Trovati 5 documenti.
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Un giorno arriverò : romanzo / Silvana Mossano
Milano : Salani, 2012
Abstract: Per Anita la Merica è un sogno, una speranza e un dolore. Un dolore perché sua sorella è emigrata laggiù per non tornare; una speranza perché lei vuole raggiungerla, e ricominciare una vita migliore, lontana dalla durezza della campagna e degli anni terribili tra la prima e la seconda guerra mondiale; un sogno perché ogni anno che passa sembra allontanare l'America sempre di più... Eppure Anita non si arrende e vive la sua vita, di fatica e lavoro, ma anche di piccole grandi gioie, in attesa del momento in cui raggiungerà finalmente il porto di Genova e salirà sulla grande nave per solcare la pianura liquida e sconfinata dell'oceano. Un giorno partirà, a dispetto di sua madre, di suo marito, di Mussolini e della guerra. E l'America, il Paese dove tutto è possibile, diventerà realtà. Un giorno... La Storia cammina accanto ai personaggi di questo romanzo, li tocca e li travolge; figure forti di donne, immerse nei profumi e nelle nebbie delle valli piemontesi, segnate da drammi che da piccoli e quotidiani diventano grandi e universali.
In bici in Piemonte : itinerari cicloturistici per tutti sulle strade del Nordovest
Torino : Edizioni del Capricorno, c2012
Abstract: Dalla pianura torinese all'Appennino ligure. Dal Ticino al Roero, dall'Acquese alle valli cuneesi. Strade bianche, oasi naturalistiche, tesori d'arte e architettura. Una collezione di percorsi cicloturistici inediti, adatti a tutte le età, a tutte le stagioni, a tutte le biciclette. Cartine, approfondimenti e schede tecniche: difficoltà del percorso, profili altimetrici, periodo consigliato. C'è un modo slow di scoprire il Piemonte. In bici.
Firenze : All'insegna del Giglio, 2012
Quaderni dell'Istituto di storia della cultura materiale ; 4
Abstract: Il volume pubblica gli studi, le ricerche e lo scavo archeologico (2001-2005) sul monastero femminile di Santa Maria di Bano, nel comune di Tagliolo Monferrato (AL). La prima parte ospita contributi sulla storia del monastero e del territorio attraverso lo studio delle fonti storiche, cartografiche ed archivistiche, mentre nella seconda parte viene presentato lo studio delle strutture, partendo dalle fonti storiche, con particolare attenzione anche alla gestione delle acque, di fondamentale importanza per i monasteri. Il capitolo dedicato ai manufatti d'uso passa in rassegna i reperti rinvenuti nel corso delle campagne di scavo, riguardanti le ceramiche, i materiali architettonici e i reperti faunistici. Nell'ultima parte il curatore tenta di offrire alcune conclusioni e riflessioni, ancora provvisorie, sui risultati dello scavo e delle ricerche.
Torino : Angolo Manzoni, 2012
Abstract: La grottesca avventura di un gruppo di amici sullo sfondo del Sessantotto, il movimento culturale che più ha segnato l'evolversi recente della nostra società. Un lavandaio piemontese, un medico e un operaio pugliese immigrato al nord e affetto da una bizzarra forma di mutismo, sono costretti a raggiungere il Ponte del Diavolo per gettare le ceneri del loro amico più caro, passato a miglior vita durante una manifestazione. Al loro inseguimento, un incarognito gruppo di neofascisti, quattro maldestri vigili urbani e Barolodelsessantaquattro, il cagnolino più tenace, simpatico e sincero del mondo. Il Ponte del Diavolo non è soltanto una meta. È il destino. È un luogo denso di misteri e timori. È l'emblema della rivincita dell'umile sul prepotente, proprio come il Sessantotto. Nel viaggio, i fuggiaschi incontreranno l'amicizia di una dolce e bellissima veterinaria e di un prete operaio diffidato dalla sua stessa Chiesa, perderanno più volte la strada e rischieranno la cattura, ma ritroveranno se stessi e libereranno, nei loro cuori, lo spirito della rivoluzione giovanile. E mentre i protagonisti vagano per il Piemonte, il Sessantotto rischia di spegnersi a causa di una straordinaria, lunghissima e leggendaria partita di pallone.
Scarmagno : Priuli & Verlucca, [2012]
Abstract: Il Toro non è una squadra di calcio, altrimenti sarebbe già venuto a nausea, come quasi tutto il calcio. Il Toro è un'idea piena di luce e di rabbia. L'idea che tu stai sotto ma tornerai sopra, prima o poi, e nessuno ti trasporterà in alto se non sarai tu a raccogliere le forze contro tutto e tutti, anche contro te stesso e i tuoi pensieri peggiori che ti sussurrano all'orecchio 'tanto non ce la farai mai'.