Trovati 1608 documenti.
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La nostra vita / un film di Daniele Luchetti ; [Elio Germano ... et al.]
01 Distribution, [2010]
Abstract: Claudio, operaio edile della periferia romana, vive con la moglie Elena e i duefigli. La moglie muore durante il parto del terzo figlio. Claudio, incapace diaffrontare il dolore, vuole dare tutto ai figli, qualunque cosa si possacomperare. Si trovera' coinvolto in un affare piu' grande di lui.
Un angelo che torna / Danielle Steel ; traduzione di Grazia Maria Griffini
Sperling & Kupfer, 2006
Abstract: Alice e Johnny, una madre e un figlio, un legame potente e indistruttibile. Lui è bello, simpatico, intelligente e... innamorato. Al ritorno dal ballo studentesco, però, un terribile incidente d'auto cancella di colpo i suoi diciassette anni e sconvolge la vita della sua famiglia e della sua ragazza Becky. È soprattutto Alice che sembra non reggere al lutto che le ha lacerato il cuore e le rende insopportabile svegliarsi la mattina per affrontare un nuovo giorno. Ma i miracoli accadono, basta solo volerli, crederci. Dapprima presenza impalpabile, fugace apparizione che turba i sogni della donna. Poi invisibile (agli occhi degli altri), intima compagnia e bene ancora più grande e profondo di quando era in vita. Johnny ritorna, anche se per poco, con una missione da compiere, della quale lui stesso fatica a comprendere appieno il significato. E il suo intervento tramuterà la pena della madre in una pacificata consolazione. Ma scioglierà anche il dramma del padre Jim, dilaniato dai sensi di colpa, della sorella Charlotte che si è sempre sentita la pecora nera della famiglia, del fratello minore Bobby, chiuso in un ostinato mutismo. E di Becky, che riprende a guardare al futuro. Chi non è più con loro aiuterà ciascuno a trovare il proprio posto nel mondo. Ciascuno più... uno.
Signori bambini / Daniel Pennac ; traduzione di Yasmina Melaouah
Milano : Feltrinelli, 1998
Abstract: Recuperando la verve deliziosa e stralunata delle sue storie per l'infanzia, senza rinunciare al senso dell'intreccio narrativo, Pennac riemerge dal turbinante mondo della tribù Malaussène trasferendone tutta la vivacità e la tenerezza in questo nuovo romanzo. Durante una delle sue lezioni Monsieur Craistang, professore di francese, dà ai suoi allievi per punizione un tema per il giorno seguente: una mattina ti svegli e ti accorgi di essere diventato adulto. Vai in camera dei tuoi genitori e scopri che sono tornati bambini. Racconta il seguito. Da questo spunto decolla un'avventura quasi disneyana in piena Belleville, intrappolata in tutte le contraddizioni della nostra difficile contemporaneità.
Sotto la ruota / Hermann Hesse ; traduzione di Lydia Magliano ; introduzione di Enrico Groppali
Milano : A. Mondadori, 1992
1993
Fa parte di: Pirandello, Luigi <1867-1936>. [Vol. 2]: Maschere nude
Abstract: Delle quarantatre commedie che compongono la raccolta ufficiale delle Maschere nude ben trentadue sono tratte da un precedente plot narrativo e dei tredici atti unici, dieci sono quelli di derivazione novellistica. I sei atti unici raccolti in questo volume - Lumie di Sicilia, Il dovere del medico, All'uscita, La giara, La patente, L'uomo dal fiore in bocca -, dimostrano come, qualunque fosse il risultato teatrale, per Pirandello i due generi non fossero sovrapponibili e come le sue trasposizioni drammaturgiche delle novelle fossero delle vere e proprie riscritture.
Signori bambini / Daniel Pennac ; traduzione di Yasmina Melaouah
Milano : Feltrinelli, 2000
Abstract: Recuperando la verve deliziosa e stralunata delle sue storie per l'infanzia, senza rinunciare al senso dell'intreccio narrativo, Pennac riemerge dal turbinante mondo della tribù Malaussène trasferendone tutta la vivacità e la tenerezza in questo romanzo. Durante una delle sue lezioni Monsieur Craistang, professore di francese, dà ai suoi allievi per punizione un tema per il giorno seguente: una mattina ti svegli e ti accorgi di essere diventato adulto. Vai in camera dei tuoi genitori e scopri che sono tornati bambini. Racconta il seguito. Da questo spunto decolla un'avventura quasi disneyana in piena Belleville, intrappolata in tutte le contraddizioni della nostra difficile contemporaneità.
