Trovati 466 documenti.
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Topipittori, 2021
Abstract: Il cibo nutre il corpo e la mente del bambino. È scienza, storia, natura, fonte di esperienze tattili e relazioni umane. È materiale della vita quotidiana: punto di partenza da ciò che è noto a ciò che è ignoto. Parallelamente, il cibo usato come materiale educativo nutre la competenza professionale dell’adulto, perché consente di sperimentare tecniche laboratoriali, modalità di osservazione, linguaggi espressivi, tempi, attività individuali o di gruppo, al chiuso o all’aperto. Così, mentre i bambini si incantano di fronte al loro primo seme germogliato, l’adulto può assistere alla trasformazione di un fagiolo in un detonatore di curiosità e voglia di fare. Uovo sapiens. Il cibo come materiale educativo per esplorare il mondo si propone di fornire a insegnanti e genitori strumenti teorici e pratici perché simili esperienze mettano radici e diventino occasioni per costruire buone relazioni educative.
Edibimbi, 2019
Abstract: Un libro colorato e prezioso, perché insegna tanti nuovi vocaboli e le prime regole per un'alimentazione sana e corretta.
Trasformapappa / Agnese Baruzzi
Lapis, 2018
Eli ha tanta fame / Angela Mazzia, Alessandra Tilli
[Rieti] : Puntidivista, 2024
Libreria magicaa
Abstract: La vita dell’elefantina Eli è scandita dai giochi con i suoi compagni di avventura e dai ritmi della calda savana. Un giorno, però, un terribile incendio distrugge l’albero di baobab, fonte di cibo per la piccola. Sarà necessario unire le forze e fare squadra per aiutare Eli a sopravvivere.
Io non mangerò mai un pomodoro / Lauren Child
Logos, 2020
Abstract: Charlie ha una sorellina che si chiama Lola, piccola e molto buffa. A volte deve prepararle la cena ma è proprio difficile, perché Lola è molto schizzinosa! Allora un giorno decide di farle uno scherzetto proprio divertente...
Le assaggiatrici / Rosella Postorino
Feltrinelli, 2018
Abstract: Con una rara capacità di dare conto dell’ambiguità dell’animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Proprio come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto antieroico di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi. La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: “mangiate” dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le ss studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la “berlinese”: è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure – mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer – fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.