Trovati 60 documenti.
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Le piante / [Aristotele] ; introduzione, traduzione, note e apparati di Maria Fernanda Ferrini
Bompiani, 2012
Abstract: Il testo originale del Peri phyton è perduto, e il trattato che leggiamo in greco, edito per la prima volta nei Geoponica (1539), e incluso in tutte le edizioni del Corpus Aristotelicum, a partire dalla seconda edizione di Basilea (1539), è la retroversione greca (anonima) condotta sulla traduzione latina, condotta a sua volta su una traduzione araba di una traduzione siriaca. Il Medioevo latino attribuisce quasi unanimemente il trattato ad Aristotele. Il trattato ha un carattere peculiare nell'ambito della botanica antica, in quanto affronta temi discussi principalmente in ambito biologico e filosofico: se la pianta sia un essere vivente, quale tipo di anima abbia, se sia capace di percepire, se i sessi siano in essa distinti, e in genere quali caratteristiche tipiche della fisiologia animale sia possibile riconoscere anche nella pianta. Esso ha costituito nel Medioevo e nel Rinascimento una delle fonti antiche più lette, come dimostrano, tra gli altri, il De vegetabilibus di Alberto Magno, e il commento della retroversione greca da parte di Giulio Cesare Scaligero. Il testo greco stampato a fronte della traduzione è (tranne in alcuni punti, segnalati e discussi nelle note) quello dell'edizione del 1989, curata da H. J. Drossaart Lulofs (editore delle versioni orientali) e E. L. J. Poortman (editore della versione latina e greca).
Antigone / Sofocle ; introduzione, traduzione e commento di Davide Susanetti
Carocci, 2012
Abstract: Un cadavere putrescente su cui uccelli e cani banchettano. Una lotta mortale intorno al destino di questo corpo. Uno scontro sulla legge e sulla giustizia, sull'ordine e sull'obbedienza. Antigone contro Creonte. Il teatro di Sofocle ha consegnato alla tradizione occidentale un nodo tragico infinitamente riattraversato e interrogato, dall'antichità ai traumi del secolo breve. Ma che cosa ricorre effettivamente sulla scena? Quali problemi e insieme quali fraintendimenti risuonano a partire dall'antico duello verbale?
Milano : BUR Rizzoli, 2012
BURGrandi classici
Abstract: Edipo, colui che ha saputo risolvere gli enigmi della Sfinge, è l'ultimo a rendersi conto di essere parricida e incestuoso, e cavandosi gli occhi si priva dello strumento che non gli è servito a vedere l'abisso; quando, ormai vecchio e sfinito dal patire e dall'errore, torna nella città su cui aveva regnato è solo per chiedere di potervi morire in pace. Antigone, sua figlia e sorella, assisterà allo scontro per il potere tra i fratelli, e quando dovrà scegliere se infrangere gli ordini e dare sepoltura a uno di loro, traditore della patria, non avrà dubbi, e pagherà con la vita la sua opposizione alla ragion di Stato. Il ciclo di Edipo, considerato vetta dell'arte drammatica fin dall'antichità, segue il filo rosso dell'impotenza umana di fronte agli eventi, vera essenza del tragico.
[Milano] : Corriere della sera, 2012
I classici del pensiero libero ; 33Greci e latini
Del sublime / Pseudo-Longino ; traduzione e note di Francesco Donati ; prefazione di Nuccio Ordine
Ed. speciale
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 32Greci e latini
Etica Eudemia / Aristotele ; introduzione, traduzione e note di Marcello Zanatta
[Milano] : BUR, 2012
Abstract: Nell'Etica endemia il pensiero morale di Aristotele raggiunge la tensione speculativa più alta e la piena maturità. Posteriore all'Etica nicomachea, questo trattato ne riformula le dottrine in una esposizione sintetica e al tempo stesso concettualmente e formalmente più rigorosa. Vi si trova, in particolare, una più solida analisi del rapporto fra la virtù etica e la contemplazione di dio, che porta Aristotele a delineare un profilo dell'uomo di straordinaria ricchezza. La paternità aristotelica dell'opera, a lungo dibattuta, è oggi riconosciuta dalla grande maggioranza degli studiosi e può considerarsi assodata. La presente edizione, condotta sul testo critico di Susemihl, è arricchita da una monografia introduttiva e da un ampio apparato di note filologiche e storiche.
