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Teorie contemporanee della traduzione
Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Questa antologia è interamente dedicata ai contributi degli ultimi decenni, nel corso dei quali si sono verificati alcuni fatti nuovi. Da un lato le ricerche sulla traduzione automatizzata, dall'altro l'infittirsi dei rapporti internazionali, hanno cambiato lo statuto e i problemi della traduzione. Essi non riguardano più solo la versione dei libri sacri o dei testi poetici, ma anche la vita quotidiana. Di qui il fiorire dei cosiddetti Translation Studies, di cui questa antologia dà una essenziale testimonianza. La "svolta" è dovuta al fatto che la riflessione sul tradurre non è più l'attività peculiare – talora occasionale – di artisti, filosofi o biblisti: si sono delineate teorie della traduzione, sono nate scuole universitarie, riviste, convegni. Da Jakobson a Derrida, da Lotman alle ricerche della scuola di Tel Aviv, dalla semiotica alla filosofia e alla teoria della letteratura, ecco uno strumento indispensabile per conoscere lo stato di una teoria della traduzione oggi.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Antonio Bodrero (Barbo Toni Boudrìe) è forse il più grande visionario della poesia dialettale del Novecento. Nella sua opera aleggia un sentimento panico della natura, un animismo cristiano che coglie in ogni minimo fenomeno l'epifania del Dio evangelico, la conferma del suo amore verso le creature. Posseduto dal dono della trasfigurazione, Boudrìe vede attraverso la poesia come tutto nell'universo si allacci e si tenga, in un concatenarsi analogico che fa della poesia un cammino, una draio (sentiero), un segmento visibile nell'infinito devolversi dell'immaginazione umana. E tutto ciò giocando magistralmente con una parola sempre reinventata, potenziata, scavata nelle sue radici antiche. Attraverso la poesia di Boudrìe la lingua della minoranza occitana in Italia ha compiuto un salto epocale: da dialetto disprezzato e destinato all'estinzione a lingua aulica, sublime, vertigine di mistero capace di parlare non solo all'occitano che riscopre la propria identità alienata, ma, nel suo respiro universale, all'umanità intera. Con Boudrìe – come già era avvenuto con Mistral nell'Ottocento – l'antica lingua d'oc dei trovatori esce dal sonno di tanti secoli bui e ritrova prodigiosamente lo splendore delle corti duecentesche.Nel presente volume è raccolta tutta l'opera poetica occitana di Boudrìe, da quella pubblicata dallo stesso autore in volumi o su riviste a quella inedita e giovanile. Essendo egli uno di quei poeti che, per parafrasare Nietzsche, "tra l'altro hanno anche dei pensieri", ogni componimento ha richiesto un vasto apparato di note volte a presentare il suo complesso rapporto con la lingua occitana e a spiegare le sue concezioni filosofiche e teologiche. L'edizione critica dell'opera occitana di Boudrìe è preceduta da un'ampia introduzione sulla sua vita e sulla sua poetica, e seguita dagli apparati critici dedicati alle grafie occitane utilizzate, al glossario dei termini più importanti o più rari, alla bibliografia di e su Boudrìe.
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Nuovi saggi sull'intelletto umano
Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Composti tra il 1703 e il 1704, e pubblicati postumi da R.E. Raspe nel 1765, i Nuovi saggi sullíintelletto umano costituiscono un trattato di filosofia della conoscenza, ma scandito secondo la prospettiva metafisica elaborata dall'"autore del sistema dell'armonia prestabilita", come suona il sottotitolo del volume. Sono redatti in forma di dialogo tra Filalete, seguace di Locke, e Teofilo, portavoce di Leibniz, e i loro capitoli seguono pari passo, a mo' di commentario analitico, quelli del Saggio sullíintelletto umano di Locke. Gli estremi della disputa tra i due filosofi, imperniata