Trovati 1713 documenti.
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Storia delle dottrine economiche / Amintore Fanfani
5. ed.
Principato, 1971
Dizionario politico minimo / Luciano Canfora ; a cura di Antonio Di Siena
Fazi, 2024
Abstract: “Antifascismo”, “Capitalismo”, “Costituzione”, “Democrazia”, “Guerra”, “Libertà”, “Occidente”, “Populismo”, “Potere”, “Propaganda”, “Sovranità”: sono solo alcune delle cinquanta voci che compongono questo Dizionario politico minimo di Luciano Canfora. Intervistato da Antonio Di Siena, il grande storico e filologo spazia dall'antichità al mondo contemporaneo, dalla politica alla storia, dalla filosofia alla cultura, per aiutare il lettore a capire la complessità di parole di cui si dà troppo spesso per scontato il significato. E, per il tramite di quelle, approfondire le principali questioni politiche del nostro tempo. Con straordinaria lucidità, competenza e chiarezza espositiva, in questo volume Canfora condensa oltre cinquant'anni di riflessione storico-politica, offrendo tanto ai suoi numerosi estimatori quanto ai “neofiti” un prezioso strumento di comprensione critica della realtà. In alcune voci parla il raffinato ed erudito accademico, in altre l'uomo, il pungente osservatore del mondo che non ha ancora smesso di interrogarsi su di esso. In tutte emerge con forza un pensiero schietto e disincantato, costantemente fuori dagli schemi, capace – anche grazie al costante richiamo al passato e alla grande conoscenza del mondo antico – di fornire una lettura alternativa del presente.
Abstract: Questo primo volume si occupa degli sviluppi del pensiero economico dalle origini, dall'umanesimo civile, fino a J. M. Keynes. Il libro si rivolge a studenti e studiosi interessati a conoscere le radici prossime e remote del discorso economico, così come oggi viene inteso.
Fa parte di: Screpanti, Ernesto <1948->. Profilo di storia del pensiero economico / Ernesto Screpanti, Stefano Zamagni
Abstract: Questo secondo volume abbraccia gli sviluppi contemporanei del pensiero economico dal secondo dopoguerra ad oggi. Il capitolo finale, dedicato alla situazione attuale della scienza economica, chiarisce il senso in cui va vista la fase critica che la disciplina sta attraversando: e cioè positivamente, come una crisi salutare.
Stagioni e teorie della società internazionale / Maurizio Bazzoli
LED, 2005
Abstract: Nelle pagine de Le stagioni della società internazionale, che costituiscono la prima parte del volume, Maurizio Bazzoli ricostruisce i diversi modi in cui la società internazionale è stata concettualizzata in età moderna e contemporanea. L’indagine si sviluppa lungo un ampio arco temporale, che spazia dal primo Cinquecento, con la rappresentazione erasmiana della Respublica Christiana, ai dibattiti di fine Novecento sulla riforma dell’Onu e sull’istituzione della Corte Penale Internazionale. Sovranità interna e sovranità esterna, sistema di stati e sistema diplomatico, ‘balance of power’ e federazione degli Stati sono alcuni dei concetti-chiave che vengono via via attentamente analizzati. L’affascinante viaggio proposto dall’autore attraverso le rappresentazioni elaborate dalla cultura europea si conclude con una lucida analisi delle antinomie giuridiche, istituzionali e politiche della società internazionale emersa dopo il ‘1989’ e con un’accorata disamina delle «aporie della pace» nella cosiddetta «società internazionale post-moderna». La seconda parte del volume, quasi ad approfondimento della prima, raccoglie alcuni saggi di taglio più analitico. Accanto a studi sulle concezioni della politica internazionale elaborate da importanti pensatori sei-settecenteschi, da Pufendorf a Montesquieu a Mably, e a lavori su alcuni concetti-chiave della politica internazionale moderna, da quello di ‘piccolo stato’ a quello di ‘monarchia universale’ fino a quello di ‘equilibrio di potenza’, propone interessanti contributi su un genere letterario a lungo trascurato, la trattatistica sull’ambasciatore fiorita tra XV e XVIII secolo.