Del sublime / Pseudo-Longino ; traduzione e note di Francesco Donadi
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 29Greci e latini
Ifigenia in Aulide / Euripide ; traduzione e note di Franco Ferrari ; prefazione di Eva Cantarella
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 36Greci e latini
Fedro / Platone ; traduzione e note di Roberto Velardi ; prefazione di Giovanni Reale
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 37Greci e latini
Consigli politici / Plutarco ; traduzione e note di Gino Giardini ; prefazione di Luciano Canfora
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 9Greci e latini
Simposio / Platone ; traduzione e note di Franco Ferrari ; prefazione di Eva Cantarella
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 8Greci e latini
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 2Greci e latini
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 12Greci e latini
[Milano] : Corriere della sera, [2012]
I classici del pensiero libero ; 49Greci e latini
Einaudi, 2012
Abstract: Ippia ha appena terminato una conferenza, ma Socrate ha delle domande da porgli, soprattutto per quanto riguarda alcune sue affermazioni sull’Iliade. Il sofista ha infatti sostenuto la superiorità morale di Achille rispetto a Odisseo, portando a sostegno della propria tesi niente meno che Omero: egli ha ritratto Achille come il migliore dei combattenti di Troia, Nestore come il più saggio e Odisseo come il più astuto, ma l’astuzia di quest’ultimo, sostiene Ippia, altro non è che bravura a mentire. Socrate, desideroso di apprendere da un uomo notoriamente sapiente come il polymathes Ippia, inizia a interrogarlo, domandandogli dapprima se gli ingannatori e i bugiardi sono ignoranti o sapienti, e appreso che essi mentono perché sono sapienti e consapevoli di fare il male, egli ne deduce che il bugiardo e il sincero sono in realtà la stessa persona, poiché è la stessa persona ad essere sapiente in un campo e a scegliere, di volta in volta, se dire o meno la verità al riguardo. Ippia però ha delle perplessità, ma Socrate inizia a citare alcuni versi omerici in cui anche Achille mente, dimostrando di non essere certo migliore di Odisseo, ma semmai il contrario. Inoltre, Socrate porta molti altri esempi tratti dai vari campi del sapere, in ognuno dei quali risulta che il migliore è chi mente – per esempio: un corridore valido che decide di correre piano, è senz’altro un corridore migliore di uno che corre piano perché zoppo. Ma allora, afferma Socrate, forse è un pregio essere zoppi o miopi? Evidentemente no, e anche Ippia è costretto a riconoscerlo. Socrate infine sposta l’attenzione sull’anima e la giustizia, mostrando che l’anima migliore è quella che compie volontariamente azioni malvagie, mentre peggiore quella che le fa involontariamente. Dunque, per rendere la nostra anima migliore, bisogna mentire e compiere azioni ingiuste? Ippia afferma che così non può assolutamente essere, e Socrate continua il ragionamento, giungendo alla conclusione che l’anima sapiente sarà giusta, quella ignorante ingiusta; ma anche così si torna al medesimo punto, poiché chi compie azioni malvagie ma è sapiente, è per forza buono e migliore di chi fa il male involontariamente perché ignorante. Ippia non è nuovamente d’accordo, ma non sa più cosa rispondere. Il dialogo si rivela pertanto aporetico, e Socrate – che si autodefinisce ignorante – non può far altro che riconoscere l’insipienza dei sedicenti sapienti
Libro 10: Delfi e Focide / Pausania
2012
Abstract: Scritto nel II secolo d.C., durante la dominazione romana, il Viaggio in Grecia è un'affascinante guida attraverso i monumenti, le opere artistiche e i luoghi del mondo greco classico. In questo volume, l'autore ci conduce a Delfi, alla scoperta dell'oracolo e del santuario di Apollo, il più importante insieme a quello di Zeus a Dodona e considerato l'ombelico del mondo greco. Le descrizioni delle splendide opere d'arte, lì poste come doni votivi per il dio da ogni città della Grecia, si intrecciano con la storia della Focide, la regione in cui Delfi si trova, contrassegnata dalle incessanti e sanguinose lotte per il controllo del santuario stesso, centro di potere e ricchezza. La traduzione rigorosa di Salvatore Rizzo è accompagnata da un ricco apparato iconografico, da una presentazione del volume, che chiarisce i metodi adottati da Pausania e l'ordine degli itinerari percorsi, e dagli indici dell'intera opera.
Fisica. Libro 4. / Aristotele ; introduzione, traduzione e commento di Laura M. Castelli
Roma : Carocci, 2012
Classici ; 19
Abstract: Tutti, infatti, pensano che le cose che sono siano da qualche parte [...] e il tipo di movimento più comune e che più merita questo nome, che chiamiamo locomozione, è secondo il luogo. Il vuoto è oggetto di dubbi e credenze simili a quelle di cui è oggetto il luogo in virtù del modo in cui è concepito. Degne d'investigazione sono anche le questioni di come il tempo stia in relazione all'anima e del perché il tempo sembri essere in ogni cosa, sulla terra e nel mare e nel cielo. Luogo, vuoto, tempo: al centro del libro IV della Fisica, questi concetti continuano a sollecitare la nostra riflessione. L'analisi proposta li indaga nel quadro più ampio della filosofia della natura e dell'ontologia aristoteliche; la traduzione, pensata per restituire anche le sfumature e le ambiguità del testo greco, è seguita da un ampio commento che rende conto della struttura argomentativa del testo e dei principali problemi esegetici e concettuali.