Trovati 858874 documenti.
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Roma : Fazi, 2011
Abstract: I ricchi sono sempre più ricchi. I poveri sempre più poveri. Come ricorda Robert Reich, all'inizio del 2010, a poco più di un anno dal crollo, Wall Street ha elargito pacchetti retributivi a banchieri, trader e facoltosi dirigenti come se la crisi non ci fosse mai stata. Nel nostro paese, è accaduta la stessa cosa: il gotha dell'economia si è spartito, e continua a farlo, liquidazioni e stipendi milionari, mentre il ceto medio si sente più insicuro e vulnerabile di prima. L'Italia, infatti, tra le economie avanzate, è divenuto il terzo paese con il maggior livello di diseguaglianza dei redditi. Se la politica tradizionale è incapace di risolvere i problemi dei cittadini e di attenuare il divario di ricchezza, saranno i demagoghi ad avere il sopravvento alimentando le preoccupazioni e le frustrazioni delle persone e incitandole a dare la colpa dei problemi economici agli stranieri e agli immigrati. Che fare allora? Robert Reich propone un nuovo patto di base in grado di coinvolgere lavoratori, Stato e imprenditori. Un patto che affronti le riforme strutturali, difenda i salari rimettendo al centro la questione del lavoro e lotti contro le iniquità determinate dal grande business. Con una lucidità e una capacità d'analisi fuori dal comune, l'autore ripercorre la storia, le idee e gli uomini che hanno portato al cosiddetto svuotamento del ceto medio e rivendica come necessaria una nuova stagione di trasformazioni e cambiamenti.
La grande contrazione : i fallimenti della libertà e le vie del suo riscatto / Mauro Magatti
Feltrinelli, 2012
Abstract: Partendo dalla ricostruzione critica del modello di sviluppo affermatosi negli ultimi vent'anni, il libro approfondisce le origini culturali e sociali della crisi in atto. Il tema viene affrontato a partire da una domanda di solito rimossa: come mai, dopo un lungo periodo di crescita, i paesi occidentali si ritrovano indebitati, invecchiati, disuguali e depressi? Al di là degli aspetti finanziari ed economici, la crisi segna la fine del tecno-nichilismo. Per quanto faticosa, difficile e rischiosa, la crisi tuttavia è anche un'opportunità. Il problema non si risolve semplicemente attraverso interventi tecnici, ma tornando a chiedersi che cosa sia la crescita. Ciò è possibile a condizione però di mettere in discussione l'immaginario della libertà che si è affermato nei paesi occidentali, imprigionato in una concezione radicalmente individualista. Iniziando da qui si può cominciare a declinare diversamente il rapporto tra economia e società, superando un'economia basata sul consumo per entrare in un'economia basata sul valore.
Fuori da questa crisi, adesso! / Paul Krugman
Garzanti, 2012
Oltre il crollo : come superare la crisi della globalizzazione / Gordon Brown
[Milano] : Rizzoli Etas, 2011
Abstract: Gordon Brown, ex primo ministro ed ex ministro del Tesoro inglese, è stato uno dei protagonisti della politica economica globale per più di 15 anni e allo scoppio della crisi, nel 2008, era tra i leader mondiali chiamati ad affrontarla. Da questa posizione privilegiata - ma anche scomoda - è stato testimone del crash finanziario e offre in questo libro la prima riflessione direttamente dalla stanza dei bottoni, con la spiegazione di ciò che è accaduto, ma anche una precisa indicazione su come venirne fuori e prevenire futuri disastri. Si tratta di un'analisi di prima mano ad ampio raggio che, partendo dai molti precedenti - dalla Grande Depressione, al più recente crash del mercato immobiliare asiatico -, sostiene che quella attuale è da considerarsi la prima crisi della globalizzazione e, come tale, va affrontata insieme da tutti i leader mondiali, con soluzioni comuni. In particolare, alla luce di quella che definisce la scioccante sconsideratezza e irresponsabilità delle banche, e nella convinzione che la crisi è stata indotta non solo da errori tecnici, ma anche (e soprattutto) da mancanze etiche, propone di varare una costituzione bancaria mondiale e un piano di crescita globale per il lavoro e la giustizia sociale.
