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Dizionario delle religioni mediterranee
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Eliade, Mircea

Dizionario delle religioni mediterranee

Jaca Book, 16/04/2020

Abstract: Il Mediterraneo, spesso considerato una culla di civiltà, ha di fatto visto l'evoluzione della cultura religiosa ben prima dell'affermarsi delle civiltà mesopotamiche dell'Egitto, di Creta e dell'Ellade. Il presente Dizionario copre tutto l'arco delle culture mediterranee, dal Paleolitico al Neolitico all'età dei metalli, sino alle grandi religioni dell'antichità greco-romana. Di particolare importanza il periodo che dal Paleolitico ci porta al Neolitico, in cui si attua gradualmente il processo di sedentarizzazione, ossia - come scrisse Cauvin - di "fissazione al suolo, in agglomerati di abitazioni costruite, di comunità via via più fitte, che vivevano in un ambiente stabile". È, da questa iniziale sedentarizzazione che nascono gli dei e si elaborano figure fondamentali come la "dea madre", che occupano per lungo tempo l'area mediterranea, dai primi villaggi sino alle grandi costruzioni dei templi megalitici. Da tale processo, in una lunga e appassionante storia segnata da infinite diramazioni, incontri e scontri di popoli e culture, si è sviluppata nel corso dei millenni l'incredibile varietà di forme e strutture religiose che sono giunte fino a noi, ancora vive e vitali oppure consegnate alla storia.

Dizionario delle religioni dell'Eurasia
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Eliade, Mircea

Dizionario delle religioni dell'Eurasia

Jaca Book, 19/05/2020

Abstract: Il Dizionario delle religioni dell'Eurasia tratta in primo luogo dei temi religiosi, o variamente legati alla religione, che si sono sviluppati nell'Europa antica. Con questo aggettivo ci riferiamo all'arco temporale che parte dalle fasi più remote della preistoria europea e giunge fino alla sua cristianizzazione (ma con qualche sopravvivenza - talora fino ai giorni nostri - nelle tradizioni folcloriche e in qualche zona marginale). Dal punto di vista geografico, si intende l'intero continente europeo, ad esclusione del cosiddetto mondo classico (le civiltà e le religioni della Grecia antica e di Roma) e dei mondi che con quello sono entrati in contatto. Sulla base di considerazioni pratiche, ma soprattutto alla luce dell'ormai indubitabile continuità che da tempo immemorabile unisce l'Europa con territori geograficamente appartenenti al continente asiatico, ma culturalmente collegati al vecchio continente, si è allargato poi lo sguardo al mondo religioso dell'Eurasia. Partendo dalle regioni più prossime all'Europa (quelle in cui si sono sviluppate le culture delle popolazioni ugro-finniche e uraliche), attraverso i mondi ormai asiatici delle religioni delle popolazioni altaiche, si è giunti così fino all'Asia interna e alla Siberia. Il confine meridionale di questo territorio - che separa le tradizioni religiose descritte in questo volume da quelle trattate nei dizionari dell'induismo, del buddhismo e dell'Estremo Oriente - si colloca più o meno in corrispondenza con il tracciato dell'antica Via della Seta, una delle realtà storiche che più hanno contribuito alla realizzazione dell'unità culturale che definiamo appunto Eurasia. In questo volume trovano, infine, inclusione le religioni dei territori dell'Artico, che appaiono diffuse con caratteri sostanzialmente omogenei in Europa, in Asia, ma anche nell'America settentrionale, comportando così uno sconfinamento nel Nuovo continente.

Dal fondo del pozzo ho guardato le stelle. Memorie di un esploratore ottimista e ribelle
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Gobetti, Andrea

Dal fondo del pozzo ho guardato le stelle. Memorie di un esploratore ottimista e ribelle

