Trovati 3088 documenti.
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Biberon al piombo. L'impatto dell'inquinamento sulla salute dei bambini
Sironi Editore, 14/11/2012
Abstract: Giocattoli al piombo, pesci al mercurio, latte alla diossina, frutta contaminata da pesticidi: quante volte abbiamo letto notizie del genere sui giornali? Il nodo della questione è se si può raggiungere un equilibrio tra le comode esigenze della società moderna e gli scomodi effetti collaterali che "vivere bene" comporta. Il problema riguarda la sfera delle decisioni politiche ma coinvolge tutti noi, perché interessa i soggetti che dovranno aiutarci a risolverlo: i bambini. Ogni individuo è esposto, ancora prima di nascere, a molte sostanze che hanno effetti sulla sua salute e possono influenzare in modo negativo lo sviluppo del cervello. Questo libro racconta la storia delle principali sostanze con azione neurotossica e i pericoli più o meno nascosti da conoscere e a cui prestare attenzione.
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Pinocchio nel paese dei paradossi. Viaggio tra le contraddizioni della logica
Sironi Editore, 14/11/2012
Abstract: Pinocchio rivive le sue avventure sullo sfondo di nuovi paesaggi paradossali. Il più celebre burattino di tutti i tempi si troverà di fronte al dilemma del coccodrillo, al paradosso del mentitore, a quello della nave di Teseo, alla mitica gara tra Achille e la tartaruga e tanti altri: come farà a superare questi nuovi ostacoli? L'immancabile Grillo parlante con la sua proverbiale sapienza spiega al burattino, e ai lettori, come uscire dall'impasse in cui le contraddizioni logiche e matematiche li hanno fatti sprofondare. Un libro per scoprire il gusto del ragionamento, arricchito di illustrazioni che reinventano la popolare fiaba di Collodi.
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Il fisico che visse due volte. I giorni straordinari di Lev Landau, genio sovietico
Sironi Editore, 22/02/2012
Abstract: Gennaio 1962: Lev Landau, ferito in un incidente automobilistico, è in condizioni disperate, ma la sua mente eccezionale non può, non deve morire. I migliori medici d'Europa accorrono a Mosca per aiutare i colleghi sovietici, i fisici organizzano una rete internazionale di solidarietà. Ma, nonostante tutti gli sforzi il cuore di Lev smette di battere. Il volume descrive la vita di Landau, ragazzo all'ombra della Rivoluzione d'ottobre, passando, tra le due guerre mondiali, alla formazione scientifica e al grand tour alla corte di Bohr, Heisenberg, Pauli e Dirac. Si arriva poi alle vette nella ricerca, alla fondazione della famosa scuola di fisica e alla stesura del celeberrimo "Corso di fisica teorica", mentre crescono anche tra gli scienziati le tensioni dovute al regime staliniano. Geniale, stravagante, polemico e iconoclasta, negli anni Cinquanta Landau è già una leggenda tra i fisici di tutto il mondo. In patria, il regime lo ripaga con un anno di prigione per crimini antisovietici: anche se in seguito parteciperà al progetto atomico URSS e riceverà onori e riconoscimenti, non avrà mai più il permesso di uscire dai confini del paese. Un distillato di interviste ai protagonisti, di indagini sulle fonti e di autentica ammirazione per il maestro Landau, con una sorpresa finale.
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L'erede di Galileo. Vita breve e mirabile di Evangelista Torricelli
Sironi Editore, 22/02/2012
Abstract: Chi ha inventato il barometro a mercurio? Evangelista Torricelli, fisico e matematico vissuto nel Seicento. Conoscono la risposta tutti quelli che, magari sui banchi di scuola, hanno sentito parlare dell'esperienza dell'argento vivo per la misura della pressione atmosferica. Per il resto, tuttavia, la vita e l'opera dello scienziato faentino sono poco note: nel quarto centenario della nascita, colma questo vuoto questa sua biografia divulgativa. Allievo di Galileo e suo degno erede sia nelle cariche pubbliche sia nei dibattiti interni alla comunità scientifica del tempo, Torricelli visse la propria maturità intellettuale nel periodo delicato che seguì la condanna del maestro pisano da parte della Chiesa, ma seppe conquistare il rispetto di principi e colleghi con una carriera fulminante. Abile fisico, esperto costruttore di lenti per telescopi, fine geometra, eccezionale precursore del calcolo infinitesimale: non a caso Torricelli viene ricordato oggi come un "eroe della rivoluzione scientifica".
