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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Auguste Comte è considerato il padre del positivismo, corrente filosofica che rinuncia a qualsiasi metafisica e alla spiegazione di tutto ciò che è astratto e non verificabile, prendendo in considerazione solo le "scienze positive", quelle fondate sull'esperienza e sulla realtà dei fatti. Con queste ultime come base e metodologia di indagine, Comte elaborò un intero sistema filosofico che andò al di là della conoscenza pura per investire la politica, la società e le istituzioni, caratterizzandosi come un vero e proprio Credo, una "Religione dell'umanità" considerata come un "Grande Essere" sociale che si pone al di sopra dei singoli individui. Lo spirito positivista avrebbe segnato profondamente la seconda metà dell'Ottocento, favorendo la nascita di fenomeni letterari e artistici come il realismo e il naturalismo e influenzando notevolmente il pensiero della "borghesia colta" di fine secolo.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Herbert Marcuse dedicò tutta la vita a riunire la dialettica hegeliana con l'originale spirito della dottrina marxiana e i concetti freudiani di repressione delle pulsioni per esercitare una profonda critica su qualunque vera o simulata democrazia, dal socialismo sovietico alle società capitalistiche avanzate come quella statunitense. In Eros e civiltà e L'uomo a una dimensione – le sue opere più note – condannò aspramente queste ultime quali elementi in grado di imprigionare spiritualmente e intellettualmente le masse, attraverso una falsa promessa di prosperità che nasconde invece il livellamento totale degli esseri umani che finiscono per condividere, in ogni strato della società, gli stessi bisogni fittizi da appagare con i consumi. Molto celebre negli anni Sessanta del Novecento, Marcuse rimase vittima di questa fama che finì per far travisare il suo reale pensiero.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Democrito, insieme a Leucippo, è il fondatore dell'atomismo, dottrina che per la prima volta nella storia della filosofia (e della scienza) immaginò il mondo formato da unità elementari indivisibili, gli atomi. Intorno a questo concetto costruì un sistema filosofico basato su continue interazioni tra atomi senza l'intervento di cause finalistiche esterne e neppure del caso, ma dalla "necessità"; un mondo nel quale le cose avvengono per una ragione intrinseca, meccanicistica. Elaborò anche una teoria della conoscenza in parte fondata sulle sensazioni e in parte sull'intelletto: la prima critica della conoscenza sensibile.
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Porsenna. Gli Etruschi, civilizzatori sconfitti
Pelago, 29/04/2023
Abstract: Popolo dalle origini ancora incerte, diverso da tutti gli altri per lingua, organizzazione sociale e politica, costumi, religione, gli Etruschi al loro apogeo controllavano buona parte di un territorio che andava dal Po all'Alto Lazio, con propaggini fino in Campania. I rapporti con Roma furono complessi: dettero all'Urbe i tre ultimi re, poi resistettero a lungo alle spedizioni di conquista. Si allearono con i nemici dell'Urbe, poi con questa stessa in più occasioni, e soltanto dopo secoli i Romani riuscirono a conquistarne definitivamente il territorio. Ma, soprattutto, influenzarono come nessun altro popolo la civiltà romana, attraverso i riti religiosi, il diritto, le tecniche di organizzazione del territorio, che l'Urbe armonizzò ovviamente con i suoi immodificabili princìpi costitutivi. Roma è debitrice nei confronti degli Etruschi anche dei fondamenti dell'architettura come l'arco e le opere di ingegneria idraulica per il drenaggio delle acque, di simboli del potere come la toga praetexta, i fasci littori, la sella curule, fino ai giochi del circo e alle corse dei carri.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Ruggero Bacone (Roger Bacon), francescano di Oxford, pensatore eclettico, si dissociò dalle correnti accademiche principali del suo tempo, monopolizzate da francescani e domenicani, per elaborare una sintesi unitaria tra pensiero scientifico, filosofico e religioso, rivendicando una libertà spirituale rara nel suo tempo, in nome di una missione di cui si sentì investito: convincere gli uomini ad abbandonare un sapere astratto e aprirsi alla pratica dell'esperienza, l'unica in grado di farsi strumento di vero progresso, in una prospettiva di riforma della Chiesa che comprendeva la Reformatio di tutto il genere umano. Qualcuno lo considera il fondatore del metodo scientifico sperimentale, che sarà alla base della rivoluzione scientifica dell'Età moderna; in realtà, Bacone considerava la scienza e la tecnica strumenti per l'elevazione dell'uomo: il sapere al servizio della teologia e dell'etica.
