Trovati 650 documenti.
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Giorni di ghiaccio : agosto 2008, la tragedia del K2 / Marco Confortola
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2009
Abstract: Tra il 1° e il 2 agosto 2008, sulla parete sud del K2, si è consumata una delle più grandi tragedie della storia dell'alpinismo. Una serie di fatalità e il crollo di un seracco all'altezza del Collo di bottiglia, il canalone di roccia e ghiaccio che porta alla vetta, hanno dato il via a una imprevedibile catena di eventi che ha causato la morte di undici alpinisti. Sulla montagna degli italiani c'era anche Marco Confortola che, dopo aver conquistato la cima, da cacciatore di ottomila è diventato preda del gigante himalayano e impotente spettatore dell'atroce destino dei suoi compagni di scalata. Quella che doveva essere un'impresa sportiva si è trasformata in una lotta per la sopravvivenza nella zona della morte che lo ha costretto a misurarsi con i suoi limiti fisici e mentali. Giorni di ghiaccio è la cronaca di quelle terribili ore di paura, disperazione, dolore, fatica; ma è anche la testimonianza della forza, del coraggio, della generosità di alcuni protagonisti di quella drammatica vicenda.
Donna sull'orlo di una crisi di nervi / Lorna Martin ; traduzione di Elisabetta De Medio
Milano : Corbaccio, copyr. 2009
Abstract: Nonostante una vita professionale intensa e gratificante, Lorna Martin si sente depressa e infelice. È impelagata in una relazione devastante ed è prossima ad abbandonare il suo lavoro di giornalista. Dopo aver perso tre voli in dieci giorni, si ritrova a cercare conforto al bar dell'aeroporto alle 7 di mattino. E quel che è più grave, è l'unica poco-più-che-trentenne di sua conoscenza a non avere un fidanzato, un mutuo, o almeno un gatto. Alla fine, spronata dai suoi amici, decide di entrare in analisi... Quello che segue è il racconto di una straordinaria esperienza di autoscoperta attraverso la terapia psicanalitica: Lorna capisce di essere in eterna attesa del Principe Azzurro, e di non riuscire per questo a vivere una relazione sentimentale stabile e appagante. Ma con il sostegno (talvolta un po' esasperato) di amici e parenti, attraverso interminabili discussioni sui massimi sistemi accompagnate da numerose bottiglie di vino, e grazie all'aiuto dell'imperscrutabile strizzacervelli, Lorna riesce a rimettere insieme i pezzi della sua vita...
In viaggio con i morti / Monica Holloway ; traduzione di Nicoletta Russo
Milano : TEA, 2009
Abstract: La morte sembra essere una costante nell'infanzia di Monica Holloway. Un vicino spara per sbaglio al conduttore di un treno; una bambina viene investita e uccisa da un motociclista ubriaco; il passatempo preferito di suo padre è filmare incidenti automobilistici, disastri naturali e animali morti. E come se non bastasse la migliore amica di Monica, Julie, è la figlia del titolare dell'impresa di pompe funebri di Elk Grove, la cittadina dell'Ohio dove vive. E sono le due ragazze a guidare il carro che trasporta i defunti al cimitero. Giocando tra le bare e osservando i morti, Monica spesso si chiede se non sarebbe meglio starsene al sicuro in una di quelle piuttosto che vivere in una casa con un padre violento che maltratta la moglie e le figlie. Risalendo la corrente del tempo, Monica Holloway ripercorre pagina dopo pagina la storia della sua infanzia e della sua famiglia e ci racconta quegli anni con gli stessi occhi, la stessa innocenza, la stessa partecipazione di quando li aveva vissuti. Ricordi spesso ingombranti, carichi di sofferenza e d'infelicità - una madre emotivamente assente, un fratello che si rifugia nell'alcol, una sorella che tenta più volte il suicidio, un'altra che nega i maltrattamenti - ma che Monica riesce a superare, trovando la forza e il coraggio di reagire, di ricostruirsi una vita propria e di credere in un futuro migliore.
