Trovati 21 documenti.
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Storia del conflitto russo-urcaino : dal 18. secolo a oggi / Gabriele Faggioni
Città di Castello : Odoya, 2022
Odoya library ; 469
Abstract: In questo doloroso momento storico, osservando una guerra che pare incomprensibile, è necessario non solo narrare gli eventi bellici ma anche rivolgersi al passato per meglio capirne le cause. Lo scoppio del conflitto del 24 febbraio 2022 è stato violento e, per molti, inaspettato, ma la tensione tra Russia e Ucraina ha in realtà radici profonde. Gabriele Faggioni ripercorre quindi la storia di un paese segnato da sopraffazioni e frazionamenti, soggetto al dominio di mongoli, lituani, polacchi, e poi, infine, dei russi. Cominciata già nel XVII secolo, l'occupazione russa conquistò territori sempre più vasti, fino alla proclamazione, nel 1921, della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Per l'indipendenza, l'Ucraina dovette attendere fino al 24 agosto 1991, ma anche allora rimasero molte questioni in sospeso, come la richiesta di autonomia del Donbass, il desiderio delle popolazioni russofone di Crimea di annettersi alla madrepatria e la volontà di Mosca di mantenere il controllo della base sovietica di Sebastopoli. Nel 1995 e nel 1997 i due paesi sottoscrissero degli accordi, spartendosi la flotta e sancendo l'affitto della base di Sebastopoli a Mosca e una nuova autonomia per la Crimea. I problemi dell'Ucraina non erano però finiti: nei primi anni Duemila, una politica di privatizzazioni poco trasparente generò diffusa corruzione in tutti i livelli della pubblica amministrazione, e la classe politica non seppe uscire dal pantano in cui era andata a finire, reprimendo con brutalità il dissenso che serpeggiava tra la popolazione. La situazione nella parte orientale intanto continuava a peggiorare.
3. ed. ampliata e riveduta
Jesolo : Zambon, 2015
Abstract: Allo stato attuale, la Russia è il Paese più demonizzato al mondo, inserito d'ufficio, a seguito degli sviluppi di situazione in Ucraina, nel particolarissimo elenco di «Stati canaglia» individuati dalle strategie USA di "esportazione delle libertà americane" (capitalismo consumistico e "senza frontiere", individualismo, mercificazione, commercializzazione dell'esistenza dei singoli) in ogni angolo del Pianeta non ancora sottomesso ai dettami speculativi del Nuovo Ordine Mondiale. Difendere la Russia, le sue ragioni in ambito geopolitico e culturale, è dunque un dovere da parte di chi, oggi come in passato, non accetta di deporre le armi della cultura, della conoscenza e della lotta per la dignità dei popoli e delle nazioni. Per difendere la Russia, occorre partire dal "Capire la Russia".
Ucraina : la guerra che non c'era / Andrea Sceresini, Lorenzo Giroffi
Nuova ed.
Baldini+Castoldi, 2022
Abstract: Estate 2014. La guerra che non c'è. Un reportage esclusivo, scritto da due giovani e coraggiosi giornalisti italiani che per mesi hanno vissuto lungo le due sponde del fronte. Da Donetsk a Lugansk, passando per Kiev, un'odissea fra trincee, battaglie e posti di blocco, miliziani dal volto umano, ufficiali alcolizzati e cocainomani, volontari di mezza Europa ubriachi di ideologia, bombardamenti e bordelli militari. L'obiettivo, osservare il vero volto della guerra: senza pregiudizi né retorica, ma con lo spirito un po' incosciente di chi cerca la verità. Il risultato: una lunga carrellata di ritratti, storie e destini, nel solco dei reportage di guerra alla Terzani e Fallaci, che spiegano le contraddizioni della Storia attraverso i romanzi individuali. 24 febbraio 2022. La guerra che non c'era adesso c'è. Le sirene antiaeree sono partite a Leopoli, ci sono state esplosioni a Kiev. La Russia di Putin sta attaccando da più fronti, compresa la Crimea, già annessa militarmente nel 2014. Gli USA e la Nato sono pronti alla difesa della indipendenza dell'Ucraina e dei confini dell'Europa. Nuova edizione del reportage e cronaca di viaggio del 2015, dei due giornalisti freelance Andrea Sceresini e Lorenzo Giroffi.
