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Il paradosso dell'albergo di Hilbert
Pelago, 31/05/2023
Abstract: Per illustrare agli studenti alcuni paradossi dell'infinito, il grande matematico tedesco David Hilbert immaginò un albergo con infinite stanze tutte occupate, che tuttavia era in grado di ospitare nuovi clienti, anche in quantità infinita. Infatti, fin dall'antichità, gli studiosi avevano riconosciuto che l'infinito non soddisfa l'evidente principio "Il tutto è maggiore della parte". Pertanto, seguendo Aristotele, si erano rifiutati di considerare l'infinito "in atto", limitandosi ad accettare l'infinito "in potenza", ossia il crescere oltre ogni limite. In questo volume vengono esposte le argomentazioni di Hilbert e alcuni suoi sviluppi che hanno condotto i matematici a riconoscere l'esistenza di diverse gradazioni di infinito "in atto". Ampio spazio è dedicato agli insiemi numerabili e a quelli continui, con particolare riferimento ai principali sistemi numerici e alle figure geometriche. Infine, sono richiamate le nozioni insiemistiche che vengono impiegate per costruire la gerarchia dei numeri cardinali transfiniti, la quale, parafrasando Hilbert, costituisce il paradiso che Cantor ha creato per noi e dal quale nessuno ci potrà mai scacciare.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Dopo una precocissima adesione all'antifascismo sardo, Enrico Berlinguer (Sassari, 1922-Padova, 1984) si iscrisse poco più che ventenne al Partito Comunista, occupandosi nel secondo Dopoguerra di ricostruire e guidare la sua organizzazione giovanile. Dapprima deputato e poi segretario di quella formazione dal 1972, si fece promotore del cosiddetto "compromesso storico" tra le due maggiori forze popolari – la sua e quella democristiana – anche se i Governi di unità nazionale (1976-79) lo delusero: il PCI tornò così all'opposizione.A livello internazionale Berlinguer promosse il distacco del partito dall'Unione Sovietica e perseguì una sua maggiore integrazione nell'ambito della sinistra europea occidentale. La sua grande tensione morale e l'impegno inesausto nella costruzione di un fronte popolare capace di accogliere le istanze degli ultimi fecero di lui un politico universalmente apprezzato.
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Pelago, 31/05/2023
Abstract: Il paradosso dei compleanni è il più famoso esempio di calcolo della probabilità di un evento che conduce a un risultato del tutto inatteso e difficile da accettare a livello intuitivo. I problemi di calcolo della probabilità sono sorti nell'ambito dei giochi d'azzardo e si sono rivelati da subito assai ostici. La storia della matematica è ricca di situazioni in cui anche studiosi di grande levatura hanno commesso errori clamorosi. Non è un caso che la formulazione rigorosa delle leggi della probabilità è una conquista relativamente recente. In questo volume sono richiamate le leggi di base e sono esposti alcuni problemi classici tra cui il problema dei dadi di Galileo e il problema delle parti. La soluzione corretta di quest'ultimo a opera di Fermat e Pascal nel 1654 segna la data ufficiale della nascita della teoria matematica della probabilità. Inoltre, nel volume sono esposti problemi curiosi e divertenti nei quali è facile incorrere in valutazioni errate della probabilità, e alcuni altri legati al gioco del lotto che possono avere conseguenze indesiderabili e persino tragiche per chi si intestardisce a giocare.
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Pelago, 31/05/2023
Abstract: Perché il cielo notturno è nero? Cioè perché, se il Sole è una stella, le altre stelle non rischiarano ugualmente il cielo? Non sono abbastanza luminose? Non sono abbastanza numerose? O forse, semplicemente, non sono abbastanza vicine? Chi ha passato almeno una serata col naso all'insù conosce bene il senso di smarrimento e meraviglia che ne deriva. Lo stesso che accompagna i più grandi pensatori, attraverso i secoli e le pagine di questo volume, alla soluzione del paradosso di Olbers, noto anche come paradosso del cielo notturno. Per prima cosa, sarà necessario trovare ordine nel caos. L'osservazione del cielo diventerà studio e lo studio si trasformerà in scienza quando ne avrà acquisito il metodo. Intanto, la riflessione sulla natura e sull'esistenza stessa dello spazio, come luogo abitato dalle stelle o come loro relazione, passerà dalle carte dei filosofi alle lavagne degli scienziati. E quando la prima luce dell'universo sarà stata rivelata, la ricerca del nostro posto nel mondo diventerà parte del dibattito cosmologico. Siamo figli delle stelle e nipoti dello spazio-tempo.