SEM Libri, 22/10/2020

Abstract: "Una banda di pazzi? Può darsi. Siamo fatti così, ci piace il mondo, ma a eccitarci è soprattutto l'idea di scoprire quello che è ancora inesplorato, di trovare il punto da cui si comincia a vedere ciò che si nasconde dietro la facciata." Dai vulcani filippini alle grotte piemontesi passando per le montagne albanesi, da Malapgap a Piaggia Bella questo racconto segue passo passo le avventure del suo autore alla ricerca di favolosi abissi nascosti, tra cime innevate e aride colline, sulle tracce di fiumi carsici. Andrea Gobetti, esploratore e speleologo, indaga la natura di quell'umanità con cui vengono a contatto i devoti di una attività non competitiva, anticonformista, non retribuita e destinata a un certo ed eccellente anonimato. In compagnia di una banda di amici, questo "scrittore sul campo" intrattiene il lettore e lo trascina, letteralmente, negli abissi più oscuri per svelargli i misteri della passione speleologica che da sempre gli arde dentro.Un libro per chi ama il lato nascosto delle cose, per chi non ha paura di tuffarsi nell'ignoto e sprofondare nel buio, in un'epoca in cui tutto è fatto per abbagliare ed essere abbagliati.

Chisciotte
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Moresco, Antonio

Chisciotte

SEM Libri, 22/10/2020

Abstract: "Come sono finito sulla copertina di questo libro, in camicia da notte bianca e cappello piumato, con quell'espressione idiota ed eroica? Ci sono finito perché ho scritto un romanzo sul personaggio letterario – e per me vivente – che più amo: Don Chisciotte. E perché da questa storia potrebbe persino venire fuori un film scatenato. Il mio non è un Don Chisciotte accademico che lotta contro i mulini a vento, ma un Chisciotte reinventato e scaraventato nel nostro tempo, partecipato e sentito fino all'incarnazione. Una cosa esagerata, disarmata, di quelle che si fanno con incoscienza e abbandono, in cui c'è da ridere e da piangere, come nella vita. La mia speranza è che questo inclassificabile e sghembo romanzo capiti tra le mani di lettori che sentano il bisogno di allargare i propri confini e susciti qualcosa di inaspettato che lasci il segno nelle menti e nei cuori, in questi anni cupi in cui c'è bisogno di invenzione, di sogno, in cui c'è bisogno di un salto di immaginazione e di piani, di rompere lo specchio in cui siamo imprigionati e di passare dall'altra parte."Antonio Moresco

Il pane della vita
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Papa, Sara

Il pane della vita

Edizioni Gribaudo, 24/09/2020

Abstract: La base è sempre la stessa: farina, acqua, lievito, ma i tipi di farina che si possono adoperare sono innumerevoli, così come gli ingredienti che possono essere aggiunti. Le combinazioni diventano infinite. Ceci neri, quinoa nera integrale, fagioli rossi azuki, semi di canapa, di lino, di girasole, di sesamo, di zucca, zeolite, alga spirulina, ma anche tè Matcha: tante varianti a base di veri e propri integratori naturali... e colorate proposte con succo di melone, estratto di barbabietola rossa e succo di spinaci.

Il sarto della stradalunga
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Bonaviri, Giuseppe - Nigro, Salvatore Silvano

Il sarto della stradalunga

Sellerio Editore, 23/04/2020

Abstract: Il padre Pietro, sarto della stradalunga, sua sorella Pina e il figlio undicenne Peppi. La storia di una modesta famiglia di Mineo riflette la condizione sociale di miseria secolare della Sicilia negli anni Cinquanta.

Il vicolo blu
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Bonaviri, Giuseppe

Il vicolo blu

Sellerio Editore, 23/04/2020

Abstract: Il cosmo magico di una civiltà contadina negli occhi di cinque bambini che non ci sono più, e ci sono per sempre. A cinquant'anni da 'Il Sarto della stradalunga', Bonaviri ritorna nel mondo perduto delle sue contrade.

Cosi è l'America. La mia storia da rifugiata a membro del Congresso
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Omar, Ilhan - Paley, Rebecca

