Trovati 1446 documenti.
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La nostra rivoluzione: voci di donne arabe / Hamid Zanaz
Elèuthera, 2017
Abstract: Già nel dodicesimo secolo il filosofo e scienziato arabo Ibn Rushd, meglio noto in Europa con il nome di Averroè, attribuiva la stagnazione dei paesi musulmani alla rigida subordinazione delle donne. Nove secoli dopo è cambiato qualcosa? Molto poco, risponde Zanaz. Eva la peccatrice è ancora sotto stretta tutela maschile e un'interpretazione integralista dell'islam punta a rafforzare questa subalternità elevata a tratto identitario. Ma sono tante le donne del mondo arabomusulmano che stanno cominciando a criticare apertamente questa diseguaglianza di genere, che ha le sue radici non solo nei dettami religiosi ma anche nelle tradizioni culturali. E lo fanno interpellando direttamente il rimosso, i tabù, con una lucidità, un coraggio e un umanesimo sui quali l'Occidente, sempre più tentato da un ritorno al pensiero religioso, dovrebbe attentamente meditare.
You never had it : an evening with Bukowski = una serata con Charles Bukowski
Feltrinelli, 2017
Abstract: Un'intervista inedita al grande scrittore, montata con riprese in Super8 di Los Angeles oggi e con poesie lette dallo stesso Bukowski. Questo breve documentario è basato su un'intervista video realizzata da Silvia Bizio nel gennaio 1981 allo scrittore Charles Bukowski nella sua casa di San Pedro, in California. È stata una lunga serata fumando sigarette, bevendo vino con Bukowski e la sua futura moglie, Linda LeeBeighle, parlando di ogni argomento, dagli scrittori al sesso, all'amore, all'umanità. "Quando abbiamo trovato le vecchie videocassette dell'intervista di mia madre a Charles Bukowski, abbiamo subito capito che ci trovavamo fra le mani una sorta di reperto storico. Non che allora fossi un appassionato di Bukowski; ma dopo aver ascoltato le sue parole per innumerevoli ore ho inteso la forza del suo lavoro". (Matteo Borgardt)
2. ed.
Minimum fax, 2017
Abstract: Quello del regista è uno dei mestieri più complessi e affascinanti del mondo dell'arte, pericolosamente sospeso tra la cura del dettaglio e la visione d'insieme, tra la libertà della creazione individuale e le limitazioni del lavoro collettivo. Un mestiere in cui non esistono regole scritte, e per comprendere il quale non si può dunque prescindere dall'esperienza dei grandi maestri. In questo volume Laurent Tirard, critico cinematografico e regista lui stesso, ha raccolto le confessioni, le rivelazioni, i consigli pratici di venticinque tra i più grandi registi contemporanei, offrendo al lettore altrettante lezioni di cinema. L'approccio alla sceneggiatura, il rapporto con gli attori, il posizionamento della macchina da presa, il montaggio: ogni regista racconta le sue predilezioni e i motivi delle proprie scelte artistiche, svelando con insospettabile candore tutti i segreti che si nascondono dietro la creazione di un grande film.L'occhio del regista è una guida per chi vuole addentrarsi, da neofita o da semplice curioso, nel mondo della regia cinematografica.
