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Abbandonati nella tempesta. La storia mai raccontata della tragica regata del Fastnet '79
Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: La Fastnet Race del 1979 inizia in condizioni meteorologiche pressoché perfette, ma quarantotto ore dopo la flotta dei regatanti è investita da una tempesta inattesa e violenta, la peggiore che la moderna navigazione a vela ricordi. Nick Ward è uno dei sei uomini dell'equipaggio del Grimalkin, un quinta classe di trenta piedi. Nel mezzo del mare d'Irlanda, onde alte come palazzi investono la barca, che ora dopo ora diventa sempre più difficile da governare. A bordo c'è tensione, ma soprattutto paura. Poi una scuffia a centottanta gradi e il buio.Al risveglio Nick si ritrova da solo insieme al compagno Gerry, livido e ormai moribondo. Gli altri sono spariti, il gavone con la zattera di salvataggio è vuoto, l'albero del Grimalkin, abbattuto, si trascina nei vortici senza più vigore. E la tempesta non accenna a placarsi.In un libro che tiene con il fiato sospeso, e che ha conquistato la stampa e i lettori inglesi, Nick Ward ripercorre con eccezionale intensità narrativa le ore interminabili in balia della furia del mare, la rabbia e la disperazione, la mente offuscata dallo sfinimento, l'incrollabile resistenza. Fino all'estremo, insperato salvataggio, che restituisce a Nick la vita ma non dà risposta alla domanda più inquietante: perché i compagni li hanno abbandonati?
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Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: 1997, Penitenziario di Bolduc, Maine. Calvin Shaw, un musicista fallito quarantenne, decide di raccontare la propria storia come solo lui la conosce. La sua versione. E nell'unico modo in cui lo sa fare, seguendo le note.Una storia di ascese e cadute, di salvezza, ma anche di estati, affetti e musica, tanta musica, che si intreccia con il passato e con le sue perdite. Una melodia che diventa il titolo del libro, Blue Summer.Così dal passato vengono rievocati il fratello, Alvin, l'amata sorella Julia, la piccola città di Baxter nel Maine, quegli anni che lasciavano presagire una vita felice; e poi il fatale Quattro Luglio, con la città in festa, le bandierine rosse, bianche e blu, i ferri di cavallo, i barbecue, le cavalcate sui pony, quel Quattro Luglio in cui il padre di Cal, Jack, uscì per andare a giocare a poker con gli amici e non tornare mai più. E cambiare all'improvviso la storia.Quanto è possibile tornare indietro? Quanto le circostanze fortuite riescono a deviare il corso delle nostre vite?In uno stile dolcissimo, denso, accattivante, Jim Nichols ci guida in un viaggio di redenzione, partendo ancora una volta dal suo Maine per arrivare fino in Florida. Un viaggio umano e una storia comune che potrebbe essere la storia di chiunque.
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Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: Nel 1968 il quotidiano britannico Sunday Times decise di indire la Golden Globe, la prima regata della storia a prevedere la circumnavigazione del globo in solitario, senza scalo.Il libro, appassionante come un thriller, racconta nel dettaglio la storia e la navigazione dei nove iscritti. Quattro dei partecipanti si ritirarono prima di lasciare l'Oceano Atlantico. Dei cinque rimasti, Chay Blyth, che era partito senza alcuna esperienza di navigazione, doppiò Capo Horn per poi ritirarsi, Nigel Tetley affondò a 1.100 miglia nautiche dall'arrivo, mentre era in testa, Donald Crowhurst tentò di simulare la circumnavigazione per evitare la rovina finanziaria, ma poi ebbe un crollo psicologico e si suicidò. Bernard Moitessier, che non riusciva ad accettare la dimensione agonistica e commerciale dell'evento, abbandonò la gara mentre era in ottima posizione, continuando a navigare fino a raggiungere Tahiti, dopo aver compiuto una volta e mezzo il giro del mondo. Robin Knox-Johnston fu l'unico a completare la regata, diventando il primo uomo a circumnavigare il globo in solitario e senza scalo. Dopo la vittoria il grande navigatore inglese donò le 5.000 sterline di premio a un fondo a sostegno della famiglia di Crowhurst.
