Trovati 518 documenti.
Trovati 518 documenti.
Cantù : Galleria del design e dell'arredamento, 2000
Milano : BTicino : Cittastudi, c1995
Torino : Bollati Boringhieri, 2004
Abstract: Nella maggior parte delle sue opere, Enzo Mari esplora, con consapevole vena romantica, le tensioni di un immaginario che sceglie i materiali per le loro simbologie e i loro caratteri allusivi. Un universo che nasce dall'immaginario collettivo, sicuramente colto, l'immaginario di un artista da sempre controcorrente. Si intuisce nelle opere e nei progetti, che per Enzo Mari le immagini non rappresentano il mondo: lo creano, nella consapevolezza di un complesso gioco di forme e di significati, per il quale la qualità della forma è qualità del linguaggio e la qualità del linguaggio è qualità politica. (Dall'introduzione di Francesca Alfano Miglietti)
Giugiaro desig / [testi di Giorgetto Giugiaro]
Monalieri : Italdesign Giugiaro, c2005
Museo del design italiano : : guida
Milano : Electa, 2019
Abstract: La guida si apre con ventotto testimonianze di alcuni degli autori delle opere in Collezione. La peculiarità delle interviste è che sono state tutte raccolte al telefono, prendendo spunto dall'affermazione di Vico Magistretti: A me piace il concept design, quello che è talmente chiaro che puoi anche non disegnarlo. Molti dei miei progetti li ho trasmessi al telefono. Da questo deriva il tono spesso colloquiale, spontaneo e in presa diretta dei testi. Segue il regesto delle opere esposte presso il Museo del Design italiano di Triennale, ordinate cronologicamente. Quarantadue opere del regesto sono state selezionate per essere accompagnate da un breve testo di approfondimento su concept, storia e materiali.
La Jolla : La Jolla Museum of Contemporary Art, c1982
Lassù tra gli dei : ritratti di personaggi illustri del design e della cultura / Enrico Baleri
Milano : 24 Ore cultura, 2021
Abstract: La morte di un maestro è un'occasione per distillare i suoi insegnamenti e il suo pensiero, il primo passo per tramandarlo ai posteri. Con questo spirito Enrico Baleri scrive le sue Perline, brevi racconti dedicati a grandi figure del design e della cultura che ci hanno lasciato, e talvolta a progetti, enti o istituzioni. Storie vissute in prima persona, dal un punto di vista privilegiato di chi quella storia l'ha vissuta e vuole condividerla con il lettore regalandogli l'illusione di esserne protagonista con lui. Seguite da un pubblico di appassionati su Facebook, queste storie prendono ora la forma di un libro, accompagnate da una prefazione dell'autore. Con uno stile chiaro, talvolta ironico, e sempre modulato sul personaggio che si vuole raccontare, Baleri ci consegna dei piccoli tesori, che insieme vanno a scrivere un pezzo importante della storia italiana.
Gli anni del design italiano : ritratto di Cesare Cassina / Pier Carlo Santini
Milano : Electa, c1981
Milano : Angeli, 1990
Ricerche di tecnologia dell'architettura ; 38
Una bellezza critica : (nelle) teorie, poetiche e pratiche del design italiano / Giuseppe Lotti
Milano : Angeli, 2022
Serie di architettura e design ; 119
Abstract: L'idea alla base di Una bellezza critica è che una caratteristica del design italiano è da sempre stata la volontà di prendere posizione, di farsi strumento di intervento nella società e, seppur con i limiti della professione, di provare a cambiarla. Ciò senza perdere di vista l'estetica, la qualità formale, la bellezza del prodotto. Questo atteggiamento è di certo una tra le principali forze del design italiano. In un tale scenario il designer ha svolto, di fatto, la funzione di un intellettuale che, attraverso un approccio critico alla realtà, propone modelli alternativi, spesso criticando i compagni di strada. Resta da capire se tutto ciò sia oggi ancora valido e, dunque, se tale attitudine di farsi volutamente attore della trasformazione sociale, mantenendo la dignità estetica del prodotto, rimanga ancora una specificità del contributo italiano al design. La debolezza di pensiero, figlia della Postmodernità, una concentrazione sugli aspetti di natura metodologico-tecnica e una ricerca di più stretto collegamento con i sistemi produttivi locali, con l'obiettivo, corretto, di avere ricadute in termini di competitività, hanno, in parte, condotto il dibattito su altre problematiche. Da qui un dubbio: che alcune delle attuali difficoltà del design italiano siano parzialmente legate proprio a questo allontanamento dal tradizionale approccio critico. E, dunque, pur nella specificità del momento, un auspicio a riprendere la strada interrotta.