Torino : GEDI, 2022
Limes ; 3/2022
Abstract: La guerra in Ucraina ridisegna le relazioni tra le grandi potenze e innesca uno scontro a tutto campo destinato a protrarsi nel tempo. Ci attendono tregue armate e un futuro tutto da decifrare. Soprattutto per il nostro paese e per il Vecchio Continente, teatro del conflitto e testimone di un lungo periodo di pace che inizia a sfumare. Mentre una Russia in difficoltà nel pantano ucraino guarda alla Cina per sopravvivere. L'editoriale dal titolo "L'ultima parola ai popoli muti" apre il volume, a cui segue una corposa prima parte ("La guerra d'Ucraina fra strategia e tattica") dedicata alle sorti del conflitto e alle voci dei contendenti, ucraine, russe ma anche cinesi, americane ed europee. La seconda parte del numero ("Le Europe fra incoscienza e riarmo") è centrata sulla postura del nostro continente tra il riarmo annunciato della Germania e le inquietudini francesi. Chiude il numero la terza parte ("L'Italia fuori gioco") dedicata al nostro paese tra affanni e prospettive sul fronte domestico e continentale.
Fratelli diversi : russi e ucraini : dal Medioevo ai giorni nostri / Andreas Kappeler
[Nuova ed. ampliata]
UTET università, 2023
Abstract: «Pensa a noi, ai tuoi fratelli minori!». Così, nel 1624, il metropolita di Kiev, Iov Borec’kyj, si rivolgeva allo zar di Mosca Mikhail per chiedere il suo sostegno. Questa è la prima fonte in cui gli Ucraini sono indicati come i fratelli minori dei Russi. La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, ha lacerato la rete dei rapporti internazionali, scosso nel profondo il continente europeo e danneggiato in modo permanente le relazioni tra i due Paesi e i due popoli. Anche la nostra visione storica del rapporto tra Russi e Ucraini è cambiata. Quando questo libro fu pubblicato per la prima volta, nel 2017, riportava tutti gli eventi occorsi fino alla fine del 2016. In questa edizione aggiornata non è stato riscritto nulla, nell’ottica di considerare gli eventi passati solo come la premessa dell’attuale, terribile conflitto.
La guerra e l'odio : le radici profonde del conflitto tra Russia e Ucraina / Nicolai Lilin
Piemme, 2023
Abstract: Lo scrittore italiano di origine moldava Nicolai Lilin ha sempre dichiarato di essere cresciuto in una comunità criminale di origine siberiana: ha ricevuto un’educazione basata sulla violenza, è stato soldato e ha combattuto in Cecenia. Per questo conosce perfettamente il codice militare, tutti i meccanismi con cui viene gestito un esercito e il mondo russo nel suo complesso. Capisce come ragionano Putin e i suoi generali e sa quali sono i motivi significativi, e non propagandistici, che spingono il presidente russo a fare la guerra. È successo in passato quando è stata attaccata la Cecenia e sta succedendo ora con l’Ucraina: Putin usa la guerra per rafforzare il suo potere e per difendere il suo paese, con la forza fa capire al mondo intero che la Russia è un grande impero. Non importa se le minacce esterne arrivano dagli islamici o dai nazionalisti ucraini, Putin agisce sempre seguendo le stesse strategie. In questo libro Lilin non si limita a parlare solo della potenza russa, ma parla anche dell’Occidente, delle sue provocazioni e ci dimostra perché i paesi occidentali vogliono aumentare sempre di più la tensione con la Russia. Come altri suoi libri di successo, "Le guerre di Putin" si distingue per i toni provocatori e anticonformisti, ma al contempo offre ai lettori l'opportunità di comprendere quelle azioni che hanno portato ai conflitti attuali.
Einaudi, 2022
Abstract: Come abbiamo potuto lasciare che un nuovo totalitarismo prendesse piede nella complicità generale? Cosa c'è in gioco in questa guerra nel cuore dell'Europa? Un pamphlet lucido e pieno di rabbia della più importante scrittrice e intellettuale ucraina. Il 24 febbraio 2022 Oksana Zabuzko, in Polonia per promuovere il suo nuovo libro, viene informata che Kyjiv, la sua città, è sotto attacco russo. Ma la messa a punto delle teorie russe per soggiogare i Paesi confinanti risale, ci ricorda lei, ai primi anni Settanta, con un piano in quattro fasi che prevedeva la demoralizzazione, la destabilizzazione, la crisi e la normalizzazione di un popolo. Di fronte alla resistenza e al senso di appartenenza ucraini, però, Putin non ha potuto far altro che ricorrere all'invasione armata. Intrecciando la storia dell'Ucraina e della Russia, Zabuzko mostra come «la cosiddetta Rivoluzione Arancione» e «l'inverno del Majdan» non abbiano fatto altro che preparare il terreno per la guerra odierna. Sullo sfondo di un trauma collettivo, Zabuzko mescola esperienze personali a riflessioni storico-politiche dando vita a un testo emotivo, provocatorio e incandescente.