1971
Fa parte di: Brecht, Bertolt <1898-1956>. I capolavori di Brecht
Abstract: Nella Londra del primo Novecento, in un universo brulicante di miserabili, furfanti e prostitute, lo strozzino Gionata Geremia Peachum cerca di consegnare al boia lo sgradito genero Mackie Messer. Vano tentativo, però: imprigionato dopo colpi di scena, tradimenti e fughe, Mackie già sulla forca e con il cappio al collo, vedrà ribaltarsi provvidamente il suo destino.
Trilogia / Samuel Beckett ; traduzione e cura di Aldo Tagliaferri
Torino : Einaudi, copyr. 1996
Abstract: Uscita tra il 1951 e il 1953, e scritta in francese, la Trilogia ha imposto Beckett sulla scena europea. I suoi personaggi, misteriosamente infermi, isolati nei loro disperati monologhi, incarnano emblematicamente la solitudine dell'uomo contemporaneo, ma anche la sua paradossale resistenza passiva al destino di annientamento che lo minaccia, sotto cieli vuoti non più abitati da alcuna divinità. Apparsa in Italia a metà degli anni '60, la Trilogia è sempre stata considerata un'opera a parte rispetto alla più celebre produzione teatrale di Beckett, anche a causa delle sue difficoltà interpretative.
Il cielo degli animali / Nicoletta Bortolotti ; illustrazioni di Cristiana Cerretti
Gribaudo, 2021
Abstract: Ti diranno che il cielo dei gatti, dei cani, dei criceti e dei pesci rossi si trova dove finiscono le nuvole. Questo cielo è un luogo strano, dove chi non c'è più, c'è ancora. E dove sia, non si sa. Forse cominciano là i sogni pelosi degli animali.
Harry & Hopper / Margaret Wild, Freya Blackwood
Caissa Italia, 2024
Abstract: Harry e Hopper fanno sempre tutto insieme. Un giorno però accade l'impensabile. Quando Harry ritorna da scuola, Hopper non è lì ad accoglierlo. Hopper non c'è e non potrà esserci mai più, ma Harry non è ancora pronto a lasciarlo andar via...
Cinque stagioni / Abraham B. Yehoshua ; traduzione di Gaio Sciloni
Torino : Einaudi, copyr. 1993
Abstract: Al termine di una lunga malattia la moglie di Molcho muore, lasciando al marito un immenso vuoto, una vita da reinventare. Negli ultimi sette anni Molcho è vissuto come un perfetto infermiere. Ora sembra che tutti vogliano trovargli un'altra moglie. Ma Molcho è talmente attaccato al ricordo della moglie da tornare a Berlino, città natale di lei, due volte l'anno. E lì si sente accusare d'aver fatto morire la moglie proprio con le sue cure amorevoli e assidue. Attraverso cinque, intense stagioni, l'autore racconta lo spaesamento, le ansie, il senso di inadeguatezza del suo personaggio, ma anche la sua lenta rinascita.
Prospettiva Lenin / Anton Antonov
Milano : Feltrinelli, 2010
Abstract: Ivan - brillante agente segreto al servizio del Kgb, orgoglioso difensore del socialismo, raffinato estimatore del bello - assiste sgomento al disfacimento dell'Unione Sovietica. A Mosca le code fuori dai negozi si allungano, gli ideali cadono come inutili orpelli di un mondo in via di disgregazione, gli amici si trasformano in nemici. Ivan è costretto a ricostruirsi una vita in uno squallido condominio moscovita, lontano dalle luci della ribalta della nomenklatura, fra alcolizzati e residui di un passato che si allontana. Salvatore - cresciuto in una Sicilia che avvampa di moti rivoluzionari - è vitale, colto e intraprendente. Impara il russo, studia a Leningrado e infine si trasferisce a Mosca, dove lo aspetta un ruolo di prestigio per conto della più accreditata azienda italiana di prodotti informatici. Fa carriera, accumula esperienze, allaccia relazioni, crea consenso e infine non può rifiutare la proposta di lavorare anche per il Kgb. Il suo compito è procurare informazioni sull'ago della bilancia geopolitica della Guerra fredda: l'Italia. Salvatore torna a casa per carpirne i segreti: Comiso, Sigonella, gli affari del Vaticano. Il prezzo da pagare è alto. Salvatore ha un futuro da inseguire. Ivan, un passato da dimenticare. Ivan e Salvatore sono la stessa persona. Anton Antonov è il nome fittizio dietro cui si cela un uomo della finanza internazionale. Questo è il suo primo romanzo, già pubblicato in Russia.
