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Il viaggio della capitale
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Brilli, Attilio

Il viaggio della capitale

UTET, 11/07/2017

Abstract: Nel 1899, ricordando i suoi soggiorni in Italia, Lev Tolstoj scriveva alla moglie: "Firenze, è vero, anche a me piace per la modestia e la gradevolezza. Al mio tempo - tuttavia - d'improvviso si cominciò a sciupare: era diventata capitale". Molti dei viaggiatori stranieri che in quegli anni intraprendevano il Grand Tour lungo le strade italiane rimanevano interdetti davanti ai cantieri che affollavano il centro storico. Osservando gli sventramenti degli stretti vicoli fiorentini, Ruskin rimpiangeva la Firenze immobile di alcuni anni prima, quando era ancora possibile attraversare le stesse strade percorse da Dante. La trasformazione aveva preso il via con l'Unità d'Italia, quando i politici sabaudi avevano deciso di spostare temporaneamente la capitale da Torino a Firenze, nella speranza di stabilirla un giorno a Roma, ancora da conquistare. Il ruolo di capitale, seppure provvisoria, aveva reso necessari cambiamenti strutturali che minacciavano l'antica pianta della città: le mura medievali furono abbattute e al loro posto nacquero ariosi boulevard e interi quartieri sorsero a ridosso della città vecchia. Le trasformazioni di Firenze tuttavia non sono paragonabili a quelle che coinvolsero Roma. Dal 1871 le vie dell'Urbe sono invase di calcinacci e ponteggi, mucchi di pozzolana rossa e muraglie di detriti, lastre di travertino e polvere. I borghi del centro demoliti o ridisegnati, gli enormi spazi verdi delle ville patrizie all'interno delle mura - caratteristica peculiare della geografia urbana di Roma - venduti e edificati. Quella che era la provinciale e immobile città dei papi cominciò a crescere a dismisura, senza controllo. Utilizzando con raffinatezza e acume le testimonianze e i diari dei viaggiatori del tempo, Attilio Brilli insegue la capitale nel suo viaggio da Torino a Roma, attraverso Firenze, e ci restituisce la cronaca avvincente di un momento decisivo della storia italiana: la nascita di una società moderna, espressione di una nuova classe sociale, che avrebbe cambiato nel profondo la fisionomia delle grandi città italiane. "Attilio Brilli è uno dei più profondi conoscitori della letteratura di viaggio europea dell'età moderna." - Tomaso Montanari, la Repubblica

Woody Allen dall'inizio alla fine
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Lax, Eric - Bellocchio, Violetta

Woody Allen dall'inizio alla fine

UTET, 10/10/2017

Abstract: Nel 1968, i manager di Woody Allen, Jack Rollins e Charles Joffe vengono ricevuti negli studios della Palomar Pictures a Los Angeles. Nonostante Allen sia solo un giovane autore tv e uno stand-up comedian, i produttori sembrano determinati a raggiungere un accordo per la realizzazione del suo primo film ma, quando chiedono dettagli sulla trama, il piano di lavorazione o il cast, la risposta di Joffe è sorprendente: "Mettete due milioni di dollari in un sacchetto di carta, dateci il sacchetto, andate via, e noi vi porteremo un film". Palomar accetta l'accordo e mesi dopo Prendi i soldi e scappa esce in sala; i giornali lo recensiscono entusiasti e in molti si accorgono del talento di questo giovane cineasta. Il processo creativo di Allen non permette intromissioni; lo sviluppo delle sue idee è strettamente legato a un metodo che è andato perfezionandosi film dopo film, calibrato al millimetro per permettergli di realizzare un'opera all'anno, sua personale forma di autopsicoanalisi. Una macchina perfetta, fatta di collaboratori fidati e consiglieri devoti, che Eric Lax, grande amico e biografo ufficiale di Allen, ha avuto la fortuna di seguire fin dal 1971. Grazie al privilegio di una prospettiva unica, Lax ci conduce all'interno di questo processo, ripercorrendo, dall'inizio alla fine, lo sviluppo e la realizzazione del film Irrational Man: i primi appunti di trama scarabocchiati su un'agenda mentre è sdraiato sul letto nella sua casa di Manhattan, la ricerca dei finanziamenti, la meticolosa preparazione delle scene, le discussioni con il direttore della fotografia, le scelte di montaggio e colonna sonora, tutto, fino alla prima proiezione al festival di Cannes. Come nessuno aveva mai fatto prima, Lax raccoglie le indiscrezioni dei suoi assistenti, gli aneddoti degli attori o della troupe, registra il nervosismo sul set o l'euforia dell'ultimo ciak, e, durante le pause tra le riprese, ascolta Allen parlare a ruota libera di cinema e vita privata, dei registi che ama e di quelli che detesta... Scavando in profondità nella personalità di uno dei più grandi autori del nostro tempo, Woody Allen dall'inizio alla fine delizierà non soltanto i fanatici del cinema e i fan del regista, ma anche tutti coloro che si lasciano incantare dalla magia del grande schermo. "Allen è l'unico ad aver resistito in un cinema americano che non ha lasciato molto spazio alla creatività dei registi" - la Repubblica

Briganti!
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Di Fiore, Gigi

Briganti!