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Romolo. La fondazione e i primi Re
Pelago, 29/04/2023
Abstract: Roma nacque come centro di aggregazione di tribù latine intorno ai colli del Palatino, del Quirinale e dell'Esquilino. A unire queste genti sarebbero stati due fattori principali: la difesa comune contro altri popoli stanziati nelle aree limitrofe e la religione, già condivisa da alcune tribù del territorio. La triade inscindibile esercito-politica-religione, trasferita nei poteri dei re, avrebbe connotato subito la civiltà romana: furono i cittadini ( cives) a fondare la città ( civitas), non viceversa. Il popolo romano era affratellato dalla sacralità di questa comunità, che aveva un fine condiviso: perpetuare la sua esistenza nello spazio e nel tempo, attraverso la pax deorum, la concordia tra i cittadini e le divinità. Tale concordia si raggiungeva non solo con la pietas, il rispetto verso gli dèi, la patria e la comunità, o con i riti sacri, ma anche con l'osservanza fedele dei costumi e della morale degli antenati ( mores maiorum), cioè il sistema di valori della Romanitas. Con un simile collante, Roma attraversò tutte le fasi, spesso tempestose, della sua esistenza – monarchia, repubblica, principato, dominato –, rimanendo sempre fedele a se stessa. Una città eterna.
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I Tarquini. Dalla monarchia alla Repubblica
Pelago, 29/04/2023
Abstract: L'arrivo degli ultimi tre re, gli etruschi Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, fece cambiare volto alla monarchia romana. I dinasti etruschi furono essenzialmente dei comandanti militari, portatori di un potere autoritario nuovo e laico, l' imperium, e ascesero al trono senza rispettare le procedure canoniche che prevedevano il consenso degli dèi e del popolo. La forza delle armi si sostituì a quella della religione. Contemporaneamente, soprattutto con Servio Tullio, i re posero in atto profonde riforme istituzionali e amministrative, che dettero vita a un nuovo inquadramento del popolo su base censitaria, consentendo anche ai cittadini ricchi, ma non appartenenti al patriziato, di partecipare al governo della città. Tutto ciò ebbe come risultato uno sconvolgimento della struttura sociale della civitas, creando malcontento sia fra i patrizi sia fra i plebei. La situazione si inasprì con la violenta presa del potere da parte di Tarquinio il Superbo, che instaurò una tirannide di fatto. Fu la fine della monarchia: nel 509 a.C. l'ultimo re venne cacciato da Roma e si instaurò la repubblica, con poteri di governo condivisi e limitati nel tempo.
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Pelago, 28/03/2023
Abstract: Dopo essersi occupato, come psichiatra, di psicopatologia, contribuendo in modo decisivo al rinnovamento di questa disciplina, Karl Jaspers è diventato uno dei padri fondatori della "filosofia dell'esistenza". Per lui il singolo individuo – la cui vita non può mai essere sviscerata in toto dalle scienze, ma soltanto "chiarificata", nel suo nucleo più profondo e nel suo rapporto con la Trascendenza, dal pensiero filosofante – è prima o poi costretto a fare i conti con "situazioni-limite" (lotta, colpa, casualità, sofferenza, morte) che lo scuotono nelle sue certezze tradizionali, facendolo "naufragare", ma lo chiamano al contempo ad essere autenticamente "se stesso". Esse costituiscono, quindi, la condizione per la riconquista, da parte sua, di una fede "filosofica" che, pur essendo risultato di una rivelazione storicamente prospettica dell'unica Trascendenza, è in grado di dare nuovamente senso alla sua esistenza.
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Manio Curio Dentato. Il conquistatore del Sud
Pelago, 29/04/2023
Abstract: Equi, Volsci, Latini e poi Sanniti, Tarantini, Siracusani… nel giro di un secolo Roma giunse a sottomettere, oltre all'intero Lazio, tutto il Sud dell'Italia, fino a sbarcare in Sicilia. Qui si scontrò con il più difficile e agguerrito nemico mai avuto: i Cartaginesi della famiglia Barca.Li sconfisse nella Prima guerra punica, mostrando come una civiltà che non aveva mai affrontato battaglie sul mare poteva avere ragione di chi su quel mare viveva e combatteva da secoli.Ma a differenza di quanto avvenne in altri casi, in cui furono singoli condottieri, o intere dinastie, a creare i grandi imperi (i Persiani, i Macedoni di Alessandro Magno e così via), l'espansione di Roma fino al futuro Mare Nostrum fu in massima parte un'impresa collettiva, come fosse un vero e proprio organismo che aveva creato una civiltà e si muoveva come un sol uomo. Non da solo, però: via via si rinforzò con i popoli conquistati, mettendo in atto una saggia politica di associazione.
