Trovati 653 documenti.
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La morte sospesa / Joe Simpson ; traduzione di Paola Mazzarelli
Torino : CDA & Vivalda, copyr. 2003
Abstract: Nel giugno 1985, due alpinisti britannici, il venticinquenne Joe Simpson e il suo compagno di cordata, Simon Yates, hanno appena raggiunto la vetta del Siula Grande (6344 metri) nelle Ande peruviane, salendo per la prima volta la parete Ovest. Colti, sulla cima, da una violenta bufera, i due scendono lungo una ripida parete innevata, ma Simpson perde un appoggio, precipita e atterra su una roccia rompendosi una gamba. Yates cerca di calarlo per seracchi di ghiaccio con laboriose manovre di corda. Nonostante il gelo e l'oscurità tutto sembra procedere per il meglio fino a quando non accade l'imprevisto: la parete è interrotta da uno strapiombo sotto il quale Joe si trova appeso, inerme. Simon non riesce a issarlo e rischia di venire trascinato anche lui nel vuoto. Compie quindi l'unico gesto possibile, sebbene disperato: allo stremo delle forze, recide la corda che lo unisce al compagno, abbandonandolo. Joe cade nel vuoto ma non muore. I tre giorni successivi sono un calvario per entrambi gli alpinisti: Yates rientra a fatica al campo base consumato dal dolore e dal senso di colpa, certo di aver causato la morte del compagno. Simpson, sopravvissuto per miracolo, si trova intrappolato in un crepaccio, ferito, con un principio di congelamento agli arti, senza nulla da mangiare. Eppure, facendo appello a tutte le risorse fisiche e mentali, riesce a raggiungere miracolosamente il campo base dove ritrova il compagno. Questo libro racconta come i due alpinisti siano riusciti a superare quei giorni strazianti: è un racconto epico, fatto di terrore, sofferenza e immensa forza d'animo, è la testimonianza intensa di una vittoria straordinaria della vita sulla morte, è un inno sincero e commovente all'amicizia.
Milano : Feltrinelli, 1998
Abstract: La mia è sempre più la lingua dei viaggiatori e chi decide di ascoltarmi deve sapere che io sono uno che racconta mondi che ha visto e mondi che vuole vedere, e che non conosco a fondo la lingua del posto, la lingua degli stanziali, strimpello strumenti e parlo male diverse lingue e di volta in volta ho bisogno di musicisti e di interpreti per metter su le tende nel luogo e restare finché non mi riprende il senso di irrequietezza che mi porta a fare di nuovo i bagagli e partire. (Jovanotti)
Il giorno delle Mesules / Ettore Castiglioni ; a cura di Marco Ferrari
Torino : Vivalda, stampa 1997
Abstract: Per circa quarant'anni i diari di Ettore Castiglioni sono rimasti ignoti al pubblico. Vennero editati nel 1993, raccogliendo dal vastissimo materiale manoscritto i passaggi più significativi, con le avventure vissute sulle Alpi, in Patagonia, o durante i mesi bui del 1943, quando l'autore si spese per condurre in salvo oltre il confine elvetico centinaia di profughi in fuga dalla guerra e dalle leggi razziali. La voce del grande alpinista ed esploratore milanese poté così rivivere in un volume, e il pubblico l'accolse riconoscendone la compostezza, il valore morale e la forza evocativa. Un testo intimo e al contempo trascinante, avvincente, quasi Castiglioni pensasse a un futuro lettore. Per questo Il giorno delle Mésules occupa oggi un posto di primo piano sullo scaffale dei classici della montagna. Le grandi 'prime' sulle pareti dolomitiche, i ritratti dei 'sestogradisti' più forti legati alla sua corda - Detassis, Bramani, Vinatzer, Boccalatte -, le lunghe camminate solitarie su sentieri d'autunno, le notti al pianoforte, la medaglia conferitagli dal Duce e gli slanci di disprezzo per quel machismo spaccone e «delittuoso» incarnato dal Regime. Fino all'attività clandestina che lo condurrà ai suoi ultimi misteriosi passi nella bufera, a 2500 metri.
Il mio Everest : la donna che è sopravvissuta alla tragedia di Aria sottile / Lene Gammelgaard
Casale Monferrato : Piemme, 2000
Abstract: Nel pomeriggio del 10 maggio 1996, Lene Gammelgaard è diventata la prima donna scandinava a raggiungere la cima dell'Everest. Il giorno dopo era uno dei sopravvissuti ad un terribile disastro della storia dell'alpinismo. A causa di una tremenda tempesta e di una serie di errori umani, otto persone morirono in quella notte d'inferno, che continua ad interrogare e far discutere. Nel suo racconto l'autrice conduce il lettore, passo dopo passo, sulle orme di quella drammatica spedizione: dai preparativi all'incubo della tempesta che ha costretto gli alpinisti ad affrontare la discesa in condizioni impossibili.