Uno non vale uno : democrazia diretta e altri miti d'oggi / Massimiliano Panarari
Marsilio, 2018
Abstract: L'utopia di una società orizzontale, trasparente e senza gerarchie è tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni, complice l'impatto destabilizzante di internet sul nostro modo di comunicare e di valutare l'operato della classe dirigente. Da dove ha origine l'opinione diffusa secondo la quale, se la gente comune potesse esercitare pienamente il potere, tutto andrebbe meglio? Sappiamo davvero di cosa parliamo quando parliamo di democrazia diretta? Oppure l'uso continuo e la popolarità di cui gode questo ideale all'apparenza cristallino nascondono uno dei più grandi abbagli degli ultimi anni? Attraverso cinque espressioni chiave che richiamano altrettanti «miti d'oggi» - popolo, autenticità, tecnologia, disintermediazione, democrazia diretta -, in questa disamina della politica contemporanea Massimiliano Panarari chiarisce le radici del presunto «primato della gente» che sta scuotendo le fondamenta della nostra democrazia, e offre un'utile chiave di lettura per capire l'evoluzione della galassia populista internazionale e, soprattutto, di quella italiana, dagli esordi con la Lega all'exploit con il berlusconismo, dalle varie fasi del «turbo-renzismo» al trionfo del Movimento 5 Stelle, fino alla sintesi alchemica del governo giallo-verde.
Add, 2024
Abstract: Le città sono sopravvissute a regni e imperi, a rivoluzioni e guerre, alle più diverse crisi e a ogni altra circostanza avversa: come espressione degli abitanti alle sfide del presente e del futuro, si sono dimostrate più resistenti di qualsiasi altra struttura socio-territoriale. La città di domani dovrà essere sempre più funzionale e interattiva, costruita e pensata con immaginazione e creatività, in modo da trovare nuovi modi di tessere relazioni tra le due componenti essenziali della vita cittadina: il tempo e lo spazio. Da qui prende avvio il progetto “Città dei 15 minuti” di Carlos Moreno, che prevede un cambio di prospettiva: non più raggiungere punti distanti tra loro nel minor tempo possibile, ma avvicinarli in modo che gli aspetti essenziali del vivere – abitare, lavorare, rifornirsi, curarsi, studiare, divertirsi – possano compiersi in un tempo ragionevole e in uno spazio sensibile. Per questo occorrerà passare dalla pianificazione urbanistica alla pianificazione della vita in città, ricollegando l’elemento umano con il tessuto urbano, trasformando così un’entità millenaria, mutevole e tenace, in una vera e propria città vivente.
La Casa Usher, 2012
Abstract: Mitchell conduce un’analisi serrata delle immagini e più precisamente della cosiddetta guerra delle immagini che è seguita agli attentati dell’11 settembre 2001. Il lasso di tempo preso in esame è quello della cosiddetta “war on terror” inaugurata l’11 settembre 2001 e non ancora conclusa, attraverso lo studio del ruolo che parole e immagini hanno svolto in tale guerra e nell’ordine mondiale in essa prodotto. Oltre a quella del terrore, allo storico delle immagini del presente si impone una seconda immagine simbolo della nostra epoca: il clone, poiché negli ultimi dieci anni la clonazione è emersa come l’immagine stessa del produrre immagini. L’autore usa il metodo della ricerca iconologica: la ricerca combinata del momento iconico nel linguaggio e della consistenza linguistica dell’icona. L’oggetto della ricerca del volume è costituito da due casi di studio apparentemente distinti che l’autore dimostra essere intimamente legati: il tema del terrorismo globale (archè fondativa delle strategie governamentali della biopolitica dell’ultimo decennio) e quello della clonazione (avanguardia della biotecnologia).