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Pompeo e Crasso. La guerra sociale e le guerre civili
Pelago, 29/04/2023
Abstract: L'espansione di Roma, che l'aveva portata a conquistare il mondo, ebbe pesanti ripercussioni sulla tenuta interna della repubblica. Gli squilibri sociali e le condizioni dei popoli conquistati, spesso alla mercé dell'avidità dei governatori, necessitavano soluzioni. L'iterata negazione della cittadinanza romana agli italici, alleati storici di Roma, portò al bellum sociale, ossia la guerra contro gli alleati. In Oriente Mitridate, re del Ponto, riprendeva a minacciare: il comando della guerra, prima attribuito poi sottratto a Silla, fu all'origine della marcia di quest'ultimo su Roma. Si susseguirono vorticosamente numerose vicende: la dittatura di Silla, la guerra degli schiavi condotti dal Spartaco, mentre all'orizzonte si profilavano i signori della guerra, uomini politici che maturavano la loro credibilità sui campi di battaglia e facevano pesare i propri successi militari, insieme alla forza minacciosa dei loro eserciti, negli equilibri di potere interni alla res publica. Tra loro, Pompeo, Crasso e Cesare, autori di un patto privato (il trumvirato) per spartirsi lo "Stato". Con la morte di Crasso nella guerra contro i Parti e il trionfo di Cesare per la conquista della Gallia, il patto era ormai spezzato: Roma era in mano al solo Pompeo, e a Cesare non rimase che riprendersi la scena con la forza. Il bellum horribile, ossia la guerra civile tra Cesare e Pompeo, si concluse con la sconfitta del generale d'Oriente nella piana di Farsalo. Cesare era, ora, l'unico padrone di Roma.
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I Celti. Roma incontra l'altra Europa
Pelago, 29/04/2023
Abstract: Il termine Celti racchiude svariate centinaia di tribù che all'epoca dell'espansione di Roma avevano colonizzato a macchia di leopardo un'area che andava dalla Spagna all'Asia Minore e comprendeva l'Europa centrale, l'Italia settentrionale, le isole britanniche e l'Irlanda. Erano tribù forse di origine diversa, ma che parlavano lingue dalle radici comuni, avevano costumi e culture simili e condividevano parte dei loro pantheon.Per i Romani, Celti era sinonimo di "altro", parte di un mondo barbarico ancora poco conosciuto e proprio per questo percepito come minaccioso, sia sul piano politico e militare sia su quello culturale. Effettivamente, fra queste due popolazioni le differenze erano numerose, molto più accentuate di quelle tra Roma e gli altri popoli mediterranei: da una parte, la concretezza e la coesione dei Romani, dall'altra, la spiritualità e l'individualismo dei Celti.All'inizio del IV secolo a.C. quasi tutta l'Italia settentrionale era, di fatto, parte di un mondo celtico: la minaccia per Roma era palpabile. E mentre l'Urbe si espandeva a sud, iniziò anche a valicare il Po per combattere il nemico sconosciuto. Poi fu la volta dei territori transalpini, prima con Giulio Cesare in Gallia, in seguito con gli imperatori che conquistarono le isole britanniche. Alla fine, i Celti si latinizzarono tribù dopo tribù, anche se in alcuni territori più settentrionali, come certe aree dell'Irlanda e della Britannia, riuscirono a mantenere lingua e tradizioni proprie, la cui eredità è ancora oggi molto viva.
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Scipione Emiliano. Roma espugna Cartagine
Pelago, 29/04/2023
Abstract: La distruzione di Cartagine, che nel 146 a.C. pose fine alla Terza guerra punica, arrivò al termine di un lungo e complesso dibattito in cui intervennero fattori politici, religiosi e perfino economici. Si trattò infatti di una decisione che non era motivata da un casus belli vero e proprio, come per secoli era avvenuto nei precedenti conflitti, ma rappresentò un'autentica guerra preventiva per rendere del tutto inoffensivo un nemico che per un secolo aveva tentato – quasi riuscendoci – di sopraffare Roma e la sua federazione. La paura per la rinascita dello storico avversario dell'Urbe era andata a sommarsi, facendoli traboccare, ai timori di attacchi provenienti dalla Grecia e dall'Asia, anche attraverso il Nord della penisola. Alla fine la pressione psicologica ebbe la meglio e indirizzò l'Urbe verso la scelta di eliminare definitivamente una potenza punica ritenuta solo apparentemente inerte. Era nata frattanto, tra l'irrazionale e il provvidenziale, l'idea, raccolta in Polibio, della signoria mondiale di Roma.