Cosi è l'America. La mia storia da rifugiata a membro del Congresso

HarperCollins Italia, 19/11/2020

Abstract: "Ilhan è stata una figura di grande ispirazione ben prima di essere eletta al Congresso degli Stati Uniti. Questo libro vi darà l'occasione di vedere la persona e la sorella che io vedo: appassionata, solidale, arguta, ma soprattutto impegnata a perseguire un cambiamento positivo. È un onore servire le istituzioni insieme a lei, lottando per un mondo più giusto."Alexandria Ocasio-Cortez, membro del Congresso"Indipendentemente dalle opinioni politiche del lettore, la vita di Ilhan Omar è fonte di ispirazione."KirkusIlhan Omar aveva solo otto anni quando in Somalia è scoppiata la guerra civile. Ultima di sette fratelli, dopo aver perso la madre in tenera età è stata cresciuta dal padre e dal nonno, e quando un commando armato ha attaccato la zona in cui vivevano è fuggita da Mogadiscio insieme alla famiglia, per approdare infine in un campo profughi in Kenya, dove ha patito la fame e ha visto morire amici e parenti. Dopo quattro anni e un iter burocratico lungo e penoso, finalmente ha ottenuto lo status di rifugiata ed è stata accolta ad Arlington, in Virginia. All'epoca aveva dodici anni, era poverissima, parlava soltanto somalo e aveva perso diversi anni di scuola, ma si è rimboccata le maniche, decisa a inseguire il suo sogno americano. E pur scontrandosi con la dura realtà degli immigrati in America, ha lavorato senza sosta per smantellare stereotipi e costruire ponti all'interno della sua comunità. In meno di vent'anni è diventata un'attivista, si è laureata ed è stata eletta al Congresso come rappresentante del Minnesota facendo registrare un'affluenza record alle urne, pronta ad abbattere altri muri e a chiedere maggior trasparenza alle istituzioni di Washington.Insieme ad altre donne innovatrici e progressiste come lei, da esempio di successo locale la deputata Omar è diventata una vera icona della politica in campo nazionale e internazionale nonostante i feroci e costanti attacchi dei suoi oppositori. Nel mezzo delle peggiori tempeste politiche ha sempre mantenuto la gentilezza, la sagacia e lo spirito patriottico che la contraddistinguono, senza mai rinunciare a difendere i propri ideali e a lottare per un'America più giusta.Così è l'America non è solo la storia di formazione di una giovane rifugiata da cui trarre ispirazione, ma anche il racconto multidimensionale di speranze e ideali, delusioni e fallimenti, sacrifici e successi di una donna che oltre a servire lo Stato con passione nutre anche un'incrollabile fiducia nelle promesse dell'America.

Nato da nessuna donna
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Bouysse, Franck

Nato da nessuna donna

Neri Pozza, 05/11/2020

Abstract: Ogni storia è resa grande dal proprio mistero, soprattutto quando tende al dolore. Di questo è convinto Gabriel, un giovane curato di campagna, cui viene inaspettatamente affidata un'ardua missione.Un giorno una sconosciuta si affaccia al suo confessionale, bisbigliando la storia di una donna morta in manicomio dopo aver ucciso il proprio figlio. Tra i suoi abiti sono nascosti dei quaderni che il curato dovrà prelevare durante la benedizione del corpo e portare via con sè. Per quanto confuso, Gabriel acconsente alla richiesta della sconosciuta. Il giorno della sepoltura, senza neanche aprirli, afferra i quaderni e li nasconde sotto la tonaca. Tra quelle pagine, scoprirα, è contenuta una storia che non può andare perduta e non può essere dimenticata: la storia di Rose…Rose ha quattordici anni e vive con la sua famiglia a Les Landes, una vecchia fattoria, quando suo padre, per colmare i numerosi debiti, decide di venderla a un ricco signore. Ignara, la giovane viene condotta a Les Forges, un imponente castello immerso nella foresta. Nell'antica magione vivono Charles e la sua anziana madre, una vecchia arcigna magra come un chiodo, perennemente avvolta in un lungo abito nero. La moglie di Charles, Marie, malata, trascorre le sue giornate chiusa nella propria stanza, da cui non trapela mai il minimo rumore.Rose dovrebbe occuparsi della casa e della cucina, un lavoro per cui la ragazza è ben disposta. Charles e sua madre non tardano, però, a svelare il loro vero volto: il volto di un mostro a due teste che non esita a costringere la giovane donna ad accettare il più crudele degli abbandoni.Romanzo che al suo apparire in Francia ha segnato la definitiva consacrazione del talento di Franck Bouysse sulla scena letteraria francese, Nato da nessuna donna si inoltra negli anditi più oscuri dell'ignominia e della persecuzione per narrare la toccante storia di una ragazza privata del suo stesso destino."Classico e, ad un tempo, fantasmagorico, Nato da nessuna donna dimostra che la macchina romanzesca, quando è perfettamente oliata in tutti i suoi ingranaggi, riesce ancora ad abbagliare e stupire". - Le Monde"Credo di aver raggiunto un limite estremo… nel parlare della lotta contro il male, che potrebbe anche essere, come ho scoperto in questo romanzo, una lotta del femminile contro il maschile".