Milano : Corbaccio, copyr. 2009
Abstract: A ventott'anni Allen Zadoff pesa 180 chili: quello che nell'adolescenza sembrava un problema gestibile di peso adesso gli sta distruggendo la vita. Dopo anni trascorsi alla disperata ricerca della dieta che lo renda magro, compie finalmente un passo determinante: anziché dedicarsi all'ennesima dieta di moda, incomincia a concentrarsi meno su quel che mangia e più sul disagio psicologico che sta alla base dei suoi disturbi alimentari. Così facendo, riesce a perdere i chili di troppo e a dare inizio alla sua nuova vita. In questo straordinario viaggio su e giù dalle montagne russe dell'obesità, dell'appetito incontrollato e dei drastici digiuni, Zadoff, attraverso la sua storia personale, elabora una strategia efficace per perdere peso, che si basa ben più sul cuore e sulla mente che non sul conteggio delle calorie.
Lettera a mia madre / Waris Dirie
Milano : Garzanti, 2009
Abstract: Quello tra Waris Dirie e sua madre è sempre stato un legame profondissimo ma certo non un rapporto facile. A dividerle sono stati anche i diversi destini. La madre è rimasta nei deserti della Somalia, dove è nata Waris, a condurre la vita difficile dei nomadi, in una società violenta e incatenata alla tradizione, dove alle donne è concesso solo un ruolo subordinato. Sua figlia è diventata una delle modelle più famose del mondo, è stata nominata ambasciatrice dell'ONU nella lotta contro le mutuazioni genitali femminili, i suoi libri hanno conquistato e commosso milioni di lettori. Waris però non ha mai dimenticato le sue origini, anche se per anni non è riuscita a tornare in Somalia perché era troppo pericoloso. E quando ha finalmente potuto incontrare sua madre, ha trovato una donna malata. Ha provato a parlarle, per recuperare il conforto dell'affetto reciproco. Ma a volte parlarsi, quando ci sarebbe troppo da dire, diventa un'impresa difficile, quasi impossibile. È per questo che Waris Dirie ha scritto Lettera a mia madre: per costruire un dialogo, per cercare la pace interiore che il successo, la fama e il denaro non le hanno dato.
[Milano] : Ponte alle Grazie, copyr. 2009
Abstract: Ogni donna, prima o poi, deve confrontarsi con la figura della madre: amata, odiata, temuta, criticata. Quella stessa voce interna che per anni ti ha fatto dire non sarò mai come lei ti spinge, a un certo punto, a voler conoscere meglio la persona che, nel bene e nel male, ha dominato la tua esistenza. Ed ecco che Ruth Reichl, importante critica culinaria e famosa scrittrice, dalla cucina è scesa nel seminterrato e ha trovato il coraggio di aprire lo scatolone che conteneva gli appunti, le lettere, i ricordi di Mim, - la Regina delle muffe della Parte più tenera - la madre che non sapeva cucinare eppure, come si scopre pagina dopo pagina, le ha insegnato tutto. Proprio questa, infatti, è la scoperta più grande di Ruth: la libertà e l'anticonformismo che pensava di aver conquistato in un percorso di crescita personale sono in realtà insegnamenti di Mim, ribelle ante litteram agli ideali borghesi di buona madre e casalinga perfetta che hanno guidato, e rovinato, la sua vita.
Tre volte no / Boris Pahor ; [con Mila Orlic]
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Il fascismo ci aveva portato via le scuole, la lingua, persino i nomi. Tutto ciò che poteva esprimere, anche vagamente, la nostra identità nazionale fu cancellato. Boris Pahor era solo un bambino quando a Trieste fu proibito parlare sloveno. L'italianizzazione forzata, imposta dal fascismo alla città multiculturale in cui era nato e cresciuto, lo segnò per sempre. Studente più volte bocciato, seminarista per ripiego, soldato dell'esercito italiano, antifascista militante, deportato politico, insegnante e infine scrittore acclamato, Pahor ripercorre qui gli snodi della sua esperienza scandita dai tre no che oppose con uguale fermezza al fascismo, al nazismo e al comunismo. Attraverso il racconto personale - dall'incendio della Casa di cultura slovena ai campi di concentramento, dalle memorie di infanzia al primo amore salvifico - l'autore di Necropoli ricorda ai troppi che vogliono dimenticare che il fascismo non fu un regime tollerante, ma incarnò un male violento e oppressivo. E ripete che è giusto commemorare le vittime della barbarie delle foibe, ma è altrettanto necessario ammettere prima i soprusi di una dittatura senza pietà nei confronti delle minoranze. Perché la tragedia delle terre di confine nasce proprio dai silenzi di una memoria troppo indulgente con se stessa.