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Pelago, 31/05/2023
Abstract: Immaginate di avere una vita davvero miserabile. Immaginate anche di avere un nonno davvero insopportabile. Immaginate ancora di avere una macchina del tempo. Ora unite i tre ingredienti e otterrete un paradosso: tornare indietro nel tempo per uccidere il nonno prima che abbia figli, e con un solo gesto sconsiderato porre fine alla sua vita e alla vostra. Tuttavia, se uccidete il nonno non nascerete, e nessuno tornerà indietro nel tempo per impedirgli di mettere su famiglia. Il paradosso del Nonno ci porta dunque a spiraleggiare intorno a una situazione che potrebbe essere impossibile da risolvere. Logica, fisica e metafisica hanno molto da dire riguardo ai viaggi nel tempo, ma chi avrà l'ultima parola? Inaspettatamente, la risposta potrebbe trovarsi in un buco nero, e la fantascienza rivela, ora più che mai, le sue doti profetiche. Fisici e filosofi camminano insieme sulle linee di universo dello spazio-tempo, tra le pagine di questo volume, per arrivare a incontrarsi e ridiscutere ciò che è vero, ciò che è percepito e ciò che, semplicemente, è relativo.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Francesco Cossiga (Sassari, 1928-Roma, 2010) si iscrisse nel 1945 alla Democrazia Cristiana, nelle cui fila venne a più riprese eletto deputato, prima di sedere anche in Senato. La sua carriera politica, però, non si fermò in Parlamento, ma crebbe di incarico in incarico: Cossiga fu infatti Sottosegretario di Stato alla Difesa dapprima con Aldo Moro e poi con Leone e Rumor, quindi fu più volte ministro – rassegnando le dimissioni proprio dopo l'uccisione del segretario della DC – e infine premier e presidente del Senato. Dopo aver ricoperto la seconda carica dello Stato, assunse la prima: venne infatti eletto Presidente della Repubblica nel giugno 1985. Fu in quella fase che si guadagnò l'epiteto di "picconatore" per le "picconate al sistema" che intendeva assestare, superando il riserbo che lo aveva caratterizzato fino a quel momento. La sua parabola di uomo forte e determinato ha accompagnato per larghi tratti la storia della Repubblica italiana.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Antonio Gramsci (Ales, 1891-Roma 1937) abbracciò in gioventù i valori dell'autonomismo sardo, quindi si avvicino alla milizia socialista e rivoluzionaria mentre si trovava a Torino per frequentare l'università. Nel 1913 si iscrisse al Partito socialista italiano e in seguito divenne redattore del "Grido del popolo" e dell'"Avanti!": furono esperienze preziose, che lo spinsero a fondare il settimanale "L'Ordine Nuovo", rivolto alla classe operaia e l'anno seguente approvato da Lenin stesso. Passò al Partito comunista d'Italia, di cui dopo un soggiorno a Mosca (1922-23) divenne segretario e che dotò di un proprio quotidiano politico, "l'Unità".Promotore dell'alleanza tra operai e masse contadine del Mezzogiorno, fiero oppositore del fascismo, Gramsci venne arrestato nel novembre 1926 insieme ad altri dirigenti del partito, per poi essere condannato nel 1928 dal Tribunale speciale a vent'anni di reclusione per attività cospirativa e incitamento all'odio di classe. La detenzione lo sfibrò, tanto che sarebbe morto poco dopo la scarcerazione avvenuta per amnistia, ma non gli impedì di comporre quei "Quaderni" che restano lucida testimonianza del suo pensiero.