Milano : A. Mondadori, 2001
Abstract: Il gra
[Nuova ed.]
Milano : Corbaccio, copyr. 2001
Abstract: Questo libro è il resoconto di un'impresa alpinistica: la conquista della parete ovest del Changabang, la più impegnativa parete di granito dell'Himalaya del Garhwal, in una spedizione leggera a due. Ma è anche la storia di come salire una montagna possa diventare lo scopo che tutto trascende, al di là di ogni considerazione su una probabile sconfitta. Ed è la storia della tensione e del reciproco isolamento che si creano in quaranta giorni di convivenza a due fino al momento della grande gioia per il successo di quella che Chris Bonington definì l'impresa più difficile compiuta in Himalaya.
Una vita sulla strada / Nan Joyce ; un'autobiografia in collaborazione con Anna Farmar
Torino : EDT, copyr. 2002
Abstract: La traveller Nan Joyce racconta la sua vita nomade in un'autobiografia, che alterna humour e tragedia, miseria sociale e ricchezza interiore, squallori urbani e descrizioni idilliache d'un mondo rurale perduto. Nella rievocazione dell'infanzia si affiancano alla memoria le umiliazioni e le discriminazioni subìte, della lotta per la sopravvivenza nel freddo dell'inverno, della povertà estrema. Cresciuta su un carro, sposa a 16 anni, madre di nove figli, Nan Joyce trasforma con il tempo l'orgogliosa consapevolezza della propria diversità in impegno politico a favore del travellers, candidandosi alle elezioni del 1982.
Il diario delle storie perdute : romanzo / Evie Woods ; traduzione di Sara Puggioni
Mondadori, 2025
Abstract: Un romanzo avvincente e magico, nell'incantevole panorama della campagna irlandese, dove la storia e il folklore si fondono per regalare ai lettori un viaggio emozionante nel passato, al confine tra mondo reale e mondi altri. È il giorno di Natale e Sarah Harris, complice una serie di coincidenze e una bevuta di troppo, arriva nel pittoresco paesino di Thornwood, nel cuore dell'Irlanda occidentale. Oppressa dalla fine del suo matrimonio con Jack, dal mancato decollo della carriera di artista e dalla prospettiva di trascorrere le feste in famiglia, Sarah viene accolta dalla ruvida gentilezza degli abitanti del luogo, e trova alloggio in un piccolo cottage immerso nella campagna, che diventa un rifugio provvidenziale per ripensare alla sua vita e tornare a disegnare. Quando, durante una passeggiata, trova nel tronco cavo di un biancospino un vecchio diario, non esita a portarlo con sé. Sfogliandone le pagine, scopre la storia di Anna Butler, vissuta cento anni prima, e dell'affascinante americano Harold Griffin-Krauss, studioso di antropologia, giunto al villaggio per compiere ricerche sul culto delle fate: gli abitanti di Thornwood credono infatti che le creature magiche risiedano in una montagna nei dintorni, e prediligano gli alberi di biancospino. Harold cerca un'assistente che l'accompagni a visitare la gente del posto e Anna si offre di aiutarlo, registrando tutto nel suo diario. A turbarla particolarmente è l'incontro con i fratelli Hawley, George e Olivia, figli del signore locale, che vivono in un vero e proprio castello, e che sembrano nascondere qualcosa di sinistro. Attraverso le pagine del diario di Anna, Sarah si immerge nei misteri che circondano Thornwood: vicende che portano alla luce segreti oscuri, e che la aiuteranno ad affrontare un terribile trauma irrisolto.
Il diario di Hélène Berr / prefazione di Patrick Modiano
Milano : Frassinelli, 2009
Abstract: Hélène Berr, ventunenne ebrea parigina, inizia a tenere un diario, descrivendo con brillante spirito di osservazione la sua vita quotidiana. Hélène affida alle pagine i suoi pensieri di ragazza normale, tutta presa dagli studi e dall'amore per il suo Jean. Presto, però, l'orrore della storia irrompe nel suo piccolo mondo, che registra le restrizioni imposte dagli occupanti nazisti ai francesi e le umiliazioni patite dalla comunità ebraica. L'ultimo appunto risale al 15 febbraio 1944: pochi giorni dopo, Hélène viene deportata a Bergen Belsen, dove troverà la morte. A distanza di 54 anni, gli eredi di Hélène hanno accettato di rendere pubblica questa straordinaria testimonianza.