UTET, 13/06/2017

Abstract: "Lo Stato italiano ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri." Con queste parole Antonio Gramsci commenta gli avvenimenti che intorno agli anni sessanta dell'Ottocento insanguinano le campagne nel sud del paese. La storiografia ufficiale ha dipinto a lungo le truppe piemontesi come un esercito di liberazione, strumento di riscatto per tutti i "cafoni" del Sud. Invece, da subito, quei militari si dimostrarono una vera e propria forza di repressione a difesa di una dominazione violenta, statale e di classe, con metodi che fornirono ulteriori argomenti a una rilettura storica del processo di unificazione politica della penisola. In questa prospettiva i "briganti" criminalizzati sulle pagine dei quotidiani del tempo assumono una fisionomia diversa. Non più solo capibanda ma eroi popolari, rivoluzionari romantici costretti a combattere contro un governo miope e tiranno. Utilizzando testimonianze, verbali di polizia e diari, Gigi Di Fiore ripercorre quei mesi in cui il Sud divenne un Far West, salvando la memoria di uomini simbolo di identità e riscatto di un meridione umiliato e offeso. Incontriamo così Carmine Crocco Donatelli, il "generale dei briganti" che raccolse sotto la sua bandiera affamati e disperati, spinti da una voglia di rivincita che sfocerà infine nella lunga marcia attraverso la Basilicata; Cosimo Giordano che sollevò il Sannio contro i bersaglieri responsabili poi del tremendo massacro di innocenti nel paese di Pontelandolfo; e infine la storia del legittimista Pasquale Romano, detto "Enrico la Morte", che guidò lo scontro fratricida per le strade di Gioia del Colle e poi, rimasto solo con un drappello di rivoltosi, fu trucidato a colpi di sciabola. Con loro, tante altre storie di contadini ribelli. A scatenare quella guerra tuttavia non fu solo lo Stato italiano. In queste pagine Di Fiore amplia la schiera dei colpevoli, puntando il dito contro i "Gattopardi" meridionali, proprietari terrieri e notabili che manovrarono la ribellione per i loro tornaconti, restando alla fine ancora i veri detentori del potere. Una classe dirigente immobile e codarda, rimasta al suo posto facendosi scudo con la violenta repressione e le armi dell'esercito. Una classe dirigente che ha purtroppo, ancora oggi, tanti successori.

Il simposio
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Platone

Il simposio

UTET, 12/05/2017

Abstract: La filosofia di Platone (428 o 427 a.C. - 348 o 347 a.C.) ha rappresentato il punto di riferimento di una lunghissima tradizione e costituisce le basi del pensiero occidentale. La parte più importante della sua opera è costituita da dialoghi: il Simposio è uno di questi. Mettendo in scena un banchetto i cui partecipanti sono personaggi in vista della società ateniese, fra cui Socrate, Alcibiade, Pausania e Aristofane, Platone discetta lungamente sull'amore. È qui che sono contenute alcune fra le concezioni più famose in proposito, come quella che vede Eros figlio della povertà e dell'espediente e l'uomo come un essere incompleto che, a causa di una punizione divina, è eternamente alla ricerca della metà perduta. Questa straordinaria opera è oggi disponibile, per la cura di Giuseppe Cambiano, anche in edizione digitale, arricchita di note ipertestuali.

La battaglia di Canne
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Bocchiola, Massimo - Sartori, Marco

La battaglia di Canne

UTET, 06/06/2017

Abstract: lo scontro campale per eccellenza, l'apoteosi della scaltrezza e della duttilità di manovra, l'epopea della più grande e gloriosa sconfitta nella storia di Roma. All'alba del 2 agosto 216 a.C., nella piana di Canne, si fronteggiano due schieramenti: l'esercito romano, guidato dai consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone, e l'armata del cartaginese Annibale, che ha valicato le Alpi con i suoi elefanti e disceso la penisola, travolgendo le difese dei popoli fedeli a Roma. Nonostante un esercito numericamente inferiore ed eterogeneo per lingue, costumi e credenze, i generali cartaginesi avrebbero presto sbaragliato le celebri legioni romane. La sottile mezzaluna dei soldati cartaginesi distruggerà, infatti, la compatta formazione oplitica romana, in una manovra a tenaglia che sarà di ispirazione per molti altri grandi generali, primo su tutti Napoleone Bonaparte. A scontrarsi a Canne non sono però soltanto due eserciti, ma due civiltà: due diversi modi di fare la guerra, di strutturare il potere e la società, due modi di intendere la virtù. Ripercorrendo le fasi della battaglia, dalla preparazione alla disfatta, Massimo Bocchiola e Marco Sartori allargano lo sguardo sui retroscena di entrambi gli eserciti, sul dramma dei condottieri e dei soldati semplici destinati a trucidarsi a vicenda in un lungo scontro all'arma bianca. Quell'esempio magistrale di tattica bellica, quel caso da manuale nella storia della strategia richiese infatti uno spaventoso tributo di sangue che sembra rivaleggiare in termini di vittime con Hiroshima e Nagasaki, tragedie figlie di altri tempi e di altre, terribili tecnologie. Il paragone potrebbe sembrare fuori luogo, ma tutta la vicenda di Canne riecheggia in avvenimenti recenti se non recentissimi, tra populismi, complotti e scontri di civiltà, come evidenzia bene Siegmund Ginzberg nell'acuto saggio che chiude il volume. Ma l'eterna attualità di Canne è anche nel suo essere la storia di tutte le battaglie campali: geometriche coreografie belliche e sanguinosa miseria della carne, il genio del singolo e il sacrificio di molti, la bellezza e la morte, tutto concorre al fascino eterno e sinistro di uno scontro senza tempo, e senza pari. Con un saggio di Siegmund Ginzberg. "Non stupitevi se troverete cose che suonano di attualità, come déjà vu di avvenimenti recenti, in queste vicende di ventidue secoli fa." - Siegmund Ginzberg