Il principio territoriale
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Magnaghi, Alberto

Il principio territoriale

Bollati Boringhieri, 05/11/2020

Abstract: Il territorio è il "bene comune" per eccellenza. Formato da città – piccole, medie e grandi – borghi e paesi, sistemi agroforestali e ambientali, infrastrutture urbane e rurali, costituisce un vero e proprio essere vivente, i cui geni, personalità e bellezza, sono frutto di processi coevolutivi fra insediamento umano e ambiente sedimentati nel corso della storia.Questi caratteri identitari e il loro drammatico sfarinamento nella corsa di Megacity all'urbanizzazione globale del pianeta sono analizzati in Il principio territoriale, dialogando con la cultura multidisciplinare praticata dai territorialisti e con i  molti soggetti della cittadinanza attiva che vanno creativamente rinnovandoli per il benessere collettivo.Da questo punto di vista, ri-abitare il territorio diviene per Alberto Magnaghi atto politico e la sua progettazione, alimentata e indirizzata da nuove forme di democrazia comunitaria, una possibile via d'uscita da quel divorzio fra natura e cultura che ci ha condotti all'alienazione della crescita senza limiti."Tornare al territorio" – alla terra, alla montagna, all'urbanità, ai sistemi socioeconomici locali – significa ritrovare le regole che ci consentono di affrontare la produzione dello spazio in quanto "ambiente dell'uomo" secondo modalità capaci di affrontare strategicamente anche la profonda crisi ecologica globale che stiamo vivendo.Tracciando un percorso che, attraverso la crescita della "coscienza di luogo", va dal riconoscimento collettivo dei valori patrimoniali alla integrazione delle culture idrauliche, ambientali, urbane, agroforestali energetiche e produttive in un progetto bio-regionale, Magnaghi condensa le sue esperienze e la sua visione complessiva definendo in forma organica e compiuta quel "principio territoriale" che potrà orientare la rotta di una futura civilizzazione eco-territorialista.

Dio
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Levi Della Torre, Stefano

Dio

Bollati Boringhieri, 19/11/2020

Abstract: Fin dal roveto ardente, Mosè vuol conoscere l'Invisibile che gli parla. Sul Sinai chiede che si mostri. Gli si risponde: "Non potrai vedere la mia faccia, perché ne morresti; solo potrai vedere il mio retro". Maimonide ne dà un'interpretazione illuminante: il retro di Dio sono le sue tracce, i suoi effetti: Dio dice a Mosè che potrà vedere solo le conseguenze del suo agire nella natura e nella storia.Interdisciplinare, infinita per sua natura, la questione di Dio pervade il mondo, che si sia credenti o meno, e si palesa in ogni ambito dell'umano, dalla teologia alla scienza, dall'arte alla filosofia, in un rincorrersi di paradossi e intuizioni. Questo breve e intensissimo libro discute Dio con laicità, intesa non come ateismo, ma come sospensione, curiosità, apertura nei confronti dell'inconoscibile.

Culture dimenticate. Venticinque sentieri smarriti dell'umanità
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Haarmann, Harald - Tatasciore, Claudia