Razza e destino / Maurice Olender
Bompiani, 2014
Abstract: Ogni comunità dà vita a una storia che si sviluppa nel tempo. Trasformarla in razza significa bloccarla in un passato senza presente né avvenire, condannarla a diventare una razza senza storia con un destino assegnato e fissato una volta per tutte. I gruppi definiti come razze diventano immobili della storia, incapaci del minimo cambiamento sociale, religioso, economico o politico. A quanti sono rinchiusi in questo cerchio magico senza possibilità d'uscita, è come se dicessimo: Voi resterete sempre gli stessi. Nell'età del colonialismo, tra XIX e XX secolo, le scienze si sono occupate di pensare, classificare, legittimare le razze umane: la storia del pensiero degli ultimi cinquant'anni è stata capace di riscattarsi? Maurice Olender conduce il lettore tra le ombre che questa idea proietta fino ai giorni nostri, e nella prefazione a questa edizione italiana presenta un primo approccio storiografico alle figure metafisiche della razza che emergono dai Quaderni neri, ancora in parte inediti, di Martin Heidegger.
Che cos'è la scienza : la rivoluzione di Anassimandro / Carlo Rovelli
OscarMondadori, 2014
Abstract: utte le civiltà umane, dagli Egizi ai Maya, dai Cinesi ai Babilonesi, hanno sempre pensato che il mondo fosse fatto di Cielo sopra e Terra sotto. Tutte, eccetto una: i Greci. Per loro non c'era altra Terra sotto la Terra. Né enormi tartarughe, come nei miti asiatici e pellerossa. O le colonne di cui parla la Bibbia. La Terra, per i Greci, non è altro che un sasso gigantesco che galleggia nello Spazio, immersa in un Cielo che continua sotto i nostri piedi. Ad avere questa straordinaria intuizione - una delle idee più audaci, rivoluzionarie e portentose dell'intera storia del pensiero umano, secondo Karl Popper - è stato il filosofo Anassimandro nella prima metà del VI secolo a.C. È della sua straordinaria rivoluzione scientifica che parla questo libro, un'idea che ha aperto la strada alle scoperte di Copernico, Galileo, Newton, Einstein. E che diventa qui lo spunto per una riflessione articolata sulla natura del pensiero scientifico, della sua capacità critica e ribelle, in polemica tanto con il dogmatismo antiscientifico di chi pretende di essere depositario della verità quanto con il relativismo culturale oggi di moda. Per difendere, in maniera vivace e appassionata, la libertà di pensiero contro ogni forma di oscurantismo.
Raffaello Cortina, 2013
Abstract: Qual è il significato della forma degli animali? Che senso hanno le striature delle zebre, la criniera del leone, gli ocelli sulla coda del pavone e le mirabili geometrie delle conchiglie dei molluschi? E come mai parliamo dello spettacolo della natura, come se ci trovassimo di fronte a un'inarrivabile opera d'arte? Confrontandosi con le tesi di Darwin e del neodarwinismo e approfondendo alcuni snodi centrali del paradigma evoluzionistico, Adolf Portmann risponde a queste domande da un punto di vista diverso, ma non necessariamente opposto: quello della morfologia.
La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini / Paolo Zellini
Adelphi, 2016
Abstract: I numeri sono un'invenzione della mente o una scoperta con cui la mente accerta l'esistenza di qualcosa che è nel mondo? Domanda a cui da secoli i matematici hanno cercato di rispondere e che si può anche formulare così: che specie di realtà va attribuita ai numeri? Con la sua magistrale perspicuità, Zellini affronta questi temi, che non riguardano solo i matematici ma ogni essere pensante. Collegata alla prima, si incontrerà un'altra domanda capitale: come può avvenire che qualcosa, pur crescendo in dimensione (e nulla cresce come i numeri), rimanga uguale? Domanda affine a quella sull'identità delle cose soggette a metamorfosi. Ed equiparabile a quelle che si pongono i fisici sulla costituzione della materia.
I limiti della scienza / Peter B. Medawar ; traduzione di Marco e Dida Paggi
Nuova ed.
