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Piemme, 26/06/2018
Abstract: "Un triangolo amoroso, ma anche molto di più. Non saprete di chi fidarvi, fino allo straordinario finale." Gillian Flynn, autrice di Gone Girl. L'amore bugiardoOgni relazione ha le sue ombre. Anche il matrimonio perfetto. Quando leggerai questo romanzo, farai molte supposizioni. Supporrai che sia la storia di una ex moglie gelosa, ossessionata dalla donna che l'ha rimpiazzata nel cuore del suo ex marito. Oppure penserai che sia quella della ragazza che sta per sposare l'uomo dei suoi sogni, ancora piena di tutte le speranze di una giovane sposa. O ancora ti chiederai se non sia, in fondo, la storia di un triangolo in cui è difficile capire di chi fidarsi. Ti dirai che è una storia d'amore e odio, di seduzione e paura, di tradimento e giochi di potere. Supporrai di aver capito tutto di Vanessa ed Emma e dell'uomo che amano, le motivazioni dietro le loro azioni, l'anatomia delle relazioni che legano l'uno alle altre. Supporrai di sapere chi sono e che cosa muove, davvero, i loro cuori. Ma ti sbaglierai. Perché questo romanzo è proprio come la realtà. E nella realtà non c'è niente di vero. Nessuna relazione è senza ombra. Nessun amore è senza segreti. Ci sono solo gli sprazzi di verità dietro le bugie. O le piccole bugie che, insieme, fanno una verità. E la verità è l'unico modo per voltare pagina. Il romanzo dell'anno è un thriller psicologico dalle mille facce, che vi terrà inchiodati ai suoi colpi di scena, catapultandovi dentro una storia che illumina ogni lato dell'amore, anche quelli che nascondiamo perfino a noi stessi. Compulsivo come La ragazza del treno, è uscito in America con una prima tiratura di 300.000 copie, battendo ogni record di vendite e campeggiando ai primi posti delle classifiche fin da quando è stato pubblicato, nel gennaio 2018. Contiene un estratto del nuovo thriller delle due autrici Greer Hendricks e Sarah Pekkanen, La candidata perfetta.
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Einaudi, 05/06/2018
Abstract: Nato a Parral (Cile) nel 1904, morto a Santiago nel 1973, diplomatico di carriera, esule per lunghi anni, Pablo Neruda ha contrassegnato le diverse fasi del suo discorso di poeta con vitalità, irruenza, e con una ininterrotta tensione. Questa raccolta, che uscí per la prima volta nel 1952, segna l'incontro tra la sua personalità e quella di Salvatore Quasimodo, l'uno e l'altro vigili, in quegli anni, ad una poesia che "testimoniasse" di una condizione dell'uomo calata nel reale. Oggi l'antologia poetica di Pablo Neruda, comprendente poesie di varie epoche e i brani più celebri del Canto general de Chile, ripropone un itinerario di vita e di sentimenti che, intessuto con la storia del nostro secolo, ci fa scoprire colorazioni forti e accese.
