Trovati 16059 documenti.
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Feltrinelli Editore, 02/12/2012
Abstract: Il dolore è quanto di più proprio, individuale e intrasferibile possa darsi nella vita degli uomini, ma nello stesso tempo non è un'esperienza così immediata e diretta come a prima vista potrebbe sembrare. Nessun uomo potrebbe vivere la sofferenza e sopravvivere a essa, se non riuscisse ad attribuirvi un senso. Esistono quindi scenari di senso entro i quali il dolore viene giustificato e compreso. "Tragedia" e "redenzione" costituiscono le due grandi scene entro cui l'Occidente ha sperimentato il dolore. Queste due visioni del mondo nel tempo si sono mescolate, ma anche reciprocamente neutralizzate. Il loro progressivo allontanarsi dal modello originario ha aperto la via a nuove possibili sintesi. L'esperienza del dolore nella società contemporanea non dispone più dell'integralità della tradizione e tuttavia ne sente il bisogno di salvezza e la fedeltà alla terra. L'unica fede oggi possibile sembra essere quella nella tecnica, ma anch'essa, per molti versi, lascia increduli. L'uomo contemporaneo si pone tra l'ideologia dell'uomo artificiale e i rischi del futuro. In questa nuova scena si vive oggi il dolore.
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La leggenda dei monti naviganti
Feltrinelli Editore, 02/12/2012
Abstract: È un viaggio di ottomila chilometri che cavalca la lunga gobba montuosa della Balena-Italia lungo Alpi e Appennini, dal golfo del Quarnaro (Fiume) a Capo Sud (punto più meridionale della Penisola). Esso parte dal mare, arriva sul mare, naviga come un transatlantico con due murate affacciate sul mare, e lungo tutto il percorso evoca metafore marine, come di chi veleggiando forse vola – in un immenso arcipelago emerso. Trovi valli dove non esiste elettricità, grandi vecchi come Bonatti o Rigoni Stern, ferrovie abitate da mufloni, case cantoniere e paracarri da leggenda, bivacchi sotto la pioggia in fondo a caverne, santuari dove divinità pre-romane sbucano continuamente dietro ai santi del calendario. E poi parroci bracconieri, custodi di rifugi leggendari, musicanti in cerca di radici come Francesco Guccini o Vinicio Capossela. Un'Italia di quota, poco visibile e poco raccontata, dove la tv sembra raccontare storie di un altro pianeta. Le due parti – o forse i due "libri", alla maniera latina – del racconto, Alpi e Appennini, hanno andatura e metrica diversa. Le Alpi sono pilastri visibili, famosi; sono fatte di monoliti bene illuminati e sono transitate da grandi strade. Gli Appennini no: sono arcani, spopolati, dimenticati, nonostante in essi si annidi l'identità profonda della Nazione. L'altra differenza è che sulle Alpi non c'è mezzo di trasporto unitario e si fotografa una serie di luoghi monografici (per esempio: il lago del Vajont che non c'è più, il tunnel del Gottardo durante lo scavo), spesso senza dire del viaggio che collega i fuochi della narrazione. Sugli Appennini, invece, il mezzo di trasporto è unitario e la strada assume un ruolo preponderante, assieme alle persone incontrate secondo una trama casuale..