Notti magiche
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Buonanno, Errico - Mastrantonio, Luca

Notti magiche

UTET, 24/10/2017

Abstract: Le Dr. Marten's e il Barbour, il Tamagotchi e il Game Boy, il Karaoke, Mtv e Non è la Rai, Tangentopoli e la Guerra del Golfo, le Spice Girls e le boyband, l'esplosione del grunge: sono solo alcuni dei momenti e dei simboli che rimarranno sempre nei ricordi dei "ragazzi degli anni novanta". Dopo la febbre degli anni settanta e i chiaroscuri degli ottanta, la grande ondata della nostalgia sta investendo la generazione di chi oggi ha trenta-quarant'anni, e che ai tempi della caduta del Muro era un bambino o poco più. Ma che cosa è stato davvero quel decennio, qual è il suo spirito e che cosa vive ancora oggi, di quegli anni? Notti magiche è una raccolta di ricordi, emozioni, feticci, eventi, tormentoni musicali, mode passate e miti trascorsi, passioni e fatti di cronaca, ideologie e mitologie, raccontati per chi c'era ma anche per chi avrà voglia di riscoprirli oggi. Esattamente come gli studenti lasciavano sedimentare foto, appunti, reperti di qualsivoglia natura tra le pagine delle loro Smemoranda, Errico Buonanno e Luca Mastrantonio raccolgono gli anni novanta in novanta voci: con lo stesso trasporto e dedizione di allora, ma con una buona dose di nostalgia e divertimento in più, ci consegnano un affettuoso e a tratti dissacratorio almanacco illustrato della nostra giovinezza, un curioso atlante sentimentale delle nostre notti magiche. "Ogni pagina è un colpo al cuore" - Io Donna "Uno di quei libri che apri con gli amici e ogni pagina è un tuffo nel passato" - Alessandro Cattelan, Radio Deejay

Antinomia ben temperata
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Carandini, Andrea

Antinomia ben temperata

UTET, 31/10/2017

Abstract: In principio furono le emozioni: arcaiche, calde, capaci di condensare in un dettaglio un intero mondo. In un secondo tempo, ecco la ragione: la fredda e composta luce che giudica e distingue, allontana, organizza. Le une non possono vivere senza l'altra e viceversa, e il loro fecondo scontrarsi e avvicendarsi infonde vita alle cose del mondo. "Dal buio viene la visione; dal silenzio il suono; dal non pensabile e dicibile il pensato, il detto e lo scritto; dal male il bene; dalla morte la vita." Così l'antinomia, intesa come la compresenza di due entità o affermazioni contraddittorie, si configura come la scaturigine della spiritualità e della libertà. Superando la logica aristotelica, per secoli pilastro del pensiero occidentale, non solo impareremo ad accettare il dissidio fra il magma ribollente originario e la luce raziocinante del pensiero, ma anzi sapremo amarlo e ben temperarlo: l'unico modo per raggiungere la "vita buona" tanto anelata dai filosofi. Andrea Carandini, pur facendone tesoro, mette da parte gli strumenti dell'archeologo e si dedica qui a un diverso tipo di scavo, nella filosofia e nella storia del pensiero. E soppesando concetti e idee, saggiandone la resistenza e la duttilità, distilla per noi lettori 142 preziose riflessioni. "Carandini ha messo da parte gli strumenti dell'archeologo per dedicarsi a uno scavo nella filosofia" - Corriere della Sera

Tutt'attorno la Sicilia
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Quilici, Folco