Culture dimenticate. Venticinque sentieri smarriti dell'umanità

Bollati Boringhieri, 19/11/2020

Abstract: "L'autore prende in esame le scoperte più recenti dell'archeologia, della linguistica e della genetica umana, riassumendo in modo chiaro e conciso lo stato della nostra conoscenza ma, soprattutto, lo stato della nostra ignoranza."Neue Zürcher Zeitung - Kathrin Meier-Rust"Culture dimenticate è un libro di grande valore che ci affascina e insegna a vedere la storia con occhi diversi."Spektrum der Wissenschaft - Theodor Kissel""L'autore prende in esame le scoperte più recenti dell'archeologia, della linguistica e della genetica umana, riassumendo in modo chiaro e conciso lo stato della nostra conoscenza ma, soprattutto, lo stato della nostra ignoranza". ""Neue Zürcher Zeitung" - Kathrin Meier-Rust"Una panoramica molto intrigante sulle scoperte archeologiche più sensazionali al mondo."Archäologie in Deutschland - Niklot Krohn""Culture dimenticate è un libro di grande valore che ci affascina e insegna a vedere la storia con occhi diversi".""Spektrum der Wissenschaft" - Theodor Kissel""Una panoramica molto intrigante sulle scoperte archeologiche più sensazionali al mondo".""Archäologie in Deutschland" - Niklot KrohnConosciamo l'antica Grecia e i sumeri, ma che cosa sappiamo di altre grandi civiltà ritenute secondarie? Molte culture del passato sono rimaste avvolte dall'oblio, altre invece hanno lasciato tracce che, se percorse, dischiudono mondi inimmaginabili.Grazie a recenti ritrovamenti archeologici e a nuovi studi genetici e linguistici, Harald Haarmann ci fa scoprire venticinque culture dimenticate o trascurate dalla storiografia tradizionale. L'autore va alla ricerca di insediamenti preistorici sul Lago Bajkal, getta nuova luce sulle popolazioni pelasgiche e svela il mistero delle guerriere del Mar Nero. Dalle mummie bionde ritrovate a Xinjiang, nel deserto cinese, alla sofisticata civiltà della valle del Danubio, dotata di una scrittura fra le più antiche al mondo, fino agli abitanti dell'Isola di Pasqua, decimati da una crisi ecologica che essi stessi avevano provocato. Questa esplorazione alternativa nella storia dell'uomo ci introduce anche a sensazionali scoperte, come quella di antichi insediamenti urbani in una regione dell'Amazzonia da sempre creduta semi-spopolata. Percorrendo i possibili sviluppi dell'umanità e le sue strade scartate, Haarmann non solo restituisce voce a chi l'aveva persa, ma esorta anche a riflettere sulla nostra civiltà, perché soltanto il riconoscimento del diverso ne dispiega il vero potenziale.

Il diavolo e l'acqua scura
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Turton, Stuart - Maestrini, Alessandra - Ricci, Anna

Il diavolo e l'acqua scura

Neri Pozza, 12/11/2020

Abstract: Dall'autore de Le sette morti di Evelyn Hardcastle, un diabolico mistery che vi farà impazzire di nuovo.Uno dei miglior crime del 2020 secondo il Financial Times e The Guardian.Un omicidio in alto mare.Una straordinaria coppia di detective.Un demone che esiste. O forse no.Batavia, Indie orientali olandesi, 1634. La Saardam, col suo carico di pepe, spezie, sete e trecento anime tra passeggeri e membri dell'equipaggio, è pronta a salpare alla volta di Amsterdam. Una traversata non priva di insidie, tra malattie, tempeste e pirati in agguato in oceani ancora largamente inesplorati.Le vele ripiegate, il galeone accoglie nel suo ventre il corteo dei passeggeri aperto da Jan Haan, il governatore generale di Batavia. In sella a uno stallone bianco, seguito da un'accozzaglia di cortigiani e adulatori e da quattro moschettieri che reggono una pesante cassa dal contenuto misterioso, Haan procede impettito. Ad Amsterdam riceverà l'ambito premio per i suoi servigi: sarà uno degli enigmatici Diciassette del consiglio direttivo della Compagnia. Poco dietro avanza il palanchino che ospita Sara Wessel, sua moglie, una nobildonna dai capelli rossi decorati di gemme preziose e un segreto ben custodito nel cuore, e Lia, sua figlia, una ragazzina insolitamente pallida. Seguono dignitari e passeggeri di riguardo, ciambellani, capitani della guardia e viscontesse e, alla fine, a chiudere il corteo, un uomo coi ricci scuri appiccicati alla fronte e un altro con la testa rasata e il naso schiacciato. Sono Samuel Pipps, celebre detective appena trasferito al porto dalle segrete del forte, dov'era recluso con l'accusa di aver commesso un crimine meritevole di processo in patria, e il tenente Arent Hayes, sua fedele guardia del corpo.Le operazioni di imbarco proseguirebbero secondo un consolidato copione se un oscuro evento non funestasse la partenza. In piedi su una pila di casse, un lebbroso vestito di stracci grigi, prima di prendere stranamente fuoco, annuncia che "il signore dell'oscurità" ha decretato che ogni essere vivente a bordo della Saardam sarà colpito da inesorabile rovina e che la nave non arriverà mai alla sua meta. Non è il solo segno funesto. Non appena il galeone prende il largo, sulle vele compare uno strano simbolo: un occhio con una coda.Splendida conferma del talento dell'autore de Le sette morti di Evelyn Hardcastle,Il diavolo e l'acqua scura è stato accolto al suo apparire in Inghilterra e negli Stati Uniti da un entusiastico consenso di pubblico e di critica.