per lo più sul tema della teoria della conoscenza in generale, sono riassumibili, da un lato, nell'assioma empirista lockiano, di tradizione aristotelico-tomista, secondo cui nihil est in intellectu quod non fuerit in sensu (niente è nell'intelletto che non sia già stato nella sensibilità), e, dall'altro lato, nella risposta corrosiva e tagliente di Leibniz: excipe: nisi ipse intellectus (a eccezione dell'intelletto stesso). Ma, oltre al confronto con la posizione teorica di Locke, Leibniz fornisce al lettore i fondamenti e i principi del proprio sistema speculativo, tra i quali spiccano: il concetto di monade quale sostanza individuale, inestesa, dotata di attività; la teoria delle piccole percezioni, intese come processi e stati mentali inconsci (teoria che apre la strada alla scoperta dell'inconscio); la lex continui, ovvero la legge della connessione totale del mondo, che non tollera né salti né vuoti; il principium individuationis, basato sul principio metafisico di identità degli indiscernibili; il principio ontologico dell'infinita molteplicità e diversità del reale; la massima secondo cui "il fondo delle cose è ovunque identico".I Nuovi saggi sullíintelletto umano furono pubblicati postumi da R.E. Raspe nel 1765 in G.W. Leibniz, Oeuvres philosophiques latines et franÁoises, Amsterdam-Leipzig. La traduzione è stata condotta sull'edizione critica curata da A. Robinet e H Schepers: G.W. Leibniz, Nouveaux Essais, Akademie Verlag, Berlin 1962, con recezione dei corrigenda acclusi nella ristampa del 1990.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: "Legga la Logica di Lotze". L'invito perentorio di Martin Heidegger a colloquio con un suo allievo, Georg Picht, è forse la miglior esortazione a fare propria quella selva di argomentazioni logiche attraverso le quali il maestro di Messkirch si è "dovuto fare largo". Un'opera, quella di Lotze, che ha riscosso l'ammirazione di Husserl, il quale ne esaltava in specie "la geniale interpretazione della dottrina platonica delle idee", ma anche del 'primo' Heidegger che ne aveva avuto contezza grazie alla pregevole cura e introduzione di Georg Misch (1912), sulla quale è stata condotta la presente traduzione. Misch riproduce la seconda edizione, quella del 1880, che contiene, tra l'altro, la 'nota sul calcolo logico', ovvero un confronto serrato con l'algebra della logica di Georg Boole, ma anche di Jevons e Schröder. La "più difficile" opera di Lotze, per sua stessa ammissione, si staglia come un 'unicum' nella sua produzione e rappresenta una tappa imprescindibile per chi voglia accostarsi a quello snodo del pensiero in cui confluiscono neokantismo, filosofia dei valori, fenomenologia, psicologia fisiologica e descrittiva, nonché proto-esistenzialismo. È stata altresì riscoperta nel dibattito analitico degli anni '80 del secolo scorso, grazie agli interventi di Sluga, Dummett e Gabriel che ne hanno messo in luce la prossimità con la successiva opera di Frege (allievo di Lotze a Göttingen). Sarebbe, ad avviso di Sluga e Gabriel, anticipatrice del cosiddetto 'terzo regno' fregeano, quello dei pensieri. Meno fortunata e meno tradotta del Mikrokosmus, la Logik, prima parte di un System der Philosophie rimasto incompiuto, raccoglie nel I libro le riflessioni della 'piccola logica' del 1843, sostanzialmente immodificata, e vi affianca una 'logica applicata' (II libro) nonché una 'teoria della conoscenza' (III libro) denominata 'metodologia' con un significato del tutto peculiare. La chiusa dell'opera, diventata celebre perché citata da Husserl ne La filosofia come scienza rigorosa, sintetizza da un lato l'istanza di recuperare l'intuizione speculativa a fronte dell'idolatria universale dell'esperienza, e dall'altro auspica per la filosofia tedesca – e per la filosofia tout court – una 'rinascita' "nel tentativo non solo di calcolare bensì di comprendere il corso del mondo".