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Emilio Lussu (Armungia, 1890-Roma 1975), interventista, combatté nella Prima guerra mondale con il grado di ufficiale. All'indomani della conclusione del conflitto, nel 1919, fondò il Partito sardo d'azione, formazione autonomista democratica composta in gran parte da ex combattenti. Fu l'inizio della sua carriera politica, perché già nel 1921 venne eletto deputato, il che si ripeté nel 1924.Carattere forte, Lussu prese parte alla secessione aventiniana e fu fin dall'inizio un convinto antifascista, il che gli valse l'arresto nel 1926. Deportato a Lipari nel 1926, riuscì a evaderne nel 1929, trovando riparo a Parigi. Lì però non seppe chetarsi, anzi: in Francia fondò il movimento Giustizia e Libertà. Prese quindi parte alla guerra in corso di Spagna, per poi arruolarsi dapprima nella Resistenza francese, quindi in quella italiana. Ministro con De Gasperi nel secondo Dopoguerra e deputato alla Costituente per il Partito d'azione, fu in seguito senatore, mantenendosi sempre coerente alle proprie idee, anche a costo di rotture con un centrosinistra in cui non si riconosceva. Il suo terso percorso umano, politico e intellettuale si cristallizzò anche in alcuni volumi, di cui il più celebre resta "Un anno sull'altipiano" (1945).
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Grazia Deledda (Nuoro, 1871-Roma, 1936) lasciò la Sardegna all'indomani del matrimonio con Palmiro Madesani, che sarebbe sempre stato un fervente sostenitore della donna. Insieme i due si trasferirono nella Città eterna nel 1900 e lì la scrittrice, che aveva già raggiunto una prima notorietà con "Anime oneste" (1895) e "La giustizia" (1899), poté affermarsi ulteriormente. Vennero quindi "Dopo il divorzio" (1903), "Elias Portolu" (1903), "Cenere" (1904), "L'edera" (1908) e via via altri titoli, sempre in bilico tra realismo e lirismo, rigore morale di stampo veterotestamentario e cristiana pietà, indagine psicologica dei personaggi e rappresentazione quasi ancestrale dei paesaggi.Dopo il capolavoro "Canne al vento" (1913), Deledda diede il via a una seconda stagione della propria narrativa, affrancandosi del tutto dai regionalismi e facendo propria la lezione del miglior decadentismo, con titoli come "Il segreto dell'uomo solitario" (1921), "Il Dio dei viventi" (1922), "Annalena Bilsini" (1927), "Cosima", che sarebbe uscito postumo, e altri ancora. Per la sua straordinaria produzione nel 1926 le fu conferito il premio Nobel per la letteratura.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Maria Lai (Ulassai, 1919-Cardedu, 2013) si innamorò dell'arte frequentando lo studio dello scultore Francesco Ciusa. Quindi si innamorò delle parole avendo come insegnante nelle scuole dell'obbligo lo scrittore Salvatore Cambosu. Trasferitasi a Roma, studiò al liceo artistico sotto la guida di Renato Marino Mazzacurati, e in seguito a Venezia, dove all'Accademia di belle arti poté formarsi ulteriormente con Arturo Martini.Rientrata in Sardegna, Lai iniziò una carriera di altissimo livello esponendo alla Quadriennale di Roma insieme a Lucio Fontana e ad Alberto Burri, oltre che collaborando con la galleria L'Obelisco. Via via le occasioni crebbero di numero, anche a livello internazionale, ma questo non le impedì di amare sempre di più la sua terra, proponendo grandiose opere effimere che dialogavano con il paesaggio, fino a inaugurare lei stessa il Museo di Arte Contemporanea Stazione dell'arte ad Ulassai. È considerata un'artista tra le più raffinate e interessanti del secondo Novecento europeo.