Trovati 118 documenti.
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24: Trattato Makkòt (Pene corporali) / curatore David Gianfranco Di Segni
Firenze : Giuntina, 2025
Fa parte di: Talmud babilonese
Abstract: Il trattato Makkòt appartiene all’Ordine Nezikin del Talmud, dedicato al diritto civile e penale. È strettamente collegato a Sanhedrin, tanto che alcuni lo considerano una sua continuazione, mentre Maimonide lo interpreta come un trattato autonomo. Il nome deriva da makkòt, “colpi”, “percosse”, “pene corporali”, termine che nella Torà ricorre sia in senso letterale sia figurato, fino a indicare le piaghe d’Egitto. Il tema centrale è la punizione corporale della fustigazione, prevista per determinati trasgressori. La Mishnà stabilisce un massimo di 39 colpi, inflitti sotto controllo medico per non superare i limiti consentiti dalla Torà. In realtà, la pena era raramente applicata, data la complessità delle procedure richieste: testimoni affidabili, avvertimento preventivo del reo, e verifiche mediche rigorose. Quando la colpa comportava anche una pena pecuniaria, questa sostituiva la fustigazione. Il trattato chiarisce anche che la pena capitale, pur prevista teoricamente, non veniva quasi mai eseguita. La Mishnà insegna: «Un Sinedrio che condanna a morte una persona ogni sette anni viene chiamato “distruttore”. Rabbì Elazàr ben Azaryà dice: una persona ogni settant’anni. Rabbì Tarfon e rabbì Aqivà dicevano: se noi fossimo stati membri del Sinedrio, non sarebbe mai stato condannato a morte nessuno» (Makkot 7a). Il trattato si articola in tre capitoli. Il primo riguarda gli edim zomemim, falsi testimoni che ricevevano la pena che avrebbero voluto infliggere all’imputato. Il secondo è dedicato alle città-rifugio, dove trovavano protezione e al tempo stesso espiazione gli autori di omicidi colposi. Lì il condannato conduceva una vita dignitosa e, se studioso o maestro, era accompagnato da un maestro o da discepoli, poiché lo studio della Torà è considerato essenziale alla vita. La permanenza in esilio durava fino alla morte del Sommo Sacerdote, ritenuto responsabile di non aver invocato la misericordia divina per evitare simili tragedie. Il terzo capitolo tratta in dettaglio la fustigazione e le sue regole. Non mancano pagine di Aggadà, con insegnamenti morali e spirituali: come l’idea che l’uomo sia guidato lungo la strada che sceglie di percorrere, responsabilizzandolo nelle sue scelte. Il trattato si chiude con celebri episodi legati a rabbì Aqivà. Di fronte alla distruzione del Tempio e alle rovine di Gerusalemme, mentre i suoi colleghi piangono, egli sorride, certo che la realizzazione delle profezie di sventura confermi la futura ricostruzione e la redenzione. Le sue parole diventano un messaggio di consolazione e speranza, tanto che i Maestri esclamarono: «Aqivà, ci hai consolato!».