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Feltrinelli Editore, 09/12/2012
Abstract: Quando parliamo di giustizia non parliamo solo della sua amministrazione quotidiana, quel complesso istituzionale che coinvolge i giudici, i tribunali, le corti, gli avvocati, i pubblici ministeri, le prigioni, le persone sul cui destino tutto ciò incide il più delle volte pesantemente. Parliamo anche di un punto di riferimento ideale, dei valori di base che guidano la nostra convivenza e a cui si ispira la distribuzione di diritti e doveri, opportunità e obblighi, libertà e limiti. Se si smarrisce questo riferimento ideale, anche l'amministrazione della giustizia soffre, perché resta priva di una bussola e di una direzione.Dopo più di trent'anni in magistratura e con all'attivo decine di inchieste giudiziarie che hanno segnato la storia italiana recente, Gherardo Colombo consegna a questo libro la sua riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. Senza rispetto delle regole, infatti, non potremmo vivere in società. Ma senza una discussione pubblica sulle ragioni delle regole, la vita in società non potrebbe fare passi avanti, non saprebbe proiettarsi verso il futuro in modo dinamico, non riuscirebbe a immaginare nuovi diritti né a creare forme migliori di convivenza.È per questo che la discussione sulle regole coinvolge per Colombo anche i modelli di società a cui le regole si ispirano. Modelli verticali, basati sulla gerarchia, la competizione, la centralità della pena. E modelli orizzontali, più rispettosi della persona, orientati al riconoscimento dell'altro, capaci di sperimentare soluzioni alternative alla punizione e all'esclusione. Una strada, quest'ultima, tracciata proprio sessant'anni fa dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Costituzione italiana.
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Sessant'anni fa, a guerra appena finita, Giorgio Bocca ha scritto questo saggio sui partigiani delle montagne, in senso più lato sulla Resistenza. Un saggio che semplicemente vuol dire ai revisionisti dell'ultima ora: le cose sono andate esattamente così. Una minoranza di italiani, i soliti mille delle imprese disperate, ha raccolto dal fango in cui erano state gettate le stellette del popolo in armi e, senza eroismi e senza retorica, ha messo in piedi in venti mesi la Resistenza più forte in Europa dopo quella iugoslava. Quarantacinquemila partigiani caduti, ventimila feriti o mutilati, gli operai e i contadini per la prima volta partecipi di una guerra popolare senza cartolina precetto, una formazione partigiana in ogni valle alpina o appenninica, un comitato di liberazione in ogni città e villaggio, l'appoggio della popolazione, la cruenta, sofferta gestazione di una Italia diversa, la fatica paziente per armare e far vivere un esercito senza generali. E alla fine tutti a casa senza ricompense e privilegi."Attraverso la somma dei sacrifici e dei dolori sopportati, col grandioso apporto dato alla causa della libertà, con i risultati militari ottenuti, il movimento partigiano è riuscito ad assumere un significato morale di valore altissimo. Ha riscattato dinnanzi al mondo, insieme a coloro che nei campi di Germania tennero fede alla loro patria, la dignità del popolo italiano; ha dimostrato, ben altrimenti che gerarchie e facili affermazioni verbali, la sua volontà di essere un popolo libero degno di essere riammesso nella vita delle libere nazioni.".
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "Sparito. No, un figlio non può sparire. Al massimo, può mancare. E tu mi manchi. Mi manchi da un pezzo. Da quando hai cominciato a contrastarmi, da che non sei più una mia appendice, non fai più corpo unico con me, mi manchi. Da quando ho cominciato ad aver paura di perderti, e ho capito che la paura di perderti è anche desiderio di perderti."Si può sparire davvero? E a quali condizioni ci si può ritrovare? In fretta e furia Vera parte per Londra, suo figlio Gabriele è scomparso. Non ha un indizio, non ha nulla, sa solo che l'ultima volta è stato visto nel caotico quartiere di Camden. L'emozione violenta per l'improvvisa mancanza del figlio riaccende quella per l'uomo con cui l'ha concepito diciotto anni prima: comincia così una corsa affannosa per colmare una distanza antica, un vuoto mai riempito che mette Vera davanti alla propria identità, di madre, di donna. L'amore per lei è sempre stato mancanza, assenza, ma mentre cerca il figlio il passato inaspettatamente torna a cercare lei e il mosaico della sua vita finalmente si compone. .
