Trovati 518 documenti.
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Milano : Lupetti, [2009]
Linguaggi virali ; 5
Abstract: È difficile oggi classificare e dare una definizione univoca di cosa è moda. A livello progettuale, il sistema prodotto-moda racchiude in sé stimoli di energia vitale in grado di determinare una nuova relazione con se stessi e con il mondo esterno; la motivazione che porta il consumatore a un investimento in prodotti moda deve essere straordinaria, non tanto per il contenuto quanto per l'esperienza. Gli autori mettono a fuoco il valore progettuale del textile e del fashion design, settori economicamente strategici per il made in Italy. Pensato per studenti ed esperti del settore, nella prima parte il testo mette in evidenza l'evoluzione della ricerca tessile, la progettazione e la realizzazione del tessuto tramite il telaio, l'innovazione tecnologica apportata dall'ingegneria tessile. Nella seconda parte la ricerca tratta l'evoluzione della storia della moda di cui sono evidenziati i momenti progettuali più rilevanti diventati oggi delle permanenze di stile nel tempo. Il testo è completato da due saggi; il primo, tratta l'importanza dell'archivio storico aziendale come fondamentale luogo della ricerca scientifica; il secondo pone l'accento su come sia importante il corpo, protagonista della progettazione nel settore della moda. Infine il caso studio, Stone Island, marchio 100% italiano, crogiuolo di conoscenze design driven.
70's style / Dominic Lutyens & Kirsty Hislo ; [traduzione dall'inglese di Maurizio Migliaccio]
Novara : De Agostini, 2010
Abstract: Un tempo snobbati come il decennio delle lampade psichedeliche e delle vasche da bagno verde pisello, gli anni 70 stanno ora vivendo uno straordinario momento di gloria e di popolarità. Alla ricerca di elementi di tendenza in tutti i campi, gli appassionati stanno riscoprendo lo spirito di un'epoca. Dall'esuberante stile nell'arredamento alle copertine degli album di esponenti della new wave (come i B-52s), o del glam rock (come David Bowie), gli autori hanno abbracciato nella sua totalità il senso estetico di quel decennio. Frutto di una meticolosa ricerca, 70's Style è illustrato da oltre 400 immagini sensazionali che ripropongono miti, mode, icone e modelli di un periodo ricco di fermenti e novità.
London : Victoria & Albert Museum, 1992
London : Victoria & Albert Museum, 1992
Londra : V&A, 2012
Abstract: This landmark book celebrates the best of British design, documenting the transformation and impact of designers' work over the years between the post-war 'Austerity Games' of 1948 and the 2012 Olympics. As well as essays by leading curators and commentators, British Design incorporates pieces by key practitioners (including Peter Saville, Barbara Hulanicki, Paul Smith and Tom Dixon) to build a comprehensive survey of over 350 of the finest examples of fashion and textiles, furniture, ceramics and glass, theatre design, graphics, photography, architecture, fine art and sculpture from this period. In addition to discussing works commissioned for official purposes, including the coronation of Queen Elizabeth II and the Festival of Britain, the book highlights the globally influential, and very British, counter-culture, from the sixties boutiques of Mary Quant and Ossie Clark through to the club cultures of Punk, the New Romantics and Rave.
LUISS University Press, 2021
Abstract: Nel panorama internazionale del design le imprese italiane rappresentano da oltre mezzo secolo un'eccellenza globalmente riconosciuta, tanto dal mercato, quanto dal mondo della cultura e della progettazione. Lo testimonia il numero di prodotti delle nostre aziende esposti nelle collezioni permanenti dei principali musei di design e arte applicata del mondo. Lo conferma lo straordinario successo di una manifestazione come il Salone del Mobile di Milano, diventata negli anni il punto di riferimento indiscusso della comunità internazionale del settore. Lo ricordano i numeri dell'economia, che descrivono un'industria capace di competere con i colossi tedeschi, americani e cinesi grazie alle armi vincenti della qualità e dell'innovazione, caratteristiche che hanno reso le nostre aziende grandi ben oltre le loro dimensioni. Qualità e innovazione sono il fil rouge lungo il quale si sviluppano le dieci storie di design Made in Italy contenute in questo volume. Attraverso il racconto di progetti, aspirazioni, speranze e strategie imprenditoriali di eccellenze tutte italiane come Alessi, Artemide, B&B Italia, Caimi Brevetti, Cassina, Driade, Gufram, Kartell, Molteni&C e Zanotta, Giovanna Mancini mostra come dietro queste storie di successo ci sia sempre un elemento comune: l'attitudine a sperimentare e investire nella ricerca per proiettare la tradizione manifatturiera italiana nel futuro.