17: Trattato Sotà (sospetta adultera) / curatore Riccardo Shemuel Di Segni
Firenze : Giuntina, 2024
Fa parte di: Talmud babilonese
Abstract: Secondo la Torà una donna sposata può avere rapporti esclusivamente con il marito. L’unione con un altro uomo è adulterio, che, se dimostrato con testimonianze, comporta una condanna capitale per la donna e l’adultero. Se c’è ammissione di colpa, ma mancano le testimonianze, il vincolo matrimoniale deve essere reciso e la donna perde i diritti della ketubbà. Ma cosa succede quando c’è un sospetto e la donna nega? Di questo tema si occupa un lungo brano del Libro dei Numeri (5:11-31), nel quale si parla di un marito che sospetta che la moglie l’abbia tradito. In assenza di prove certe, si attiva una procedura particolare: la donna viene condotta al Santuario, dove viene sottoposta alla prova delle “acque amare”; deve bere dell’acqua nella quale è stato sciolto l’inchiostro di una pergamena in cui era stata scritta una parte di quel capitolo della Torà. Se la donna è colpevole, quell’acqua ne causerà la morte; se è innocente, uscirà incolume dalla prova e avrà dei figli. Questo trattato talmudico è essenzialmente dedicato al commento e alla definizione dei particolari di questa procedura. La parola sotà, che dà il nome al trattato, si riferisce alla donna, ma non è un vocabolo biblico. In italiano sotà potrebbe essere tradotto con “deviante”, “infedele”; qualcuno, nell’ottocento, ispirato dalla lirica verdiana, ha suggerito “traviata”. Nella Torà questa procedura rappresenta un caso unico, in cui l’aspetto “miracoloso” è decisivo. Nessuno può sapere se la donna è effettivamente colpevole; l’effetto della pozione è ambiguo, o toglie la vita o crea le condizioni per un’altra vita; inoltre, se arriva la punizione, questa colpisce automaticamente anche l’adultero, ovunque si trovi. La situazione configurata nella Torà rispecchia una società basata sul dominio maschile, che difende l’esclusività del potere del marito sulla moglie, che punisce gravemente l’adulterio e che premia la fedeltà femminile con una promessa di fecondità. Lo scopo della procedura, che espone pesantemente la donna, oltre all’accertamento della verità è quello di “mettere pace tra marito e moglie”. In questi termini è evidente che la procedura corrisponde a una determinata organizzazione sociale con le sue regole e le sue mentalità. Molte di queste mentalità sono cambiate nell’evoluzione di millenni, anche se nell’ebraismo non è cambiata la difesa della fedeltà coniugale e il divieto di adulterio; ma già ai tempi in cui fu redatto il trattato della Mishnà, la procedura prescritta dalla Torà era considerata obsoleta e inapplicabile; non solo per l’ovvio motivo che non c’era più il Santuario, ma per il cambio dei costumi, già prima della distruzione del Santuario: l’infedeltà maschile dilagava. I Maestri infatti spiegarono, interpretando il testo, che la procedura non potesse funzionare se a sua volta il marito fosse stato infedele alla moglie, con una donna sposata a un altro uomo o anche solo con una donna libera. Non più quindi un rapporto di dominanza ma di reciprocità. Ma il sistema era ancora poligamico, per cui l’uomo sposato poteva avere rapporti con un’altra donna, purché anche lei sposata da lui. Solo verso l’anno mille la poligamia venne proibita portando a compimento giuridico l’evoluzione delle sensibilità. Malgrado l’antichità della norma e la sua inapplicabilità, l’argomento venne sottoposto alla discussione rabbinica, come accadde per molte altre norme non più applicabili. Compito dei rabbini fu la definizione precisa delle modalità: quali sono le condizioni per avviarla (limitando con questo gli effetti di attacchi di gelosia), quante testimonianze servano, come si svolge in tutti i dettagli la procedura nel Santuario, come si scatena la punizione; in quali tipi di vincoli matrimoniali si può attivare la procedura.
Il responsabile delle risorse umane / un film di Eran Riklis
CG, 2019
Abstract: Un attentato nel cuore di Gerusalemme. Tra le vittime, una donna senza documenti. Il cadavere resta all'obitorio per una settimana. Chi era Yulia? Cos'era venuta a cercare a Gerusalemme? L'azienda per la quale lavorava, che non si è accorta della sua assenza, viene accusata di crudele mancanza di umanità dalla stampa locale. Tocca al responsabile delle risorse umane rimediare al danno d'immagine. Ma la sua missione si trasforma in qualcosa di molto più importante: saper ritrovare dentro di sé le risorse umane piú profonde per vincere la durezza del proprio cuore e ricominciare a vivere.
Inni di ringraziamento : (dai manoscritti del mar Morto)
Fussi : Sansoni, 1959
La Costituzione è anche nostra / Emanuele Luzzati, Valerio Onida, Roberto Piumini
Sonda, 2012
Abstract: Un testo avvincente sui valori della nostra Costituzione. Le tavole di Emanuele Luzzati e i testi di Roberto Piumini raccontano i valori della Costituzione attraverso 15 parole-chiave: democrazia, lavoro, diritti umani, uguaglianza, diritti e doveri, unità della Repubblica, rispetto delle diversità linguistiche, Stato e chiesa, dialogo tra le religioni, cultura e ricerca, ambiente, arte e storia, accoglienza dello straniero, pace, tricolore. La prima parte della Costituzione italiana viene proposta in dodici lingue (albanese, arabo, cinese, ebraico, francese, inglese, portoghese, rumeno, russo, spagnolo, tedesco), compreso l'italiano, per consentire ai bambini italiani e a quelli provenienti da altri Paesi e culture di comprenderla più profondamente e di sentirla più vicina alla propria mente e al proprio cuore. Il testo è arricchito dai commenti del costituzionalista Valerio Onida dei primi 12 articoli con i consigli per applicarli nella vita di tutti i giorni.