Gli antipatici / / Oriana Fallaci
Milano : Rizzoli, 1963
Zodiaco
Abstract: Gli antipatici sono quei personaggi destinati a trovarsi sempre sulla bocca di tutti, e dei quali tutto si sa e tutto si dice. Inviata de L'Europeo, agli inizi degli anni Sessanta Oriana Fallaci va a intervistarli: registi da Oscar, poeti premi Nobel, dive di fama planetaria, compositori, scrittrici di alto profilo, Ingrid Bergman, don Jaime de Mora y Aragón, Nilde Iotti, Federico Fellini, Arletty, Baby Pignatari, Catherine Spaak, Gianni Rivera, Afdera Fonda Franchetti, Antonio Ordoñez, Cayetana duchessa d'Alba, Salvatore Quasimodo, Jeanne Moreau, Alfred Hitchcock, Anna Magnani, Porfirio Rubirosa, Natalia Ginzburg, Giancarlo Menotti: in un faccia a faccia implacabile e sottile, ironico e pungente, si trovano alle prese con un magnetofono e una intervistatrice alla quale, ancor più che al mezzo tecnico, nulla sfugge, neppure uno scintillare di occhi, un agitarsi di mani. Ogni intervista è preceduta da una breve presentazione in cui la Fallaci, con grande senso dello humor e una dote innata per il racconto, esprime il suo giudizio. Come lei stessa scrive, i suoi antipatici sono quasi sempre simpaticissimi.
Cobain : montage of heck / un film di Brett Morgen
Universal, 2015
Abstract: Diretto da Brett Morgen, che ha iniziato a lavorarci nel 2007, questo intenso e toccante documentario sulla vita dell’headliner dei Nirvana Kurt Cobain è il primo realizzato in collaborazione con la famiglia Cobain che ha permesso al team di accedere agli archivi personali della famiglia: filmati casalinghi inediti, registrazioni, disegni, fotografie, pagine di diario, demo, ricordi personali, di famiglia e testi di canzoni.
Non scrivere di me / Livia Manera Sambuy
Feltrinelli, 2015
Abstract: Ti proibisco di scrivere di me, intima Philip Roth. Per Livia Manera dovrebbe suonare come un divieto, ma è di fatto un'istigazione ad abbattere la barriera che divide l'intesa umana e l'invenzione letteraria, è uno stimolo ad attivare la memoria di sé e la memoria lasciata dalle tante letture e dalle parole chiave che hanno aperto la porta su un territorio in cui vita e letteratura si mescolano. Livia Manera racconta storie di incontri con i "suoi" scrittori americani, storie di complicità, amicizia, consuetudine, amore. Racconta la New York degli intellettuali che vi sono rimasti, la Parigi di quelli che se ne sono andati, i colori del Maine e il respiro del Midwest. Ci lascia intravedere isolate residenze di campagna, appartamenti impeccabili, strade di Manhattan imbiancate dalla neve, uffici spogli di celebri redazioni, case raffinatissime e monolocali desolati, stanze d'ospedale, caffè parigini, fast food ai margini di un'autostrada. Con il garbo di una scrittura che fa dell'io narrante la sonda e lo specchio, la talpa e la luce, il mondo della letteratura americana diventa la scena di un'esistenza che continua a cercare nelle domande e nei dubbi una strategia di saggezza. E così che ci vengono incontro, con una trasparenza nuova, le figure di Philip Roth, Richard Ford, Paula Fox, Judith Thurman, David Foster Wallace, Joseph Mitchell, Mavis Gallant, James Purdy, ma anche, in controluce, quelle di Carver, Richler e Blixen.
Minimum fax, 2015
Abstract: In tutto l'arco del Novecento pochi cineasti sono riusciti ad attraversare i decenni e i generi mantenendo una cifra stilistica propria e riconoscibile così come ha fatto Stanley Kubrick. In questo nuovo volume della collana dedicata al grande cinema, minimum fax presenta una raccolta di interviste che delineano con grande precisione il suo genio allucinato e metodico al tempo stesso, che ha accompagnato (e in molti casi creato) l'immaginario visivo degli ultimi quarant'anni. Da Orizzonti di gloria a Full Metal Jacket, passando per 2001 - Odissea nello spazio, Arancia meccanica e Shining, quest'opera ripercorre le tappe della carriera di un cineasta spesso discusso, talvolta incompreso ma sempre indipendente fino all'ostinazione, che ci ha regalato alcune delle visioni più belle e profonde della storia del cinema.