Ucraina : la guerra che non c'è / Andrea Sceresini, Lorenzo Giroffi
Nuova ed.
Baldini+Castoldi, 2015
Abstract: Estate 2014. La guerra che non c'è. Un reportage esclusivo, scritto da due giovani e coraggiosi giornalisti italiani che per mesi hanno vissuto lungo le due sponde del fronte. Da Donetsk a Lugansk, passando per Kiev, un'odissea fra trincee, battaglie e posti di blocco, miliziani dal volto umano, ufficiali alcolizzati e cocainomani, volontari di mezza Europa ubriachi di ideologia, bombardamenti e bordelli militari. L'obiettivo, osservare il vero volto della guerra: senza pregiudizi né retorica, ma con lo spirito un po' incosciente di chi cerca la verità. Il risultato: una lunga carrellata di ritratti, storie e destini, nel solco dei reportage di guerra alla Terzani e Fallaci, che spiegano le contraddizioni della Storia attraverso i romanzi individuali. Un reportage ed una cronaca di viaggio del 2015 dei due giornalisti freelance Andrea Sceresini e Lorenzo Giroffi.
Lenin a pezzi : distruggere e trasformare il passato / Antonella Salomoni
Il Mulino, 2024
Abstract: Vladimir Lenin, fondatore dell’Urss, per volontà di Stalin è stato esposto alla venerazione dei cittadini nel mausoleo della Piazza Rossa, e ha vegliato sui popoli del blocco sovietico attraverso migliaia di occhi di pietra o bronzo di altrettanti monumenti. Ma cosa è accaduto dopo il 1989? Il corpo, perduta l’aura della reliquia, è rimasto in mostra a Mosca, davanti al Cremlino, e le statue sono state in gran parte cancellate. Una vicenda esemplare per comprendere la complessità dei fenomeni iconoclastici. La pratica di tirare giù Lenin dal suo piedistallo ha riguardato tutto lo spazio post sovietico e, in Ucraina, ha assunto contorni talmente importanti da essere indicata con il termine Leninopad: il più grande movimento d’iconoclastia del Novecento, esploso prima ancora delle proteste che, più di recente, abbiamo visto in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. A un secolo dalla morte di Lenin, Antonella Salomoni ne racconta ascesa e declino attraverso la storia del suo corpo e delle sue immagini: innalzate, rispettate e poi rimosse, distrutte, vandalizzate, reinterpretate come simbolo di sottrazione al colonialismo russo, e persino ricollocate sui piedistalli dagli occupanti durante la guerra in Ucraina. Un libro sulla memoria imposta e poi sovvertita, che va al cuore delle inquietudini del mondo contemporaneo.
La bambina di Kiev / Luca Crippa, Maurizio Onnis
Pienogiorno, 2022
Abstract: Alisa ha dieci anni anni e vive in un condominio popolare alla periferia di Kiev con suo padre Semyon, guida del museo naturalistico, e la madre Polina. Le notizie che giungono dalla tv sono ogni giorno peggiori, ma nessuno vuole credere che i russi attaccheranno davvero la capitale. Tantomeno Olexandr, suo nonno. Lui è abbastanza anziano da ricordare i racconti dei vecchi sulla Seconda guerra mondiale e non concepisce come quella tragedia possa ripetersi, nel cuore dell'Europa. Di tutto questo si discute la sera del 23 febbraio, a casa di Alisa. Poi, un immane boato squarcia la notte, e cambia ogni cosa. Alisa si sveglia di colpo, afferrata da un terrore a cui non sa dare un nome. Che cosa sta succedendo? E questa la guerra, allora? Parte da qui la storia di Alisa, il romanzo-verità di una bambina nell'incubo del conflitto russo-ucraino. La storia di una famiglia, e al tempo stesso di migliaia di famiglie. Una storia di paura. Di bombe. Di fuga. Di affetti barbaramente divisi. Di orrore che non risparmia niente, nemmeno gli ospedali, nemmeno i profughi che attraversano i corridoi umanitari, nemmeno gli animali dello zoo. Una storia di resilienza, anche, e di enorme coraggio. Di vecchi, di donne. Di bambini in viaggio da soli, per centinaia di chilometri, con un indirizzo scritto dalla mamma sulla mano. Una storia che emoziona, indigna, commuove, che fa comprendere che crimine immane sia la guerra, sempre. Una storia di lotta, infine, e di speranza. Perché vuole scommettere sugli esseri umani, ancora una volta, e sulla pace.
