Trovati 897 documenti.
Trovati 897 documenti.
I capolavori di Giorgio Bassani / con un saggio di Pier Paolo Pasolini
Mondadori, 2005
Abstract: Un narratore senza nome ci guida fra i suoi ricordi d'infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull'Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell'età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl. Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.
Salani, 2025
Abstract: In quella Casa speciale sui monti, Nina prova a lasciarsi il passato alle spalle. Scappa dai nazisti e dalla guerra, e come gli altri bambini e ragazzi, circa ottocento in tutto, che si ritrovano in quel rifugio, ha già una storia tutta da riscrivere. Tra le pagine del suo diario incontriamo Moshe Zeiri, il direttore della casa-comunità di Sciesopoli che accoglie i bambini orfani sopravvissuti alla Shoah, Matilde, Fetter, Samuel, Irena, Aaron, Yaakov e Klara, la più taciturna, che diventerà la sua migliore amica. Ma anche Vittorio, che abita nel paese vicino, il suo primo timido amore. Insieme impareranno a prendersi cura l'uno dell'altro, a collaborare, a studiare, a pensare che una nuova vita sia possibile anche per loro. Un racconto su una storia vera del nostro dopoguerra ancora poco conosciuta che ricostruisce le vicende dei bambini ebrei orfani scampati alla persecuzione nazista che dopo la Seconda guerra mondiale trovarono una casa sulle prealpi bergamasche. Quella Casa è ancora lì, a mille metri di altitudine, tra la Val Seriana e la Val Brembana, a ricordarci che la speranza in un futuro diverso è possibile, nonostante tutto
Il sofferto silenzio di Pio XII / Saverio Xeres
V&P, 2010
Abstract: L'atteggiamento di papa Pio XII nei confronti del genocidio nazista del popolo ebraico ha dato origine a un vasto e complesso dibattito che ha superato l'ambito propriamente storiografico, per coinvolgere ampia parte dell'opinione pubblica. Era il papa a conoscenza di quanto stava avvenendo nei campi di concentramento? Ha denunciato pubblicamente lo sterminio in atto? Sul tragico sfondo della Seconda guerra mondiale, un pontefice di indubbia levatura morale e intellettuale, nonché dotato di grande esperienza diplomatica, come Eugenio Pacelli, si trova di fronte a un angoscioso dilemma: denunciare apertamente, come molti chiedevano, lo sterminio degli Ebrei, anche a rischio di aggravarne ulteriormente la sorte, o evitare un intervento pubblico, senza tralasciare di soccorrere nel silenzio e generosamente i perseguitati? Quando le situazioni concrete si fanno complesse, diventa inevitabile, anche per un papa, compiere una scelta che difficilmente potrà raccogliere il consenso di tutti. Una scelta comunque legittima, operata secondo il proprio discernimento, pur nella prospettiva di alternative altrettanto plausibili.
Le Monnier, 2015
Abstract: Budapest, inverno del 1944. Il conflitto mondiale volge al termine, ma in Ungheria si intensificano le deportazioni e la barbarie nazista. Uno sparuto numero di diplomatici decide di fronteggiare il massacro. Tra loro c'è Ángel Sanz Briz, un giovane ambasciatore spagnolo che agisce agli ordini di Franco. Il diplomatico è coadiuvato dal personale della legazione: la segretaria, l'avvocato, l'autista, e da altri volonterosi, fra cui l'italiano Giorgio Perlasca. Sarà proprio quest'ultimo, a distanza di anni, a raccontare meglio, e più degli altri, l'opera umanitaria dell'ambasciata spagnola a Budapest, addossandosene però tutti i meriti. La ricerca storica non può, tuttavia, lasciarsi sedurre dalla leggenda. Ed ecco che dai nuovi documenti emerge una storia contrastante con quella narrata da Perlasca. Una storia che svestirà lo Schindler italiano dei panni dell'eroe e lo collocherà nel ruolo che più gli compete
Mondadori, 2003
Abstract: Una storia di amicizia evocativa e commmovente. Il libro è dedicato alle disavventure e alle peripezie di Otto, un orsacchiotto di peluche tedesco che viene separato dal suo padroncino ebreo durante la seconda guerra mondiale.