Angelo smarrito / Angelo Starinieri
[Milano] : Sperling & Kupfer, copyr. 2009
Abstract: Un uomo sta tornando a casa. È ricco, ha un ottimo lavoro, una famiglia. Gli è morto da poco un figlio, e ora è arrivata un'accusa di corruzione. Un'accusa ingiusta, ma i suoi beni saranno confiscati. Quest'uomo è stanco, si siede su una panchina: mi riposo un poco, pensa. Su quella panchina rimarrà per quattro anni. Fare il clochard non è una scelta romantica, lo diventi senza saperlo, è come addormentarsi lentamente. Angelo ha vissuto una storia di ordinaria miseria, ma non ha mai smesso del tutto di essere se stesso. Vede nell'animo dei suoi compagni la disperazione, la pazzia, la malattia e comincia a fare qualcosa per loro. Dalla sua panchina di piazza Cadorna a Milano ha organizzato mostre, ha fatto la torta più lunga del mondo, ha ottenuto tende per dormire al riparo dal gelo e una roulotte per cucinare un pasto caldo. Angelo ha vinto una terribile prova di resistenza umana e di dignità ed è tornato a vivere.
Como e dintorni : vita di quartiere narrata in "famiglia" / a cura di Lorenzo Marazzi
[Como] : Famiglia comasca, 1991
La pazienza del giardiniere : storie di ordinari disordini e variopinte strategie / Paolo Pejrone
Torino : Einaudi, 2009
Abstract: Oppressa da una frenetica gestione del tempo, la nostra epoca ha un grande bisogno di pazienza, virtù protagonista in questo libro di Paolo Pejrone, senza alcun dubbio nostro giardiniere per eccellenza, principale responsabile della nuova attenzione culturale che circonda piante e giardini. Il lavoro del giardiniere richiede un senso diverso del tempo e del vivere: in giardino non c'è fretta, come recita uno dei capitoli del libro. Il tempo della natura non può essere forzato e costretto. E, in questo modo, l'astuzia della ragione ci conduce a una sorta di piccola ecologia del bello: il bello diventa un mezzo per raggiungere il buono. Il curare i fiori, il crescere con delicatezza e attenzione piante e alberi si rivela, nella sua necessaria lentezza, un modo per cambiare il nostro atteggiamento verso il tempo. La pazienza del giardiniere vuole chiarire e ribadire la concezione, imperniata sulla semplicità, che Pejrone ha del giardino, aborrendo e esecrando ogni sofisticazione, sia concreta che metaforica. Il libro evidenzia poi il rapporto che la società civile deve avere con il verde pubblico, denunciando il dilettantismo e l'arroganza con i quali spesso si agisce nel costruire e curare giardini e altri spazi comuni.
La ragazza che non voleva crescere / Isabelle Caro ; traduzione di Ximena Rodriguez
Milano : Cairo, 2009
Abstract: Sul cartellone c'è la foto di una donna. O, almeno, di una creatura di sesso femminile, a giudicare dalle due piccole sacche di pelle rugosa che pendono al posto dei seni. Sì, perché di fronte all'obiettivo c'è una creatura completamente nuda. Seduta su uno sfondo grigio sfumato, una gamba allungata e l'altra leggermente piegata in modo che solo il pube sfugga allo sguardo. Le ossa, in compenso, si vedono bene. Mi fa vergognare questa foto. Perché è la mia foto. Inizia così il racconto della vita di Isabelle, la cui gigantografia si è impressa nella mente di tutti, ha scosso la coscienza di molti. Dai cartelloni pubblicitari a ritroso fino all'infanzia nella regione di Parigi, all'ombra di una madre sofferente e di due padri, quello naturale e quello putativo, entrambi assenti. Isabelle è una bambina reclusa, tenuta lontana dai giochi in giardino, costretta a indossare vestiti troppo piccoli, scarpe troppo strette. La madre non vuole perderla, vederla crescere e andare nel mondo. Per amore, per paura, per follia. Inizia così la discesa di Isabelle nell'inferno dell'anoressia. Giornate scandite dalla bilancia, dal calcolo ossessivo delle calorie fino ai primi ricoveri in ospedale dello scheletro che cammina. Anni ritmati dall'oppressione della madre, dall'indifferenza dei medici, dall'inadeguatezza delle strutture, dall'ignoranza di tutti gli altri. Ma anche dagli sforzi sovrumani per uscire dal tunnel che porta sulla soglia della morte.