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Mario Sironi (Sassari, 1885-Milano, 1961) si formò a Roma – dove avrebbe dovuto studiare ingegneria – frequentando lo studio di Antonio Discovolo e l'Accademia libera del nudo, dove conobbe Umberto Boccioni. L'incontro dapprima con Giacomo Balla, che lo spinse a una pittura sintetica, e in seguito il trasferimento a Milano (1913) lo portarono ad aderire al futurismo. Nel primo Dopoguerra divenne illustratore del "Popolo d'Italia", convincendosi della necessità di quel "ritorno all'ordine", nell'arte, che ebbe il suo culmine nella fondazione del gruppo del Novecento (1925) ispirato dalla critica (e musa del Duce) Margherita Sarfatti. Da quel momento le commissioni si succedettero incessanti, anche per grandi decorazioni parietali pubbliche: fu del resto autore di un "Manifesto della pittura murale" (1933) e sperimentò tecniche diverse dedicandosi a imponenti cicli.La fine del fascismo lasciò Sironi isolato e lo fece tornare ai piccoli formati, senza privarlo però di un'intensità, in pittura, che lo rese uno dei più importanti artisti della sua epoca.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Rimasto orfano di padre all'età di cinque anni, Sebastiano Satta (Nuoro, 1867-1914) crebbe con la madre e il fratello Giuseppe, acquisendo da subito una straordinaria sensibilità. Mentre studiava diritto in università a Sassari fondò il giornale "L'Isola", iniziando così a dare prova di sé come letterato. E proprio l'attività poetica fu la sua àncora di salvezza e il senso della sua vita allorché, nel 1908, dovette abbandonare l'attività forense a causa di una paralisi che l'aveva privato della parola.Nei suoi versi Satta seppe concentrarsi sugli umili, cogliendone i problemi, le frustrazioni, i sogni, ma anche le meschinerie e offrendo al contempo uno straordinario affresco del popolo barbaricino. Utile in questo gli fu la lezione di Giouse Carducci, la cui poesia aveva iniziato a frequentare durante il servizio militare, svolto a Bologna. Tra le sue raccolte ricordiamo "Versi ribelli" (1893), "Nella Terra dei Nuraghes" (1893), "Primo maggio" (1896) e "Canti barbaricini" (1910).
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Giovanni Spano (Ploaghe, 1803-Cagliari, 1878) fu canonico della cattedrale di Cagliari e insegnò Sacra Scrittura e lingue orientali nell'università di quella città, fino a divenirne rettore nel 1857. Nel 1871, quindi, fu eletto senatore del Regno d'Italia. Commissario per le antichità dell'isola, ne approfittò per dare avvio a uno studio sistematico delle antichità dell'isola, promuovendo scavi ed esplorazioni. Ne venne una collezione archeologica unica, che una volta completata fu donata parte al museo di Cagliari e parte al gabinetto archeologico di Sassari. Parallelamente, Spano si spese perché i reperti che venivano via via alla luce fossero accompagnati da studi che trovarono posto sul "Bollettino archeologico sardo" e altrove.Interessato anche agli ambiti filologico e folkloristico, Spano diede alle stampe alcune monografie in ambito linguistico, tra cui "Ortografia sarda nazionale, ossia Gramatica della lingua Logudorese paragonata all'italiana" (1840); "Vocabolario sardo-italiano e Italiano-sardo" (1851-52); "Vocabolario sardo geografico, patronimico ed etimologico" (1872).
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Giuseppe Dessì (Villacidro, 1909-Roma, 1977), figlio di un ufficiale di carriera, come reazione alle prolungate assenze del padre sviluppò fin da ragazzo uno spirito di ribellione che si sposava con la sua vocazione alla solitudine. Più volte bocciato, interruppe il ginnasio e si dedicò a intense letture private, scoprendo per esempio Leibniz e Spinoza. Questo riaccese in lui la voglia di misurarsi con una formazione regolare, che lo avrebbero condotto a laurearsi a Pisa.Entrato in contatto con i maggiori letterati dell'epoca, Dessì divenne uno scrittore di assoluto rilievo, capace di mettere in dialogo memoria personale e storia, scavo psicologico e trattazione veristica della narrazione. Tra i suoi libri, che vennero pubblicati dai maggiori editori nazionali, ricordiamo "I passeri" (1955), "Introduzione alla vita di Giacomo Scarbo" (1959), "Il disertore" (1961) e "Paese d'ombre" (1972).
