Trovati 204 documenti.
Trovati 204 documenti.
Stato, governo, società : per una teoria generale della politica / Norberto Bobbio
Torino : Einaudi, copyr. 1985
Le forme dello sviluppo politico
Roma ; Bari : Laterza, 1970
Universale Laterza ; 164
Teoria generale del diritto e dello Stato / Hans Kelsen
Milano : Edizioni di Comunità, 1959
Messina : D'Anna, 1976
Tangenti ; 58
I due poteri. Stato borghese e Stato operaio nell'analisi marxista
Bologna : Il Mulino, 1978
Universale Paperbacks Il Mulino ; 80
Lo Stato e i suoi apparati / Louis Althusser ; a cura di Roberto Finelli
Roma : Editori riuniti, 1997
Lo stato bizantino / Silvia Ronchey
Torino : Einaudi, copyr. 2002
Abstract: Questo libro intende affrancare il bizantinismo dalla mistificazione e dal luogo comune, proponendosi di far emergere il senso del millenario esperimento di Bisanzio nella storia dell'idea di Stato. I documenti dell'esperienza statale di Bisanzio sono un inestimabile vademecum di cultura politica. E la lunga ombra di Bisanzio continua ad estendersi sulle vicende contemporanee. Le zone d'incandescenza e le faglie d'attrito del nuovo secolo, dal Balcani al Mar Nero, dal Caucaso al Kurdistan, appartengono, non a caso, al territorio che dall'impero multietnico della Seconda Roma passò a quello della Terza Roma, Mosca.
Il governo del futuro / Noam Chomsky ; traduzione di Daniele Ballarini
Milano : Tropea, 2009
Abstract: Basato su una conferenza tenuta al Poetry Center di New York, Il governo del futuro è un vero e proprio manifesto politico su come la società dovrebbe strutturarsi al fine di garantire il controllo democratico. Sono quattro, scrive Chomsky, le posizioni teoriche che possono caratterizzare una forma di governo nella società industriale: liberalismo classico, socialismo di stato, capitalismo di stato e socialismo libertario. L'autore le prende in esame, soppesando pregi e difetti di ognuna, confrontandole e contrapponendole, fino a individuare nel socialismo libertario la naturale prosecuzione del liberalismo classico. Ed è proprio in quest'ambito, in un clima di autentica libertà democratica, che si fa largo la possibilità di esaltare le facoltà creative e intellettuali dell'uomo. Esortando a ripensare l'equilibrio dei poteri sociali, politici e di governo, Noam Chomsky mette in campo questioni di estrema importanza e attualità, confermando la prospettiva umanista della sua riflessione.
Quinta ristampa
Milano : Lotta comunista, 2016
Biblioteca giovani
Gazoldo degli Ippoliti : Associazione Postumia, 2020
Quaderni di Postumia / Associazione Postumia ; 7 7
Milano : Giuffrè, 1984
Arcana imperii ; 7
Teoria generale del diritto e dello Stato / Hans Kelsen
4. ed.
[Milano] : Edizioni di Comunità, 1963
Biblioteca di studi politici ; 2
La formazione storica e filosofica dello Stato moderno / Gioele Solari ; a cura di Luigi Firpo
Napoli : Guida, 1974
Biblioteca di saggistica ; 12
[Milano] : ETAS libri, 1984
Biblioteca politica e sociale
Milano : Vita e Pensiero, 2013
Abstract: La caduta verticale di rappresentatività, l'inevitabile usura nel funzionamento delle istituzioni politiche, la penuria d'idee e ideali in grado di offrire un senso affidabile e rispettabile all'azione politica, segnano e scandiscono la vita odierna di gran parte dei regimi democratici dell'Occidente. In modo particolare, per effetto della specifica storia del nostro Paese, pesano sulla democrazia italiana. Gli scritti raccolti nel volume illustrano come e perché la tarda 'democrazia dei moderni' corra il rischio sempre più grande di trovarsi incagliata tra le conseguenze dei cambiamenti di lungo periodo che stanno mutando fisionomia e funzioni dello Stato, il contrapporsi d'interessi economico-sociali restii a perseguire insieme il bene comune, il potere di gruppi oligarchici più stabili e forti delle leadership partitiche e di vecchie o nuove élite. Usare e investire quel 'potenziale di sviluppo' della democrazia, che tuttora esiste ed è disponibile, diventa necessario ogni giorno di più. Ed è indispensabile, soprattutto, per poter lavorare alla costruzione di una democrazia nazionale ed europea. La quale riesca davvero a restituire ai cittadini la confidenza nella politica, facendone emergere il carattere migliore e le più utili qualità.