I malfatati : romanzi : 1999-2007 / Salvatore Niffoi
Nuoro : Il maestrale, 2011
Abstract: L'autore rivelazione degli ultimi dieci anni in tutta la sua originaria opera barbaricinaCinque romanzi di lingua magmaticadove riso e pianto si fondono come per incantoraccontando il dolceamaro dell'esistenzaL'arte e i temi della narrativa di Salvatore Niffoi si esprimono compiutamente in questo volume che raccoglie tutti i romanzi dello scrittore sardo targati II Maestrale: cinque libri in uno, cinque storie su una umanità dolente che s'affanna contro il destino. Sì compone così il ciclo dei Malfa-tati, un nome che ricalca il sardo malefadados'. gli «sventurati», donne e uomini colpiti da una sorte avversa. Come i memorabili personaggi di questi libri: dal postino di Piracherfa che tenta di riscattare una vita grama rispondendo alle lettere che ancora arrivano all'indirizzo di un giramondo morto in disgrazia; a Cristolu, il frate che si farà bandito per vendetta; fino alle cinque donne alla ricerca di un nuovo Adamo sopravvissuto all'apocalisse, nell'ultimo inverno del mondo.
Milano : Il Saggiatore, 2011
Abstract: Quelle foto di Stefano Cucchi. Quel corpo prosciugato, quella maschera di ematomi sul viso, un occhio aperto, quasi fuori dall'orbita. Quella morte di Federico AJdrovandi, quel giovane riverso a terra, le mani ammanettate dietro la schiena, esanime. Quelle urla di Giuseppe Uva, dentro la caserma dei carabinieri di Varese. Quelle sue foto col pannolo-ne da adulto incontinente, imbrattato di sangue. Quelle facce gonfie, viola, i rivoli di sangue. E tutte le altre storie, rimaste ignote, oppure richiamate da un trafiletto di giornale, e già dimenticate. Giovanni Lorusso, Marcello Lonzi, Eyasu Habteab, Mija Djordjevic, Francesco Mastrogiovanni. E molti altri. In Italia in carcere si muore. Alcuni sono suicidi, alcuni no. E si muore durante un arresto, una manifestazione di piazza, un trattamento sanitario obbligatorio. Dietro le informazioni istituzionali spesso c'è un'altra storia. Un uomo che muore in carcere è il massimo scandalo dello Stato di diritto. Quando hanno aperto la cella ce lo racconta. Luigi Manconi e Valentina Calderone ascoltano, raccolgono e portano alla luce storie di persone, spesso giovani, che entrano nelle carceri, nelle caserme e nei reparti psichiatrici e ne escono morte. In ognuna di queste morti, la morte dello Stato di diritto. Prefazione di Gustavo Zagrebelsky.
Il senso della morte e l'amore della vita nel Rinascimento (Francia e Italia) / Alberto Tenenti
Einaudi, 1977
[Milano] : Fabbri, 2007
Abstract: Marcello Bernardi, grandissimo pediatra, autore di testi fondamentali come Il nuovo bambino, Gli imperfetti genitori, Infanzia tra due mondi, scrisse anche una storia, una volta, da nonno a nipote. Una storia semplice e forte, di coraggio e crescita. Eccola. Illustrazioni di Vanna Vinci. Età di lettura: da 5 anni.
