Trovati 7148 documenti.
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La casa di moda / Julia Kröhn ; traduzione di Sofia Dilaghi
Giunti, 2020
Abstract: Francoforte, 1914. Fanny vuole diventare una stilista e il suo sogno sembra realizzarsi quando sposa Georg König, proprietario di una grande casa di moda. Ma il marito ritorna dalla Grande Guerra ridotto ormai allo spettro di se stesso e il loro amore si incrina. Fanny si sente soffocare e fugge a Parigi, la capitale della moda. Affermarsi in quel mondo elitario si rivelerà più difficile del previsto, e così la ragazza andrà in cerca di un nuovo inizio a Milano. Qui la sua grazia e bellezza le permetteranno di farsi strada come modella, un destino ben diverso dall'autonomia che si aspettava... 1946. Francoforte è in macerie e la figlia di Fanny, Lisbeth, rimasta sola con due figli mentre il marito è disperso al fronte, cerca di riprendere in mano il suo destino. Grazie alla sua inventiva e alla capacità di ricavare vestiti da materiali di scarto, Lisbeth riuscirà a riaprire la casa di moda, convinta che i cittadini di Francoforte abbiano bisogno di bellezza dopo tanti orrori. Troverà un appoggio inatteso nel giovane giornalista americano Conrad, che la farà sentire viva dopo tanto tempo. Ma una svolta sorprendente sta per sconvolgere di nuovo la sua vita... 1971. La figlia di Lisbeth, Rieke, vive un'esistenza tranquilla come moglie e madre borghese, finché suo fratello Martin non porta sull'orlo della bancarotta l'azienda di famiglia e lascia il Paese. L'unica che può prendere le redini della casa di moda è Rieke, ma questo metterà a dura prova il suo matrimonio e tutte le sue certezze, soprattutto quando una figura riemergerà dal passato per lanciare nuove sfide...
Canone inverso / Paolo Maurensig
Mondadori libri, 2019
Abstract: Il canone inverso è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po' per scherzo, un po' per scherno, gli chiede un pezzo difficilissimo: una ciaccona di Bach. L'ambulante la esegue alla perfezione, stende il cappello e riceve una ricca mancia dallo stupito ascoltatore. Il giorno dopo lo scrittore incontra di nuovo il singolare musicista che gli rivolge una domanda: ha mai raccontato una storia ambientata nel mondo della musica? Lui ne conosce una forte e misteriosa: una storia terribile. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua vita? Maurensig costruisce un'avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia di questo secolo.
I figli della mezzanotte / Salman Rushdie ; traduzione di Ettore Capriolo
Mondadori libri, 2017
Abstract: Edizione in lingua inglese.
Autobiografia di Alice Toklas / Gertrude Stein
Torino : Einaudi, 1948
Abstract: Autobiografia dell'amica e compagna di vita, autobiografia di se stessa in conto terzi, autobiografia di un gruppo di artisti e intellettuali che hanno cambiato la cultura del Novecento. Con quest'opera Gertrude Stein ha scritto tre libri in uno, identificandosi nell'amica, distanziandosi da se stessa (e oggettivandosi), ma soprattutto disegnando l'affresco più affascinante della Parigi artistica e letteraria dell'inizio del secolo fino ai primi anni Trenta: Braque, Matisse, Hemingway, Cocteau e tutti gli altri. E ovviamente Picasso, la sua migliore invenzione.