Il tuo capo è un algoritmo
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Aloisi, Antonio - De Stefano, Valerio

Il tuo capo è un algoritmo

Laterza, 22/10/2020

Abstract: Automazione, algoritmi, piattaforme, smart working: il mondo del lavoro sta vivendo una vera e propria rivoluzione. La paura è che crolli il numero degli occupati e che il lavoro umano venga riconosciuto e apprezzato sempre meno. Si teme la capacità di controllo dei software di intelligenza artificiale. Ma non esistono tecnologie buone e tecnologie cattive; esistono usi distorti e usi consapevoli delle invenzioni e delle innovazioni.La tecnologia cambia rapidamente e incide in profondità in tutti gli ambiti, con esiti spesso preoccupanti. È quello che accade al mondo del lavoro, tra trasformazione digitale, utilizzo dei robot e dell'intelligenza artificiale e diffusione delle piattaforme. Che cosa sta accadendo alle professioni che non sono state spazzate via dalla tecnologia? Come ci si confronta con strumenti di sorveglianza dei lavoratori sempre più pervasivi? Quante possibilità ci sono che il modello della gig-economy si affermi come nuovo paradigma produttivo? Che cosa potranno fare le parti sociali e le forze politiche per mettere in campo protezioni efficaci? La qualità del lavoro presente e futuro dipende da come esso è concepito, contrattato e organizzato. La trasformazione digitale può essere infatti un alleato indispensabile, dalla fabbrica alla scrivania, dal magazzino all'ufficio, ma va messa alla prova sul terreno della convenienza sociale e politica e non solo su quello della convenienza economica. Questo libro è uno strumento prezioso per orientarsi con coordinate precise sui nuovi scenari, sui rischi che corriamo e sulle scelte necessarie per affrontare il futuro.

Il mondo dopo la fine del mondo
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Il mondo dopo la fine del mondo

Laterza, 22/10/2020

Abstract: Un virus ha cambiato il mondo: è importante capire come. Intellettuali e interpreti del nostro tempo riflettono sulle trasformazioni in corso. E propongono idee e azioni per affrontare le difficoltà del futuro.La pandemia ha tracciato un grande solco tra un prima e un dopo, uno spartiacque tra un mondo che credevamo di controllare e uno dal profilo molto incerto, che sta facendo saltare molte sicurezze. Nel 'prima' le nostre società facevano mostra di un'organizzazione globale efficiente; oggi manifestano l'altra faccia, quella fragile e insostenibile. Nel 'prima' la democrazia appariva il destino dell'umanità; nel 'dopo' non sembra essere più così scontata. Nel 'prima' lo Stato era considerato un'istituzione quasi residuale, da limitare e contenere; nel 'dopo' dovremo considerare la sua forza necessaria. Nel 'prima' in tanti pensavano che la distruzione dell'ambiente avrebbe avuto effetti sulle nostre vite tra molto tempo; nel 'dopo' è divenuto chiaro che non possiamo essere sani su una terra malata. Il mondo che verrà ci chiama tutti a riflettere su ciò che è stato, sulle cause profonde di quanto stiamo vivendo e sulle sue conseguenze immediate – economiche, politiche, sociali – e a porci quesiti nuovi sul futuro che ci aspetta e che dovremo ricostruire.