Bollati Boringhieri, 2016
Abstract: Grande scienziato, innamorato del proprio mestiere, Peter B. Medawar ha scritto un'apologia della scienza, brillante e appassionata: la scienza è "una grande e splendida impresa, la più felice che gli esseri umani abbiano mai intrapreso". Con lucidità, e anche con garbata ironia, Medawar procede, per via di esempi, a illustrare al lettore quel che la scienza davvero è, come si fa scienza, quali siano le ragioni del suo successo - quando ha successo quali i legami tra scienza e politica o tra scienza e cultura, quale l'importanza dell'immaginazione creativa e della fortuna nelle scoperte scientifiche. Soprattutto, Medawar vuole difendere la scienza dall'accusa di non sapere rispondere agli "interrogativi ultimi" sull'origine, sul destino e sul significato dell'uomo. Sono interrogativi, egli dice, che richiedono risposte trascendenti, dominio della metafisica o della religione, e che non possono essere oggetto di analisi e di comprensione scientifica. Al contrario, per tutti i problemi che la scienza è in grado di risolvere non ci sono limiti al suo potere: l'arte della ricerca scientifica è appunto l'"arte dei risolvibile". Il discorso di Medawar si chiude con una nota di ottimismo. Tutti noi possiamo in qualche modo contribuire a cambiare il mondo e a migliorarlo, e quindi il destino nostro sarà quello che noi stessi avremo saputo crearci.
La fine della città postmoderna / Daniele Vazquez Pizzi ; prefazione di Cristina Bianchetti
Mimesis, 2015
Abstract: Il concetto di postmoderno non può più essere utilizzato come nei saggi ormai classici sull’argomento. Oggi la costellazione di senso che richiama deve fare esplicito riferimento non solo alla logica culturale del tardo capitalismo ma anche agli ordinamenti spaziali della dispersione urbana che ne sono stati lo scenario. Vi è una stretta corrispondenza tra la genesi, l’affermazione e il declino del postmoderno e i diversi momenti della dispersione urbana. Si tratta di una corrispondenza, per cui l’una, la logica culturale del tardo capitalismo, non è più pensabile senza pensare l’altra, la dispersione urbana. Con il manifestarsi di un’epoca nuova sotto tutti i punti di vista, segnata da una radicale cesura con la postmodernità, è possibile affermare che la dispersione urbana stia raggiungendo parimenti un mutamento di statuto che sancisce la fine della città postmoderna. Dalla crisi economica sta emergendo una città nuova che articola, in modalità complesse, alta e bassa densità, un habitat metropolitano senza limiti precisi, oltre le morfologie urbane ormai tradizionali come città compatta e città diffusa, in cui si stanno affermando forme di condivisione e reciprocità che appaiono come una rottura rispetto alla società dei consumi e all’individualismo espressi dalle precedenti stagioni.
Bollati Boringhieri, 2016
Abstract: Per gli antichi egizi le rane nascevano direttamente dal Nilo. La cosa era data per scontata e non creava scandalo alcuno. In effetti il "mistero" dell'origine della vita nel mondo antico non era poi così misterioso: i vermi nascevano dal terreno e gli insetti dai tronchi marcescenti, tanto che Aristotele dava per scontato che la vita provenisse spontaneamente dalla materia inanimata. Creare la vita dalla non-vita divenne un problema (anche teologico) solo in tempi relativamente recenti, dopo che Francesco Redi, nel XVII secolo, aveva dimostrato che ciò che è vivo deriva esclusivamente da ciò che è già vivo, negando risolutamente, e sperimentalmente, la generazione spontanea. Tutto deve nascere da un uovo, Omne vivum ex ovo. E allora com'è nata la vita all'inizio dei tempi? Nel corso dei secoli il tentativo di rispondere a questa domanda si è intrecciato con alcuni dei progressi scientifici più rivoluzionari, tra cui la scoperta del microscopio di van Leeuwenhoek, la teoria dell'evoluzione di Darwin, la ricostruzione della struttura del DNA da parte di Watson e Crick e la creazione dei primi composti organici in laboratorio ad opera di Stanley Miller. Oggi, in un'epoca di grande sviluppo dell'ingegneria genetica e delle esplorazioni spaziali, alcuni scienziati pensano di essere sul punto di poter creare la vita a partire da elementi non viventi.
