Trovati 186 documenti.
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E Joe prese il fucile : cronache dell'Impero USA in via di liquefazione / Gianni Flamini
Roma : Castelvecchi, 2023
Nodi
Abstract: Da ormai un anno, uno dei punti più caldi del pianeta è uno spicchio di mondo posto nell’Est europeo alle soglie dell’Asia, che ha come epicentro l’Ucraina in guerra. Per il governo ucraino, i russi sono il nemico, i barbari invasori; per i russi l’Ucraina rappresenta il pretesto di Stati Uniti e Nato per annientarli, o almeno ridimensionarne la rilevanza geopolitica. E se sottrarre l’Ucraina alla Russia per impedirle di esistere come potenza euroasiatica è un obiettivo di Washington da almeno trent’anni, con l’ingigantirsi di un rivale come la Cina i tempi si sono fatti stretti, e si è passati ai fatti. Gianni Flamini offre una cronaca ragionata degli avvenimenti che coinvolgono quello che lui definisce l’«impero americano d’Occidente», mettendo in luce come, in politica estera, il biennio Biden non sia poi così diverso da quello del suo predecessore, e come l’Unione Europea, ripiegata sulle posizioni americane, si crogioli nell’illusione di essere un giardino in mezzo alla giungla.
Udine : Bottega errante, 2022
Radar ; 3
Abstract: Un reportage che esplora le storie di persone che appartengono a quattordici minoranze etniche che vivono entro i confini dell'attuale Ucraina: cechi e slovacchi, turchi mescheti, svedesi, rumeni, ungheresi, rom, ebrei, liptak, gagauzi, tedeschi, valacchi, polacchi, tatari di Crimea e armeni. È la cronaca della miriade di migrazioni volontarie e forzate che hanno attraversato l'Ucraina per secoli, e che l'hanno resa il Paese dalle molteplici sfaccettature che è oggi. Allo stesso tempo, è un racconto commovente e lucido delle diversità che sono sopravvissute (o meno) al rullo compressore sovietico dell'unificazione linguistica, culturale e religiosa. "Nella casa di Leopoli dove sono cresciuta vivevano persone di origini diverse: armeni, ebrei, russi e ucraini. Da bambina, questo mosaico si è fissato nella mia memoria e più avanti, quando sono diventata una giornalista, ho deciso di sbrogliare questo intrico di storie. Mi sono messa in viaggio e ho percorso 11.000 chilometri per raccontare le storie delle persone di diverse identità culturali che vivono ai confini del nostro Paese".
Milano : Solferino, 2023
Tracce
Abstract: Una settimana dopo l’inizio della guerra in Ucraina, una piccola città nel sud del paese, Voznesensk, si trova suo malgrado teatro del conflitto. Qui c’è un ponte, il ponte sull’Acqua Morta, che le truppe russe sono obbligate a superare per dirigersi verso Odessa. Occupare la cittadina, piccola e abitata prevalentemente da contadini e pensionati, sembra un gioco da ragazzi per l’esercito del Cremlino. Eppure, contro tutti i pronostici, il paese si ribella, mettendo in piedi una resistenza che darà un segnale di speranza e sarà d’esempio per tutte le altre città ucraine. La milizia territoriale, costituita da trenta volontari, scava trincee improvvisate, mentre tutti gli altri fabbricano molotov con stracci e bottiglie. Arriva una pattuglia dell’esercito ucraino, due volontari vengono presi prigionieri dai russi, cade un elicottero, per un errore il ponte viene fatto saltare in anticipo sul previsto. Ma la città resiste e i russi sono costretti a ritirarsi senza riuscire a conquistarla. Il miracolo di Voznesensk accende gli animi degli ucraini, che da allora combattono senza sosta. La copertura giornalistica che ha accompagnato sin dall’inizio il conflitto ha dato a molti la sensazione di esserne informati su ogni aspetto, ma, al di là della geopolitca, questo ritratto di una piccola città testarda ci racconta la guerra dal punto di vista di persone «normali», e capaci di straordinario eroismo. Un inaspettato successo militare nelle vite di un’umanità che risuona dolorosa e terribile, in una quotidianità che si abbatte su di lei all’improvviso, devastante, fatta di fratelli divisi da un confine e da un’ideologia, di soldati ucraini per nascita che si trovano a combattere nell’esercito russo, di giovani militari russi a cui sfugge un grido disperato: «Questa guerra non è la mia».
