettere. Non fa in tempo a capire-ripartire-amare Usama, da casa giunge la notizia che il fratello è svanito nel nulla. Scrittura poetica, intensa, politica che racconta il dramma dell'esilio, la gioia di una possibile nuova vita.
San Paolo, 2017
Abstract: Un testo pensato per gli adolescenti, i giovani e gli educatori che cercano uno strumento semplice e pratico per riflettere su un tema tanto dibattuto: l'accoglienza e l'inclusione di uomini e donne che giungono nel nostro Paese nella speranza di un futuro migliore. In ogni capitolo affronta un aspetto particolare del fenomeno migratorio attraverso storie vere, riflessioni, parole del Papa, giochi o attività a tema, film da vedere, canzoni da ascoltare, siti da visitare, preghiere. Uno strumento che invita ad augurare, con convinzione e ottimismo, «Benvenuti in Europa!» ai nuovi arrivati.
Che succede signor parroco? / Carlo Maria Paradiso
San Paolo, 2019
Abstract: Una mattina come tante altre, la gente in parrocchia si accorge che don Giustino è improvvisamente cupo, prima della messa. Di fatto, egli sale all’altare e fa un’omelia durissima, accusatoria... Le voci si diffondono, la gente comincia a discutere, si scatena una “caccia” senza tregua, che coinvolgerà, in un crescendo di pathos e ironia, tutto il paese e non solo. Un libro che, partendo da un’occasione dai toni di commedia, diviene una riflessione sul tema dell’accoglienza, delle parrocchie e della condivisione secondo il Vangelo. Non manca nessuno: dalla sindaca leghista al vescovo preoccupato di non finire sui giornali, da un europeo di calcio all’intrattenimento televisivo, dal pettegolezzo di paese alla globalità della “rete”. Ma soprattutto non manca un piccolo animale che diventa la vera cartina di tornasole di tante chiacchiere vane e di tanti discorsi che val la pena affrontare.
Che succede signor parroco! / Carlo Maria Paradiso
San Paolo, 2023
Abstract: Una mattina come tante altre, la gente in parrocchia si accorge che don Giustino è improvvisamente cupo, prima della messa. Di fatto, egli sale all’altare e fa un’omelia durissima, accusatoria... Le voci si diffondono, la gente comincia a discutere, si scatena una “caccia” senza tregua, che coinvolgerà, in un crescendo di pathos e ironia, tutto il paese e non solo. Un libro che, partendo da un’occasione dai toni di commedia, diviene una riflessione sul tema dell’accoglienza, delle parrocchie e della condivisione secondo il Vangelo. Non manca nessuno: dalla sindaca leghista al vescovo preoccupato di non finire sui giornali, da un europeo di calcio all’intrattenimento televisivo, dal pettegolezzo di paese alla globalità della “rete”. Ma soprattutto non manca un piccolo animale che diventa la vera cartina di tornasole di tante chiacchiere vane e di tanti discorsi che val la pena affrontare.
Cinisello Balsamo : San Paolo, copyr. 2001
Abstract: Nel volume viene presentato, in tutta la sua complessità, l'ampio progetto di ricerca triennale che la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università S. Tommaso di Roma (Angelicum) e la Cattedra di Filosofia del Diritto dell'Università Roma II (Tor Vergata) hanno avviato nel dicembre 1999. Il materiale è stato disposto su tre piani metodologici: la teoria, l'esperienza, le prospettive.
Cittadinanze : appartenenza e diritti nella società dell'immigrazione / Laura Zanfrini
Bari : Laterza, 2007
Abstract: Intorno al delicato nodo del significato e della pratica della cittadinanza in relazione alle migrazioni ruotano molte delle tensioni che sono venute alla luce negli ultimi anni. Attraverso una panoramica internazionale dei più recenti studi sull'argomento, l'autrice delinea le differenti soluzioni di fuoriuscita dall'impasse in cui versa l'istituto della cittadinanza in una società in cui la comunità dei residenti non coincide più con la comunità dei nazionali: naturalizzazione degli stranieri lungo-residenti, appartenenza transnazionale (che si concretizza nel fenomeno dei titolari di doppia cittadinanza), cittadinanza cosmopolitica o post-nazionale, sopranazionale (oggi esemplificata in particolare dalla cittadinanza europea) o multiculturale.