Giuntina, 2017
Abstract: Ha vissuto appena tredici anni Éva Heyman, «la ragazzina con quel meraviglioso visino da mela, con la sua avida curiosità, l'ambizione, la vanità, gli occhi luminosi che sprizzavano energia», come la definiva il suo patrigno, lo scrittore ungherese Béla Zsolt (1895-1949), nel suo mirabile libro autobiografico "Le nove valigie". Éva Heyman nasce il 13 febbraio 1931 a Nagyvárad, l'attuale Oradea in Romania, e termina la sua breve esistenza il 17 ottobre 1944 nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, secondo testimoni oculari selezionata direttamente da Mengele per il forno crematorio. Dal suo tredicesimo compleanno, il 13 febbraio 1944, e fino al 30 maggio, data dell'ultima annotazione, tiene un diario in cui descrive le condizioni di vita sempre più difficili degli ebrei di Nagyvárad. In meno di tre mesi la vita piuttosto agiata e, malgrado la guerra, ancora serena di questa ragazza sensibile e intelligente subisce trasformazioni radicali: prima l'internamento nel ghetto e poi la deportazione ad Auschwitz il 13 giugno. Dalle lettere riportate in questo libro risulta che prima di essere spedita al campo di concentramento Éva Heyman affida il diario a una fedele domestica cattolica della famiglia, la quale al termine della guerra lo restituisce alla madre, la giornalista Ágnes Zsolt, unica sopravvissuta di tutta la famiglia, insieme al secondo marito Béla Zsolt, scampati miracolosamente alla morte.
Il mestiere di vivere : diario : 1935-1950 / Cesare Pavese
Einaudi, 1968
Abstract: Iniziato il 6 ottobre 1935 durante i giorni del confino politico, "Il mestiere di vivere" accompagna Cesare Pavese fino al 18 agosto 1950, nove giorni prima della sua morte, e diventa a poco a poco il luogo cui affidare i pensieri sul proprio mondo di scrittore e di uomo e, soprattutto, le confessioni ultime su quei drammi intimi che laceravano la sua esistenza. Amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, Pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull'arte condotta con rigore intellettuale e morale; e allo stesso tempo, pagina dopo pagina, testimonia con lucidità l'evoluzione di un personale mestiere di vivere
Il bene quotidiano : breviario dagli scritti, 1941-1942 / Etty Hillesum ; a cura di Lorenzo Gobbi
San Paolo, 2014
Abstract: A settant'anni dalla morte, una breve antologia dei testi più importanti di Etty Hillesum, una delle maggiori autrici spirituali del Novecento. Una selezione curata che invita a leggere la notevole opera della Hillesum con un approccio semplice, immediato. I brani sono perfetti per semplici e profonde meditazioni sui grandi temi. Il volume, curato da Lorenzo Gobbi, ci offre una traduzione nuova, fresca e aderente all'originale che ci permette davvero di dire che siamo di fronte alla Hillesum come non l'abbiamo mai letta.
La patria chiamò / Luca Barisonzi ; a cura di Paola Chiesa
Mursia, 2011
Abstract: Il giovane caporale maggiore Luca Barisonzi ha ventun anni e non ha dubbi: risponde di sì alla chiamata del suo Paese, che risuona urgente ogni volta che sente intonare l'Inno di Mameli. La missione è un passaggio obbligato per chi, come lui, ha scelto la divisa. Per questo, nel settembre del 2010, è partito per l'Afghanistan, destinazione Bala Murghab, sulla Ring Road. Luca Barisonzi è stato ferito gravemente il 18 gennaio 2011, durante un attentato in cui morì il commilitone sardo Luca Sanna, e da allora è stato ricoverato prima al Reparto Unità Spinale dell'Ospedale Niguarda di Milano e poi in un centro di riabilitazione in Svizzera. Nella sua vibrante testimonianza racconta i ricordi, i sogni e le speranze di un giovane soldato dei nostri tempi, dall'arruolamento volontario alla partenza per l'Afghanistan: gli aiuti umanitari, l'incontro con il popolo afghano e con i suoi bambini, i rapporti con i compagni e la vita quotidiana alla base, fino al tragico epilogo di una missione che per lui non si è ancora conclusa e che continua in ospedale, sulla sedia a rotelle, per riavere una vita il più possibile vicina alla normalità. La sua è la storia di un ragazzo come tanti, di un alpino come pochi, che insegna cosa significhino davvero oggi parole come coraggio, fratellanza, onore, spirito di servizio.