Neurolandia / Eugenio Benetazzo ; con Gianluca Versace
Chiarelettere, 2012
Abstract: L'analisi dello scenario macroeconomico dell'eurozona rappresenta il tema principale del nuovo libro di Eugenio Benetazzo, incentrato sull'origine e l'evoluzione futura della crisi del debito sovrano oltre che su una previsione sull'economia del pianeta per gli anni che verranno. Con l'impareggiabile taglio inquisitorio e con un ritmo divulgativo assolutamente incalzante, il più autorevole economista italiano fuori dal coro, definito ormai come lo Steve Jobs dei mercati finanziari, si sofferma a descrivere il processo di metamorfosi che contraddistingue tutta l'economia occidentale e le sue spiacevoli conseguenze soprattutto sul piano sociale e per il mondo del lavoro. Nulla viene risparmiato, dai processi di deindustrializzazione alla politica di una moneta troppo forte imposta dall'alto, dalla teoria di Euro 2 al pressapochismo e immobilismo che hanno contraddistinto le istituzioni sovranazionali, colpevoli di non aver saputo leggere in anticipo le priorità dell'Unione europea. Un'analisi complessa ma al tempo stesso molto comprensibile anche per il piccolo risparmiatore o il giovane studente universitario che devono rendersi conto dove e come investire il loro risparmio o le loro energie a fronte di un mutamento epocale senza precedenti, che porterà a trasformare in locomotive trainanti la crescita del pianeta paesi che un tempo venivano descritti nei sussidiari delle scuole elementari come paesi del Terzo mondo o in via di sviluppo.
Unione e disunione / Adriana Cerretelli
Milano : Il Sole 24 ore, c2012
La grande crisi ; 6
Libro 1: La verità sulle banche, Monti e l'euro
2012
Fa parte di: Fazi, Elido <1952->. La terza guerra mondiale? / Elido Fazi
Abstract: È vero che la crisi finanziaria di Wall Street del 2008 è stata peggiore di quella del 1929? Perché Andrea Camilleri ha dichiarato sabato 21 gennaio al nuovo programma di Serena Dandini su La7 che è scoppiata la terza guerra mondiale, per ora solo in versione soft? E perché un finanziere come George Soros, uno che viene ancora oggi ricordato come colui che spezzò la schiena alla Banca d'Inghilterra nel 1992, dichiara che Lloyd Blankfein, il capo della Goldman Sachs, non è soltanto un uomo avido e poco illuminato, ma il male assoluto, come il nazismo e il comunismo? Cosa ne pensa Mario Monti, per anni consulente della Goldman Sachs? Soprattutto, possono gli Stati Uniti - che sono il paese più indebitato al mondo e il meno competitivo in assoluto se si guarda alla differenza tra importazioni e esportazioni - uscire dalla situazione economica in cui si trovano senza innescare una guerra? Perché il Presidente Obama ha firmato il 31 dicembre del 2011 una legge per punire qualunque organizzazione faccia transazioni con la Banca Centrale dell'Iran, che ha avuto l'ardire di aprire una Borsa del petrolio dove si tratta in euro e altre valute, ma non in dollari? Ecco alcuni dei temi affrontati in questo pamphlet, scritto di getto analizzando le cause più profonde della crisi americana e di quella europea in un contesto in cui si trovano alla ribalta gli interessi di paesi come la Cina e l'India.
Altreconomia, 2012
Abstract: Questo modello di sviluppo ha trascinato il mondo in una crisi di cui non si vede la fine: è arrivato il momento di fare da soli. L'ultima riflessione di Francesco Gesualdi riavvolge il nastro, per rileggere prima in modo magistrale la genesi della crisi e per proporre poi una nuova strada: la fondazione di un'economia pubblica, per tutti e non per pochi, locale e sostenibile - indipendente dai sussulti dell'economia globale - che abbandoni il mito della crescita e riconverta produzione e consumi. Ma come fare? La pietra angolare di questa economia del paradiso è il lavoro di comunità, in cui ciascuno lavori non solo per sé ma per il benessere comune e abbia garantiti servizi gratuiti, dall'istruzione alla salute. Per sostituire al denaro la coesione sociale, che non si può giocare in borsa. Scrive Gesualdi: Il lavoro è la risorsa più abbondante che abbiamo, la fonte originaria di ogni ricchezza. Non utilizzare il lavoro diretto dei cittadini è come morire di sete accanto a un pozzo. Se tutti mettessero a disposizione della comunità anche solo poche ore a settimana potremmo soddisfare qualsiasi bisogno sociale, produttivo o ambientale, senza dipendere dalla crescita dell'economia generale.