La macchia della razza / Marco Aime
Ponte alle Grazie, 2009
Abstract: Dragan è un bambino. Un bambino rom. Bisogna schedarlo, prendergli le impronte. Come a tutti gli stranieri che invadono il nostro paese e le nostre città. Il razzismo non c'entra. E che bisogna tenerli sotto controllo, rispedirli a casa prima che ci infastidiscano ai semafori, rubino nelle nostre case, stuprino le nostre donne. Perché la nuova parola d'ordine dei nostri politici, da destra a sinistra, è sicurezza. Non c'è quotidiano o telegiornale che non tenga a specificare la nazionalità o l'etnia del criminale di turno - rumeno, albanese, marocchino - quando invece andrebbero ricordate le vittime più recenti dell'immigrazione clandestina e del razzismo strisciante nel nostro paese. Eppure noi italiani, brava gente, qualche decennio fa eravamo proprio come quelli lì, guardati con sospetto, maltrattati, offesi, quando cercavamo lavoro e fortuna all'estero. La storia non ci ha insegnato proprio nulla, sembra dirci Marco Aime, e allora certe cose bisogna ripeterle, e ripeterle ancora, perché la macchia della razza scolori, per poi un giorno sparire per sempre.
Culture alla sbarra : una riflessione sui reati multiculturali / Fulvio Gianaria, Alberto Mittone
Einaudi, 2014
Abstract: Negli ultimi decenni il mondo è cambiato a una velocità spaventosa, la globalizzazione ha modificato a fondo non solo i paradigmi economici, ma anche quelli culturali. Al mutamento della società, segue la necessità di mutamento nelle istituzioni: prima fra tutte, il diritto. Ma come si sta adeguando, se si sta adeguando, il sistema giuridico italiano al tessuto sociale multietnico del nostro paese? Quanto peso può avere il retaggio culturale nella configurazione di un reato? Gianaria e Mittone provano ad affrontare il problema sostituendo all'analisi sociologica, che troppo spesso rischia di arenarsi nella retorica, uno sguardo tecnico. Il risultato è illuminante. Partendo da casi concreti, gli autori esaminano una questione che, se in Italia ha un precedente nelle differenze culturali tra nord e sud, ha oggi raggiunto dimensioni e implicazioni impreviste.
L'odissea del lavoro / a cura di Emilia Bandel
Milano : Feltrinelli, 2014
Laeffe Film Festival
Abstract: Quattro ragazzini, un treno merci e una frontiera irraggiungibile: è questo il cuore di La gabbia dorata, cinema del futuro che riscrive un passato di dolore e speranza. Dal limbo del Centroamerica agli Stati Uniti corre una ferrovia che trasporta i sogni clandestini di un'umanità dolente che rischia tutto pur di lasciarsi alle spalle il nulla, storie che ne racchiudono tante altre, bandiere al vento di un destino che troppo spesso è costretto a schivare le pallottole della realtà. E mai come in questi casi viene da chiedersi da che parte del confine stia la civiltà.
Il Mulino, 2015
Abstract: Nel 2014 in Italia è entrata in vigore la nuova disciplina generale sulla cooperazione internazionale allo sviluppo, che assegna per la prima volta un ruolo preminente alle comunità immigrate sia nella definizione delle politiche migratorie sia nelle politiche di cooperazione con i paesi d'origine. Inoltre, l'Unione europea ha dichiarato il 2015 anno europeo per lo Sviluppo, dedicandolo all'azione esterna dell'Unione e al ruolo dell'Europa nel mondo. Il contesto normativo italiano e la cornice europea rivestono un significato importante nella vita dei 5 milioni di stranieri residenti in Italia, divenuti ormai una componente economica importante non solo per il nostro paese (con 125 miliardi di ricchezza prodotta annualmente, pari all'8,6% del Valore aggiunto complessivo), ma anche per i paesi d'origine, attraverso le rimesse inviate in patria e le sinergie attivate tra le due economie. Per questo, il quinto rapporto annuale della Fondazione Leone Moressa si concentra sul tema dello sviluppo: qual è il contributo degli immigrati allo sviluppo locale dei territori in Italia? E quale il contributo alla crescita dei paesi d'origine? Il rapporto risponde a queste domande attraverso l'analisi di fonti statistiche ufficiali e il contributo di esperti del settore. Una delle novità di quest'anno è la presentazione di casi studio significativi: esperienze virtuose di integrazione degli immigrati nel mondo del lavoro, dell'imprenditoria e della cooperazione internazionale.
A Calais / Emmanuel Carrère ; traduzione di Lorenza Di Lella e Maria Laura Vanorio
Adelphi, 2016
Abstract: «Quello che mi interessa è poter scrivere un reportage nello stesso modo in cui scriverei un libro» afferma Emmanuel Carrère. Così, della «Giungla» di Calais, non ci racconta il fango, la violenza e la miseria del campo, bensì tutto quello che c'è attorno: la rabbia e la frustrazione di una parte dei calesiani; la compassione e la solidarietà di un'altra parte; le fabbriche e i quartieri abbandonati; l'immane apparato poliziesco; il circo mediatico; il «turismo del dolore». E lo fa nel suo modo affabile e diretto, con lo sguardo, insieme lucido ed empatico, di chi si interroga costantemente su tutto – anche su se stesso.