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "In nome di cosa, Amelia e Titì – in nome di cosa erano stati disposti a sopportare non tanto la disonestà e le aperte malversazioni, certo, anche quelle, ma soprattutto le sciocchezze, le ridicolaggini, le bestialità, le battute grasse, le sconcezze dello schieramento politico cui dicevano di appartenere, proprio loro che aspiravano a un'idea aerea e gentilmente fluttuante, alla levità della farfalla che vola di fiore in fiore?"Amelia e Titì votano centro-destra e appartengono alla nuova società della Seconda Repubblica. Edonisti, egocentrici, sono certi che ogni occasione voglia l'abito giusto. Qui si racconta di una loro giornata. Una sola. Una giornata importante.Attraverso i buoni uffici di Augusto Iannaccione, untuoso personaggio infiltrato nei meandri della politica, Titì potrebbe accedere ai vertici della televisione di stato. Mentre fa anticamera aspettando di incontrare chi conta veramente – e l'attesa si protrae per ore e ore –, Amelia pranza con le sorelle e poi va in cerca di Sandrone, ringhioso uomo di sinistra, sciatto e sovrappeso, che l'ha scompaginata agitando valori che le sono ignoti.Roberto Moroni mette in scena un mondo serenamente corrotto, che solidarizza nelle feste e nella promiscuità sessuale, costruisce con ostinazione il vuoto e il degrado, vende per vendere e vende tutto. In questo mondo, Amelia e Titì si muovono come spettatori e attori ideali del decennio che ha finito con l'anestetizzare ogni forma di sensibilità morale. Ma è proprio lì che il romanzo cerca incrinature, e le trova.
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Feltrinelli Editore, 18/11/2012
Abstract: Gerusalemme 1947: mentre gli eventi storici incalzano, un ragazzino ebreo di dodici anni vive un momento estremamente significativo della sua vita. Ora che è adulto lo racconta. Dopo l'Olocausto, quando si rafforza il movimento clandestino per la nascita dello stato di Israele, anche lui ha fondato con un paio di coetanei una società segreta con l'obiettivo di combattere gli inglesi, che ancora occupano la Palestina, rivendicando il diritto a una propria patria dopo tanta sofferenza. Lui è soprannominato Profi, abbreviazione di professore, perché è molto intelligente, ha una cultura enciclopedica, ama studiare le parole e leggere. Di carattere è comunque socievole e vivace, ama pensarsi coraggioso come una pantera e i suoi amici sono i due compagni di gioco e cospirazione. Almeno fino al giorno in cui non fa amicizia con il nemico, un sergente inglese che gli insegna la sua lingua in cambio di lezioni di ebraico. Da quel momento agli occhi degli altri diventa un vile traditore, e in quanto tale va punito nonostante la sua pretesa di innocenza.La pantera in cantina racconta una piccola grande storia di emozioni e sentimenti, un'avventura di amicizia e di crescita, che pone serie domande sulla colpa e sulla fiducia, in un contesto storico di epocali stravolgimenti. Profi è infatti testimone, con il suo sguardo ancora candido, la sua sensibilità intatta, di fatti più grandi di lui i cui effetti si ripercuotono inesorabilmente sulle relazioni umane..
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Feltrinelli Editore, 18/11/2012
Abstract: Due sono i luoghi attorno a cui ruota la vicenda del romanzo: l'Anagrafe e il Cimitero Generale di una città senza nome. Nel primo sono ospitati tutti, vivi e morti, i cui nomi sono lì raccolti assieme, rispettivamente negli schedari dei viventi e dei defunti. Trasferire i nomi da un archivio all'altro in caso di trapasso è compito degli impiegati dell'Anagrafe, nei cui uffici tutto viene fatto ancora a mano e il lavoro è organizzato secondo una rigida burocrazia e gerarchia. Al Cimitero, invece, stanno i soli defunti con tutti i loro nomi incisi sulle lapidi. Protagonista della storia è il Signor José, l'unica persona ad avere un nome proprio nel romanzo, uno scapolo cinquantenne che lavora come scritturale ausiliario della Conservatoria Generale dell'Anagrafe. Oscuro impiegato ligio al dovere, ama collezionare articoli o schede anagrafiche di personaggi famosi, ma un giorno si imbatte nella scheda di una donna sconosciuta che cattura la sua l'attenzione e gli muta radicalmente la vita. Il Signor José inizia infatti a indagare sul conto di lei, mosso dall'oscura ossessione di saperne tutto... In questa sobria e lucida descrizione di una parabola esistenziale, Saramago si serve dell'allegoria e dell'assurdo per dare corpo e consistenza a identità sfuggenti, imprigionate nei ruoli e sospese tra passato e presente, tra vita e morte.