Atlante del design italiano 1940-1980 / / Alfonso Grassi, Anty Pansera
Milano : Fabbri, 1980
Giugiaro desig / [testi di Giorgetto Giugiaro]
Monalieri : Italdesign Giugiaro, c2005
Museo del design italiano : : guida
Milano : Electa, 2019
Abstract: La guida si apre con ventotto testimonianze di alcuni degli autori delle opere in Collezione. La peculiarità delle interviste è che sono state tutte raccolte al telefono, prendendo spunto dall'affermazione di Vico Magistretti: A me piace il concept design, quello che è talmente chiaro che puoi anche non disegnarlo. Molti dei miei progetti li ho trasmessi al telefono. Da questo deriva il tono spesso colloquiale, spontaneo e in presa diretta dei testi. Segue il regesto delle opere esposte presso il Museo del Design italiano di Triennale, ordinate cronologicamente. Quarantadue opere del regesto sono state selezionate per essere accompagnate da un breve testo di approfondimento su concept, storia e materiali.
La Jolla : La Jolla Museum of Contemporary Art, c1982
Lassù tra gli dei : ritratti di personaggi illustri del design e della cultura / Enrico Baleri
Milano : 24 Ore cultura, 2021
Abstract: La morte di un maestro è un'occasione per distillare i suoi insegnamenti e il suo pensiero, il primo passo per tramandarlo ai posteri. Con questo spirito Enrico Baleri scrive le sue Perline, brevi racconti dedicati a grandi figure del design e della cultura che ci hanno lasciato, e talvolta a progetti, enti o istituzioni. Storie vissute in prima persona, dal un punto di vista privilegiato di chi quella storia l'ha vissuta e vuole condividerla con il lettore regalandogli l'illusione di esserne protagonista con lui. Seguite da un pubblico di appassionati su Facebook, queste storie prendono ora la forma di un libro, accompagnate da una prefazione dell'autore. Con uno stile chiaro, talvolta ironico, e sempre modulato sul personaggio che si vuole raccontare, Baleri ci consegna dei piccoli tesori, che insieme vanno a scrivere un pezzo importante della storia italiana.
Gli anni del design italiano : ritratto di Cesare Cassina / Pier Carlo Santini
Milano : Electa, c1981
Milano : Angeli, 1990
Ricerche di tecnologia dell'architettura ; 38
Una bellezza critica : (nelle) teorie, poetiche e pratiche del design italiano / Giuseppe Lotti
Milano : Angeli, 2022
Serie di architettura e design ; 119
Abstract: L'idea alla base di Una bellezza critica è che una caratteristica del design italiano è da sempre stata la volontà di prendere posizione, di farsi strumento di intervento nella società e, seppur con i limiti della professione, di provare a cambiarla. Ciò senza perdere di vista l'estetica, la qualità formale, la bellezza del prodotto. Questo atteggiamento è di certo una tra le principali forze del design italiano. In un tale scenario il designer ha svolto, di fatto, la funzione di un intellettuale che, attraverso un approccio critico alla realtà, propone modelli alternativi, spesso criticando i compagni di strada. Resta da capire se tutto ciò sia oggi ancora valido e, dunque, se tale attitudine di farsi volutamente attore della trasformazione sociale, mantenendo la dignità estetica del prodotto, rimanga ancora una specificità del contributo italiano al design. La debolezza di pensiero, figlia della Postmodernità, una concentrazione sugli aspetti di natura metodologico-tecnica e una ricerca di più stretto collegamento con i sistemi produttivi locali, con l'obiettivo, corretto, di avere ricadute in termini di competitività, hanno, in parte, condotto il dibattito su altre problematiche. Da qui un dubbio: che alcune delle attuali difficoltà del design italiano siano parzialmente legate proprio a questo allontanamento dal tradizionale approccio critico. E, dunque, pur nella specificità del momento, un auspicio a riprendere la strada interrotta.
