Trovati 859098 documenti.
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Ponte alle Grazie, 2012
Abstract: Ormai anche i più accesi sostenitori del libero mercato devono fare i conti con un sospetto: che l'odierna crisi del capitalismo, con le enormi contraddizioni sociali che porta con sé, ne mostri limiti irreparabili. Rivolta o barbarie, il nuovo lavoro di Francesco Raparelli, radicalizza quest'interrogativo, smascherando tanto le menzogne prodotte da un trentennio di dittatura neoliberista quanto l'odiosa retorica del sacrificio collettivo propinata da governi tecnici e grandi coalizioni europee: e se la crisi globale, si chiede Raparelli, fosse in realtà l'occasione per il capitalismo di compiere un decisivo salto di qualità nello sfruttamento dell'uomo e della natura? Attraverso una lucida analisi dei dati economici e delle dinamiche sociali, Raparelli mostra il legame tra l'offensiva contro diritti del lavoro, welfare e beni comuni, in corso ovunque in Occidente, e un più vasto progetto di recinzione dell'intera società, giungendo a scorgere i tratti, con Marx, di una nuova accumulazione originaria. Come possiamo scongiurare questa catastrofe? Attraverso una grande coalizione di poveri, che miri a realizzare, come non teme di ribattezzarlo l'autore, il comunismo del XXI secolo. In altre parole, la democrazia di quel 99 per cento di cui si sono definiti parte il movimento Occupy e la rivolta degli indignados. Consapevoli che, come direbbe Brecht, la rivoluzione è la semplicità difficile a farsi. Prefazione di Paolo Virno.
La rivoluzione che viene : come ripartire dopo la fine del capitalismo / David Graeber
Manni, 2012
Abstract: Il capitalismo è oramai al tramonto. Entro un paio di generazioni non esisterà più, perché è impossibile mantenere un ritmo di crescita infinito su un pianeta dalle risorse finite. Eppure, di fronte a questo scenario, la reazione istintiva è di aggrapparsi a ciò che esiste perché non si riesce a concepire un'alternativa che non sia ancora più oppressiva e distruttiva. Ma è l'immaginazione politica ad aver raggiunto un vicolo cieco, oppure è il capitalismo stesso a sistematizzare la depressione, a toglierci scientemente la capacità di pensare un altro futuro? Secondo Graeber, è proprio il potere economico e politico a indurci a credere che non vi siano soluzioni differenti da esso. È un sistema pronto perfino ad autodistruggersi, piuttosto che tentare strade diverse.
Laterza, 2012
Abstract: Con la rivoluzione industriale in Gran Bretagna, una parte della popolazione mondiale ha cominciato a sperimentare una crescita economica straordinaria, che ha portato a un enorme divario di ricchezza e tenore di vita tra l'Occidente industrializzato e il resto del mondo. Questo trend si è invertito dopo la seconda guerra mondiale e ora ci troviamo a metà di un secolo di crescita sempre più rapida dei paesi in via di sviluppo, avviati sulla strada di una nuova convergenza con i paesi avanzati: una tendenza destinata a cambiare volto al pianeta. Michael Spence, Premio Nobel per l'economia, ci spiega quali sono le cause di questa clamorosa evoluzione dei 5 miliardi di esseri umani che vivono nei paesi in via di sviluppo. I tassi di crescita sono eccezionali, e mantenerli a questi ritmi comporta sfide di portata inedita dal punto di vista della governance, del coordinamento internazionale e della sostenibilità ecologica. Le implicazioni per i cittadini dei paesi avanzati sono considerevoli, ma ancora poco conosciute. Spence descrive con chiarezza e audacia qual è la posta in palio per tutti noi e prefigura come si evolverà l'economia globale nei prossimi cinquant.anni. È un libro, questo, che ha acceso un dibattito intenso sulla strada migliore da seguire nel mondo del dopo crisi, ristabilendo l'equilibrio tra interessi economici nazionali e internazionali e tra rimedi a breve termine e sostenibilità a lungo termine.