La fontana dell'amore / Kristen Bell, Josh Duhamel
Disney DVD, 2010
Abstract: Beth è una giovane e ambiziosa curatrice del museo Guggenheim di New York, ma purtroppo molto sfortunata in amore. Quando si reca a Roma per assistere al matrimonio della sorella decide di rubare alcune monete dalla Fontana dell'amore nella speranza che portino fortuna...
Big bad wolves / un film di Aharon Keshales & Navot Papushado
Eagle Pictures : Sound Mirror, [2015]
Abstract: Una bambina scompare e dopo pochi giorni viene ritrovata violentata e uccisa in un bosco. Un poliziotto ruvido e spiccio è convinto che il responsabile sia un solitario insegnante: quando viene sospeso, cerca la sua vendetta privata insieme al padre della vittima. Dagli autori di Rabies, un thriller israeliano venato di cinico humor nero, su sospetto, violenza, colpa e i lati oscuri della natura umana.
5: Trattato Rosh haShanà / curatore Riccardo Shemuel Di Segni
2016
Fa parte di: Talmud babilonese
Censored voices / un film di Mor Loushy ; con Amos Oz
Feltrinelli, 2016
Abstract: La Guerra dei Sei Giorni del 1967 termina con la vittoria definitiva di Israele, che conquista Gerusalemme, Gaza, il Sinai e la costa orientale: una guerra che rappresenta ancora oggi il radioso emblema dell'orgoglio ebraico. Una settimana dopo gli scontri, un gruppo di giovani dei kibbutz, guidati da Amos Oz, registrano delle conversazioni intime e sincere con i soldati israeliani di ritorno dal campo di battaglia. Che cosa raccontano? Qual è la posizione dei soldati che furono in prima linea? Finora l'esercito israeliano ha sempre censurato queste voci, permettendo di pubblicarne solo alcuni frammenti. "Censored Voices" propone per la prima volta quei documenti sonori integralmente, così come sono stati registrati da Amos Oz, accompagnati da raro materiale di repertorio.
Giraffada / un film di Rani Massalha ; [con Saleh Bakri ... et al.]
CG, 2014
Abstract: Racine è un veterinario di uno zoo di Qalqilya, una cittadina palestinese a ridosso della West Bank, che vive insieme al figlio Ziad, un ragazzino che ama alla follia gli animali ed è affezionato tantissimo alle due giraffe dello zoo, Rita e Brownie. Un giorno Brownie cade vittima di un bombardamento e la sua compagna Rita smette di nutrirsi. A quel punto Racine e Ziad vogliono fare di tutto per trovarle un nuovo compagno, ma uscire e rientrare dalla zona controllata è difficilissimo, figuriamoci con una giraffa.
Milano : Jaca book, 2011
Di fronte e attraverso ; 1013Religioni
Abstract: Elie Wiesel afferma che, tra i differenti Commentari della tradizione ebraica, quello del rabbino di Troyes è unico, differente, indispensabile. E esattamente così! A poco meno di un millennio dalla nascita, le sue spiegazioni dei passi biblici e talmudici rimangono insuperate. La sua interpretazione, focalizzata soprattutto sul senso letterale della Scrittura, ha rappresentato un nuovo inizio nel campo dell'esegesi. Né la sua fedeltà testuale significa aridità e abbandono della tradizione dedicata al senso allegorico, morale e anagogico; solo che il tutto si trova riplasmato e riutilizzato per precisare e arricchire il significato piano dei versetti. Comprendere pienamente i commenti di Rashi, specialmente per il suo abbondante uso delle fonti, non è e non è mai stato facile. Così, nel corso della storia, per elucidare il suo commento biblico sono stati scritti più di duecento commentari. Il presente lavoro intende svelare la profonda ed erudita sapienza che si nasconde nelle concise e spesso ellittiche spiegazioni di un passo. Limitandosi ai primi dodici capitoli dell'Esodo, esso fornisce anzitutto una traduzione del testo biblico e del Commento di Rashi; il Commento viene quindi approfondito attraverso i Supercommentari - che si sono spesso trasformati in nuovi commenti -, con l'aggiunta infine delle possibili ulteriori interpretazioni che del versetto si possono dare. Editoriale di Giuseppe Laras, prefazione di Azzolino Chiappini.