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Il "sogno" di Keplero. La Terra vista dalla Luna in un racconto del grande astronomo tedesco
Sironi Editore, 22/02/2012
Abstract: Nel 1609 lo scienziato tedesco Giovanni Keplero pubblica l'"Astronomia Nova", il rivoluzionario trattato che contiene due delle sue famose leggi. L'opera è tanto complessa che Keplero decide di riproporre le stesse idee nella forma semplice e attraente di un racconto. È il "Somnium", dove il lettore, seguendo il protagonista Duracoto, scivola sulla Luna, ne conosce gli strani abitanti e osserva un cielo diverso, che sfida il senso comune. Keplero mette così in scena il modello astronomico copernicano, nel quale è il Sole e non la Terra a occupare il centro dell'Universo; ma la Chiesa osteggia questa visione e persino la circolazione informale del manoscritto è causa di guai per l'autore. Keplero ci lavora per altri vent'anni, aggiungendo al testo note fisico-astronomiche e autobiografiche e registrando la sua grande amarezza. Il "Somnium" viene pubblicato postumo nel 1634. Questa edizione integrale, in una nuova traduzione condotta sull'originale latino, rispetta l'intento divulgativo di Keplero e ripropone al pubblico italiano un documento precursore della fantascienza e insieme della 'scienza narrata' introdotta da Galileo nel "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo".
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Bompiani, 06/12/2012
Abstract: "Troppe volte Bruno sembra vivere ineluttabilmente con la scardinante dedica dell'Oscuro 'ai vaganti di notte, ai maghi, ai posseduti da Dioniso, alle menadi, agli iniziati' (Eraclito 14, A 59, trad. Giorgio Colli). Un empito dionisiaco avviluppante il Dio in una danza a spirale che sfonda secoli inutilmente pesanti solo per gli umani. Perché la forza del Nolano è racchiusa in un perenne vaticinio donativo. Circolarità senza fine, Sphairos consustanziale con Afrodite iperuranica. Per questo è contemporaneo di Hermes, il donatore agli umani, e quindi con Spalle Larghe (Platone), Porfirio e Giamblico lo scrutatore degli Egizi e poi a Giuliano l'Apostata e 'all'altro' Giuliano il Kremmerz degli anni nostri. Ma i filamenti luminosi de 'gli eroici furori' hanno troppo scandagliato Anima sempre eterna per non parlare continuamente a quell'Amore che 'ratto s'apprende' ai 'Cor'. Così il Nolano adepto ai sacri misteri di Orfeo continua il suo canto donativo in nome di quella 'necessaria Follia' che rende qualsiasi suo lettore un processionario nelle file dei seguaci dei Maghi, in nome del divino ardore che nessun rogo potrà mai cancellare. Ecco perché tutti noi siamo fermi al 17 febbraio del 1600. Per ricordare come su ogni creatura e cosa domini 'la Folgore'. Ovvero l'abisso radioso che si apre dal Bacio degli Amanti." (Gabriele La Porta)
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Il Vangelo di Giovanni. Nessuno ha mai visto Dio
Bompiani, 15/02/2012
Abstract: David Maria Turoldo è stato uno degli intellettuali cattolici più luminosi del Novecento. Spinto a un martirio interiore e sociale, Padre Turoldo non ha mai abbandonato, neppure nei momenti più bui della sua vita, l'amore per le Sacre Scritture. Nella lettura che ci consegna del Vangelo di Giovanni ritroviamo un quadro impressionante per l'attualità dei problemi politici e morali che toccano l'Italia degli ultimi anni, e le parole dell'evangelista, con lo sguardo lucido di Turoldo, risuonano come un monito per l'umanità ottenebrata dal potere e dall'egoismo.Nell'amore bruciante di Dio Padre Turoldo intravede la salvezza dell'uomo: "Dio è amore" dice Giovanni, amore che unisce, che lega, che non ti lascia solo. Per questa via allora occorre andare incontro agli altri uomini, contro ogni brama di possesso e di dominio. Non si può più rimandare questa scelta, ne va della vita dell'uomo e della sua felicità.