Milano : Urra, 2009
Abstract: Peter, Elicle e Federico: un padre, una madre e il loro bambino. I protagonisti di una storia di tenacia, di coraggio, di dolore - immenso - e di gioie, di delusione, speranza, rabbia, ironia. E di amore. Una storia di vita e di morte. Ma soprattutto di vita! La vita appesa a un filo di Federico, una vita cui si è aggrappato con tutte le sue forze, nonostante i suoi soli 420 grammi alla nascita - troppo pochi per iniziare a vivere sano, bello e sereno... troppi per morire. I suoi genitori non volevano che lui vivesse a tutti i costi, ma lo hanno sempre accompagnato, difeso dall'ignoranza e dalla banalità, sostenuto nell'irrazionale desiderio di vivere. Pronti a accettare il più innaturale degli addii, se Federico l'avesse voluto, avesse ceduto. Federico, contro ogni aspettativa, ha ormai un anno e mezzo, è un bimbo vispo, attento, solare nello sguardo, straordinariamente bello! Ha vinto tante battaglie, ma di fronte a sé ha ancora tante incognite. Suo papà e la sua mamma hanno scritto questo diario per lui, nella speranza che un giorno lo potesse leggere, e per loro, perché la scrittura li aiutava a sopravvivere. Oggi desiderano che questo diario, la loro storia, di cui non tacciono nulla, serva a altri genitori di bimbi nati all'inizio di una salita, spinga a interrogarsi su temi etici e sociali estremamente attuali, sostenga la ricerca e la medicina, perché in futuro casi come il loro possano trovare una via più facile e meno dolorosa.
In un corpo senza carne / Sara
Milano : TEA, 2010
Abstract: Sara ha 19 anni e vive in un cittadina del centro Italia dove tutti conoscono tutti. Terminato il liceo accetta un posto in una fabbrica per potersi iscrivere all'università. Il suo sogno è studiare psicologia. Ma all'università non andrà mai... Dopo insistenti e pesanti avance, Sara viene brutalmente stuprata dal responsabile della fabbrica e quando, ancora sotto shock, tenta di scappare, la sua auto viene investita. Ferita gravemente, viene ricoverata in ospedale, ma non ha il coraggio di denunciare il suo carnefice, per paura delle conseguenze, per la vergogna e anche perché sa di non avere né le possibilità economiche né la forza per farlo. Ma dimenticare non è facile. Oggi sono passati quasi dieci anni, dieci anni in cui Sara si è trovata a lottare contro la depressione, un lungo periodo di anoressia e un tentativo di suicidio. Il ricovero in una clinica specializzata e l'aiuto di medici e psicologi hanno offerto a Sara una seconda possibilità. Ma il suo carnefice è ancora libero. Lei lo incontra spesso per strada. Lui fa finta di non conoscerla.
Ricordati le cose belle / Ellen Greene
[Milano] : Sperling Paperback, 2010
Abstract: Ellen incontra Marsh, più anziano di lei, in un momento non felice per entrambi. Lei ha divorziato e lui ha una moglie molto malata. È una storia d'amore tenera e inaspettata che si concluderà con un matrimonio duraturo. Ogni giorno, Ellen annota su dei foglietti cose fatte o dette dal marito che le hanno dato gioia, l'hanno fatta sorridere o commuovere, e una volta l'anno, per San Valentino, le trascrive in una lista che regala a Marsh. Per dirgli quanto sia straordinario. Per farglielo sapere sempre, per non lasciare niente di non detto, per non dare nulla per scontato. L'elenco di Ellen, un elenco lungo vent'anni, è la prova tangibile che il loro sentimento poggia su qualcosa di solido, perché cento e passa pagine di gentilezze, humour e affetto, fanno una bella storia d'amore. Fino al momento della morte del marito, e anche in seguito, quando Ellen ricorderà l'ultima, struggente cosa bella. Una storia vera narrata da una donna consapevole che l'amore si costruisce giorno dopo giorno.