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Einaudi, 05/06/2018
Abstract: C'è un uomo con un coltello piantato nel petto, dentro un locale a luci rosse di Torino. Fuori, un quartiere multietnico che assomiglia al mondo. A indagare sarà un investigatore destinato a lasciare il segno: Contrera, un adorabile sbruffone che nasconde dietro la battuta pronta i guai di una vita buttata all'aria con metodo. Il suo ufficio è in una lavanderia a gettoni. Tra poliziesco e commedia, Fa troppo freddo per morire è un crimedy senza molti paragoni, una miscela tutta nuova. Inizi a leggerlo e provi di tutto. Ridi, pensi, ti commuovi, segui l'indagine, poi le disavventure sentimentali del protagonista, fai insieme a lui il bilancio della tua vita, stai attento a un altro indizio. E alla fine - grazie alla qualità della scrittura - vorresti che il viaggio non fosse finito.Come può essere un quartiere di Torino che si chiama Barriera di Milano? Un avamposto verso il resto del mondo. Infatti, da roccaforte operaia si è trasformato in una babele multietnica. È qui, in una lavanderia a gettoni gestita da un magrebino, che Contrera riceve i suoi clienti. Accanto a un piccolo frigo pieno di birre che provvede a svuotare sistematicamente. I suoi quarant'anni li ha trascorsi quasi tutti per quelle strade. Faceva il poliziotto ma si è fatto cacciare per una brutta storia di droga, ora fa l'investigatore privato senza ufficio ma non senza fantasia. Ha una Panda Young da un quinto di secolo: e quello è "il rapporto piú duraturo che abbia mai avuto nella vita". La sua ex moglie lo detesta e la figlia adolescente si rifiuta di rivolgergli la parola. Ad amarlo restano giusto la sorella e i due nipoti, divertiti dalla sua eccentricità. Quando Mohamed, il proprietario della lavanderia, gli chiede di aiutare un ragazzo che si è indebitato con una banda di albanesi, Contrera non può certo tirarsi indietro. Ma come in ogni poliziesco che si rispetti, le cose sono molto piú complicate di quanto sembri a prima vista: e quando salta fuori il primo cadavere, Contrera capisce di essersi ficcato in un pasticcio nel quale finirà per rischiare non solo la pelle.
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Einaudi, 05/06/2018
Abstract: Che cosa è stato il lavoro e che cosa sarà? Domenico De Masi ricostruisce le diverse interpretazioni teoriche del lavoro e ne passa in rassegna le trasformazioni concrete: dalla schiavitú alla rivoluzione industriale fino al XXI secolo. Se finora i trattati sul lavoro hanno riservato gran parte del loro interesse all'operaio e alla fabbrica, De Masi dedica pari attenzione alla fatica fisica, al lavoro intellettuale e alle attività creative, rompendo la separazione netta tra lavoro e non lavoro per analizzare anche le situazioni in cui gli individui ibridano il loro lavoro con altre forme di vita. De Masi ha elaborato e diffuso l'idea che, dalla seconda metà del Novecento, l'azione congiunta del progresso tecnologico, dello sviluppo organizzativo, della globalizzazione, dei mass media e della scolarizzazione diffusa abbia prodotto un tipo nuovo di società centrata sulla produzione di informazioni, servizi, simboli, valori, estetica. Con il concetto di "ozio creativo", sintesi di lavoro, gioco e studio, De Masi apre una via inedita per comprendere come cambierà il lavoro nel nostro futuro.
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Einaudi, 05/06/2018
Abstract: È la luce della concretezza a irradiare queste poesie: sono esperienze reali, come le circostanze in cui l'autore ha visto in faccia la morte; e poi la paura di diventare poveri, le tragedie famigliari, i figli non avuti, i fatti epocali, la cronaca spicciola. Anche quando è la fantasia a sprigionare le sue immagini, queste si stagliano in figure nitide, in personaggi e animali vividi: il delfino che salta e si reimmerge nelle onde del discorso; il guidatore della metro che non sa di essere seguito da una misteriosa teleferica L'altra faccia di questa concretezza è l'attenzione alla materia solida della poesia, il linguaggio: risulta evidente nella serie di poesie in cui sono le parole stesse a parlare, dicendo "noi", ma anche nelle invenzioni tipografiche e metriche, nel pulsare percussivo o delicato dei loro accenti. Dalla meditazione all'epigramma in rima - cosí musicale da spingere quasi a canticchiarlo -, ognuna di queste poesie è profondamente fondata, motivata, impastata nella sua forma. Una delle sorgenti di questo libro è la consapevolezza che sono i morti a farci pensare sotto la loro dettatura, consegnandoci le parole che hanno inventato, e che noi, dopo secoli, continuiamo a pronunciare e a scrivere. Cosí tutta la tradizione, anche nella sua eredità formale, si ripresenta con una spinta intatta e sempre nuova. Scarpa non è un prosatore prestato alla poesia. È scrittore a trecentosessanta gradi e la poesia è da sempre una delle forme della sua funambolica scrittura, forse la matrice espressiva originaria e piú profonda del suo stile. Questo libro ci permette per la prima volta di valutare in maniera organica la sua opera in versi.
