Trovati 855396 documenti.
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UTET, 2019
Abstract: La prima vera storia della Juventus. La storia della squadra, dei suoi giocatori, dei suoi dirigenti, dei suoi tifosi, ma anche la storia di una città e di un paese intero. Nell’autunno del 1897 un gruppo di allievi del liceo Massimo d’Azeglio di Torino, uno dei più prestigiosi del capoluogo piemontese, si riunisce nell’officina dei fratelli Canfari per fondare una società sportiva studentesca. Al centro del progetto, un gioco da poco importato dall’Inghilterra: il football. Da quei ragazzi in camicia bianca e pantaloncini neri che rincorrevano un pallone cucito da un calzolaio con avanzi di suole, nasceva la Juventus. In oltre cento anni di storia, la bacheca della “Vecchia signora” si è riempita di trofei, decine di campioni si sono avvicendati sul campo da gioco, tracciando l’evoluzione della squadra più amata e, allo stesso tempo, più odiata d’Italia. A guardarli con lo sguardo dello storico, tuttavia, gli annali juventini non raccontano semplicemente le vicende sportive, i cicli vittoriosi e le cocenti delusioni. Dietro quelle coppe, negli spazi tra le foto delle formazioni ufficiali, emerge potente la storia di una città e di un intero paese: l’arrivo della prima guerra mondiale, che portò quei ragazzi che fondarono la squadra dai campi da gioco alle trincee sul fronte austriaco; l’avvento del regime fascista e le leggi razziali che costrinsero alle dimissioni dai vertici societari tutti i dirigenti ebrei; e poi, naturalmente, il rapporto con la famiglia Agnelli, la Fiat, il boom del dopoguerra e i cambiamenti del tessuto sociale che l’emigrazione di massa da sud verso nord portò a Torino e a tutta l’Italia. Su questo sfondo storico si stagliano i trofei del trio magico Charles-Sívori-Boniperti, la bicicletta iconica di Parola, la tragedia dell’Heysel, i successi sotto la guida di Trapattoni, le magie di le roi Platini, fino al “neocalcio”, allo scandalo calciopoli, alla Serie B e alla rinascita. Aldo Agosti e Giovanni De Luna, tra i massimi storici italiani e accaniti tifosi bianconeri, rileggono la storia del club con rigore e passione, perché la costruzione dello stile Juventus, l’evoluzione del modello imprenditoriale e del rapporto con il potere e con la società circostante possono raccontare da una nuova, inedita, prospettiva i cambiamenti di oltre un secolo di storia del nostro paese.
Treviso : Biblioteca italiana per ipovedenti, stampa 2018
I grandi
Abstract: Quando apparve Una vita, alla fine del secolo diciannovesimo, pochi seppero riconoscere, nello sconosciuto Svevo poco più che esordiente, la prosa decisa di un grande narratore. Fu catalogato come un tardivo seguace del naturalismo, quando invece lo scrittore è più vicino alla temperie realistico-patologica di Flaubert. Il protagonista Alfonso appartiene a quella schiera di vinti che la letteratura narrativa del secondo Ottocento ha elevato a eroi della sconfitta, nella loro intima decisione di rinunciare alla lotta per vivere. Del suo protagonista Svevo ha scritto che è la personificazione dell'affermazione schopenaueriana della vita tanto vicina alla sua negazione.
Libertà nel lavoro : la sfida della rivoluzione digitale / Giovanni Mari
Il Mulino, 2019
Abstract: La nostra idea di lavoro si è sempre basata sulla contrapposizione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, una dicotomia che il lavoro come attività linguistica svolto nella «fabbrica digitale» annulla, proponendo una nuova natura del lavoro, un nuovo modo di lavorare e un differente nesso fra tempo di lavoro e tempo dell’«ozio». In epoca di «fine del lavoro», di jobless society in cui lavorerebbero solo i robot – previsioni regolarmente smentite nella loro radicalità –, è possibile rimettere al centro della discussione il concetto di autorealizzazione della persona nel lavoro? Nella prospettiva dell’autore tale concetto è decisivo per la formulazione di una nuova idea di lavoro. Un lavoro di qualità, in grado di essere scelto, non un lavoro qualsiasi in nome del «diritto al lavoro», può diventare forma e strumento di libertà, laddove maggiori siano la conoscenza, la creatività e la responsabilità in esso intrecciate, nei luoghi di lavoro e nella società.