Guerra totale : la bancarotta bellicista / Domenico Quirico
Pozza, 2022
Abstract: Attraverso pagine veementi, che mostrano la drammatica inadeguatezza di analisti, intelligence e governanti rispetto al compito che la Storia assegna loro, Quirico invita il lettore a riflettere su un conflitto in cui droni e artiglierie spazzano via in un baleno esseri viventi, giovani forti, pieni di vita e di speranze, mostrando quanto sia «fragile ed effimera la vita e quanto criminali siano coloro che per avidità, scombinate ideologie, fanatismo ci hanno costretto un’altra volta a ricordarlo». «La guerra non è mai fatale, ma sempre perduta»: così Gertrude Stein nell’esergo in apertura di questo libro. Da reporter che è stato presente sui principali fronti di guerra del nostro tempo, Domenico Quirico conosce bene la verità di questa affermazione. Ogni guerra accade per decisione deliberata. Ogni guerra è perciò, secondo l’abusata citazione di von Clausewitz, una continuazione della politica con altri mezzi che presuppone sempre una qualche strategia di conclusione. Ora, che cosa è la guerra in Ucraina? Una guerra di resistenza del popolo ucraino nel più generale confronto tra democrazie e tirannidi trucide? L’eterno Oriente asiatico contro l’eterno Occidente? Il tentativo di ricomporre la frattura spalancata dalla fine del comunismo e di riavviare la Storia? Oppure una colossale guerra del gas e del petrolio ben camuffata da stantii nazionalismi? E, soprattutto, qual è lo scopo della creazione di una furente opinione pubblica bellicista, propensa a dare mandato senza tentennamenti ai pochi decisori del confronto armato? La guerra in Ucraina appare, in queste pagine, come una bancarotta totale. Per Putin, il piccolo zar con le sue parole consunte, i suoi furori ideologici medievali, è la bancarotta dell’illusione di una vittoria breve, destinata a riaffermare unilateralmente e per decreto la Potenza russa. Per Zelensky, che insegue il mito della vittoria assoluta, la bancarotta del suo Paese, destinato a una miseria e distruzione dalle quali occorreranno lustri per uscire. Per l’Occidente, la bancarotta di un conflitto iniziato senza una strategia di conclusione, se non la nuda e semplice sconfitta del nemico. Una prospettiva di certo presente nelle guerre del passato, ma a dir poco insensata in una guerra in cui esiste la possibilità, dopo l’annessione formale del Donbass alla Russia proclamata dalla Duma, di un apocalittico non ritorno.
Russia e Ucraina : la mappa che spiega la guerra / Tim Marshall ; traduzione di Roberto Merlini
Garzanti, 2022
Abstract: Comprendere la geografia è cruciale per capire il mondo com'è oggi e come potrebbe essere in futuro: fiumi, mari, catene montuose hanno sempre condizionato, e continuano a influenzare, le guerre e le vicende politiche in tutti gli angoli del mondo. Partendo dallo studio della conformazione e delle preziose risorse della Russia, Tim Marshall ricostruisce le ragioni e le ossessioni che hanno fatto la storia di questo territorio sterminato e inospitale - dall'invasione napoleonica nel 1812 alle campagne avviate nel corso delle due guerre mondiali - e che oggi plasmano i progetti politici e le mire espansionistiche di Vladimir Putin in Ucraina.