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Merluzzo. Storia del pesce che ha cambiato il mondo
Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: È affascinante scoprire quanto la pesca e il commercio del merluzzo abbiano influito sulla storia degli uomini e delle nazioni. Da come i vichinghi riuscirono a navigare più lontano di altri popoli, proprio perché potevano contare su una riserva di cibo (il merluzzo salato) da consumare a bordo, a come ha influito sul traffico di schiavi, sulla guerra di indipendenza degli Stati Uniti dalla Gran Bretagna, sulle contese fra Nord e Sud negli Usa e sui rapporti geopolitici fra americani, canadesi, inglesi, francesi, spagnoli, norvegesi e islandesi. O come un intero Paese, l'Islanda, si sia profondamente trasformato proprio grazie alla pesca del merluzzo. Ma conserva un fascino tragico anche la ricostruzione delle dure condizioni di pesca nelle acque di Terranova, e come l'avvento via via di nuove tecniche di pesca, del motore a vapore, dei congelatori e delle 'navi-stabilimento' abbia portato al quasi esaurimento dei pur enormi giacimenti di pesce dell'Atlantico del Nord. Non mancano aneddoti storici che riguardano l'Italia. Come quando il governo italiano acquistò da una delle principali ditte americane merluzzo salato per oltre un milione di dollari. Ma, mentre l'ordinativo attraversava l'Atlantico, salì al potere Benito Mussolini e quando la nave arrivò, il suo carico venne confiscato e non fu mai pagato.
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Donzelli Editore, 02/05/2018
Abstract: "Amo la scrittura di questa donna: ti rapisce all'istante e senza un perché. Ma una spiegazione c'è: Colette ha inventato il linguaggio per definire la strana osmosi tra i piaceri che alla leggera chiamiamo fisici e l'infinito del mondo". Questo linguaggio nuovo è l'oggetto primo dell'attenzione di Julia Kristeva, che ci offre un'avvincente e sofisticata rilettura critica della scrittrice francese, andando a scavare nelle parole con cui Colette "dice l'indicibile e nomina l'innominabile". Colette (1873-1954), la scandalosa autrice di meravigliose pagine di letteratura erotica, l'amante insofferente e anticonformista di donne e di uomini, resta tuttora un'icona dell'immaginario libertario femminile. Sposata tre volte, ballerina spregiudicata nei teatri della Francia fin de siècle, fu anche la prima donna nella storia della Repubblica francese a cui furono tributati funerali di Stato. Pagina dopo pagina, la tumultuosa vicenda biografica di Colette si mescola all'analisi del suo genio, facendo di questa biografia un punto d'arrivo nella comprensione di una delle menti più creative del XX secolo.