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Giulio Cesare. Le guerre galliche e la dittatura
Pelago, 26/07/2023
Abstract: Come tanti giovani aristocratici romani della sua generazione, Caio Giulio Cesare si formò in una Roma che esercitava un ruolo egemonico ma era regolarmente attraversata da crisi politiche e guerre civili. Scampato alle purghe della dittatura di Silla, militò nel Mediterraneo orientale, coprendosi di gloria e rivelando un'autorevolezza non comune. Tornato a Roma, si illustrò anche come politico, e percorse una brillante carriera senatoria; le leggi della Repubblica non gli consentivano però di bruciare le tappe e soddisfare le sue smisurate ambizioni. All'età di quarant'anni strinse un patto politico con Pompeo e Crasso, e nel 59 a.C. assunse il consolato e ottenne poteri straordinari per intraprendere una lunga e vittoriosa campagna nelle Gallie, a partire dal 58. Quando Pompeo ostacolò il suo ritorno trionfale a Roma, decise di giocarsi il tutto per tutto: agli inizi del 49, attraversato il confine delle sue province, conquistò l'Italia e assunse la dittatura. Nel 48 sconfisse Pompeo a Farsàlo, ma la guerra civile proseguiva contro i pompeiani, fino alla vittoria definitiva in Spagna nel 45. Ormai padrone di Roma, adorato dai soldati e dal popolo, poté contare su alleati fedeli come l'egiziana Cleopatra. Ma mentre preparava un'ultima spedizione destinata ad accrescere il potere di Roma in Oriente e in Occidente, molti cittadini influenti lo videro come un tiranno. Temendo per le sorti di una Repubblica ormai agonizzante, ordirono una congiura e lo assassinarono brutalmente in Senato, il 15 marzo del 44. Cesare muore, ma la sua eredità dura ancora.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Antonio Segni (Sassari, 1891-Roma, 1972) si laureò in giurisprudenza nel 1918, per poi subito intraprendere la carriera accademica: insegnò dunque a Perugia (1920-25), Cagliari (1925-30) e Pavia (1931-32). Fu quindi per un ventennio a Sassari, prima di trasferirsi nel 1954 a Roma. Parallelamente, fu attivo in politica fin da giovanissimo (Partito popolare), per poi entrare nel numero degli organizzatori della Democrazia cristiana in Sardegna dal 1943.Nel 1946 Segni fu eletto alla Costituente. Deputato (1948-62) e più volte ministro – si spese per un piano di riforma agraria di cui fu tradotto in legge un ampio stralcio – ricoprì anche, per due volte, la carica di presidente del Consiglio (1955-57 e 1959-60). Culmine della sua carriera politica fu l'elezione a presidente della Repubblica nel maggio 1962. Rimase in carica per poco più di due anni, tuttavia, perché colpito da un ictus cerebrale nel 1964 fu sostituito (agosto) nelle funzioni di capo dello Stato dal presidente del Senato Cesare Merzagora, quindi a dicembre si dimise.
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Enrico Costa (Sassari, 1841-1909) iniziò a lavorare quindicenne, dopo essere rimasto orfano di padre: dapprima in un forno, poi come assistente di un ingegnere e infine divenendo impiegato bancario, mestiere che avrebbe fatto a vari livelli – fino ad assumere il titolo di tesoriere del Banco di Sardegna – per tutta la vita. Questo non gli impedì di seguire la sua grande passione per gli studi storici, centrati in particolar modo sulla Sardegna, dando l'avvio a una straordinaria attività di poligrafo.Autore di libretti d'opera ("David Rizio", con musiche di Luigi Canepa), di romanzi storici (tra cui "Il muto di Gallura", dedicato alle vicende di Bastiano Tansu, celebre bandito dell'Ottocento che compì una strage ad Aggius), di racconti (il primo fu "Storia di un gatto"), di un'opera enciclopedica in tre volumi dedicata alla sua città ("Sassari") e fondatore di giornali ("La Stella di Sardegna" e "Il Gazzettino Sardo"), Costa seppe destare l'ammirazione di molti, tra cui Grazia Deledda, che in una sua intervista se ne sarebbe dichiarata "discepola".