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Leggere Presenza e immortalità significa immergersi nelle riflessioni di Gabriel Marcel che hanno al centro il mito di Orfeo ed Euridice, vissuto come ricerca indefessa di una presenza perduta. Le pagine del diario scritto durante la Seconda guerra mondiale e quelle dei saggi che lo accompagnano rendono il lettore un viandante che attraversa un mondo straziato, esposto alla tentazione della diserzione e della disperazione assoluta, un mondo svuotato di senso, avvolto dal buio e dalla minaccia della morte. Proprio nella notte, però, l'anima tenta un faticoso percorso verso il chiarore dell'aurora. La filosofia di Marcel non è un pensiero dell'io che costruisce attorno a sé un sistema autoreferenziale, ma è aperta radicalmente all'alterità: essa è per essenza polifonica, come sottolinea il filosofo. La polifonia, connettore del pensiero di Marcel con il teatro e con la musica, designa l'attestazione concreta e drammatica dell'alterità plurale, degli altri, del mio corpo, di me a me stesso. E proprio quest'opera è uno sforzo teso ad affermare che l'io è originato da un noi plurale che sta al suo centro come un appello continuo e una fonte inesauribile di irradiazioni ontologiche e intersoggettive.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: L'Ideologia tedesca è l'opera più misteriosa di Marx ed Engels. Composta tra il 1845 e il 1846 ai fini di una "autochiarificazione" e subito abbandonata alla "critica roditrice dei topi" delle cantine in cui rimase sepolta fino all'anno della pubblicazione (1932), essa rappresenta il luogo della "rottura epistemologica" (Althusser) tra il "primo Marx", umanista e filosofo hegeliano, e il "secondo Marx", scienziato dei modi di produzione. Nell'Ideologia tedesca si colloca, nelle intenzioni dei suoi autori, la "resa dei conti" con la filosofia tradizionale, liquidata impietosamente come santificazione contemplativa dell'esistente, e l'abbozzo di una nuova scienza rivoluzionaria, la "concezione materialistica della storia". In un perenne oscillare tra l'al di qua e l'al di là della filosofia, viene prendendo forma una scienza che, contro ogni tentazione ideologica, non muove dalle illusioni che gli uomini elaborano intorno alla propria esistenza. Al contrario, essa prende le mosse dagli uomini empirici realmente operanti all'interno della produzione materiale e delle costellazioni di potere e di dominio economico e, per questa via, rende anche conto degli echi ideologici del processo di esistenza e di produzione. Di qui, appunto, la necessità di sostituire la critica del "cielo" delle idee filosofiche con la critica della "terra" delle condizioni materiali di esistenza e di produzione. Ne scaturisce una forma di sapere ambigua, enigmaticamente sospesa tra il trascendimento della filosofia e, in maniera del tutto contraddittoria, il permanere saldamente nel quadro di una scienza filosofica in senso hegeliano. Sul piano politico, un simile rovesciamento materialistico di prospettiva implica l'abbandono di ogni conservatorismo conciliante e l'approdo a una visione rivoluzionaria, sporgente sull'avvenire e in perenne contrasto con l'ordine esistente.
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Bompiani, 07/11/2014
Abstract: Verso la fine del III secolo, al tempo di Diocleziano, il filosofo neoplatonico Porfirio scrisse un trattato Contro i Cristiani in cui prendeva di mira la nuova fede con un accurato esame storico, filologico, filosofico e teologico dell'Antico e del Nuovo Testamento. Già nel secolo precedente, al tempo di Marco Aurelio, il medioplatonico Celso aveva scritto un'analoga opera anticristiana, per dimostrare che Gesù Cristo non può essere né il Logos dei filosofi greci né il Messia dei profeti ebrei, una tesi poi confutata da Origene di Alessandria. Porfirio non si limitò a riprendere gli argomenti di Celso, ma si preoccupò di andare oltre e di rispondere a Origene sia sulla possibilità di conciliare la filosofia greca con il cristianesimo, sia sulla correttezza dell'uso ermeneutico dell'allegoria per interpretare le Scritture. L'opera fu proscritta da Costantino poco prima del Concilio di Nicea (325 d.C.), e definitivamente data alla fiamme in ogni sua copia nel 448 d.C. per ordine congiunto di Teodosio II e Valentiniano III, i due nipoti di Teodosio che regnavano rispettivamente sull'Impero d'Oriente e d'Occidente. Se ne persero così le tracce. Nel 1916, il teologo tedesco Adolf von Harnack ne raccolse i frammenti superstiti, attingendo ai Padri della Chiesa che si cimentarono in confutazioni delle tesi porfiriane (in particolare Eusebio di Cesarea, Macario di Magnesia, Girolamo e Agostino), e nei decenni successivi furono scoperti ulteriori frammenti in altri autori e in nuovi papiri, tutti riportati in appendice a questo volume.
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Bompiani, 12/11/2014
Abstract: Pur riconoscendo i limiti di certe pagine di Miller, scrittore che poteva anche essere verboso, egomaniaco, e goliardico, la Jong parte dall'assoluta certezza della grandezza e dell'importanza del suo messaggio spirituale e letterario, e ci mostra angoli spesso ignorati dalla scrittura del maestro. Dall'autrice di "Paura di volare", la biografia di uno degli scrittori più scandalosi di tutti i tempi.
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Bompiani, 12/11/2014
Abstract: Una star di Hollywood è presente al festival del cinema di Venezia. In un'appassionante vicenda d'amore si trova trasportata ai tempi del Mercante di Venezia shakespeariano.
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Bompiani, 12/11/2014
Abstract: Quando l'amore diventa dipendenza, ossessione, schiavitù. Un romanzo che ha molto da dire a tutte le donne, ma anche agli uomini, degli anni Novanta.
