Trovati 36 documenti.
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Solferino, 2021
Abstract: Himalaya, 31 luglio 1954. Alle 18 gli italiani conficcano il tricolore sulla vetta del K2, la seconda montagna più alta del mondo. Gli alpinisti della spedizione vengono celebrati come eroi da una nazione che sta ancora facendo i conti con le umiliazioni e la miseria derivate dall'ultima guerra. Ma la versione ufficiale sull'impresa alimenta veementi polemiche. La più importante, quella che durerà per oltre mezzo secolo, riguarda la ricostruzione delle ore che precedettero la conquista. Bonatti rischiò la vita passando la notte sul ghiaccio, all'aperto, a ottomila metri: perché? I pakistani pensarono che volesse precedere i suoi compagni sulla cima: era possibile? Compagnoni e Lacedelli, gli alpinisti che raggiunsero la vetta, dissero che le bombole di ossigeno si esaurirono duecento metri più in basso: che cosa era successo? Irriducibile e orgoglioso, Bonatti per cinquant'anni smontò le bugie che lo riguardavano e ricostruì pezzo per pezzo quella che infine verrà riconosciuta come la verità di un "giallo alpinistico" che ha emozionato il mondo.
Solferino, 2021
Abstract: Gennaio 2021: ventidue alpinisti provenienti da tutto il mondo sono riuniti al campo base del K2. Diverse spedizioni, un solo obiettivo: la vetta della seconda montagna più alta del pianeta, l'unico Ottomila a non essere ancora stato conquistato in inverno. La montagna chiama, la montagna respinge: l'assalto al K2 sarà un'odissea per tutti, un trionfo per alcuni e un dramma per altri. Mattia Conte è il solo italiano insieme a Tamara Lunger a prendere parte all'impresa. Di sport nella vita ne ha provati tanti, sempre spingendo al massimo delle possibilità, ma la sfida del K2, dove si ferma a 7050 metri con una temperatura di -51° C, è la più dura e sofferta. Su quella montagna Conte è testimone della storica conquista della cima da parte di Nirmal Purja e dei suoi compagni nepalesi, ma anche della morte del suo mentore e amico Sergi Mingote e di altri quattro alpinisti.
K2 : il nodo infinito : sogno e destino / Kurt Diemberger
Nuova ed.
Corbaccio, 2018
Abstract: La vicenda, il vissuto di questo libro si impernia sulla meravigliosa e terribile montagna, la montagna-sogno, la montagna sopra la montagna, simile a un immenso cristallo di cui evoca la sfolgorante e misteriosa regolarità. Nelle facce di questo cristallo si riflettono gli eventi nelle loro infinite angolazioni: il K2 degli esordi; i pensieri e i progetti di Hermann Buhl che prima di salire il Broad Peak e di morire sul Chogolisa nel 1957, discusse con l'allora venticinquenne Kurt Diemberger il famoso stile Alpi occidentali; le parole di Shipton, uno dei primi esploratori occidentali giunto al suo cospetto, che incantarono Diemberger e lo avvolsero in un'invincibile magia. Parallelamente si delinea il rapporto umano con gli amici, con Julie Tullis, la compagna con cui ha fondato the highest filmteam of the world e il suo rapporto di solidarietà con lei. Infine la tragica estate del 1986. Kurt e Julie trovarono alla base della montagna un villaggio, dove si incontrano le più svariate personalità dell'alpinismo. Un appuntamento tragico: le speranze, qualche successo, le prime tragedie. La salita, da parte di coloro che non vogliono rinunciare all'ultima chance, i problemi di tante cordate indipendenti in quota, il sogno della vetta che diventa realtà. Infine la bufera, il dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas, prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si addormenta per sempre, poi man mano, anche i compagni muoiono.