00gatto : licenza di graffiare / Kerstin Fielstedde ; traduzione di Letizia Galletti
Emons, 2019
Abstract: Nel corso di un'indagine su uno scandalo edilizio, la carismatica agente Indy scompare improvvisamente. Ha forse scoperto qualcosa di molto scottante? A suo fratello Ian, un bel gatto pacioso, non resta che vincere l'innata sonnolenza e gettarsi a capofitto alla ricerca di Indy. Per scovare l'amata sorella metterà insieme una formidabile squadra speciale di amici: un cagnolino modaiolo, un ratto innamorato degli esplosivi, un passero poliglotta, mezzo lombrico, e Maxim, un gatto albino dalle straordinarie competenze informatiche. Riusciranno i nostri eroi a salvare la bella Indy e a far sfumare i piani criminali del professor Sumo, il re della malavita?
Novara : De Agostini, [2010]
La vita nella fattoria
Oh che barba, Babbo Natale! / [testo di Emmanuelle Kecir-Lepetit ; illustrazioni di Kiko]
Emme, 2019
Abstract: Babbo Natale ha una barba che si impiglia e si ingarbuglia in continuazione. Riuscirà anche quest’anno a distribuire tutti i regali? Un libro con la barba di Babbo Natale da accarezzare in copertina!
Sinnos, 2019
Abstract: Bianca ha dodici anni ed i sempre scontrosa, arrabbiata, intrattabile. E nessuno riesce davvero a capire i suoi silenzi e i suoi pensieri. O meglio, questo è quello che crede Bianca. Ma poi, un pomeriggio, Bianca si ritrova in casa la protagonista della sua serie tv preferita. Vedere una famosa attrice nella vita di tutti i giorni, fa capire a Bianca che si può imparare a mettersi nei panni degli altri. Perché nessuno, alla fine, chiede scusa per caso.
L'incoscienza / Karine Tuil ; traduzione di Raffaella Patriarca
La Tartatuga, 2019
Abstract: Di ritorno dall'Afghanistan, dove ha perso molti dei suoi uomini, il tenente Romain Roller è devastato. Durante un periodo di riposo organizzato dall'esercito a Pafo, conosce Marion, giovane giornalista e scrittrice, con la quale intrattiene una relazione che prosegue anche dopo il loro rientro in Francia. Romain, che pure ha una famiglia, scopre che la donna è sposata con François Vély, un carismatico magnate delle telecomunicazioni franco-americano e di origine ebrea. Quando François viene accusato di razzismo, a causa di una foto che lo ritrae seduto su un'opera d'arte giudicata oscena, tutto intorno a lui - il suo matrimonio, il suo impero - sembra vacillare. È allora che un amico di Romain, Osman Diboula, figlio di immigrati ivoriani, che dalle banlieu è diventato un politico di successo, prende pubblicamente le difese di François, trascinando suo malgrado tutti i protagonisti in una potente epopea che rivela la violenza del mondo. Un libro che fa della spensieratezza, dell'incoscienza, della seduzione l'unica arma contro una società alla deriva, contro la guerra, il razzismo e la solitudine.
Uno spettro si aggira per l'Europa : il mito del bolscevismo giudaico / Paul Hanebrink
Einaudi, 2019
Abstract: Per gran parte del XX secolo, l'Europa è stata perseguitata da una minaccia scaturita dalla propria immaginazione: il bolscevismo giudaico. Questo mito – che riteneva il comunismo un complotto ebraico volto a distruggere le nazioni d'Europa – era una fantasia paranoica, eppure i timori di una cospirazione giudaico-bolscevica si affermarono dopo la Rivoluzione russa e si diffusero in tutta Europa. E durante la Seconda guerra mondiale tali paure contribuirono a seminare la morte, l'odio e l'orrore. Il racconto di Paul Hanebrink inizia con i movimenti controrivoluzionari che turbavano l'Europa alla fine della Prima guerra mondiale. Fascisti, nazisti, cristiani conservatori e molti altri europei, terrorizzati dal comunismo, immaginavano i bolscevichi ebrei come nemici sul punto di varcare i confini per sovvertire l'ordine dall'interno con le loro idee devastanti. Negli anni che seguirono, il bolscevismo giudaico fu un'arma politica potente e facile da usare. Dopo l'Olocausto, quello spettro, lungi dal morire, semplicemente si modificò, diventando uno dei componenti della guerra fredda. Dopo un'ennesima trasformazione, persiste ancora oggi su entrambe le sponde dell'Atlantico nella politica tossica del nazionalismo di destra rivitalizzato. La funesta invenzione che il comunismo fosse in realtà un complotto ebraico volto a conquistare e distruggere l'Europa ebbe nel secolo scorso il suo tragico culmine nello sterminio di milioni di esseri umani. Un'idea che, rielaborata a piú riprese nel corso dell'intero secolo, non ha mai cessato di alimentare varie ideologie e programmi politici. Paul Hanebrink esplora la nascita, i caratteri e le conseguenze di questo mito pregno di odio e paura: dalle sue origini negli anni convulsi successivi alla grande guerra all'avvento del nazismo, dall'intreccio con la memoria dell'Olocausto fino alla sopravvivenza nelle fantasie cospirative dell'estrema destra europea e americana.
