Trovati 265 documenti.
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Roma : Viella, 2019
I libri di ViellaArte
Abstract: Celebre per gli affreschi tardogotici della sua sala di rappresentanza, il castello della Manta (bene FAI - Fondo Ambiente Italiano oggi in provincia di Cuneo) fu teatro di vicende culturali assai più articolate, sviluppatesi dal XV secolo sino alle soglie del Novecento. Il volume ricostruisce l'intreccio degli episodi figurativi e letterari sorti intorno alla dimora, portando alla luce i processi di autorappresentazione e costruzione della memoria familiare che ne guidarono la realizzazione. Il quadro che emerge ha al suo centro le successive generazioni dei signori del luogo, i Saluzzo della Manta, e l'evoluzione delle loro iniziative culturali in parallelo al contesto politico, in un confronto costante con il regno di Francia e il ducato di Savoia.
Il ciclo dei Mesi di Torre Aquila a Trento / Enrico Castelnuovo ; [a cura di Ezio Chini]
Trento : Provincia autonoma di Trento. Servizio beni culturali. Museo provinciale d' arte, 1987
Gli affreschi quattrocenteschi del castello di Masnago / Liana Castelfranchi Vegas
Milano : Bramante, 1967
Busto Arsizio : Nomos, 2022
Saggi
Abstract: Il libro presenta un'inedita lettura di un piccolo ciclo di affreschi che un pittore poco conosciuto, Alessandro Gorla da Bellinzona, dedica alla vita di san Carlo Borromeo, in territorio ticinese, intorno al 1620, nella austera e maestosa chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Biasca, prezioso gioiello di arte romanica all'ingresso della Val di Blenio. Giovanni Basso, vicario in San Pietro di Biasca, è il committente e le sue precise disposizioni iconografiche sono state tradotte in immagini da Alessandro Gorla. Certamente il rapporto tra il sacerdote committente, che nutriva affetto e gratitudine profondi per Carlo Borromeo, suo protettore, e il pittore deve essere stato stretto e determinante nella definizione del progetto iconografico. Con un'inedita campagna fotografica realizzata ad hoc degli affreschi di notevole valore artistico, ancora poco studiati e pubblicati. E con un saggio di Filippo Maria Ferro.
Gli affreschi della Chiesa di Sopocani / testo di Andre Grabar e Tania Velmans
Milano : Fabbri ; Ginevra : Skira, 1965
L'arte racconta ; 37
Como : ElleCi Studio, [2001]
Vicende degli affreschi di Cesare Ligari nel palazzo Malacrida di Morbegno / Laura Meli Bassi
Sondrio : Tipografia Bettini, 1972
L'Eneide figurata di palazzo Besta a Teglio / Valentina Dell'Orto
Milano : Scalpendi, 2021
Abstract: Il volume analizza, nella molteplicità degli aspetti, le Storie dell'Eneide realizzate nel cortile della residenza, specchio della cultura umanistica che animava la corte di Azzo II e di Agnese Besta, committenti dell'impresa pittorica. Nessuno degli ambienti interni eguaglia l'intensità espressiva di questo spazio, fulcro delle ristrutturazioni rinascimentali e baricentro dell'intero palazzo. Il cortile affrescato di palazzo Besta a Teglio è come una quinta teatrale dipinta, che sembra delineare lo spazio di una rappresentazione scenica, un luogo in cui gli artisti hanno espresso all'aperto le loro storie, le fantasie e le invenzioni, alla stregua di una gigantesca quadreria in continua esposizione.
Milano : Jaca book, copyr. 1998
Gli affreschi restaurati del castello di Vertemate / Roberto Rivolta ... [et al.]
