Trovati 7336 documenti.
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Agli uomini ho sempre preferito il cioccolato / Giulia Salemi
Mondadori, 2020
Abstract: Bellissima, ironica, esotica e trascinante. Tutti la conoscono per il suo carattere solare e la battuta pronta, ma la storia di Giulia è molto più complessa di quanto lei lasci apparire: figlia di padre italiano e di madre iraniana - a cui è molto legata - nella sua vita ha affrontato tante sfide e fallimenti, ma ne è sempre uscita vincitrice. In questo libro schietto, divertente e coraggioso, Giulia si apre e racconta i chiaroscuro della notorietà, i suoi sogni, gli amori intensi e le scelte controcorrente. E svela come ha fatto a rialzarsi dopo ogni caduta.
Fratello e sorella : una storia vera / Diane Keaton ; traduzione di Monica Manzella
Baldini+Castoldi, 2020
Abstract: Nella periferia di Los Angeles degli anni Cinquanta, Diane Keaton e il suo fratellino Randy erano migliori amici e compagni inseparabili, che di sera condividevano storie nei loro letti a castello, facevano il bagno insieme, ridevano e scherzavano, si travestivano per Halloween. Nei suoi diari, e sulla pellicola della sua macchina fotografica, la madre catturava i loro sogni nel cassetto. Ma con il passare degli anni, Randy diventò sempre più problematico e solitario, fino a ritrovarsi in età adulta un uomo divorziato e schiavo dell’alcol, incapace di mantenersi un lavoro a tempo pieno, e vivendo in un mondo del tutto diverso da quello della sorella e della sua famiglia. In Fratello e sorella – arricchito da pagine di diario, lettere e poesie, molte delle quali opera dello stesso Randy – Diane si immerge nelle sfumature del loro passato, alla ricerca del complicato motivo per cui Randy sia finito a vivere la sua esistenza «dall’altra parte della normalità». Un’emozionante autobiografia che diventa letteratura: la toccante esplorazione dei cammini divergenti che un fratello e una sorella possono intraprendere nel corso delle loro vite.
Mondadori libri, 2020
Abstract: La sera del 28 marzo 1944 i violenti colpi alla porta di casa fanno riemergere negli adulti della famiglia Perlow antichi incubi. La pace trovata a Fiume, dopo un lungo peregrinare per l'Europa cominciato agli inizi del Novecento in fuga dai pogrom antiebraici, finisce bruscamente: nonna, figli e nipoti vengono arrestati e, dopo una breve sosta nella Risiera di San Sabba a Trieste, deportati ad Auschwitz-Birkenau, dove molti di loro saranno uccisi. Sopravvissute alle selezioni forse perché scambiate per gemelle o forse perché figlie di un padre cattolico, o semplicemente per un gioco del destino, le due sorelle Tatiana (6 anni) e Andra (4) vengono internate, insieme al cugino Sergio (7), in un Kinderblock, il blocco dei bambini destinati alle più atroci sperimentazioni mediche. In questo libro, le sorelle Bucci raccontano, per la prima volta con la loro voce, ciò che hanno vissuto: il freddo, la fame, i giochi nel fango e nella neve, gli spettrali mucchi di cadaveri buttati negli angoli, le fugaci visite della mamma, emaciata fino a diventare irriconoscibile. E sempre, sullo sfondo, quel camino che sputa fumo e fiamme, unica via da cui «si esce» se sei ebreo, come dicono le guardiane. L'assurda e tragica quotidianità di Birkenau penetra senza altre spiegazioni nella mente delle due bambine, che si convincono che quella è la vita «normale». Il solo modo per resistere e sopravvivere alla tragedia, perché la consuetudine scolora la paura. Finché, dopo nove mesi di inferno, ecco apparire un soldato con una divisa diversa e una stella rossa sul berretto. Sorride mentre offre una fetta del salame che sta mangiando: è il 27 gennaio 1945, la liberazione. Che non segna però la fine del loro peregrinare. Dovrà passare altro tempo prima che Tatiana e Andra ritrovino i genitori e quell'infanzia che è stata loro rubata. Le sorelline trascorreranno ancora un anno in un grigio orfanotrofio di Praga e alcuni mesi a Lingfield in Inghilterra, in un centro di recupero diretto da Anna Freud, dove finalmente conosceranno la normalità. Secondo le stime più recenti ad Auschwitz-Birkenau vennero deportati oltre 230.000 bambini e bambine provenienti da tutta Europa, solo poche decine sono sopravvissuti.