La spada nella roccia / Disney
Disney DVD, 2016
Abstract: L'antica leggenda della spada nella roccia. Re Artù è un ragazzino un po' impacciato che risponde al nome di Semola e Mago Merlino, che si è assunto il compito di educare il futuro re, è uno strambo vegliardo dalla lunga barba bianca sempre in lite con Maga Magò.
Le follie dell'imperatore / Disney
Disney DVD, 2015
Abstract: L'arrogante imperatore Kuzco viene trasformato in lama dalla perfida consigliera Yzma e dal suo scagnozzo Kronk, che vuole liberare il regno dal suo dominio. L'imperatore, perso ogni potere, deve stringere una strana alleanza con un simpatico contadino di nome Pacha. Riuscirà questa esperienza a cambiare il suo terribile carattere e a renderlo un po' più umano?
Eagle Pictures, [2014]
Abstract: Nel 1960 il medico tedesco Josef Mengele, sotto falsa identità si trasferisce in un hotel della Patagonia gestito da Eva e suo marito Enzo, e diventa particolarmente interessato alla loro figlia Lilith. Dopo aver conquistato la fiducia della famiglia, Mengele trova un rinnovato interesse per la ricerca genetica umana.
Il progetto di mondo e di uomo delle generazioni di Israele : Genesi 1-4 / Carlo Enzo
Mimesis, 2010
Abstract: Perché alle infinite interpretazioni dei primi capitoli del Genesi aggiungerne un'altra? Perché in essi non si tratta della creazione dal nulla dell'universo e dell'uomo, e della spiegazione della tendenza al male della specie umana, come la tradizione cristiana ha da sempre sostenuto, ma della creazione o del progetto da fare di un mondo morale nuovo rispetto a quelli già esistenti, composto di cieli, cioè di giusti, e di terra cioè di nazioni, in cui si formano i giusti, e di un uomo nuovo, chiamato Adamo, destinato da polvere a diventare anima vivente, progetto di alcune Divinità mesopotamiche, fra la quali emerge YHWH, Dio di Israele. L'autore raggiunge una tale proposta di senso tornando all'esegesi dell'Israele al tempo di Gesù, interrogando le Scritture con le Scritture, il Libro con il Libro.
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban : anno 3
Warner Home Video, 2017
Abstract: Harry dovrà affrontare i Dissennatori che risucchiano le anime delle vittime, mettere nel sacco un licantropo e scoprire la verità su un prigioniero fuggito da Azkaban, Sirius Black
Sognare è vivere / Natalie Portman
Mustang Entertainment, 2017
Abstract: Si basa sulla vita dello scrittore Amos Oz, che crebbe a Gerusalemme negli anni precedenti l'indipendenza di Israele, con Arieh, il suo accademico padre e Fania, la madre immaginata nei suoi sogni romanzeschi. La famiglia di Klausner era una delle tante che si trasferirono in Palestina dall'Europa durante gli anni '30 e '40 del XX secolo per scappare dalle persecuzioni. Arieh è cautamente ottimista sul futuro lì, mentre Fania vuole molto di più. Il terrore della guerra si alterna al tedio della vita quotidiana, che pesa immensamente sull'animo di Fania. Infelice del suo matrimonio e soffocata intellettualmente, inizia a inventare storie avventurose per tirarsi su di morale e intrattenere il figlio Amos di 10 anni, che è talmente rapito dai racconti, dalle poesie e dalle parole della madre, che ne verrà fortemente influenzato nella sua scrittura negli anni a venire. Quando l'indipendenza non porta a Fania il senso alla vita che sperava, pian piano scivola nella solitudine e nella depressione. Impotente nell'aiutare la madre, Amos viene forzato a darle un prematuro addio. Mentre assiste alla nascita di Israele, deve venire a patti col proprio personale nuovo inizio di vita.