[Bologna] : Ottagono ; Firenze ; Milano : Giunti, 2010
Abstract: A partire dalla seconda metà del Novecento il design italiano si colloca ai vertici della creatività internazionale, ottenendo riconoscimenti e diffusione che nessuna altra disciplina artistica del nostro paese ha raggiunto. Designer e imprenditori, ma soprattutto gli oggetti prodotti dalla creatività italiana hanno conquistato le case di tutto il mondo. Un successo determinato da tre elementi fondamentali: funzionalità, gusto, cura dei materiali. Una produzione trasversale ai diversi settori merceologici: un.impostazione originale del modo di progettare che ha investito non solo la produzione di mobili, ma anche e soprattutto quella di complementi di arredo, oggettistica, elettrodomestici, moda, auto, elettronica, packaging, sport, editoria, nautica, fino alle tecnologie più recenti e di confine, come quella dei tessuti, delle innovazioni degli ambienti di lavoro del trasporto collettivo, dell.arredo urbano, dei luoghi della distribuzione e del design medicale.
Milano : Charta, copyr. 2003
Abstract: Un'indagine sulle origini del design italiano attraverso quei prototipi artigianali degli anni Trenta e Quaranta che prefigurano una futura produzione di serie, anche se sono ancora lontani dal delineare un modello di produzione di oggetti di qualità per un'utenza il più possibile vasta e per un effettivo consumo di massa.
Capolavori del design italiano / [testi di Design.doc]
White Star, 2011
Abstract: Da sempre il made in Italy è sinonimo di qualità e stile. Tali peculiarità del design italiano sono evidenti nel volume che ne racconta la storia attraverso l'opera dei suoi progettisti. Con l'eccezione dei maestri del car-design, che non vengono trattati in questo volume, per ogni periodo storico sono presentati i designer di riferimento in schede che riportano una sintesi dell'approccio progettuale e una selezione dei prodotti più significativi, ormai considerati vere e proprie icone del design contemporaneo. Prendendo avvio dagli oggetti di arredo del Movimento Moderno e dalla famosa macchina da scrivere Lettera 22 di Marcello Nizzoli, il volume si sofferma su alcuni progetti dei grandi mastri del design italiano, come Achille Castiglioni, Joe Colombo, Vico Magistretti, Bruno Munari, Ettore Sottsass, Marco Zanuso. Vengono inoltre presi in esame quei laboratori e studi che, aderendo al movimento radicai design degli anni Settanta, proponevano progetti di contestazione e di rottura. Un intero capitolo è dedicato ai protagonisti del design industriale italiano contemporaneo, capaci di leggere le tendenze e di tradurle in oggetti, creando così il nuovo gusto italiano che verrà esportato nel mondo. Ed è con un riferimento internazionale che si chiude il volume, proponendo l'esempio di alcuni designer stranieri che proprio in Italia sono riusciti a portare al successo le proprie idee.