K2, un passo dalla vetta, un passo dalla vita / Massimiliano Ossini
Rai libri, 2024
Abstract: A settant’anni dalla storica prima ascensione del K2, mi sono messo in cammino per raccontare e documentare in prima persona una spedizione di alpiniste italiane e pakistane che ha scelto di sfidare gli 8611 metri della seconda montagna della Terra. Il viaggio in Pakistan ha rappresentato per me non solo un’avventura ricca di emozioni, ma un confronto diretto con quella che, per la sua difficoltà tecnica e l’alto tributo di vite umane, è chiamata “la montagna selvaggia”. Una piramide perfetta, che da sempre attrae e intimorisce chiunque osi sognarne la vetta: il K2, imponente e misterioso, non è solo una montagna, ma un simbolo della sfida dell’uomo ai propri limiti. Ho calcato le orme dei grandi alpinisti del passato che si sono cimentati con le sue asperità, e rivissuto le loro vicende di profonda umanità e coraggio. Perché ogni passo verso la vetta è una lotta contro il freddo, il vento, la fatica, ma anche contro l’incertezza e la paura che ognuno porta dentro di sé. Il K2 non perdona imprudenze, esige rispetto e umiltà. Come la vita stessa, insegna che non è solo il traguardo a contare, ma il percorso, i compagni di cordata, la capacità di fermarsi e osservare con occhi nuovi il mondo che ci circonda.
K2 la montagna del mito : vittorie, tragedie, grandi imprese / Stefano Ardito
Solferino, 2024
Abstract: Il 31 luglio 1954, mentre i ghiacciai ai suoi piedi sono già avvolti dall’ombra, il K2, la seconda montagna della Terra, diventa un simbolo del nostro Paese. Due alpinisti, il valtellinese Achille Compagnoni e il veneto Lino Lacedelli, partono all’alba da una minuscola tenda ancorata a un ripido pendio di neve. Il giorno prima due loro compagni, Walter Bonatti e il portatore pakistano Amir Mahdi, avevano sfidato un terribile bivacco a 8000 metri, senza sacco a pelo né tenda, per portare alla cordata di punta le bombole di ossigeno. Lino e Achille impiegano un’intera giornata per salire, prima in un pericoloso canalone di neve, poi sulle rocce alla sua sinistra, infine per un crinale più facile. Al crepuscolo si abbracciano sugli 8611 metri della cima. A settant’anni dall’impresa del 1954, K2 La montagna del mito racconta gli episodi più importanti della sua storia alpinistica, densa e complessa, guardando anche più lontano, verso le pietre scure del Passo Karakorum o in direzione del Broad Peak, del Chogolisa, del Gasherbrum IV e delle altre cime che fanno corona al K2. Senza dimenticare la «guerra più alta della storia» che gli eserciti del Pakistan e dell’India combattono tra il ghiacciaio Siachen e la Sella Conway, gli sviluppi della ricerca scientifica, l’ambiente e il Central Karakorum National Park. Un racconto lungo secoli, attraverso i sogni, le avventure e le molte tragedie che esploratori e alpinisti di tutto il mondo hanno vissuto sulla “montagna degli italiani”.
K2 : la montagna più pericolosa / Ed Viesturs con David Roberts ; traduzione di Chiara Brovelli
Corriere della Sera : Solferino, 2024
Abstract: «All'alba del 1° agosto del 2008, una trentina di scalatori appartenenti a dieci spedizioni diverse lasciò i campi alti sulla cresta degli Abruzzi del K2. Dopo settimane di attesa forzata per il brutto tempo, nel primo giorno limpido e senza vento gli alpinisti erano pronti a tentare l'ascesa alla vetta. Nelle trentasei ore successive, undici di quelle persone avrebbero trovato la morte lassù, sulla cresta degli Abruzzi. Quel disastro si sarebbe trasformato nella più grave tragedia provocata da un singolo evento nella storia del K2, la seconda per importanza nel lungo elenco di spedizioni sulle catene di Himalaya e Karakorum. E nessuno l'aveva prevista». Gli italiani conoscono molto bene la storia alpinistica del K2, grazie alle gesta di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, primi salitori nel 1954, e di Walter Bonatti, che a lungo lottò per il riconoscimento del proprio ruolo in quella spedizione. Trionfi e insuccessi costellano la relazione tra questa montagna durissima e gli uomini che ne sfidano la vetta: è qui che si misurano questioni fondamentali come la valutazione dei rischi, l'ambizione, la lealtà, lo spirito di sacrificio e il prezzo della gloria. Ed Viesturs, l'alpinista americano più noto, nonché l'unico ad aver scalato tutti e quattordici gli Ottomila senza ossigeno, nel 1992 proprio sul K2 fu travolto da una valanga, uscendone incolume e salvando il suo compagno di cordata, Scott Fischer. Ripercorrere con la mente quell'episodio significa per lui riflettere sugli eterni dilemmi della montagna. «K2 docet, avrebbe potuto essere il titolo di questo libro», scrive Viesturs: un resoconto delle sei stagioni più drammatiche nell'alpinismo sul K2 viste attraverso il suo personale sguardo su quello che succede, o che può succedere, ad alta quota, quando il fisico è allo stremo delle forze, la mente perde lucidità e l'imprevisto cambia le carte in tavola. Il suo racconto delinea un mantra incontestabile: in montagna, la vera vittoria è tornare a casa.