Capitan Mutanda : il film / DreamWorks
DreamWorks : Universal, 2018
Abstract: George e Harold, amici e compagni di classe, amano fare scherzi e inventare fumetti. Un giorno ipnotizzano il loro direttore, il perfido signor Grugno, trasformandolo nel supereroe Capitan Mutanda, protagonista dei loro fumetti.
1: Trattato Berakhòt (Benedizioni) / / curatore David Gianfranco Di Segni
Firenze : Giuntina, 2017
Fa parte di: Talmud babilonese
Abstract: Il trattato Rosh haShanà si apre con la descrizione e la discussione rabbinica sui diversi capodanni. Una parte significativa è dedicata al capodanno più importante, quello di fine estate-inizio autunno, che dà il titolo al testo. La tradizione fa risalire la creazione del primo uomo al 1° del mese di Tishrì, il primo dei due giorni di Rosh haShanà. In esso si celebra la sovranità di Dio su tutto il creato e l’unità del genere umano che discende dal primo uomo. Secondo i Maestri, l’uomo fu creato il primo di Tishrì, mentre la creazione del mondo iniziò cinque giorni prima, il 25 del mese di Elul. Rosh haShanà ricorda quindi la creazione dell’uomo, un uomo la cui dignità e la cui immagine divina devono essere rispettate e difese, senza alcuna distinzione di popolo, di religione, di cultura, contro ogni violenza. È paradigmatico che il giorno di Rosh haShanà si legga il brano della Torà sulla legatura (“sacrificio”) di Isacco. Insegnano i rabbini che Dio mise alla prova (nissà) Abramo perché il comportamento del patriarca potesse divenire una bandiera (nes) per tutti i popoli. Abramo ha avuto la forza di vincere la tentazione di adeguarsi ai costumi degli altri popoli: il patriarca – riconosciuto come tale anche da cristiani e musulmani – non ha ascoltato solo la voce che gli imponeva di sacrificare il suo unico figlio sull’altare, ma soprattutto quella che gli ordinava di non macchiarsi le mani con il suo sangue. Infatti lo shofàr (corno d’ariete) che si suona a Rosh haShanà ricorda l’animale che fu sacrificato in sostituzione di Isacco. Uno spazio significativo del trattato Rosh haShanà si occupa proprio del suono dello shofàr. La ricorrenza di Rosh haShanà è strettamente legata al suono dello shofàr e alla sua capacità di suscitare il ricordo. In questo precetto c’è una dimensione verticale uomo-Dio. L’uomo suonando lo shofàr chiama in causa il Creatore che a sua volta si ricorda di chi lo invoca. Dio viene descritto nel giorno di Rosh haShanà come “colui che ricorda tutte le cose dimenticate”. Lo shofàr deve suscitare nell’animo umano il ricordo della propria condizione di creatura. L’attenzione divina è chiamata come un figlio che cerca il padre, con un suono che non presenta parole, ma ricorda il pianto. La tradizione indica che lo shofàr, aiutando a penetrare nella parte più intima dell’anima, serve a “scuotere”, come dice il profeta Amos (3, 6), innestando un processo di teshuvà (pentimento-ritorno). Rosh haShanà è anche definito il “Giorno del Giudizio”, perché l’ebreo lo celebra dedicandosi all’esame e alla riflessione sui comportamenti tenuti durante l’anno, invocando il perdono di Dio, il pentimento e il ritorno, la teshuvà. Nella pagina 17b/1 è scritto: “Disse rabbi Yochanàn: Grande è l’efficacia della teshuvà che annulla la sentenza negativa sull’uomo. La teshuvà è un atto di coscienza, di consapevolezza, di disponibilità a prendere posizione e assumersi le proprie responsabilità per il futuro. Teshuvà significa “ritorno” ma vuol dire anche “risposta”. Il passato non è modificabile, ma in compenso la teshuvà ci dà il potere di plasmare il futuro. Così come Dio ha il potere di “cominciare”, l’uomo con la teshuvà di Rosh haShanà ha il potere di “ricominciare”. Si tratta di un cambiamento qualitativo. I saggi danno una definizione della teshuvà sconvolgente e apparentemente paradossale: “Essa trasforma i peccati in buone azioni”. Lo scopo della teshuvà è secondo i mistici di far tornare l’anima alla sua radice, là dove era contenuta, nella spiritualità di Dio.