Ti stai annoiando, Minimoni? / Rocio Bonilla
Valentina, 2019
Abstract: Minimoni è diventata grande, le piace ancora colorare, ma ama fare anche tante altre cose: andare in gita, vedere i suoi amichetti, allenarsi a hockey, leggere in biblioteca, giocare con la nonna... Ma la domenica, che noia, non sa proprio cosa fare! O forse un'idea ce l'ha...
Buon Natale, Orso Cercabbracci! / David Melling
Emme, 2019
Abstract: Una nuova avventura per Orso Cercabbracci: in cerca dell'albero di Natale perfetto, Orso Cercabbracci trova... un amico magico!
Pinelli, una storia / Paolo Pasi
Elèuthera, 2019
Abstract: La vita di Giuseppe Pinelli è strettamente intrecciata a quella di Milano, luogo dell'impegno politico e degli affetti più profondi. Pino è nato nel 1928 in uno dei quartieri più popolari e ricchi di storia, porta Ticinese, una successione di case di ringhiera, di ballatoi affacciati sulle rumorose discussioni tra vicini, di trattorie operaie e posti di ristoro per i barcaioli che trasportano la ghiaia lungo i Navigli. Da che parte stare lo ha già deciso quando, appena sedicenne, diventa staffetta partigiana in una brigata libertaria. Questa è la sua storia, che non è solo la storia della diciassettesima vittima della strage di piazza Fontana, ma quella di un uomo che amava la sua famiglia ed era orgoglioso del suo mestiere, che leggeva poesie e faceva volare gli aquiloni, un uomo che ha vissuto con passione la sua epoca lottando per un mondo migliore. Fino all'ultimo. La sua vicenda esistenziale viene «accidentalmente » interrotta nella notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969, nel pieno della strategia della tensione e delle trame più oscure, ma è proprio lì, sotto quella finestra spalancata, che la sua storia individuale è diventata collettiva. Una storia che ci riguarda tutti. Una storia che non si è mai chiusa.
Le più belle storie di Babbo Natale / Lorenza Cingoli ; illustrazioni di Elena Iarussi
Gribaudo, 2019
Abstract: Da San Nicola a Odino, i migliori racconti per celebrare il magico omone con la barba, amato da grandi e piccini
La strategia dell'emozione / Anne-Cécile Robert ; [traduzione di Andrea Libero Carbone]
Milano : Elèuthera, 2019
Abstract: L'oceano emotivo che ha travolto la nostra società sta progressivamente erodendo lo spazio sociale e politico marginalizzando lo spirito critico e la ragione stessa. Se è vero, come ha detto Hegel, che «nulla di grande può essere realizzato senza passione», questo impero dell'emozione, che depoliticizza gli eventi concentrandosi sugli effetti e non sulle cause, sta minando la capacità dell'individuo di scegliere, decidere, conoscere. Col fazzoletto in mano, l'individuo si abbandona a una facile emotività che lo depotenzia, mentre «coloro che sanno», gli «adulti» che detengono il potere, si occupano di mandare avanti il mondo. Una strategia ben congegnata che riduce i cittadini a uno stato di subalternità infantile neutralizzando ogni spirito di rivolta. Questo controllo sociale giocato sul registro emozionale, di cui si analizzano le manifestazioni più deleterie come il narcisismo compassionevole da social network o l'ossessione mediatica per le breaking news, sta mettendo a rischio la nostra vita democratica. Ed è per questo che l'autrice ci invita - senza fare sconti a nessuno, a cominciare dalla stampa - ad asciugarci le lacrime e tornare a quello spirito critico che, solo, può salvare la democrazia.