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Di nobili origini – il padre, ufficiale della Marina, aveva preso parte ai moti angioyani – Giuseppe Manno (Alghero, 1786-Torino, 1868) si formò in diritto canonico e civile a Cagliari. Iniziò in quella città la propria carriera divenendo avvocato fiscale patrimoniale presso la Reale Udienza, fu segretario di Carlo Felice di Savoia e infine, nel 1817, si trasferì a Torino. In Piemonte prese parte al processo di riassetto giuridico della Sardegna con il "Codice feliciano".La carriera di Manno fu costantemente in ascesa, ed egli arrivò a ricoprire la presidenza dapprima del Senato di Piemonte, poi di quello del Regno d'Italia, infine della Corte Suprema di Cassazione. Fedele servitore della Casa di Savoia, non perse mai l'amore per l'isola che gli aveva dato i natali e alla quale dedicò due opere monumentali: "Storia di Sardegna" (1825-27), in quattro volumi, e soprattutto "Storia moderna della Sardegna", che vide la luce in due volumi nel 1842.
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Ottaviano Augusto. La fondazione dell'Impero
Pelago, 26/07/2023
Abstract: Primo imperatore di un impero che formalmente non esisteva, trattandosi della prosecuzione della res publica, Augusto riuscì ad accentrare il potere su di sé evitando eccessive scosse istituzionali, ma assumendo di fatto le prerogative delle diverse magistrature di Roma senza attribuirsene le cariche; peraltro, quando veniva eletto a una carica magistratuale vera e propria, era attento a mantenere una potestà pari a quella del collega, secondo tradizione. Poco versato nell'arte della guerra – cosa che aveva fatto la fortuna di tutti i suoi predecessori dal tempo dei tempi –, si fece conferire un comando militare più elevato di quello di chiunque altro, non limitato da alcun confine ed esercitabile perfino a Roma, territorio da sempre interdetto a chiunque portasse armi. Scrisse di sé: "Fui superiore a tutti per auctoritas". Nella repubblica, auctoritas indicava una posizione autorevole liberamente riconosciuta dai Romani a un concittadino. Nel principato, auctoritas diventa il termine che qualifica il potere stabile e preminente del princeps nello Stato: uno strumento istituzionalizzato di governo. Nominato pontifex maximus, trasformò la sua casa in un tempio per abolire il confine tra il potere profano e quello sacro, e si dotò di tutte le prerogative dei diversi sacerdozi di Roma che regolavano ogni aspetto della vita pubblica. Infine, sempre sgusciando tra le istituzioni per piegarle alla sua persona, stabilì i canoni della successione dinastica. Se non è impero questo…
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Pelago, 29/06/2023
Abstract: Giovanni Maria Angioy (Bono, 1751-Parigi, 1808), discendente di una famiglia nobile e agiata, studiò diritto a Cagliari, dove ottenne ben presto una cattedra e la nomina a Giudice della Reale Udienza. Raggiunto dalle idee della Rivoluzione francese, tuttavia, all'indomani dei moti antifeudali avvenuti sull'isola (1794-95) si rese conto delle reali condizioni in cui viveva la popolazione, soprattutto nelle parti più interne del territorio. Si rifiutò quindi di riscuotere tributi per conto dei Savoia, raccolse attorno a sé un consenso sempre più vasto e divenne un rivoluzionario. L'insurrezione sperata però non ci fu. Con una taglia sulla testa, riuscì a riparare avventurosamente in Francia, dove approfondì la propria posizione libertaria. Nonostante i tentativi, non fu però mai in grado di rientrare per liberare l'isola.