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Donzelli Editore, 08/01/2018
Abstract: A quarant'anni dalla legge Basaglia, che ha sancito la chiusura dei manicomi, riemergono le storie e i volti di migliaia di donne che in quei luoghi hanno consumato le loro esistenze. In questo libro sono soprattutto donne vissute negli anni del regime fascista: figure segnate dal medesimo stigma di diversità che, con le sue ombre, ha percorso a lungo la società, infiltrandosi fin dentro i primi anni del l'Italia repubblicana. All'istituzione psichiatrica fu consegnata, dall'ideologia e dalla pratica "clinica" del fascismo, la "malacarne" costituita da coloro che non riuscivano a fondersi nelle prerogative dello Stato. Su queste presunte anomalie della femminilità, il dispositivo disciplinare applicò la terapia della reclusione, con la pretesa di liberarle da tutte quelle condotte che confliggevano con le rigide regole della comunità di allora. La possibilità di avvalersi del manicomio al fine di medicalizzare e diagnosticare in tempo "gli errori della fabbrica umana" non fece che trasformare l'assistenza psichiatrica in un capitolo ulteriore della politica sanitaria del regime, orientata alla difesa della razza e alla realizzazione di obiettivi di politica demografica, attraverso l'eliminazione dalla società dei "mediocri della salute", dei "mediocri del pensiero" e dei "mediocri della sfera morale". Fu così che finirono in manicomio non solo le donne che si erano allontanate dalla norma, ma anche le più deboli e indifese: bambine moralmente abbandonate, ragazze vittime di violenza carnale, mogli e madri travolte dalla guerra e incapaci di superare gli smarrimenti prodotti da quell'evento traumatico. In questo libro i percorsi di queste esistenze perdute vengono finalmente ricomposti, attraverso l'uso sapiente di una ricchissima documentazione d'archivio: diari, lettere, relazioni mediche, cartelle cliniche. Materiali inediti che raccontano la femminilità a partire dalla descrizione di corpi inceppati e che riletti oggi, con sguardo consapevole, possono contribuire a individuare l'insieme dei pregiudizi e delle aberrazioni che hanno alimentato – e in modo nascosto e implicito continuano ancora oggi ad alimentare – l'idea di una "devianza femminile", da sradicare per sempre dal nostro orizzonte culturale.
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Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: Possiamo impedire a qualcuno di autodistruggersi? Da quasi trent'anni i genitori, il fratello e le sorelle, cercano di salvare da se stesso Romain; figlio/fratello alcolizzato, di una gentilezza sconcertante, capace di sconvolgere suo malgrado la vita di tutta la famiglia. Nel giorno in cui la sorella maggiore partorisce, ogni membro della famiglia viene a sapere – in una caleidoscopica girandola di svelamenti – che Romain è di nuovo scomparso, evento che riapre inevitabilmente l'abisso intorno a cui ruota la vita di ognuno di loro. Un romanzo densissimo e spietato sulle relazioni fra i membri di una famiglia perbene.
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Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: Ari Eden è cresciuto nella comunità ebraica ortodossa di Brooklyn, governata da regole ferree, dedicandosi allo studio e ai riti religiosi. Un'adolescenza di solitudine e rigidità – fra un padre profondamente osservante e una madre che rimpiange la vita mondana che non ha potuto vivere – stravolta quando la famiglia decide di trasferirsi in uno sfarzoso sobborgo di Miami. È a questo punto che Ari coglie l'inaspettata possibilità di sperimentare un altro modo di vivere. Viene accettato dalla migliore accademia ebraica del luogo e conosce la ricchezza, vertiginosa, l'ambizione, la spudorata ricerca dei piaceri della vita dei suoi coetanei, fra feste, appuntamenti via chat, bagni in piscina e riflessioni su Nabokov e Nietzsche.Sotto l'ala protettrice del pupillo dell'accademia, Noah, Ari si ritrova invischiato nel gruppo più esclusivo e ribelle della scuola, amici seducenti e provocatori – soprattutto Evan, il genio tormentato del gruppo – che, influenzati da un carismatico rabbino, iniziano a mettere alla prova la religione di Ari in modi non convenzionali, fino a spingersi presto oltre i confini morali in un gioco ad alto rischio.
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Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: Per Margherita tutto cambia quando il fratello minore esce di casa e non torna più: la madre scivola nell'apatia e il padre sembra stringere un legame ancora più forte con Domenico, un collega di scuola. Margherita però non si arrende e, mentre si costruisce una vita adulta e indipendente coltivando amicizie e ideali, trova il modo di restare vicina alla madre. E da questa ruvida vicinanza inizia un viaggio a ritroso, fisico e sentimentale, alla ricerca del tempo in cui la famiglia era felice – e di ciò che ha infranto la felicità.Qui l'ombra di Domenico si fa più ingombrante: perché quest'uomo abbandonato dal padre, fuggito dai luoghi asfissianti in cui aveva combattuto da partigiano, sembra seguire Margherita da anni? E che cos'è Bordo, il villaggio a ispirazione buddista sulle montagne della Valle Antrona, dove Domenico si rifugiava? È lì che è fuggito anche Giulio?Perdere, e perdersi, eppure crescere, da soli e insieme: questa è la storia che Carolina Crespi racconta con una lingua di grande eleganza, delicata ma al tempo stesso crudele. Una storia dove crescere significa trovare il coraggio di guardare in faccia il passato, rivoltarlo per poter liberare il futuro.