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Einaudi, 05/06/2018
Abstract: Clitennestra vive per vendicare la morte della figlia, Ifigenia, sacrificata dal padre Agamennone agli dèi. La sua vendetta ne innescherà un'altra, e a compierla su di lei saranno i figli Elettra e Oreste. Ma le antiche divinità stanno scomparendo, e la casa un tempo popolata dei loro nomi risuona ormai a vuoto. In questo splendido romanzo di Colm Tóibín il mito classico della regina assassina e del vendicatore matricida diventa cosí una tragedia di passioni e debolezze profondamente umane. Entra Clitennestra. "Ho dimestichezza con l'odore della morte", esordisce la regina di Micene, che quell'odore lo conosce bene. L'ha sentito sul corpo della figlia primogenita Ifigenia il giorno in cui il marito Agamennone l'ha sacrificata agli dèi per ottenerne il favore nella guerra imminente, dopo averla attirata all'accampamento con l'inganno. Moglie furiosa e madre straziata, Clitennestra prepara a lungo la sua vendetta e, al ritorno del re, si appresta a sentire di nuovo l'odore della morte, quella di Agamennone questa volta, fra le mura del loro palazzo e per sua stessa mano. Nella lingua precisa, essenziale ed elegante di cui ha dato prova in tutta la sua opera, Colm Tóibín fa rivivere le figure classiche della casata di Atreo e, intaccando la loro mitica intangibilità, le rende personaggi di carne e sangue, dotati di psicologia, motivazioni e tonalità. La Clitennestra di Tóibín è ancora la rancorosa regina del mito, ma è anche una donna alle prese con la gestione modernamente complessa del potere e con un amante, Egisto, su cui modulare desiderio e controllo. La sua Elettra è la figlia fedele che pretende la retribuzione del sangue, ma è anche la vittima di abbandono che cerca nelle ombre un sollievo dalla solitudine. Per tutti loro il processo di umanizzazione è reso particolarmente efficace dalla scomparsa di un orizzonte divino a cui ubbidire e delegare. Nel mondo della Casa dei nomi gli antichi dèi stanno svanendo e la loro legge vacilla. Non prega piú Clitennestra, si chiude la porta che conduceva Elettra ad Agamennone. Non ad Apollo si deve il piano di vendetta attuato da Oreste, né alle Erinni la sua follia. Pensieri e progetti, speranze e disperazioni si avviano a essere unicamente mortali. A Oreste, che nella tragedia di Eschilo sparisce dalla scena bambino per farvi ritorno solo da adulto in veste di vendicatore matricida, Tóibín regala un'adolescenza, un'avventura, un amore e un dubbio. Ed è questo scarto d'immaginazione a fare della Casa dei nomi "un ritratto intimo e straordinariamente compassionevole" (Literary Review) che dimostra "un'inedita ambizione, sia nel tono che nell'azione" (The Washington Post) e conferma il suo autore come uno dei migliori scrittori di lingua inglese oggi viventi.