Nato per non correre / Salvo Anzaldi
CasaSirio, 2019
Abstract: È possibile correre i 42 km della Maratona di New York con un ginocchio in titanio e una malattia considerata sinonimo di immobilità? Sì, e ce lo ha dimostrato Salvo Anzaldi, il 1 novembre 2015. Salvo è un giornalista, un appassionato di calcio e un fan sfegatato di Bruce Springsteen. Ma soprattutto Salvo è emofilico. Questo vuol dire che anche la caduta più banale può avere conseguenze molto serie: i versamenti delle articolazioni portano le cartilagini a consumarsi e le ossa a modificarsi, e mentre il dolore aumenta le possibilità di movimento diminuiscono. La cosa migliore, per Salvo, sarebbe stata vivere una vita al riparo da ogni possibile trauma. Quella che racconta in questo libro, però, è una storia diversa, la storia di una persona che non ha mai voluto rinunciare a nulla, neanche a una singola, devastante partita di calcetto, a un viaggio dall'altra parte del mondo o, perché no, a essere il primo emofilico a correre la maratona più famosa al mondo. Una corsa per dimostrare a se stesso e a ogni singolo emofilico che nessuna sfida è troppo grande da non poter essere affrontata e che, se ci credi, puoi arrivare dove non avresti mai nemmeno osato sognare.
L'arte in rivolta : Pietrogrado 1917 / Nikolaj Punin ; traduzione e cura di Nadia Cigognini
Guerini e associati, 2020
Abstract: «Nella Venere di Larionov, nel controrilievo di Tatlin, nella pittura analitica di Filonov, persino nel famigerato quadrato di Malevič, c’è più rivoluzione che in tutte le inerti «immagini» filistee dell’Associazione degli artisti della Russia rivoluzionaria, prese tutte assieme. Il fuoco della rivoluzione consumava le loro vite; erano cresciuti con essa. In tutti gli improvvisi capovolgimenti della sua sorte si rispecchiava anche la loro sorte. Verrà un tempo in cui ci si entusiasmerà di nuovo per quella sorte e si finirà con l’invidiarla senza riuscire a capacitarsi di come sia potuto accadere che sia stata loro negata la possibilità di operare». Le memorie di Nikolaj Punin, che si focalizzano sul 1917, anno cruciale per le sorti individuali e collettive in Russia, ripercorrono gli anni irrequieti e turbinosi delle avanguardie artistiche attraverso i vividi ritratti di alcuni dei suoi protagonisti come Chlebnikov, Majakovskij, Larionov, Malevič e Tatlin. Coinvolto in prima persona nell’organizzazione della vita artistica di Pietrogrado, Punin ricostruisce gli eventi storici e politici di cui è diretto testimone, alternando intensi flashback autobiografici e resoconti di cronaca politica, articoli di giornali e documenti ufficiali a brillanti descrizioni della vita quotidiana e riflessioni sull’estetica, l’arte e la filosofia. Dal 1914 frequenta assiduamente l’«Appartamento n. 5», dove vive il pittore Lev Bruni, conservatore dell’Accademia di Belle Arti, con il quale costruisce un profondo sodalizio. L’aria dell’«Appartamento N. 5» è letteralmente impregnata di idee rivoluzionarie. Questi fermenti innovatori, la libertà nella sperimentazione e l’affermazione del valore rivoluzionario della creazione artistica, saranno determinanti nella formazione di Punin come teorico della nuova arte. Nell’appartamento, ubicato nella sede dell’Accademia, s’incontra il fiore dell’intelligencija artistica della capitale; qui, tra appassionate dispute teoriche, si va formando l’arte delle avanguardie e si vanno delineando i nuovi fondamenti estetici che Punin avrebbe difeso con rigore nella sua parabola esistenziale e intellettuale e nella sua produzione. Nikolaj Punin (1888-1953), critico, teorico e storico dell’arte, è una figura chiave della vita culturale della Russia pre- e postrivoluzionaria.