Ouzo amaro : la tragedia greca dalle olimpiadi al gol di Samaras / Patrizio Nissirio
Roma : Fazi, 2012
One 1 euro
Abstract: La crisi economica della Grecia si è presto tramutata in un terremoto sociale, un sisma che scuote la vita delle famiglie, delle imprese, dell'intera organizzazione della società. Con Oúzo amaro Patrizio Nissirio si avventura nei numeri della crisi ellenica, quelli del debito pubblico, quelli delle richieste della comunità internazionale, della disoccupazione, del PIL in picchiata, raccontando le cause antiche e recenti di questa catastrofe che tuttora rischia di contagiare il resto d'Europa. Da un sistema politico opaco e clientelare che impera da almeno tre decenni alla diffusa corruzione, dall'ambiguità dei paesi stranieri che danno lezioni ad Atene, ma continuano a curare in maniera spesso spregiudicata i propri interessi, al ruolo delle grandi banche d'affari nei giochi contabili che hanno spinto la Grecia a un passo dal collasso. Un libro anche personale, che vuole narrare la Grecia di questi anni dall'interno, raccontando la cultura e la società di questo Paese, così drammatico nei suoi fenomeni, contraddittorio ed affascinante.
Crescere si può / Francesco Daveri ; intervista a cura di Sergio Levi
Il Mulino, 2012
Abstract: Non sempre le previsioni economiche sono azzeccate: e anche un paese vecchio e ricco come l'Italia può riprendere a crescere. Da quando l'euro e l'Europa sono in crisi, sembra che le vie della crescita stiano finendo. Non è così. È la via fiscale e monetaria alla crescita che si è esaurita. Per dare nuovi orizzonti alla crescita economica, facendo una robusta concorrenza alla Cina senza alzare barriere protezionistiche, bisogna rilanciare un vero mercato transatlantico e completare l'integrazione tra Europa e Stati Uniti.
La cura letale / Mario Seminerio
BUR, 2012
Abstract: L'economia italiana rischia il collasso e attingere a piene mani dalle tasche dei cittadini non è certo la soluzione per uscire dalla crisi. L'ennesima stagione del rigore, inaugurata dal governo Monti sotto la pressione di un'Europa dietro la quale vi sono le ansie e le reticenze della Germania, non è altro che una formula rimasticata, che già in passato si è rivelata inefficace. Oggi può diventare una ricetta sicura per il disastro. Quello di cui l'Italia ha disperatamente bisogno sono imprese libere dalla rete della burocrazia e della corruzione; un sistema di tassazione che premi chi produce e non chi gestisce una rendita; una visione politica coraggiosa, che non si accontenti di traghettarci verso la successiva tornata elettorale, ma sappia mettere in campo riforme autentiche, in grado di affrancare il nostro sistema produttivo dai parassitismi che lo infestano. Mario Seminerio, analista e consulente finanziario, ci svela i retroscena e i meccanismi reali dell'economia. E avverte: il tempo per salvare il Paese sta per scadere.
Mondadori, 2012
Abstract: Con la Rivoluzione francese si afferma per la prima volta il principio dell'uguaglianza tra gli uomini, la pietra angolare su cui ancora oggi si fonda ogni sistema che si voglia definire democratico. La costituzione italiana lo richiama nell'art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. La crisi cominciata nel 2008 è ancora in corso, oltre ad aver minato quasi tutte le nostre certezze in campo economico, sta ridefinendo alcuni diritti fondamentali, in molti casi senza che questo desti attenzione o sollevi un dibattito adeguato nell'opinione pubblica. Il libro di Vittorio Emanuele Parsi - grazie alla profonda conoscenza che l'autore ha della complessa situazione internazionale -ha il merito di analizzare come le oscillazioni dei listini di Borsa, le richieste coercitive dell'Unione Europea, la messa in discussione della sovranità nazionale degli Stati abbiano conseguenze profonde sui diritti individuali, primo fra tutti quello all'uguaglianza tra gli uomini: il diritto che ha tenuto insieme la nostra società fino a oggi.