Finché le stelle saranno in cielo / Kristin Harmel
Garzanti, 2012
Abstract: Da sempre Rose, nell'attimo che precede la sera, alza lo sguardo a cercare la prima stella del crepuscolo. È quella stella, anche ora che la sua memoria sta svanendo, a permetterle di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulla rive della Senna. Il suo è un passato che nessuno conosce, nemmeno l'amatissima nipote Hope. Ma adesso per Rose, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce a un ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E, dopo settanta lunghi anni, di mantenere una promessa. Rose affida questo compito alla giovane Hope, che non ha nulla in mano se non un elenco di nomi e una ricetta: quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod. Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso confessandole le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all'Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: conosceva l'Olocausto solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all'eccidio. Per questo, per dare un senso anche al proprio passato, Hope parte per Parigi. Perché è nei vicoli tra Place des Vosges, la sinagoga e la moschea che è nata la promessa di Rose, una promessa che avrà vita finché le stelle saranno in cielo.
Baldini & Castoldi, copyr. 2002
Abstract: Il 23 settembre 1939 Wladyslaw Szpilman, un giovane pianista di Varsavia, suonò il "Notturno" in C diesis minore di Chopin per la radio locale, mentre le bombe tedesche cadevano sulla città. Più tardi, un ordigno tedesco distrusse la centrale elettrica e la stazione radio polacca fu ridotta al silenzio. La guerra precipitò Varsavia nell'orrore dell'occupazione nazista. Rinchiusi nel ghetto, gli ebrei furono a poco a poco decimati. Agghiacciato testimone degli eventi che porteranno alla rivolta e all'evacuazione della città, Szpilman vide morire molti dei suoi amici e la sua intera famiglia, riuscendo miracolosamente a sopravvivere tra le rovine della sua amata Varsavia. "Il pianista" è allo stesso tempo la storia straordinaria della tenacia di un uomo di fronte alla morte e un documento della misteriosa, possibile umanità degli esseri umani: la vita di Szpilman fu salvata da un ufficiale tedesco che lo udì suonare quello stesso "Notturno" di Chopin su un pianoforte trovato fra le macerie.
Corbaccio, 2025
Abstract: Edith ha sedici anni, è una ballerina di talento e una bravissima ginnasta che aspira alle Olimpiadi. E, fra allenamenti massacranti e la quotidiana battaglia per trovare il suo posto in una famiglia dove è considerata la figlia «dotata di cervello ma non di bellezza», è troppo presa per soffermarsi a riflettere su quel che succede nel mondo e nel suo Paese. Ma l'Ungheria del 1943 incomincia a diventare pericolosa per una ragazza ebrea. Appena Edith si innamora per la prima volta, si trova rinchiusa, insieme alla sua famiglia, nel vagone di un treno diretto ad Auschwitz. Persino in questi momenti bui, Eric, il ragazzo di Edith, mantiene viva la speranza: «Non dimenticherò mai i tuoi occhi» le dice attraverso le assi del carro bestiame. La realtà di Auschwitz supera ogni peggiore incubo, eppure Edith, nonostante la fame che patisce e gli orrori che vive, è sostenuta dal pensiero di Eric. Sopravvive, insieme con la sorella Magda, e torna a casa, piena di dolore e sensi di colpa: la vita le appare più un peso che un dono... almeno fino a quando non capisce di poter scegliere. Non può cambiare il passato, ma può scegliere come vivere il presente e persino amare di nuovo.
Diario / Anna Frank ; prefazione di Natalia Ginzburg ; traduzione di Arrigo Vita
Torino : Einaudi, copyr. 1990
Rizzoli, 2008
Abstract: Con grande entusiasmo e parecchia apprensione, la giovane giornalista Lesley arriva a Venezia per intervistare Paolo Levi, violinista di fama mondiale. Una sola indicazione le è stata data: non porgli la domanda su Mozart. Ma di che cosa si tratta? E perché bisogna evitare l'argomento?
La storia di Erika / di Ruth Vander Zee ; illustrazioni di Roberto Innocenti
2. ed.
La Margherita, [2005]
Abstract: Dal 1933 al 1945 sei milioni di Ebrei, della mia gente, furono sterminati. Fucilati, lasciati morire di fame, gassati, bruciati nei forni. Io no. Io sono nata intorno al 1944. Non so esattamente quando. Non so neanche il vero nome. Non so da dove vengo. non so se avevo fratelli o sorelle. L'unica cosa che so, è che avevo solo pochi mesi, quando fui strappata all'Olocausto.