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La vita segreta di un unicorno
Magazzini Salani, 18/10/2018
Abstract: Corinne Mantineo ci accompagna in un mondo fantastico – tra bambole magiche e dolci unicorni – e ci racconta una storia speciale, dove il coraggio di rischiare e la forza dell'immaginazionecombattono l'invidia, l'odio e i mali del bullismo.Alice ha undici anni, lunghi capelli rosa e ama gli unicorni. Da quando è alle medie, quattro ragazzini prepotenti non fanno altro che prenderla in giro, denigrando i suoi gusti e le sue passioni. Lei non sa cosa fare per combattere questa spiacevole situazione, finché Pegaso – il suo unicorno e peluche preferito – prende incredibilmente vita e la accompagna nel regno di Dream Land. Lì anche Alice è un unicorno! Impara a volare, lancia incantesimi e conosce nuovi fantastici amici. Ma la libertà e la felicità sono doni difficili da conquistare, anche per una magica creatura alata.
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Il mito Pretty woman. Come la lobby dell'industria del sesso ci spaccia la prostituzione
VandA edizioni, 15/11/2018
Abstract: Il commercio internazionale del sesso è al centro di uno dei dibattiti più accesi a livello mondiale, e non solo fra le femministe e gli attivisti per i diritti umani. Per decenni la sinistra liberale ha oscillato fra il pro-sex work e l'abolizionismo. Ma oggi le donne che hanno vissuto la violenza della prostituzione hanno preso la parola contro la favola di Pretty Woman, la "puttana felice", dando vita a un movimento globale che sta portando avanti una battaglia a favore del Modello nordico, l'unico modello legislativo che protegge i diritti umani delle persone prostituite.Allo stesso tempo una potente e ben finanziata lobby pro-prostituzione – che comprende proprietari di bordello, agenzie di escort e compratori di sesso – impone la sua narrazione, che occulta la violenza subita dalle donne e riduce la prostituzione a un "lavoro come un altro" allo scopo di decriminalizzare l'industria del sesso, trasformando gli sfruttatori in imprenditori e proteggendo il "diritto" dei compratori ad abusare dei corpi delle donne.Nel corso di due anni Julie Bindel ha raccolto 250 interviste viaggiando instancabilmente fra Europa, Asia, Nord America, Australia, Nuova Zelanda, Africa. Ha visitato bordelli legali, conosciuto papponi, pornografi, sopravvissute alla prostituzione. Ha incontrato femministe abolizioniste, attivisti pro-sex work, poliziotti, uomini di governo, uomini che "vanno a puttane".Un'indagine approfondita, appassionata e sofferta che rivela le bugie di una mitologia tesa a truccare gli sporchi interessi di un'attività criminale fra le più redditizie a livello globale.
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VandA edizioni, 19/10/2018
Abstract: "Radicale", a partire dal '68 e fino alla fine degli anni Settanta, fu soprattutto il "soggetto imprevisto" del femminismo. Con la sua peculiare combinazione di rabbia e proiezione utopica, il manifesto politico è il genere che meglio si presta a restituire la complessità di quella straordinaria stagione che segnò la presa di coscienza delle donne, attraverso un drastico ripensamento delle relazioni tra loro e della forza che da questo deriva. Riletto attraverso i suoi manifesti, il femminismo radicale sconvolge la banalizzazione corrente di ciò che è stato per riconsegnarci la testimonianza della sua verità e un'immagine in movimento di ciò che potrebbe essere.