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Il paradosso del gatto di Schrödinger
Pelago, 31/05/2023
Abstract: La nostra conoscenza della natura è limitata. Limitata nei mezzi, perché ci sono fenomeni che non siamo in grado di indagare. Ma limitata in ultima analisi dalla natura stessa, intrinsecamente indeterminata e ambigua, secondo la meccanica quantistica. Erwin Schrödinger non lo accetta e lancia una provocazione: se la natura coincide con la propria rappresentazione quantistica, sarà possibile immaginare un esperimento in cui un gatto sia contemporaneamente vivo e morto. La fantasia non ha limiti, ma la realtà sì. Cosa impedisce agli amanti dei gatti di vederli in questa sovrapposizione di stati? Il volume tratta il paradosso, la sua storia e i suoi sviluppi affrontando la meccanica quantistica nel pensiero di scienziati e filosofi. Onde e particelle, determinismo, caos, entanglement, probabilità e infinite possibilità. L'analisi di questi temi si sviluppa in un ambiente in cui fisica e filosofia convivono, si sovrappongono e si intrecciano, dando vita a uno dei dibattiti più belli della storia del pensiero.
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Lucio Emilio Paolo. La conquista del Mediterraneo
Pelago, 29/04/2023
Abstract: Con la vittoria di Pidna nel 168 a.C. che pose fine alla monarchia macedone, e la distruzione di Cartagine nel 146 a.C., i Romani avevano ottenuto il dominio incontrastato su quasi tutto il mondo abitato all'epoca noto. Cambiò l'esercizio del potere: al rispetto per i vinti si sostituì quella che Catone il Censore chiamò "tracotanza, arroganza e prepotenza". I Paesi conquistati divennero terreno di spoliazioni e ruberie nei confronti dei popoli sottomessi; il governo delle province si trasformò in un'occasione di arricchimento personale, mentre la povertà si accrebbe tra i contadini-soldati. Per effetto di questo capovolgimento di valori, il divario tra l'aristocrazia e la plebe andò approfondendosi, e il sistema politico romano assunse caratteristiche spiccatamente oligarchiche. La situazione divenne incandescente quando nel 133 a.C. Tiberio Gracco propose la famosa legge che redistribuiva le terre pubbliche privilegiando i poveri: la riforma finì nel sangue ed ebbe inizio il processo che avrebbe portato alla dissoluzione delle istituzioni repubblicane.
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Pelago, 31/05/2023
Abstract: Il paradosso del Mentitore è il principe dei paradossi. Non è solo il primo in ordine temporale, ma una sorta di prototipo per gli altri, sia per forma sia per possibili spiegazioni. Alla luce di questo fatto, l'esame delle varie formulazioni del paradosso, dall'"Io mento" di Epimenide alla formulazione di Tarski, è finalizzato a trovare la struttura e le ragioni profonde della paradossalità. Al contempo il lettore è condotto passo per passo a comprendere l'importanza che l'analisi del paradosso ha avuto in tempi recenti nel raggiungimento di risultati logico-filosofici fondamentali come i teoremi di Gödel e di Tarski. Sono inoltre discussi due approcci eterodossi al paradosso: il punto di vista del truth value gap e quello del truth value glut.
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Il paradosso di Achille e la tartaruga
Pelago, 31/05/2023
Abstract: Zenone di Elea è usualmente ritenuto il più prolifico inventore di paradossi. Nonostante l'apparente stravaganza dei suoi ragionamenti, la loro considerazione ha attraversato i secoli poiché coinvolgono caratteristiche fondamentali dei concetti di spazio, tempo, movimento, velocità, sistemi di riferimento e, pertanto, sono tuttora al centro dei dibattiti di filosofi e scienziati. Oltre al paradosso di Achille e la tartaruga, nel volume sono esposti e commentati i cinque paradossi più famosi. Si è scelto di trattare prevalentemente le risposte matematiche, indirizzate al calcolo delle somme di infiniti addendi. Per questo, largo spazio è dato alla teoria delle serie numeriche, che ha ricevuto una sistemazione rigorosa soltanto nell'Ottocento nell'ambito della rigorizzazione dell'analisi infinitesimale. Pur non essendo trascurati aspetti filosofici e fisici, vengono proposti anche in ottica storica vari esempi di serie numeriche, nonché una loro applicazione nell'ambito probabilistico della rovina del giocatore d'azzardo.