Bologna : Il mulino, 2021
Politica, società e storia
Abstract: In epoche come la nostra, segnate dall'incertezza e dal disorientamento, si fa spesso riferimento al periodo intercorso tra le due guerre mondiali, quando, in Europa, le democrazie liberali vennero fortemente messe in discussione, sconvolte e infine annientate da correnti autoritarie come il nazismo in Germania, il fascismo in Italia, la dittatura di Primo de Rivera in Spagna e quella di Salazar in Portogallo. Paradossalmente, però, si produsse allora un'esplosione critica, del dibattito e della creatività nelle scienze, nella filosofia, nell'arte, nella letteratura e, anche, nel pensiero politico, grazie a una generazione formidabile di giuspubblicisti, molti dei quali legati all'esperienza della Costituzione di Weimar. Le menti migliori di quella generazione di europei adottarono una posizione critica verso il liberalismo borghese e gli ideali dell'Illuminismo che lo sostenevano. Una critica che si rivolse in particolare al parlamentarismo liberale ed elitario che si reputava superato e alterato dalla società di massa che intanto si affermava con vigore. Una corrente di pensiero antiparlamentarista circolava pertanto in Europa. Parte di essa sprofondò nelle acque nere dei regimi autoritari e nazionalisti che in molti casi mostrarono un volto criminale, ma un altro importante filone di questo pensiero diede prova della sua qualità e del suo livello contribuendo a una nuova architettura del potere pubblico, che si pose in essere già alla fine della Seconda guerra mondiale, attraverso il controllo giurisdizionale di costituzionalità delle leggi, la concezione istituzionale dei diritti fondamentali che obbligano e vincolano il legislatore, la legittimità dell'attività amministrativa fondata sull'idea di servizio pubblico. È questa una prova, un segno, del fatto che quel periodo convulso di crisi a cui ora ci rivolgiamo ha generato una corrente di pensiero importante, capace sì del peggio ma anche del meglio.
L'ideale dell'unità umana / Sri Aurobindo
Milano : Arka, 1987
Collana delle opere di Sri Aurobindo e della Madre ; 5
Milano : Net, 2005
Net ; 178
Abstract: Se lo stato non esistesse, sarebbe necessario inventarlo? John Locke, che per prima teorizzò il liberalismo, avrebbe sicuramente risposto di no. Robert Nozick, discendente di quella tradizione filosofico-politica, oggi sostiene di sì. La sua formula à quella dello stato minimo, che il filosofo statunitense ritiene inevitabile per costruire società capaci di vivere in libertà. Postulato: una ferrea difesa dei diritti individuali. Un libro provocatorio, in grado di suscitare nei lettori di qualunque fede politica la voglia di ripensare il proprio ruolo di cittadini, insieme ai vincoli che derivano dall'appartenere a uno stato. Dalla giustizia al lavoro, dalla solidarietà alla cooperazione, Nozick si interroga sulle legittime funzioni dello Stato.
Torino : Bollati Boringhieri, 2014
I sampietrini ; 14
Abstract: Lo Stato è al tempo stesso un organismo naturale e un artefatto dell'uomo. Di qui la sua ambivalenza, che ne fa insieme l'amico e il nemico del suoi cittadini. Sorta di Dio in terra, per secoli ha potenziato ed esteso le sue prerogative sovrane, prima fra tutte il monopolio legale della facoltà di coercizione e sanzione. Questa sua forza propulsiva si traduce nell'esercizio di un'autorità invadente e abusiva. Vengono così ampiamente superati quei limiti che sono la garanzia dei diritti di ogni cittadino. La ricognizione di Massimo Terni ricostruisce la vicenda di uno Stato che sta subendo l'erosione dei suoi confini e della sua identità. Se lo Stato-nazione si è imposto massimizzando la giurisdizione pubblica e usurpando gradualmente gli spazi fisiologici della società, oggi subisce la controspinta di forze globali denazionalizzate. Rispetto all'età dello Stato moderno assolutista e mercantilista, è in atto una nemesi: quello stesso mercato che un tempo soggiaceva alla ragion di Stato del politico esercita ora un suo dominio indiscusso. Così, nel nuovo ordine mondiale lo Stato territoriale si disaggrega, cedendo sovranità a reti transnazionali di controllo. Si configura una dislocazione del potere dagli esiti dirompenti. Siamo alle soglie di una società senza Stato?