Trovati 372 documenti.
Trovati 372 documenti.
Roma : Newton Compton, 2015
Tradizioni italiane ; 193
Abstract: Questo libro intende offrire al lettore un florilegio di racconti, notizie, aneddoti fiorentini, in uno spaccato misceilaneo che attraversa la storia per illuminare aspetti curiosi e inediti dell'arte, del costume, della cronaca e della vita sociale della città. Frutto di una paziente ricerca condotta con scrupolo su documenti d'archivio, Le curiosità di Firenze costituisce uno strumento unico per tramandare alle generazioni presenti e future la memoria di antiche tradizioni che rischiano di scomparire. Pensato come un possibile itinerario per le vie cittadine, può essere letto anche saltando da un argomento all'altro, per assaporare liberamente il gusto di una quotidianità ormai inattuale, o per scoprire con sorpresa luci e ombre di un popolo fiero del proprio passato.
Milano : Mondadori, 2015
Abstract: Se negli anni post sessantottini farsi un tatuaggio rappresentava un gesto di rivolta, di rifiuto degli schemi o di affermazione della propria individualità, oggi il tatuaggio è entrato prepotentemente nel nostro vissuto quotidiano come fenomeno di costume diffuso e intergenerazionale. Tatuarsi è di moda, come dimostra il popolo culturalmente e socialmente trasversale dei tatuati: fotomodelle e calciatori, studenti e artisti, attori e presentatrici TV, professionisti e avvocati incravattati. L'autore si fregia di avere frequentato per mesi i tattoo shop di tutta Italia, raccogliendo testimonianze delle spassose conversazioni tra tatuatore e tatuato: domande ingenue, timori, richieste inconsuete, osservazioni surreali animano questo stupidario, tutto veritiero, nel quale molti si riconosceranno. A corredo, qualche indicazione generale, tra il serio e il faceto, destinata a coloro che vorrebbero ma non osano entrare a far parte del popolo dei tatuati. Prefazione di Andrea Rock, RAPfazione di Alberto Pernazza.
All'ombra del gatto nero / / Marina Alberghini
Milano : Mursia, 2011
Felinamente & C
Abstract: «Il gatto è colui che attraversa la foresta dei simboli: è l’Iniziatore», scriveva André Malraux. Il gatto nero, di più.Il gatto nero è forse la creatura più amata e più odiata del pianeta. Nel corso della storia è stato ora dio supremo ora demone, ora amico e modello nelle soffitte degli artisti, ora compagno di meditazione di scrittori, monaci e poeti, o ispiratore di canzoni e di locali controcorrente.Vittima della più abietta superstizione, ma anche protagonista di leggende misteriose e affascinanti, l’incontro con lui ha segnato la vita e le opere di scrittori, poeti e pittori.
Guida ai misteri e segreti della Brianza
Milano : Sugar, 1970
Il sorriso dei poveri : aneddoti di Madre Teresa di Calcutta / José Luis Gonzàlez-Balado
7. ed.
Roma : Città nuova, 1997
Como, ora e allora / a cura di Piero Collina
Como : Edizioni della Famiglia comasca, 1981
Ringhiere : ricordi, sogni e piccole storie / Renzo Albonico e Adriano Giudici
[S.l.] : Ikona, [2002]
Lipomo : Cesarenani, stampa 2006
Gallucci, 2019
Abstract: Da millenni, gli alberi crescono sulle montagne, nei campi, sulle rovine o nel bel mezzo del deserto. Gli uomini li venerano, li piantano, li abbattono o attribuiscono loro poteri soprannaturali. Le storie di questo albo rispecchiano la relazione che da sempre ci lega a loro e ci mettono in guardia sulla necessità di prendercene cura. Perché il nostro futuro dipende anche dalla loro salvaguardia.
Don Bosco che ride : i fioretti di san Giovanni Bosco / Luigi Chiavarino
27. ed
Cinisello Balsamo : Paoline, 1988
Abstract: Don Bosco che ride è l'unico libro sul santo scritto da un suo contemporaneo anzi, da un prete cresciuto nell'Oratorio di Valdocco - che ancora corre tra le mani della gente. Il segreto del suo successo? Non è un racconto della vita del fondatore e della storia della Società salesiana, bensì una sceneggiatura, un flashback, una fuga di sequenze felicemente selezionate. Chiavarino non descrive don Bosco, ma lo vede e continua a visitarlo in una sorta di udienza che si protrae nel corso dell'opera. Il taglio, la vivacità, il brio dello stile dimostrano che il "ridere" di don Bosco, il suo humour, erano sì un impagabile dono di natura, ma furono anche trasformati, operosamente e pazientemente, nell'ideale di gioia cristiana che è modello di vita e strumento base di educazione. Ne scaturiscono un arazzo policromo fatto di mille fili, un mosaico di tante piccole tessere, un paziente lavoro di bulino, che rendono il vero volto del santo, padre e maestro amatissimo per i ragazzi, che come nessun altro seppe educare al dialogo con le realtà della vita.