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Bompiani, 15/02/2012
Abstract: Un uomo di successo, Max, manager immerso nel suo mondo preconfezionato: il nostro mondo.Intorno a lui una moglie altrettanto integrata, un figlio piccolo che già annuncia con il suo comportamento di voler seguire i passi dei genitori, e una domestica, Milagro. È una giovane che proviene dal Sudamerica, semianalfabeta, disarmata di fronte a una realtà che non solo le è estranea ma che lei pare voler mantenere tale: quasi provasse paura o vergogna degli strani e indefinibili fenomeni che si verificano in sua presenza e che forse alludono a una sfera misterica e sacrale che sembra andare in tutt'altra direzione rispetto all'ansia di possesso che occupa le menti di tutti gli altri. Milagro è come un piccolo ago nel pagliaio del capitalismo, povera e senza desideri, priva di quell'insoddisfazione che è compito di Max indurre o dare per scontata negli esseri umani. Somiglia nella sua innocenza ad Abele, così come in Max, che non comprende e che è attratto da lei che non conosce e non può conoscere veramente, si potrebbe ravvisare l'effigie di Caino.Cosa è destinato ad accadere quando l'irruzione del sacro sconvolge la falsità del mondo borghese? La storia che Paola Capriolo narra con la consueta maestria in questo suo nuovo romanzo, rappresenta una delle risposte. E ci fa balenare davanti, per un attimo, il cuore delle cose, o perlomeno il suo terreno riflesso.
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Bompiani, 03/04/2012
Abstract: Sessantanove "nuovi" racconti di Moravia, dispersi su giornali, riviste, almanacchi, fra il 1928 e il 1951. Una rinnovata ispezione in varie biblioteche, che Simone Casini e Francesca Serra hanno condotto con mano sollecita, ha dato un frutto insperato. Moravia sembrava aver "dimenticato", o lasciato alla sonnolenta dimenticanza degli archivi parte proficua del proprio lavoro. Da quello straordinario regista della propria esistenza che l'autore de "Gli indifferenti" è stato, vale la pena credere che in quell'oblio abbia avuto parte una voluta ambiguità. Non si trattava di salvare subito in volume quanto egli pensava fosse il fior fiore del proprio "raccontare" - anche se i racconti che raccolse via via nel corso degli anni Trenta e Quaranta, non per pochi lettori rappresentano un vertice espressivo ineguagliato. Il volume "Racconti 1927-1951" che li raduna, da "Cortigiana stanca" a "Luna di miele, sole di fiele", è un classico della narrativa italiana del '900. Credo che Moravia puntasse a fissare un canone di sé, o un'immagine, quella dello scrittore racchiuso per intero in un principio di realtà, di "romanziere realista", con tutto quanto rappresentava quest'idea, in senso anche filosofico: non scrittore fotografo della vita, ma narratore interprete dei sospetti che con crudezza l'esistenza declina. Secondo questo criterio egli costruì, selezionò quei suoi volumi. I racconti ora ritrovati ci fanno capire che se certamente è stato l'interprete più felice della tradizione "realista" italiana che si incardina nei nomi di Boccaccio, Machiavelli, Goldoni e Manzoni, altro c'era nella sua immaginazione, che parrebbe situarsi fuori di quella linea, e che in lui trovò sintesi efficace. Questi racconti "nuovi", scanditi in tre fasi - quelli che dagli esordi sfiorano lo scoppio della guerra, quindi i racconti che disegnano "tipi", "caratteri" in bilico fra classicità e surrealismo; infine le narrazioni "romane" e "ciociare" del dopoguerra, grondanti