ETS, 2017
Abstract: Non è facile parlare di tumori, e ancor meno parlare di tumori "femminili". Questo libro è una risposta ai tanti dubbi e alle tante domande che le donne si pongono di fronte a questo problema. A partire da una grande esperienza professionale, gli autori del libro forniscono informazioni utili in maniera semplice e divulgativa su queste malattie, le cause, i programmi di prevenzione, le prospettive terapeutiche, l'importanza dei Centri di Riferimento. Questo libro è una sorta di tour virtuale che accompagna le donne nel percorso diagnostico, chirurgico e terapeutico all'interno dell'oncologia ginecologica, smitizzando pregiudizi e paure. Lucia Polpatelli, inoltre, prende in considerazione, seppur brevemente, l'importanza dell'aspetto psicologico di queste malattie.
Mimesis, 2016
Abstract: È il giugno del 1997 quando, durante una delle tre tappe del tour di Ornette Coleman a "La villette" di Parigi, uno spettatore particolare e molto attento, si erge dal pubblico e inizia a porre domande al compositore. Quel 23 giugno sarà consacrato a un incontro vis-à-vis tra due delle personalità più singolari ed eclettiche della scena culturale contemporanea: Ornette Coleman e Jacques Derrida. L'intervista, pur nella sua brevità, tocca i temi dell'armolodia, della democrazia, della civiltà e della civilizzazione, della globalizzazione, dell'assenza di leadership, dell'evento e del suo dispiegarsi. Ricostruendo le storie personali dell'uno e dell'altro, dei soprusi subiti da bambini per il colore della propria pelle (Coleman) o per il credo religioso della propria famiglia (Derrida), i due si confrontano sul concetto di lingua materna e di se e quanto questa influenzi il modo stesso di pensare, perché del resto, si sa, "prima di essere musica, la musica era soltanto parola"
Intervista a Putin = The Putin interviews / Oliver Stone
Eagle Pictures, 2017
Abstract: Un film - documentario diviso in quattro parti tra il cineasta statunitense tre volte premio Oscar e il capo del Cremlino. Personaggio controverso, inafferrabile, per molti versi inquietante, ex capo del Kgb sovietico, due volte presidente della Federazione Russa e due volte premier, Putin apre a Stone luoghi dove nessun giornalista occidentale avrebbe mai neppure sognato di mettere piede: la sua dacia, la sala del trono del Cremlino, i suoi smisurati uffici e sale riunioni, mostrandosi in situazioni inimmaginabili, talvolta spiazzanti: alla guida di un’auto, alle prese con i suoi cavalli, in divisa da hockey e pronto per una partita. Tra schermaglie, inattesi lampi di ironia, evidenti menzogne e omissioni, domande non fatte, impennate di verità, un memorabile incontro tra due uomini di mondo.
I bambini sanno / un film di Walter Veltroni
Cinema, 2015
Abstract: La complessità e la multiculturalità che caratterizzano il nostro presente raccontate dagli occhi dei bambini, spesso capaci di vedere dove i grandi hanno smesso di cercare. Trentanove bambini tra gli 8 e i 13 anni rispondono dall’intimità sognante delle loro camerette alle domande di Walter Veltroni. I giovani protagonisti non solo in questo film diventano simbolo del futuro ma rappresentano anche, attraverso la peculiarità dei loro volti, le differenze, le paure e le speranze di cui la società odierna si compone. Tante storie, quasi minuscole tessere di un grande mosaico, per dare vita a un racconto che fa riflettere e commuove: dal filippino in ristrettezze economiche alla giovanissima musulmana che non esita a dialogare con le altre religioni, fino alla storia commovente del bambino che aspetta con ansia e trepidazione il ritorno del papà da una missione militare all’estero; senza dimenticare il piccolo genio della matematica e il figlio di una coppia lesbica. Uno sguardo inedito per raccontare la vita da un punto di vista puro, commovente e sincero, come solo quello dei bambini sa essere.