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Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: Il magnate della tecnologia Miles Cookson, poco più che quarantenne, ha appena appreso di avere la malattia di Huntingdon, una patologia rara e degenerativa che ha il cinquanta per cento di possibilità di essere trasmessa ai figli. Vent'anni prima, quando non era per niente facoltoso, Miles ha donato il proprio sperma per poter racimolare qualche dollaro. Ora, conosciuta la diagnosi, lotta contro il tempo per ritrovare i nove figli nati da quella donazione, avvertirli del rischio che corrono e dividere fra loro i propri soldi, così che possano farne uso già prima che lui muoia. Ma proprio quando il magnate inizia a cercare i nove eredi, molti di loro iniziano a scomparire in circostanze inquietanti. Sono poche le persone a conoscenza del segreto di Miles. Forse la fuga di notizie avviene dall'interno della sua azienda, o forse ha a che fare con il fratello del magnate e la moglie, ovviamente poco felici della sua scelta. Nel frattempo, Miles entra in contatto per la prima volta con la figlia Chloe, che lavora come cameriera e aspira a diventare regista di documentari, e i due cominciano a recuperare il tempo perduto … Una corsa sfrenata fatta di inganni, avidità, depravazione. Una riflessione sul significato di eredità. Un susseguirsi di false piste e svolte vertiginose dove Linwood Barclay si conferma uno dei maestri del crime nordamericano.
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La parabola dell'anguilla. Una nuova inchiesta di Sara Malerba
Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: Pioggia e fango accolgono il sostituto procuratore di Torre Piccola Sara Malerba in una discarica di rifiuti dove è stato scoperto il corpo senza vita di una suora molto attiva nel sociale e conosciuta in città. La scienza forense afferma che la causa della morte è una malformazione cardiaca e dunque dovuta a cause naturali, non c'è nessun reato. Malerba dovrebbe così archiviare il procedimento e tornare a un delicato e urgente caso di maltrattamenti familiari e stalking, ma un'intuizione le suggerisce di prendere tempo. Qualcosa non torna. Una indagine più insistente lascia emergere nuove possibili piste. Sullo sfondo appare la storia di una antica miniera di blenda, responsabile dell'avvelenamento del torrente che scorre vicino al convento del XII secolo in contrada Fiumarola. Decisivi saranno l'esperienza di strada del maresciallo Berardi, la passione per l'aritmetica dell'appuntato Cantatore e una manovra di controinformazione escogitata da Sara per costringere il colpevole a venire allo scoperto.
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Nutrimenti, 01/03/2018
Abstract: La Grande spedizione, nota anche come Seconda spedizione in Kamčhatka o la Grande spedizione del Nord, da San Pietroburgo attraverso la Siberia fino alla costa del Nord America, è stata la spedizione scientifica più ambiziosa e ben finanziata della storia. È durata quasi dieci anni, ha abbracciato tre continenti e le sue scoperte geografiche, cartografiche e di storia naturale sono alla pari con i viaggi di James Cook, o le circumnavigazioni scientifiche di Alessandro Malaspina e Louis-Antoine de Bougainville.Concepita da Pietro il Grande negli anni Trenta del Settecento, l'impresa gli costò oltre un sesto delle entrate annuali del suo impero. Fu guidata dall'ufficiale di Marina Vitus Bering, coinvolse quasi tremila scienziati, segretari, interpreti, artisti, geometri, ufficiali di Marina, marinai, soldati e operai, che dovettero attraversare ottomila chilometri di foreste senza strade, paludi e tundra, insieme ad attrezzature, provviste, biblioteche e strumenti scientifici. Oltre al clavicordo appartenente alla moglie di Bering, Anna. Gli obiettivi scientifici includevano lo studio di flora, fauna e minerali, nonché la verifica di ipotesi stravaganti sui popoli siberiani. Dopo che la spedizione raggiunse la costa orientale dell'Asia, Bering supervisionò la costruzione di due navi, la San Pietro e la San Paolo, e salpò per l'America con centocinquanta uomini, tra cui il naturalista e chirurgo tedesco Georg Steller. Con destini molto diversi per le due imbarcazioni.Un'incredibile storia d'avventura, di vita vera, un grande racconto di ambizioni personali e culturali, orrori gotici inimmaginabili, resistenza e ingegnosità di fronte alle avversità.