Milano : Angeli, c2011
Casi di comunicazione ; 7
Abstract: A chiusura della prima decade del nuovo millennio, trasformata a livello internazionale dai grandi e, per molti versi, sconvolgenti avvenimenti economici, sociali e politici, come si muove la comunicazione dei prodotti di design? Con quali nuovi linguaggi può affrontare i palcoscenici delle nostre vite così mutevoli, legate a un presente transitorio e in continua evoluzione? E in tutto questo, a proposito di oggetti di design, ha ancora senso parlare di forma e funzione senza cedere il passo agli aspetti emozionali, che spesso noi tutti cerchiamo per il quoziente di complicità rassicurante, di riconoscibilità contenuti nel loro storico bagaglio emotivo? Considerazioni semantiche che diventano sostanza per la comunicazione del settore che non può permettersi di sedersi sugli allori, o di mischiare le carte con discorsi fuori tema o fuori target. Bisogna trovare le strategie e le parole giuste per raccontare i valori dei brand più specifici del made in Italy, dove il nostro design rappresenta ancora una voce di indubbio valore, in funzione dell'alto tasso di creatività che non si può simulare o riprodurre. Solo i brand più forti riescono a competere sui mercati internazionali, perché sono espressione di grande coerenza nella loro storia, tra prodotto innovativo e ricerca, persone e comunicazione. Noi tutti, ormai, in veste di pubblico abbiamo traslocato nella condizione di protagonisti del nostro tempo, attori sul palcoscenico delle nostre vite, artefici consapevoli delle scelte di consumo.
Design una storia italiana : Meet design
[Milano] : RCS : Skira, [2011]
Abstract: Meet Design è un tentativo, riuscito, di raccontare l'Italia attraverso l'evoluzione degli oggetti che danno vita alle nostre giornate.Una modalità espressiva che coglie le linee nascoste dell'architettura d'interni, scopre il sistema nervoso della creatività. E ne riproduce, in sintesi perfetta, qualità e tendenze. Un racconto che segnala due variabili di fondo, sulle quali vale la pena di soffermarsi. Il design italiano, da Gio Ponti in poi, ha sposato l'industria in un connubio ideale che altre forme d'arte e d'ingegno non hanno saputo fare. In questo senso il primato italiano rimane intatto: una sorta di brevetto universale, mai depositato, eppure riconosciuto in tutto il mondo. Altri settori industriali e altre scuole creative dovrebbero meditare su questa singolare eccezione del Made in Italy, una serendipity tutta italica che una volta tanto smentisce l'adagio sulla incapacità di fare sistema, sulla tenace resistenza a lavorare insieme, sulla genetica predisposizione all'esibizione individuale, rifiutando contaminazioni e impollinazioni culturali. La seconda considerazione, bene esposta nello scritto introduttivo al catalogo della mostra del curatore Marco Romanelli, segnala nello stesso tempo una intelligenza tattica e una debolezza strategica. La metafora del fiume del design è suggestiva perché gli emissari del bacino dei grandi maestri, pur venendo da tutto il mondo, hanno in massima parte bagnato territori italiani. Il nostro design ha esportato oggetti e modelli di vita italiani in tutto il mondo, accogliendo, come le signorie cinquecentesche, talenti da tutto il mondo; quelli, tanto per intenderci, che non riusciamo ad attrarre in altri campi, in discipline nelle quali si consumano amaramente le nostre speranze di crescita economica e non solo. La debolezza strategica - e qui il riferimento all'Italia ricca e litigiosa del Cinquecento è quanto mai appropriato - è nella capacità di reggere la globalizzazione del mercato con ridotte dimensioni industriali e scarsa capitalizzazione. Ma questo è un discorso che esce dal seminato della nostra mostra, del nostro evento. Presi dall'ansia di definire tutto, per poi spesso rifugiarsi nelle eccezioni, anche questa iniziativa si pone il problema di come parlare del design. La scelta del verbo meer, incontrare, è quanto mai felice. Il design favorisce l'incontro degli individui nella bellezza intima di uno spazio ritagliato su misura, accompagna ciascuno di noi nel lavoro e nella famiglia. Ogni ambiente è un proscenio, e noi tutti diventiamo attori di una commedia, la vita, non sempre leggera. Il design le da un tocco di grazia. Quello italiano di grande qualità è una sorta di personal design che mette al centro di tutto la persona. Vivere nel bello non da la felicita, ma forse un po' di buonumore in fondo ce lo assicura.