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Giunti, 12/11/2014
Abstract: Qual è la storia preferita da ogni lettore?Una storia d'amore, naturalmente, una storia che commuova fino alle lacrime.Amori miei e altri animali non è però una vera e propria storia d'amore, bensì una storia "di amori", quegli amori che sono come pietre miliari lungo il percorso dell'esistenza, dalla prima infanzia alla vecchiaia: gatti e cani, per intenderci, con l'aggiunta di qualche altro animaletto. Così, in una serie di episodi della vita dell'autore, dal lontano passato fino ad oggi, legati alla presenza, a volte discreta a volte invadente, e spesso davvero coinvolgente, di questi insostituibili compagni di viaggio, Paolo Maurensig si racconta in un modo del tutto inedito. Un apprendistato alla vita che avviene passo passo anche attraverso l'avvicendarsi di questi compagni di strada: un gatto birmano, un golden retriever, il micio Felix, Dalmazia la combinaguai e tanti altri simpatici cuccioli. Un libro delicato che offre parecchi spunti di riflessione sul senso dell'esistenza e che ci aiuta a capire come la relazione con gli animali sia ragione di arricchimento. Ed esercizio di rispetto verso tutti gli esseri viventi, umani e non.Un modo particolare di svelarsi e di ripercorrere momenti significativi del passato componendo una speciale autobiografia, tenera, poetica, divertente, affidata ai nostri amici a quattrozampe.
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Giunti, 12/11/2014
Abstract: eDossier è una nuova collana di Art e Dossier. Un artista da leggere, un movimento da conoscere come un racconto, una raccolta di saggi agile, portatile e accessibile. Nel sommario ''La fortuna di Artemisia'', ''Un talento precoce'', ''Firenze, Genova e Venezia'', ''Roma: 1622 - 1630'', ''Tra Napoli e l' Inghilterra''.
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Bompiani, 12/11/2014
Abstract: Brunero il Gatto del Mistero, Bombalurina, il Tiremmolla, Mister Mistofele, Rotella: ecco il catalogo dei gatti più ineffabili effabili effineffabili del mondo. Ciascuno coi suoi tre nomi e un'intera collezione di capricci e di segreti. Le grandi poesie gattesche di T.S. Eliot illustrate da Axel Scheffler in una nuova, preziosa edizione. Con la traduzione di Roberto Sanesi.
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Bompiani, 12/11/2014
Abstract: Nella prima metà del ventesimo secolo, la poesia americana ha travolto la scena letteraria europea con la forza di una rivoluzione in versi, un'irruzione tanto violenta e improvvisa da essere inizialmente trascurata, incompresa, osteggiata.Riscoperta pienamente soltanto nel dopoguerra, questa straordinaria stagione poetica ha entusiasmato e continua a sorprendere lettori e interpreti, fissata nella dimensione eterna del mito. Da Edgar Lee Masters a William Carlos Williams, da Ezra Pound a T.S. Eliot, in questa antologia Roberto Sanesi presenta il meglio della letteratura americana in versi che ha aperto le porte del nostro paese al modernismo: un "paesaggio poetico" di straordinaria ricchezza, che riflette il profilo incerto dell'uomo novecentesco e tenta una sintesi tra progresso e tradizione alla ricerca appassionata di una verità comune. Questa nuova edizione, condotta sulle note autografedi Sanesi alla prima storica edizione del 1958, rinnova un classico della letteratura americana, che rappresenta per la poesia quello che Americana di Vittorini è per la narrativa, veemente manifesto del potere "collettivo" della parola.
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Bompiani, 12/11/2014
Abstract: Norman Malcolm, amico di Wittgenstein, ci narra con grande passione e vivacità la vita del grande pensatore e ci mostra la ricchezza umana, le tensioni, la bizzarria inquietante dell'autore del "Tractatus".
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Bompiani, 12/11/2014
Abstract: Questo libro, il più completo trattato sulla storia coreana mai scritto da un autore occidentale, nasce dalla necessità di avvicinare il lettore alla civiltà di un paese da un lato sempre più in prima linea nello sviluppo industriale e tecnologico globale, dall'altro ancora vittima instabile dei perversi giochi politici che portarono alla sua divisione alla fine degli anni '40 del XX secolo. Partendo dalle stesse mitiche origini della nazione coreana, dal territorio e dalla lingua, l'autore dipinge la grande avventura di un popolo di antica civiltà che, occupando da sempre un posto fondamentale nello scacchiere geopolitica dell'estremo oriente, contribuì considerevolmente alla formazione di quella cultura giapponese oggi nel mondo ben più conosciuta e apprezzata. Per secoli vaso di coccio fra vasi di ferro, la Corea sta ancora pagando per un'intrinseca debolezza e soprattutto per la protervia altrui, che proprio nel XX secolo l'ha portata prima a perdere un'indipendenza fino ad allora sempre difesa con successo e poi all'incommensurabile tragedia della divisione e della guerra fratricida. Questo libro, esaminando dalle sue stesse origini il complicato percorso storico della Corea, finisce anche per spiegarne i malesseri, le contraddizioni e molti altri fenomeni contemporanei ritenuti risibili o semplicemente anacronistici e incomprensibili dall'osservatore occidentale.