Storia delle idee pedagogiche / Furio Pesci
10. ed.
Mondadori università, 2023
Abstract: Il volume offre ai lettori una panoramica articolata della storia delle principali teorie pedagogiche occidentali. Da Socrate a Bruner si snoda un'appassionante "avventura di idee" che attraversa molteplici campi disciplinari, dalla filosofia alle scienze dell'uomo. La trattazione è rivolta in particolare agli scopi didattici dei corsi di laurea in scienze dell'educazione e di formazione primaria e propone una rivisitazione problematica dei principali temi della storia dell'educazione e delle tappe decisive che hanno orientato, in particolare a partire dall'età moderna, la riflessione sui fini dell'educazione, dall'ambito filosofico originario fino allo sviluppo delle scienze dell'educazione. La ricostruzione proposta cerca di far luce sui legami che, sullo sfondo delle trasformazioni sociali, collegano le principali idee intorno all'educazione alle correnti più significative della cultura occidentale.
Arte del colore : esperienza soggettiva e conoscenza oggettiva come vie per l' arte / Johannes Itten
Ed. ridotta, 6. ed
Milano : Il Saggiatore, 2007
Abstract: L'edizione originale dell'Arte del colore, pubblicata per la prima volta nel 1961, era il frutto dell'attività di una vita intera dedicata al colore. Una summa delle intuizioni, delle scoperte e delle esperienze di un pittore e di un formidabile didatta. Già mentre sceglieva le tavole da inserire nell'opera maggiore, Johannes Itten lavorava al progetto di una piccola teoria del colore. Intendeva condensare le leggi e le possibilità espressive del colore in un libro ridotto, indirizzato prevalentemente agli studenti e a tutti i lettori appassionati di questa affascinante tematica. Alla morte dell'autore, Annaliese Itten fu incaricata di selezionare dodici tavole dell'edizione originale per una mostra itinerante sul Bauhaus. A partire da questa selezione, ha preso forma definitiva questa edizione ridotta, che raccoglie e distilla le lezioni sul colore, sul suo uso e le sue infinite combinazioni, portando a compimento la piccola teoria voluta e progettata da uno dei più influenti maestri del Bauhaus.
Torino : Unione tipografico-editrice torinese, copyr. 2001
Abstract: La Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta è un testo fondamentale per comprendere la storia economica, sociale e politica del Novecento. Il lavoro di Keynes, scardinando alcuni tra i principi fondamentali della teoria economica neoclassica, è dominato dallo sforzo di offrire un’interpretazione in grado di cogliere non soltanto la natura profonda del capitalismo, ma di indicare le terapie e gli strumenti per correggerne le distorsioni e contraddizioni. Un'opera che ha gettato le fondamenta del moderno pensiero macroeconomico.
Einaudi, 2016
Abstract: La bellezza è nel cuore della ricerca scientifica dai tempi di Pitagora, che fu il primo a sostenere che “il numero è il principio di tutte le cose”, e attraverso Galileo, Newton, Maxwell, Einstein giunge fin dentro le acque profonde della fisica contemporanea. Anche se gli antichi non avevano ragione su tutto, la loro fede appassionata nella musica delle sfere si è dimostrata giusta persino a livello dei quanti. Ed è per questo che Wilczek esplora quanto siano intrecciate le nostre idee di bellezza e arte con la nostra comprensione scientifica del cosmo. L’universo stesso, suggerisce Wilczek, sembra voler incarnare forme belle ed eleganti. Che tale forza sia l’eleganza pura di numeri, l’opera di un essere superiore, o una via di mezzo tra le due; in ogni caso, quando troviamo che il nostro senso della bellezza si realizza nel mondo fisico, stiamo scoprendo qualcosa sul mondo, ma anche qualcosa su noi stessi.