I libri della tempesta / romanzo di Jorge Molist ; traduzione di Roberta Bovaia
Longanesi, 2013
Abstract: Sulle tracce dei presunti pirati che hanno ucciso suo padre e rapito le donne della sua famiglia, Joan ha una colluttazione con un marinaio, in cui riconosce l'assassino di suo padre e lo uccide. La punizione per quest'omicidio saranno due anni di schiavitù sulla Santa Eulalia, una nave diretta in Italia per difendere i territori spagnoli dai pirati e dai francesi angioini intenzionati a invadere il Meridione. Sulla nave, grazie alla sua esperienza di artificiere, Joan riesce a migliorare la propria condizione, accattivandosi le simpatie degli ufficiali. In questo modo quando la Santa Eulalia sbarca a Napoli, il ragazzo ha una certa libertà di muoversi alla ricerca di Anna, la ragazza che ama e che non ha mai dimenticato. Ma Anna ormai è sposata e il loro incontro clandestino finisce nel sangue: Joan infatti uccide il marito di Anna durante un duello. Respinto dalla ragazza, Joan fugge a Roma, dove può godere dell'appoggio dei Borgia e dove finalmente potrà aprire la sua tanto desiderata libreria e conoscere e stringere amicizia con Niccolò Macchiavelli. Ma la strada verso la promessa che ha fatto a suo padre in punto di morte, quando lui gli disse: Promettimi che sarai libero, è ancora lunga e irta di pericoli...
Il Punto d'incontro, 2012
Abstract: Quando la gente non riesce più ad arrivare alla fine del mese, comincia a porsi delle domande e a ridestarsi dai potenti strumenti di distrazione di massa di cui è vittima (la macchina mediatica dello spettacolo, dell'intrattenimento e della disinformazione). Per tale ragione, economisti, politici, capi di stato e persino il Vaticano stanno premendo l'acceleratore sulla presunta necessità di realizzare un Nuovo Ordine Mondiale. Il loro sostegno al progetto di globalizzazione lo dichiarano ormai apertamente nelle interviste, nei talk-show e nei discorsi pubblici, invocandolo come unica soluzione possibile per uscire dalla crisi. L'élite finanziaria vuole agire in fretta e senza ostacoli. Per evitare che la crisi le sfugga di mano usa i mass-media, la borsa, le agenzie di rating e i partiti. La popolazione viene terrorizzata quotidianamente con notizie negative sullo spread e sul rischio di bancarotta dello Stato e viene costretta ad accettare qualsiasi condizione imposta da governi tecnici. Nel frattempo, nessuno spiega la verità sull'origine della crisi: i popoli non hanno mai governato realmente, la loro volontà è stata sempre aggirata, la democrazia rappresentativa è un inganno e il debito pubblico è una colossale truffa nei confronti dei cittadini. Marco Pizzuti elenca una mole impressionante di prove oggettive in grado di demolire ogni dubbio sui veri scopi perseguiti dall'attuale classe politica di tutto il mondo (da Obama a Monti, da Papademos a Draghi ecc.)...
Marcianum Press, 2012
Abstract: La crisi ha portato alla luce un disagio economico che ha colpito e colpisce le piccole imprese e di conseguenza i piccoli imprenditori che, in alcuni casi, trovano nel suicidio l'espressione estrema di reazione alle difficoltà economi-che. Anomia e individualismo sono i fattori che destabilizzano i riferimenti sociali su cui gli imprenditori basavano il proprio operato nel tessuto sociale ed economico. L'autore invita la comunità sociale ed economica a mobilitarsi per offrire iniziative di sostegno agli imprenditori tramite l'aiuto economico e l'ascolto: un sostegno indispensabile che coinvolge le Istituzioni con la creazione anche di fondi antisuicidi.
Il film della crisi : la mutazione del capitalismo / Giorgio Ruffolo, Stefano Sylos Labini
Einaudi, 2012
Abstract: Per affrontare i grandi temi dell'attualità, Giorgio Ruffolo smette i panni del narratore di storie dell'economia per calarsi nel ruolo di critico attento. Trasformando il lettore in spettatore, l'autore de II capitalismo ha i secoli contati decide di affrontare la crisi finanziaria come fosse la sceneggiatura di un film. Individua i protagonisti e gli oppositori, gli interessi e gli ostacoli nel perseguirli, evidenzia i punti di svolta della storia. Cosi facendo, è in grado di osservare con la giusta obiettività concetti e fenomeni, riuscendo sempre a contestualizzarli. Quali sono le cause che hanno portato a questo momento critico? Quando arriveremo ai titoli di coda la risposta sarà chiara: la colpa è dell'inversione del rapporto tra capitale e lavoro e di un forsennato capitalismo finanziario che ha portato a enormi diseguaglianze sociali. Una situazione che non pare poter migliorare, a meno che non si metta fine allo spreco delle risorse del pianeta e ci si impegni per garantire uno stabile e forte equilibrio mondiale.