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Scipione Africano. La Seconda Guerra Punica
Pelago, 29/04/2023
Abstract: Roma e Cartagine si sorvegliavano fin dalla nascita della repubblica, quando nel 509 a.C. stipularono un trattato di non belligeranza. Poi, quasi tre secoli dopo, la situazione precipitò. La resa dei conti tra i due dominatori che si fronteggiavano sul Mediterraneo fu rappresentata dalla Seconda guerra punica. Una guerra "mondiale", in un certo senso, perché coinvolse territori come Ispania, Gallia, Italia e Nordafrica. D'altra parte, ormai Roma e Cartagine erano le superpotenze dell'Occidente, e solo una sarebbe potuta sopravvivere. Il conflitto durò oltre sedici anni e si svolse attraverso battaglie epiche e molte cocenti sconfitte per i Romani, come quelle della Trebbia, del Trasimeno e di Canne, finché la situazione si ribaltò con la vittoria finale dell'Urbe a Zama. I protagonisti furono due: Annibale con i suoi elefanti, che giunse a un passo da Roma ma non volle attaccarla, e Scipione Africano, personaggio inizialmente secondario che in seguito prese le redini del conflitto tentando l'inosabile: sconfiggere il generale punico a casa sua, in terra d'Africa.
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Pelago, 31/05/2023
Abstract: La riflessione sul futuro, come dimensione di proiezione dei nostri desideri, delle nostre speranze e delle nostre paure, ha da sempre affascinato gli esseri umani. Tra le questioni più profonde c'è quella che riguarda la determinatezza o meno del corso futuro della storia. È già stabilito l'ordine degli eventi, oppure ciò che accadrà domani è, almeno in parte, indeterminato e dipende dalle nostre libere scelte? Il paradosso del Futuro riguarda proprio l'accadere dei futuri contingenti, ovvero di eventi futuri né necessari né impossibili. Se si assumono alcuni principi logici estremamente plausibili e generali – come il principio di bivalenza e del terzo escluso – si ottiene il collasso della contingenza: tutto accadrà necessariamente. Ma ciò contrasta con le nostre intuizioni. Questo volume presenta il paradosso ed esplora le soluzioni più accreditate e discusse nel dibattito: la soluzione indeterminista, quella del futuro vero, infine la strategia supervalutazionista. Inoltre, vengono presi in esame i problemi filosofici che scaturiscono dai rapporti tra un'entità onnisciente e le verità future, e la metafisica del futuro.
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Pelago, 31/05/2023
Abstract: Il matematico e logico inglese Bertrand Russell formulò il paradosso del Barbiere per illustrare la sua famosa antinomia che mise in crisi sia il progetto logicista di Gottlob Frege di fondare la matematica sulla logica, sia il principio di comprensione della allora emergente teoria degli insiemi. Dopo avere descritto storicamente la genesi dell'antinomia e il suo impatto devastante sul progetto di Frege, in questo volume vengono esposte le proposte avanzate da Russell per superare le difficoltà che lui stesso aveva fatto emergere, tra le quali le teorie dei tipi semplice e ramificata. Oltre al paradosso del Barbiere, sono esposti alcuni paradossi semantici formulati nello stesso periodo storico, ed esaminate le loro più recenti applicazioni nel conseguimento di importanti risultati matematici e scientifici.
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Pelago, 31/05/2023
Abstract: La teoria della relatività ristretta è un'opera corale. Albert Einstein è il solista e il suo brano è il più famoso, ma il coro ha molte voci, ciascuna delle quali risuona in sintonia con le altre. La melodia si compone di fisica, matematica, metafisica e un pizzico di polemica: quale teoria coerente prevedrebbe che il fatto di muoversi velocemente possa modificare lo scorrere del tempo? Se così fosse, due gemelli si vedrebbero invecchiare in modo diverso se uno di loro partisse per un viaggio interstellare super-veloce. Ma sarebbe assurdo: deve esserci qualcosa di sbagliato. Eppure, finora, anziché incoerenze teoriche abbiamo trovato soltanto riscontri sperimentali. Questo ha costretto filosofi e scienziati a ridiscutere, ancora una volta, i concetti di spazio e di tempo. E a unirli. Siamo immersi in uno spazio-tempo in cui ogni evento è solo un punto. Passato, presente e futuro, simultaneità, convenzione e realtà, rivoluzioni scientifiche e ipotesi ad hoc. Il volume racconta i grandi temi che accompagnano la nascita e lo sviluppo di una delle teorie scientifiche più famose e affascinanti della storia.