ELI, 1954
Nuova ed.
Rizzoli, 2014
Abstract: Himalaya, 31 luglio 1954. Alle 18 gli italiani conficcano il tricolore sulla vetta del K2, la seconda montagna più alta del mondo. Gli alpinisti della spedizione vengono celebrati come eroi da una nazione che sta ancora facendo i conti con le umiliazioni e la miseria derivate dall'ultima guerra. Ma la versione ufficiale sull'impresa alimenta veementi polemiche. La più importante, quella che durerà per oltre mezzo secolo, riguarda la ricostruzione delle ore che precedettero la conquista. Bonatti rischiò la vita passando la notte sul ghiaccio, all'aperto, a ottomila metri: perché? I pakistani pensarono che volesse precedere i suoi compagni sulla cima: era possibile? Compagnoni e Lacedelli, gli alpinisti che raggiunsero la vetta, dissero che le bombole di ossigeno si esaurirono duecento metri più in basso: che cosa era successo? Irriducibile e orgoglioso, Bonatti per cinquant'anni smontò le bugie che lo riguardavano e ricostruì pezzo per pezzo quella che infine verrà riconosciuta come la verità di un giallo alpinistico che ha emozionato il mondo. Prefazione di Rossana Podestà.
K2 : il nodo infinito : sogno e destino / Kurt Diemberger
Nuova ed
Milano : Corbaccio, copyr. 2000
Abstract: La vicenda, il vissuto di questo libro si impernia sulla meravigliosa e terribile montagna, la montagna-sogno, la montagna sopra la montagna, simile a un immenso cristallo di cui evoca la sfolgorante e misteriosa regolarità. Nelle facce di questo cristallo si riflettono gli eventi nelle loro infinite angolazioni: il K2 degli esordi; i pensieri e i progetti di Hermann Buhl che prima di salire il Broad Peak e di morire sul Chogolisa nel 1957, discusse con l'allora venticinquenne Kurt Diemberger il famoso stile Alpi occidentali; le parole di Shipton, uno dei primi esploratori occidentali giunto al suo cospetto, che incantarono Diemberger e lo avvolsero in un'invincibile magia. Parallelamente si delinea il rapporto umano con gli amici, con Julie Tullis, la compagna con cui ha fondato the highest filmteam of the world e il suo rapporto di solidarietà con lei. Infine la tragica estate del 1986. Kurt e Julie trovarono alla base della montagna un villaggio, dove si incontrano le più svariate personalità dell'alpinismo. Un appuntamento tragico: le speranze, qualche successo, le prime tragedie. La salita, da parte di coloro che non vogliono rinunciare all'ultima chance, i problemi di tante cordate indipendenti in quota, il sogno della vetta che diventa realtà. Infine la bufera, il dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas, prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si addormenta per sempre, poi man mano, anche i compagni muoiono.
K2, la verità : storia di un caso / Walter Bonatti
Milano : Baldini & Castoldi Dalai, copyr. 2003
Abstract: Cosa accadde davvero il 30 e 31 luglio 1954 sul K2, a partire dai 7627 metri dell'ottavo campo e fino agli 8616 metri della sua cima -la seconda più elevata della Terra - vinta cinquant' anni fa dagli italiani? Come hanno potuto reggere, e persistere - davanti a documentazioni fotografiche e a testimonianze inequivocabili - le falsità della storia ufficiale di quel riprovevole assalto finale? Bonatti, protagonista e vittima della vicenda, qui riepiloga fatti e testimonianze, documenti e inchieste, eliminando ogni possibile dubbio su come siano andate realmente le cose. Con la determinazione che ha accompagnato ogni tratto della sua vita indica, in pagine piene di tensione e di amarezza, il lato oscuro di quell'impresa.