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Einaudi, 05/06/2018
Abstract: "Che cos'è la pittura? Potete rispondere a questa domanda molto semplicemente prendendo un pennello; ma se invece decidete di rispondere usando le parole, scoprirete che le risposte sono molte e che, sebbene esse siano tutte collegate tra loro, ciascuna implica ulteriori domande di natura filosofica e storica..." Questo libro spiega in che modo le immagini dipinte sono state interpretate nella storia, e piú precisamente negli ultimi duecento anni, allorché la pittura sembrò dissociarsi per sempre dall'antico desiderio di produrre immagini somiglianti. Interrogando i fattori che hanno da sempre ispirato la pratica artistica e il pensiero sulla pittura, Julian Bell affronta teorie e concetti centrali, che dal monito di Platone giungono al dibattito sulla cosiddetta "morte della pittura". Le relazioni tra arte figurativa e astratta come tra rappresentazione e modernità, le interazioni tra pittura, fotografia e le altre arti, sono alcuni dei tanti temi che l'autore esplora attraverso un sapiente dialogo con diverse opere esemplari, dall'antichità al Rinascimento, dagli Impressionisti alle esperienze figurative piú recenti, da Pollock e Warhol a Gerhard Richter. Un'introduzione storicamente informata alla natura e alle teorie della pittura, godibile e suggestiva. "Pierre Bonnard fu il pittore che tradusse in maniera straordinaria l'interesse degli Impressionisti per l'atmosfera in una preoccupazione per la memoria che ancora oggi pervade molta pittura figurativa. Nei suoi dipinti tardi, dagli anni Dieci fino alla sua morte avvenuta nel 1947, Bonnard sceglieva momenti fuggevoli della sua esperienza personale (per esempio il campo visivo delimitato nel dipinto Nella stanza da bagno) e rimuginava a lungo sul loro potenziale, arricchendo progressivamente i colori fin quando essi non diventavano dipinti che rappresentavano l'intera durata della sua vita. "Lento è buono": cosí i pittori hanno interpretato il lavoro di Bonnard e, in quanto giustificazione per il protrarsi delle loro realizzazioni, la massima è diventata tanto piú attraente quanto piú il ritmo degli altri media basati sulle immagini si è accelerato"."Un saggio di illuminante originalità".E. H. Gombrich "La gioia di guardare - per sua natura senza parole - trova qui un autentico parallelo nel piacere di leggere".Laura Cumming
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Einaudi, 05/06/2018
Abstract: Soledad Rosas nasce a Buenos Aires nel 1974. Nel 1997, quando lascia l'Argentina, è una semplice ragazza di ventitre anni. Un anno dopo, quando fu ritrovata impiccata, era finita a Torino in una vicenda per cui l'accusavano di essere la terrorista piú pericolosa d'Italia. La sua è una storia di amore e anarchia, ma anche del modo in cui uno Stato può inventarsi i suoi peggiori nemici. Una storia che l'Italia conosce come la storia di "Sole e Baleno": sullo sfondo di una Val di Susa che comincia a entrare in fibrillazione, di una città ostile, di alcuni centri sociali legati all'anarchia, Baleno, un anarchico torinese, e Soledad, una ragazza argentina finita per caso a dormire in una casa occupata, si innamorano. Indagini e intercettazioni della polizia li condurranno in prigione con accuse molto gravi. Baleno si toglie la vita e, qualche mese dopo, anche Sole. Entrambi diventeranno un simbolo dell'anarchia italiana, in una vicenda alquanto oscura.
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Einaudi, 05/06/2018
Abstract: Matthew Cave è tornato in Groenlandia - terra di notti troppo lunghe e di un bianco che ferisce lo sguardo con la sua bellezza accecante - per lasciarsi alle spalle un dolore devastante. Quando viene ritrovata una mummia, la cui scoperta potrebbe cambiare la storia del Paese, Matthew è il primo giornalista a precipitarsi sul posto. Durante la notte, però, il corpo mummificato scompare e il poliziotto di guardia viene ucciso con ferocia disumana. Tagliato fuori dalle indagini, Matthew decide di scoprire qualcosa su alcuni casi degli anni Settanta che sembrano collegati alla vicenda della mummia. Suo unico aiuto Tupaarnaq, una ragazza nativa con la quale finirà invischiato in una storia ben piú complessa di quel che potevano sospettare. "Matthew accostò il viso al finestrino. Erano arrivati ai margini del ghiacciaio. Giú in basso il mare era coperto dalla banchisa. Davanti si stendeva un bianco sterminato, fin dove arrivavano la luce e lo sguardo. Bruciava gli occhi. Milioni di cristalli candidi. Tranne che in un punto. Una macchia. Esattamente là dove si trovava la mummia del normanno e Aqqalu faceva la guardia. In quel punto la neve era di un rosso scintillante".