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Nutrimenti, 24/05/2018
Abstract: Perché e quando Elsa Morante approda sull'isola di Procida? È invitata da qualcuno? È per pura curiosità? E quanto vi resta? In compagnia di chi? E soprattutto, come trascorre il suo tempo sull'Isola? Da quali incontri, quali suggestioni, trae ispirazione per scrivere il suo capolavoro L'isola di Arturo? Che realtà incontra quando vi sbarca nei primi anni '50? E che accoglienza riservano i procidani alla scrittrice italiana più celebre del secondo dopoguerra? Tanto si è scritto e raccontato delle lunghe permanenze a Capri della coppia Morante-Moravia, mentre poche e fumose testimonianze si avevano fino ad oggi dei lunghi periodi trascorsi a Procida dalla più celebre coppia di letterati del tempo. Eppure, nessun altro luogo e nessun altro momento incidono così profondamente sulla sua vena creativa, corrispondono così intimamente al suo vissuto, come Procida: un'isola magica, 'un giardino fatato' battuto dai venti, profumato di limoni, abitato da animali fantastici, illuminato dalle sere stellate, protetto da un mare palpitante e infinito che seduce la scrittrice come un canto di sirene. Le testimonianze inedite di chi ebbe il privilegio di conoscerla, o di scrutarla di nascosto, durante il suo soggiorno sull'isola, ci ripropongono la magica fusione alchemica tra un territorio e un'anima, entrambi impetuosi e fragili.
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Nutrimenti, 24/05/2018
Abstract: In una fresca sera di giugno del 2009, dopo aver tenuto un concerto alla Royal Academy of Music di Londra, il ventenne flautista americano Edwin Rist salì su un treno diretto all'avamposto suburbano del British Museum of Natural History. Il museo Tring, sede di una delle più grandi collezioni ornitologiche del mondo, era pieno di rari esemplari di uccelli le cui splendide piume valevano incredibili somme di denaro per gli uomini che condividevano la stessa ossessione di Edwin: l'arte vittoriana di creare sugli ami riproduzioni di insetti per la pesca dei salmoni. Una volta all'interno del museo, il campione di pesca a mosca afferrò centinaia di pelli di uccelli, alcune raccolte 150 anni prima da un naturalista contemporaneo di Charles Darwin, Alfred Russel Wallace, che aveva rischiato di tutto per raccoglierle, e fuggì nell'oscurità.Colpito dalla vicenda, l'autore ricostruisce la storia, ma si mette anche sulle tracce delle pelli che non sono state mai ritrovate, in un viaggio in un mondo per i più inimmaginabile. I destinatari della refurtiva? Costruttori di imitazioni di insetti per la pesca, con un'inestinguibile fame di piume rare. Ma la stessa ossessione, fra il Settecento e la fine dell'Ottocento, ha posseduto milioni di donne, e portato sull'orlo dell'estinzione centinaia di specie di uccelli.