Capolavori del design italiano / [testi di Design.doc]
White Star, 2011
Abstract: Da sempre il made in Italy è sinonimo di qualità e stile. Tali peculiarità del design italiano sono evidenti nel volume che ne racconta la storia attraverso l'opera dei suoi progettisti. Con l'eccezione dei maestri del car-design, che non vengono trattati in questo volume, per ogni periodo storico sono presentati i designer di riferimento in schede che riportano una sintesi dell'approccio progettuale e una selezione dei prodotti più significativi, ormai considerati vere e proprie icone del design contemporaneo. Prendendo avvio dagli oggetti di arredo del Movimento Moderno e dalla famosa macchina da scrivere Lettera 22 di Marcello Nizzoli, il volume si sofferma su alcuni progetti dei grandi mastri del design italiano, come Achille Castiglioni, Joe Colombo, Vico Magistretti, Bruno Munari, Ettore Sottsass, Marco Zanuso. Vengono inoltre presi in esame quei laboratori e studi che, aderendo al movimento radicai design degli anni Settanta, proponevano progetti di contestazione e di rottura. Un intero capitolo è dedicato ai protagonisti del design industriale italiano contemporaneo, capaci di leggere le tendenze e di tradurle in oggetti, creando così il nuovo gusto italiano che verrà esportato nel mondo. Ed è con un riferimento internazionale che si chiude il volume, proponendo l'esempio di alcuni designer stranieri che proprio in Italia sono riusciti a portare al successo le proprie idee.
Milano : Angeli, c2011
Casi di comunicazione ; 7
Abstract: A chiusura della prima decade del nuovo millennio, trasformata a livello internazionale dai grandi e, per molti versi, sconvolgenti avvenimenti economici, sociali e politici, come si muove la comunicazione dei prodotti di design? Con quali nuovi linguaggi può affrontare i palcoscenici delle nostre vite così mutevoli, legate a un presente transitorio e in continua evoluzione? E in tutto questo, a proposito di oggetti di design, ha ancora senso parlare di forma e funzione senza cedere il passo agli aspetti emozionali, che spesso noi tutti cerchiamo per il quoziente di complicità rassicurante, di riconoscibilità contenuti nel loro storico bagaglio emotivo? Considerazioni semantiche che diventano sostanza per la comunicazione del settore che non può permettersi di sedersi sugli allori, o di mischiare le carte con discorsi fuori tema o fuori target. Bisogna trovare le strategie e le parole giuste per raccontare i valori dei brand più specifici del made in Italy, dove il nostro design rappresenta ancora una voce di indubbio valore, in funzione dell'alto tasso di creatività che non si può simulare o riprodurre. Solo i brand più forti riescono a competere sui mercati internazionali, perché sono espressione di grande coerenza nella loro storia, tra prodotto innovativo e ricerca, persone e comunicazione. Noi tutti, ormai, in veste di pubblico abbiamo traslocato nella condizione di protagonisti del nostro tempo, attori sul palcoscenico delle nostre vite, artefici consapevoli delle scelte di consumo.
