Trovati 858253 documenti.
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Bompiani, 24/07/2013
Abstract: Paolo Budinich, fisico teorico,, 90 anni appena compiuti, è l'ideatore, il fondatore e uno dei principali realizzatori del Sistema Trieste, l'impresa che, grazie al contributo del premio Nobel pakistano Abdus Salam, ha restituito un'anima, scientifica e culturale, alla città che una volta era il porto principale di un grande impero, quello austro-ungarico, e che poi è diventata una città di frontiera. Il Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP), la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), l'AREA Science Park, il sincrotrone Elettra, il centro Internazionale di Genetica e Biotecnologie (ICGEB), il Laboratorio dell'Immaginario Scientifico sono alcune delle istituzioni che oggi fanno di Trieste un'autentica "Città della scienza". Tutte hanno avuto tra i loro promotori Paolo Budinich. Tutte sono ponti di pace che collegano mondi diversi. Il fisico, nato a Lussino nel 1916, è inoltre l'unico italiano insignito della medaglia d'oro della TWAS (Third World Academy of Science) e premiato dal Gruppo dei 77, l'organizzazione dei paesi in via di sviluppo. Nessun italiano, probabilmente, ha fatto più di lui per lo sviluppo della scienza nel Sud del mondo. Ma questo grande costruttore di mondi di pace ha anche visioni scientifiche e filosofiche di straordinario interesse. I suoi passi verso l'"unificazione della fisica", la sua indomita fiducia nella matematica, la sua "metafisica verificabile" costituiscono un progetto culturale degno di essere conosciuto. Questo libro è la storia di un personaggio davvero unico e tuttora contribuisce a fare la storia del nostro paese.
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Ma il figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?
Bompiani, 24/07/2013
Abstract: In un momento di forte crisi, di tramonto delle ideologie, di smarrimenti e insicurezze, anche il Cristianesimo e la sua forma istituzionale, la Chiesa, sembrano in pericolo, ridotte come dice lo stesso autore a un gruppo di affezionati. La frase del Vangelo secondo Luca, titolo del libro, sembra suonare come una profezia infausta. In questo testo, Monsignor Maggiolini si fa portavoce di un "risanamento" della religione cattolica attraverso un ripensamento delle radici stesse che fondano il nostro credo religioso: la Chiesa deve rifarsi guida, e deve ripensare il quotidiano perché il vero senso dell'uomo è nei suoi atti di partecipazione alla creazione.
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Per una filosofia della morale
Bompiani, 24/07/2013
Abstract: "La filosofia vive oggi, sotto la superficie, uno dei momenti più intensi e drammatici della sua lunga storia quando si rende conto di trovarsi di fronte a una grande svolta: il passaggio dalla tradizione essenzialistica alla nuova consapevolezza assenzialistica.La filosofia dell'essenza cede il posto alla filosofia dell'assenza. È un vero e proprio rovesciamento della teoresi".Questo volume raccoglie le quattro principali opere teoretiche di Pietro Piovani, quelle che configurano la sua filosofia della morale.Nella pluralità delle visioni del mondo, i princìpi organicamente prospettati e proposti dall'autore non possono essere della filosofia della morale, bensì di una. Né essi potrebbero essere di filosofia morale, bensì di filosofia della morale: la filosofia della morale è sempre, tendenzialmente, fenomenologia dell'esperienza morale, caratterizzante l'umanità. La filosofia della morale può definirsi la scienza di queste implicazioni. Il soggetto che, nell'accettazione di tutte le più spregiudicate novità gnoseologiche e psicologiche, sa di non poter essere assoluto, perché condizionato nella sua datità, modifica questa datità col riconoscerla. In tal modo definisce la propria coesistenzialità, che non è un elemento ricavabile dalla cosiddetta vita di relazione o acquisibile in un dato momento dell'esistere: è ineliminabile dalla struttura medesima dell'esistenza. In tal senso l'espansione morale non è manifestazione di una essenza spirituale ontologicamente costituita; non è un fatto, ma un farsi.Di qui la polemica anti-personalistica della morale piovaniana, che contrappone alla staticità della persona la dinamicità della personalità come instaurazione personalitaria.La massima della morale piovaniana è: agisci in maniera che il tuo comportamento implichi sempre il rispetto verso ogni altro dei tuoi coesistenti".Contro ogni forma di prevaricazione, il rispetto non è limite ma ragione di dilatazione della individualità in una pluralità di relazioni che, per essere libera, non può essere ridotta a nessuna configurazione di contenuti.Soltanto dentro questo formalismo, che non è vuoto indifferenziato ma capacità, con la sua tensionalità, di modellare formazioni storicamente plurime,si comprende la teoria del valore come valorazione, in cui è valore ciò che ha valore. La storicissima filosofia della morale piovaniana potrebbe definirsi una dialettica tra forme etiche e formazioni storiche, mai risolubili in un medio che risolva fino a dissolvere i suoi termini, che sono immediati in quanto mediabili.