Manifesto degli economisti sgomenti : capire e superare la crisi
Roma : Minimum fax, 2012
Abstract: La crisi che attraversiamo si sta rivelando uno tsunami capace di distruggere economie di intere nazioni come la Grecia, mettere in discussione la tenuta dell'Unione Europea, portare anche l'Italia a un crac sociale di dimensioni imprevedibili. Le ricette delle istituzioni sono ben note: salvataggio delle banche a tutti i costi, fiducia cieca nella stessa bolla finanziaria che ha creato il disastro, e politiche di austerity che acuiscono il conflitto sociale. Ma nel frattempo si sta diffondendo una sensibilità diversa, alternativa al neoliberismo, secondo la quale è necessario porre delle regole alla finanza globale in nome di una società più equa. Il Manifesto degli economisti sgomenti è un libro essenziale per diverse ragioni. Innanzitutto è un vademecum chiarissimo per chi vuole mantenere un occhio critico sulla realtà: in dieci concisi capitoli smentisce altrettante false certezze sulla crisi economica che sentiamo ripetere, indiscusse, sui media: dall'idea che i mercati finanziari sono efficienti a quella che l'aumento del debito pubblico è il risultato di una spesa eccessiva. In secondo luogo è la proposta concreta di una serie di misure economiche da adottare invece di quelle fallimentari adoperate finora. Infine è una guida a una serie di pratiche che ogni giorno ciascuno di noi, nel suo piccolo, può mettere in atto, per costruire insieme un'economia diversa e migliore.
Dialoghi sull'economia / Fabrizio Galimberti
Milano : Il Sole 24 ore, [2012]
La grande crisi ; 9
Recessione : i colpevoli, i complici, le vittime / Fabio D'Orlando
Villaricca : Cento Autori, [2012]
Fatti & misfatti
Abstract: La recessione che ha colpito l'Italia a partire dal 2009 non solo è una delle più lunghe e dure mai verificatesi, ma ha già avuto, ed avrà, ripercussioni molto pesanti e permanenti sul nostro tenore di vita. Proprio per questo vengono spesso proposte spiegazioni delle cause della crisi fantasiose, fatte più per stimolare gli istinti del lettore indicando facili capri espiatori che per capire come siamo finiti in questa situazione e come potremo uscirne. Questo libro si propone al contrario di individuare cause, colpevoli e complici della crisi, nonché le strategie possibili per venirne fuori, evitando i luoghi comuni e le spiegazioni semplicistiche e demagogiche, ma evitando anche il criptico gergo degli economisti, con l'obiettivo di proporre una analisi oggettiva accessibile anche a chi di economia non sa assolutamente nulla.
[Milano] : Piemme, 2012
Piemme ora
Abstract: Questo capitalismo è in crisi. È sotto gli occhi di tutti. Il debito pubblico è alle stelle, non solo in Francia o in Italia, dove siamo abituati a sentircelo dire, ma anche negli USA e perfino in Cina. Sì, proprio quella Cina che da traino dell'economia mondiale rischia ora la recessione, a causa di una bolla immobiliare pronta a esplodere e le cui dimensioni saranno ancora più grandi di quella americana che è stata all'origine dello tsunami dei mutui subprime. Di fronte al disastro, governi che prestano ascolto alle società finanziarie ben più che ai loro cittadini continuano a perpetuare le stesse ricette, rischiando così di aggravare la situazione perché intanto precarietà e disoccupazione aumentano - e precari e disoccupati non possono certo contribuire né al pil né alla crescita. In un simile scenario, chi guadagna? Solo banche, finanza, grandi rendite, grandi azionisti. Per decenni, l'economia occidentale ha prosperato in un rapporto tra le retribuzioni dei top manager e quelle dei lavoratori all'inarca di 20 a 1. Ma se oggi si arriva a 200 volte e più, è chiaro che il sistema non può reggere. È giunto il tempo, finalmente, di inquadrare correttamente i problemi. Di ribadire che la disoccupazione non è solo conseguenza, ma è soprattutto causa della crisi. Di constatare quanto redditi e benefici fiscali si siano spostati verso i segmenti più ricchi e ristretti della società a discapito dei ceti medi, grazie alla favoletta che questo avrebbe creato investimenti, occupazione...