Diario di una giudice : i miei cinquant'anni in magistratura / Gabriella Luccioli
Forum, 2016
Abstract: Dall'ingresso in magistratura nel 1965 sino alla direzione della prima sezione civile della Corte di Cassazione, il diario di Gabriella Luccioli ripercorre le tappe professionali di una fra le prime donne in Italia ad avere avuto accesso all'attività giurisdizionale. Attraverso un percorso caratterizzato da forte senso di responsabilità e impegno - e dalla declinazione costante di un nuovo modello di giudice capace di rispecchiare, e non di negare, lo stile, i valori e la sensibilità delle donne - si evocano le trasformazioni che hanno mutato la nostra società e la giurisprudenza su questioni eticamente sensibili, soprattutto in materia di diritto di famiglia e biodiritto.
Allucinazioni / Oliver Sacks ; traduzione di Isabella C. Blum
Adelphi, 2020
Abstract: Charles Bonnet, naturalista ginevrino del Settecento, si era occupato di tutto: dall’entomologia alla riproduzione dei polpi, dalla botanica alla filosofia. Quando seppe che suo nonno, ormai semicieco, iniziava ad avere «visioni» di strani oggetti flottanti e di ospiti immaginari, volle stenderne un minuzioso resoconto, che passò inosservato per oltre un secolo e mezzo. Oggi la sindrome descritta da Charles Bonnet, che collegava l’insorgere di stati allucinatori con la regressione della vista – come se il cervello intervenisse, a modo suo, per compensare il senso perduto –, è ormai riconosciuta dalla letteratura medica, anche se viene raramente diagnosticata perché le allucinazioni sono associate alla demenza, alla psicosi, e chi ne soffre tende spesso a tacerne. Ma non è sempre stato così: in altri tempi e in altre culture, gli stati alterati di coscienza venivano percepiti come condizione privilegiata – da ricercare e indurre con la meditazione, l’ascesi, le droghe – e hanno influenzato l’arte, il folclore, il senso del divino. Con questa «storia naturale delle allucinazioni» Sacks aggiunge un ulteriore tassello alla sua «scienza romantica», capace di tramutare la casistica medica in una forma d’arte empatica. E prosegue il racconto autobiografico avviato con Zio Tungsteno: dopo l’infanzia, scopriamo così la giovinezza del neurologo più famoso del mondo, trascorsa sulle spiagge della California e costellata di azzardate sperimentazioni psicotrope. Allucinazioni olfattive, uditive, tattili, spaziali, arti fantasma, Doppelgänger, epifanie mistiche, squilibri chimici: ogni argomento viene affrontato con la consueta capacità di immedesimazione, con curiosità ed eleganza innate, e analizzato sotto le lenti della ricerca specialistica, della letteratura e dell’esperienza – clinica e personale – di Sacks. Il risultato è una conferma di quanto scriveva Goethe: «La scienza è nata dalla poesia».
2. ed.
Rizzoli, 2020
Abstract: Gennaio 2005. Gianfranco Franciosi, per tutti Gianni, ha venticinque anni e un talento innato come meccanico navale. A Bocca di Magra lo conoscono tutti, le sue giornate trascorrono tra casa, cantiere e il ristorante di famiglia dove passa per litigare con il padre. Un giorno riceve una strana visita: due clienti offrono un anticipo da cinquantamila euro in contanti per un gommone velocissimo, con doppio fondo ed equipaggiato con radar e GPS. Gianni si insospettisce, va alla polizia e accetta di aiutare gli investigatori a capirci di più. Sembra una cosa destinata a risolversi in fretta, invece Gianni scivola in un gioco più grande di lui e, con il passare dei mesi, diventa un agente infiltrato a tutti gli effetti. Inizia così la sua seconda vita: quattro anni di viaggi in Sudamerica per trasportare enormi quantità di cocaina, quattro anni di festini con i narcos e di riunioni di emergenza con la polizia, quattro anni di paura. Diventa fratello acquisito del boss spagnolo Aurelio e guadagna una collezione di Rolex ("uno per ogni affare che faremo insieme") ma al tempo stesso perde tutto: l'amore della sua donna, la famiglia, il lavoro. Quando finalmente la polizia conclude il più grande sequestro di droga mai avvenuto in Europa, Gianni è pronto a riprendersi la sua vita, ma Aurelio sfugge all'arresto e vuole vendetta. È l'inizio di un incubo che continua ancora oggi: Gianni deve rinunciare alla sua identità e sparire nel nulla.