La Nave di Teseo, 2019
Abstract: Morte del romanzo naturalista, avvento del romanzo espressionista e anche del simbolista (Kafka?), irruzione della psicoanalisi nella tecnica o nel cuore stesso dell'arte narrativa, personaggi che sfuggono dalle mani dei loro burattinai, violento o pacifico esborso di 'monologo interiore', proustiane intermittenze del cuore ed epifanie dei personaggi di Joyce - ecco la materia di lezioni che nei quaderni formano un blocco ininterrotto. Il critico, il docente che forse sorprese gli increduli ascoltatori, giuoca col suo tema centrale: la difficoltà, forse l'impossibilità di scrivere, come il gatto col topo: lo prende, lo lascia fuggire, lo riprende. Alla fine (se ci sarà) il topo potrà risultare incommestibile. (Eugenio Montale)
Jaca book, 2020
Abstract: "L'ora della nascita" è un'indagine sull'essenza di ciò che ci rende umani attraverso attraverso un dialogo su un piano paritario fra psicoanalisi e arte. Ciascuna ha qualcosa da dire all'altra che la rivela a sé stessa. Man mano, da questa specie di gioco del reciproco riconoscimento si sviluppano idee nuove sull'oggetto che è al centro dell'interesse comune. Le domande che si scambiano sono: come nasce la psiche? perché si può dire che la bellezza sia necessaria alla vita? ciò che sperimentiamo come «semplicemente» bello in cosa si differenzia dall'esperienza estetica che definiamo «sublime»? «Sublime» è la singola parola che organizza tutti i materiali del libro: l'antico trattato di retorica che suggerisce agli autori come raggiungere le vette più alte dell'espressività artistica, l'estetica romantica che ad essa si ispira, il concetto freudiano di sublimazione come teoria psicoanalitica dell'arte, gli esempi di sublime contemporaneo - da Serra a Kapoor, o da McQueen a Kiefer - con i quali mettere alla prova l'ipotesi interpretativa di base.
Essere rosso / Javier Arguello ; traduzione di Francesco Ferrucci
Voland, 2020
Abstract: 1959. Omar e Lolita si conoscono su una nave in mezzo all'Atlantico. Sono entrambi diretti a Vienna dal Sudamerica per partecipare al festival della gioventù comunista. È l'inizio di una storia d'amore permeata di militanza politica, ma diventa presto il racconto del sogno infranto di una generazione e delle peripezie di una famiglia costretta a fuggire da due dittature. Con una scrittura coinvolgente e rapida, piena di aneddoti e di momenti intimi che spaziano tra passato e presente, tra Cile, Argentina ed Europa, Javier Argüello ripercorre, attraverso i colloqui con i suoi genitori, le vicende del XX secolo e si interroga su cosa rimanga adesso dell'entusiasmo di un tempo, degli ideali di uguaglianza e giustizia condivisi da tanti giovani che pensavano di poter cambiare il mondo.
Lindau, 2020
Abstract: Autobiografia dell'amica e compagna di vita, autobiografia di se stessa in conto terzi, autobiografia di un gruppo di artisti e intellettuali che hanno cambiato la cultura del Novecento. Con quest'opera Gertrude Stein ha scritto tre libri in uno, identificandosi nell'amica, distanziandosi da se stessa (e oggettivandosi), ma soprattutto disegnando l'affresco più affascinante della Parigi artistica e letteraria dell'inizio del secolo fino ai primi anni Trenta: Braque, Matisse, Hemingway, Cocteau e tutti gli altri. E ovviamente Picasso, la sua migliore invenzione.
Artebambini, 2019
Abstract: Signori, l’arte al femminile è servita! L’arte è costellata anche di protagoniste femminili che, con le loro opere, hanno saputo restituire uno sguardo inedito sul mondo. Certo, però, che le conosciamo così poco! Arte d’asporto presenta tredici artiste del secolo scorso che hanno cambiato il modo di vedere il mondo. Troverai le indicazioni per fare tredici laboratori, tutti diversi uno dall’altro, per assaporare un pezzo d’arte contemporanea e portarla a casa, a scuola, in biblioteca e al museo. Dopo Arte d’asporto, tornano i laboratori da “gustare” all’interno di una scatola della pizza!