felicità visiva - questi racconti, nella loro interezza, ci dicono che Moravia è stato anche buon lettore, discepolo, sosteneva, di Rimbaud e di Dostoevskij. Pagine di sprofondamento nelle oscurità, nelle "caverne" della psiche, pagine di avviso che il male è sempre sulle porte dell'anima, e poi paure e dilavate, rivoltate fantasie, dove visioni di moderna civiltà urbana spiovono in una atmosfera di cifrata irrealtà: Moravia sembra qui catturato dagli aspetti provocatori, sornionamente e comicamente provocatori anche, del grande decadentismo europeo. Insomma, si tratta di scritti utili soltanto alla ricognizione di un laboratorio, di un'officina? La risposta è no. Non c'è un momento in cui Moravia scrivendo abbia dismesso l'idea che il narratore debba raccontare e raccontare, catturare il proprio lettore, tenerlo alla gola per non fargli perdere il piacere, il gusto di correre l'avventura del mondo, anche se questa avventura è pur sempre un'incognita. Ma, sosteneva, è l'incognita della "bella vita". (Enzo Siciliano)
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: Lui: Guido, quarantenne, giornalista di strada poi di TV. Lei: Chiara, trentenne, insegnante, femminista, infine convertita all'omosessualità. La loro storia nata da un'attrazione intellettuale da parte di lei e fisica da parte di entrambi, un anno dopo consuma la propria crisi in una sazietà triste che provoca in Chiara un malessere profondo, una sempre più evidente volontà di chiudere quell'esperienza. Due tragici e misteriosi eventi (l'uccisione di un famoso modello e il suicidio di un noto senatore comunista) scuotono l'ambiente mondano e quello politico-televisivo. Una parziale chiave di lettura dei due misteri, e non solo di essi, si trova nelle cartelle cliniche del padre di Guido, uno psichiatra filosofo appena andato in pensione. Guido, attraverso la loro lettura, viene a conoscenza di straordinarie vicende umane e patologie che rivelano la "normalità della follia". Tutto questo in un romanzo estremo il cui protagonista è perennemente scisso tra i sogni della propria esigente ma velleitaria moralità e l'inevitabile ma sgradevole necessità del compromesso, che lo fa sentire come "fuori dalla grazia". "Quell'uomo sinistro le chiese con l'espressione in volto di un manichino di Grandi Magazzini: 'Dunque, signora, cosa posso fare per lei?' 'Uccidere un uomo. Forse.' 'Siamo tutti di carne e ossa, qualche curiosità fuori contratto possiamo permettercela. Si può sapere qualcosa di più su quell'uomo? Dopotutto se dovremo intervenire non sarà come tirare al piattello. Anche i killer hanno un'anima.'"
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Storia dei mille narrata ai giovinetti
Bompiani, 12/03/2012
Abstract: La Storia dei Mille narrata ai giovinetti, pubblicata per la prima volta nel 1904, è forse l'opera di Giuseppe Cesare Abba che nei decenni successivi ha riscosso il maggior interesse di pubblico. Il testo, composto con toni celebrativi ed enfatici, ripercorre l'avventura di Garibaldi e dei suoi uomini analizzando il contesto culturale e politico in cui si formò la spedizione. Cavour, Mazzini, il desiderio dell'Unità d'Italia, e poi la Sicilia, la regione dove si poteva affermare il grande sogno risorgimentale di un popolo finalmente unito, sono gli elementi attorno ai quali Abba costruisce la sua partecipata narrazione. Narrazione di un viaggio, di una traversata, di un sogno che si realizza e che centocinquant'anni dopo è quanto mai utile far riascoltare ai ragazzi.