Tutt'attorno la Sicilia

UTET, 12/12/2017

Abstract: Un'avventura, un viaggio, un sogno fatto in Sicilia. Folco Quilici ci accoglie a bordo dello Yavanos e tra coste, insenature, golfi e fondali ci conduce alla scoperta della sua terra d'elezione, seguendo una rotta che circumnaviga tutta la Sicilia e attraversa gli arcipelaghi e le isole minori. Dopo esserci lasciati alle spalle Palermo, ammiriamo gli insediamenti fenici di Mozia e i relitti di navi romane e cartaginesi in cui restano l'eco e i segni di antiche battaglie, ci immergiamo nelle acque limpide di Favignana e raggiungiamo Mazara del Vallo, Gela, Marzamemi, Siracusa, fino all'apparizione dell'Etna, misterioso e selvaggio. Ben presto la cronaca di questo nuovo periplo si frammischia alla rievocazione di altre avventure e altri incontri: le parole di Leonardo Sciascia e la nutrita e variopinta schiera di archeologi, antropologi, storici, sub, pescatori, osti e marinai conosciuti in decenni di spedizioni e vagabondaggi. Il racconto di Quilici dialoga nel libro con le foto aeree degli anni settanta e le foto subacquee di oggi: si alternano i tesori dei fondali e le meraviglie dei paesaggi, in un viaggio immersivo sopra, sotto e tutt'attorno la Sicilia. Tra impetuose correnti, incontri con le tartarughe a pelo d'acqua e visioni di barche degli ultimi cacciatori di pescespada, la prua della nostra nave passato lo Stretto attraverserà le Eolie per poi puntare di nuovo verso il molo del "porto vecchio" di Palermo, dove attraccheremo sul far della sera, carichi di un nuovo bagaglio di storie. "Un viaggio immersivo nella Sicilia. Un'avventura e anche un sogno" - Avvenire

Diana. Vita e destino
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Sabadin, Vittorio

Diana. Vita e destino

UTET, 29/08/2017

Abstract: Vent'anni dopo, Lady D come non l'avete mai conosciuta. Quando nel settembre del 1980 il reporter James Whitaker arrivò con due fotografi sulla sponda del fiume Dee, a Balmoral, non aveva idea di che cosa lo aspettava. Fece appena in tempo a scorgere la giovane ragazza bionda che accompagnava il principe Carlo nella sua battuta di pesca: sentiti dei rumori in lontananza, la ragazza si nascose rapida dietro un albero, utilizzando uno specchietto da cipria per controllare i loro movimenti. Whitaker, sorpreso dall'astuzia, disse agli altri due: "Questa ci darà filo da torcere. Ma chi è?". Lady Diana Spencer avrebbe poi dato "filo da torcere" a tutti: al principe Carlo, alla regina Elisabetta, alla monarchia e all'intero popolo del Regno Unito, che d'improvviso si trovò a dover reimmaginare il proprio rapporto con la famiglia reale. Dopo secoli di misteri, corridoi silenziosi e finestre chiuse, di vicendevole riservatezza ed estremo rispetto, la tumultuosa e romanzesca storia d'amore tra Carlo e Diana infiammò il paese, dai primi giorni apparentemente felici del fidanzamento alla guerra domestica (e mediatica) che avrebbe segnato la fine di quel matrimonio da fiaba celebrato in diretta televisiva di fronte a milioni di persone. Oggi, a vent'anni dalla tragica morte nel tunnel dell'Alma, a Parigi, siamo convinti di conoscere tutto di questa storia. Ma l'immagine di Diana, complici i mass media, è stata ridotta troppo spesso alla banalità del santino: amica di Madre Teresa, testimonial attiva per associazioni umanitarie e campagne per la prevenzione dell'AIDS, la "principessa del popolo" sarebbe stata, secondo copione, amata con trasporto e passione dai sudditi, detestata dalla regina, vessata dalla stampa, tradita e mortificata dal marito, immolata come simbolo di una vita libera e coraggiosa schiacciata dalla crudeltà delle istituzioni e della storia. Ma Diana era molto di meno e molto di più. Aggirando i luoghi comuni e le partigianerie, Vittorio Sabadin penetra con acume quegli occhi tristi e distanti, restituendoci un ritratto inedito della "candela nel vento", libero dalla mitologia posticcia, distante dagli scandali e dalle foto patinate, sfaccettato, finalmente controverso e, per questo, umano. "Sabadin intreccia grandi eventi storici con aneddoti intimi e personali." - La Stampa "Una storia così completa non si era mai letta neanche sui libri inglesi" - Il Foglio

Tunnel
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Mitchell, Greg - Fusari, Luca

