Trovati 97 documenti.
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Una sconosciuta a Tangeri / Christine Mangan ; traduzione di Laura Bussotti
Piemme, 2018
Abstract: Tangeri, 1956. Mentre la città esplode di colori e voci, e pullula di stranieri, perdigiorno e avventurieri, la calura del primo pomeriggio filtra appena attraverso le persiane semichiuse della casa dove Alice vive con il marito John. La sua vita di americana in Marocco è così: una vita silenziosa, reclusa e schermata da tutto ciò che c'è là fuori. Per questo quando, completamente inaspettata, compare a Tangeri la sua vecchia compagna di college, Lucy, l'amica vitale e allegra di tanti anni fa, la fragile Alice per un istante è riportata indietro nel tempo. E quasi dimentica tutto ciò che hanno vissuto insieme, e il tragico momento che ha spezzato la loro amicizia. È molto tempo che non si vedono, e Lucy non ha perso il suo fascino trascinante. Ma per Alice, sempre così mansueta e insicura, la sua amica è sempre un'arma a doppio taglio: sa tutto di lei, forse troppo, e non le sfugge nulla. Come, ad esempio, l'infelicità del suo matrimonio con John. E quando quest'ultimo viene trovato morto, il legame tra le due donne ritorna prepotente, e il passato che entrambe tentano di dimenticare si ripresenta, minaccioso, a dividerle e unirle indissolubilmente ancora una volta.
Ritorno a Berlino / Verna B. Carleton ; traduzione di Irene Abigail Piccinini
Guanda, 2017
Abstract: Fuggito dalla Germania nazista nel 1934, Erich Dalburg si è stabilito a Londra ed è diventato Eric Devon, un perfetto gentleman inglese di cui nessuno, tranne la moglie Nora, conosce le vere origini. Dietro l’apparenza di una vita appagante, però, il dolore e il senso di colpa per aver sepolto il passato e reciso ogni legame con la famiglia di origine lo tormentano segretamente, finché, nel 1956, rientrando in piroscafo da un viaggio in Brasile, la convivenza forzata con il petulante Herr Grubach, fiero all’eccesso del proprio paese e della sua rinascita, e l’incontro con una giovane americana lo costringono a uscire allo scoperto. È il primo passo per riappropriarsi di un’identità e di una lingua che credeva perdute e tornare alla vita. Mesi dopo, a Berlino, sua città natale – fra macerie, vuoti, nuove barriere, ma anche nel fervore della ricostruzione – Erich assiste al graduale, sorprendente disvelarsi di quanto accadde davvero ai suoi cari. Costretto infine a riconoscere i propri errori, è pronto a chiedersi se in quella patria ritrovata non ci sia forse ancora posto per lui e per quelli della sua generazione, ai quali i più giovani avranno il diritto di porre le loro scomode domand
La traviata / [a cura di Pierluigi Panza]
[Milano] : Skira classica, c2010
Teatro alla Scala memories
Abstract: 1956: La Traviata II 19 gennaio la Callas tornava alia Scala nel ruolo di Violetta. Dopo il successo dell'anno precedente in coppia con Di Stefano, ora t'attendeva sul palco Gianni Raimondi. Sul podio il maestro Carlo Maria Giulini e in regia Luchino Visconti, che aveva già diretto la divina in "La Vestale". Fu un'occasione artistica irripetibile. Il futuro premio Nobel Eugenio Montale, presente ;in sala, parlò di "per-sino troppa bravura". Qui le immagini fotografiche e sonore di quella serata.
Così fan tutte / [a cura di Angelo Foletto]
[Milano] : Skira classica, c2010
Teatro alla Scala memories
Abstract: Solenne avvio delle celebrazioni del bicentenario mozartiano, re-inaugurazione della Piccola Scala, esordio operistico scaligero del 36enne Guido Cantelli, pupillo di Toscanini e direttore musicale annunciato della Scala, che volle occuparsi della regia. Il Cosi fan tutte andato in scena il 27 gennaio 1956 fu un'occasione artistica unica, entrata nella leggenda. Le immagini fotografiche e sonore di quella serata precisano: era storia.
La resa dei conti / Tibor Dery
[Napoli] : Cargo, 2006
Abstract: Gli otto racconti qui raccolti hanno prima di tutto un valore pienamente letterario: restituiscono al pubblico italiano un grande scrittore ungherese. Inoltre hanno un valore fortemente storico: la partecipazione attiva ai movimenti del '56 costò all'autore la galera. E la risposta fu in un primo momento la protesta del silenzio; finché a quattro anni dall'amnistia che gli aprì le porte della prigione non decise di tornare a farsi sentire con l'ultimo dei racconti qui raccolti, La resa dei conti, che narra il tentativo di fuga di un vecchio professore da una Budapest sotto il tiro dei carri armati, tentativo che si rivelerà impossibile per lo stretto legame che l'uomo ha con la propria terra.