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: Figura controversa, a fronte di un'indiscussa fama come eccezionale virtuoso del pianoforte, per il suo talento compositivo Franz Liszt manca ancora oggi di una definitiva collocazione nella storia della musica.Michele Campanella, fra gli interpreti lisztiani più noti a livello internazionale, ne delinea un ritratto complesso e "vissuto", che parte dalla sua personale esperienza di concertista. Dall'esposizione del "caso" Liszt, attraverso un discorso metodologico sugli aspetti tecnici necessari a un'adeguata interpretazione dei testi, si sviluppa un percorso musicale che è anche un racconto biografico, sino alla definizione di una nuova immagine del compositore ungherese.Trionfante virtuoso e frequentatore dell'alta società, Liszt termina i suoi anni chiuso nella riservatezza dell'asceta e nella sperimentazione di nuovi linguaggi musicali. Una storia da riscoprire.
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: Chi è il poeta e chi il pazzo? È, il poeta, un genio dell'immaginazione sempre in bilico sull'orlo della follia o piuttosto è il pazzo a esplorare la dimensione poetica dell'esistenza ai confini della ragione? Non cercate una risposta in voi, ma trovate la soluzione nella penna irriverente e ironica di Gilbert K. Chesterton: una raccolta di sei racconti, che hanno come protagonista Gabriel Gale, poeta detective a caccia di ambigui criminali, figure bivalenti macchiate dal reato ma a loro volta vittime della pazzia. Ma lo stesso Gabriel, investigatore della mente umana, risolve i misteri lottando contro la ragione. Egli è, infatti, anche un poeta, è un artista, e in lui la razionalità lascia spesso il posto all'immaginazione: come un funambolo cammina sulla corda tesa sopra l'abisso che separa sanità e pazzia, realtà e menzogna, per far scoprire al lettore che la soluzione più semplice, la più logica, non è mai quella giusta. Perché anche la ragione, a ben guardare, troppo spesso si rivela una trappola.
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Bompiani, 12/03/2012
Abstract: COMMENTARI REALI DEGLI INCA Pubblicati a Lisbona nel 1609, i Commentari reali degli Inca appaiono da subito come un libro destinato a lasciare una traccia profonda nella storiografia moderna: essi infatti sono opera di Garcilaso de la Vega, detto "l'Inca", un meticcio figlio di un capitano spagnolo e di una peruviana di sangue regale, e rappresentano dunque il primo tentativo di uno sguardo "dall'interno" nella realtà della civiltà precolombiana. La monumentale opera di Garcilaso, in cui si uniscono le memorie della tradizione incaica alla narrazione della conquista spagnola, è però qualcosa di più di un semplice resoconto storico. La scrittura fluida e maestosa di Garcilaso – ritenuto uno dei maggiori prosatori di lingua spagnola – tesse un racconto in cui si sposano l'antico e il moderno, il mito e la cronaca, la nostalgia di un passato irrecuperabile e la coscienza dell'incedere degli eventi: un racconto, pertanto, "meticcio" come il suo autore, e apolide nel panorama dei generi letterari. E ancora oggi le sue pagine si presentano a noi come l'orizzonte in cui il Nuovo Mondo perde definitivamente la propria estraneità agli occhi dell'Occidente.
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Bompiani, 15/02/2012
Abstract: A quale tribù appartieni?"Si avverte un'alacrità e una solerzia compositiva d'antico artigiano: Moravia prende le parole più usuali, ne saggia la resistenza, le lascia ricadere sulla pagina così che esse trattengano qualcosa, e non solo qualcosa, del suo averle sfiorate. Di un pianista si direbbe: è questione di tocco." Enzo Siciliano"Questo libro - scriveva Moravia - è stato scritto nel modo seguente: viaggiando in Africa per svago e desderio di estraneamento, senza fare inchieste nè ricerche nè nulla di tutto ciò che, quando si ha intenzione di scrivere su un viaggio, si fa 'apposta'. In Africa ho voluto portare soltanto me stesso, così com'ero, con la cultura e I'informazione di cui già disponeva e niente di più. Se ho letto dei libri sull' Africa l'ho fatto per curiosità, non per crearmi una competenza d'altronde impossibile. Insomma si tratta di un libro di impressioni; cioè della storia di una felice e invaghita disponibilità. Così il fine che il libro, modestamente, si propone non è di informare, né di istruire né tanto meno di giudicare ma di ispirare al lettore lo stesso interesse e la stessa simpatia che mi hanno spinto a viaggiare per il continente nero."