Mettersi in gioco / Carlo De Benedetti
Einaudi, 2012
Abstract: Mai un intero paradigma produttivo, il nostro, era stato così fortemente messo in discussione come oggi, squassato dallo spostamento dell'asse mondiale della ricchezza. Enormi diseguaglianze e una guerra su scala mondiale per il lavoro ci hanno portato a una situazione peggiore rispetto agli anni Settanta. È doveroso, tuttavia, non arrendersi e cercare strade nuove, avere una capacità di visione. Possiamo farlo se dedicheremo ogni risorsa verso ambiziose opere di ricostruzione del futuro. Come in una partita a scacchi, dovremo poter contare su due buone torri d'attacco, un alfiere attento, e una regina che si svegli dal suo torpore: giovani, imprenditori, opinione pubblica e soprattutto una buona politica. Una visione del mondo e del proprio Paese, in nome di quella che Piero Gobetti chiamava una certa idea dell'Italia.
Democrazia vendesi : dalla crisi economica alla politica delle schede bianche / Loretta Napoleoni
Rizzoli, 2013
Abstract: Ai tempi delle grandi dittature del Novecento in Europa si moriva per la libertà, i diritti umani, la giustizia e la democrazia. Oggi si muore per i debiti. Non è una crisi passeggera, è il capitalismo come lo conosciamo che non funziona più. L'euro ha favorito le economie floride del Nord Europa a scapito di quelle periferiche. E ha innescato una spirale distruttiva che sta travolgendo le democrazie del Sud, dove ormai decisioni come le tasse, le pensioni, gli investimenti in istruzione sono guidate da Bruxelles, non dai singoli governi. Peccato che le misure che vengono imposte, sempre le stesse tagli, austerità, sacrifici - si stanno rivelando pesantemente recessive. E se continua a scivolare nella povertà, presto l'Italia diventerà una colonia del Nord Europa: un Paese sottomesso e in miseria in cui esportare le proprie merci e qualche volta andare in vacanza. Era prevedibile tutto ciò? La risposta è sì, come dimostra Loretta Napoleoni in questo libro appassionato, documentato, denso di scomode verità e incursioni nella Storia. È stato previsto? La risposta è no. Dati alla mano, l'autrice spiega come i governi nazionali e le istituzioni internazionali hanno fallito nel loro compito di proteggere i cittadini e oggi insistono nel loro errore.
Milano : Jaca book, 2013
Di fronte e attraverso ; 1079
Abstract: Ci troviamo nel bel mezzo di una crisi sistemica senza un programma di socializzazione di massa dell'attività produttiva, e in un contesto di accanita competizione internazionale fra poli imperialisti, con uno scontro sempre più duro e frontale fra area del dollaro e area dell'euro-marco. La Germania controlla la sua crescita incentrandola sull'export e necessita del deficit dei paesi europei dell'area mediterranea, i cosiddetti PIGS (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna), inclusa anche la Francia, in quanto l'acquisto da parte del sistema bancario e finanziario tedesco dei titoli del debito pubblico di questi paesi rappresenta una forma di investimento del proprio eccedente accumulato con le esportazioni. In concreto, il surplus della bilancia commerciale tedesca è reso redditizio dall'investimento nel debito dei paesi europei con bilancia commerciale in deficit. Ed è proprio il sistema bancario tedesco che gestisce tale eccedente, compreso quello di altri paesi del Nord Europa. Alla fine, la politica applicata difenderà ovviamente gli interessi dei più forti, in questo caso dei paesi esportatori dell'Europa centrale, rispetto ai deboli paesi europei della periferia mediterranea. In pratica, salvare l'Unione Europea e quindi il modello di export tedesco significa semplicemente distruggere le possibilità autonome e autodeterminate di sviluppo dei paesi europei dell'area mediterranea, lasciando un sempre maggior numero di persone senza protezione, nella miseria...