Tunnel

UTET, 03/10/2017

Abstract: Estate 1962: da un anno il Muro divide la città di Berlino, e la sua popolazione, in due. È ormai sempre più difficile per gli abitanti di Berlino Est scappare verso l'Ovest democratico bucando i checkpoint o cercando di scavalcare il Muro: gli "incidenti" alla frontiera contano sempre più morti, che le propagande dell'Est e dell'Ovest si rinfacciano a vicenda. Ma se si assottigliano le possibilità di oltrepassare il confine, si può sempre provare a passarci sotto: diversi gruppi di giovani iniziano a progettare tunnel che dal più sicuro Ovest corrano sotto il Muro e sbuchino a Est, permettendo ad amici, parenti ed emeriti sconosciuti di espatriare. Per portarli a termine occorrono nervi saldi, braccia robuste e, soprattutto, soldi. Entrano così in scena due emittenti televisive americane rivali, la NBC e la CBS, ognuna intenzionata a finanziare la realizzazione di un tunnel, in cambio dell'esclusiva sulle immagini della fuga. Ben presto iniziano le riprese e le manovre degli scavatori, all'ombra minacciosa della Stasi, degli infiltrati e delle microspie. Ma in questo complesso dramma spionistico deve ancora fare la sua comparsa un ultimo, fondamentale attore: John Fitzgerald Kennedy, che in piena guerra fredda non può certo permettere a una televisione americana di foraggiare piani di fuga da Berlino Est. D'altra parte, come ha detto ai suoi collaboratori, "per quanto non sia una soluzione piacevole, quel maledetto Muro è comunque meglio di una guerra". Fra allagamenti ed esplosioni, omicidi e colpi di scena, Greg Mitchell racconta i presupposti, la realizzazione e la sorte dei Tunnel di Berlino, schiacciati tra il tremendo potere della polizia segreta della DDR e i dilemmi di un presidente costretto a censurare i media di fronte alla minaccia di una guerra nucleare. Ma in questo saggio avventuroso e documentato, dove le atmosfere dei romanzi di Le Carré si fondono al respiro di una tragedia sofoclea, a brillare davvero è il potenziale sovversivo del singolo: dall'acclamato ciclista di Berlino Est che si riconverte in passeur all'informatore gay che decide di tradire i suoi compagni; dall'ingegnere-scavatore che avrebbe poi lavorato al canale della Manica fino alla giovane donna che si ostina a scappare con indosso il suo amato vestito da sposa di Dior, strisciando nel fango del sottosuolo verso lo sbocco del tunnel e il sogno di un futuro migliore. "A chi ancora oggi pensa che i muri possano essere una soluzione politica, Tunnel fornisce un duro monito: le barriere non riescono mai davvero a separare le persone, possono soltanto spingerle a cominciare a scavare." - NICHOLAS KULISH, The New York Times. "Mitchell sfrutta la testimonianza di scavatori di tunnel, corrieri e fuggiaschi per dare un volto umano a questa vicenda. Si sente tutto il caldo soffocante dei tunnel, tutta l'angoscia, lo sfinimento e la paura di chi sente i passi delle guardie sulla propria testa." - HOPE M. HARRISON The Washington Post "Una storia vera che sembra uscita da qualche thriller hollywoodiano. Mitchell compone un vero caleidoscopio dell'anno di grazia 1962, evocando la storia di un mondo che sembrava sulle soglie della terza guerra mondiale." - STUART MILLER, The Guardian "È tutto così affascinante. Ed è tutto vero." - FREDERICK FORSYTH

Il mio amico Giorgio Gaber
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Alloisio, Gian Piero

Il mio amico Giorgio Gaber

UTET, 26/09/2017

Abstract: "Dopo gli anni di Radio Alice ci furono i cosiddetti anni di piombo e io", ricorda Gian Piero Alloisio, "mentre Francesco De Gregori cantava che i suoi amici erano tutti in galera, per non finire tra gli amici di De Gregori, mi rifugiai in via Frescobaldi a Milano, a casa di Giorgio Gaber." Quando arriva a Milano, Alloisio è un giovane autore promettente, può vantare collaborazioni con Guccini, album, concerti, e uno spettacolo teatrale. Sottobraccio tiene un nuovo testo: Ultimi viaggi di Gulliver. Gaber, che per tutti è già il Signor G., rimane colpito da quel ragazzo dal pensiero veloce, ne intravede il talento, definisce l'opera "una tesi di laurea in drammaturgia", un possibile esempio di teatro-canzone collettivo "in stile Gaber". Lo spettacolo debutta ad agosto del 1981 al Teatro Carcano di Porta Romana, a Milano, e nonostante le difficoltà che hanno scandito le prove, si rivela un successo. Sul tabellone, sotto il titolo, appaiono i nomi degli autori: oltre ad Alloisio e Gaber, che si occupa anche della regia, figurano Sandro Luporini e Francesco Guccini. Inizia così una collaborazione che si svilupperà per oltre un decennio, in una Milano dal doppio volto: da un lato la città forgiata dal boom economico, tutta locali scintillanti, champagne, starlette e ricchi imprenditori venuti fuori dal nulla; dall'altra il rifugio di un'intera generazione di intellettuali, cantanti, attori: Dario Fo e Franca Rame continuano a misurare il perbenismo degli italiani nelle loro commedie, Gabriele Salvatores comincia ad affermarsi come regista, sul palco del Derby Enzo Jannacci si alterna con una nuova classe di giovani comici capitanata da Diego Abatantuono. Gaber con "i capelli vaporosi" e il suo incedere dinoccolato è uno dei fuochi intorno a cui si radunano i giovani. Maestro generoso e artista severo, Gaber li accoglie, li incita, li guida, a volte perde le staffe. Alloisio, protagonista e testimone di quella stagione unica, di ricordo in ricordo, ci fa conoscere Gaber "come persona": al ristorante con gli amici, mentre scherza con Battiato o Calasso; alle prese con il testo di una canzone, o l'intonazione di un monologo; o mentre dirige, come regista, la moglie Ombretta. E di nuovo sul palco, stoico e beffardo, nonostante la malattia avesse già iniziato a manifestarsi.

