Trovati 845 documenti.
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Il linguaggio dei giornali italiani. Con un saggio su Le radici degli anni Ottanta
Roma-Bari : Laterza, 1981
La comunicazione politica / Gianpietro Mazzoleni
Bologna : Il mulino, copyr. 1998
Abstract: Uno snodo decisivo della nostra società, i rapporti tra media e politica, in un'aggiornata sintesi introduttiva. La cronaca quotidiana colloca regolarmente in primo piano i problemi del rapporto tra politica e comunicazione. Il palcoscenico politico è ormai stato conquistato dai mass media, in particolare dalla televisione. Ciò ha profondamente cambiato i connotati, e forse lo stesso codice gentico della politica.
[Milano : Rizzoli], 2006
Abstract: Berlusconi si fa il lifting, gira in bandana, subisce un secondo trapianto di capelli. D'Alema va in barca a vela e cucina il risotto. Mentre ogni sera i salotti televisivi ospitano i politici, le attrici, i cantanti e gli showmen si candidano in politica. Lente, inesorabili, le immagini prendono il posto delle parole, la seduzione della persuasione. In soli quindici-vent'anni la scena pubblica italiana ha subito una radicale trasformazione che ha rivoluzionato la politica. È nata la nuova arena mediale. Al centro: la ricerca spasmodica della visibilità. Ma quando è iniziato questo processo? Questo libro traccia la storia di quando, come e perché la politica si è trasformata in un continuo spettacolo mediatico.
Firenze : Sansoni, 1973
Saggi ; 23
I segni della voce infinita / Gianluca Capuano
Milano : Jaca book, 2002
Abstract: Musica e scrittura. Il volume si dipana in tre parti: visione, rappresentazione [suono al vaglio della visione], raffigurazione e significato. Si tratta di un discorso atipico sulla musica, sulla scrittura del suono musicale, sul senso dell'esperienza sonora. Vengono accostati temi e motivi apparentemente assai lontani fra loro, ma annodati da una necessità che fonda la loro giustapposizione. Il progetto si iscrive entro il perimetro di una ricerca genealogica sui saperi.
Comunicare in politica / Sara Bentivegna
Roma : Carocci, 2001
Abstract: Che cos'è la comunicazione politica? Che tipo di linguaggio usa? Quali sono gli attori coinvolti nel processo comunicativo? Questi ed altri sono gli interrogativi che si pongono coloro che colgono nell'attuale fase della politica la prevalenza di strategie comunicative costruite sulla base delle regole del marketing e, più in generale, sulla logica del sistema mediale. Il volume si propone di fornire alcune chiavi di lettura a coloro che sono interessati a comprendere lo sviluppo di questo fenomeno nel nostro paese.
[Milano : Rizzoli], 2009
Abstract: Ogni giorno i politici ci inondano di migliaia di parole in libertà. Promesse, smentite, voltafaccia, bugie, insulti e banalità dilagano nelle agenzie di stampa, nei pastoni dei telegiornali, sulle pagine dei giornali. Siamo in piena dichiarazia, una perversa spirale tra politica e media dove il fumo verbale annebbia i fatti, le inchieste, l'attività politica seria. Qualunque critica diventa la demonizzazione dell'avversario, ogni accusa è farneticante, i giornalisti scomodi sono faziosi. In continue polemiche che montano furiose e sfumano nel nulla, la Casta dichiarante si rinfaccia menzogne, non accetta lezioni e non si fa certo intimidire. E dietro la cortina delle chiacchiere nega l'evidenza, si contraddice senza pudore, afferma tutto e il contrario di tutto. Ma la rappresentazione che va in scena non ha niente a che vedere con la realtà. Mario Portanova invita a capire trucchi, frasi fatte, voli pindarici e sviolinate, che non hanno colore né schieramento. Perché mai come in politica tra il dire e il fare c'è di mezzo un mare (di parole).