Mondadori, 2020
Abstract: Combinando etica, storia, legge, scienza e ricordi personali, Kendi ci aiuta a riconoscere, fuori da ogni ambiguità o infingimento, la presenza concreta e tangibile del pregiudizio razziale nel mondo contemporaneo e a contrastarlo nel nostro sistema e in noi stessi. Per compiere finalmente il passo successivo: scoprirci antirazzisti e contribuire alla formazione di una società giusta ed equa. «Premesso che non sono razzista...» Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase al bar, sull'autobus, nei talk show televisivi. Gente comune, politici, giornalisti: sono in molti a ritenere che sia sufficiente definirsi «non razzisti» per affrontare con obiettività qualsiasi discorso sulle diseguaglianze razziali e sociali, le discriminazioni, le pari opportunità, le identità di genere. Come se definirsi «non razzisti» fosse una garanzia di neutralità. Ma, secondo Ibram X. Kendi, fondatore e direttore dell'Antiracist Research and Policy Center presso la Boston University, «nella lotta contro il razzismo non esiste neutralità» e «non essere razzisti» non basta. È necessario essere «antirazzisti». È necessario cioè smascherare i presupposti del discorso razzista, sradicarne la logica deformata secondo cui esistono gerarchie fondate su qualità biologiche o su particolari caratteristiche etniche e culturali. È necessario individuare le politiche che vi si ispirano, le pratiche del potere che lo attualizzano, le mistificazioni di cui si nutre. E per farlo serve un linguaggio nuovo, preciso, coerente, in grado di definire il razzismo e di descriverlo in ognuna delle sue molteplici forme. Un linguaggio che l'autore ha messo a fuoco in questo libro appassionato e coraggioso. Kendi, però, non si limita a mettere a nudo le nostre idee razziste. Piuttosto riflette sul proprio percorso intellettuale, sul difficile cammino che dal razzismo anti-neri di quando era ragazzo nel Queens degli anni Novanta lo ha portato al razzismo anti-bianchi di quando era studente al college, per approdare infine all'antirazzismo consapevole della maturità. Un viaggio nella propria storia che è anche un viaggio nella storia di un intero paese, nel corpo della nazione americana. Combinando etica, storia, legge, scienza e ricordi personali, Kendi ci aiuta a riconoscere, fuori da ogni ambiguità o infingimento, la presenza concreta e tangibile del pregiudizio razziale nel mondo contemporaneo e a contrastarlo nel nostro sistema e in noi stessi. Per compiere finalmente il passo successivo: scoprirci antirazzisti e contribuire alla formazione di una società giusta ed equa.
Ponte alle Grazie, 2021
Abstract: Dalla razzia del Ghetto di Roma nell'ottobre 1943, al campo di prigionia di Fossoli, sino al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, Piero Terracina ha conosciuto in prima persona le tappe più crudeli e sconvolgenti della persecuzione nazista. Si è salvato dai campi di sterminio, è tornato a casa, ha trovato lavoro come dirigente d'azienda e ha ripreso a vivere: ma con marchiata nell'anima una ferita incancellabile quanto il numero impressogli sul braccio dagli aguzzini. Molti anni dopo, a seguito del suicidio di Primo Levi, per Terracina si risveglia l'imperativo a raccontare. Nonostante tutto il dolore che comporta, l'obbligo da quel momento è quello di dare voce e condividere la propria testimonianza, portandola nelle scuole, nelle occasioni pubbliche, in un mondo ancora sordo a tutto l'orrore che è stato. Quello da Piero Terracina confidato all'intervistatrice Lisa Ginzburg è un racconto pacato e commovente, lucido ma ancora memore della totale vulnerabilità e dello sgomento di fronte all'abominio della violenza nazista. La deportazione, gli strazianti commiati dai propri cari, la vita concentrazionaria: Terracina non risparmia a sé stesso una ricognizione della memoria di sconvolgente portata. La sua voce è quella di un testimone d'eccezione della pagina più buia del Ventesimo secolo. La sua storia è quella di chi torna alla vita ma senza dimenticare, perché dimenticare è morire, e non rendere omaggio alla memoria è una sovversione del tempo. Chi è sopravvissuto lo sa.