Ponte alle Grazie, 2012
Abstract: Ormai anche i più accesi sostenitori del libero mercato devono fare i conti con un sospetto: che l'odierna crisi del capitalismo, con le enormi contraddizioni sociali che porta con sé, ne mostri limiti irreparabili. Rivolta o barbarie, il nuovo lavoro di Francesco Raparelli, radicalizza quest'interrogativo, smascherando tanto le menzogne prodotte da un trentennio di dittatura neoliberista quanto l'odiosa retorica del sacrificio collettivo propinata da governi tecnici e grandi coalizioni europee: e se la crisi globale, si chiede Raparelli, fosse in realtà l'occasione per il capitalismo di compiere un decisivo salto di qualità nello sfruttamento dell'uomo e della natura? Attraverso una lucida analisi dei dati economici e delle dinamiche sociali, Raparelli mostra il legame tra l'offensiva contro diritti del lavoro, welfare e beni comuni, in corso ovunque in Occidente, e un più vasto progetto di recinzione dell'intera società, giungendo a scorgere i tratti, con Marx, di una nuova accumulazione originaria. Come possiamo scongiurare questa catastrofe? Attraverso una grande coalizione di poveri, che miri a realizzare, come non teme di ribattezzarlo l'autore, il comunismo del XXI secolo. In altre parole, la democrazia di quel 99 per cento di cui si sono definiti parte il movimento Occupy e la rivolta degli indignados. Consapevoli che, come direbbe Brecht, la rivoluzione è la semplicità difficile a farsi. Prefazione di Paolo Virno.
La rivoluzione che viene : come ripartire dopo la fine del capitalismo / David Graeber
Manni, 2012
Abstract: Il capitalismo è oramai al tramonto. Entro un paio di generazioni non esisterà più, perché è impossibile mantenere un ritmo di crescita infinito su un pianeta dalle risorse finite. Eppure, di fronte a questo scenario, la reazione istintiva è di aggrapparsi a ciò che esiste perché non si riesce a concepire un'alternativa che non sia ancora più oppressiva e distruttiva. Ma è l'immaginazione politica ad aver raggiunto un vicolo cieco, oppure è il capitalismo stesso a sistematizzare la depressione, a toglierci scientemente la capacità di pensare un altro futuro? Secondo Graeber, è proprio il potere economico e politico a indurci a credere che non vi siano soluzioni differenti da esso. È un sistema pronto perfino ad autodistruggersi, piuttosto che tentare strade diverse.
Laterza, 2012
Abstract: Con la rivoluzione industriale in Gran Bretagna, una parte della popolazione mondiale ha cominciato a sperimentare una crescita economica straordinaria, che ha portato a un enorme divario di ricchezza e tenore di vita tra l'Occidente industrializzato e il resto del mondo. Questo trend si è invertito dopo la seconda guerra mondiale e ora ci troviamo a metà di un secolo di crescita sempre più rapida dei paesi in via di sviluppo, avviati sulla strada di una nuova convergenza con i paesi avanzati: una tendenza destinata a cambiare volto al pianeta. Michael Spence, Premio Nobel per l'economia, ci spiega quali sono le cause di questa clamorosa evoluzione dei 5 miliardi di esseri umani che vivono nei paesi in via di sviluppo. I tassi di crescita sono eccezionali, e mantenerli a questi ritmi comporta sfide di portata inedita dal punto di vista della governance, del coordinamento internazionale e della sostenibilità ecologica. Le implicazioni per i cittadini dei paesi avanzati sono considerevoli, ma ancora poco conosciute. Spence descrive con chiarezza e audacia qual è la posta in palio per tutti noi e prefigura come si evolverà l'economia globale nei prossimi cinquant.anni. È un libro, questo, che ha acceso un dibattito intenso sulla strada migliore da seguire nel mondo del dopo crisi, ristabilendo l'equilibrio tra interessi economici nazionali e internazionali e tra rimedi a breve termine e sostenibilità a lungo termine.
Ouzo amaro : la tragedia greca dalle olimpiadi al gol di Samaras / Patrizio Nissirio
Roma : Fazi, 2012
One 1 euro
Abstract: La crisi economica della Grecia si è presto tramutata in un terremoto sociale, un sisma che scuote la vita delle famiglie, delle imprese, dell'intera organizzazione della società. Con Oúzo amaro Patrizio Nissirio si avventura nei numeri della crisi ellenica, quelli del debito pubblico, quelli delle richieste della comunità internazionale, della disoccupazione, del PIL in picchiata, raccontando le cause antiche e recenti di questa catastrofe che tuttora rischia di contagiare il resto d'Europa. Da un sistema politico opaco e clientelare che impera da almeno tre decenni alla diffusa corruzione, dall'ambiguità dei paesi stranieri che danno lezioni ad Atene, ma continuano a curare in maniera spesso spregiudicata i propri interessi, al ruolo delle grandi banche d'affari nei giochi contabili che hanno spinto la Grecia a un passo dal collasso. Un libro anche personale, che vuole narrare la Grecia di questi anni dall'interno, raccontando la cultura e la società di questo Paese, così drammatico nei suoi fenomeni, contraddittorio ed affascinante.