Capitalismo contro capitalismo. La sfida che deciderà il nostro futuro
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Milanovic, Branko

Capitalismo contro capitalismo. La sfida che deciderà il nostro futuro

Laterza, 22/10/2020

Abstract: Il capitalismo ha trionfato seguendo due modelli: in Occidente come 'capitalismo liberale', in Oriente come 'capitalismo politico'. Il primo vacilla sotto il peso dell'iniquità, il secondo sotto quello della corruzione. Quale dei due riuscirà a conquistare la leadership mondiale? È realizzabile un terzo modello più equo e più giusto?Oggi siamo tutti capitalisti. Infatti, per la prima volta nella storia umana, il mondo è dominato da un unico sistema economico e si muove ovunque seguendo lo stesso spartito. Per arrivare a questo, il sistema capitalistico e l'economia di mercato hanno dovuto sconfiggere prima il feudalesimo, con le sue diverse declinazioni, e poi il comunismo, l'ultimo grande avversario. Se questo è potuto accadere è perché il capitalismo funziona: produce prosperità e gratifica l'aspirazione umana all'autonomia. Ma tutto ciò ha un costo: ci spinge a perseguire il successo materiale come unico obiettivo. E non offre garanzie di stabilità. In Occidente il capitalismo liberale produce crescenti disuguaglianze che minano la convivenza democratica. D'altro canto il capitalismo politico, esemplificato dal modello cinese, è più esposto alla corruzione perché non è arginato dai vincoli di un sistema democratico e si espone al rischio di disordini sociali. Branko Milanovic, uno dei più innovativi e autorevoli economisti mondiali, indaga nel libro proprio le ragioni di questo sviluppo storico del capitalismo e pone sul terreno una domanda non più eludibile: ora che il capitalismo è l'unico sistema che ci governa, quali sono le prospettive concrete che garantiscono all'umanità più equità e una crescita sostenibile per il pianeta? Le sue risposte sono sorprendenti e niente affatto fataliste. Ancora una volta il futuro è rimesso nelle nostre mani: il capitalismo è un sistema umano, perciò dovranno essere le nostre scelte a orientarlo in una direzione o in un'altra e a determinare cosa dovrà offrirci.

Non sprechiamo questa crisi
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Mazzucato, Mariana

Non sprechiamo questa crisi

Laterza, 22/10/2020

Abstract:  Nessuno è più efficace di Mariana Mazzucato nel produrre gli strumenti che servono a vincere una battaglia di idee."The Guardian"Crollo del Pil mondiale, blocco delle merci e degli scambi, infinite moltitudini precipitate in povertà e senza più un lavoro. Questo è l'effetto della pandemia di Covid-19 da un punto di vista economico. Possiamo uscirne in tempi rapidi? E come? Dobbiamo non solo sperare di tornare quanto prima alla 'normalità', ma riuscire a trasformare questa crisi in una opportunità per ripensare il nostro modello di sviluppo. Mariana Mazzucato, una degli economisti più autorevoli e influenti del nostro tempo, ci mostra come l'alternativa non solo è possibile ma quanto mai indispensabile.La sfida cui i governi di tutto il mondo si trovano davanti è enorme: la necessità di attuare misure di sostegno al reddito dei cittadini e di aiuti alle aziende in difficoltà, il rafforzamento delle prestazioni sanitarie dirette agli utenti, un livello di collaborazione senza precedenti fra le nazioni, dalla corsa al vaccino alla gestione dei tamponi e del tracciamento dei contagi. Purtroppo, nell'ultimo mezzo secolo, il messaggio politico prevalente in molti paesi è stato che i governi non possono – e quindi in sostanza non devono – governare. Da tempo politici, dirigenti di imprese ed esperti si lasciano guidare da un'ideologia che si concentra ossessivamente su misure statiche di efficienza per giustificare i tagli alla spesa, le privatizzazioni e le esternalizzazioni. Ecco la ragione per cui i governi hanno ora a disposizione un numero di strumenti più limitato per rispondere alla crisi. Ed è proprio questa la lezione del Covid-19: la capacità di uno Stato di gestire una crisi di grande portata dipende da quanto ha investito nella capacità di governare, fare e gestire, cioè di dare forma a mercati che producano una crescita sostenibile e inclusiva, finalizzata all'interesse pubblico.