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Forme di produzione precapitalistiche
Bompiani, 14/11/2014
Abstract: Le Forme di produzione precapitalistiche costituiscono una parte decisiva dei Grundrisse, ossia dei Lineamenti di critica dell'economia politica composti da Marx, sotto forma di appunti e in vista della stesura del Capitale, tra il 1857 e il 1858. Vero e proprio "testo dentro il testo", esse rappresentano una sorta di interruzione momentanea dell'indagine critica di Marx sul presente del modo di produzione capitalistico e volgono invece lo sguardo al passato dei mondi che lo hanno preceduto e ne hanno preparato l'avvento: i modi di produzione antico, asiatico e feudale, nelle loro specifiche articolazioni e dinamiche. Più precisamente, il nucleo tematico di questo laboratorio intellettuale, che ci permette di seguire Marx mentre elabora il proprio pensiero, è l'analisi della legge generale dello sviluppo storico e del legame reciproco dei diversi modi di produzione che si sono storicamente succeduti. Incentrato su una filosofia della storia stadiale e dialettica, conflittuale e orientata al fine ultimo della "società senza classi", il progetto marxiano poggia su una salda convinzione: non è possibile comprendere pienamente il "funzionamento" del mondo capitalistico senza averne correttamente decifrato la genesi storica e senza essersi affrancati dalle spiegazioni ideologiche, naturalistiche e "robinsoniane" dell'economia politica classica. Non si può fare luce sul presente, insomma, né prefigurarsi le contraddizioni che accompagneranno l'umanità verso il futuro, senza aver preventivamente fatto i conti con il passato.
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Bompiani, 26/11/2014
Abstract: "Il grande paradosso della felicità è che essa è allo stesso tempo indomabile e addomesticabile. Ha a che fare tanto col destino o la fortuna quanto con una componente razionale e volontaria. É questa una delle ragioni per cui non esiste una 'ricetta' della felicità valida per tutti."Frédéric Lenoir
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Bompiani, 19/11/2014
Abstract: Non è l'ennesima biografia di Franco Battiato, non è un libro di musica, tantomeno d'arte.Più che altro è una storia fatta di progetti in salita, di viaggi non sempre prevedibili e altre amenità varie, intraprese da due amici che hanno scelto anche di lavorare insieme su questioni molto pop e altre che non lo sono affatto. È la cronaca, raccontata e disegnata, di quasi una quarantina d'anni di ricerche, tentativi ed esperienze negli ambiti più vari: quelli della musica, della grafica, del teatro, del cinema e di quant'altro fosse al tempo necessario affrontare per trovarsi sempre più spesso coinvolti in un bel viaggio. Quello che conduce alla più personale delle ricerche, quella di se stessi.
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Giunti, 22/10/2014
Abstract: I Morlevent sono tre: un maschio e due femmine. Orfani da poche ore. Hanno giurato di non separarsi mai. Siméon Morlevent, 14 anni. Smilzo per non dire emaciato. Occhi marroni. Segni particolari: superdotato intellettualmente, si accinge a preparare la maturità. Morgane Morlevent, 8 anni. Occhi marroni. Orecchie a sventola. Prima della classe e molto attaccata al fratello. Segni particolari: gli adulti si dimenticano empre di lei. Sempre. Venise Morlevent, 5 anni. Occhi blu, capelli biondi, uno zuccherino. La bambina che tutti sognano. Segni particolari: fa vivere delle torride storie d'amore alle sue Barbie. I tre Morlevent non hanno nessuna intenzione di affidare il loro futuro alla prima assistente sociale che passa. Il loro obiettivo è lasciare l'orfanotrofio dove sono stati parcheggiati e trovare una famiglia. Al momento, solo due persone potrebbero accettare di adottarli. Per delle ottime ragioni. Per delle tremende ragioni. Una delle due non brilla per simpatia, l'altro è un irresponsabile e... ah, in più si detestano.