Sorella crisi : la ricchezza di un welfare povero / Fabio Folgheraiter
Erickson, 2012
Abstract: Ogni crisi, per definizione, denuncia l'insostenibilità di una situazione o di un sistema che pure fino a quel momento ha funzionato. La crisi pone sempre termine a un'agonia e, ridefinendo il corso delle possibilità, genera nuovi sistemi che possono essere senz'altro peggiori, ma anche migliori dei precedenti. Nel campo del lavoro sociale ora che i soldi scarseggiano appare liberatorio comprendere che non di sola moneta vive il welfare. Questo piccolo libro aiuta a riflettere sulle inaspettate opportunità che si dischiudono a fronte dell'acclarata insostenibilità del prestazionismo. Prima ancora, ci mostra la fragilità degli inconsci atteggiamenti salvifici che spesso albergano negli animi degli operatori sociali, dei dirigenti dei servizi e dei policy makers. Un welfare teso a valorizzare le energie umane di tutti i protagonisti coinvolti, anziché a risolvere unilateralmente con le sue costose e a tratti velleitarie tecnicalità - insomma un welfare più povero e umile - ci porterà in dono un'insperata ricchezza di senso e di risultati.
Bluff economy : chi ha giocato d'azzardo con il futuro, chi ha scoperto le carte / Francesco Maggio
Gruppo Abele, 2013
Abstract: Ai costruttori del bene comune. Sono le parole con cui l'autore apre il suo nuovo libro, nel quale racconta la lunga notte dell'economia mondiale. Come e perché è accaduto che, da oltre quattro anni, l'economia mondiale sia caratterizzata da tensioni sociali, bolle borsistiche, mercati impazziti, disuguaglianze stridenti, disoccupazione galoppante che stanno bruciando il futuro di intere generazioni? La sua risposta è semplice: perché il sistema economico su scala mondiale, con tutte le sue ripercussioni, è un bluff. Diversi i modi di speculare, ma l'esito è stato il frutto di un sistema unico che ha giocato d'azzardo con i soldi (e il futuro) di tutti noi. Ma, andando oltre al catastrofismo imperante, è possibile pensare a soluzioni alternative, che riaccendano la luce in fondo a questo tunnel...
Come vincere la guerra di classe / Susan George ; traduzione di Stefano Valenti
Feltrinelli, 2013
Abstract: Dieci esperti che non fanno mistero della loro capacità di determinare le sorti del mondo si riuniscono in una lussuosa villa sul Lago di Lugano. Hanno come missione di redigere un rapporto che deve rimanere segreto. Sono gli stessi a cui, già una decina di anni prima, era stato chiesto di scrivere una relazione sullo stato del mondo ai tempi della contestazione del cosiddetto movimento no global: il Rapporto Lugano. È così che un saggio sulla crisi globale viene travestito da romanzo di fantapolitica. Questa volta la domanda a cui devono rispondere è forse ancora più brutale: Viviamo in un'epoca di ineluttabile crisi, di declino e di definitivo collasso del mondo occidentale così come lo abbiamo conosciuto, o di rinascita di un rinvigorito sistema capitalista? E come possiamo fare per incoraggiare questa rinascita?. La segretezza autorizza gli esperti a parlare con una franchezza totale, ma se si venisse a sapere il loro pensiero, è certo che il mondo reagirebbe con durezza. Per loro, infatti, bisognerebbe farla finita non solo con lo stato sociale ma addirittura con la democrazia. In questo racconto dal sapore paradossale, Susan George presenta una grande mole di dati sulla crisi economica in atto, con un linguaggio chiaro e divulgativo, che convergono tutti verso una soluzione decisamente inquietante. Ma purtroppo nient'affatto fantasiosa.