Design una storia italiana : Meet design
[Milano] : RCS : Skira, [2011]
Abstract: Meet Design è un tentativo, riuscito, di raccontare l'Italia attraverso l'evoluzione degli oggetti che danno vita alle nostre giornate.Una modalità espressiva che coglie le linee nascoste dell'architettura d'interni, scopre il sistema nervoso della creatività. E ne riproduce, in sintesi perfetta, qualità e tendenze. Un racconto che segnala due variabili di fondo, sulle quali vale la pena di soffermarsi. Il design italiano, da Gio Ponti in poi, ha sposato l'industria in un connubio ideale che altre forme d'arte e d'ingegno non hanno saputo fare. In questo senso il primato italiano rimane intatto: una sorta di brevetto universale, mai depositato, eppure riconosciuto in tutto il mondo. Altri settori industriali e altre scuole creative dovrebbero meditare su questa singolare eccezione del Made in Italy, una serendipity tutta italica che una volta tanto smentisce l'adagio sulla incapacità di fare sistema, sulla tenace resistenza a lavorare insieme, sulla genetica predisposizione all'esibizione individuale, rifiutando contaminazioni e impollinazioni culturali. La seconda considerazione, bene esposta nello scritto introduttivo al catalogo della mostra del curatore Marco Romanelli, segnala nello stesso tempo una intelligenza tattica e una debolezza strategica. La metafora del fiume del design è suggestiva perché gli emissari del bacino dei grandi maestri, pur venendo da tutto il mondo, hanno in massima parte bagnato territori italiani. Il nostro design ha esportato oggetti e modelli di vita italiani in tutto il mondo, accogliendo, come le signorie cinquecentesche, talenti da tutto il mondo; quelli, tanto per intenderci, che non riusciamo ad attrarre in altri campi, in discipline nelle quali si consumano amaramente le nostre speranze di crescita economica e non solo. La debolezza strategica - e qui il riferimento all'Italia ricca e litigiosa del Cinquecento è quanto mai appropriato - è nella capacità di reggere la globalizzazione del mercato con ridotte dimensioni industriali e scarsa capitalizzazione. Ma questo è un discorso che esce dal seminato della nostra mostra, del nostro evento. Presi dall'ansia di definire tutto, per poi spesso rifugiarsi nelle eccezioni, anche questa iniziativa si pone il problema di come parlare del design. La scelta del verbo meer, incontrare, è quanto mai felice. Il design favorisce l'incontro degli individui nella bellezza intima di uno spazio ritagliato su misura, accompagna ciascuno di noi nel lavoro e nella famiglia. Ogni ambiente è un proscenio, e noi tutti diventiamo attori di una commedia, la vita, non sempre leggera. Il design le da un tocco di grazia. Quello italiano di grande qualità è una sorta di personal design che mette al centro di tutto la persona. Vivere nel bello non da la felicita, ma forse un po' di buonumore in fondo ce lo assicura.
1950-1980 repertorio : immagini e contributi per una storia dell'arredo italiano / Giuliana Gramigna
Milano : A. Mondadori, [1985]
Roma : Fondazione Valore Italia ; Venezia : Marsilio, 2011
Abstract: Il volume presenta sotto una luce nuova il valore della creatività italiana applicata alla produzione industriale, e l'importanza che riveste una corretta tutela della proprietà industriale per mantenere la competitività del sistema paese nei mercati internazionali. Avvalendosi anche del supporto dell'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, dell'Archivio Centrale dello Stato e dell'Assessorato alla Cultura, Expo, Moda e Design del Comune di Milano, il catalogo presenta centinaia di brevetti, disegni, marchi, che testimoniano l'evoluzione e l'espansione della creatività italiana degli ultimi cento anni. Saranno dunque i documenti brevettuali ad accompagnare il lettore lungo questo viaggio, nel corso del quale sarà possibile anche vedere i prodotti che hanno preso forma dalle idee dei creatori e le modalità con le quali sono stati presentati sul mercato. Il percorso parte dall'inizio del '900 e arriva fino all'attualità, snodandosi attraverso i più importanti settori merceologici: arredamento, moda, agroalimentare e trasporti.