Dino Audino, 2017
Abstract: Dopo Showrunner, dedicato alla grande serialità USA, ecco il nuovo libro di Neil Landau, che questa volta affronta la serialità prodotta e veicolata dalle nuove piattaforme digitali tipo Netflix, Amazon e così via. Qui a parlare non sono solo gli autori, cioè gli showrunner, ma anche i produttori, in altre parole gli inventori sia di nuove linee editoriali sia di un nuovo business televisivo che sembra' aver dato vita negli USA a una "nuova età dell'oro" per la tv. "Netflix e le altre" è un libro ricco di informazioni e curiosità, eccitante per chi ama le grandi storie seriali, ma anche per il professionista che lavora nel campo dei media audiovisivi, interessato a comprendere le dinamiche della rivoluzione mondiale in atto. Il libro esplora il nuovo universo in rapida diffusione delle reti televisive on-demand e OTT (Over the Top): Netflix, Amazon, Hulu, Sony Crackle, CW Seed, Vimeo,AwesomenessTV e altre. All'accurata analisi delle diverse reti e alle testimonianze di produttori e manager, l'autore fa seguire interessantissime interviste ai creatori di contenuti, anticonformisti espiratori culturali che con capacità visionaria ribaltano i modelli televisivi tradizionali per creare il futuro della televisione e del cinema. Oltre a Tom Fontana, sceneggiatore e autore di serie famose come "Oz" e "I Borgi"a e a Beau Willimon di "House of Cards", alcuni dei più apprezzati creatori e showrunner di serie di grande successo raccontano i segreti di questo lavoro: Jenji Kohan di "Orange Is the New Black", Andrea Sperling di "Transparent", John J. Strauss di "Mozart in the Jungle", Ricky Gervais di "Derek", Charlie Brooker di "Black Mirror", Bridget Carpenter di "22.11.63".
Il tempo della complessità / Mauro Ceruti ; conversazione con Walter Mariotti
Raffaello Cortina, 2018
Abstract: Perché non riconosciamo più il mondo in cui viviamo? Perché il mondo ci appare lo stesso, ma anche diverso, un mondo incomprensibile che funziona secondo logiche sconosciute? E perché in questo mondo nuovo accadono cose in grado di ribaltare destini e realtà in tempi e modi una volta impensabili? Il libro entra nel cuore di queste domande. Le crisi dell'umanità planetaria rendono urgente l'educazione a un pensiero complesso: le conoscenze specialistiche, pur avendo apportato progressi, hanno frammentato i saperi e sono diventate un ostacolo alla comprensione degli attuali problemi globali, politici, economici, sociali, spirituali. In un percorso interdisciplinare, Mauro Ceruti tratteggia il "tempo della complessità", la nuova condizione umana e la nuova epoca in cui ci troviamo a vivere. Una condizione e un'epoca radicalmente differenti da tutte quelle che l'hanno preceduta.
Il patto sporco / Nino Di Matteo, Saverio Lodato
Chiarelettere, 2018
Abstract: Il processo Stato-Mafia nel racconto di un suo protagonista. "Chiediamoci perché politica, istituzioni, cultura, abbiano avuto bisogno delle parole dei giudici per cominciare finalmente a capire... Un manipolo di magistrati e di investigatori ha dimostrato di non aver paura a processare lo Stato. Ora anche altri devono fare la loro parte.” “Volevo che nelle pagine di questo libro parlasse il magistrato, parlasse l’uomo, protagonista e testimone di un processo destinato a lasciare il segno.” Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c’era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico. La sentenza di condanna di Palermo, contro l’opinione di molti “negazionisti”, ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia a Berlusconi esponente politico, e per la prima volta carabinieri di alto rango, Subranni, Mori e De Donno, sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell’ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l’interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, Nicolò Amato, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi. Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli (anche dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.