BUR, 2013
Abstract: Uno strumento per orientarsi nella crisi e andare oltre lo statalismo e la finanziarizzazione che hanno messo in ginocchio l'Italia e frustrato il desiderio di cambiamento e di costruzione della società. Proprio partendo dalla difficoltà della situazione attuale, importanti personalità del mondo culturale e accademico hanno accettato la sfida lanciata dalla Fondazione CEUR e dalla Fondazione per la Sussidiarietà nel corso di una Summer school che ha coinvolto un gruppo qualificato di studenti universitari e di giovani ricercatori: confrontarsi con le ragioni profonde di una delle crisi più gravi che l'Italia e l'Occidente abbiano mai attraversato. Tenendo presente la complessità dei fattori in gioco e cercando di offrire chiavi di lettura in grado di superare le apparenze e i luoghi comuni, gli interventi degli autori sono accomunati dalla stessa consapevolezza: tanto è impossibile un ritorno al passato quanto è urgente mettere in campo un nuovo slancio umano, creativo, religioso, una rigenerazione dell'io, che trovi nella sua esperienza presente le risorse per un compito storico: costruire il futuro. Ed è con la volontà di trovare soluzioni innovative che i contributi di questo volume si intrecciano in una prospettiva multidisciplinare - economica, sociologica, giuridica, politologica - capace di integrare i contributi delle singole discipline e di indicare così le strategie da cui ripartire per uno sviluppo più solido e giusto.
Feltrinelli, 2013
Abstract: La crisi in cui versa il capitalismo democratico tiene tutti col fiato sospeso e provoca un diffuso senso di impotenza. Nel tentativo di affrontare problemi prima inimmaginabili si adottano misure che agiscono come operazioni di emergenza a cuore aperto sul mondo occidentale, eseguite senza una vera conoscenza del decorso della malattia. La situazione è così grave che ci sembra di capire sempre meno che cosa esattamente stia succedendo e in che modo si sia potuti giungere a questo punto. Wolfgang Streeck, nelle sue Adorno-Vorlesungen di Francoforte, va alla radice della presente crisi finanziaria, fiscale ed economica, che interpreta come una fase all'interno della lunga trasformazione neoliberista del capitalismo del dopoguerra, iniziata già negli anni settanta. Facendo riferimento alle teorie critiche formulate a quell'epoca, analizza in che modo sia evoluta la fondamentale tensione tra democrazia e capitalismo nel corso di quarant'anni e quali conflitti ne siano derivati tra stati, governi, elettori e interessi del capitale. Esamina infine la trasformazione del sistema degli stati europei, da stato fiscale fondato sulle imposte, a stato indebitato, a stato basato sul consolidamento, e si interroga su quali siano le possibilità di ripristinare oggi una stabilità economica e sociale. Dal momento che il futuro che attende l'Europa è la concreta implosione del patto sociale che era stato alla base della democrazia capitalistica.
Einaudi, 2013
Abstract: Tutto è irragionevole in ciò che accade nel mondo d'oggi: più di cinque anni di stagnazione, un balzo della disoccupazione e del lavoro precario, il declino del ceto medio, l'esplosione delle disuguaglianze. Ma da dove viene questa irragionevolezza e perché la accettiamo? Questo libro è un invito al viaggio nei territori che abbiamo intravisto durante le crisi che si sono succedute dal 2007-2008: la crisi della teoria economica, la crisi finanziaria mondiale, la crisi bancaria, la crisi europea dei debiti sovrani, e, infine, quella dei nostri sistemi di misura. Con un bilancio insopportabile: noi affrontiamo l'avvenire con gli occhi rivolti al cono di luce che ci giunge dal passato. Non possiamo trovare nulla sotto queste luci, se esse non sono in grado di illuminare il tempo presente. Le nostre teorie economiche falsificate a più riprese dai fatti - e le nostre politiche rivolte a obbiettivi che derivano da esse (stabilità dei prezzi, concorrenza, sostenibilità del debito) non riescono più a rendere conto della realtà né a rispondere ai bisogni della popolazione. Il teorema del lampione è, in egual misura, un appello a dare più peso all'esigenza di legalità senza la quale le nostre democrazie deperiscono, le nostre economie funzionano male e il benessere della popolazione si riduce ai minimi termini.