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "Per la prima volta, il Fascismo si trova ad affrontare un nemico agguerrito e organizzato, armato e ben equipaggiato, nonché deciso a resistere a oltranza." Così scrive Italo Balbo. È il 4 agosto del 1922. Il popolo di Parma, la gente di Oltretorrente, si è preparata a resistere. Alla testa degli Arditi del Popolo c'è Guido Picelli, memorabile figura di militante e di melomane. Picelli e Balbo, il mito socialista e il camerata fascista, rivivono nei ricordi di un vecchio Ardito il giorno dei funerali di Mario Lupo nel 1972 quando, mezzo secolo dopo, lo scontro fra sinistra extraparlamentare e neofascisti riconduce quasi naturalmente agli avvenimenti di cinquant'anni prima. E così, ecco affiorare, fra leggenda e mito, l'"instancabile Picelli", eletto deputato socialista dai borghi dell'Oltretorrente per farlo uscire dalla galera, loggionista appassionato, impeccabile nel vestire. Lui sa bene che i raid fascisti, se hanno piegato la Romagna, potranno trovare una salda resistenza nella sua Parma. Italo Balbo, capo istintivo, trascinatore di masse (e perciò sempre più sospetto agli occhi di Benito Mussolini) succede a Roberto Farinacci nella conduzione delle operazioni, coinvolge l'esercito e vuole una battaglia definitiva, combattuta con ogni mezzo lecito e illecito. Picelli e Balbo emergono via via in tutto il loro spessore psicologico mentre la scena si apre, epicamente, sulle barricate, sul concorso attivo della popolazione, sulle donne che prendono parte alla lotta, su un popolo capace di essere un popolo..
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Gino Mastruzzi è un investigatore privato per modo di dire. Sì, di tanto in tanto gli viene affidato un caso da risolvere, ma le sue indagini finiscono sempre con lo scoprire una realtà che non si può, che non si può più, che non si può ancora "risolvere". È la realtà metropolitana dell'emarginazione e del razzismo, delle sacche di povertà e della malavita dentro la cornice di una città "civile" e opulenta come Bologna. Piuttosto che investigatore, Mastruzzi – burbero, pieno di acciacchi, donchisciottesco – è una sorta di "assistente sociale". Si butta a pesce dove sente odore di ingiustizia e così finisce con lo smascherare una città fatta anche di arroganza, potere occulto, personaggi intoccabili. Gino Mastruzzi ha molti amici tra vagabondi e senza casa, zingari e immigrati, mendicanti e disoccupati, insieme a loro lotta quotidianamente contro i mulini a vento, non vince mai, tuttavia da ogni nuova impresa sgangherata esce conservando l'unico bene per lui prezioso: la dignità..
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Il bambino nasce "competente" e dispone già di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale. Questo modello nega la sua personalità e induce un deleterio stato di insicurezza. Juul invita, invece, a un'attenta osservazione del bambino, considerato non più come soggetto passivo ma, al contrario, come un "centro attivo di competenze": il passo necessario per un atteggiamento dialogico che possa orientarlo verso una costruzione armonica delle sue relazioni con la famiglia e il mondo.