[Vertemate con Minoprio] : Libera Mente Associazione culturale, 2015
Einaudi, 2016
Abstract: «Fino al XII secolo al centro della meditazione del cristiano era stato il Giudizio universale, oltre il quale si sarebbero schiuse la gioia o, più probabilmente, la dannazione eterne. Con il definitivo imporsi però, a partire dall'inizio del XIII secolo, della fede nel purgatorio e dunque con lo sbiadire dell'ossessione di finire all'inferno, la morte non fu più percepita come varco verso un temibile aldilà ma piuttosto come conclusione dell'esperienza terrena. In quanto espressione impersonale di una legge che domina ogni essere vivente, la Morte, non i morti che risorgono dalle tombe o che si avviano in lunga fila ad ascoltare il verdetto di Cristo giudice, divenne una figura simbolica, rappresentata dallo scheletro che evoca la sorte di tutti.» Perché, verso la fine del Trecento, la Chiesa accolse in affreschi e miniature i temi macabri? Svolgono argomenti che in sé non hanno nulla di cristiano, dato che al fedele dovrebbe interessare la sorte dell'anima e non quella del corpo. La spiegazione offerta in "Senza misericordia" collega tale novità, sorprendentemente, alla nascita, all'incirca verso l'inizio del Duecento, del purgatorio. A Clusone, sulla facciata dell'Oratorio dei Disciplini, si dispiega una vera e propria antologia di temi macabri, rara per la sua completezza e di immediata comunicazione visiva: l'"Incontro dei tre vivi e dei tre morti", il "Trionfo della Morte", la "Danza macabra", dipinti nel 1485 da Giacomo Busca. Il libro, partendo da una nuova campagna fotografica dei coloratissimi affreschi, individua sia personaggi fino ad oggi rimasti senza nome, sia personaggi la cui esatta tipizzazione era sfuggita. Senza misericordia gli scheletri che, ben aggiornati, adoperano anche la polvere da sparo, senza misericordia i chiusi e laboriosi componenti della società che si rappresenta nel dipinto: assenti le donne, non c'è posto per i vecchi, per i poveri, per i malati, per i bambini. Il nome del pittore dello straordinario manifesto è finalmente individuato in modo più sicuro, ricostruito con serrati confronti nella sua personalità artistica. Infine una sorridente e puntuale ricerca documenta la fortuna degli affreschi, con le incomprensioni e i fraintendimenti dei primi «scopritori» ottocenteschi.
La cappella dei Re Magi in Appiano Gentile / / Silvia Bottinelli, Antonia Induni
Appiano Gentile : Comune di Appiano Gentile, Assessorato alla cultura, 2002
Il Mulino, 2019
Abstract: Nel Medioevo il diritto all'immagine appartiene soprattutto ai protagonisti del mondo religioso, della Chiesa come delle Sacre Scritture, o a grandi personaggi laici e famosi. Con gli affreschi di Palazzo Pubblico a Siena Ambrogio Lorenzetti ci propone una straordinaria novità, rappresentando gente comune, senza storia. Ad essa per la prima volta è affidato il compito di illustrare la ridente vita in città e in campagna assicurata dall'ottimo governo dei Nove. Non importa che la realtà, ben diversa, fosse fatta di carestie, rivolte, corruzione. Nella prestigiosa Sala dei Nove i cittadini e i contadini senesi del tempo - siamo intorno al 1338 - vedono raffigurata una città orgogliosa dei suoi splendidi palazzi, una lieta e fertile campagna dove vecchi e giovani, donne e bambini, e poi artigiani, mercanti, nobili e intellettuali, contadini e pastori sono partecipi di una convivenza operosa e felice. È il trionfo del Bene Comune, e della guida illuminata dei governanti cittadini. Dove invece ognuno tende al bene proprio ecco infuriare un corteo nefasto: anarchia, violenza, distruzione, soprusi, guerra. Un capitolo vivo di storia medievale, ma non solo: additando il pericolo della Tirannide e le sue conseguenze, questo grande manifesto politico ha parlato a tutte le epoche, e oggi parla a noi con voce particolarmente forte.
Il '300 a Como : gli affreschi del monastero di S. Margherita
[Como] : Musei civici, 1989
La regalità di Cristo : : pitture murali in Sant'Abbondio a Como / / a cura di Carla Travi
Milano : Skira, 2011
Sant'Abbondio di Como : gli affreschi trecenteschi ... / Gerardo Monizza
Como : Nodolibri, 2019
Lariana ; 5
Eros e Controriforma : preistoria della galleria Farnese / Roberto Zapperi
Torino : Bollati Boringhieri, 1994
Modena : Panini, 2003
Mirabilia Italiae. Guide ; 2