Masticare la strada : diari randagi / Salvatore Rosso, Luigi Del Pezzo
Milano : Cart'armata ; Piacenza : Berti, [2004]
Abstract: C'è chi in si muove in una cornice sicura di impegni e relazioni. E c'è chi perde i confini e li affida alla polvere, alle occasioni di un giorno, a un incontro accidentale. Il primo dorme ogni sera nello stesso letto, l'altro lo importuna per fare colletta. Abitare per strada e masticarne il sapore. La piazza e le stazioni, la notte sotto i cartoni, i viaggi, gli affetti, la fame, il sesso raccontati da un ex punkabbestia e da un uomo con vent'anni di tossicodipendenza alle spalle. Un documento dedicato a chi ha il desiderio di ascoltare, da dentro, la voce degli abitanti della strada.
Casale Monferrato : Piemme, 2009
Abstract: Una ciotola per dosare il cibo da concedersi in una giornata: grande al massimo per una fetta di prosciutto, tre fagiolini e uno yogurt. E se il contenuto superava il bordo del recipiente, era una catastrofe. Un cucchiaino per mangiare tutto più lentamente e non finire prima dei genitori: restare a guardarli mentre continuavano a cenare sarebbe stata una tortura per lei, in perenne lotta contro la fame. E poi, le pietanze tagliate in pezzi minuscoli, da sparpagliare e appiattire bene sul piatto, in modo da far sembrare più abbondante quel poco che mandava giù. Tattiche, manie e inganni con cui Justine ha cercato per mesi di nascondere una verità evidente: l'anoressia, che nel giro di tre anni l'ha portata dai 76 ai 40 chili. E a un passo dalla morte. Un tunnel nel quale è caduta per sfidare gli sguardi impietosi e le battute sulla sua taglia forte. Un male che ha attecchito sulla base di piccole ossessioni e insicurezze, normali incomprensioni familiari, e sul desiderio di ribellarsi al ruolo di figlia e studentessa modello. Sui disagi, insomma, di un'adolescente come tante. Justine ha raccontato in un blog le tappe del calvario che ha segnato la sua vita dai 14 ai 17 anni: anoressia, bulimia, dall'illusione di onnipotenza sul proprio corpo al crollo fisico e psicologico, che l'ha costretta al ricovero e all'interruzione degli studi. E il suo diario sul web ha attirato l'attenzione di migliaia di persone, soprattutto giovani, diventando un vero e proprio caso in Francia.
Missaglia (LC) : Bellavite, 2010)
Abstract: Giampierluigi Bonalume, raccontando la storia del nonno Peppino alla nipote Marta di tredici anni, che frequenta la terza media, vuole rendere omaggio a suo padre Giuseppe Bonalume (Sartirana Briantea 1924-2003) e a quanti come lui hanno contribuito a donarci un futuro migliore. È la storia dalle radici del paesello di Sartirana nella Brianza Lecchese (1924-1943) fino al ritorno dalla prigionia in Germania (1943-1945) di uno Schiavo di Hitler. Un ragazzo di diciannove anni privato per ventitre mesi della sua infinita voglia di libertà e di vita; reso il numero 235578 dalla spietata macchina da guerra nazista. Attraverso episodi di vita vissuta l'intento è quello di contribuire a trasmettere alle giovani generazioni quella verità storica di cui tutti abbiamo bisogno per volare liberi incontro al futuro orgogliosi delle nostre origini e delle scelte di vita dei nostri padri. L'amicizia con gli altri prigionieri nei campi di concentramento o con i lavoratori coatti di altre nazioni prevale grandemente su ogni altro cattivo sentimento generato dalle disumane condizioni di vita a cui furono costretti. Anche se è d'obbligo: Ricordare per evitare di sbagliare ancora.