Primo Levi. Una vita
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Thomson, Ian - Gallitelli, Eleonora

Primo Levi. Una vita

UTET, 21/11/2017

Abstract: Nel luglio 1986 Ian Thomson, un giovane giornalista inglese già autore di interviste a scrittori italiani come Calvino, Moravia o Natalia Ginzburg arriva a Torino per incontrare Primo Levi. L'autore di Se questo è un uomo ha quasi sessantotto anni, la barba ben spuntata e gli occhiali con la montatura di metallo. Le maniche della camicia arrotolate rivelano il tatuaggio sull'avambraccio sinistro con il numero 174517 ma nonostante lo spettro di Auschwitz che aleggia per la stanza, Thomson racconta di un uomo serio e dolce allo stesso tempo, che parla con generosità di chimica e alpinismo, editoria e fantascienza, dando vita a una conversazione piena di un'allegria inaspettata. Nove mesi dopo, l'11 aprile 1987, Levi si suicida gettandosi nella tromba delle scale della sua casa di Torino. Un evento tragico in cui si enuclea il più profondo dramma del Novecento. Non solo l'Italia ma il mondo intero è sconvolto dalla perdita di un uomo con "lo spessore morale e l'equilibrio intellettuale di un titano del Ventesimo secolo" come lo definisce Philip Roth. Ian Thomson ha passato più di cinque anni inseguendo parenti, amici o semplici testimoni: annota oltre 300 testimonianze, raccoglie immagini, consulta fonti di archivio. Da questo lungo lavoro di scavo esce un ritratto complesso di Levi, che prova a sbrogliare la matassa di una vita trascorsa fra la chimica e la letteratura, la fabbrica e la macchina da scrivere. Thomson, evitando di schiacciarsi sull'autobiografia finzionale costruita da Levi stesso e aggirando la sua nota riservatezza, ricostruisce il suo rapporto con la famiglia, la passione per la montagna, la storia dei rifiuti editoriali e infine formula alcune ipotesi riguardo il suicidio. Finalmente tradotta in Italia, la biografia definitiva dello scrittore italiano che più di ogni altro ha saputo interrogare in profondità la storia oscura del Novecento. "Lo scrittore, il chimico. L'amante della montagna, il partigiano. Il deportato. Queste e tante cose è stato Primo Levi" - la Lettura, Corriere della Sera. "Come scrivere della vita di un tale uomo? Thomson l'ha fatto con grande rispetto... Talvolta la sua discrezione lascia di stucco." - Anthony Grafton, The New York Times. "Un capolavoro per il suo garbo e le sue rivelazioni." - James Hamilton-Paterson "Ian Thomson ha fatto una quantità prodigiosa di ricerche e offre una notevole mole di materiale biografico inedito... Molto convincente." - The New York Review of Books

Shooting up
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Kamienski, Lukasz - Baffa, Chiara

Shooting up

UTET, 28/11/2017

Abstract: Tutte le storie di guerra, dall'antichità ai giorni nostri, sono anche storie di droga. Quasi senza eccezioni, combattenti e soldati, governi e organizzazioni militari, nel corso dei secoli, hanno sfruttato il potenziale bellico di alcol e sostanze stupefacenti. I primi furono gli opliti omerici in viaggio verso Troia, poi le truppe di Annibale, i guerrieri dell'Amazzonia e i berserker vichinghi. Nel mondo antico, oppio, funghi allucinogeni o piante con poteri energetici sono spesso parte dei riti tribali, delle cerimonie per risvegliare lo spirito guerriero. Con la nascita della "guerra moderna" e lo sviluppo degli eserciti nazionali, l'uso di droghe diventa un'abitudine diffusa. I soldati al fronte assumono calmanti per tenere a bada gli incubi e il dolore, e stimolanti per dominare la paura e trovare la forza per andare all'attacco. I vertici militari spesso fingono di ignorare o addirittura agevolano la diffusione di sostanze psicotrope tra le truppe. La droga diventa un'arma a tutti gli effetti. Dalla diffusione della cocaina tra i piloti francesi e tedeschi durante la prima guerra mondiale, all'utilizzo del Pervitin con cui la Wehrmacht sbaragliò le resistenze di mezza Europa con incursioni lampo, dall'abuso di psicofarmaci ed eccitanti dei marines in Vietnam, agli esperimenti con l'LSD durante la guerra fredda, fino ai miscugli di polvere da sparo ed eroina sniffati dai soldati bambino in Africa, ¿ukasz Kamie¿ski osserva i campi di battaglia da un'inedita prospettiva. Un punto di vista tanto eccentrico quanto imprescindibile per comprendere le dinamiche di ogni conflitto armato. Shooting Up è il primo libro che esplora gli infiniti modi in cui le droghe vengono utilizzate dagli stati e dai loro eserciti nella storia. "Questa analisi approfondita dello "sballo" al fronte è in larga parte una storia mai raccontata. La storia del ruolo giocato dalla droga attraverso i secoli a supporto di truppe e battaglioni, e quella del ruolo che avrà nelle battaglie di domani. Shooting up è indubbiamente destinato a diventare un classico." - Christopher Coker, professore di relazioni internazionali alla London School of Economics "Kamie¿ski dimostra una notevole capacità di approfondimento, riuscendo allo stesso tempo a coinvolgere il lettore... il risultato è un'indagine solida e avvincente." - Publishers Weekly "Affascinante, ricco di dettagli e sorprendentemente sobrio...uno studio accurato e completo." - The Sunday Times "In Shooting up Kamie¿ski analizza la devastazione provocata tra i civili dall'uso militare della droga. Non ci sono espliciti messaggi pacifisti ma la sua posizione è chiara: "la guerra può essere considerata come un narcotico, e parteciparvi o avervi partecipato può portare a una dipendenza dalle vere droghe"." - The Guardian