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La panchina della desolazione e altri racconti
Bompiani, 24/07/2013
Abstract: Composti tra il 1891 e il 1910, questi racconti appartengono alla piena maturità di Henry James e mettono a fuoco alcuni dei temi ricorrenti della sua narrativa: il conflitto di costumi tra America ed Europa; il problema dell'arte e la condizione dell'artista; il rispecchiarsi del mondo degli adulti in una coscienza infantile; l'azione corruttrice del denaro nella società moderna; la difficoltà o impossibilità dei rapporti umani… Temi, questi e altri, sempre filtrati dalla coscienza individuale, il centro cui si riferisce e si subordina ogni elemento della narrazione. "Storico delle coscienze sottili" era definito James da Joseph Conrad. E invero protagonista della sua arte, oggetto del suo realismo, è l'uomo nel dramma psicologico e morale che perennemente lo agita, nell'eterno processo di percezione dell'esperienza e di reazione a essa, di iniziazione e di conquista, perdita e lotta, vittoria e rinuncia. La linea su cui si muove il suo sforzo espressivo ha un'evidenza che raramente è dato scorgere in uno scrittore. Ed è la linea di un'esplorazione sempre più penetrante e lucida nel regno della vita interiore, e della ricerca di una rappresentazione che a tale vita pienamente si adegui, in un processo che è stato spesso definito di "rarefazione" ma che è, piuttosto, di trasfigurazione. D'altro canto, lo studio jamesiano della coscienza non è mai astratto, astorico. Questi racconti lo dimostrano sia per la loro qualità di preciso e sensibile documento di costume – lo squisito senso d'osservazione di James e la sua esperienza di uomo di mondo vi animano una vivacissima galleria di figure e personaggi "tipici" dell'epoca – sia e soprattutto perché nelle "coscienze" che vivono e patiscono in questi racconti riconosciamo i tratti dei personaggi che vivono la crisi della società borghese nelle opere del grande decadentismo europeo: le opere di Mann e Svevo, di Eliot e Joyce.
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Bompiani, 30/07/2013
Abstract: I confini della terra sono diventati pure e semplici barriere che non disegnano più il confine delle patrie, ma gli steccati in cui tentiamo di recingere il nostro territorio e chiuderci dentro la fortezza del nostro Occidente democratico. Al di là del muro ci aspetta la barbarie. Sotto questo termine, infatti, siamo portati istintivamente a vedere il nemico della civiltà. Tutto ciò che è inassimilabile alla nostra identità e alle nostre tradizioni diventa immediatamente disvalore. Anche perché la barbarie è una minaccia diretta e primordiale alla nostra esistenza. Il punto di vista che ci guida qui è però un altro. Il sentimento diffuso e di pancia per cui la civiltà occidentale è sotto attacco è solo il sintomo di un disagio dovuto alla trasformazione della condizione umana. Questo libro indaga, nella luce ambigua che implica la visibilità del suo oggetto, le spie contraddittorie del fenomeno della barbarie. Il suo metodo è unicamente basato sull'esperienza soggettiva e patologica del rifiuto e dell'ostilità come una salutare e brutale reazione alle maschere postmoderne e alle mistificazioni che si aggirano intorno ai "valori occidentali".
