Trovati 68 documenti.
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Milano : Regione Lombardia. Settore Cultura e Informazione, 1995
Milano : Regione Lombardia, 1992
Milano : Regione Lombardia, 1993
Milano : Regione Lombardia, 1992
Edilizia bibliotecaria : censimento delle biblioteche comunali lombarde (al 1990)
Milano : Regione Lombardia, 1992
Milano : Regione Lombardia, 1992
Milano ; Regione Lombardia, 1992
Milano : Regione Lombardia, 1992
Milano : Regione Lombardia, 1984
Sentieri accessibili a tutti : l'ambiente per tutti / di Monica Brenga
Milano : Regione Lombardia, 2000
Metodologia d'indagine / Maurizio Boriani ... [et al.]
Milano : Regione Lombardia, 1997
Censimento delle architetture vegetali di interesse storico ; 1
5. censimento generale agricoltura 2000 : dati provvisori / Regione Lombardia, ISTAT.
Milano : Regione Lombardia, stampa 2002
Notiziario statistico regionale
Milano : Regione Lombardia, 2001
Milano : Regione Lombardia, [1991?]
Collana di documentazione statistica ; 100
Milano : Regione Lombardia, [1991?]
Collana di documentazione statistica ; 100/2
Milano : Regione Lombardia, 2001
Milano : Regione Lombardia, 2001
Perché contare i femminicidi è un atto politico / Donata Columbro
Feltrinelli, 2025
Abstract: Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico. In Italia, non esiste un registro ufficiale dei femminicidi, e il modo in cui vengono classificati gli omicidi di donne rispecchia un sistema che spesso minimizza la violenza di genere. Chi decide cosa contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri? In Perché contare i femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, giornalista e divulgatrice esperta di dati, decostruisce l’idea della neutralità statistica e mostra come il conteggio dei femminicidi sia una questione di potere e resistenza. Attraverso un resoconto tra storia, giornalismo d’inchiesta e attivismo, Columbro esplora il modo in cui i femminicidi vengono registrati nei dati ufficiali e rivela molto sulla percezione istituzionale della violenza di genere. In Italia, l’assenza di un registro ufficiale implica che la violenza sulle donne venga inglobata in statistiche più generali, rendendo difficile una lettura chiara del fenomeno. Per questo motivo, il lavoro di raccolta dati condotto dai movimenti femministi e dalle associazioni assume un’importanza cruciale. A livello internazionale, esperienze come quelle di Brasile, Argentina e Messico dimostrano quanto il monitoraggio dal basso possa essere efficace nel denunciare e contrastare il problema. Questo approccio rientra nel cosiddetto “femminismo dei dati”, una prospettiva che vede nella raccolta e nell’analisi dei numeri uno strumento di giustizia sociale e attivismo politico, capace di sfidare le narrazioni ufficiali e proporre un cambiamento concreto. Perché contare i femminicidi è un atto politico non è solo un’analisi tecnica, ma un appello a riconoscere la violenza di genere anche attraverso le sue rappresentazioni numeriche. Perché i numeri sono storie, le statistiche sono strumenti di potere, e contare significa dare visibilità a chi non ha voce. Contare i femminicidi non è solo statistica, ma un atto politico.