In prima linea : tutti gli articoli e i reportage / Marie Colvin ; traduzione di Francesco Peri
Bompiani, 2021
Abstract: Corrispondente di guerra tra le più grandi del suo tempo, Marie Colvin ha coperto per decenni i conflitti più feroci del pianeta: Iran, Iraq, Medio Oriente, Libia, Kosovo, Cecenia, Timor Est, Etiopia, Zimbabwe, Sierra Leone, Sri Lanka, Guantanamo, Egitto, Afghanistan, Siria, testimoniando l'eroismo senza gloria e senza voce delle vittime. Scrivere dal fronte era per lei non solo una professione, era la vita stessa, guidata da una regola necessaria: non avere paura di avere paura. La benda piratesca indossata sull'occhio sinistro, colpito dalla scheggia di una granata, non poté che rinforzare un carisma che aggrediva gli stereotipi. Lei che amava indossare lingerie La Perla sotto il giubbotto antiproiettile, lei che nella stessa settimana poteva trovarsi a Los Angeles con Warren Beatty e in Cecenia a rischiare la vita fra le montagne. Uccisa nel 2012 a Homs dal regime siriano, ha lasciato articoli e reportage straordinari, raccolti qui per la prima volta a comporre un modello per le donne – e gli uomini – che fanno il suo mestiere.
L'ultimo viaggio : dalle leggi razziste alla Shoah : la storiografia, le memorie / Camillo Brezzi
Il Mulino, 2020
Abstract: La deportazione degli ebrei nei campi di sterminio rappresenta l’atto più drammatico della Seconda guerra mondiale. Un atto che fu messo in pratica dai nazisti con il solerte aiuto degli italiani, che si trattasse di militari della Repubblica Sociale o di comuni delatori. Il volume ripercorre le storie di alcuni deportati, concentrandosi sulle fasi iniziali della «soluzione finale»: l’arresto, poi il viaggio e l’arrivo sulla Judenrampe, la banchina di Auschwitz-Birkenau dove avveniva la prima selezione. È questa la prima tappa di una discesa all’inferno in cui i prigionieri cominciano a perdere lo status di esseri umani. Nei vagoni (usati solitamente per il trasporto di animali) viaggiano stretti, pressati uno all’altro, utilizzando un bidone per i bisogni corporali; i giorni e le notti si susseguono e si rischia di perdere la nozione del tempo; la fame e la sete si fanno sempre più crudeli, così come le urla dei comandi, pronunciati in una lingua incomprensibile ai più. Intrecciando le testimonianze di Liliana Segre, Primo Levi, le sorelle Tatiana e Andra Bucci, Shlomo Venezia, Pietro Terracina e Sami Modiano con quelle di altri sopravvissuti, il libro spalanca la porta su un orrore che non saremo mai in grado di comprendere fino in fondo, di cui è però necessario tramandare la memoria e mantenere salda la coscienza collettiva. Le impressioni, le sensazioni, le percezioni, che i salvati hanno restituito nelle loro memorie sono una preziosa fonte per ricostruire quell’indicibile tragedia, una ricchezza per gli studiosi, una grande pagina di letteratura civile.