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Ferrari, the drake. Storia di un instancabile sognatore
BUR, 26/06/2018
Abstract: Gli inizi, le sfide, i dolori e i trionfi di un sognatore che fu un grande simbolo del coraggio e del Made in Italy, nel ritratto di uno dei più grandi giornalisti italiani. Un incontro di due personalità uniche, in cui il "cronista", com'era sua abitudine, non si limita al racconto della vita dell'"ingegnere", ma ricostruisce - intervistando il protagonista e le persone a lui vicine - la complessità umana di un uomo eccezionale: ambizioso ma schivo, ombroso e insieme sensibile. La biografia rievoca così un'intera epoca, popolandosi di tutti i più grandi campioni dell'automobilismo che l'hanno vissuta - da Lauda ad Ascari, da Fangio a Nuvolari, da Varzi e Surtees -, con i racconti dei gran premi e dei campionati del mondo ai quali hanno partecipato le "rosse di Maranello". Una storia bella e intensa, provinciale e allo stesso tempo mondiale, che a trent'anni dalla morte di Enzo Ferrari, e a oltre dieci dalla scomparsa di Enzo Biagi, rappresenta ancora il ritratto più profondo e completo dell'imprenditore simbolo dell'Italia.
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Dieci cose che avevo dimenticato
Rizzoli, 26/06/2018
Abstract: Marta e Giò sono sorelle, e non potrebbero essere più diverse. Giò vive a Parigi, è libera, senza legami - tranne quello con la sua gatta che l'aspetta a casa la sera - e ha intrapreso una brillante carriera nella pubblicità. Marta invece ha scelto l'amore per il compagno e il figlio di tre anni: da Milano si è trasferita in provincia e lavora come speaker in una piccola radio. A volte ripensa al sogno di diventare fotografa che ha abbandonato per fare la mamma, ma sa che il coraggio e la determinazione della sorella, lei non riuscirebbe a trovarli. Un giorno, però, tutto viene messo in discussione: Giò e Marta ereditano la pasticceria di famiglia e fanno ritorno in Umbria, nel paese dei loro giochi di bambine. Lì, tra ulivi e buon vino, le giornate rallentano e, inaspettato, arriva il momento di capire se quello che hanno costruito le appaga davvero o se bisogna ripartire da zero. E poi c'è lui, uno che sa sempre trovare le parole giuste, e che sconvolgerà le vite di entrambe... Lucrezia Sarnari ci racconta di luoghi in cui il tempo ha ancora il valore di una volta e di donne che smettono di vivere in apnea per lasciarsi alle spalle tutto ciò che le fagocita. Ci ricorda che, anche oggi, in questo mondo che sembra non fermarsi mai, imparare a conoscersi ed essere felici è possibile.
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Fabbri Editori Life, 19/06/2018
Abstract: Evan Kester ha tutto ciò che può desiderare: è un ricco chirurgo, vive in Florida, è un uomo attraente e di successo. Ma da venticinque anni le sue notti sono tormentate dallo stesso incubo: la terribile immagine dell'uomo che rapì sua sorella Kelsie davanti ai suoi occhi, lasciandolo pietrificato dallo shock e dalla paura. Un giorno, nel parco dell'ospedale in cui lavora, viene avvicinato da un bambino sconosciuto che insiste per parlargli: sa per certo che Kelsie è ancora viva, e che si trova in pericolo. Lo aiuterà a trovarla, ma a una condizione Inizia così per Evan un'avventura ai confini dell'ignoto, una caccia contro il tempo alla scoperta di verità sepolte da anni, che faranno vacillare il suo mondo e che condurranno il suo destino a intrecciarsi con quello di altri uomini e di altre donne: una moglie distrutta per il tradimento del marito, una madre che ha perduto quasi tutto, un giovane in lotta per la sopravvivenza. Un romanzo in bilico sul filo sottile tra la vita e la morte, l'amicizia e l'amore, alla ricerca di una nuova speranza e di una seconda possibilità.