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UTET, 23/01/2018
Abstract: Il Diario di Anne Frank, testimonianza dolorosa dell'Olocausto e allo stesso tempo piccolo capolavoro di scrittura, mantiene intatta anno dopo anno la sua popolarità. Pochi sanno però che quel diario, rilegato a scacchi bianchi e rossi e riempito dalla grafia fitta e minuta di una quindicenne, non sarebbe mai arrivato fino a noi se una ragazza olandese di origine austriaca non l'avesse salvato e custodito, con la speranza - purtroppo illusoria - di restituirlo alla sua proprietaria. Quella ragazza si chiamava Miep Gies, e questa è la sua storia: comincia un lunedì mattina del 1933, quando si presenta per un colloquio di lavoro alla ditta Travies & Co. A riceverla è Otto Frank, ebreo tedesco da poco emigrato ad Amsterdam con la moglie Edith e le figlie Margot e Anne per sfuggire alle persecuzioni naziste. Divenuta presto amica di famiglia dei Frank, Miep li aiuta nei loro giorni più difficili: quando nel 1942 i rastrellamenti delle SS rendono ormai impossibile la vita agli ebrei, insieme al marito decide di nascondere la famiglia Frank in un appartamento segreto sopra gli uffici dell'azienda. Per i due anni seguenti sono loro a occuparsi della famiglia di Anne, non solo proteggendoli e sfamandoli ma cercando di rendere la clandestinità un po' più sopportabile. Testimone privilegiata - oltre che amica e aiutante -, Gies illumina gli eventi minimi ed essenziali della vita dentro il rifugio: come ha scritto Elie Wiesel, "vede tutto, immagina il resto, raccoglie gesti, parole, sguardi" fino al noto, terribile epilogo. Ma la morte di Anne, deportata a Bergen Belsen, non è la fine del racconto: Miep riesce a sottrarre il diario a un sicuro destino di oblio e lo riconsegna a Otto Frank, sopravvissuto al lager, che lo fa pubblicare. Finalmente riproposto in Italia con un'inedita postfazione dell'autrice, Si chiamava Anne Frank ha ispirato film e documentari ed è ormai un classico, un monumento al quieto coraggio delle persone comuni che, come Miep Gies, mettono a rischio la propria vita per aiutare gli altri, senza il bisogno di essere eroi. "Miep Gies è entrata nella storia senza volerlo, rischiando la sua stessa vita per salvare la famiglia di Anne Frank. Il suo esempio valga per tutti." - Elie Wiesel "La testimonianza più sconvolgente della Shoah" - Corriere della Sera
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UTET, 06/02/2018
Abstract: Mai come negli ultimi anni la parola cultura è sembrata tanto opaca e fuori fuoco. Ostaggio delle istituzioni e dei ministeri, comodo bersaglio dei paladini del "popolo", passe-partout di una promozione sociale tutt'altro che garantita e perfino categoria del marketing. Eppure, niente come la produzione di cultura caratterizza la specie umana; è la cultura a dare forma, insieme alla biologia, sia alla traiettoria evolutiva di Homo sia alle nostre esistenze individuali. Cultura è, citando Max Weber, la rete di significati in cui siamo immersi, una rete che ha preso forma ben prima dell'avvento del web. Se è vero che la cultura non salva nessuno, resta essenziale che la costruzione di persone più libere e società sostenibili passi attraverso un confronto col nostro variegato patrimonio culturale: certo questo comporta fatica, ma è proprio al verbo latino colere, "coltivare", che va ricondotta l'etimologia della parola. In questo libro, otto autori di varie discipline si misurano con le sfumature, le contraddizioni, la rilevanza della cultura. O meglio, delle culture. Otto diversi sguardi sul mondo che l'uomo ha plasmato: dai nuovi paradisi museali di Abu Dhabi sotto la lente di Jean-Loup Amselle al racconto di John Eskenazi sull'origine dell'arte del Gandhara, passando per le questioni di genere e di discriminazione sessuale affrontate da Vittorio Lingiardi e le sfide che attendono la scuola del futuro secondo Paola Mastrocola. Scopriamo così, insieme a Edoardo Albinati, che si può leggere Dante a dei detenuti stranieri e percepire il lampo della loro intelligenza. Con Adriano Favole, che la cultura ha un peso: 50 kg per metro quadrato di crosta terrestre - l'ammasso dei manufatti umani degli ultimi undicimila anni. Che nella nostra storia mescolanze e migrazioni sono la regola, e non l'eccezione, come scrive Marta Mosca. E che da quando esistiamo non facciamo che modificare, incidere, produrre segni: "Non sono una capra", risponde un vecchio Mangbetu alla domanda di Stefano Allovio sul significato dei suoi tatuaggi. Come a dire: finché posso plasmarmi, sono un essere umano. Interventi nel libro: EDOARDO ALBINATI La cultura come riscatto? STEFANO ALLOVIO Plasmare l'umano. Dalla preistoria ai riti di iniziazione JEAN-LOUP AMSELLE Il museo come nuova forma di narrazione culturale JOHN ESKENAZI Il Buddha e Alessandro Magno ADRIANO FAVOLE Sui limiti della cultura. Prometeo ai tempi dell'Antropocene VITTORIO LINGIARDI Si nasce o si diventa? Come orientarsi tra generi e identità PAOLA MASTROCOLA Cultura e scuola: sinonimi o contrari? MARTA MOSCA Umane mescolanze. Dopotutto, chi siamo?