Il secolo dei giovani e il mito di James Dean / Goffredo Fofi
La Nave di Teseo, 2020
Abstract: Gli incauti ed entusiasti studiosi che hanno osato chiamare il Novecento "il secolo dei giovani" non pensavano certamente ai molti ragazzi morti nei due conflitti mondiali ma alle nuove forme di protagonismo giovanile che si affermarono in reazione alle due "grandi" guerre. I giovani cresciuti durante e subito dopo il secondo conflitto mondiale pensarono di essere (o meglio, si sentirono) padroni del proprio destino e al centro, almeno apparentemente, di tutto. Ma "il secolo dei giovani" ebbe una vita assai breve. "Corri, ragazzo, ché il vecchio mondo vuole riacciuffarti" recitava un manifesto del Sessantotto francese, con l'immagine di un giovane in fuga inseguito dalle vecchie immagini del potere: poliziotti, politici, mamme, preti e quant'altro... quel timore fu avvertito solo da pochi, dai migliori. Ancora in qualche luogo qualche ragazzo sogna e pensa un mondo migliore, ma si scontra con l'accettazione del mondo così come lo impongono i nuovi poteri. La cultura del narcisismo e l'attenzione spasmodica del capitale alle forme della comunicazione e del controllo hanno compiuto l'opera. La sola speranza può nascere oggi da una coscienza ecologica che esige bensì altrettanta consapevolezza del funzionamento del potere e dei modi in cui esso inganna, corrompe e distrugge. Che tante Greta nascano e lottino!
L'Orma, 2019
Abstract: Si può raccontare la vita di un altro come se fosse la propria? È la sfida, paradossale e ambiziosa, che Pierre Pachet ha scelto di raccogliere nel ricostruire la voce di suo padre, Simkha Opatchevsky, per farne il narratore in prima persona di questo strabiliante romanzo che ci consegna, dal di dentro, la figura a tutto tondo di un esule ebreo del Novecento. Dai pogrom di Kishinev ai rastrellamenti nella Parigi dell'Occupazione, questo inaudito io narrante attraversa la Storia d'Europa, emigrando dall'agonizzante Impero russo per approdare a una Francia sconvolta da due guerre mondiali, il tutto anelando a poco più che all'incolumità sua e dei suoi, e alla dignità del proprio mestiere di medico. Simkha, del resto, non ha la stoffa del protagonista, e il tono tragico non gli si addice. Eppure qualcosa di eroico ce l'ha, nella ritrosia che gli vieta gli abbandoni sentimentali, nel rigore intellettuale che ne fa un osservatore esattissimo, acuto conoscitore della psicologia umana e fustigatore degli psicologismi, costretto in tarda età a testimoniare con precisione da miniaturista il lento sgretolarsi delle proprie facoltà mentali. Inseguendo quel «linguaggio senza parole che un cervello adopera per servirsi di se stesso», Autobiografia di mio padre indaga i moti e i moventi della memoria per delineare il ritratto di un uomo che ha dato al tempo della vita la forma di una profonda riflessione sul significato dell'esistenza umana. Pierre Pachet ha spinto al limite le possibilità del genere autobiografico, sparigliandone le carte.
Biancaneve nel Novecento / Marilù Oliva
Solferino, 2021 (stampa 2020)
Abstract: Giovanni è un uomo affascinante, generoso e fallito. Candi è una donna bellissima che esagera con il turpiloquio, con l'alcol e con l'amore. E Bianca? È la loro unica figlia, che cresce nel disordinato appartamento della periferia bolognese, respirando un'aria densa di conflitti e di un'inspiegabile ostilità materna. Fin da piccola si rifugia nelle fiabe, dove le madri sono matrigne ma le bambine, alla fine, nel bosco riescono a salvarsi. Poi, negli anni, la strana linea di frattura che la divide da Candi diventa il filo teso su un abisso sempre pronto a inghiottirla. Bianca attraversa così i suoi primi vent'anni: la scuola e gli amori, la tragedia che pone fine alla sua infanzia e le passioni, tra cui quella per i libri, che la salveranno nell'adolescenza. Negli anni Novanta, infatti, l'eroina arriva in città come un flagello e Bianca sfiora l'autodistruzione: mentre sua madre si avvelena con l'alcol, lei presta orecchio al richiamo della droga. Perché, diverse sotto ogni aspetto, si somigliano solo nel disagio sottile con cui affrontano il mondo? È un desiderio di annullarsi che in realtà viene da lontano, da una tragedia vecchia di decenni e che pure sembra non volersi estinguere mai: è cominciata nel Sonderbau, il bordello del campo di concentramento di Buchenwald.