Segui il tuo demone. Quattro precetti più uno
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Dionigi, Ivano

Segui il tuo demone. Quattro precetti più uno

Laterza, 22/10/2020

Abstract: "Demone a ciascuno è il suo modo di essere."EraclitoGuardano il cielo stellato ma non si meravigliano, sono angosciati dall'esistenza ma non sono tragici, elaborano ricette ma non redigono nuove tavole della legge, parlano di tutto ma non di noi. I contemporanei non ci sono attuali. Sono i classici i competenti in umanità e i maestri di saggezza: con i loro precetti – obbedire al tempo, seguire il demone, conoscere se stessi, non eccedere, conoscere la natura – ci soccorrono nel rispondere alla domanda di Agostino: "Tu chi sei?". Sono i classici che, liberandoci dalla saturazione e dalle spire del presente, ci ricollegano alla memoria dei trapassati e ci interpellano sulla responsabilità verso i nascituri, rendendoci partecipi di quella grande comunità – res publica maior la chiamava Seneca – che ci precede e ci eccede. Il libro spinge questa riflessione fino ai nostri giorni. Intercetta le domande dei giovani, abitati da una divorante ansia di verità e chiamati a una missione supplementare e difficile: arrivati in un mondo fatto su misura per i loro padri, devono costruirne uno per loro stessi e per i loro figli. Torna così attuale l'invito che Max Weber, echeggiando la saggezza classica, rivolse ai giovani nei giorni segnati dalle macerie della prima guerra mondiale. Alla loro domanda: "Professore, cosa dobbiamo fare?", rispose semplicemente: "Ognuno segua il demone che tiene i fili della sua vita".

Quel mondo diverso
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Barca, Fabrizio - Giovannini, Enrico

Quel mondo diverso

Laterza, 22/10/2020

Abstract: Le ragioni che hanno portato al fallimento del modello neoliberista. Il sentiero che la società civile e una nuova classe politica progressista dovranno intraprendere per ripensare il mondo secondo altri principi.È il momento di ripensare il nostro mondo secondo un'altra logica. Anzi di realizzare quel mondo diverso che non abbia il Pil come misura del benessere del cittadino, che non rimetta nelle mani dei tecnocrati decisioni tutt'altro che tecniche, che smetta di considerare l'ambiente una quinta teatrale, che impedisca il formarsi di disuguaglianze insostenibili, che garantisca al massimo numero di persone le medesime opportunità. È quel mondo in cui si torna ad ascoltare la voce dei cittadini e dei lavoratori affinché scelgano e non subiscano il futuro.

Everest. Una storia lunga 100 anni
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Ardito, Stefano

Everest. Una storia lunga 100 anni

Laterza, 22/10/2020

Abstract: "Non è una punta, ma una massa prodigiosa. Il lungo braccio della Cresta Nord-ovest, con i suoi speroni secondari, sembra la cattedrale di Winchester dopo una nevicata."George Leigh Mallory, 1921È l'Everest: sui suoi pendii da un secolo si cimentano i migliori alpinisti del mondo, da Eric Shipton a Reinhold Messner, da Edmund Hillary a Krzysztof Wielicki, Anatolij Boukreev, Doug Scott, Simone Moro e Alex Txikon. Ma anche avventurieri, topografi, sognatori, scienziati e figure eccezionali come quelle degli sherpa.Un secolo fa, nella primavera del 1921, una spedizione britannica lascia le piantagioni di tè di Darjeeling per dirigersi verso la base della montagna più alta del mondo, l'Everest. A partire da quel momento il Big E sarà teatro di una serie di vicende che rimarranno scolpite nella memoria storica dell'alpinismo: dalla scomparsa di George Mallory e Andrew Irvine nel 1924 alla prima ascensione da parte di Edmund Hillary e Tenzing Norgay nel 1953. Dalle imprese solitarie e senza ossigeno di Reinhold Messner nel 1978 e nel 1980 al fenomeno delle spedizioni commerciali dei giorni nostri, che vede centinaia di persone pagare alte cifre per raggiungere la cima, e alle esperienze dei protagonisti odierni delle scalate. Stefano Ardito racconta in queste pagine l'affascinante storia di cento anni di spedizioni. È una storia fatta di coraggio, intelligenza, paura, ma anche di tanti altri aspetti, dall'evoluzione tecnologica delle attrezzature alle trasformazioni geopolitiche che hanno influito sull'alpinismo.