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UTET, 27/02/2018
Abstract: Nel flusso incessante di crimini e ingiustizie che ogni giorno ci raggiunge attraverso mass media e social network, ci capita spesso di aderire a passeggeri moti di indignazione collettivi; in fondo è facile, e non ci costa nulla. Ben più difficile sembra invece schierarsi davvero, prendere posizione con il rischio di rimetterci in prima persona, riconoscere le scelte e le azioni giuste da opporre agli abusi che vengono compiuti davanti ai nostri occhi. Che cosa può fare, allora, chi vuole concretamente cambiare le cose? Secondo il Talmud ogni generazione conosce trentasei zaddiqim nistarim , i "giusti nascosti" che impediscono la distruzione del mondo. Con la memoria dei fatti del Novecento e lo sguardo rivolto al nostro presente, possiamo dire che per fortuna sono molti di più: non solo chi si oppose all'Olocausto, ma anche il colonnello sovietico Stanislav Petrov, che scongiurò una guerra atomica con gli Stati Uniti a costo di inimicarsi il suo stesso paese, o Hamadi ben Abdesslem, la guida tunisina che nel 2015, durante un attacco terroristico, ha scortato verso l'uscita del Museo del Bardo quarantacinque turisti italiani. Gabriele Nissim ci racconta queste e molte altre storie esemplari, con sapienza affabulatoria e persino una punta di ironia: "Perché i santi e gli eroi esistono solo nella nostra fantasia, mentre è stimolante scoprire che uomini normali, con gli stessi nostri difetti, sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente e inaspettato". Alternando alle storie gli insegnamenti di Socrate, Marco Aurelio, Hannah Arendt, Etty Hillesum, Willliam Shakespeare o Baruch Spinoza, Il bene possibile ci mostra come l'esercizio del pensiero, della capacità critica e dell'empatia siano condizioni necessarie e sufficienti non soltanto per dirci umani, ma per restarlo nei momenti più difficili. E che la scelta non è tra un presunto Bene superiore e le piccole convenienze personali, né tra l'eroismo e l'accettazione passiva degli eventi. In verità, il giusto è semplicemente chi agisce per salvare una vita, anche se non ha nessuna possibilità di salvare il mondo intero. Lo fa comunque, perché è giusto farlo. "Dobbiamo abituarci a pensare che può diventare un uomo giusto chi è un imbroglione nella vita, chi ha abbracciato l'ideologia più assurda, chi aiuta gli altri senza mai volere rinunciare ai suoi piccoli vizi, chi vive nel modo più disordinato, chi apparentemente si presenta come il peggiore egoista. Non importa quello che faceva prima, ma come si è trasformato. Non esiste sulla faccia della terra un bene puro, ma sempre un bene fragile e contraddittorio." "Il bene possibile di Gabriele Nissim è un viaggio nella luce della storia occidentale" - Fiona Diwan, Il Foglio "Né santi, né eroi, soltanto Giusti. Il bene spiegato ai giovani d'oggi" - Antonio Ferrari, Corriere della Sera "Nissim racconta storie nascoste o sepolte nelle cantine della memoria" - Corriere della Sera