Vi ho amato tutti così tanto / Sigrid Schafer ; traduzione di Vera Colombo
Milano : TEA, 2002
Abstract: Perdonatemi, ho sempre voluto trovare pace. Vi ho amato tutti così tanto. Con queste parole Konstanze si congeda dalla vita. Qualche ora più tardi, il suo cadavere viene trovato in un bosco vicino a casa. Il suo grande amore, Thomas, l'ha lasciata, confessandole la sua intenzione di farla finita. All'indomani del tragico evento, la madre di Konstanze comincia la sua ricerca disperata nel tentativo di trovare il perché di un simile atto. Si immerge così nelle letture e nei diari della figlia sforzandosi di rielaborare l'accaduto, di cogliere indizi e sfumature che la aiutino a comprendere quel gesto. Ma con il passare del tempo il suo dolore si trasforma nel bisogno di condividere con altri quanto sua figlia ha lasciato di sé.
I sogni fanno rima : il primo diario di Amici / Pierdavide Carone
Milano : Mondadori, 2010
Abstract: I sogni arrivano quando meno te lo aspetti, e dove ti portano lo sanno solo loro. Pierdavide ha fatto i provini per Amici, così, tanto per gioco, figuriamoci se prendono uno come me. Non è che fosse proprio un fan della trasmissione, ma della musica sì, accipicchia. Che passione la sua, roba da consumare i dischi di suo padre e rovinare la scrivania della cameretta a forza di usarla come batteria. Roba da cantare dove capita, per due soldi, e lavorare, per campare, dentro un casello dell'autostrada, a dare il resto e alzare la sbarra. Pierdavide non si sente regolare, nella norma, ma se lo vogliono lo prendono così, che lui a essere falso non ci riesce. E allora canta canzoni un po' fuori dalle righe, che parlano (male) della sanità e dell'industria musicale, o di certe ragazzette che vanno in discoteca. Dentro ad Amici scopre un mondo e così come lo scopre, con la stessa curiosità e la stessa meraviglia, lo racconta. I provini, le lezioni, i professori, la classifica. La vita un poco pazza dentro al residence, gli amori da gridare alle telecamere e quelli da tenere nascosti con cura. Gli amici trovati, quelli che se ne devono andare, oppure quelli che ti trovi a dover sfidare, chiedendoti cos'è alla fine che conta per davvero. Fin quando tutto diventa così incredibile, che non capisci più che cosa è vero e che cosa è sogno.
La parola fine / Roberta Tatafiore
[Milano] : Rizzoli, 2010
Abstract: Roberta Tatafiore ha dedicato la sua esistenza a difendere i diritti delle donne e a lottare, da donna e da giornalista, contro ogni forma di limitazione della libertà personale. Ma cos'è la libertà personale quando è la vita stessa a sembrare una costrizione? L'8 aprile 2009 Roberta ha ingerito un cocktail letale di farmaci, dopo mesi di isolamento e silenzio. Era in un albergo della capitale, a due passi da casa. Con la stessa serenità con cui Sylvia Plath prima di uccidersi ha imburrato il pane per i figli, Roberta ha lasciato agli amici una pacata lettera di congedo: La mia è stata davvero una scelta. Una scelta a lungo riflettuta, preparata, accompagnata dalla stesura di un diario. È proprio questo memoriale a rivelarci un percorso che nulla ha a che fare con il suicidio per come lo immaginiamo. La sua è un'uscita di scena consapevole: la lucida e razionale composizione di una morte, come lei stessa la definisce, con un richiamo simmetrico e contrario a Comporre una vita, il celebre saggio di Mary Bateson. È la decisione di una persona che ha vissuto pienamente coltivando sino alla fine le sue passioni: il senso profondo della letteratura - che nelle opere della stessa Plath, di Marina Cvetaeva e di Amelia Rosselli diventa meditazione sul suicidio - e l'impegno civile, ispiratore anche di quest'ultimo gesto, un gesto politico, il salto nel vuoto di chi non sa adeguarsi alla norma.