Ed. aggiornata
Milano : BUR, 2010
Abstract: Il linguaggio è la più affascinante delle facoltà umane. Nella comunicazione politica è stato utilizzato in modo assai spregiudicato per interessi particolari e progetti di dominio assoluto. Ha suggestionato le folle spingendole a credere ciecamente nella figura di un capo. Le parole dunque possono fare la storia? A questa domanda Enzo Golino ha cercato risposte analizzando il linguaggio totalitario del fascismo nel saggio Parola di Duce, ora riproposto con un nuovo capitolo sul linguaggio totalitario del nazismo. Mussolini e Hitler sono stati legislatori di politiche linguistiche aggressive, censorie, subdole. Hanno inquinato testi scolastici, cambiato nomi geografici, promosso discriminazioni razziali fin dalle parole. In scritti e discorsi infarciti di demagogia hanno mirato ad assoggettare i pensieri di milioni di connazionali, a nascondere o stravolgere la realtà. Proprio sulla base di queste esperienze storiche, il libro invita a diffidare di chi ancora oggi conduce la lotta politica manipolando linguaggi e coscienze.
La repubblica dei media : l'Italia dal politichese alla politica iperreale / Carlo A. Marletti
Bologna : Il Mulino, 2010
Abstract: Perché, se la televisione è così potente, Berlusconi si è premurato di avere dei giornali che lo fiancheggino, e mostra di sapersene servire contro i suoi avversari? E perché Massimo D'Alema dice di preferire la televisione, con cui si parla a tutti, mentre la sua influenza sugli affari politici è dovuta soprattutto a messaggi in chiave affidati ai giornali, di cui pochi possono cogliere pienamente le implicazioni? Dal 18 aprile 1948 ad oggi spettacolarizzazione della politica e messaggi in politichese rappresentano le due facce della democrazia in Italia, dando luogo a fasi alterne e a volte combinandosi tra loro. Nella Repubblica dei partiti i messaggi di fumo di Aldo Moro e il suo lessico fatto di convergenze parallele e strategie dell'attenzione risultavano funzionali per evitare tensioni politiche e sociali. Negli anni Ottanta al pubblico di massa, passivo e indifferenziato, si sostituì un'audience segmentata e mobile. Ciò ha aperto la strada alla politica pop e a Berlusconi, che servendosi degli effetti di iperrealtà generati dai media si accaparra il consenso con annunci clamorosi e promesse ottimistiche spesso non mantenute. Ma con la crisi economica il pendolo torna ad oscillare. Dalla Repubblica dei media si tornerà indietro alla Repubblica dei partiti e ai suoi rituali?
Milano : Angeli, c2011
Casi di comunicazione ; 7
Abstract: A chiusura della prima decade del nuovo millennio, trasformata a livello internazionale dai grandi e, per molti versi, sconvolgenti avvenimenti economici, sociali e politici, come si muove la comunicazione dei prodotti di design? Con quali nuovi linguaggi può affrontare i palcoscenici delle nostre vite così mutevoli, legate a un presente transitorio e in continua evoluzione? E in tutto questo, a proposito di oggetti di design, ha ancora senso parlare di forma e funzione senza cedere il passo agli aspetti emozionali, che spesso noi tutti cerchiamo per il quoziente di complicità rassicurante, di riconoscibilità contenuti nel loro storico bagaglio emotivo? Considerazioni semantiche che diventano sostanza per la comunicazione del settore che non può permettersi di sedersi sugli allori, o di mischiare le carte con discorsi fuori tema o fuori target. Bisogna trovare le strategie e le parole giuste per raccontare i valori dei brand più specifici del made in Italy, dove il nostro design rappresenta ancora una voce di indubbio valore, in funzione dell'alto tasso di creatività che non si può simulare o riprodurre. Solo i brand più forti riescono a competere sui mercati internazionali, perché sono espressione di grande coerenza nella loro storia, tra prodotto innovativo e ricerca, persone e comunicazione. Noi tutti, ormai, in veste di pubblico abbiamo traslocato nella condizione di protagonisti del nostro tempo, attori sul palcoscenico delle nostre vite, artefici consapevoli delle scelte di consumo.