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Nella vita familiare i pasti hanno un significato tanto socio-educativo quanto psicologico-diagnostico assai rilevante. A tavola infatti meglio che in qualsiasi altra occasione sono favoriti lo scambio e il confronto affettivo e intellettuale in famiglia; e quando preparati con cura e amore i pranzi contribuiscono a creare un'atmosfera di calore e benessere. D'altra parte mangiare assieme costituisce l'ambito in cui si manifesta con maggiore evidenza lo stato di salute psico-emotivo del nucleo familiare, e in caso di conflitti la tavola diventa lo specchio dei rapporti. I genitori, che sono i principali responsabili del buon clima in famiglia e della corretta alimentazione dei figli, non dovrebbero perciò sottrarsi al loro ruolo di guida e indirizzo e al loro compito di trasmettere valori; i bambini e i ragazzi del resto hanno il diritto di essere rispettati e ascoltati come persone con una propria individualità, anche a tavola. Appunto perché importante momento comunitario, il pasto non dovrebbe trasformarsi in un rigido programma dietetico ma essere piuttosto un'occasione di libera espressione di gusti e sentimenti individuali. Jesper Juul, che dice di non avere ricette preconfezionate da offrire, ma solo principi che poi ognuno può adattare al proprio caso, affronta vari temi e problemi legati al cibo, con esempi, soluzioni possibili, domande utili. Si sofferma fra l'altro sul valore del tempo dedicato a cucinare per la famiglia, sul ruolo assunto da fast food e junk food, sull'importanza di coinvolgere i bambini fin da piccoli nell'esperienza di crescita del far da mangiare, sulle buone maniere a tavola, sul comportamento da tenere con i bambini al ristorante. E infine sui conflitti, con i casi di bambini schizzinosi, o che non mangiano niente, o che rifiutano certi alimenti, o che hanno problemi di sovrappeso, riconoscendo sempre anche ai più capricciosi piccoli commensali la capacità cognitiva di esprimere un giudizio sulle cose degno in ogni caso di considerazione e comprensione.
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Feltrinelli Editore, 18/10/2012
Abstract: La narratrice è una donna incinta, con molta voglia di menare le mani, furente contro il padre di sua figlia che l'ha mollata. Fa la cronista di nera ed è costretta ad avere a che fare quotidianamente con un mondo pieno di pazzi e assassini. Una sera nella sua vita entra la bella Fruit, ma la nostra eroina non fa in tempo a riprendersi dalla sorpresa di quell'incontro che Fruit scompare. Si tratta davvero di suicidio, come sostiene la polizia? L'ipotesi non è credibile, non resta allora che improvvisarsi detective, con il pancione sempre più ingombrante, in un complicatissimo labirinto di strade, volti, ambienti, a confronto con il marciume di una società che sotterra i suoi cadaveri nel profitto e nel silenzio, fino all'ultimo drammatico confronto che riporta un po' di luce su un universo cupo e squallido. Rossana Campo gioca con passione e disinvoltura con la letteratura di genere in un vero e proprio noir, con tanto di colpi di scena, personaggi obliqui e regolamenti di conti, e inventa una straordinaria e originalissima figura di donna detective, tanto sgangherata quanto ricca di rabbia, speranza, determinazione. Lei e il suo pancione puntati contro la città, contro il buio, contro il caos, costituiscono un'immagine memorabile che lascia il segno come promessa di riscatto, drammatico nonsense e passione di vivere..