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La croce e la sfinge. Vita scellerata di Giovan Battista Piranesi
Bompiani, 30/07/2013
Abstract: Giovan Battista Piranesi: incisore, scenografo, antiquario, ma prima di tutto, come venne definito dai suoi molti oppositori e rivali, "architetto scellerato". La croce e la sfinge racconta la vita di questo artista d'eccezione e dei suoi figli, la sua storia ribelle e avventurosa, che inizia a Venezia, per proseguire nella Roma delle rovine; la storia di un uomo le cui idee rivoluzionarie suscitano scandalo, così come il legame con la potente famiglia di Papa Rezzonico, che pensa di usarlo per i propri scopi politici. Ma questi sono solo alcuni dei tanti azzardi che caratterizzano l'esistenza di un irregolare dell'arte e del pensiero, che nel progetto di restauro della chiesa di San Giovanni in Laterano e nella costruzione della chiesa di Santa Maria del Priorato sull'Aventino si avvicina sempre più ai simboli dei crociati e alla mitologia dei templari, un amore tossico che aliena sempre più a Piranesi le simpatie dei vertici ecclesiastici. Pierluigi Panza profonde in questa grande avventura il rigore del saggista e dell'erudito, ma, prima ancora, la capacità del narratore di immergersi nella materia infuocata di un'esistenza fuori dalle regole e di elevarla a simbolo di un'intera epoca: il Settecento dei misteri, degli oscuri simboli esoterici e dei poteri occulti che scuotevano le certezze del secolo dei Lumi e minacciavano la Chiesa.Il libro è arricchito da documenti inediti e riproduzioni delle incisioni di Giovanni Piranesi.
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Semplicemente ho dimenticato un elefante nel taschino
Bompiani, 31/07/2013
Abstract: La lettera di un uomo che ha sperato per tutta la vita di vedere l'invisibile; Sofia è giovane sonnambula che di mestiere fa la spia, aggirandosi al mercato, tra uomini corrotti, uomini innamorati e un Presidente ricco e potente; Ginevra, dotata di un'immaginazione ipercreativa, deve sempre tenere a bada ciò che la sua mente crea per non incorrere in qualche guaio grosso; un uomo misterioso nasconde un segreto che richiede pazienza e curiosità; un bambino e la sua magliettina ingiallita; un medicinale miracoloso che può salvare molte vite e un amore assoluto che saprà affrontare ogni rischio. Personaggi e storie che dalla finzione si affacciano alla realtà. L'amore, il sogno, il sesso fulmineo, la libertà. Un esordio narrativo che conferma il talento di un cantautore che ha saputo incantare pubblico e critica con la verità dei suoi testi. Spesso paragonato a Battisti e De Andrè, Francesco Tricarico racconta del mondo di oggi e dei giovani di oggi, sospesi tra la cruda e impietosa realtà e il sogno di una fuga, se non lontano,almeno nell'immaginazione.
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Bompiani, 01/08/2013
Abstract: Come si vince un reality show? Cosa succede in un casting? È tutto vero quello che accade ai concorrenti? Che ruolo hanno gli autori? Cosa succede dietro le quinte? Che storia hanno avuto i reality in Italia? C'è un punto di contatto tra i reality e il web? Affermarsi o essere? Da un autore di reality show un libro che risponde a queste domande con l'ausilio di testimoni d'eccezione.
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Bompiani, 05/08/2013
Abstract: Il volume è la riproposta di un piccolo classico del Novecento: Verso la cuna del mondo (1917) di Guido Gozzano. Tra il febbraio e l'aprile del 1912 Gozzano compie un viaggio in India, che lo porterà a visitare la città di Bombay e l'isola di Ceylon. Un itinerario modesto, ma un'esperienza centrale nella non lunga vita dello scrittore piemontese. La decisione di partire è dettata innanzitutto da motivi terapeutici (guarire dalla tubercolosi), ma il pellegrinaggio di Gozzano alla "culla del mondo" diventa un fatto cruciale su cui si catalizzano le sue rappresentazioni sull'Oriente, prima, in prospettiva e in attesa, e poi, con il ricordo e la trasfigurazione letteraria. Il viaggio in India finisce così con il riverberarsi su tutta la produzione gozzaniana, all'interno della quale Verso la cuna del mondo appare pertanto come un testo fondamentale. L'India assume agli occhi dell'autore valenze contrastanti: aspirazione e delusione, attrazione e rifiuto, richiamo e scacco. Il tutto talora (ma non sempre, sicuramente assai meno che in altre opere) condito dalla sua proverbiale ironia.