Ponte alle grazie, 2018
Abstract: La situazione globale è tremendamente confusa. Forse mai nella storia è stato così difficile comprendere ciò che sta accadendo, dove si stia andando. Per fortuna, è davvero il caso di dirlo, c'è Noam Chomsky: la sua voce, sempre pacata ma anche capace di stoccate formidabili, è un toccasana, una ventata di razionalità nel frastuono insensato che sembra circondarci. Nelle dodici interviste raccolte in questo volume, il grande linguista ci guida fra i temi più importanti del nostro presente: il terrorismo internazionale, l'ascesa delle destre populiste di qua e di là dall'Atlantico, la sempre convulsa situazione del Medio Oriente, il dramma dei profughi e l'«invasione» che starebbe subendo l'Europa...
Mind, 2018
Abstract: "La cellula cancerosa sa fare tutto. E se c'è qualcosa che ancora non sa fare, lo impara subito". Questa definizione del professor Lucien Israel, uno dei più grandi oncologi al mondo, spiega alla perfezione la terribile sfida di chi lotta ogni giorno contro la più temuta delle malattie. Proprio per questo la Medicina dev'essere "anche" narrazione da parte del medico per poter dare al paziente conoscenza, oltre che le cure. Concetto che è la pietra angolare di questo libro, pensato dall'Autrice non per gli addetti ai lavori, ma per tutti. Di qui, appunto, la scelta: una lunga intervista - 100 domande e 100 risposte - per rispondere agli interrogativi di chi medico non è. Usando un linguaggio semplice, diretto, sincero, mai equivoco. Perché la conoscenza è il primo strumento di prevenzione per chi è sano, ma al tempo stesso diventa un'arma in più a disposizione di chi sta lottando contro il male. Vi troverete, dette e spiegate, cose note e meno note. Ve ne saranno rivelate altre spesso taciute, forse perché sgradite a qualcuno. Così come vedrete messi in discussione tanti luoghi comuni che spesso sono pericolosi tanto quanto il nemico stesso: il tumore o, meglio, i tumori.
Mondadori, 2018
Abstract: Ezra Pound (Hailey 1885, Venezia 1972) è uno degli spartiacque della letteratura del Novecento: con l'epica dei suoi Cantos ha osato una Divina Commedia per il nostro tempo ed è stato, inoltre, un impareggiabile e generoso "cacciatore di talenti". Fu tra i primi a riconoscere e promuovere il genio di Joyce, T.S. Eliot e Hemingway. Eppure, il suo nome divide ancora ed è circondato da fantasmi e logori cliché che impediscono di toccare il cuore profondo della sua poesia e della sua umanità. Alessandro Rivali ha incontrato la figlia di Pound, Mary de Rachewiltz, nel castello di Brunnenburg, dove lei andò ad abitare nel dopoguerra, mentre il padre era detenuto nel manicomio criminale St. Elizabeths di Washington, accusato di tradimento dal governo americano. Proprio il castello avrebbe dovuto rappresentare un luogo dello spirito, una sorta di EzUversity. Del resto Mary aveva appreso da Pound quanto alto fosse il valore dell'insegnamento; lui, prima della guerra, aveva chiesto alla giovanissima figlia di affrontare la traduzione di alcune parti dei Cantos. La speranza di Mary era che, una volta libero, il padre potesse trovare rifugio nel silenzio di Brunnenburg e tornare a dedicarsi a ciò che più amava. L'approdo al castello nell'estate del '58 segnò in effetti una tappa decisiva nel lavoro di Pound, l'ultimo scorcio della sua vita lo avrebbe dedicato al compimento del "Paradiso", la parte finale del suo poema: frammenti così densi di verità e tenerezza da diventare il suo testamento più sincero. Ancora una volta era Dante la misura della sua ambizione. Ed è proprio intorno alla sezione conclusiva dei Cantos e al senso di solitudine che Pound avvertì al suo ritorno in Italia che ruotano queste conversazioni tra Alessandro Rivali e Mary de Rachewiltz, iniziate ormai più di nove anni fa.