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "Qualcosa stava succedendo dentro di me, qualcosa che dovevo capire. Ho pensato che dovevo riprendere il mio borsone nella camera dell'albergo, ho pensato che dovevo rimettere tutto a posto, ho chiesto al carabiniere se potevo andare a prendere le mie cose. Mi ha detto di aspettare. Sentivo che era successo qualcosa che mi avrebbe cambiata dentro, qualcosa con cui avrei dovuto fare i conti per tutta la vita, ma non ho sentito troppa paura."Betti è divorziata da sette mesi, vive a Parigi e per campare fa la cameriera nella rosticceria araba di Hassan. Tra i clienti abituali c'è Suleiman, un giovane algerino, professore in un liceo di periferia, musulmano praticante e tenacemente depresso. Betti e Suleiman si guardano, si scrutano, si studiano senza parlare, lanciandosi occhiate di sfuggita e sperando che prima o poi uno dei due faccia il primo passo. La vita però li tiene a distanza, ognuno confinato nel proprio ruolo e nella propria solitudine fino a quando Suleiman invita Betti a casa sua. All'inizio tutto ruota attorno alla voglia di Betti di soggiacere alle fantasie erotiche dell'uomo, molto eccitanti, spesso al limite della violenza, ma poi scatta qualcosa. Betti riesce così a guardare in faccia il trauma legato alla sua prima storia d'amore: ha solo quattordici anni quando si innamora di Ennio – un meccanico trentenne sposato –, con il quale, in cambio della sua innocenza, impara a conoscere i segreti del proprio corpo e del sesso. Da allora Betti non è più riuscita a voltare pagina, ma soprattutto non è più stata capace di ammettere con se stessa di meritare qualcosa di meglio, dalla vita, dall'amore, dagli uomini. È con Suleiman, un uomo così diverso, che tutto può ricominciare? O forse le si spalanca un nuovo abisso?.
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "Ma quella donna sei tu? Mi sono chiesta una mattina, seduta sul bordo del letto dopo aver riletto tutto il romanzo appena terminato, dopo averci fatto a botte, esserci stata così male, così bene, così tutto, quasi ogni giorno, per due anni. Ma quella donna sei tu? ho continuato a chiedermi mentre scrivevo giù la storia di questa donna ubriacona, esagerata, maldestra, pazza, piena di sofferenza, ma anche di voglia di vivere e amare, per niente pentita della sua vita sballata, fatta di amori che vanno e vengono, bottiglie di vino scolate e giornate che mica girano per il verso giusto...Sposata con un medico (che come tutti i medici lavora moltissimo), passa lunghe giornate un po' in giro per Parigi e un po' appollaiata al bar di Nic, a volte ha lunghe conversazioni con Fred, il suo migliore amico nonché vicino di casa (gay). Il marito vuole andarsene a vivere con la nuova compagna. È finita. Per l'equilibrio già estremamente precario della nostra eroina è una gran botta. Tutto quello che lei tentava di tenere assieme crolla di colpo e il girotondo un po' allegro e un po' sinistro delle sue giornate, il suo balletto personale con l'autodistruzione prende un'accelerata. Tocca il fondo. Crolla.Nella clinica dell'Olivier dove l'amico Fred l'ha fatta ricoverare comincia, prova e tenta di guardare la vita da un'altra prospettiva. Pian piano nascono legami veri e profondi con la banda di matti disperati e ubriaconi che come lei sono ricoverati all'Olivier (vite di perdenti con destini duri e a volte quasi comici). Quando le famose quattro settimane previste della cura per ripulirsi stanno arrivando alla fine, lei comincia a sentirsi una donna diversa. Ma ecco che arriva 'Igor il terribile', uno sbandato, appena uscito di galera dove si è fatto quattro anni per rapina, ex tossico e alcolista. Dentro la clinica, infrangendo una delle regole base, nasce un amore fatto di sesso e di disperazione. E questo complica terribilmente le cose. Eppure la nostra matta, appassionata di pugilato e in passato anche pugile dilettante, nemmeno questa volta si lascerà mandare al tappeto dagli uomini bastardi e dalla vita dura. Perché come dice il vecchio John Belushi 'fra l'essere e il non essere scelgo l'essere, non c'è dubbio. L'essere spacca il culo al non essere'."