L'ora del lupo / Valerij Panjuškin ; traduzione dal russo di Claudia Zonghetti
E/O, 2023
Abstract: “La Russia è l’unico posto sulla terra con una lingua che è diventata la lingua della menzogna: in Russia è vietato dire la verità e neanche la guerra può essere chiamata col suo nome. Per dire la verità in russo devo andarmene dalla Russia”. Questo fa Valerij Panjuškin: osserva, raccoglie storie di profughi, le annota, e come i profughi di cui scrive a un certo punto se ne va anche lui, ma dal paese che la guerra l’ha dichiarata. Le storie raccolte in questo volume sono storie di fatica, di dolore, di smarrimento, di rabbia. E di menzogna. Sono le storie di chi tace per non fare i conti con la disillusione, quelle di chi parla perché non può fare altrimenti, quelle – tante – di chi aiuta nonostante tutto e tutti, nell’ennesima declinazione di quella bontà spesso illogica cui la letteratura russa dà forma da lungo tempo.
Ukrainska Klio : narisi pro istoriju, istorikiv ta pamjat / Sergij Plohij
Kjiv : Klio, 2021
Kyiv : Vydavnytsvo "Klio", 2021
Cronaca della guerra : 2014-2020, libro 3 <in lingua ucraina> / Daria Bura, Oleksandr Ktasovitskij
2020
Cronaca della guerra : 2014-2020, libro 1 <in lingua ucraina> / Daria Bura, Oleksandr Ktasovitskij
2020
Cronaca della guerra : 2014-2020, libro 2 <in lingua ucraina> / Daria Bura, Oleksandr Ktasovitskij
2020
Shchodennyk ahresiï / Andrej Ûrʹevič Kurkov
Harkiv : Folio, 2022
Ukraïna 30 : [mizjnarodnyj vseukraïnsʹkyj forum / [a cura di Marija Pavlivna Zhursʹka]
Charkiv : Folio, 2021
Ìvan Mazepa vs ìmperìâ Petra / Tatjana Taïrova-Jakovljeva
Kyiv : Klìo, 2021
Vid trypilʹtsiv do kiborhiv / Oleg Bažan, Jurij Mycyk
Kyiv : TOV Vydavnytstvo "Klio", 2020
Un'artigiana di Sednev <in ucraino>
Desna Poligraf, 2023
Annali archeologici dell'Ucraina della riva sinistra <in ucraino>
Poltava, 1997
Історія України в мапах / O. Krasovizkiy
2020
Minimum fax, 2026
Abstract: Febbraio 2023, Kiev: il giornalista Andrea Sceresini e il fotoreporter Alfredo Bosco, entrambi sul posto per coprire il conflitto russo-ucraino, ricevono una mail dal ministero della Difesa locale con cui gli viene notificata la sospensione dei loro accrediti giornalistici. Senza l’accredito non solo non possono svolgere il loro lavoro: anche uscire per strada costituisce una violazione, e nel paese vige la legge marziale. Sospesi in un limbo burocratico, ad Andrea e Alfredo non resta che chiudersi nel minuscolo appartamento in affitto e aspettare un fantomatico «interrogatorio» da parte dei servizi segreti, che però non arriverà mai... Si tratta forse di un errore? Per darsi una risposta, Sceresini ripercorre la sua esperienza da reporter in Ucraina, dalla guerra nel Donbass del 2014 fino all'invasione russa del 2022, riportando le surreali peripezie che accomunano i giornalisti freelance – gli incontri, le amicizie, i rischi, le angosce, la necessità di far fronte agli imprevisti con mezzi di fortuna e di portare avanti il lavoro nonostante l'immensità della tragedia – e nel farlo racconta la storia e i protagonisti di una terra da più di un decennio dilaniata dai conflitti.