Il Saggiatore, 2021
Abstract: In Nuovo cielo, nuova terra Joyce Carol Oates attraversa tutta la letteratura moderna e contemporanea e, con la precisione di un bisturi e la pazienza del rabdomante, va alla ricerca dei filoni nascosti che rappresentano il suo nucleo più prezioso: il tormento e l'estasi di scrittori memorabili. Ogni scrittore è un creatore di trame, eventi, personaggi. Ma esistono artisti la cui visione si estende oltre il mondo materiale e cerca di penetrare le verità celate che muovono gli esseri umani, il destino e i meccanismi stessi dell'universo. Donne e uomini che Joyce Carol Oates non esita a definire «mistici e visionari», eredi degli asceti medievali nella ricerca dei segreti dell'esistenza, la cui opera è percorsa da un anelito irrefrenabile verso ciò che non si può percepire con i sensi ma solo intuire, sognare, desiderare e, a volte, temere. Così i romanzi di Henry James sono permeati da una caduta mitica, dalla perdita dell'innocenza in un mondo ostile e degradato che richiede il sacrificio dei personaggi; Virginia Woolf, invece, non drammatizza tensioni etiche bensì l'ambiguità della vita e dell'individuo, sospeso tra i ruoli sociali e una brama irrealizzata di trascendere il tempo; la poesia di D.H. Lawrence è insieme esperienza religiosa, comunione con il lettore e diario privato di un uomo per cui la vita precede l'arte; le pagine di Harriette Arnow e di Flannery O'Connor aprono squarci devastanti su un mondo crudele e insensato in cui lo spirito deve soccombere alla materia e l'unica salvezza per l'uomo è una fede quasi fisica in un dio inconoscibile; mentre Franz Kafka racconta un'umanità in bilico tra beatitudine e peccato, tra paradiso e inferno, piagata dalla lacerazione della propria stessa mente. In Nuovo cielo, nuova terra Joyce Carol Oates attraversa tutta la letteratura moderna e contemporanea e, con la precisione di un bisturi e la pazienza del rabdomante, va alla ricerca dei filoni nascosti che rappresentano il suo nucleo più prezioso: il tormento e l'estasi di scrittori memorabili.
La metrica italiana contemporanea / Paolo Giovannetti, Gianfranca Lavezzi
Carocci, 2020
Abstract: Il volume colma una lacuna nella manualistica, affrontando per la prima volta nella loro autonomia le forme metriche della contemporaneità poetica italiana. Non sono tuttavia trascurati i padri del moderno (Leopardi e Carducci, oltre a Pascoli e D'Annunzio), né sono dimenticati i momenti di ripresa del passato, le persistenze cioè della tradizione sullo sfondo della libertà. Insieme, sono analizzate le esperienze che, dagli anni sessanta del Novecento in poi, hanno tentato di uscire da quell'opposizione e di percorrere altre (postmoderne?) strade.