Crescere si può / Francesco Daveri ; intervista a cura di Sergio Levi
Il Mulino, 2012
Abstract: Non sempre le previsioni economiche sono azzeccate: e anche un paese vecchio e ricco come l'Italia può riprendere a crescere. Da quando l'euro e l'Europa sono in crisi, sembra che le vie della crescita stiano finendo. Non è così. È la via fiscale e monetaria alla crescita che si è esaurita. Per dare nuovi orizzonti alla crescita economica, facendo una robusta concorrenza alla Cina senza alzare barriere protezionistiche, bisogna rilanciare un vero mercato transatlantico e completare l'integrazione tra Europa e Stati Uniti.
La cura letale / Mario Seminerio
BUR, 2012
Abstract: L'economia italiana rischia il collasso e attingere a piene mani dalle tasche dei cittadini non è certo la soluzione per uscire dalla crisi. L'ennesima stagione del rigore, inaugurata dal governo Monti sotto la pressione di un'Europa dietro la quale vi sono le ansie e le reticenze della Germania, non è altro che una formula rimasticata, che già in passato si è rivelata inefficace. Oggi può diventare una ricetta sicura per il disastro. Quello di cui l'Italia ha disperatamente bisogno sono imprese libere dalla rete della burocrazia e della corruzione; un sistema di tassazione che premi chi produce e non chi gestisce una rendita; una visione politica coraggiosa, che non si accontenti di traghettarci verso la successiva tornata elettorale, ma sappia mettere in campo riforme autentiche, in grado di affrancare il nostro sistema produttivo dai parassitismi che lo infestano. Mario Seminerio, analista e consulente finanziario, ci svela i retroscena e i meccanismi reali dell'economia. E avverte: il tempo per salvare il Paese sta per scadere.
Mondadori, 2012
Abstract: Con la Rivoluzione francese si afferma per la prima volta il principio dell'uguaglianza tra gli uomini, la pietra angolare su cui ancora oggi si fonda ogni sistema che si voglia definire democratico. La costituzione italiana lo richiama nell'art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. La crisi cominciata nel 2008 è ancora in corso, oltre ad aver minato quasi tutte le nostre certezze in campo economico, sta ridefinendo alcuni diritti fondamentali, in molti casi senza che questo desti attenzione o sollevi un dibattito adeguato nell'opinione pubblica. Il libro di Vittorio Emanuele Parsi - grazie alla profonda conoscenza che l'autore ha della complessa situazione internazionale -ha il merito di analizzare come le oscillazioni dei listini di Borsa, le richieste coercitive dell'Unione Europea, la messa in discussione della sovranità nazionale degli Stati abbiano conseguenze profonde sui diritti individuali, primo fra tutti quello all'uguaglianza tra gli uomini: il diritto che ha tenuto insieme la nostra società fino a oggi.
I libri della tempesta / romanzo di Jorge Molist ; traduzione di Roberta Bovaia
Longanesi, 2013
Abstract: Sulle tracce dei presunti pirati che hanno ucciso suo padre e rapito le donne della sua famiglia, Joan ha una colluttazione con un marinaio, in cui riconosce l'assassino di suo padre e lo uccide. La punizione per quest'omicidio saranno due anni di schiavitù sulla Santa Eulalia, una nave diretta in Italia per difendere i territori spagnoli dai pirati e dai francesi angioini intenzionati a invadere il Meridione. Sulla nave, grazie alla sua esperienza di artificiere, Joan riesce a migliorare la propria condizione, accattivandosi le simpatie degli ufficiali. In questo modo quando la Santa Eulalia sbarca a Napoli, il ragazzo ha una certa libertà di muoversi alla ricerca di Anna, la ragazza che ama e che non ha mai dimenticato. Ma Anna ormai è sposata e il loro incontro clandestino finisce nel sangue: Joan infatti uccide il marito di Anna durante un duello. Respinto dalla ragazza, Joan fugge a Roma, dove può godere dell'appoggio dei Borgia e dove finalmente potrà aprire la sua tanto desiderata libreria e conoscere e stringere amicizia con Niccolò Macchiavelli. Ma la strada verso la promessa che ha fatto a suo padre in punto di morte, quando lui gli disse: Promettimi che sarai libero, è ancora lunga e irta di pericoli...