SEM, 2020
Abstract: "Una banda di pazzi? Può darsi. Siamo fatti così, ci piace il mondo, ma a eccitarci è soprattutto l'idea di scoprire quello che è ancora inesplorato, di trovare il punto da cui si comincia a vedere ciò che si nasconde dietro la facciata." Dai vulcani filippini alle grotte piemontesi passando per le montagne albanesi, da Malapgap a Piaggia Bella questo racconto segue passo passo le avventure del suo autore alla ricerca di favolosi abissi nascosti, tra cime innevate e aride colline, sulle tracce di fiumi carsici. Andrea Gobetti, esploratore e speleologo, indaga la natura di quell'umanità con cui vengono a contatto i devoti di una attività non competitiva, anticonformista, non retribuita e destinata a un certo ed eccellente anonimato. In compagnia di una banda di amici, questo "scrittore sul campo" intrattiene il lettore e lo trascina, letteralmente, negli abissi più oscuri per svelargli i misteri della passione speleologica che da sempre gli arde dentro. Un libro per chi ama il lato nascosto delle cose, per chi non ha paura di tuffarsi nell'ignoto e sprofondare nel buio, in un'epoca in cui tutto è fatto per abbagliare ed essere abbagliati.
Gli intravisti : storie dagli ospedali psichiatrici giudiziari / Jacopo Santambrogio
Mimesis, 2020
Abstract: Il saggio raccoglie diciotto storie raccontate in prima persona da pazienti internati negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) italiani poco prima della chiusura di queste istituzioni totali. Il paziente autore di reato pone una serie di interrogativi circa la malattia mentale in se stessa, le sue origini, i fattori connessi al suo esordio (quali le sostanze), la diagnosi differenziale, i percorsi trattamentali (di ambito farmacologico e riabilitativo), il rapporto malattia-reato, gli aspetti culturali che possono influenzare gli esiti della cura. Tali questioni, affrontate grazie al contributo narrativo dei pazienti incontrati negli anni 2013-14, conducono l'autore a un'ampia riflessione sulle tematiche emergenti nella psichiatria di oggi e sul passaggio alle attuali Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Le problematiche non si sono esaurite con la chiusura degli OPG ma sono a tutt'oggi aperte e possono aiutare il clinico così come il lettore ad approfondire i grandi temi inerenti la psichiatria.
2. ed.
Castelvecchi, 2020
Abstract: Dalla critica sociale ed ecologica negli anni Novanta e nei primi Duemila alle ambizioni politiche dei profeti del digitale, fino alla svolta populista che lo portò al governo. "Snaturati" racconta la parabola del Movimento dal punto di vista privilegiato di Marco Morosini, che ha contribuito a costruire il profilo critico e culturale di una delle più innovative esperienze politiche italiane, ma che ha anche assistito dall'interno alla disgregazione di quegli ideali.
Il Mulino, 2021 (stampa 2020)
Abstract: Con lo scoppio della guerra la famiglia di Guido Ottolenghi, imprenditore ebreo torinese, si trasferisce a Porto Corsini (Ravenna). Dopo l'8 settembre 1943 e l'arrivo dei tedeschi la situazione per loro però si fa pericolosa. Tentano invano di fuggire al sud via mare poi, dopo alcune dimore provvisorie, trovano generosa accoglienza e protezione presso alcune famiglie di Cotignola. Nel maggio del 1944 con un viaggio avventurosissimo si trasferiscono a Roma. La liberazione della città è ormai vicina, e con essa la fine delle loro traversie. Scritta con una delicata mano femminile, questa memoria è una rara testimonianza non solo dei patimenti vissuti dagli ebrei durante la guerra, ma anche della solidarietà e dell'assistenza che non di rado poterono ricevere. Per l'aiuto fornito agli Ottolenghi e ad altri ebrei, quattro cittadini di Cotignola sono stati proclamati in Israele «giusti fra le nazioni».