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Bompiani, 03/04/2012
Abstract: Romanzo visionario e corrosivo, L'osteria volante è uno dei libri più conosciuti dell'autore inglese. Con la sua tipica cifra onirico-immaginifica, Chesterton ambienta la storia in un'Inghilterra di cento anni dopo, quindi dei nostri tempi, in cui i grandi poteri economici hanno stretto un'alleanza con l'Islam, ritenendo che sia meglio del Cristianesimo per mantenere un adeguato controllo sociale sulla popolazione.Lo strano connubio fra i potentati commerciali e la legge islamica porta alcune conseguenze paradossali, tra cui l'introduzione di norme che mettono fuori legge gli alcolici.Ed è così che un capitano irlandese, Patrick Dalroy, decide di fomentare una rivoluzione popolare, portando in giro per tutto il paese l'insegna di un pub: L'osteria volante.Così avrà inizio la rivolta. Coinvolgente fino all'ultima pagina, il libro lascia stupefatti per la capacità di intravedere un futuro che, all'epoca di Chesterton, era assolutamente inimmaginabile.
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Bompiani, 02/04/2012
Abstract: Dopo un'animata discussione sul tema dell'anarchia, Luciano Gregory, poeta anarchico, riesce a convincere l'amico e collega Gabriele Syme della serietà delle sue argomentazioni e a condurlo a una riunione del Consiglio Centrale Anarchico. I membri della setta hanno fatto però una scelta bizzarra, decidendo di assumere per maggior sicurezza i nomi dei giorni della settimana, e quando Syme sceglie di entrare a farne parte, gli viene assegnato il nome di Giovedì. Ma Syme in realtà non è ciò che dichiara di essere, bensì un agente di Scotland Yard... Da questa sorprendente rivelazione prende l'avvio una girandola di false identità, misteriose allusioni e paradossali ambivalenze, perché ogni membro del Consiglio ha i suoi segreti, e la trama diventa un susseguirsi di eventi concitati e strabilianti, che convergono verso l'enigmatica figura del Presidente, che ha assunto il nome del settimo giorno, Domenica. Ma qual è la natura di questa misteriosa associazione e quali sono i suoi veri scopi? E chi si cela veramente dietro la figura di Domenica, che suscita in Syme una paura irrazionale?
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Bompiani, 05/04/2012
Abstract: Patrimonio d'arte, di storia e di cultura, Venezia è una città straordinaria, il cui splendore è l'espressione di un grande passato. Rivolgendosi a coloro per i quali la conoscenza della città vuol essere anche il soddisfacimento di una curiosità intellettuale, Alvise Zorzi interpreta con competenza il destino del "piccolo popolo" di pescatori, tessitori e marinai che cercarono sulle isole anfibie un luogo di sopravvivenza e seppero poi trasformare un territorio di sabbie e canneti in una sfavillante città di palazzi, chiese, teatri, giardini, cantieri, piazze. Ma Venezia vive anche per opera dei grandi mercanti che nel passato trovarono le rotte per Alessandria d'Egitto, Trebisonda, il Mar Nero, la Giordania, fino all'India e al Catai, e delle grandi famiglie che ne determinarono la ricchezza e lo sfarzo. Perciò, indagando nella documentazione catastale e negli estimi patrimoniali, l'autore segue anche da vicino le sorti degli Orseolo, dei Dolfin, dei Mocenigo, dei Pisani, dei Venier, degli Zorzi, dei Vendramin e dei Foscari. E il ritratto che delinea della sua città, a partire dal 25 marzo 421 – data leggendaria della formazione – fino al 17 ottobre 1797 – giorno in cui con la firma del trattato di Campoformio venne sancita la fine della Serenissima – è un documento appassionato in cui si rintracciano i fatti noti o ancora inesplorati, i trionfi e le sconfitte, l'apoteosi o la decadenza. Ma anche una guida emozionante per chi in Venezia vuol cercare la forza o la dolcezza dei sensi e dei sentimenti con la volontà, però, di capire.