Il pianeta di Standish / Sally Gardner ; traduzione di Delfina Vezzoli
Feltrinelli, 2013
Abstract: Standish, 15 anni, e il suo unico amico, Hector, vivono in Zone Seven, dove Motherland tiene segregati i dissidenti, gli avversari politici e gli impuri. Nella zona, mancano i generi di prima necessità ed è bandito l'uso di radio e televisore. L'unica eccezione a questo isolamento sarà la grande diretta sull'evento che cambierà il corso della storia: giovedì 19 luglio 1956 verrà lanciato il vettore diretto sulla Luna e per Motherland inizierà una nuova era. Ma i due ragazzi scoprono, per caso, che l'allunaggio è solo una farsa organizzata dal regime e si uniscono a un piccolo gruppo di ribelli
Feltrinelli, 2012
Abstract: Esterházy resuscita la madre perché racconti la sua amicizia o sarebbe meglio dire flirt con il dio del pallone Puskás, sfruttando così l'occasione per fare un ritratto di due eventi fondamentali della storia ungherese: la rivolta anti-sovietica del '56 e la leggendaria nazionale magiara del '54. Due miti, due sconfitte, due rivoluzioni perse. Esterházy ci riporta a un'epoca romantica del calcio, quand'era infarcito di leggenda e morale, quand'era l'unico modo per sognare un avvenire diverso, o semplicemente l'unico sfogo per dimenticare povertà e sofferenza. Unire in un'autobiografia romanzata la figura aristocratica di Lili Esterházy con il mito Ferenc Puskás è un modo per fare un'apologia del calcio, nella sua dimensione estetica e in quella politica. Il calcio come evasione totale dall'asfissia della dittatura, il calcio come vita parallela per fuggire dalla paura. Piccoli aneddoti che raccontano la sopravvivenza, la resistenza del popolo ungherese. Non c'è arte è un romanzo dove si passa con semplicità disarmante dal dolore al sorriso, dalla paura della dittatura alla gioia di una partita di pallone.
Marilyn / Michelle Williams ... [et al.]
Lucky Red, 2012
Abstract: All'inizio dell'estate del 1956 la star americana Marilyn Monroe andò in Inghilterra con il marito, il famoso drammaturgo Arthur Miller, per girare "Il principe e la ballerina", il film che doveva interpretare al fianco di Sir Laurence Olivier. Quella stessa estate il ventitreenne Colin Clark era per la prima volta nella sua vita su un set cinematografico. Appena laureato ad Oxford, Clark, che aspirava a diventare un regista, aveva trovato un modesto impiego sul set del film.
Collezione di primavera / Gyorgy Spiró ; traduzione di Bruno Ventavoli
Guanda, 2012
Abstract: La tempesta della Rivoluzione del 1956 sembra essere passata senza troppi danni per Gyula Fàtray e la moglie Kati, una coppia di ebrei sopravvissuti alle persecuzioni naziste. Lui, ingegnere in una fabbrica di Budapest, ha trascorso i giorni della rivolta e della repressione sovietica in ospedale per i postumi di un'operazione; lei, funzionaria del fondo per le belle arti, è rimasta chiusa in casa. E così, mentre tutt'intorno a loro chi è restato fedele al regime scatena la vendetta contro anticomunisti e riformatori, Gyula torna al lavoro sperando in una promozione e in una carriera nel partito, e Kati si getta anima e corpo nell'organizzazione di una grande mostra, la sua Collezione di primavera. Basta però un oscuro articolo di giornale, in cui il nome di Gyula è inserito in un elenco di cospiratori al soldo delle potenze straniere, per farlo precipitare in un incubo kafkiano. Gyula viene bandito dalla mensa aziendale, sottoposto a un processo interno in cui i colleghi lo accusano di crimini inesistenti e infine cacciato dalla fabbrica. Perfino amici e parenti gli voltano le spalle. Comincia per lui una caccia disperata e surreale a un documento che certifichi la sua effettiva permanenza in ospedale nei giorni della rivolta. Ma in un mondo dominato dalla paura anche dimostrare una verità ovvia diventa un'impresa sovrumana. Finché tutto cambierà di nuovo...
Regole per la compilazione del catalogo alfabetico per autori nelle biblioteche italiane
Roma : Palombi, 1956
7 giorni di libertà : l'insurrezione ungherese del '56 / Noel Barber
Roma : Città nuova, 1978
Collana di storia ; 2
Roma : L'Unità, 1996
I libri dell'Unità
Milano : Mursia, 1988
Fatti, testimonianze, réportages ; 2
Guido Cantelli : Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart / Raffaele De Grada
Milano : Il sole 24 ore, 2003
Piccola biblioteca del Sole 24 ore ; 24
L'ultima lettera per Tibor / Anna Maria Habermann
Firenze : Giuntina, copyr. 2001
Abstract: Una delicata storia d'amore si intreccia drammaticamente alla storia della Rivoluzione ungherese del '56. Filo conduttore del racconto è l'ultima lettera che Chiara scrisse, nel 1956, a Tibor, il giovane ungherese di cui era innamorata. La lettera, che non giunse mai a destinazione, verrà resa a Chiara, da un messo dell'ambasciata ungherese, solo dodici anni dopo. Rileggendola, Chiara rivive il passato e trascina il lettore in un' atmosfera carica di tensione che, attraverso una progressiva introduzione al clima politico dell'epoca, sfocerà nella Rivoluzione. In un crescendo, ritmato dalle trasmissioni radio che invocano l'aiuto dell'Occidente al popolo in rivolta contro l'occupazione sovietica, si giunge alla fuga di Chiara da Budapest.