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Rizzoli, 19/06/2018
Abstract: CORRERE. È quello che Ghost (vero nome Castle Cranshaw) sa far meglio. Ma non è il suo sport. No, il suo sport è sempre stato il basket. Finché un giorno decide, d'impulso, di sfidare il velocista di punta di una squadra di atletica, e vince. Il coach, ex medaglia d'oro olimpica, capisce che in lui c'è qualcosa: un folle talento naturale. Il fatto è che in Ghost c'è anche altro: tanta rabbia e un passato che lui cerca di dimenticare. Riuscirà a imbrigliare il suo talento grezzo per la velocità e unirsi alla squadra o finirà per farsi raggiungere dal suo passato? GHOST è il primo libro di una serie esplosiva scritta da Jason Reynolds, che segue un gruppo di ragazzi, veloci su pista, ma impetuosi nella vita. Per aprirsi la strada verso il successo, dovranno prima dimostrare quanto valgono. Agli altri e a se stessi.
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Rizzoli, 12/06/2018
Abstract: Immagina un mondo in cui ogni tua azione, ogni evento della tua vita ti viene tatuato sulla pelle, perché tutti lo possano vedere. Immagina se avessi qualcosa da nascondere. Non ci sono segreti a Saintstone: dall'istante in cui si nasce, successi e fallimenti vengono tatuati sulla pelle, così che tutti possano vederli e giudicarti, come un libro aperto. E proprio un libro i morti diventano: la pelle viene asportata, rilegata e consegnata ai familiari, come antidoto all'oblio che è ancora più temibile della morte. A patto che le pagine della vita superino il giudizio del consiglio: in caso contrario il libro viene gettato alle fiamme, e con lui il ricordo di un'intera vita. Quando l'amato papà muore, Leora, sedici anni, è convinta che il giudizio su di lui sarà pura formalità, e invece si rende conto che l'uomo nascondeva dei segreti, ma che di segreti ne cela anche il Consiglio.
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Poesie per ragazze di grazia e di fuoco
Rizzoli, 12/06/2018
Abstract: "Forse una volta sei stata ragazza. Forse sei una ragazza proprio adesso. O forse conosci una ragazza o qualcuna che lo è stata, e le vuoi bene. Se hai preso in mano questo libro, sai perfettamente che per le ragazze l'adolescenza è un periodo speciale: le metaforiche selve oscure attraverso cui ognuna di loro deve camminare. Non possiamo controllare il mondo che le ragazze abiteranno e contribuiranno a creare. Ma se potessimo regalar loro un incantesimo da tenere in tasca, sarebbe il coraggio. Invece che una spada, ecco qui un libro. Dentro vi abbiamo raccolto poesie che ti shockeranno e ti faranno ridere, poesie che piangeranno e soffriranno insieme a te; poesie che ti ispireranno, e ti daranno quel che ti serve per affrontare la vita con grazia e fegato. Sono le poesie che avremmo voluto avere quando eravamo più giovani."