EDT, 2017
Abstract: Fra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, il mondo sembra sulle soglie di una rivoluzione. I movimenti pacifisti, la stagione straordinaria delle arti e in particolare della musica, il Black Power, il Vietnam, Woodstock, i movimenti studenteschi, la psichedelia e mille altri rivoli intellettuali, artistici ed emozionali si fondono in una gigantesca onda d'urto sul punto di travolgere ogni cosa. Un personaggio geniale e poliedrico come Howard Smith - firma di una rubrica iconica per la controcultura sulla rivista «The Village Voice» - era il profilo ideale per diventare il grande narratore di questa ribellione creativa. Fra il 1969 e il 1972 gli viene affidata una trasmissione notturna dall'emittente radiofonica WABC, The Howard Smith Scenes, e la sua voce diventa subito leggendaria. Smith invita in studio i più significativi personaggi della controcultura - registi, attori, scrittori, rockstar e artisti - e intreccia dialoghi di straordinaria libertà e franchezza. Ciascuno di loro sta attraversando un momento irripetibile della propria carriera e lo racconta al microfono di Smith, che trasmette in diretta o registra le interviste su grandi nastri e li archivia nel seminterrato di casa sua, dove solo pochi anni fa, dopo la sua morte, sono stati ritrovati dal figlio. Ciascuno di questi nastri è una capsula del tempo che riporta un frammento vitale di quella stagione straordinaria. Dennis Hopper e Peter Fonda nella prima intervista dopo l'uscita di Easy Rider, l'ultima intervista a Janis Joplin quattro giorni prima della sua morte, Eric Clapton per la prima volta come leader di una band, e le interviste a John Lennon e Yoko Ono che guardano oltre i Beatles, e George Harrison, Andy Warhol, Alien Ginsberg, Mick Jagger, Jim Morrison, Norman Mailer, Lou Reed, Frank Zappa, Vidal Sassoon, Dustin Hoffmann, Joe Cocker, John Mayall, Ario Guthrie, Jerry Garcia, Ravi Shankar e altri ancora. Queste conversazioni, qui per la prima volta raccolte in volume, restituiscono al lettore un momento di irripetibile libertà e disordine creativo, fonte di emozioni e riflessioni di intatta potenza.
Piemme, 2018
Abstract: È il caso di cronaca nera che ha più coinvolto e sconvolto l'opinione pubblica negli ultimi quindici anni: la morte del piccolo Andrea Lorys Stival il 29 novembre 2014. In carcere per l'omicidio c'è Veronica Panarello, la madre, condannata in primo grado a 30 anni e presunta colpevole fino a sentenza definitiva. Un caso molto dibattuto, come fu quello di Cogne, perché la mente e il cuore non possono accettare che una donna possa privare della vita la creatura a cui l'ha donata. Cosa potrà mai essere successo tra la foto di Veronica, poco più che bambina, che festeggia in famiglia il compleanno di Lorys, e le tristemente famose immagini di lei sul luogo del ritrovamento del corpo? Quasi nessuno degli attori di questo caso si è sottratto all'esposizione mediatica. Non Veronica Panarello, con le sue numerose e contraddittorie versioni dei fatti, non la sorella, o la madre, e nemmeno molti altri che hanno soffiato sul fuoco dei sospetti, schiacciando le vere vittime, Lorys, il fratellino Diego e il padre Davide, nel ruolo di "figurine" di un giallo. Eppure sono moltissimi i risvolti umani e psicologici ancora oscuri e altrettanti i tasselli ancora mancanti alla vicenda. Ora, per la prima volta in maniera così diffusa, intima e chiara, Davide Stival, insieme a Simone Toscano, giornalista di Quarto Grado che ha seguito la vicenda sin dall'inizio, ricostruisce la sua storia con la moglie e fa luce su molti dettagli poco noti.