Milano : Skira, c2011
Abstract: La rivista Ottagono, nel numero 30 del Settembre 1973, pubblica un lungo articolo sulla Cassina e la definisce come una sorta di aristocrazia nel produrre, che si manifesta in tutti i loro atti, decisioni, scelte. Da questo modo di concepire la propria identità aziendale risulta una delle regole d'oro della Cassina, l'imprenditore non si esprime con le parole, come i creativi o i facitori di cultura, ma con i fatti e con i prodotti che la propria azienda offre al mercato. Questo libro si propone di raccontare una fra le tante storie, che, nell'Italia degli anni '60 all'80, spiegano il ruolo che l'imprenditore ha avuto nel successo del design italiano, altresì descrivendo il passaggio da una azienda la cui gestione si fonda sulla legittimazione che scaturisce dalla proprietà, ad una che si fonda, anche, su competenti professionalità.
Milano : Electa ; La Triennale di Milano design museum, c2011
Abstract: La quarta edizione del Triennale Design Museum rivendica e riscatta la "creatività" di chi le cose magari non le pensa e non le progetta, ma ha la capacità di concretizzarle fattivamente, di farle uscire dalla dimensione del virtuale, e di farle arrivare tra le mani e nelle vite di tutti noi. Sono oggetti-icona capaci di sprigionare un potere evocativo quasi unico che lascia intravedere quel grumo di storie, passioni, testardaggini, intuizioni, ossessioni, disciplina e genialità che li ha generati.
Venezia : Marsilio, 2013
Abstract: Il design si configura sempre più come il linguaggio della contemporaneità, ciò che la codifica e, al tempo stesso, la de-codifica. Tutto è progettato e quindi tutto è design. Ne deriva una dimensione diffusa e interstiziale del design che include ambiti eterogenei, passaggi di scala repentini e orizzonti aperti. Il gioiello non può esimersi dall'incontro con il design, soprattutto con quello italiano che ha fondato una nuova visione degli oggetti e dei comportamenti d'uso, ha disegnato nuovi paesaggi domestici e anticipato scenari di consumo innovativi. La mostra rappresenta una pietra miliare negli incontri tra gioiello e design italiano, il primo censimento sistematico del gioiello di design e l'annuncio promesso di scambi tra la produzione orafa e il design italiano.
Dopo gli anni zero : il nuovo design italiano / Chiara Alessi ; introduzione di Alessandro Mendini
Laterza, 2014
Abstract: Una mappa critica del nuovo design italiano, dal Duemila a oggi, un evviva alle persone nate intorno agli anni Ottanta (Alessandro Mendini). In una panoramica assolutamente inedita, troveremo i fatti cardine che hanno segnato l'affermazione del design attuale all'interno di una tradizione storica consolidata, i luoghi ovvero le imprese emergenti, le scuole, gli spazi della comunicazione e il loro rapporto con il luogo per eccellenza contemporaneo, cioè la rete. E ancora, i modi nuovi e alternativi di progettazione, produzione e autoproduzione e, soprattutto, i nomi di questa giovane storia italiana: più di 200 designer, per la maggior parte under 30.
Guzzini : infinito design italiano = infinite Italian design / a cura di = edited by Moreno Gentili
Skira, 2012
Abstract: L'evoluzione di una delle aziende trainanti del design italiano. Cento anni di storia raccontati con un alternarsi di protagonisti della cultura italiana e internazionale: da Gillo Dorfles a Oscar Farinetti, da Alberto Capatti ad Aldo Bonomi, da Aldo Colonnetti a Gianfranco Zaccai, fino alle narrazioni dei protagonisti diretti dell'impresa come Adolfo e Domenico Guzzini, e molti altri protagonisti del design di ieri e di oggi: dai tempi pioneristici di Luigi Massoni e di Rodolfo Bonetto, via via passando per i Noorda, Antonio Citterio, i Santachiara, i Sottsass, fino ad arrivare ai più contemporanei Robin Levien, Angeletti Ruzza o Karim Rashid, per citarne soltanto alcuni. Un catalogo completo di tutti i tipi di oggetti dal design accattivante, ma facili da usare, familiari, economici, estremamente pratici e riciclabili.