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Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio
Fabbri Editori, 19/06/2018
Abstract: Come facevano le altre, quelle che riuscivano a essere felici con il loro lavoro? Cosa dovevo fare più che investire tutta me stessa, ogni giorno, nella mia passione? E come potevo trasformarla in un bonifico mensile sul mio conto? Insomma, cosa dovevo inventarmi per vivere la mia vita ed essere felice?" Se queste domande ti suonano familiari, se anche tu aspetti un cambiamento che non arriva, se vuoi dare una svolta alla tua vita (o solo aggiustarne il tiro), le nove lezioni di Filomena Pucci ti mostreranno che fare ciò che ti piace non solo è possibile, ma è anche la scelta migliore da compiere per essere pienamente te stessa e vivere bene. Dentro di te si nasconde un talento in attesa di essere svelato proprio seguendo gli indizi del piacere, e la storia esemplare dell'autrice lo dimostra: grazie al suo racconto, ai suoi consigli e agli esercizi pratici proposti in queste pagine, imparerai a fidarti di ciò che senti - a seguire quelle tracce di benessere che si sprigionano quando ti applichi a qualcosa che ti piace - per scoprire la strada giusta da seguire verso la soddisfazione professionale e personale, verso la felicità
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Rizzoli, 12/06/2018
Abstract: Da dove vengono l'Iliade e l'Odissea, poemi emersi dagli abissi e proiettati verso l'eterno? Come si spiega che un racconto antico di duemilacinquecento anni abbia conservato una luce tanto vivida, come lo scintillio di una calanca? Perché questi versi immortali sono ancora in grado di svelarci l'enigma del nostro domani?" Sylvain Tesson, viaggiatore instancabile, guarda alla vita e alla letteratura come un'avventura, un'esplorazione perenne, il luogo in cui sfidare i propri limiti. E nessuno meglio di Omero ha saputo raccontare la ricchezza del mondo, come quello raffigurato sullo scudo forgiato da Efesto per Achille. Tesson si ritira nella natura delle isole Cicladi, sulle sponde di quel mare greco dove nacquero gli uomini e gli dei che animano l'Iliade e l'Odissea e ci racconta le vicende dei protagonisti facendosi forza delle parole di Omero stesso. Le avventure di Achille e Ulisse sono spunto per illuminare i temi centrali dei poemi: la forza e la bellezza, il peccato di hybris, il fato e il destino, l'uomo e la guerra, l'importanza della natura. Temi antichi di straordinaria attualità. Questo libro, romanzo, studio e viaggio insieme, è un invito a rileggere i classici, a spegnere computer e cellulari per dedicare qualche momento a questi versi, che non smetteranno mai di parlarci. Tra mari e campi di battaglia, creature mostruose, incantesimi e filtri magici, inganni e affanni umani, assemblee divine, Tesson ci porta con sé in un altro dei suoi viaggi, questa volta tra pagine e parole, partendo dalla mitologia per raccontare il contemporaneo.
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Rizzoli, 19/06/2018
Abstract: Thelma ha quarant'anni, una vita piena e un lavoro che la soddisfa, ma che la sottrae alle incombenze materne; la sua è una famiglia tandem, sono in due, e Louis, dodici anni, è un figlio desiderato ma non condiviso, un figlio cresciuto d'un tratto, un ragazzino che ha preso la prima cotta e vuole raccontarlo alla madre. Che ora, però, è al telefono e non ascolta, non vede. Accade in una frazione di secondo, su una strada di Parigi: il ragazzo è vittima di un incidente e Thelma si ritrova di colpo senza più difese. Poi, nelle settimane incerte in cui il bambino è sedato, trova un quaderno sul quale Louis ha elencato le cose che sognava di fare, le sue meraviglie, e spinta in modo uguale dalla disperazione e dalla speranza decide di realizzarle al posto suo e poi raccontargliele, seduta accanto al letto della stanza di ospedale. Ha solo un mese di tempo e certo non è facile vivere i desideri di un adolescente alla sua età. Ma alla fine, questa stramba impresa alla quale Thelma si è aggrappata come un naufrago diventerà per lei una possibilità impensata per sperimentare nuove connessioni e ridefinire i limiti dell'amore. Suo figlio non aspettava altro. La stanza delle meraviglie è il racconto incantato e lieve di una madre che sentiamo vicina, vitale anche nelle prove più dure. Un romanzo che ha conquistato gli editori di venti paesi nel mondo e che diventerà un film.