K2 il nodo infinito : sogno e destino / Kurt Diemberger
3. ed
Milano : Dall' Oglio, copyr. 1988
Abstract: La vicenda, il vissuto di questo libro si impernia sulla meravigliosa e terribile montagna, la montagna-sogno, la montagna sopra la montagna, simile a un immenso cristallo di cui evoca la sfolgorante e misteriosa regolarità. Nelle facce di questo cristallo si riflettono gli eventi nelle loro infinite angolazioni: il K2 degli esordi; i pensieri e i progetti di Hermann Buhl che prima di salire il Broad Peak e di morire sul Chogolisa nel 1957, discusse con l'allora venticinquenne Kurt Diemberger il famoso stile Alpi occidentali; le parole di Shipton, uno dei primi esploratori occidentali giunto al suo cospetto, che incantarono Diemberger e lo avvolsero in un'invincibile magia. Parallelamente si delinea il rapporto umano con gli amici, con Julie Tullis, la compagna con cui ha fondato the highest filmteam of the world e il suo rapporto di solidarietà con lei. Infine la tragica estate del 1986. Kurt e Julie trovarono alla base della montagna un villaggio, dove si incontrano le più svariate personalità dell'alpinismo. Un appuntamento tragico: le speranze, qualche successo, le prime tragedie. La salita, da parte di coloro che non vogliono rinunciare all'ultima chance, i problemi di tante cordate indipendenti in quota, il sogno della vetta che diventa realtà. Infine la bufera, il dramma a 8000 metri, senza più viveri né gas, prigionieri per cinque giorni nelle piccole tende, Julie si addormenta per sempre, poi man mano, anche i compagni muoiono.
Milano : Corbaccio, 2010
Abstract: Con i suoi 8611 metri il K2 è la seconda montagna della Terra, nonché la più irraggiungibile. Quattro volte più mortale dell'Everest, il K2 ha reclamato il sacrificio di settantasette vite umane dal 1954, quando fu conquistata per la prima volta. Nell'agosto del 2008 undici alpinisti morirono in quella che è stata la sua più grande tragedia: ciononostante il K2 rimane la vetta più ambita dagli alpinisti di tutto il mondo, il Sacro Graal dell'alpinismo, come amava definirla Ed Viesturs prima di affrontarla. In questo libro Viesturs narra la storia alpinistica del K2 e, raccontando i successi e i tragici insuccessi di cui questa storia è costellata, si confronta con le questioni fondamentali poste dall'alpinismo: la valutazione dei rischi, l'ambizione, la lealtà, lo spirito di sacrificio e il prezzo della gloria. Ed Viesturs ha tutte le carte in regola per parlare di queste cose; è uno dei più grandi alpinisti viventi e, nel 1992, insieme a Scott Fischer ha salito il K2 ed è stato travolto da una valanga, ma fortunatamente è riuscito a frenare la sua rovinosa discesa conficcando la sua piccozza nella neve e arrestando anche la caduta del compagno di cordata.
La conquista del K2 : seconda cima del mondo / Ardito Desio
Garzanti, 1954
Il caso K2 : 40 anni dopo / Walter Bonatti
Clusone : Ferrari, 1995
K2 storia di un caso / Walter Bonatti
4. ed
Milano : Baldini & Castoldi, copyr. 2002
Abstract: Cosa accadde davvero la notte del 30 luglio 1954, tra l'ottavo e il nono campo della spedizione italiana impegnata a conquistare il K2? Bonatti, riepilogando fatti e testimonianze, documenti e inchieste, cerca di eliminare ogni dubbio su come siano andate realmente le cose.