Jonas Fink. L' adolescenza / Vittorio Giardino
Roma : Lizard, copyr. 1998
Abstract: Il secondo capitolo, L’adolescenza, si apre qualche anno dopo, nel 1956, con l’assunzione di Jonas in un cantiere edile. Qui il ragazzo fa la conoscenza con il bonario idraulico Slavek, assiduo frequentatore di un’osteria di nome Kralik dove i due si fermano ogni sera a bere birra prima di tornare a casa. È proprio lavorando come idraulico che Jonas incontra il libraio Pinkel, vecchio conoscente di suo padre, che gli offre un posto da commesso nella sua libreria. A quel punto la trama prende uno snodo da thriller spionistico, con Jonas che si ritrova coinvolto in intrighi politici che coinvolgono lo stesso Pinkel, lo spazzino e poeta Blodek e l’Ufficio Censura del governo sovietico
Roma : RAI ERI, copyr. 2006
Abstract: Questo libro ricostruisce la storia, commovente e spesso purtroppo tragica, di tante persone che all'indomani della seconda guerra mondiale si trovarono costrette a lasciare la loro patria in cerca di un lavoro. Dal 23 giugno 1946, data del Protocollo Italia-Belgio, in base al quale il nostro paese s'impegnava a fornire 50.000 minatori e il Belgio ad accoglierli e a trovare loro una sistemazione, il flusso migratorio fu continuo e la comunità italiana in Belgio divenne assai numerosa. Dieci anni dopo, su di essa si abbatté l'immensa tragedia passata alla storia come la catastrofe di Marcinelle: all'interno di uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier, scoppiò un incendio che causò la morte di 262 persone, di cui ben 136 erano italiani. Il volume racconta quella terribile vicenda, anche attraverso una ricca documentazione inedita, foto e ricordi di quanti ne sono stati colpiti direttamente o ne sono stati testimoni. Nel libro trova anche rilievo il ruolo determinante svolto dalla Chiesa belga affinché agli emigranti fossero garantite condizioni di vita e di lavoro dignitose e soddisfacenti; così come vi si descrive l'attività dei patronati come l'Inas-Cisl e delle associazioni cattoliche.
Ungheria 1956 : il cardinale e il suo custode / Clemente Manenti ; con una nota di Adriano Sofri
Palermo : Sellerio, copyr. 2006
Abstract: Il nome è cambiato ma l'uomo è lo stesso. Se non fosse passato per la tragedia ungherese e per la morte, il caso Antonio Pallavicini - alias Antál Pálinkás - potrebbe essere venuto dall'umorismo di Gogol': il destino sarcastico di un uomo che decise di cambiare nome perché il suo, così aristocratico, gli sembrava ormai estraneo alla sua identità, e finì schiacciato da quel nome abiurato. La vicissitudine, maturata nel contesto della rivoluzione del 1956, vale come un simbolo dell'attitudine tirannica a fare della carta d'identità non scelta - quando si è nati e dove, da che famiglia, di che sesso e religione - una colpa, e dell'identità scelta una trama sospetta, da castigare. Antonio Pallavicini (1922-1957), figlio di un marchese ungherese di antiche origini italiane, aveva rinnegato il proprio nome e i propri avi con tutte le forze, per una regolare carriera di ufficiale dell'esercito. La sorte lo designò a eseguire l'ordine di scarcerazione del cardinale primate d'Ungheria Mindszenty. Ciò bastò a travolgere il leale Pálinkás-Pallavicini nella sceneggiatura della vendetta comunista, nella parte del traditore smascherato. In questa minuziosa ricostruzione di un avvenimento capricciosamente lugubre e poco noto, l'illusione quasi pirandelliana dell'alias Pálinkás offre una lente limpida per rivedere la ribellione di un popolo, che credette possibile la libertà e l'autogoverno.
Ungheria 1956 : la rivoluzione calunniata / Federigo Argentieri ; introduzione di Giancarlo Bosetti
[Nuova ed.]
Venezia : Marsilio, 2006
Abstract: Perché Togliatti aveva brindato nel 1956 dopo la repressione sovietica a Budapest, e perché solo dodici anni dopo, in una simile situazione a Praga, il PCI avrebbe riprovato l'occupazione? Certo non perché la dinamica dei fatti era stata diversa, ma perché era cambiato il PCI, che con Longo aveva cominciato a prendere le distanze da Mosca. Ma l'autonomia, pur progredita sotto Berlinguer, non divenne mai definitiva, soprattutto sul piano intellettuale, al punto che ancora oggi molti storici e qualche politico esitano o rifiutano di prendere atto delle dure repliche della storia, soprattutto per quanto riguarda Togliatti.
Atti del convegno di Salò 25 novembre 1956
Brescia : Ateneo di Brescia, 1957