Torino : GEDI, 2022
Limes ; 3/2022
Abstract: La guerra in Ucraina ridisegna le relazioni tra le grandi potenze e innesca uno scontro a tutto campo destinato a protrarsi nel tempo. Ci attendono tregue armate e un futuro tutto da decifrare. Soprattutto per il nostro paese e per il Vecchio Continente, teatro del conflitto e testimone di un lungo periodo di pace che inizia a sfumare. Mentre una Russia in difficoltà nel pantano ucraino guarda alla Cina per sopravvivere. L'editoriale dal titolo "L'ultima parola ai popoli muti" apre il volume, a cui segue una corposa prima parte ("La guerra d'Ucraina fra strategia e tattica") dedicata alle sorti del conflitto e alle voci dei contendenti, ucraine, russe ma anche cinesi, americane ed europee. La seconda parte del numero ("Le Europe fra incoscienza e riarmo") è centrata sulla postura del nostro continente tra il riarmo annunciato della Germania e le inquietudini francesi. Chiude il numero la terza parte ("L'Italia fuori gioco") dedicata al nostro paese tra affanni e prospettive sul fronte domestico e continentale.
Torino : GEDI, 2022
Limes ; 4/2022
Abstract: L'invasione dell'Ucraina rafforza l'equazione Russia uguale Putin, e viceversa. Fusione quasi totale tra capo e paese e con pochi precedenti al mondo. Dinamica che si riverbera anche sulla conduzione della guerra. Capire chi è davvero il signore del Cremlino e perché combatte l'Occidente. I contraccolpi della contesa raggiungono il teatro dell'Estremo Oriente. L'editoriale dal titolo "Platov non ha paura" apre il volume, a cui segue una corposa prima parte ("Putin è la Russia?") dedicata a tratteggiare la figura del presidente russo e la percezione che se ne ha dentro e oltre i confini della Federazione. La seconda parte del numero ("Lezioni di guerra") è centrata sulle dinamiche del conflitto, sulle sue prospettive e sulla visione storica e odierna della crisi in corso anche da parte degli Stati Uniti. Chiude il numero la terza parte ("Cina e altri fronti asiatici") dedicata a conseguenze e percezioni della guerra in Ucraina per questa parte del mondo, e soprattutto per Pechino, sfidante numero uno dell'egemonia americana.
Torino : GEDI, 2023
Abstract: "Russia o non Russia" è il sesto numero di Limes del 2023, redatto sull'onda della "marcia su Mosca" che tra il 23 e il 25 giugno ha tenuto il mondo con il fiato sospeso. Di quel tentato golpe da parte della milizia Wagner - tale negli esiti, se non nelle intenzioni - si analizzano antefatti e motivazioni, ma soprattutto gli effetti sul regime russo e dunque sul conflitto in Ucraina. L'ampia prima parte, "Montagne russe", si dedica nello specifico a indagare contesto, cause, modalità e contraccolpi interni della sfida lanciata da Evgenij Prigozin alle autorità militari russe e, indirettamente, a Vladimir Putin. In questa sezione si dà risalto con apposite analisi anche all'analogia, fatta dallo stesso Putin, tra gli eventi di giugno e quelli del 1917, in quanto rivelatrice della psicologia putiniana oltre che del rischio sistemico posto dall'affronto Prigozin al sistema di potere russo, nell'ottica del Cremlino. La seconda parte - "Prigozin divide la Nato ma unisce Usa, Cina e Russia" - dà conto degli effetti prodotti dal golpe sul conflitto, sia in termini prettamente militari che più in generale strategici, nella misura in cui l'instabilità russa si ripercuote sul calcolo di Washington, Pechino e Kiev. "Guerre economiche e sanzioni" è infine il titolo della terza parte, in cui si fa il punto sull'altro, grande fronte del conflitto ucraino: quello economico e tecnologico, in cui gli equilibri appaiono per certi versi meno bilanciati rispetto al teatro bellico.
[Vol. 7]: Stati della ex Unione Sovietica
Copyr. 1996
Fa parte di: Gli stati d'Europa / [testi riveduti e aggiornati a cura di Aurion]
Russia, Estonia, Lettonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina, Moldova
Milano : Touring club italiano ; Roma : La Repubblica, c2006
La biblioteca di Repubblica. L'Europa e i paesi del Mediterraneo ; 13
Leningrad : Aurora, 1984
Russia, Bielorussia, Ucraina, Kazakistan / Pietro Tarallo, Maria Chiara Barbuscia
Milano : Ulysse Moizzi, [2014]
Guide Moizzi