420 grammi : storia di una nascita difficile / Peter Durante, Elide Esposito
Feltrinelli, 2021
Abstract: 27 settimane di gestazione e solo 420 grammi di peso alla nascita - troppo pochi per iniziare a vivere. Eppure è così che è incominciata la storia di Federico. Cosa significa avere un piccolo prematuro? Quali sono le battaglie che deve affrontare un genitore costretto ad accudire a distanza un figlio che si trova intubato in una incubatrice? Quante complicazioni possono intervenire a mettere in difficoltà una piccola vita da subito in pericolo? E quali imprevisti si potrebbero verificare, una volta approdati a casa con un bambino che ha già dovuto superare enormi difficoltà? Se la scienza oggi può aiutare a salvare una vita messa a rischio da una nascita estrema, le sfide restano ancora moltissime. Peter Durante ed Elide Esposito hanno deciso di raccontare la loro storia di genitori di un piccolo nato prematuramente e che oggi è un ragazzo con alle spalle anni in cui non sono mancate paure e incognite. La loro è una scelta di condivisione, per offrire a tutte le famiglie che ogni giorno affrontano questo difficilissimo percorso uno specchio in cui riconoscersi, un supporto e un orizzonte di speranza, e a ogni lettore uno stimolo a interrogarsi e a riflettere, perché in futuro casi come quello di Federico possano trovare una comprensione sempre più informata e una via di soluzione più facile e meno dolorosa. Gli autori devolveranno il compenso derivato dalla vendita di questo libro a sostegno di Insuperabili Onlus che, attraverso il calcio, promuove la socializzazione e l'integrazione di ragazzi con disabilità cognitiva, relazionale, affettivo emotiva, comportamentale, fisica, motoria e sensoriale.
Diario : la misericordia divina nella mia anima / di santa Maria Faustina Kowalska
12. ed. rinnovata
Libreria editrice vaticana, 2010
I cieli sono vuoti / Avrom Bendavid-Val
Guanda, 2013
Abstract: Trochenbrod è un nome che porta con sé la speranza e l'orrore. Trochenbrod è un luogo che non esiste più, distrutto dalla barbarie dell'uomo. Trochenbrod è il sogno perduto, è la forza degli uomini e delle donne che l'hanno costruita e dei loro discendenti che ci sono morti. Eretta su un lembo di Polonia passato sotto il dominio russo dagli ebrei sfuggiti alle politiche oppressive degli zar, Trochenbrod, all'inizio solo una fila di casupole su un terreno paludoso, prosperò fino a diventare un centro fiorente e importante. Nel 1941, però, la crudeltà nazista rase al suolo tutto e trucidò gli abitanti. Ma non lo spirito di Trochenbrod e il sogno di un piccolo pezzo di paradiso nascosto nella foresta.
Bologna : Il mulino, copyr. 2007
Abstract: Scenario di guerra, parole di donne: la ricca gamma di scritture autonarrative custodite presso l'Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano costituisce il cuore di questo volume, dedicato all'esperienza compiuta dalle donne in Toscana che acquisì un ruolo centrale nelle operazioni strategico militari e fu vittima di violenze e stragi. Patrizia Gabelli indaga in particolar modo il difficile periodo compreso tra il 1943 e il 1945, interrogandosi sul segno delle difficoltà incontrate dalle donne e sulle strategie di resistenza attuate, sulla percezione che esse ebbero della guerra e della violenza, sulle trasformazioni intervenute nella quotidianità.
E' la stampa, bellezza! : la mia avventura nel giornalismo / Giorgio Bocca
Milano : Feltrinelli, 2008
Abstract: Nessuno meglio di Giorgio Bocca può aiutarci a riflettere sulla crisi che sta vivendo oggi la professione di giornalista. In Italia (e non solo in Italia) la carta stampata appare schiacciata dalle pressioni della politica e dell'economia, incapace di reagire allo strapotere della comunicazione televisiva, non più in grado di scandagliare i mutamenti reali della società. Orfani di grandi battaglie, i giornali perdono copie e non riescono ad attirare un pubblico di lettori più giovani. Per capire come si sia giunti a questo punto, Bocca parte da alcuni snodi fondamentali della sua più che sessantennale carriera: le grandi inchieste degli anni sessanta, la fondazione di Repubblica, la sua stessa esperienza televisiva. Racconta il lavoro con direttori e compagni di strada. Ricostruisce anni di travagliati rapporti con i protagonisti della politica (da Craxi fino a Bossi e Berlusconi). E non risparmia critiche a chi ha portato l'informazione in un vicolo cieco.