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Bompiani, 05/04/2012
Abstract: "In questo volume il lettore troverà prove cospicue di quell'arte del racconto che Alberto Moravia ebbe quale dono indiscutibile. Ho sentito affermare spesso che Moravia sia più artista come scrittore di racconti che come scrittore di romanzi: è un'opinione pari a un'altra, ma non priva di concrete ragioni. E' vero che Moravia si diede al racconto con la passione di un artigiano, una passione che non conobbe soste; e se riteneva che il racconto fosse animato da un'intuizione molto vicina a quella della poesia, mentre invece il romanzo era spiegato nel sentimento architettonico della forma, attraverso una struttura all'interno della quale lo 'studio della vita' è convesso in un'articolata visione del mondo, se riteneva questo, ho sempre avuto l'impressione che egli si desse al racconto, più che per un raptus ispirativo o sotto lo stimolo di una 'intuizione lirica', proprio per essere fedele a una tensione d'allenamento, lo scaldarsi i muscoli, in vista di quello scatto duro e faticoso che mette a segno un romanzo. In lui, nella sua fisiologia di scrittore, racconto e romanzo erano indissolubilmente legati. Moravia raccontava che Calvino un giorno gli disse: "Smetti di scrivere racconti romani, ne hai scritti troppi." Lui smise, ma non smise di scrivere racconti: voltò pagina, e nacquero i racconti de "L'automa". In questo volume sono riuniti i racconti che Moravia, lungo l'arco della vita, senza mai radunarli in volume, pubblicò su giornali e riviste. Sono pagine sparse, perdute talvolta su testate di cui non c'è più notizia: molti sono ritagli trovati tra le sue carte, in casa, ammucchiati nel caotico disordine che per lo scrittore era abituale" (dalla prefazione di Enzo Siciliano)
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Bompiani, 21/03/2012
Abstract: C'è stato un tempo, negli anni settanta del Ventesimo secolo, in cui un uomo, Carlo Silvestro, veniva apprezzato per i suoi articoli sui giornali musicali. Ma quando nel 1978 andò a Pune, la terra di Osho, qualcosa cambiò. Oggi, quell'uomo, che ha assunto il nome di Svatantra Sarjano, vive a Goa. In questo libro ha deciso di mostrare a chiunque voglia leggerlo il suo "approccio alla vita". Se la parola ha perso per noi occidentali il suo significato originario, la sua anima, la sua collocazione nella rosa dei simboli, Sarjano vuole recuperare questa realtà profonda, che è prima delle parole scritte, perché rimanda alla parte essenziale di noi: invisibile, in apparenza, ma attingibile attraverso una speciale attenzione, la stessa che ci fa capire che "la Sorgente di tutto ciò che esiste e l'anima sono la stessa cosa, e tutto ciò che esiste forma un'unità con questa Sorgente e con quest'anima".Il segreto si chiama "semplicità". Ma per arrivare a questo strato primitivo di roccia bisogna sottrarre ciò che ostacola il cammino, i condizionamenti palesi e sotterranei, il dualismo mente-corpo, femminile-maschile, cultura-ignoranza: in una parola, tutti i falsi concetti che l'uomo contemporaneo si è costruito per rendere assoluta la sua separazione dal fondamento di ogni cosa. Seguire il cammino indicato con umiltà da Sarjano significa allora leggere insieme a lui il grande romanzo del vero Essere, che è qui con noi, vicino a noi, e pronto a svelarsi a uno sguardo innocente.