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Sono stato fortunato. Autobiografia
Mondadori, 26/06/2018
Abstract: Ogni vita è caratterizzata da avvenimenti e incontri che la rendono interessante, ma se la vita è quella di un uomo che ha avuto la fortuna di nascere due volte, la prima come ingegnere e la seconda come scrittore, le storie da raccontare si moltiplicano.Alla soglia dei novant'anni l'ingegnere-filosofo più amato d'Italia torna in libreria con una nuova autobiografia, ampliata dai ricordi, dagli aneddoti e dalle riflessioni che hanno colorato la sua seconda vita, quella che inizia con la pubblicazione di Così parlò Bellavista. Il primo libro diventa dunque lo spartiacque di una storia che spazia dai primi amori ai recenti successi, raccontata attraverso le persone e le esperienze che l'hanno resa straordinaria. E ciò che all'apparenza può sembrare irreale altro non è che un'esistenza felice, trascorsa relativamente bene, dice lui, perché grazie a Dio qualche contrarietà l'ha avuta.Con la stessa coinvolgente grazia con cui ha raccontato i compagni di scuola, i primi amori, il lavoro di informatico, ma soprattutto la sua Napoli, Luciano De Crescenzo fruga nei cassetti della memoria per offrire ai lettori la narrazione inedita di una vita che lo ha reso tifoso, umorista, filosofo, atleta, ottimista, buono, fortunato, ingegnere, presepista, pressappochista, dubbioso, felice, ma soprattutto scrittore.
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La madre della madre di sua madre e le sue figlie
Mondadori, 03/07/2018
Abstract: Indigene. Libere. Rapite. Assassine. Vendute. Schiave. Vendicatrici. Cannibali. In grado di interpretare i sogni. Capaci di un odio così grande da non lasciare spazio a nessun altro sentimento. Sono tutte donne di una stessa famiglia che ha avuto origine con Inaiá, figlia di un guerriero tupiniquim, nata nel giorno in cui i portoghesi misero piede per la prima volta in Brasile, ed è proseguita con Tebereté, Sahy, Filipa, fino ad arrivare a Maria Flor, nata nel 1968.Maria José Silveira tiene insieme le voci delle protagoniste costruendo un albero genealogico solo femminile in cui si susseguono i ritratti di venti donne che si passano il testimone di madre in figlia: le loro diverse personalità, il dolore, la bellezza, la forza che dimostrano portano in sé la traccia della regione dove hanno vissuto, delle persone che hanno incontrato, della storia che hanno attraversato - quella di un paese in formazione di cui hanno incarnato i cambiamenti più profondi. È una danza variopinta e vorticosa quella che ci cattura facendo entrare in scena, una dopo l'altra, Guilhermina, che ha lottato contro un giaguaro, Ana de Pádua, proprietaria di schiavi e bestiame, Diva Felícia, fotografa e viaggiatrice, Lígia, attivista politica... Ed è una vera e propria vertigine quella che si prova quando alla fine, leggendo la storia di Maria Flor, si riconoscono i semi delle vite che l'hanno preceduta e, osservandola, si ha l'impressione di cogliere con uno sguardo i cinquecento anni di storia passati. Ma questo, in fondo, non fa che riportarci alle radici che tutti noi abbiamo dentro ma spesso ci dimentichiamo di avere.Con una scrittura potente ed evocativa La madre della madre di sua madre e le sue figlie è un romanzo originalissimo e sovversivo, che illumina il ruolo delle donne nella storia, seduce con il fascino esotico di un paese immenso e unisce alla grande narrativa la critica al machismo, all'autoritarismo e all'abuso di potere che ancora prevalgono nella società brasiliana, e non solo.