La vita gioca con me / David Grossman ; traduzione di Alessandra Shomroni
Mondadori libri, 2020
Abstract: "Tuvia era mio nonno. Vera è mia nonna. Rafael, Rafi, mio padre, e Nina… Nina non c'è. Nina non è qui. È sempre stato questo il suo contributo particolare alla famiglia", annota Ghili nel suo quaderno. Ma per la festa dei novant'anni di Vera, Nina è tornata; ha preso tre aerei che dall'Artico l'hanno portata al kibbutz, tra l'euforia di sua madre, la rabbia di sua figlia Ghili, e la venerazione immutata di Rafi, l'uomo che ancora, nonostante tutto, quando la vede perde ogni difesa. E questa volta sembra che Nina non abbia intenzione di fuggire via; ha una cosa urgente da comunicare. E una da sapere. Vuole che sua madre le racconti finalmente cosa è successo in Iugoslavia, nella "prima parte" della sua vita, quando, giovane ebrea croata, si è caparbiamente innamorata di MiloŠ, figlio di contadini serbi senza terra. E di quando MiloŠ è stato sbattuto in prigione con l'accusa di essere una spia stalinista. Vuole sapere perché Vera è stata deportata nel campo di rieducazione sull'isola di Goli Otok, abbandonandola all'età di sei anni e mezzo. Di più, Nina suggerisce di partire alla volta del luogo dell'orrore che ha risucchiato Vera per tre anni e che ha segnato il suo destino e poi quello della giovane Ghili. Il viaggio di Vera, Nina, Ghili e Rafi a Goli Otok finisce per trasformarsi in una drammatica resa dei conti e rompe il silenzio, risvegliando sentimenti ed emozioni con la violenza della tempesta che si abbatte sulle scogliere dell'isola. Un viaggio catartico affidato alle riprese di una videocamera, dove memoria e oblio si confondono in un'unica testimonianza imperfetta. liberamente ispirata alla vita di Eva Nahir Panić, grande donna, prima partigiana conto i nazisti e poi sopravvissuta alle brutture della dittatura titina per sospette simpatie staliniste. Nel corso dei venti anni di amicizia con l’autore ha avuto modo di raccontargli le vicissitudini della sua famiglia e questo romanzo ne è il risultato.
Baldini&Castoldi, 2021
Abstract: Come una sorta di silenziosa Invasione degli Ultracorpi, lo spettacolo si è impadronito delle nostre vite e dei nostri corpi, riducendoli a gusci vuoti. La realtà ormai esiste solo come immagine. Lo strapotere dei media, il fatto che certi eventi (come la guerra del Golfo) sembrino messi in scena per la televisione, ne sono la prova. Sono tesi apocalittiche che Debord aveva espresso con lucidità inquietante sino dalla fine degli anni Sessanta. Il libro è una riflessione acuta e disperata sul nostro tempo. E' un saggio che parla di televisione e di guerra, di pubblicità e di politica, di religione e di mass-media.
Oscar Mondadori, 2016
Abstract: "Cara Lauretta, cara cugina come me orfana e come me allevata dalla inflessibile nonna nel culto della nostra nobilissima stirpe, perdonerai mai all'autrice di avere scritto questo libro sui nostri antenati? Di averne rivelato i segreti e i peccati più insospettabili a partire dal lontano Cinquecento, quando una firma del Viceré su una pergamena rese blu il nostro sangue che prima era rosso come quello di tutti gli altri abitanti di Ordalè e di Donora? Adesso che abbiamo quasi quarant'anni, che abbiamo vissuto la liberazione sessuale e le sfrenatezze del Sessantotto, che abbiamo messo la testa a partito, non ci dovrebbe risultare così difficile accettare che anche i nostri antenati, e specie le antenate, abbiano avuto le loro storie di letto, e non sempre esemplari. Lo so che per chiunque è difficile pensare che i propri genitori hanno avuto una vita sessuale, e che se così non fosse noi non saremmo qui... E i nostri nonni, come immaginarli a rotolarsi peccaminosamente tra le lenzuola? Ma con i bisnonni non dovrebbe essere così impossibile, specie se sappiamo che hanno messo al mondo quindici figli. Per non parlare dei trisnonni e dei quadrisnonni. Senza l'attività sessuale dei nostri antenati il genere umano si sarebbe estinto. Eppure tu, Lauretta, quando accenno a questo argomento ti turi le orecchie e strilli: "Bisogna essere proprio dei maniaci sessuali per pensare a certe cose"...