Il sofà del produttore : il rito del pedaggio sessuale nella storia di Hollywood / Selwyn Ford
Milano : CDE, 1991
A tavola con il Duce : ricette e racconti inediti di casa Mussolini / Maria Scicolone
Roma : Gremese, copyr. 2004
Abstract: Basandosi sulle dettagliate testimonianze - molte del tutto inedite - di donna Rachele, di Edda e di Romano, oltre che della fedelissima domestica Irma, Maria Scicolone racconta ai lettori le abitudini conviviali e la tavola della famiglia Mussolini, lasciando affiorare una fitta trama di ricordi, aneddoti ed episodi di vita domestica del tutto sconosciuti alle cronache ufficiali: le conversazioni che si tenevano durante i pasti, i piatti più ricorrenti sulla tavola, le piccole manie gastronomiche del Duce e le sue antipatie. Accanto alle testimonianze, ampio spazio è dedicato ai menu e alle ricette vere e proprie di casa Mussolini: quelle della mensa quotidiana e quelle delle grandi occasioni.
[S.l.] : PaperFIRST, 2024
Abstract: C’è chi ha assistito alla fuga da un battello parigino di Marcello Mastroianni e Mario Monicelli al grido “Mejo una gricia!”; altro che nouvelle cuisine. C’è chi non ha mai visto Monica Bellucci senza tacchi; nuda sì, ma sempre con i tacchi, “anche quando fa la doccia”. C’è chi ha vissuto gli anni Ottanta come una perfetta cartolina dell’edonismo senza limiti, tra un taaac, una festa, cocaina servita dentro le zuppiere, la malavita accanto e le gare di whisky a gogò sott’acqua. Poi il palco: c’è chi l’ha calcato e temuto tutta la vita, perché il vero artista non si abitua alla liturgia del sipario e non dà mai per scontate quelle assi, “altrimenti te se magnano”, parola di Gigi Proietti. C’è invece chi, come Ettore Scola, sosteneva: “Io sono di una generazione dove il lettino dello psicologo era la sedia del barbiere”. Ma la sedia del barbiere era pure un passaggio in tram dove tra una fermata e l’altra si guardava la città e si conosceva il prossimo. Senza cuffie nelle orecchie. “Papà non amava la montagna perché non aveva il tram. L’esistenza, quella reale, era il tram, non gli uccellini. Non voleva fuggire dalla vita di tutti”, racconta Paolo Jannacci, figlio di Enzo. Leggere questo libro significa salire, sedersi senza essere avvolti dalla fretta. Meglio leggerlo con calma, un pezzetto alla volta, un nuovo mondo aperto quando se n’è chiuso un altro; poi una pausa, una riflessione, la possibilità di guardare cosa accade attorno e magari condividere con il vicino le proprie emozioni a partire da un “Non sai cos’è successo…”. Questo libro è un “tram” popolato di storie. Un tram nel quale in otto anni di interviste sul Fatto Quotidiano sono saliti 400 protagonisti del cinema, dello spettacolo, della televisione, dello sport e della letteratura. Con tutto il loro bagaglio di vita.
I gatti di Hemingway : e altri mici importanti / Patrizia Tagliamonte
2. ed. riveduta e corretta
[Guidonia] : Iacobelli, 2022
Abstract: Pochi lettori sanno che la casa di Hemingway a Key West in Florida, oggi divenuta un museo, è piena di gatti tutti discendenti diretti dei 56 felini dello scrittore premio Nobel. Ma l’autore di "Per chi suona la campana" non era l’unico scrittore amante dei gatti. La storia della letteratura è piena di scrittori e scrittrici “gattari“ e “gattare“. Doris Lessing, premio Nobel 2007 per la letteratura che ha anche scritto un libro sull’argomento, "Gatti molto speciali"; il poeta T.S. Eliot, che scrisse "Old Possum’s book of practical cats" (da cui l’opera teatrale Cats). Lord Byron aveva 5 gatti; Borges aveva un gatto che si chiamava Beppo, in onore di uno dei gatti di Byron. Catarina, il gatto di Edgar Allan Poe, andava ovunque con lui e ispirò il racconto "Il gatto nero". Téophile Gautier, autore di Capitan Fracassa, fu un grande amante dei gatti, e ne ebbe almeno una decina. Alcuni di loro sono nominati nella sua opera autobiografica "Ménagerie intime". La scrittrice francese Colette ebbe molti gatti; quando l’ultimo morì, ne soffrì tanto da non volere altri animali domestici per ben 15 anni. Mark Twain ne aveva undici, a cui amava dare nomi bizzarri, come Apollinaris, Zoroaster e Blatherskite. La scrittrice George Sand era così legata al suo gatto, Minou, da bere il latte dalla stessa tazza. Raymond Chandler era solito leggere i suoi scritti al suo gatto Taki prima che a chiunque altro. Il gatto di Petrarca, alla morte del poeta, fu ucciso e mummificato. William Burroughs, autore de "Il pasto nudo", scrisse l’autobiografico "The cat inside" (Il gatto in noi) per commemorare i vari gatti che occuparono un ruolo nella sua vita.