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Feltrinelli Editore, 18/10/2012
Abstract: "Se le controversie sulle sue qualità umane tenderanno inevitabilmentead affievolirsi nel corso della storia, vero è che nessuno esce da uno deigrandi film di Bogart senza aver visto qualcosa che lo riempia e lo arricchisca.Se la sua carriera e i suoi film offrono buone ragioni per farne un culto, èperché ci insegnano una strategia, una strategia salutare, per stare dentro lavita quando va alla grande e quando è uno schifo. Per prenderla com'è."Jonathan Coe ripercorre la carriera di "Bogey" dagli esordi teatraliai grandi film della maturità e lascia emergere la formazione di quelpersonaggio, di quel cinico sentimentale capace di passare dalle atmosfereoblique del giallo (Il grande sonno) alla commedia (Sabrina, accanto a AudreyHepburn), dal-l'avventura (Il tesoro della Sierra Madre) al dramma romantico(Casablanca). Il Bogart di Coe, prima ancora che un interprete, è il portatoredi un'umanità, di una virilità, di un modo di essere ai quali scrittori,sceneggiatori e registi attingono cercando di arrivare al "vero"Bogart. Il personaggio è lui, con il suo sorriso sospettoso e disarmante, conla sua aggressività, con la sua rabbia alcolica, con quell'amore per le donneche, quando appare nella sua vita Laureen Bacall, sembra sedarsi in dolcezza eprotettività.Coe scava, fra immagine cinematografica e biografia, mettendo a fuoco uncomplesso e ricchissimo gioco di frequentazioni umane, di influenze, di generosiconflitti, quasi a dimostrazione che dietro il protervo individualismo dei suoipersonaggi, Bogart è stato un uomo permeabile, sensibile, capace di modellare efarsi modellare. Nella lunga lista di film interpretati, ce ne sono di orribili.E ci sono dei capolavori. Ma il vero capolavoro è il resistere nel tempo diquel "prendere la vita come capita" che il suo volto continua asuggerire..
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Feltrinelli Editore, 19/10/2012
Abstract: La relazione fra Sabina e Franco è vitale, appagante, ricca di futuro. Eppure, quando resta incinta, Sabina preferisce lasciare all'oscuro il compagno, "staccare" e passare il Natale in America dove da molti anni si è trasferito il fratello. L'idea di dar forma a una famiglia la costringe a riflettere sulla sua, sull'apparente lindore e rigore che la memoria del padre e della madre continua a restituirle. Una memoria accecata. La vacanza americana diventa in realtà un feroce faccia a faccia con un passato improvvisamente tetro, ferito, rimosso in cui si muovono i fantasmi della violenza, dell'abuso, della connivenza. Di fronte all'imminenza della maternità e all'artiglio di domande troppo ingombranti, Sabina si sente intrappolata in una ragnatela senza apparente via di fuga. La passione può tollerare limiti e norme? Fin dove possono arrivare i diritti della "bestia" che abbiamo nel cuore?"Sabina gira con la mente per le stanze dell'appartamento in cui sono cresciuti. Tutto è immobile, appena dissotterrato da un archeologo, gli oggetti coperti da un sottile strato di cenere. Loro quattro fissi nelle stanze, in alcuni atteggiamenti, sorpresi dalla sua entrata improvvisa. Da bambina, prima di addormentarsi, immobilizzava il mondo, le persone: lei era l'unica in grado di muoversi, di rubare gli oggetti, di fare scherzi. Così è ora con loro quattro sepolti nella casa, cerca le abitudini, il modo in cui vivevano, i loro sentimenti.".