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Un dizionario non di eventi, di personaggi o di correnti politiche, ma di parole - delle parole che hanno costituito l'ossatura del vocabolario politico risorgimentale. Un dizionario che punta quindi a fornire uno spaccato non di quello che il Risorgimento è stato sul piano fattuale, ma del modo in cui esso si è costruito e si è rappresentato a livello concettuale. Un dizionario, insomma, che non vuole raccontare per l'ennesima volta il Risorgimento-periodo storico, ma avvicinarci al Risorgimento-esperienza, al Risorgimento come universo mentale ed emozionale espresso da un lessico specifico, i cui termini si integrano in un sistema linguistico coerente. Dai primi moti (1796-1815) a Roma Capitale (1862-1870), i curatori del volume hanno scelto i lemmi più rappresentativi per illustrare quel forte sentimento patriottico condiviso da almeno tre generazioni di persone e riflettere sulle questioni cruciali che stanno all'origine della nostra identità nazionale. Le parole chiave, divise in quattro aree tematiche, sono: Associazione; Censura; Costituzione; Decadenza; Diritti/doveri; Esilio; Feste e Rituali; Indipendenza; Italiani/Italiane; Lettere, letterati, letteratura; Liberali, liberalismo; Libertà; Moderati, democratici; Monarchia/repubblica; Municipalismo; Nazione; Nobiltà e borghesia; Opinione pubblica; Papa; Popolo; Progresso/Incivilimento; Rappresentanza; Reazione; Responsabilità ministeriale; Risorgimento; Segreto e società segrete; Teatro; Unità.
La lingua della nazione / Maurizio Dardano
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Siamo nell'istituto di romanistica di un'università tedesca: i ragazzi e le ragazze della foto sono nati in Germania, sono di nazionalità tedesca; ma ciascuno di loro ha un genitore italiano. E questo fa la differenza. Per lo sport siamo italiani, mi dice Sara, padre italiano, madre tedesca. E se giocassero Italia e Germania?, aggiungo io, per chi faresti il tifo? Per l'Italia, risponde, sono tedesca, ma lo sport è un'altra cosa... Eh, per me sarebbe un problema, fa Till, non saprei scegliere; per me sarebbe un problema... Ecco da qui può cominciare il nostro discorso: dall'incertezza di Till sulla squadra da sostenere. Anche questo è un problema d'identità. Identità, una parola magica, al centro di problemi reali, ma anche di chiacchiere vane che non portano a nulla. In questo agile volume Maurizio Dardano affronta il tema complesso dell'identità italiana a partire dal rapporto con la propria lingua. Dall'incontro con altre lingue all'influsso dei media, dalle storie di chi è migrante alla ricostruzione di alcuni momenti della nostra storia in cui l'identità della lingua italiana si è affermata e consolidata oppure, attenuandosi, ha cercato nuovi obiettivi. Un percorso che incontra anche i problemi della società di oggi, alcuni apparentemente distanti dal tema e che invece hanno molto da dirci: la scuola e le sue inadeguatezze, l'autoreferenzialità dei media, i paroloni dei politici e le parolacce che tutti usiamo, il bullismo giovanile, le stravaganze degli opinionisti...
Le parole sono importanti : i politici italiani alla prova della comunicazione / Gianluca Giansante
Roma : Carocci, 2011
Abstract: Come si fa a costruire consenso intorno a una proposta politica, a un leader, a un partito? Come si fa a creare un messaggio comprensibile, convincente e che non si dimentica? A queste domande risponde il libro, che svela le tecniche di comunicazione impiegate dai principali protagonisti della politica italiana - da Di Pietro a Vendola, da Casini a Grillo. L'autore sfata alcuni luoghi comuni, come l'idea che il linguaggio della Lega sia rozzo e spontaneo o che le barzellette del Cavaliere siano la mera espressione del carattere ridanciano del personaggio. O ancora, uno degli stereotipi più radicati, diffuso soprattutto nel centrosinistra, l'idea che per convincere le persone sia sufficiente dire le cose come stanno.
Spotpolitik : perché la "casta" non sa comunicare / Giovanna Cosenza
Roma ; Bari : Laterza, 2012
Saggi tascabili Laterza ; 369
Abstract: Che cos'è la SpotPolitik? È la politica che pensa che per comunicare basti scegliere uno slogan generico, due colori e qualche foto. Quella che riduce la comunicazione a uno spot televisivo. Di SpotPolitik hanno peccato tutti i partiti italiani con pochissime eccezioni. Gli anni dal 2007 al 2011 sono stati i peggiori in questo senso, ma non illudiamoci che sia finita: la cattiva comunicazione potrebbe sommergerci ancora. Riflettere sugli errori del passato può essere utile ai politici, per non caderci ancora; e a tutti noi per scoprire come sia stato possibile accettare (e votare) quella roba.