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Bompiani, 26/08/2013
Abstract: Il grande romanziere Fëdor Dostoevskij viene svelato nell'intimità della vita famigliare dalla sua seconda moglie Anna Grigor'evna, che racconta con estrema semplicità e veridicità la propria esperienza al fianco dello scrittore russo. Ne esce il ritratto di un uomo già vecchio, malato e assillato dai debiti di gioco, che trova un periodo di serenità e un freno all'inquietudine dell'esistenza negli ultimi anni passati con Anna. Al tempo stesso, la narrazione conduce alla scoperta dell'autrice, una donna che, rinunciando alle proprie ambizioni di indipendenza e affermazione personale, si annulla nel matrimonio in una completa dedizione al genio-marito.
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Bompiani, 26/08/2013
Abstract: "Da Wagner a Madonna, l'emozionante unica vera storia mondiale dei videoclip, come nessuno l'ha mai raccontata: come sono nati, come si fanno, chi li crea, perché ci piacciono, perché ne vedremo sempre di più. Finalmente la verità su storie e miti della (video) musica, in un racconto appassionante che ne svela tutti i misteri e ne ricostruisce le leggende, basandosi su documenti esclusivi mai riuniti in un volume prima d'oggi. ... e se ancora credete che Bohemian rhapsody dei Queen sia stato il primo clip della storia, allora vi serve proprio questo libro..."Tutti amiamo almeno un cantante, straniero o di casa nostra, famoso o di nicchia: in questo libro sono presenti aneddoti mai raccontati, notizie inedite e curiosità sul rapporto con le immagini di tutti i protagonisti della storia della musica italiana e mondiale, dai big agli artisti alternativi. Tutto sulle vere vicende che hanno condotto alla nascita del clip e delle emittenti musicali, oltre alla più completa raccolta dei registi storici della videomusica, terreno di coltura dei nuovi grandi talenti che arricchiscono il cinema, l'arte e la televisione. Un testo avvincente in grado di inquadrare da un punto di vista nuovo i nostri beniamini e il loro rapporto con i videoclip: da Madonna a Bjork, da Ligabue ai Tool, da Bruce Springsteen a Robbie Williams, dai Beatles agli U2, da Gianni Morandi ai Radiohead, dai Rolling Stones a Eros Ramazzotti, dai Nirvana ai Gorillaz, non c'è artista della storia della musica di cui non si possa scoprire qualcosa; anche andando molto a ritroso nel tempo: sono svelati pure i segreti dei filmati dei monumenti della storia della musica, dalla nascita del jazz al rock, dal pop dei '60 alla psichedelia, senza dimenticarci dei fanatici di ogni età che amano dai cantautori italiani al punk, dalla dance alla new-wave, dal pop-rock al funky, dall'hip-hop all'heavy metal, dalle produzioni indipendenti fino alle moderne contaminazioni. Aggiungendo chicche come la lunga intervista esclusiva a Vasco Rossi che racconta per la prima volta il progetto del film che avrebbe voluto trarre dalla sua canzone Vita spericolata.
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Bompiani, 26/08/2013
Abstract: Celebre al grande pubblico per il romanzo La lettera scarlatta, lo statunitense Nathaniel Hawthorne fu anche autore di numerosi racconti, amato per questo da Montale e Vittorini. Borges l'ha avvicinato a Kafka per le sue tematiche di sconvolgente attualità. I racconti che presentiamo sono tratti da Twice-Told Tales (1837) e includono sia testi già classici ai tempi di Hawthorne (come Il dolce fanciullo), sia altri testi in cui successivamente si sono riscontrate singolari anticipazioni, come l'enigmatico Wakefield. Descrivendo i rapporti tra l'individuo e la comunità in cui vive, Hawthorne ha infatti saputo smascherare quelle scelte e quei comportamenti alienati, a volte schizofrenici, che derivano dalla profonda crisi di identità dell'uomo moderno. Nella traduzione di Eugenio Montale e Luigi Berti questi racconti costituiscono una significativa occasione di incontro con un classico della letteratura.