Solferino, 2020
Abstract: Una partita che non finisce mai, il confronto con la propria bestia nera, l’allenatore che rema contro e quello che scommette su di te. Il secondo prima della vittoria, quello dopo la sconfitta, l’entusiasmo della rimonta o la gioia della rivincita. Sono tanti i momenti della vita di uno sportivo che si prestano a diventare simboli di un’esistenza e di tutto ciò che contiene: difficoltà, sfiducia, quella sensazione di non esserci quasi più e poi improvvisamente di esserci ancora, e dunque la capacità di resistere al di là delle proprie forze, l’abilità di trovare soluzioni fino a un attimo prima inimmaginabili, la felicità del contatto con la primordiale essenza della vita. In queste pagine Stefano Massari dà voce ad atleti di ieri, di oggi e di domani, da Pietro Mennea a Flavia Pennetta, da Dino Zoff a Matteo Berrettini e a molti altri piccoli e grandi campioni, cogliendo la spinta che li porta sempre a superare sé stessi. Una spinta che può ispirare chiunque ami e segua lo sport – da professionista, da appassionato, da semplice spettatore. Che siano sul campo di calcio o al di là della rete, sotto canestro o su un pendio innevato, ad allenarsi in palestra o in viaggio verso il podio, le loro storie parlano a ognuno di noi della fatica di crescere, del coraggio di perdere, dell’ebbrezza di superarsi per ritrovarsi più forti, più grandi, più leggeri.
Cairo, 2020
Abstract: Un racconto autobiografico che è anche libro motivazionale. A «cuore aperto», storie vere di vita vissuta per stimolare le persone a dare il meglio di sé, scoprendo risorse che non pensavano di avere. La vita stessa di Andrea ne è l'esempio: un ragazzo che ha sempre investito su se stesso per migliorarsi e raggiungere il successo, trovando ogni volta un modo per cominciare a vedere le cose da una nuova prospettiva e non scoraggiarsi quando si è di fronte a un obiettivo difficile. Attraverso il suo racconto Andrea vuole insegnare agli altri a farlo. Non serve, spiega, essere «squali» o predatori: anzi, la chiave di tutto è l'empatia. «Esiste un potere in grado di aprire le finestre della tua mente e, di riflesso, quelle della tua vita. Scopri come innescarlo» dice Andrea.
Una vita degna di essere vissuta / Marsha Linehan
Raffaello Cortina, 2021
Abstract: Mettendosi coraggiosamente a nudo, Marsha Linhean, la psicologa di fama mondiale che ha sviluppato la Dialectical Behavior Therapy, rivela qui la sua “discesa all’inferno” con la malattia mentale e poi la straordinaria ascesa nel lavoro di ricerca e nell’accademia. Durante l’adolescenza, Marsha è entrata in una terribile spirale che l’ha portata a manifestare tendenze suicidarie ma, dopo alcuni anni bui in un istituto psichiatrico, grazie alla sua tenacia è riuscita a iscriversi all’università e a specializzarsi in terapia comportamentale. Gli anni Ottanta hanno segnato la svolta decisiva con lo sviluppo della Dialectical Behavior Therapy, un approccio terapeutico che combina l’accettazione di sé e la capacità di innescare un cambiamento, diventato il trattamento d’elezione per il disturbo borderline di personalità. Nel corso della sua brillante carriera scientifica Marsha Linehan è rimasta una donna di profonda spiritualità. La sua, potente e commovente, è una storia di fede e perseveranza. In Una vita degna di essere vissuta, Linehan mostra come i principi della DBT funzionino davvero e come, usandone le tecniche, le persone possano costruirsi una vita degna di essere vissuta.
Ora che eravamo libere / Henriette Roosenburg ; traduzione di Arianna Pelagalli
Fazi, 2021
Abstract: Nata nel 1916 in Olanda, Henriette Roosenburg aveva appena cominciato l’università quando si unì alla resistenza antinazista. A causa della sua attività come staffetta partigiana prima e giornalista poi, nel 1944 fu catturata, imprigionata nel carcere di Waldheim in Sassonia e condannata a morte. Nel maggio dell’anno successivo, venne liberata assieme ad altre sue compagne di prigionia, iniziando un lunghissimo viaggio per tornare a casa, un’autentica odissea attraverso la Germania sprofondata nel caos di fine conflitto. In mezzo a soldati alleati che presidiano il territorio, nazisti in fuga e tedeschi diffidenti o addirittura ostili perché ancora fedeli al regime, tra innumerevoli astuzie, baratti e peripezie, le protagoniste di questa estenuante via crucis riusciranno alla fine a riabbracciare le proprie famiglie in patria.