Conta le stelle / Lois Lowry ; traduzione di Sara Congregati
Firenze ; Milano : Giunti, 2012
Abstract: Annemarie vive con i genitori e la sorellina minore a Copeenaghen. La sua esistenza scorre normale fino a che la città non si riempie di soldati e i genitori della sua migliore amica, Ellen, sono costretti a fuggire. È il 1943 e anche la Danimarca comincia a conoscere la persecuzione degli Ebrei. Annemarie non capisce, non comprende la paura che la anima ogni volta che incontra un giovane tedesco, non comprende perché la città improvvisamente ha perso i suoi colori e la sua aria tersa, non comprende perché i suoi genitori bisbiglino e non vogliano mai parlare dell'incidente mortale che ha strappato alla famiglia la sorella maggiore Lise.
Friedl e i bambini di Terezín / Federico Gregotti
Einaudi ragazzi, 2021
Abstract: La straordinaria storia di Friedl Dicker-Brandeis, artista ebrea che, nel mezzo della barbarie nazista, riuscí, grazie all'arte, a rendere meno penosa la vita di centinaia di bambini deportati e a fare in modo che la loro memoria sia ancora oggi conservata. Un racconto sull'intuizione geniale di una grande donna, sulla sua tenacia e sul potere quasi salvifico dell'arte, luce in mezzo alle tenebre. Friedl Dicker-Brandeis, nata a Vienna nel 1898 e morta nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau nel 1944, è considerata una dei pionieri dell’arteterapia. Nel 1942 fu deportata a Terezín, il «ghetto modello» voluto dalla propaganda nazista. Lí organizzò laboratori creativi per bambini con lo scopo di riequilibrare, attraverso l’arte, il mondo interiore dei suoi giovani allievi, segnati dalla paura e dall’incertezza che vivevano quotidianamente. Per far sì che i loro disegni non andassero perduti e che la loro memoria non fosse cancellata, Friedl catalogò ogni lavoro, annotando il nome e l’età degli autori, quindi nascose le opere in due valigie che furono ritrovate alla fine della Seconda guerra mondiale. Si salvarono quasi 5000 disegni e dipinti, la maggior parte dei quali è conservata al Museo Ebraico di Praga.
Anni d'infanzia / Jona Oberski ; traduzione di Amina Pandolfi
Firenze : Giuntina, copyr. 1989
Abstract: Jona è un bambino originario di Amsterdam che nel 1940, a soli due anni, viene deportato con i genitori nel campo di concentramento di Westerbork, passando poi a Bergen-Belsen. Il 23 marzo del 1942 vede morire il padre Max di stenti e denutrizione a soli 40 anni; la madre Anna quasi impazzisce per il dolore. Tre anni dopo Anna e Jona vengono fatti salire su un treno diretti al campo di sterminio di Auschwitz. Per loro fortuna, un bombardiere russo, colpendo il vagone dei soldati, fa deragliare il treno che trasporta circa cinquecento prigionieri. A causa del deragliamento, gli ebrei vengono dirottati verso un paesino di montagna, Tröbitz, dove Jona vive in una casa con la madre e una ragazza di tredici anni proveniente anche lei dal campo di concentramento. Anna, ormai mentalmente instabile, viene ricoverata in un ospedale e in breve tempo si spegne all'età di 42 anni. Da Tröbitz, Jona viene portato ad Amsterdam dove viene accolto dalla famiglia Daniel. Jona inizialmente vive con molta difficoltà la sua condizione di sopravvissuto, soprattutto a causa della perdita della madre, che lo segna causandogli forti squilibri: è scontroso, non vuole mangiare né bere. I Daniel non sanno cosa fare, finché un giorno gli comprano una bicicletta: Jona ricorda così i momenti passati col padre e decide di provare la bici, e dopo tanto tempo lo si vede sorridere di nuovo.
La notte / Elie Wiesel ; prefazione di Francois Mauriac ; traduzione di Daniel Vogelmann
Firenze : La giuntina, copyr. 1980
Abstract: Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto? (dalla Prefazione di F. Mauriac)
L'ebreo errante / Elie Wiesel ; traduzione di Daniel Vogelmann
4. ed
Firenze : Giuntina, 1994
Firenze : Giuntina, copyr. 2006
Abstract: Scritto quando l'autrice era poco più che adolescente, il libro ha la freschezza e la spontaneità proprie dell'età giovanile, accompagnate tuttavia da una mano già sicura nel tratteggiare le situazioni e nel delineare i personaggi. Il successo riscosso in pari misura presso i ragazzi e gli adulti si spiega anche con il fatto che il romanzo presenta due chiavi di lettura: è il ritratto, vivace e psicologicamente convincente, di un microcosmo scolastico, ma è anche il paradigma della cupa realtà che stava imponendosi nella Germania nazista. Accattivante per la vivacità delle situazioni e dei dialoghi e per la caratterizzazione dei personaggi, al lettore di oggi offre numerosi spunti di riflessione.