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Bompiani, 28/08/2013
Abstract: Il libro ripercorre le varie tappe del pensiero semiotico come si è manifestato nell'antichità classica, focalizzando l'attenzione sia sulle pratiche indiziarie, sia sulle teorie del segno e del linguaggio: si va, così, dai segni della divinazione greca al linguaggio delle Sibille, dagli indizi e prove della storiografia ai sintomi descritti nella medicina greca, per arrivare alle teorie dei filosofi. Queste ultime si susseguono in un ordine cronologico tale da coprire in maniera organica il percorso semiotico della cultura classica: una sorta, quindi, di comprensiva storia dellasemiotica dell'antichità. Si inizia con la teoria linguistica del Cratilo di Platone, si prosegue con Aristotele e gli stoici, si arriva al De signis di Filodemo, che illustra il dibattito tra epicurei e stoici sull'inferenza semiotica, e in cui compare per la prima volta l'espressione "semeiosis" (semiosi), poi adottata da Charles Sanders Peirce proprio in seguito alla lettura di quel testo nel 1879-80. Si affronta quindi il tema del confronto tra il linguaggio degli animali e quello degli uomini, che ha attraversato la riflessione filosofico-linguistica dell'antichità e si è posto alla radice di una lunga tradizione che conduce, attraverso il Medioevo, fino a Cartesio, ai dibattiti settecenteschi e alle indagini attuali sulla mente degli animali. Il volume si conclude infine su alcune tematiche semiotiche generali, che legano il mondo antico a quello contemporaneo, come la relazione tra un modello equazionale del segno e un modello inferenziale.
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Bompiani, 04/09/2013
Abstract: Questo ebook contiene:Prefazione di Fabio Carapezza GuttusoIntroduzione di Massimo OnofriDel realismo, di Guttuso e d'altro di Marco CarapezzaNota all'edizioneCronologia essenzialeParte primaDEI PITTORI E DEGLI AMICIIncroci novecenteschiDossier PicassoVisite all'arte del passatoParte secondaDEL REALISMO, DEL PRESENTE E D'ALTROPer una poetica del realismo e la critica al sistema dell'artePagine di diarioParte terzaImpegno civile e difesa del patrimonio artisticoA cura di Marco Carapezza con contributi di Fabio Carapezza Guttuso e Massimo Onofri
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Bompiani, 04/09/2013
Abstract: Testo latino a frontein prima edizione critica con traduzione integraleTrattato sull'intensità e sull'attuazione delle forme, Trattato sulla reazione, Questione sull'azione reale, L'immortalità dell'anima, Apologia, discorso difensivo, Trattato sulla nutrizione e sull'accrescimentoA cura di Francesco Paolo Raimondi e José Manuel García ValverdeI Tractatus mere peripatetici, editi tra il 1514 e il 1521, appartengono tutti al fecondo periodo dell'insegnamento bolognese del Pomponazzi e rappresentano il tentativo di ricondurre al puro e genuino testo aristotelico tanto le problematiche suscitate dai fisici oxoniensi intorno alla quantizzazione delle qualità, quanto quelle, di forti implicazioni teologiche, relative alla mortalità dell'anima. Al primo ambito si iscrivono i primi tre trattati (il De intensione del 1514, il De reactione e la Quaestio del 1515), in cui Pomponazzi polemizza con i fisici mertoniani e, dimostrando la sostanziale inconsistenza delle loro dottrine, spegne gli entusiasmi suscitati in Italia dalla logica calculatoria. Al secondo ambito si iscrivono il De immortalitate animae del 1516, il più fortunato dei trattati perettiani, l'Apologia del 1518 e il Defensorium del 1519, tutti centrati sul tema della mortalità dell'anima. La radicalità della tesi non mancò di provocare la reazione degli ambienti cattolici, soprattutto veneti, che accusarono l'autore di eresia. Nell'Apologia Pomponazzi si difese dalle critiche dell'amico cardinale Gaspare Contarini e di Pietro Manna e dagli attacchi di Ambrogio Fiandino e di Vincenzo di Vicenza. Il Defensorium costituisce la risposta al De immortalitate di Nifo. Chiude la raccolta il De nutritione del 1521, che esplora i temi della nutrizione e dell'accrescimento, dando un ulteriore supporto teorico alla tesi della materialità.