Ritratto della scrittrice da giovane
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Woolf, Virginia - Cane, Andrea

Ritratto della scrittrice da giovane

UTET, 05/12/2017

Abstract: "Negli anni che vanno dal 1896 al 1912, Virginia, che è nata nel 1882, è prima un'adolescente, sviluppa poi in una giovane ragazza e nel 1912 infine diventa una donna vivace, allegra, divertita, a volte annoiata, per lo più manifestamente eccitata, travolgente nella sua ironia, e spiritosa, altre volte malinconica, afflitta com'è da dolori e lutti che l'esistenza non le risparmia. Sono la sua iniziazione alla vita, al ritmo alternato di gioia e dolore che ne segnano il tempo. C'è molta gioia, eccitazione, tenerezza e felicità, e c'è molta bellezza; ma c'è anche molta angoscia e molta apprensione e molta infelicità nell'esperienza del vivere. Virginia Stephen sente la gioia e soffre il dolore e cresce." Dalla prefazione di Nadia Fusini

Animazione. Una storia globale
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Bendazzi, Giannalberto

Animazione. Una storia globale

UTET, 05/12/2017

Abstract: Tre secoli di animazione, una storia planetaria. La definitiva cartografi a di quel vasto mondo che ormai, con il successo di colossi come Pixar e Dreamworks e la diffusione del 3D e degli effetti speciali digitali, sembra diventato il paradigma del cinema contemporaneo. Giannalberto Bendazzi ricostruisce la storia dell'animazione a partire dalle origini - flipbook (i popolari libretti che si animavano sfogliandoli), lanterne magiche, teatro d'ombre, fuochi d'artificio... - fino alle ultime evoluzioni, digitali e di massa; ci guida alla scoperta del cinema d'animazione in tutto il mondo, dalla Russia all'America Latina, dall'Africa all'Asia, dal Giappone agli Stati Uniti; e presenta al grande pubblico tutta una schiera di artisti finora poco conosciuti, che meritano un posto a fianco dei celeberrimi Walt Disney, Miyazaki Hayao, Bruno Bozzetto, Osvaldo Cavandoli, Tex Avery, Hanna & Barbera, John Lasseter. ""Monumentale" è la sola parola adatta a descrivere questa esaustiva storia dell'animazione mondiale." - Leonard Maltin "Questo è forse il libro definitivo sulla storia dell'animazione? No, non potrà mai esistere una cosa simile. Però ci va dannatamente vicino." - Jerry Beck "La storia dei cartoon in un'opera monumentale" - la Repubblica

I talenti delle donne
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Tassarotti, Silvia

I talenti delle donne

Mondadori Libri Trade Electa, 17/01/2017

Abstract: Come possono le donne valorizzare i loro talenti in modo da vedere riconosciuta la loro leadership nel mondo del lavoro? Il libro prova a dare una risposta a questa domanda. Ripercorrendo la storia esemplare della giovane manager Francesca, la coach Silvia Tassarotti prende in esame tutti gli ostacoli che, di volta in volta, una donna si trova ad affrontare sul lavoro, suggerisce gli strumenti più adatti per superarli con successo, dispensa consigli pratici e propone veri e propri esercizi per arrivare a quello che per lei è il modello di leadership più virtuoso: il giusto equilibrio tra hard e soft power attraverso il quale le donne possono dare il contributo migliore sia sul lavoro sia nella società in senso più ampio. Per tutte le donne che vogliono capire come esprimere i propri talenti e realizzare i propri sogni. Per le manager che vogliono imparare a realizzarsi nel mondo del lavoro. Per gli uomini e le donne, per costruire insieme un mondo migliore.

Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana
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Malvezzi, Pietro - Pirelli, Giovanni - Pirelli, Giovanni - Malvezzi, Pietro

Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

EINAUDI, 14/04/2017

Abstract: "Le Lettere contengono la voce di uomini e donne, appartenenti a tutte le età e a ogni classe sociale, consapevoli del dovere della libertà e del prezzo ch'essa, in momenti estremi, comporta. Chiunque anche oggi le leggerà, vi troverà un'altra Italia e non potrà non domandarsi se davvero non ci sia piú bisogno di quella voce o se, al contrario, non si debba fare di tutto per tramandarla e mantenerla viva nella coscienza, come radice da cui ancora attingere forza". Gustavo Zagrebelsky Centododici partigiani e patrioti vengono catturati dai tedeschi o dai fascisti e già sanno (o presentono) che saranno "giustiziati", cioè uccisi dal plotone d'esecuzione o dalle torture che verranno loro inflitte. Scrivono ai familiari, alla madre, alla moglie, alla fidanzata, ai compagni di studio, di lavoro, di vita. Appartengono alle realtà sociali e culturali piú diverse, sono stati presi (e saranno soppressi) nei luoghi e nelle condizioni piú disparate. Tutti vivono, per la prima e l'ultima volta, l'atroce esperienza di "un tempo breve eppure spaventosamente lungo, in cui si toglie all'uomo il suo piú intimo bene, la speranza", e in cui sono costretti, in preda allo smarrimento e all'angoscia, a "dare ordine" al proprio destino e al proprio animo.

In viaggio con Lloyd
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Tempia, Simone

In viaggio con Lloyd

RIZZOLI LIZARD, 28/09/2017

Abstract: Fareste mai a meno di un amico che sa sempre dire la cosa giusta al momento giusto? Certo che no. È per questo che, quando il Destino ci dà un appuntamento, tutti vorremmo portarci dietro un maggiordomo come Lloyd: immaginario ma di rara concretezza, capace con una sola battuta di fugare i dubbi che assillano il suo sir. Ma che fare se il Destino ci convoca all'improvviso e non abbiamo il tempo di invitare il nostro Lloyd? Poco male, suggerisce Simone Tempia in questo romanzo: un maggiordomo immaginario può parlare attraverso lettere, telegrammi, telefonate e messaggi nella bottiglia. Perché se è vero che alcuni viaggi vanno fatti da soli, è altrettanto vero che non si può partire senza mettere in valigia l'indispensabile. E per sir e i suoi tanti lettori le parole di Lloyd sono un bagaglio di cui non si può fare a meno.

Perfect 2
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Bailey, Alison G. - Pollastro, Marilisa

Perfect 2

DEAGOSTINI LIBRI, 20/06/2017

Abstract: Un bad boy irresistibile. Una ragazza con un segreto da nascondere. La storia di due cuori imperfetti destinati a incontrarsi. Può il vero amore guarire tutte le ferite dell'anima? Brad Johnson è sexy, ricco e spregiudicato. Per conquistare ogni ragazza che desidera, gli basta sfoderare uno dei suoi sorrisi speciali e folgorarla con i suoi occhi color zaffiro. E con la stessa facilità con cui seduce le sue prede, Brad le abbandona. Senza sensi di colpa, perché il suo cuore è impermeabile a qualsiasi emozione. O così sembra, fino al giorno in cui incontra Mabry. Mabry è bella, intelligente, sfacciata. Tra lei e Brad la passione è immediata e travolgente. Eppure, nello sguardo di Mabry c'è qualcosa che lui non riesce a decifrare, qualcosa di profondamente triste e nello stesso tempo intrigante... Qualcosa che fa breccia dentro di lui e, per la prima volta nella vita, lo fa innamorare perdutamente. Ma proprio quando Brad è disposto ad ammettere ciò che prova, Mabry inizia ad allontanarsi. Perché ci sono segreti troppo dolorosi da confessare, e ricordi così potenti da perseguitarci per sempre... L'amore sarà abbastanza forte da guarire questi due cuori imperfetti e portarli alla felicità? Lo straordinario, attesissimo seguito di Perfect. Passione, tormento e un cattivo ragazzo pronto a redimersi in una storia d'amore semplicemente perfetta.

Un cuore bugiardo
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McGarry, Katie - Fortunato, Alessia

Un cuore bugiardo

DEAGOSTINI LIBRI, 09/05/2017

Abstract: Lunghi capelli castani, occhi penetranti, fisico atletico e una passione per la kick boxing. Haley non è una ragazza come le altre. Ma dalla tragica notte in cui, per difendersi da un'aggressione, ha perso il controllo pestando a sangue il suo ex, ha giurato di rinunciare a tutto. Non rimetterà mai più piede sul ring. Poi però incontra West e non riesce a smettere di pensare a lui. West è un vero e proprio golden boy: ricco, affascinante e leale. Talmente leale che per difenderla accetta di battersi in un incontro di arti marziali. Eppure West non sa nulla di lotta e senza l'aiuto di Haley rischia di farsi davvero male. Haley accetta di allenarlo e stringe con lui un patto. Un patto basato su un castello di bugie che, se crollasse, distruggerebbe per sempre il sentimento che sta nascendo tra loro. Passione, mistero e tormento: Katie McGarry torna con un nuovo romantico capitolo della serie bestseller iniziata con Oltre i limiti. "Siete pronte a innamorarvi di West? Un nuovo, romantico capitolo della serie firmata da Katie McGarry." - RT Book Review