Frammenti di tempo / Ida Fink ; postfazione e traduzione di Laura Quercioli Mincer
Giuntina, 2002
Abstract: Si tratta di racconti sull'Olocausto basati su esperienze autentiche, spesso autobiografiche. A fronte del contrasto buio di stanze segrete, cantine e fienili, Ida Fink riproduce la vita quotidiana di una popolazione che si tiene nascosta mentre resiste, si sottomette, tradisce, spera, rimpiange, ricorda. Sono racconti sul sacrificio e sull'egoismo, sulla superficie della bontà sopra l'abisso dell'indifferenza. L'autrice non parla della fase finale dell'annientamento, bensì di quei piccoli frammenti di tempo che precedono i trasporti nei campi di concentramento o gli omicidi, facendo avvertire quell'atmosfera di paura e poi di vero e proprio terrore di cui erano pervasi ogni giorno, ogni ora, ogni minuto della vita degli ebrei polacchi.
Conseguenze tardive / Grete Weil ; a cura di Camilla Brunelli
Giuntina, 2008
Abstract: Se gran parte della letteratura tedesca ed europea del secondo dopoguerra è in qualche modo segnata dalla cesura culturale simboleggiata da Auschwitz - nei temi del disagio della civiltà, della mancanza di parola, del vuoto esistenziale o del sentimento del nulla che la caratterizzano - l'opera di Grete Weil, invece, affronta e tratta direttamente il "morbo Auschwitz", ben lungi da definirsi solamente "influenzata" da esso. L'autrice fa della deportazione e dello sterminio degli ebrei, della condizione di vittima e delle conseguenze di quel morbo il tema unico della sua opera. Nel 1992 esce "Conseguenze tardive", una raccolta di cinque racconti e un testo di riflessione finale di particolare interesse poiché conclude l'opera narrativa di Grete Weil di cui rappresenta il testamento letterario. Allo stesso tempo esso costituisce il punto di arrivo della riflessione di tutta una vita sulle "conseguenze tardive" del trauma di Auschwitz, che riguardano non solo le vittime sopravvissute, protagoniste dei racconti, ma si estendono anche ad aspetti più generali della società europea contemporanea che fu teatro dei crimini nazisti
Un pollo di nome Kashèr : ricordi del dopoguerra / Liliana Treves Alcalay
Giuntina, 2009
Abstract: In questo libro Liliana Treves Alcalay rievoca gli anni successivi alla guerra attraverso i ricordi e gli episodi più significativi della sua infanzia. Il ritorno a Milano dalla Svizzera - che la famiglia aveva raggiunto nel 1943 nel corso di una drammatica fuga tra le montagne -, la fame, la miseria, la difficoltà di adattamento in una società traumatizzata dagli eventi bellici, i primi terribili racconti dei sopravvissuti alla Shoah, i pregiudizi razziali ancora fortemente radicati nell'animo di alcuni nonostante le atrocità della guerra appena terminata. Episodi sofferti ma anche teneri e divertenti che tracciano il corso della sua esistenza alla continua, faticosa ricerca di se stessa, delle conferme che le dessero fiducia, dei suoi spazi, delle scelte di studio e di vita spesso ostacolate dalla famiglia. Ma, infine, l'incontro con la musica è destinato ad avverarsi. Grazie ad essa riuscirà finalmente a esprimersi, crescere, comunicare, dedicarsi con passione alle ricerche sui canti della tradizione ebraica, a raggiungere traguardi insperati che daranno un senso alla sua vita. È un racconto autobiografico semplice e sincero dove la protagonista assoluta è l'infanzia che silenziosa continua ad accompagnare Liliana passo dopo passo nel corso della vita, pronta a riaffiorare nei momenti di fragilità e a influenzare inevitabilmente gli anni della maturità. Perché "dall'infanzia non si guarisce mai".