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Bompiani, 04/09/2013
Abstract: Chi vuole la morte del Che in Bolivia? Le spie americane che gli danno la caccia da vari mesi? I generali di La Paz, costretti ad affrontare l'insurrezione "castrocomunista" finanziata da Cuba? O l'Urss di Breznev, che nel guerrigliero argentino vede un pericoloso, nuovo Bakunin? La scoperta recente di decine di documenti del Dipartimento di Stato e della Cia sul tentativo rivoluzionario nel paese andino getta una luce inedita sull'ultima avventura guevarista: dallo sconcerto iniziale dei diplomatici Usa ai forti contrasti politici e militari tra statunitensi e boliviani, fino ai troppi misteri che avvolgono ancora le ultime ore di vita di Ernesto Guevara de la Sena. A quasi quarant'anni dal suo assassinio (9 ottobre 1967), gli Archivi nazionali di Washington ci restituiscono un piccolo tesoro: il controdiario yankee sul "nuovo Vietnam" latinoamericano. Un'antologia imperdibile per chi ha amato il celebre Diario in Bolivia del Che, un cult della rivolta giovanile del 1968.
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Bompiani, 11/09/2013
Abstract: Una traduzione di tutti gli scritti socratici di Senofonte con testo greco a fronte in volume unico e con relativi apparati mancava in Italia.La studiosa Livia De Martinis ha curato un lavoro completo in tutte le sue parti: chiara traduzione, ricche prefazioni, note per le singole opere, bibliografia e indici analitici. Questo si imponeva come necessario, proprio per le complesse informazioni che la comprensione storico-ermeneutica di questi scritti richiedono. Inoltre, dal momento che, per lo più, Senofonte in queste opere presenta ciò che dice in forma dialogica, era necessario cercare di evidenziare tale procedimento strutturale anche formalmente, ossia scandire con gli "a capo" domande e risposte, e quindi rispettare ilmetodo dialettico socratico in modo conveniente, come spesso si è invece trascurato di fare, presentando il testo tutto di seguito con l'introduzione di titoli che aiutano la lettura e la comprensione dei testi. Giovanni Reale ha ritenuto opportuno presentare un esauriente Saggio introduttivo, seguendo una linea metodologica fondata soprattutto sulla interpretazione analitica dei testi. Senofonte si impone come un testimone storicamente credibile per intendere Socrate su alcuni concetti essenziali, come già in passato Reale ha dimostrato in altri suoi scritti, in particolare nel volume Socrate, alla ricerca della sapienza umana, opera che ha avuto molta fortuna (pubblicata dapprima dalla Rizzoli, Milano 2000 e poi dalla Bur con varie riedizioni 2001; 20135 e tradotto in lingua greca), e dalla quale ha ripreso alcuni punti-chiave, con ampliamenti e approfondimenti. Senofonte ha intenso in modo perfetto la figura morale di Socrate come un "modello" da imitare e come un uomo che ha saputo vivere una "vita felice" come nessun altro. Malgrado i limiti filosofici, Senofonte offre significativi contributi per l'interpretazione del pensiero di Socrate, in particolare per quanto riguarda alcuni concetti morali e teologici.Insieme ai dialoghi di Platone, gli scritti socratici di Senofonte, soprattutto i Memorabili, si impongono come un punto di riferimento paradigmatico, irrinunciabile per intendere uno dei più grandi filosofi di tutti i tempi.A cura di Livia de MartinisSaggio introduttivo di Giovanni Reale
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L'uomo delinquente - quinta edizione - 1897
Bompiani, 16/09/2013