Pinelli. La finestra chiusa : quarant'anni dopo / Marco Sassano ; introduzione di Cesare De Michelis
Venezia : Marsilio, 2009
La resa dei conti : aprile-maggio 1945: foibe, piazzale Loreto e giustizia partigiana / Gianni Oliva
[Milano] : Il Giornale, c1999
Biblioteca storica ; 21
Pozza, 2017
Abstract: «La tristezza mi entra nel cuore. Io ho paura della morte». Così quattromila anni fa Gilgamesh, l’eroe babilonese, commentava la morte dell’amico Enkidu. La paura della morte ci perseguita da sempre. C’è chi la manifesta indirettamente, magari in un sintomo che non ha apparentemente nulla a che fare con essa; c’è chi la esplicita, come Gilgamesh, con tragica consapevolezza; c’è chi ne è a tal punto paralizzato da non potersi abbandonare ad alcuna felicità. Come un’ombra oscura, la paura della morte entra nel cuore di ogni uomo, in ogni epoca, sotto ogni condizione. Al punto tale che non vi è stato scrittore degno di questo nome che non l’abbia affrontata e descritta. Irvin Yalom l’affronta anche lui in questo libro, ma non per aggiungere un suo compendio di riflessioni alle illustri opere del passato. Il libro è piuttosto una ricognizione che nasce dal confronto personale con il problema della morte, confronto offerto dal dialogo con i pazienti e dalla frequentazione delle opere di quei pensatori che hanno tracciato la via per avere la meglio sul terrore della morte. L’esperienza mostra come sia davvero arduo vivere ogni istante consapevoli di dover morire. «È come cercare di fissare direttamente il sole: si riesce a sopportarlo solo per poco». Di qui i rituali compulsivi per attenuarne il terrore: la proiezione nel futuro attraverso i propri figli, la fede in un salvatore, la strenua lotta per diventare importanti e famosi. L’angoscia della morte è però sempre in agguato, «occultata in qualche abisso nascosto della mente». Che cosa fare? Come misurarsi con essa? Più che Freud, Jung e gli altri grandi psichiatri della fine del diciannovesimo e dell’inizio del ventesimo secolo, sono i filosofi greci classici, in particolare Epicuro, a indicare, per Yalom, la via. È attraverso il pensiero di Epicuro – un filosofo lontanissimo da quella concezione di abbandono alla sensualità con cui viene generalmente tramandato – che l’idea della morte, anziché portare alla disperazione e a una vita priva di scopo, può essere una awakening experience, un’esperienza di risveglio, «una consapevolezza che conduce a una vita più piena».
Prima dell'alba / Paolo Malaguti
Neri Pozza, 2017
Abstract: Alle 6,30 del 27 febbraio 1931 il trillo violento del duplex manda all’aria uno dei sogni più belli, con tanto di fiammante Fiat 521 Coupé, fatti dall’ispettore Ottaviano Malossi, 32 anni, sposato da cinque, ufficiale della Polizia di Stato nella questura centrale di Firenze. Dall’altro capo del telefono il collega Vannucci gli dice che è atteso alla stazione dagli agenti della Ferroviaria... con una certa urgenza, visto che c’è di mezzo un morto. Il tempo di trangugiare l’orzo riscaldato dalla sera prima nel buio del cucinino, salutare la moglie, inforcare la bicicletta, che Malossi si ritrova al cospetto degli agenti e poi su un treno diretto a Calenzano dove, riverso sulla massicciata, sul lato esterno della linea che scende da Prato, giace il cadavere del morto in questione. Vestito in maniera seria ed elegante, il morto porta i chiari segni di una caduta: tracce di polvere biancastra sulla schiena, uno strappo alla cucitura della manica sinistra, un altro strappo all’altezza del ginocchio destro. Il volto è quello di un uomo anziano e ben curato, capigliatura candida, pizzo lungo e folto. Gli uomini accorsi per primi sul posto lo guardano con un’espressione di timore mista a reverenza. Nel sole accecante del mattino Malossi non tarda a scoprire il perché. Le tessere della Milizia volontaria e del PNF contenute nel portafoglio del morto mostrano generalità da far tremare i polsi: Graziani Andrea, nato a Bardolino di Verona, il 15 luglio 1864, Luogotenente Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Un caso spinoso, dunque, per cui bisogna fare presto, trovare i colpevoli, se ve ne sono, ma soprattutto consegnare quanto prima il corpo dell’eroe agli onori che la Patria vuole tributargli. Resta da chiarire, però, come Graziani sia finito riverso al suolo sulla scarpata opposta a quella di marcia del treno su cui viaggiava: si è suicidato, spiccando letteralmente un balzo fuori dal portello, oppure qualcuno, prima dell’alba, lo ha spinto con violenza giù dal convoglio? Malossi inizia a scavare con prudenza, tra resistenze, false piste e pressioni dall’alto, in un viaggio alla ricerca della verità che, dai binari della linea Prato-Firenze, lo condurrà lontano nel tempo, fino all’ottobre del 1917, sulle tracce di un fante italiano testimone silenzioso del disastro di Caporetto e, prima ancora, di una vita di trincea resa intollerabile dai massacri e dal rigore insensato di una gerarchia pronta a far pagare con la fucilazione anche la più banale infrazione del regolamento. Nel centenario della «disfatta» di Caporetto, Paolo Malaguti compone un impeccabile romanzo che getta una luce nuova sulle scelte, di memoria e celebrazione, di oblio e censura, fatte dall’Italia «vittoriosa» attorno al mito della Grande Guerra e al destino dei troppi caduti di quella inutile strage che, a parere di molti, segnò la vera fine della civiltà europea.