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Torino 1928. L'eleganza e il rigore dell'aristocrazia piemontese inchiodano una giovane donna all'infelicità di un matrimonio combinato. Sulla sua strada però il destino mette l'affascinante ed enigmatico Trott, ed è come se si risvegliasse da un incantesimo. Tutto sta cambiando, nella società italiana ma anche dentro di lei: troppo moderna per adattarsi docilmente a proseguire nel solco tracciato dalle altre donne di famiglia, è tuttavia ancora troppo fragile per vivere la propria ribellione. Sceglie dunque di trasferirsi, sola, a San Biagio, una proprietà in disarmo nella campagna senese. Intorno, la bufera della Seconda guerra mondiale, la caduta del fascismo. Il desiderio di rinascita di un intero paese finisce per coincidere con la trasformazione graduale della fattoria semiabbandonata in una moderna azienda vinicola di successo. Qui, una breve e intensa riapparizione di Trott precede la sua improvvisa scomparsa, misteriosa e immotivata. La protagonista ha davanti a sé tutta una vita per comprendere che il confine tra realtà e apparenza, torto e ragione, verità e menzogna può essere talmente sottile da risultare spesso impercettibile..
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Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Il nichilismo che è la negazione di ogni valore è anche quello che Nietzsche chiama "il più inquietante fra tutti gli ospiti". Siamo nel mondo della tecnica e la tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona. Finiscono sullo sfondo, corrosi dal nichilismo, i concetti di individuo, identità, libertà, senso, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si è nutrita l'età pretecnologica. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro che modella l'età della tecnica sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell'esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona. I giovani rischiano di vivere parcheggiati nella terra di nessuno dove la famiglia e la scuola non "lavorano" più, dove il tempo è vuoto e non esiste più un "noi" motivazionale. Le forme di consistenza finiscono con il sovrapporsi ai "riti della crudeltà" o della violenza (gli stadi, le corse in moto ecc.).C'è una via d'uscita? Si può mettere alla porta l'ospite inquietante? Nell'ultimo capitolo, Il segreto della giovinezza, Galimberti lascia pensare che disvelare ai giovani la loro "pienezza", la loro "espansività" sia il primo passo per ricondurre a verità il salmo 127: "Come frecce in mano a un eroe sono i figli della giovinezza"..
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Tutti gli uomini sono bugiardi
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: "È la morte di quell'uomo ad attrarla, Terradillos? È l'immagine, la stessa che continua ad alimentare i miei incubi malgrado non l'abbia vista con i miei occhi, di Bevilacqua disteso sul marciapiede, il cranio a pezzi, il sangue che scorre giù, verso il tombino, come se volesse fuggire dal corpo inerte, come se non volesse aver parte in quell'abominevole crimine, in quella fine così ingiusta, così inaspettata? È questo che cerca?"Una domenica mattina il cadavere di Alejandro Bevilacqua viene trovato, per strada, riverso nel sangue. Ma perché e come sia morto, a distanza di trent'anni, non è ancora del tutto chiaro. Si è gettato dal balcone di quella casa di Madrid, così come lascia intendere la pratica archiviata della polizia, o in quell'appartamento è successo qualcosa? Qual è la verità e come si può scoprirla partendo dall'assunto che, come recita il Libro dei Salmi, tutti gli uomini sono bugiardi e che non sempre il tradimento è mancanza di lealtà? E chi è, e chi è stato, Alejandro Bevilacqua? A questi interrogativi cerca di rispondere un giornalista francese che per ricostruire la vicenda ascolta le testimonianze di chi ha conosciuto quell'Alejandro Bevilacqua ormai intrappolato nell'etichetta di romanziere argentino suicida: il confidente, l'amante, il compagno di prigionia nelle celle di Buenos Aires, l'esule delatore e, attraverso le loro parole, altri personaggi che si muovono nella Madrid della fine degli anni settanta, ancora oscura e grigia, rifugio e speranza per i dissidenti latinoamericani. Quella che emerge dall'inchiesta è la figura di un uomo che è contemporaneamente molti uomini, inafferrabile, indefinibile, inconoscibile.Tutti gli uomini sono bugiardi è un romanzo storico, poliziesco e metaletterario, un "giallo dell'identità" carico di tensione, dove Manguel gioca con la letteratura e con se stesso. Un grande romanzo sudamericano sulla verità e sulla finzione..