All'ombra delle altrui rivoluzioni : parole e icone del Sessantotto / Amoreno Martellini
Bruno Mondadori, 2012
Abstract: Sul finire degli anni sessanta la percezione diffusa in Italia, non solo tra i giovani, di una imminente esplosione rivoluzionaria orientò culture, linguaggi e comportamenti individuali e collettivi e generò un flusso quasi inarrestabile di parole nel tentativo di definire con esattezza un progetto rivoluzionario. Tuttavia, nonostante i ripetuti e ostinati tentativi di dare all'idea della rivoluzione una definizione precisa, nelle differenti anime del movimento si diffuse una molteplicità di modelli diversi, a volte contrapposti. La prima e decisiva discriminante dimorava nella contrapposizione tra rivoluzione violenta e rivoluzione nonviolenta. Su questo nodo culture diverse e diverse matrici ideologiche o religiose di volta in volta si incontrarono e si sovrapposero, o entrarono in collisione e si scontrarono fragorosamente.
Cross-news : l'informazione dai talk show ai social media / Lella Mazzoli
Torino : Codice, c2013
Abstract: Web e social network hanno alimentato negli ultimi anni la crescita di nuovi modi di comunicare e informarsi. Quale ruolo sta giocando la televisione in questo panorama? In che misura la tv e i suoi protagonisti dialogano con queste dinamiche? I talk show, territorio di confine tra intrattenimento e informazione, sono da questo punto di vista un ottimo osservatorio.Lella Mazzoli li ha visti da spettatrice, è stata nelle loro redazioni, ne ha intervistato i conduttori. A loro ha chiesto come percepiscono i cambiamenti nel mondo delle notizie, quali passi muovono in rete e se è vero, come sembra, che alcuni trenta-quarantenni sono ritornati davanti alla tv con il telecomando in una mano e lo smartphone nell'altra. Interviste a Giovanni Floris, Corrado Formigli, Maria Latella, Gianluigi Paragone, Salvo Sottile, Sarah Varetto e Andrea Vianello.
Il linguaggio burocratico / Sergio Lubello
Roma : Carocci, 2014
Le bussole ; 494Studi linguistici e letterari
Abstract: Come comunicano gli uffici con i cittadini? Il cosiddetto burocratese, la lingua artificiosa e spesso oscura delle scritture amministrative è stato veramente semplificato come si è provato a fare dagli anni novanta in poi? Quali sono i tratti linguistici tipici del linguaggio burocratico? Il libro offre a lettori non specialisti le risposte a queste domande, partendo da un breve excursus sulla formazione del linguaggio burocratico per arrivare, anche attraverso l'analisi di un campione significativo di testi, a definirne le caratteristiche linguistiche e testuali e ad affrontare la questione della semplificazione del linguaggio amministrativo, spesso ancora oggi disattesa.
La macchina della parola : : struttura, interazione, narrazione nel talk show / / Christian Ruggero
Milano : Angeli, 2014
Scienze della comunicazione ; 24
Abstract: Come funziona il talk show d'approfondimento? Quali sono i meccanismi che garantiscono la convivenza tra informazione e intrattenimento, la creazione di uno spazio televisivo che assume a tratti la stessa rilevanza delle arene più o meno tradizionali della politica? Per comprendere il ruolo di questo format televisivo nella costruzione del dibattito pubblico in Italia dalla fine degli anni Ottanta ai giorni nostri sono fondamentali alcuni elementi: la struttura dello studio, ossia la messa in scena di un salotto destinato a ospitare una discussione riservata agli addetti ai lavori, o viceversa di una piazza in cui ad essere centrale è la voce del pubblico in studio; il ruolo del conduttore, suadente padrone di casa o agguerrito tribuno; il rapporto che il conduttore instaura con gli ospiti in studio, anzitutto politici e giornalisti, e che configura una perpetua lotta di legittimazione; la capacità di mettere in scena in una sfera pubblica elettronica processi di narrazione capaci di rendere la politica, pur nell'epoca della sua delegittimazione, un prodotto prelibato. Durante tutta la Seconda Repubblica i corsi e ricorsi della telepolitica italiana hanno messo al centro il potere di mediazione del giornalista e la necessità per il politico di passare con successo la prova tv, oppure la forza espressiva di una politica debordante, che arriva a monopolizzare i meccanismi della media logic.
La politica spettacolo : politici e mass media nell'era dell'immagine / Gianni Statera
Milano : A. Mondadori, 1986
Saggi