La conquista del K2 : seconda cima del mondo / Ardito Desio ; presentazione di Maria Emanuela Desio
Milano : Garzanti, 2004
Abstract: Il 31 luglio 1954 Achille Compagnoni e Lino Lacedelli piantarono il tricolore sulla vetta del K 2. Un anno dopo la conquista dell'Everest, una spedizione tutta italiana conquistava la seconda vetta del pianeta, al termine di una straordinaria impresa alpinistica. Fu un'impresa memorabile, a causa delle difficoltà logistiche, delle scarse conoscenze geografiche e meteorologiche, delle difficoltà tecniche. Con una organizzazione impeccabile, l'uso delle tecnologie più avanzate dell'epoca e un travolgente spirito d'avventura, la spedizione guidata da Ardito Desio riuscì a raggiungere il suo obiettivo. Appena rientrato dalle vette del Karakorum, lo stesso Desio volle raccontare quelle settimane indimenticabili, le speranze e i momenti difficili.
K2, lo spigolo Nord / [Francesco Santon, Agostino Da Polenza]
Venezia : L' altra riva, 1983
K2 : uomini, esplorazioni, imprese / testi di Leonardo Bizzaro ... [et al.]
[Novara] : Istituto geografico De Agostini, copyr. 2004
Abstract: Con i suoi 8616 metri, il K2 - Chogori, cioè Grande Montagna in lingua balti - è la seconda montagna al mondo per altitudine. Pur meno famoso dell'Everest, nella considerazione degli alpinisti è la Montagna delle Montagne. Meta pericolosa e affascinante, con poco più di IOO ascensioni coronate da successo e più di 50 morti nella sua storia, è circondato da un'aura di particolare suggestione dovuta all'isolamento, alla quota, al clima estremo e alle difficoltà tecniche. Nel cinquantesimo anniversario della salita vittoriosa della spedizione di Ardito Desio avvenuta il 31 luglio 1954, questo volume vuole essere l'opera di riferimento sul K2, l'opera ufficiale del CAI, dove la Grande Montagna viene svelata anche in tutti gli aspetti che finora erano rimasti sconosciuti. Dalle prime esplorazioni fino a oggi il testo ne ripercorre la lunga e complessa storia, con taglio giornalistico ma rigoroso, frutto di una approfondita ricerca di fonti documentarie, molte delle quali inedite. Specifici box mettono in luce via via la personalità e le imprese dei principali protagonisti, noti e meno noti. E poiché la conquista del K2 affonda le sue radici nella ricerca scientifica, ampio spazio viene dato anche a questo aspetto, non meno importante di quello puramente alpinistico.
Il Duca degli Abruzzi e Filippo De Filippi nell'Himalaya : 1909 / Filippo De Filippi
Vercelli : White star, copyr. 2006
Abstract: Il 18 luglio 1909 un gruppo di alpinisti italiani giunse a 150 metri dalla vetta del K2, individuando per la prima volta la via normale di salita alla cima. A capo di quella memorabile ascensione era Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, una delle figure più significative dell’alpinismo di tutti i tempi. Quella straordinaria avventura nell’Himalaya e nel Karakorum è raccontata in questo libro da Filippo De Filippi (1869-1938), compagno di tante imprese del Duca, ed è testimoniata visivamente da alcune tra le più spettacolari immagini realizzate da Vittorio Sella, fotografo della spedizione.
Milano : Corbaccio, 2008
Abstract: Il 31 luglio 1954 Achille Compagnoni e Lino Lacedelli piantarono il tricolore sulla vetta del K2, la seconda montagna per altezza dopo l'Everest. Il successo italiano fu il risultato di una spedizione organizzata nel migliore dei modi possibili. E il merito fu del professore Ardito Desio, che in queste pagine racconta che cosa significasse, negli anni Cinquanta, progettare la conquista di un ottomila inviolato, quali furono le fasi, i costi e i vantaggi di una spedizione cosiddetta pesante, ovvero con decine e decine di portatori e quantità ingenti di materiali, per poi far arrivare in vetta due uomini: Lacedelli e Compagnoni. Un formidabile lavoro di squadra, dunque, che tuttavia sollevò polemiche infinite che segnarono la vita di altri partecipanti, primi fra tutti, il grande Walter Bonatti, allora poco più che ventenne che rischiò la vita per la vittoria comune, ma non potè raggiungere il più ambito traguardo di un alpinista: arrivare per primo in cima a una montagna inviolata.