Abstract: Nel 1897 vede la luce la quinta edizione dell'Uomo delinquente di Cesare Lombroso, in quattro volumi, di cui uno contenente un Atlante. In quest'opera l'analisi dei caratteri somatici criminali attraverso le immagini si fa sempre più dettagliata e Lombroso cerca di stabilire le caratteristiche dei tipi criminali, differenziandole in base alle anomalie proprie della categoria cui appartengono. Si delinea quindi un profilo criminologico del pazzo morale e del pazzo epilettico, accomunando i pazzi morali nella medesima categoria degli epilettoidi, dei delinquenti epilettici e dei delinquenti nati; segue un'analitica descrizione dei mattoidi, vale a dire individui alienati che passano per geni, ma che in sostanza sono persone comuni affette da patologie psichiche che li spingono a dedicarsi ad attività estranee alle loro capacità. Si improvvisano politici, seduttori, predicatori, venditori di qualsiasi cosa. La loro caratteristica è essere animati da un'esagerata laboriosità e manifestano un narcisistico culto della personalità. Conscio che la teoria atavica del delinquente è stata messa in discussione dagli studi dei suoi allievi e seguaci, tra i quali spicca il nome di Enrico Ferri, Lombroso, pur restando fedele alla primitiva impostazione della teoria antropologica dell'uomo delinquente, introduce in questa quinta edizione (la più completa che ci sia giunta) nuovi elementi nello studio del fenomeno criminale."La causa maggiore d'ogni delitto è il carcere. Noi, precisamente quando crediamo vendicare e difendere la società, con il carcere somministriamo ai delinquenti i mezzi di conoscersi, di istruirsi e di associarsi nel male."Volume III, p. 254
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Storia del pensiero cristiano tardo-antico
Bompiani, 14/10/2013
Abstract: ll volume esamina la formazione del pensiero cristiano nel mondo antico, a partire dalla predicazione evangelica e apostolica, allorquando la società cristiana, staccatasi oramai definitivamente dalle sue origini ebraiche, è proiettata con sempre maggiore interesse alla diffusione e alla "conquista" del mondo pagano circostante. Per una tale conquista i contatti - anche se frequentemente polemici - con la cultura greca e latina sono essenziali. Come si attua la formazione di una letteratura, di un diritto e di una legislazione romano-cristiana, così sorge anche un pensiero cristiano nel contatto con la filosofia greca. Parlare di "pensiero cristiano" significa volersi distinguere dal concetto più generale di "patristica", per concentrarsi su di un ambito di ricerca e di problemi specifico e definito. Per questo motivo il presente volume giunge senza soluzione di continuità fino al pensieromedievale, latino e bizantino. Si è ritenutonecessario aggiungere una ricca copia di testi, che costituiscono un'antologia mai tentata fino a ora, affinché il lettore possa avere un diretto contatto con il pensiero cristiano dei primi secoli.
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Bompiani, 16/10/2013
Abstract: Per la prima volta vengono qui raccolti, ordinati e proposti in un insieme coerente gli scritti in prosa dedicati da Andrea Zanzotto al tema del paesaggio. Questi testi, inediti o da tempo irreperibili, permettono di seguire l'evoluzione dell'immaginario dell'autore attraverso cinquant'anni di impegno letterario.La scrittura di Zanzotto racconta un'"idea di paesaggio" in cui l'uomo e la natura interagiscono e si confrontano, nonostante l'impatto del primo sulla seconda si faccia sempre più invasivo. Ai luoghi reali della vita dell'autore, il grande Veneto che si estende dalle Dolomiti alle Lagune, si affiancano i paesaggi immaginati, viaggi compiuti o sognati in un'Europa sospesa tra lontananza e prossimità. Il ritratto dei luoghi si intreccia con quello dei personaggi che l'autore incontra e insegue nelle sue peregrinazioni, compagni di viaggio fidati e sorprendenti nella loro caratterizzazione umana e linguistica. Il risultato è un rapporto con il mondo che si completa nella scrittura, "vero luogo del nostro stare", ricercato e difeso con la forza di una passione intima e civile, come solo la poesia può essere.