Nuova ed. accresciuta
Interlinea, 1997
Abstract: Un bilancio critico sulla poesia del secolo appena concluso,allestito rendendo complementari un'ampia serie di studi e una ricca antologia di testi, con bibliografia, di oltre 100 poeti. La prima parte propone percorsi, linee e voci del Novecento italiano approfondendo i contenuti ormai acquisiti, arricchendo la ricerca di nuove prospettive storiografiche ed ermeneutiche, illuminando nodi e intrecci culturali lasciati in ombra e rimuovendo pregiudizi e luoghi comuni, per avviare a una presa di possesso più consapevole dei testi, contenuti nella seconda parte del volume. L'opera aiuta così a riconoscere un senso coerente, una nozione comune, se non una comune direzione al fondo dell'infaticabile e dialettica ricerca di linguaggi, forme, domini inusitati che caratterizza la poesia a noi contemporanea.
Nazismo e management : liberi di obbedire / Johann Chapoutot ; traduzione di Duccio Sacchi
Einaudi, 2021
Abstract: Reinhard Höhn (1904-2000) fu un Oberführer (carica equivalente a quella di generale) delle SS, ma fu anche un archetipo dell'intellettuale tecnocrate al servizio del Terzo Reich. Sfuggito impunemente, come molti, alla denazificazione, dopo la guerra fonda un istituto di formazione al management. Peccato che per questo istituto è passata gran parte della dirigenza d'azienda tedesca: 600.000 persone almeno, senza contare altre 100.000 con la formazione a distanza. È una casualità? Oppure, come ci spiega Johann Chapoutot, storico del nazismo, vi è un legame profondo tra le forme di organizzazione del nazismo e le concezioni di direzione aziendale? La libertà germanica, antico topos etnonazionalista, trova espressione, e una via di realizzazione, anche nella libertà del funzionario e, più in generale, dell'amministratore: libertà di obbedire agli ordini ricevuti e di eseguire a qualsiasi costo la missione che è stata affidata.
Il popolo di mezzo / Mimmo Gangemi
Piemme, 2021
Abstract: In un'America prodiga e crudele, una grande saga su ciò che siamo stati. E abbiamo dimenticato. «Negri», così sprezzavano quanti agli inizi del Novecento giungevano in America dall'Italia. Anche perché «tanto bianchi non apparivano», erano il popolo di mezzo, sradicato dalle origini per cercare lì un futuro migliore. Masi e la sua famiglia, partiti dalla Sicilia, impattano sullo sfruttamento e sull'esclusione, sul pregiudizio e sul razzismo, che culminano in un barbaro linciaggio. Per i figli, Tony e Luigi, con indole e talenti differenti, si aprono strade difficili, tra le ondate della prima emigrazione e le due guerre mondiali. In un'America che cambia, ora sogno solo a osservarla da lontano, ora prodiga delle opportunità che sa concedere la terra promessa. Insofferente, il primo tenta di conquistarsi uno spazio, finché arriva a odiare l'inganno del nuovo mondo, e lo scianca con le sue vendette. Dotato di talento musicale, il secondo percorre la novità delle orchestrine jazz, imboccando la via per il successo. Dai campi di cotone ai cantieri per le ferrovie, dalla Little Palermo di New Orleans alla Little Italy nella dimensione metropolitana di New York, dalla Mano Nera agli albori di Cosa Nostra, dai bordelli di Storyville ai grandi ritrovi del jazz, dai diseredati seppelliti ad Hart Island alla strage di Wall Street, da un amore travagliato al campo di internamento per italiani resistenti. In questa narrazione epica e struggente, Mimmo Gangemi ci fa rivivere, con il coraggio dei grandi maestri, il senso d'estraneità e una nostalgia divorante, la speranza di piegare il destino e il sogno del ritorno, in una nazione che va rapidamente mutando pelle.