Trovati 1295 documenti.
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Viaggi in Africa / Elena di Francia duchessa d'Aosta
Fratelli Treves, 1913
Splendori ed orrori dell'India : in crociera con la Lega navale italiana / Pietro Gerardo Jansen
Gorlini, [1930]
4. ed. riveduta dall'autore
Fratelli Treves, 1885
Viaggi : Una gita nell'Eritrea, Ricordi dell'Italia irredenta / Pier Lodovico Occhini
Lapi, 1908
Itinerario in Etiopia (1885) / Cesare Nerazzini
Presso la Società Geografica Italiana, 1890
Il continente nero : note di viaggio / Augusto Franzoj
Roux e Favale, 1885
Il segreto dell'Africa equatoriale / Carlo Baragiola
Arte e storia, 1933
Nel paese degli uomini nudi / Mario Appelius
Alpes, 1928
Nel Fezzan : note e impressioni di viaggio / Corrado Zoli
Alfieri & Lacroix, 1926
Torino : Bollati Boringhieri, 1991
Ediciclo, 2012
Abstract: Il treno è verde, con un cartello in caratteri cirillici e cinesi che riporta la città di partenza, Mosca, e quella di arrivo, Pechino. In mezzo, c'è un mondo selvaggio, quelle regioni estreme raccontate da esploratori e pionieri, territori vasti ed enigmatici, sul filo del sogno. Il treno è un ponte lunghissimo che attraversa la taiga siberiana, le steppe mongole, il deserto del Gobi, superando il remoto confine tra le regioni di Gengis Khan e il paese più popoloso del mondo, la Cina. Passando da una civiltà pressoché immutata nei secoli a una dimensione avveniristica e tecnologica. Il treno è una casa in movimento, che ospita passeggeri stravaganti e ombre del passato. Mauro Buffa ci racconta questo insolito viaggio in treno (più la digressione in Mongolia, sceso dal convoglio) in cui ha incontrato russi post sovietici, babuske infreddolite, pastori nomadi maestri dell'essenzialità; ha brindato con la vodka insieme agli occasionali compagni di scompartimento, ha trovato ospitalità nelle gher, mangiando carne di montone e bevendo tè salato, lasciandosi incantare dagli spazi infiniti ancora non contaminati dall'uomo.
Verso la cuna del mondo : lettere dall'India / Guido Gozzano ; a cura di Roberto Carnero
[Milano : Bompiani], 2008
Abstract: Tra il febbraio e l'aprile del 1912 Gozzano compie un viaggio in India, che lo porterà a visitare la città di Bombay e l'isola di Ceylon. Un itinerario modesto, ma un'esperienza centrale nella non lunga vita dello scrittore piemontese. La decisione di partire è dettata innanzitutto da motivi terapeutici (guarire dalla tubercolosi), ma il pellegrinaggio di Gozzano alla culla del mondo diventa un fatto cruciale su cui si catalizzano le sue rappresentazioni sull'Oriente, prima, in prospettiva e in attesa, e poi, con il ricordo e la trasfigurazione letteraria. II viaggio in India finisce così con il riverberarsi su tutta la produzione gozzaniana, all'interno della quale Verso la cuna del mondo appare pertanto come un testo fondamentale.
L'O di Roma : in tondo e senza fermarsi mai / Tommaso Giartosio
Roma ; Bari : Laterza, 2012
Abstract: Roma è una città ad anelli: le diverse cerchie di mura; la circolare, che è una staffetta di tram; la tangenziale, che non ha il coraggio di fare tutto il giro e dopo un semicerchio si sfibra in un'infilata di viali; l'anello ferroviario; la linea difensiva formata dai quindici forti ottocenteschi; il Grande raccordo. Ma nessuno è un tondo perfetto come l'O di Roma: un cerchio tracciato puntando l'ago del compasso al centro della città e la punta della matita sul punto esatto della propria casa. Un cammino da seguire a qualunque costo, accompagnato solo da una pallina di gomma, procedendo sempre in senso orario. Una linea che scava e scavalca palazzi e giardini ma anche ville e musei, caserme e teatri, discariche e biblioteche, campi da calcio e conventi, cantieri e ministeri, cimiteri e cinema, studi pischiatrici e aule scolastiche, binari e tunnel e due fiumi. Ciò che si trova esattamente su questa linea - che sia un sepolcro sconosciuto, un precipizio da lasciarci la pelle, la Pietà di Michelangelo, la gabbia delle tigri allo zoo, la Biblioteca nazionale, un giardino zen, o il tetto più alto di Roma - deve venire attraversato. La O diventa così un cerchio magico che si anima di presenze antiche e moderne. Accanto a Rilke, Borges e Leopardi troviamo seminaristi scettici e suore anarchiche, poliziotte sospettose e carabinieri incantevoli, receptionist ignare e segretari filosofi, geometri appassionati e operai noir: tutta una città inattesa perché colta alla sprovvista...
La città del diavolo / Maksim Gor'kij ; introduzione di Vittorio Strada
Macerata : Liberilibri, copyr. 1997
Milano : L'Ippocampo, 2010
Abstract: I tetti di Parigi affascinano da sempre: fanno parte dell'immaginario comune, ma in fondo nessuno li conosce veramente. Per dipingerli, Fabrice moireau ha suonato alle porte, ha fatto finta di abitare nell'edificio, si è inerpicato a caso qua e là, lo sguardo in bilico e la vertigine in agguato. il suo intento? Mostrare sotto un'altra luce i monumenti celebri, i luoghi pubblici e anche gli angoli meno conosciuti della città. Introdurre visioni e scorci inediti.
Fusi orari, 2007
Abstract: Delisle ha lavorato tre mesi in Cina, a Shenzhen, in una zona di grande sviluppo economico, e l'ha osservata nel suo momento di cambiamento più estremo, tra avanzi di campagna, infrastrutture decadenti, migliaia di cantieri e scintillanti grattacieli. Dopo Pyongyang dello stesso autore, un nuovo reportage a fumetti dalla Cina.
Il fiume scomparso / Cino Boccazzi
Milano : SugarCo, stampa 1974
Rezzato : Magalini, copyr. 1988
Appia / Paolo Rumiz ; con Riccardo Carnovalini, cercatore di vie
Feltrinelli, 2016
Abstract: Paolo Rumiz ha percorso a piedi, con un manipolo di amici, il tracciato di una grande via romana: l'Appia. Lo ha fatto spesso cavando dal silenzio della Storia segmenti cancellati, lo ha fatto ascoltando le voci del passato, lo ha fatto destando la fantasia degli increduli incontrati lungo il viaggio. E ora ci chiama come un pifferaio magico a seguirlo con le nostre gambe e la nostra immaginazione lungo la via Appia - il nostro giubileo, la nostra Santiago di Compostela. Da Orazio ad Antonio Cederna (appassionato difensore dell'Appia dalle speculazioni edilizie), da Spartaco a Federico II, prende corpo una galleria di personaggi memorabili, mentre si costeggiano agrumeti e mandorleti, si incontrano le tracce di arabi e normanni e ci si interroga sui misteri della viabilità italiana, sull'incomprensibile abbandono dei luoghi della memoria. E intanto le donne vestite di nero, i muretti a secco, la musicalità della lingua anticipano l'ingresso nell'Oriente. Al racconto di Rumiz fanno da contrappunto le mappe disegnate da Riccardo Carnovalini, che rielabora e mette a punto le tracce del percorso: un contributo prezioso e uno strumento utilissimo - considerata l'assenza di segnaletica - per chi volesse seguire le orme di Rumiz e dei suoi compagni di viaggio.